Alla scoperta della Cidade Meravilhosa



Una città grande, colorata, caotica, dove lasciare il cuore. È Rio de Janeiro, davvero una Cidade Meravilhosa!

 

Numero Viaggiatori: 2

Data di partenza: 22/07/2013

Durata: Due settimane

Luoghi: Rio de Janeiro

 

Descrizione del viaggio:

Sono partita quest’estate insieme ad un mio amico e ci siamo trattenuti in Brasile per circa due settimane. In realtà siamo rimasti a Rio de Janeiro, muovendoci solo una volta fuori dalla città, ma sicuramente così possiamo dire di averla vista per bene.

Siamo partiti da Roma e sicuramente sarebbe stato più comodo prenotare un volo diretto, ma per motivi economici abbiamo optato per fare qualche scalo: Londra e New York. La traversata è stata piuttosto stancante (soprattutto al ritorno, quando eravamo già provati da due settimane di viaggio), ma siamo ancora vivi, quindi se ci si adatta si può fare.

Per quel che riguarda la sistemazione noi siamo stati ospitati da persone del luogo, in una casa situata vicino al Centro, a poca distanza dalla stazione Central (fermata metro e capolinea di moltissimi autobus).  A proposito dei trasporti devo dire che a Rio funzionano benissimo: le corse sono molto frequenti e, cosa strana per chi viene dall’Italia, gli autisti degli autobus sono disposti a far scendere/salire quando si vuole. Un sacco di volte ci è capitato di bussare al vetro di un bus fermo, magari ad un semaforo, e di salire tranquillamente: forse non è il massimo della sicurezza, ma funziona.

Un’altra cosa che ho notato è l’estrema disinvoltura dei brasiliani in mezzo al traffico, e dico disinvoltura per non dire spericolatezza: ho visto fare delle manovre veramente azzardate sia agli autisti che ai tassisti! L’unica pecca secondo me dei trasporti pubblici è il prezzo dei biglietti, in effetti troppo alto se rapportato al costo della vita laggiù. Con i mezzi comunque si arriva ovunque e noi li abbiamo utilizzati molto spesso, anche perché Rio è enorme e sarebbe impensabile visitarla muovendosi solo a piedi.

Quanto alle cose da vedere, tralasciamo per un momento le attrazioni più famose, perché Rio è anche e soprattutto una città da vivere. Il Centro è un dedalo di stradine piene di negozi di tutti i generi, come una specie di grande mercato affollatissimo (in cui ovviamente bisogna fare molta attenzione agli oggetti personali). Colpisce di questi posti il contrasto tra grattacieli modernissimi e case mezze diroccate, gli uni accanto agli altri, come se vecchio e nuovo, povero e ricco confluissero in un tutt’uno per dar vita a qualcosa di unico.

E che dire del quartiere di Santa Teresa, meta preferita di tanti artisti di strada? Perdersi tra quelle stradine ha un che di magico ed eccitante ed è bello camminare fino ad arrivare alla coloratissima Escadaria Selaròn, la scalinata interamente ricoperta di piastrelle provenienti da ogni parte del mondo (tantissime vengono anche dall’Italia).

Altro bel posto dove passare almeno qualche ora è il Giardino Botanico, un angolo di pace dove vi accoglieranno laghetti con ninfee giganti, alberi esotici e una varietà impressionante di piante: noi siamo riusciti a scovare anche degli strani scoiattoli e dei tucani! Per gli appassionati di calcio è poi immancabile una gita al Maracanà, recentemente ristrutturato e pronto ora ad accogliere qualcosa come 80000 persone. Purtroppo lo stadio non è aperto al pubblico se non per gli incontri che vi si giocano e io posso dire di aver avuto la fortuna di entrarci! E’ successo in occasione della partita Fluminense- Cruzeiro (vinta dai padroni di casa per 1-0) e devo dire che è stata una belle esperienza.

Il calcio mi piace, non ne sono ossessionata ma comunque lo seguo abbastanza e quando si è presentata l’occasione non me la sono lasciata sfuggire: anche se nuovo di zecca, vuoi mettere l’emozione di mettere piede all’interno dello stadio dove Pelè ha segnato il suo millesimo gol? Ma ovviamente Rio vuol dire anche mare e spiagge: nessuno viene fin quaggiù senza aver fatto tappa almeno una volta a Copacabana!

Quasi cinque km di spiaggia, sabbia bianca e finissima, mare pulito: che si vuole di più? Quando sono andata io, a luglio, per i brasiliani era inverno e di conseguenza l’acqua era piuttosto fredda; più di un rapido tuffo qui non sono riuscita a fare, ma posso comunque dire di aver ricevuto il mio “battesimo”.  E sapete cosa ho trovato ancora meglio di Copacabana? La spiaggia di Ipanema, seguita da quella adiacente di Leblon. E’ un po’ più piccola e meno confusionaria, anche se non si può dire che sia raccolta, ma è davvero un incanto.

Al di là del bagno nell’oceano è bello anche solo fare una passeggiata o un giro in bicicletta sul lungomare, si respira un’aria bellissima e soprattutto rilassata: i brasiliani prendono davvero la vita con molta più tranquillità! Tra l’altro se si vuole affittare una bicicletta è facilissimo ed anche economico farlo: un’ora ci è costata 15 Real, ovvero circa 5€. E camminando lungo la Avenida Atlantica è bello perdersi a curiosare tra le bancarelle che di tanto in tanto spuntano o fermarsi presso uno dei tanti chioschetti che vendono succhi o cocchi gelati: in questo modo ci si immerge pienamente nell’atmosfera carioca.

Ma veniamo ora al vero simbolo di Rio de Janeiro, considerato una delle sette meraviglie del mondo moderno: sto parlando naturalmente della statua del Cristo Redentore, situata sulla montagna del Corcovado, dalla quale domina tutta la città. Per arrivarci bisogna attraversare la foresta di Tijuca: volendo si può salire anche a piedi, ma noi l’abbiamo fatto più comodamente in pullman. Il Cristo è bello, alto, imponente, il problema è che lo spazio sottostante è molto ristretto e quindi è stata una dura lotta cercare di farsi strada tra i turisti accalcati per conquistare uno spazietto per fare una foto o ammirare il panorama sottostante. Ne è valsa la pena, però che fatica!

Ma il posto più bello di Rio, quello che davvero mi ha lasciato senza fiato e che mi è rimasto nel cuore è senza dubbio il Pan di Zucchero. Si tratta di un ammasso roccioso, una collinetta sulle sponde dell’oceano su cui si sale con una funivia (il prezzo del biglietto è di 53 Real) e dal quale si ha una visuale pazzesca dell’intera città. E’ difficile spiegare a parole quanto è bello quel che ho visto lassù. Noi siamo rimasti circa quattro ore e il mio consiglio è di salire prima del tramonto e aspettare lì che faccia buio: vedere dall’alto Rio prima con la luce piena, poi al crepuscolo e poi via via con il buio che avanza è stato uno spettacolo unico, quasi magico. Senza dubbio uno dei panorami più belli che abbia mai visto!

E questo è quanto, questi più o meno sono i posti da vedere nella città brasiliana. Per il resto che dire? Per quel che riguarda il cibo ci siamo arrangiati; la cucina brasiliana non è nulla di che: riso, tanti fagioli, tanti succhi, banane fritte…niente di particolarmente speciale o gustoso. Due parole invece le vorrei spendere per i brasiliani: il loro calore, la loro disponibilità (a volte ai limiti dell’invadenza), la loro gentilezza mi hanno colpito molto, così come sono rimasta stupita dal fatto che quasi nessuno parla inglese (nemmeno negli info-point!). Comunque ci siamo capiti, questo è l’importante.

Quando siamo ripartiti mi è presa un po’ di malinconia, è vero che questo posti in qualche modo ti stregano: penso proprio di aver lasciato un pezzetto di cuore nella Cidade Meravilhosa.