Wanderlust



Il viaggio nel viaggio, un percorso di crescita che dovrebbe rappresentare lo scopo e il modo di intraprendere una nuova avventura. Non importa il luogo o le persone con cui ci vai. L'indispensabile è immergersi nella cultura, nella lingua e nei luoghi del paese che si visita e conoscere le persone del posto. Questa è la definizione del mio viaggio perfetto.

 

Numero Viaggiatori: 1

Data di partenza: 25/08/2012

Durata: 9 mesi

Luoghi: Nantes

 

Descrizione del viaggio:

Ho pensato a lungo al viaggio di cui parlarvi: ogni mio viaggio ha avuto il suo motivo d’essere e ha aggiunto una tacca in più al mio bagaglio di esperienze, che è quello che porto sempre con me e l’unico a non avere limiti di peso e misure! Dato che mi sono riscoperta incapace di sceglierne uno in particolare, ho deciso di raccontarvi del viaggio che ha dato inizio a tutto: il viaggio nel viaggio, quello che ha fatto esplodere la voglia di vagabondare che era costretta in me (un po' per l’età un po? per le risorse economiche), quello che mi ha portata ad aprire un blog per conoscere persone con cui condividere proprio questo genere di esperienze (chiamarli viaggi è riduttivo).

L'Erasmus.  Forse non rientra nelle categorie classiche di viaggi alla scoperta del mondo, forse molti di voi smetteranno subito di leggere per qualche altro articolo che parla di un paese esotico. Per quelli che invece restano racconterò la mia esperienza. 

Ho passato 9 mesi a Nantes, Francia. Una piccola città a misura di studente sia per quanto riguarda il divertimento che per le iniziative culturali, un luogo pieno di stimoli e opportunità. Il paese dei balocchi per molti italiani emigrati. Sono arrivata un pomeriggio di fine Agosto, con il sole caldo, in una piccola stanzetta di 9 mq. Ero sola e piena di bagagli. Cercavo in quel viaggio un'occasione per ricreare me stessa, una seconda opportunità per mettere la mia vita su delle rotaie da percorrere:  nel paesino in cui vivevo stavo stagnando, ero circondata da routine e mediocrità e ormai il bisogno di cambiare le cose e muovermi era diventato incontenibile. Solo qualche tempo più tardi avrei scoperto che il bisogno che sentivo di scoprire nuovi posti, di lasciarmi travolgere da nuove esperienze e di affondare le mani in altre culture non derivava da un mio malessere ma era un simbolo, un “segno” che mi diceva chiaramente che io ormai appartenevo a quel gruppo di persone che hanno bisogno di viaggiare per sentirsi vive e soddisfatte. Non voglio darvi info turistiche su Nantes, i castelli della Loira, la Normandia, Parigi e via dicendo. Per questo esistono le guide. Io voglio condividere ben altro! Le pagine del mio vero diario di viaggio sono piene di emozioni e persone, non di monumenti e parchi. 

Avete presente quando vi consigliano, ad esempio, di vivere con o di prendere come guida persone del posto perché è il modo migliore di conoscere un luogo e una cultura? Bene, immaginate tanti ragazzi di qualsiasi parte del mondo (in Erasmus non si incontrano solo cittadini dell'unione) che vivono insieme in una residenza. A questi aggiungete ragazzi del posto e unite tutto il composto in una cucina comune. Il risultato sarà fantastico. Ogni sera potrete provare un piatto diverso proveniente da chissà quale paesino sperduto chissà dove nel Messico, o nella Cina o nella Spagna o nella Thailandia o nella Francia o nell'Inghilterra o nella Grecia o nell'India o nell'Uzbekistan (sì sì, ho incontrato anche lui ... esiste davvero!ahah). Ogni giorno imparerete una religione diversa e vedrete che non sono poi cosi tanto diverse dalla vostra (se ne avete una, altrimenti sarà un arricchimento culturale che i libri non vi danno), un'usanza che non avete mai preso in considerazione e non pensavate potesse esistere: la prima che mi viene in mente? Non mettete mai lo zucchero nel caffè altrui, ci sono paesi in cui è segno di maleducazione perché l'ospite si serve da solo. Lascio a voi la curiosità di scoprirne l’origine.

Ogni giorno imparerete una parola intraducibile in italiano che indica un sentimento che voi condividete, proprio quello che non riuscite a esprimere in meno di un paio di frasi, vi renderete conto di quanto una lingua sola non basti e vi metterete sicuramente a studiarne un'altra. Ogni giorno vi sentirete realizzati e non sarà per un buon voto a un esame o una vittoria al lavoro, ma perché crescerete così tanto e così in fretta da poterlo quasi vedere e toccare. Ho scoperto come viaggiare senza spendere troppo e accontentandomi del fatto di farlo insieme agli amici più cari, anche se ci ritrovavamo in posti sporchi e in periferia. Mi sono emozionata per i momenti di confidenza spontanea avuti con persone che conoscevo appena ma che in quel momento rappresentavano la mia crescita e la mia apertura al mondo.

Ho imparato a vivere giorno per giorno con quel che avevo (lasciate a casa gli oggetti) e a conoscermi più a fondo: i momenti di solitudine in un viaggio ci sono sempre e bisogna sfruttare al massimo anche quelli per recuperare le forze e per capirsi e ascoltarsi. Ho scoperto che uno degli obiettivi della mia vita sarà viaggiare e raccontare quel che ho imparato perché tra gli aspetti più belli di un viaggio c’è anche la condivisione, importante per quanto mi riguarda per confrontarmi con gente più esperta di me e per quanto vi riguarda per conoscere un punto di vista diverso e chissà prendere qualche spunto.

Il mio diario l’ho utilizzato per parlare del vero viaggio, quello che tutti dovrebbero intraprendere almeno una volta e che non è affatto una caratteristica esclusiva dell’Erasmus. Fidatevi, se partirete con la mente aperta tornerete carichi di meraviglie che non potete comprare!