Australia: tanto grande... tanto bella



Un viaggio dell’altro mondo. Banale dirlo, ma andare in Australia è proprio così. E non solo geograficamente. In Italia siamo 60 milioni in un paese tutto sommato piccolo, lì sono solo 22 in un paese enorme, sconfinato. Non che l’abbia girata tutta, l’Australia, ma l’idea di vivere in posto extralarge, almeno in relazione agli abitanti, ti colpisce da subito, appena inizi a guardarti intorno.

 

Descrizione del viaggio

Il mio viaggio in Australia si è concentrato in tre città della parte orientale dell’isola: Melbourne soprattutto, poi Sydney e Canberra. Andiamo con ordine.

 

MELBOURNE... LA PERFEZIONE FATTA CITTA'

Melbourne è davvero una delle città al mondo dove si vive meglio. Affacciata sul mare, ricca di locali e di cose da fare, non dà l’idea di essere una metropoli anche se lo è con i suoi oltre 4 milioni di abitanti. Sono stato per tre settimana a casa di una mia zia, emigrata ormai cinquant'anni fa dall'Italia. Il fatto di essere ospitati dai parenti rappresenta allo stesso tempo un vantaggio e uno svantaggio. Il vantaggio è che ti permette di vivere come uno del posto, con i loro orari, le loro incombenze di tutti i giorni e quanto di più quotidiano possa esserci. Lo svantaggio è che un po’ ti limita ed è difficile riuscire a girare quanto vorresti, soprattutto se non li vedi da 25 anni circa. Il primo ricordo che ho dell’Australia, però, è legato proprio a casa di mia zia. Prima mattina, non mi sono per niente ripreso dal fuso orario (ci vuole anche una settimana nel peggiore dei casi), esco di casa e mi fermo sulla porta: non lontano da me un bel gruppo di canguri si allontana saltellando. Immaginavo e speravo di vederli ma non forse non così presto e non così liberi!

Dicevo di Melbourne, la città che mi ha colpito di più tra quelle che ho visitato nel mio breve tour dell’Australia. Mi ha colpito perché è completamente diversa da ciò a cui siamo abituati: è enorme eppure ordinata, non è caotica, in alcuni frangenti quasi silenziosa. Certo, parlare di architettura e di arte facendo il confronto con l’Italia o con l’Europa è inutile ma ci sono alcuni punti di Melbourne che mi sono rimasti nel cuore. Mi riferisco in particolare a Federation Square, un civic centre costituito da due grandi open space che si mixano perfettamente con uno spazio coperto, The Atrium. Loro, gli abitati di Melbourne, la odiano o comunque non ne sono entusiasti ma a me è piaciuta proprio tanto. Un discorso a parte meriterebbe lo shopping: se vi piacciono gli articoli e da surf, Melbourne è il vostro paradiso degli acquisti. Dovunque ci si giri si trovano negozi che vendono tutto, ma proprio tutto, per gli amanti della tavola. Non mi riferisco ovviamente all’abbigliamento tecnico, materia in cui non sono per niente ferrato, ma ai vestiti delle più svariate marche legate alla moda streetwear e surfwear. Una scelta pressoché infinita di prodotti tra cui scegliere. Peccato che i prezzi siano tutt’altro che contenuti e se non si sta attenti si rischia di tornare a casa con il conto completamente svuotato!

 

IL VIAGGIO SI MOVIMENTA: ECCO SYDNEY

Se Melbourne è la faccia “tranquilla” dell’Australia, Sydney è la sua versione caotica. Non posso dire che non mi sia piaciuta, tutt’altro. Da un punto di vista oggettivo è sicuramente più bella di Melbourne, più ricca. La Opera House è qualcosa che lascia senza fiato come pure la Baia di Sydney, capace di regalare una vista davvero unica. Eppure nel suo complesso la città mi ha colpito di meno, forse perché mi sembrava più familiare, più vicina a quello a cui sono abituato rispetto a Melbourne: mi ricordo che la mia prima impressione è stata: “C’è talmente tanto casino che sembra di stare a Roma!” (una sensazione, questa, che non ho provato neppure a New York, la metropoli per eccellenza). Una città caotica e trafficata, certo più facile da girare rispetto a Roma ma non così diversa sotto alcuni punti di vista. Niente a che vedere con la tranquilla Melbourne (certo che poi dipende dai gusti). Non potrei parlare di Sydney senza parlare di Bondi Beach, la spiaggia cittadina più famosa, vero paradiso dei surfisti e di chiunque ami il mare. Arrivati a Bondi, il tempo passa senza rendersene conto: gruppi di ragazzi e ragazze che si muovono senza mai abbandonare la loro tavola, persone che prendono il sole, tipi strani che si aggirano sulla spiaggia. Una varia umanità, colorata e multiculturale, rumorosa e rilassata. Impossibile non rendersi conto di quanta distanza ci sia tra questa spiaggia e l’Italia!

 

CANBERRA, IL GRAN FINALE

L’ultima tappa di questo breve resoconto è Canberra. La ho visitata per due motivi: è la capitale e poi l’autobus della Greyhound che ho preso al ritorno da Sydney ci passava. Perché non fermarsi, mi sono detto?! Canberra in effetti sembra che sia stata costruita un paio di giorni fa, non c’è granché da vedere e in più si tratta di una città molto piccola, che si gira davvero in poche ore (e noi ci siamo fermati solo un paio di giorni). Ne vale la pena? In generale forse no. Poi dipende dal proprio programma: se si è limitati negli spostamenti, come è successo a me, può essere una sosta piacevole, anche per dire di esserci stati. Se invece si deve scegliere tra Canberra e un’alternativa, è molto probabile che l’alternativa sia migliore. Uno degli momenti più divertenti però l’ho vissuto proprio a Canberra. Entro in un bar che espone il marchio di un celebre caffè italiano. Mi siedo e scopro che il proprietario dice di essere italiano (non è affatto difficile incontrare italiani in Australia, sia emigrati di lunga data sia di ultima generazione). Quando si avvicina con il caffè, però, c’è qualcosa che stona. Bastano due domande per rendersene conto: il proprietario non è affatto italiano, ma libanese. Si spaccia per italiano perché questo attira clienti. Un giochetto che con gli australiani funziona benissimo ma con noi si rivela molto meno utile. Scoperto, il “libanese” cede e finiamo a fare quattro chiacchiere sulla forza del Made in Italy. Il caffè però era buono davvero. Succede anche questo, in questo mondo a testa in giù!