Paris, Je t'aime!



Parigi è la città degli Innamorati. E non è un caso che l’abbia visitata in coppia. Ci siamo andati nel maggio 2009. Entrambi laureati da poco abbiamo prenotato il primo volo utile Ryanair e siamo partiti alla volta della Ville Lumiere.

 

Descrizione del viaggio

Arriviamo a Beauvais e lì ci fermiamo per un’oretta, il tempo necessario perché arrivi un autobus visto che il primo era pieno. Poco male, ci serve proprio uno spuntino con pain au chocolat e croissant. La nostra prima "colazione" francese.

Arriviamo a Parigi e ci dirigiamo subito all’albergo. La prima cosa da fare è comprare l’abbonamento per i mezzi pubblici. La metro vi porta dovunque, è il sistema più comodo per muoversi in città. Ci sistemiamo in camera e la prima tappa è obbligata: come fai ad arrivare a Parigi e a non andare subito a dare un’occhiata alla Tour Eiffel? Restiamo lì in zona per qualche ora, iniziando a respirare l’atmosfera francese, e poi torniamo in albergo. Siamo partiti nel pomeriggio, siamo stanchi e vogliamo prepararci per bene per i giorni che verranno. Se si hanno pochi giorni è meglio studiare un piano d’azione: le cose da vedere sono tantissime e bisogna organizzarsi bene per cercare di vedere tutto, o almeno il più possibile.

Ecco quindi il nostro piano: secondo giorno, Rue de Rivoli, Louvre, Place de la Concorde e passeggiata lungo gli Champs-Elysees, per arrivare in serata all’Arco di Trionfo. Terzo giorno, il giorno dei panorami: di mattina alla Tour Montparnasse, che non è molto lontana dal nostro albergo, giro a Saint Germain e ricognizione di shopping e poi, quando il sole tramonta, al Trocadero per ammirare la più bella vista sulla Tour Eiffel. Il tempo e la fila non troppo lunga ci ha permesso di salire anche sulla Tour Eiffel. Quarto giorno, giro dei musei: dopo il Louvre è la volta del Museo d’Orsay e di una mostra dedicata a Andy Warhol che abbiamo scoperto per caso. E per fortuna, la mostra era magnifica. La sera giro romantico in centro, con cenetta. Quinto, e ultimo giorno, shopping, shopping, shopping e, prima di ripartire, un salto alla Defense: la Grand Arche mi incuriosiva e sono contento di averla vista di persona.

Più o meno siamo riusciti a fare tutto quello che volevamo. Tante cose sono rimaste fuori dal programma ma avevamo deciso di non rendere la nostra vacanza una corsa. A Parigi si fa sempre in tempo a tornare ed è meglio lasciarsi un po’ di cose da vedere per la prossima volta. Per gli spostamenti, come accennato, la metro è comodissima: ti porta ovunque e senza alcun problema. Sul mangiare non abbiamo cercato cucina italiana e ci è quasi sempre andata bene. Abbiamo cenato un paio di volte al ristorante, altre volte con baguette e in un paio di occasioni ci siamo dovuti concedere un salto al fast food. Nel complesso, se si vuole si riesce anche a spendere poco. La città è davvero sensazionale. Siamo sempre stati convinti sostenitori della bellezza di Roma, al netto di tutte le difficoltà.

E al nostro ritorno, per la prima volta, ci ha assalito un dubbio: ma non è che Parigi sia più bella di Roma? Non abbiamo voluto approfondire e ci siamo accontentati di un salomonico pareggio!