Gli hotel letterari di New York



New York, si sa, è una città che riesce a stupire in ogni suo angolo. Ci sono luoghi retrò che non pensereste mai di riuscire a vedere nella città della velocità, delle luci e della moda. Ma lo sapevate che è anche piena di angoli che trasudano di pagine scritte, di amori e di passioni finiti magari in qualche romanzo?

In questi hotel letterari, luoghi che hanno storie e segreti da leggenda, potrete davvero "leggere" il meglio della proposta culturale di New York, per un tour della città sicuramente alternativo, ma che non potrà non stupirvi e incantarvi.

 

 

Chelsea

Qui soggiornò Jack Kerouac, che in soli tre giorni qui scrisse la prima bozza del suo capolavoro “On the road”. Ma non finisce qui: anche Mark Twain, Tennessee Williams e William Burroughs ebbero il piacere di dormire in queste stanze. Stiamo parlando purtroppo di preistoria, perché questo meraviglioso hotel dal fascino neogotico non esiste più. Chiuso poiché impossibile sostenere gli alti costi della ristrutturazione. Verrà riaperto come un algido e moderno stra-lusso? Chi lo sa. nel frattempo consoliamoci pensando che qui, Allen Ginsberg e Gregory Corso si trovavano per filosofeggiare e parlar di poesia.

 

Hotel Elysee

L'Elysée (che si rifà al nome del Palazzo presidenziale francese) è noto perché qui lo scrittore Tennessee Williams decise di trascorrere gli ultimi quindci anni della sua vita, in silenzio e isolamento dal mondo. Talmente dedito al lavoro, che i vicini di casa erano soliti lamentarsi per il continuo ticchettare della macchina da scrivere. Morì qui in solitudine e tra i fumi dell’alcool nel 1983. Ancora oggi, alcune celebrità, oltre che turisti e uomini d’affari amano soggiornare in questo hotel nella Midtown, a pochi passi dalla Quinta strada e dal Rockefeller Centre.

 

Algonquin Hotel

L'Algonquin si trova sulla 44esima, tra la 5° e la 6° strada. Qui nel 1950 William Faulkner scrisse il suo discorso prima di ricevere il Premio Nobel alla Letteratura, ma non finisce qui. In questo luogo erano soliti riunirsi sin dalla metà degli anni ’20, letterati e critici che diedero vita a quella che ancora oggi è conosciuta come “The Algonquin Round Table”. Tra i membri di questo gruppo, che si autodefiniva ironicamente “he Vicious circle”, si ricordano la grandiosa Dorothy Parker, George S. Kaufman, Marc Connelly, Edna Feber e Alexander Woollcott.