Wai-O-Tapu, il Bagno del Diavolo

Uno dei luoghi più suggestivi della Nuova Zelanda, tra colori e geyser



La Nuova Zelanda è uno tra i pochi luoghi rimasti al mondo che gode ancora di un fascino incontaminato, con numerosi picchi, laghi e vallate che sembra non abbiano ancora ricevuto nome e cognome di qualche esploratore europeo, come nella più classica delle tradizioni post-coloniali.

Situata nel pieno dell'Oceano Pacifico, a un migliaio abbondante di chilometri dalla grande (e imperiosa) Australia, la Nuova Zelanda si trova in quella zona detta Fascia del vulcani, la più attiva del mondo in termini di geosismica e vulcanologia, dove le acque ribollono e si creano dei luoghi dal fascino unico, come quello che stiamo per vedere.

Oggi vi portiamo a conoscere la bellezza, tutta multicolor, di Wai-O-Tapu, conosciuto in inglese come The Devil's Bath e che, come dice il titolo, è nientemeno che la vasca di Lucifero. Un fenomeno naturale sicuramente curioso: un cratere dalle sfumature verdi e giallo che, secondo gli studiosi, potrebbe risalire addirittura a 160 mila anni fa.

 

 

Il colore (o meglio, le numerose sfumature di colore che si celano in queste acque) è dovuto ai depositi di zolfo posti sul fondo, cosa che rende anche l’aria circostante quasi irrespirabile. La combinazione di zolfo e ferro, inoltre, determina il colore delle sfumature dell’acqua: da più o meno verde, a più o meno gialla. Ma non finisce qui: Wai-O-Tapu, o Bagno del diavolo che dir si voglia, è circondato da geyser fumanti, dando una foschia colorata a tutta l’atmosfera intorno.

Come fare a visitare questo luogo? Una volta raggiunta la nuova Zelanda (se sceglierete una grande compagnia come la Emirates/Qantas vi occorreranno circa 2 giorni di viaggio, con scali intermedi a Dubai e in una delle grandi metropoli dell'Australia), e smaltito l'inevitabile contraccolpo del jet-lag, che vista la differenza di orario si farà sentire belli scombussolati, vi basterà recarvi nella riserva di Wai-O-Tapu, un grande complesso geotermale di 18 chilometri quadrati che nasconde questa meraviglia.

L'ingresso, per ragioni di sicurezza e per tutelare il delicato equilibrio naturale del luogo, non è libero, cosa che fa supporre come il luogo sia in realtà molto meno selvaggio di quanto si crede. Circa 12 euro, e delle guide vi accompagneranno a destinazione, lasciandovi il tempo di assaporare tutti gli “effluvi” del caso. Non profumati, certo, ma è risaputo che le acque sulfuree abbiano particolari benefici per la pelle e le vie respiratorie.