Islanda, una terra di contrasti



Reykjavik - L'Islanda sta facendo notizia, negli ultimi giorni, per la presunta volontà del suo governo di ritirare la domanda di adesione, presentata alcuni anni fa, all'Unione Europea. A suo tempo, infatti, la decisione era stata vista con favore, per avvicinare almeno istituzionalmente questa terra, più vicina al Polo Nord che all'Europa continentale (la distanza dalla Danimarca è di 1.500 km, quella da Roma di oltre il doppio), ma ora che la crisi economica e istituzionale è al suo apice, il nuovo esecutivo islandese sembra voler rinunciare a questa opportunità.

La decisione non deve stupire: sin dalla sua "fondazione" come entità politica e statale, infatti, l'Islanda ha vissuto delle sue forze, del carattere deciso e forte della sua pur scarsa popolazione, che ancora oggi rasenta i 300.000 abitanti, più o meno come gli abitanti di Firenze. Colonizzata probabilmente da monaci irlandesi nel IV - V secolo avanti Cristo, l'Islanda fu posta sotto il dominio norvegese a cavallo tra il I e II millennio, nello stesso momento in cui nasceva l'Alþing, il più antico Parlamento d'Europa (se si escludono le istituzioni, pur diverse, della Repubblica di San Marino) ancora funzionante.

Tra gravi devastazioni, saccheggi e cambi di domini stranieri, l'Islanda visse una condizione di subordinazione fino al 1944 quando, nel pieno della Seconda guerra mondiale, fu "spinta" dagli americani a votare per un'indipendenza che però era assolutamente sentita e voluta dal popolo islandese, di modo tale che, il 13 giugno, venne dichiarata l'Indipendenza nella magnifica cornice del parco di Þingvellir.

Contrariamente a quanto la geografia, la storia e il clima lascino immaginare, quello islandese non è assolutamente un popolo isolato e "isolante", e l'Islanda non è una terra che rifiuta il turista, tutt'altro. Già da qualche anno, complice la fama internazionale della cantante Björk e del gruppo Sigur Rós, l'Islanda si è guadagnata la fama di meta turista alternativa, pur essendo i collegamenti diretti, specie dall'Italia, abbastanza difficili.  Sull'Islanda, in ogni caso, volano le principali compagnie internazionali (Norwegian, British Airways etc.), oltre alla compagnia Icelandair, mentre Vueling ha annunciato collegamenti diretti da Roma a partire da metà 2015.

Visitare l'Islanda senza toccare, volenti o nolenti, la sua capitale Reykjavik è pressoché impossibile. Con circa 120.000 abitanti, è una città a misura d'uomo, la cui temperatura media è più alta rispetto al centro del paese grazie all'effetto mitigante delle correnti oceaniche, nonché alla presenza di numerose fonti geotermali, che rendono l'Islanda una meta adatta anche al turismo termale, con migliaia di turisti che ogni anno si recano nella bellissima Laguna Blu, piscine di acqua sulfurea bollente che ben contrastano con le rigide temperature invernali.

Per chi, a Reykjavik e in tutta l'Islanda, vuole scoprire paradisi naturali, c'è davvero l'imbarazzo della scelta. Si parte dalla laguna di Jokulsarlòn, dove i ghiacci si sciolgono lentamente dando vita a scenari unici, per poi visitare le imponenti cascate di Seljalandsfoss, alte e molto "sottili", e quelle di Dettifoss, enormi e suggestive, che sembrano ricordare quelle del Niagara.

Nell'interno, che si può raggiungere unicamente in automobile (sono assenti, per ovvi motivi geografici, le ferrovie), si possono scoprire alcuni dei ghiacciai più vasti e imponenti d'Europa, come ad esempio il Vatnajökull (ampio, nel periodo estivo, circa 150 chilometri per 100), oltre ai numerosissimi vulcani, circa 130, tra i quali ricordiamo l'Eyjafjöll, la cui eruzione improvvisa nel 2010 portò per alcuni giorni al blocco totale dei voli in tutta Europa e in parte del Nord America.

L'Islanda, come il titolo anticipava, è una terra di contrasti. Contrasti geografici, climatici, ma anche "contrasti curiosi", vere e proprie chicche che meritano di essere scoperte. In conclusione di questo breve, ma speriamo quanto più completo possibile, ve ne citiamo due: il Sægreifinn e il Museo Fallologico. Nel primo caso parliamo di una quanto meno insolita preparazione culinaria a base di squalo, che viene fatto fermentare per mesi e mesi, assumendo una consistenza che gli da l'infausto soprannome di "squalo marcio" (similmente al Surströmming svedese, quest'ultimo però a base di aringa) e che viene considerato una sorta di piatto nazionale; nel secondo caso parliamo di una collezione museale interamente dedicata all'organo riproduttore maschile, negli animali di centinaia di specie e nell'uomo, con numerosi esemplari conservati ed esposti che permettono di "scoprire" dimensioni, forme e curiosità che riguardano... le parti dove non batte il sole!

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