Amburgo, città di ponti e canali



Ci piace visitare dei posti nordici a inizio anno e questa volta è toccato ad Amburgo. L'abbiamo scelta per i suoi numerosissimi ponti e canali, per la presenza del grande fiume Elba che l'attraversa e per una cosa curiosa: i Beatles non divennero famosi in Inghilterra, ma qui! Infatti all'inizio degli anni '60 si esibirono in parecchi locali a luci rosse nel quartiere di Reeperbahn, ma vennero rispediti in Inghilterra quando la polizia tedesca si accorse che uno di loro era minorenne. Inoltre, fu una tedesca, una certa Astrid Kirchherr, che inventò il loro look.

 

Numero Viaggiatori: 2

Data di partenza: 03/01/2014

Durata: 4 giorni

Luoghi: Amburgo

 

Descrizione del viaggio: 

3 gennaio 2014. Venerdì.

Partenza venerdì 3 gennaio ore 13.25 da Roma aeroporto di Fiumicino e arrivo ad Amburgo alle ore 15.50 locali. Abbiamo alloggiato in un albergo nel moderno quartiere di Hafencity che si chiama 25hours, tutto in stile marina: la nostra camera sembrava la cabina di una nave, gli ascensori assomigliavano a degli imballaggi in legno e l'arredamento della reception e della sala ristorante era vagamente vintage. Abbiamo scelto la mezza pensione e quindi tutte le mattine facevamo un'abbondante e gustosa colazione nella sala ristorante, dove si poteva trovare di tutto dal dolce al salato, persino un cappuccino ben fatto! Dopo aver preso possesso della stanza, siamo andati a fare un giro al centro della città.

La prima sosta è stata a Rathausplatz, la piazza dominata dall’elegante Rathaus, che in tedesco significa Municipio. Ci siamo affacciati nell’androne del Municipio, dove ci hanno accolto delle imponenti colonne e un albero di Natale. La visita l’abbiamo rinviata all’ultimo giorno della nostra vacanza. Per evitare la pioggia, ci siamo rifugiati sotto i portici adiacenti alla piazza e sui quali si affacciano dei negozi caratteristici. Visto che la pioggia non ci dava tregua, siamo entrati nel centro commerciale, dopo essere passati tra gli stand che vendevano il gluvine e dolci fritti.

Dopo neanche dieci minuti che eravamo nel centro commerciale, ha smesso di piovere e abbiamo potuto dirigerci verso Reeperbahn (San Paolo), il famoso quartiere a luci rosse: la presenza di negozi dedicati a gadget sessuali e di ragazze che adescano uomini nelle stradine, ci ha fatto pensare ad un paese dell’Est comunista degli anni ‘70. Arrivati alle silhouette dei Beatles, abbiamo scattato qualche foto. Il ritorno l’abbiamo fatto in metro.

Abbiamo cenato da Kanasia, un ristorantino mongolo vicino al nostro hotel, molto accogliente, dove con 12 euro a persona ci siamo serviti ad un ricco buffet. Dopo un giro dell’isolato per digerire, tutti a nanna.

 

4 gennaio 2014. Sabato.

Dopo l’abbondante colazione in hotel, abbiamo visitato il quartiere di Hafencity, che è quello dove alloggiamo.

I palazzi prima di arrivare all’Elbphilarmonie, un’immensa struttura dedicata ai concerti di musica classica, ancora in costruzione, sono tutti moderni e dalle forme più strane e diverse. I vecchi magazzini, poi, visti dai ponti che si affacciano sui canali, sono colorati da mattoncini rossi che li ricoprono su tutta la superficie. Attraversando due blocchi di edifici universitari, siamo arrivati alla Chiesa di San Michele: adagiata su una lieve collina, è tutta ricoperta di mattoncini rossi, bordata con cornici color crema e dalla torre che svetta nera verso il cielo, da cui abbiamo ammirato uno splendido panorama della città. L’interno, poi, è molto suggestivo, dove un’architettura curvilinea color crema è illuminata da ampie vetrate. Abbiamo pranzato al Krameramtsstuben, il ristorantino d’altri tempi di fronte alla chiesa (23 euro in due), dopo aver fatto il giro del vicolo alle spalle del ristorante, dove c’è la storica casa delle vedove.

Sempre a piedi, dopo aver costeggiato il fiume Elba passando lungo il pontile, abbiamo raggiunto il Mercato del pesce di Altona (Fishmarkt Hamburg-Altona), a fianco del quale si erge la Borsa del pesce, dove oltre all’asta si può mangiare del pesce fresco ascoltando un po' di musica dal vivo. Per sfuggire un po' al freddo, ci siamo rifugiati allo Stilwerk, il centro commerciale del design.

Dopo essere passati per il Municipio di Altona, ci siamo seduti su una fredda panchina di fronte al Museo di Altona a mangiare un piccolo panino con la Nutella. Rimessici in cammino, ci siamo diretti al Teatro dell'Opera: molto moderno e squadrato con tante vetrate. Abbiamo cenato da Frau Moller nel Quartiere di Sant Georg: un locale alla buona, ma molto accogliente, dove abbiamo preso delle ottime zuppe calde e delle fettine panate con patate; in due abbiamo spese 26 euro. Ritorno in hotel e ninna.

 

5 gennaio 2014. Domenica.

Dopo la solita colazione abbondante, abbiamo preso in prestito le biciclette fornite gratuitamente dall’hotel, per andare fino all’elegante Quartiere di Blankenese: la mia bicicletta si chiamava Jette, quella del mio amico Ida. Il percorso per arrivare è stato abbastanza lungo: abbiamo costeggiato il fiume Elba e, dopo aver oltrepassato il mercato del pesce di Altona, costeggiato una stretta viuzza dove si affacciavano delle graziose casette d’epoca con i loro piccoli giardini e dopo esserci arrampicati con le nostre biciclette Ida e Jette in spalla su per una gradinata infinita, siamo finalmente arrivati nel quartiere di BlankaneseAbbiamo pranzato in una bakery con panino e cappuccino, come fanno gli stranieri quando vengono in Italia, e dopo esserci scaldati un po’ siamo andati in giro per il quartiere, salendo, infine, sulla collina Sullberg dove si erge un elegantissimo hotel con vista mozzafiato sul porto del fiume Elba.

Ridiscesi dalla collina, abbiamo ripreso le nostre bici, parcheggiate vicino alla bakery, e ci siamo diretti verso il centro di Amburgo in metro, altrimenti non saremmo arrivati se non all’alba del giorno dopo! Siamo usciti alla fermata che sbuca alla Rathausplatz e abbiamo girato per la città con le nostre biciclette toccando: il lago Alster (quello doppio, al cui centro del maggiore campeggiava un albero di Natale illuminato), il teatro dell'Opera, il campus di giurisprudenza (tra le strutture del campus, ce n’è una tondeggiante di mattoni rossi avvolti da una gabbia di vetro), la mega antenna della TV. Dopo aver lambito il quartiere di Schanzenviertel, grazioso quartiere con molti locali, abbiamo deciso di cenare nel nostro hotel.

 

6 gennaio 2014. Lunedì.

Dopo l’ultima abbondante colazione nel nostro bell’hotel, con i bagagli in spalla ci siamo diretti verso la Chilehaus, un complesso edilizio completamente ricoperto di mattoncini di un marrone scurissimo, famoso perché forma un angolo molto pronunciato che richiama la prua di una nave. Passati davanti alla Chiesa di San Pietro, molto bella dall’esterno, ma niente di che all’interno, siamo andati a fare la nostra visita guidata al Rathaus: non bisogna lasciarsi sfuggire il cortile, dove la guida non ti porta, ma che vale veramente la pena di essere visto. Dopo aver pranzato alla stazione ferroviaria da Gosh, abbiamo raggiunto l’aeroporto, dove l’aereo ha preso il volo per Roma.