Australia, costa Ovest e costa Est on the road



Viaggio in libertà di 3 amici lungo le coste Est e Ovest dell'Australia, senza programmazione precisa e con predilezione per gli aspetti naturalistici...

 

Numero Viaggiatori: 3

Data di partenza: 08/07/2011

Durata: 21 gg

Luoghi: Cairns, Perth, Sydney

 

 

Da Cairns a Cooktown e da Perth a Exmouth… e consigli per l’uso (8-29/7/2011)

Abbiamo programmato di visitare sia la costa est che la costa ovest con aspettative rivolte soprattutto agli aspetti naturalistici e con questo intento siamo atterrati a Sydney di buon mattino con in tasca i booking per l’albergo ( solo 2 notti ) e per la macchina a noleggio. Due giorni per un'occhiatina a Sydney  (metropoli abbastanza a misura d’uomo e ben visitabile nei suoi punti essenziali) e al suo immediato circondario e poi ... Via! partenza verso nord. L’autostrada è ampia e il limite dei 110 km/h ci sta anche un po' strettino ... anche perché , alla lunga, qualsiasi scenario naturale circostante tende a diventare monotono, la strada non corre proprio sulla litoranea come poteva sembrare dalle cartine e il clima non risente ancora dell’influenza del tropico abbastanza da spingerci sulle spiagge. Trascorriamo così i primi 2 gg praticamente solo viaggiando, con rare puntate verso il mare e fermandoci alla sera nei motel lungo la strada. Sarebbe stato molto meglio prendere un volo interno per Brisbane ed iniziare da lì il viaggio in auto anche perché i motel non sono facili da reperire in quanto la giornata lavorativa australiana termina verso le 17/18, dopo di che si trovano chiuse anche le reception dei motel ... per non parlare dei ristoranti. 

Da qui in poi si nota il cambio di temperatura e le comunque sporadiche soste sulle spiagge diventano gradevoli al punto che ci concediamo già il primo bagno nell’oceano (dove però notiamo che l’acqua non è poi così cristallina come la immaginavamo). La prima tappa degna interessante si rivela l’isola Fraser: una enorme isola di sola sabbia sulla quale si è sviluppata una imponente foresta tropicale e che contiene anche un lago di acqua dolce ( dove facciamo un rinfrescante bagno ). Qui iniziamo anche a fare la conoscenza con i modi di fare australiani: tutto è programmato cronometro alla mano e manca completamente lo spazio per le iniziative personali. Infatti il tour si fa con mezzi speciali (delle specie di bus con 4 ruote motrici) ed è scandito gentilmente ma perentoriamente dalle direttive dell’autista/guida. Fermata al relitto (immagine veramente suggestiva) per fare qualche foto ma avviso che si parte tra 15 minuti, trasbordo al resort sull’isola per il lunch con sosta di 70 minuti e poi si riparte per il lago Mc Kenzi con sosta di 50 minuti per il bagno ... il tutto con zone accessibili ben delimitate. Con questo modo di fare dovrete fare i conto ovunque andrete.

 

 

Si continua il viaggio verso nord ed abbiamo la cattiva idea di giungere in una pur relativamente grande città come Mackay dopo l’orario consigliato: sono quasi le 19!!! Proviamo in qualche raro motel che non ha ancora chiuso la reception ma sono tutti stracolmi e neanche l’incontro con un pizzaiolo italiano riesce a fornirci la soluzione al problema: mangiamo qualcosa al volo in un ristorante che sta per chiudere (una inconsueta “pizza con tagliata e salsa barbecue”!) e ci rimettiamo in cammino. Usciti dalla periferia perdiamo le speranze di dormire in un letto e percorriamo ancora un centinaio di chilometri su strade deserte , frequentate  di tanto in tanto solo da camion enormi, lanciati a tutta velocità e forniti di una sorta di incrocio tra un paraurti ed uno spazzaneve: la presenza di svariate carcasse di canguri ce ne fa capire lo scopo. Uno dei rari bivi presenta una sorta di piazzola e questa diventa la nostra accommodation: cercare di "dormire" in 3 in una macchina di media cilindrata già piena di bagagli non è una esperienza esaltante . Dopo poche ore ci rimettiamo in cammino ed appena il sole è alto facciamo una deviazione per una spiaggia ove schiacciamo un sontuoso sonnellino e meditiamo su quella che si rivelerà poi la soluzione ideale per alloggiare senza brutte sorprese: da ora in poi cercheremo le sistemazioni con almeno 2 giorni di anticipo (tramite i vari uffici informazioni o agli internet point) privilegiando  le "cabins" ( sono dei cottage all'interno dei caravan park dotate di una o più camere e di una zona/giorno fornita di cucina) . Il loro costo è concorrenziale con i motel e i vantaggi sono immensi: noi ci preparavamo una bella colazione prima di iniziare la giornata e una abbondante cena alla sera (senza dover sottostare agli assurdi orari locali ed evitando la cucina australiana, non certo originale o prelibata quanto costosa), spesso cucinando della pasta sempre presente nei supermarket.

 

 

Arriviamo a Cairns (grande e moderna città turistica) e nei dintorni troviamo diverse attrattive : dalle stupende spiagge dove il mare si incontra con la foresta pluviale (con tanto di alberi di cocco sulla spiaggia) ai fiumi abitati da coccodrilli (visitabili sempre con modalità "super organizzate") , alla natura selvaggia di Cape Tribulation ( dove vediamo dei casuari e un varano ) all’altopiano di Altherton ( con i famosi fichi strangolatori, i canguri degli alberi e degli stupendi laghetti vulcanici) e si dimostra un po’ faticosa ma soddisfacente la puntata a Cooktown  praticamente dove finiscono le strade asfaltate e diventa obbligatorio l’uso del 4x4) nei cui dintorni si possono vedere i dinghi e, se si ha fortuna, dei coccodrilli "non gestiti" ma in assoluta libertà . La zona è quindi bellissima ma ci delude un po’ l’acqua del mare ( ancora molto torbida ) e ci aspettavamo di più dalla famosa Grande Barriera Corallina: in effetti la barriera c’è ma si trova a circa 30 km dalla costa, fruibile solo con collegamenti aerei o marittimi veloci . Le isole raggiungibili e fruibili con  gite giornaliere (Green Islands , Frankland Islands , etc etc) non presentano dei veri e propri reef  anche se , nuotando naturalmente all’interno di aeree delimitate da boe e rispettando gli orari del te e del lunch, si può fare snorkeling ed ammirare qualche pesce tropicale in un acqua, se non cristallina, non più così torbida come sulla costa.

 

Coccodrilli

 

Dopo esserci fermati per qualche giorno a Cairns , e  se vi capita di farlo cercate accommodation da Carmelo (sulla Sheridan strett al n° 183; 07 4031 4522 )  un maltese di origini italiane che vi potrà fornire delle family rooms (versione in muratura delle cabins) a prezzi veramente interessanti e tutte le informazioni che volete sulla città in un perfetto italiano, ci imbarchiamo per un "voletto interno" di appena 5 ore con destinazione Perth.

Qui scopriamo un altro dettaglio che potrà servire a coloro che hanno intenzione di visitare l’Australia: conviene moltissimo noleggiare le auto dall’Italia, si spende meno e i Brokers italiani forniscono una copertura assicurativa praticamente senza franchigia, mentre,  noleggiando sul posto, si firmano dei contratti con i quali ci impegniamo a risarcire i primi 2.800 $ di ogni danno!! Contratti capestro!! Risolviamo il problema con una telefonata in Italia ed attendiamo volentieri dieci minuti al bancone finchè non arriva la nostra prenotazione con copertura totale dei rischi e prendiamo quindi possesso dell’auto che ci accompagnerà nella nostra ultima settimana in Australia, alla scoperta della costa Ovest. Scegliamo la strada litoranea che consente comunque velocità rispettabili, ammiriamo degli splendidi paesaggi tra le bianche dune di sabbia e scopriamo per caso un simpatico agglomerato di baracche, quasi una sorta di paese con tanto di "posto di primo soccorso"  e taverna, proprio in riva all’oceano, tra le dune di sabbia bianca che degradano in un acqua finalmente turchese e scorgiamo i flutti infrangersi nella barriera corallina ad appena 5/600 metri dalla battigia.

Siamo ancora parecchio a sud e la stagione invernale non consente ancora di fare il bagno, pertanto riprendiamo il viaggio e facciamo una sosta per ammirare "i Pinnacoli" (concrezioni di arenaria veramente suggestive ) ... naturalmente a pagamento e seguendo un percorso segnato anche in una zona che ricorda molto un deserto! Le esperienze precedenti ci hanno suggerito una eccellente sistemazione nei pressi di Geraldton (un comodissimo cottage con "veranda vista oceano"), la mattina ripartiamo e, con varie fermate nei siti di interesse paesaggistico, raggiungiamo il cottage prenotato a Denham, domani mattina ci aspettano i famosi delfini di Monkey Mia.  Purtroppo saranno una delusione: dopo aver naturalmente pagato l’accesso ci disponiamo tutti in riga ad un metro esatto dal bagnasciuga, arriva un inserviente con un secchio di pesci mentre un altro addetto mette in funzione un altoparlante piazzato su un palo 2 metri dietro di noi, arrivano i delfini (tutti schedati con tanto di carta d’identità) e inizia la rappresentazione a suon di "premi in pesce": prima giocano un po’ a 3 metri dalla riva e ricevono un pesce a testa, poi si avvicinano e procedono molto lentamente e parallelamente alla spiaggia in modo che, dietro "germanica" direttiva dall'altoparlante, l’orda di visitatori si può immerge fino al ginocchio ed è possibile fare delle foto con il delfino che sfila impettito nelle vicinanze (tra un premio e l’altro). Forse sarò un po' troppo critico ma … mi aspettavo qualcosa di diverso da un comune "delfinario" . Sono appena le 8,30 di mattina (l’appuntamento con la rappresentazione dei delfini è alle 7,30) e quindi partiamo subito fermandoci a vedere dei panorami stupendi,  con delle lingue di sabbia che si insinuano nelle baie oceaniche (un attento esame rivela che non si tratta di sabbia ma di gusci di minuscole bivalvi) e facciamo una fermata anche per guardare una delle ultime colonie attive di stromatoliti (le famose "rocce viventi", che , nel suo formarsi su input di un batterio, hanno, in epoche remote , generato quell'ossigeno necessario affinché l’atmosfera terrestre divenisse compatibile con la vita animale) . Da qui ci attende una delle parti più noiose del viaggio: centinaia di km di strada dritta i cui rettilinei infiniti sono solo apparentemente interrotti da leggeri dossi che spezzano l’orizzonte.

 

 

Sosta a Carnarvon (sempre in cabins) e si parte per l’ultima meta del nostro viaggio: Exmouth. Durante il tragitto abbiamo la brillante idea di fare una piccola deviazione (una decina di km ) per fare un bagno a Coral Bay e questa sosta ci infonde l’energia necessaria per completare la nostra avventura: spiaggia bianchissima e acqua cristallina, le onde si infrangono sulla barriera a 500 mt dalla costa, immergendoci con la maschera dalla spiaggia iniziamo a trovare delle specie di dentici di taglia rispettosa che ci passano tra i piedi e, non appena il fondale diventa roccioso (a circa 50 mt dalla battigia) , si possono ammirare i pesci che solitamente si vedono solo nei documentari ... o negli acquari: pesci angelo, trombetta, pietra, chirurgo etc etc ... Finalmente lo stereotipo di "mare australiano" che ci eravamo immaginati!! Raggiungiamo Exmouth ed abbiamo appena il tempo di prenotare l’escursione (molto onerosa per la verità) per la mattina dopo e fare la spesa al supermarket: sono le 16,45 e tutte le serrande si stanno abbassando!! La mattina dopo un pulmino ci passa a prendere dal Caravan Park e ci trasporta al punto di imbarco distante circa 40 minuti (sarebbe stato molto meglio seguire il pulmino con la nostra auto … e poi capirete il perché) , da qui un piccolo gommone ci trasborda sull'imbarcazione in rada ed inizia la navigazione con subito una sosta all’interno della barriera per un po' di snorkeling tra pesci esotici e multicolori e poi usciamo in ... oceano aperto sfilando accanto ad un gruppo di surfisti che, dopo aver ormeggiato le loro imbarcazioni al reef che sfiora la superficie, compiono evoluzioni sfruttando le onde (siamo a circa 1 km dalla costa). Con lo sguardo (e la videocamera) fissi sull'azzurro circostante per carpire li sbruffi e i tuffi delle numerose balene che ci passano ad appena un centinaio di metri, attendiamo il segnale dai nostri accompagnatori, già pronti con tanto di muta, maschera , boccaglio e pinne ai piedi (tutto fornito dall'organizzazione) ... Ecco, ci siamo!! Il piccolo aereo che da un po' sta gironzolando sopra di noi segnala al pilota del nostro battello il punto esatto da raggiungere con i motori a tutta … ultime febbrili raccomandazioni degli accompagnatori e ... giù ...  nel blu. Pinneggiamo per poche decine di metri sulla scia degli accompagnatori e iniziamo a scorgere la sagoma della nostra "preda": un sornione  squalo balena di circa 9 metri (ce ne sono anche di 18 metri !!!) che , incurante della nostra presenza , come di  quella delle remore che ne costellano il ventre , continua lentamente la sua escursione a pelo dell’acqua filtrando attraverso la sua enorme bocca spalancata l’acqua dell’oceano per estrarne il plancton di cui si nutre. Solo la presenza degli accompagnatori inibisce la mia voglia di toccare  quella enorme superficie grigio/marrone ammantata da puntini bianchi e mi mantengo ai prescritti 3 mt di distanza mentre un addetto realizza un filmato che poi verrà consegnato  a tutti i partecipanti. Quando il mastodonte si inabissa risaliamo sul battello e, tra il passaggio di svariate balene e di qualche tartaruga, ripetiamo l’esperienza con altri 3 esemplari, poi sopraggiunge l’ora del lunch a bordo (ottimo e abbondante) dopodiché ci riavviciniamo alla riva e, dopo aver superato il reef tramite uno dei pochi passaggi utili, ci concediamo un altro po’ di snorkeling (una tartaruga mi passa a pochi metri e scivola via dietro un enorme banco di corallo dove pascolano coloratissimi pesci striati e con strane e lunghissime appendici) . Rientriamo a riva che sono appena le 16,30 e il pulmino ci riporta verso la città … mentre nella direzione opposta di sviluppa una zona bellissima, selvaggia e stretta tra spiagge bianche con mare turchese pullulante di vita e ripide colline tagliate da canyon mozzafiato (Cape Range Park).

 

 

Appena scesi dal pulmino saltiamo sulla nostra auto e, imprecando per non aver previsto gli eventi, torniamo al punto d’imbarco, lo superiamo e facciamo in tempo solo a vistare una spiaggia deserta e stupenda prima da essere assaliti da un tramonto indimenticabile . Il percorso di ritorno verso Exmouth si rivela impegnativo a causa dell’incredibile numero di canguri che affollano la strada e i suoi bordi, e zeppo di rimorsi per aver dedicato così poco tempo a questa parte del viaggio che invece meriterebbe (col senno di poi) ben altra considerazione ... magari a scapito della più reclamizzata costa est. La mattina dopo ci mettiamo in cammino per quella che si rivelerà la parte più stancante del nostro viaggio: in pratica 2 giorni di viaggio in auto (con un pernottamento e poche soste intermedie) per raggiungere Perth da dove imbarcarci in aereo per un altro giorno intero di viaggio!! Riuscire a raggiungere Exmouth in aereo e soggiornare in zona per diversi giorni sarebbe stata la scelta più azzeccata (n loco è possibile anche noleggiare imbarcazioni con o senza patente nautica per compiere escursioni sul reef ed esiste un aereoporto a circa 35 km , Learmouth) . Speriamo che queste informazioni servano a chi ha intenzione di visitare questo stupendo paese senza appoggiarsi completamente a gite organizzate.