Gente d'Indonesia



Viaggio attraverso l'isola di Java e Bali

 

Numero Viaggiatori: 1

Data di partenza: 10/05/2013

Durata: Due mesi

Luoghi: Giacarta, Ubud, Kuta

 

Descrizione del viaggio:

Non mi soffermo a parlarvi di Giacarta: metropoli bloccata nel traffico, a due, tre, quattro ruote, a cui sembra abbiano amputato i piedi, talmente la dimensione del bipede sia stata ridotta a qualche piccola nascosta stradina, che di colpo diventa mercato, pieno di vita, calore, ciarlare allegro, come riesumato da una foto antica.

Non mi soffermo a parlarvi del nebbioso vulcano a 30 chilometri a Nord di Bandung, dove ci siamo trovati così numerosi, sotto un piccolo gazebo a ripararci dalla pioggia, come amici intimi intorno ad un fuoco spento.

Né mi soffermo a parlarvi di Yogiacarta, coi suoi succhi di frutta che al sol ricordo le papille spapillano liquide; i tanti bar dove sedersi e scrivere, in una dimensione dove il tempo è rallentato. Dove il tempo sembrava appartenermi di più, in una primavera arrogante di fiori.

Né di Kuta e dei suoi surfisti australiani, di Dempasar e del suo festival delle arti, di Ubud e del suo museo delle maschere.

Voglio parlarvi della gente dell'Indonesia. Della loro curiosità. Della loro ospitalità.

Persone che hanno insistito, malgrado avessi già il biglietto dell'autobus, per accompagnarmi in motorino per un tragitto che durava un'ora tra le stradine che attraversavano natura e risaie, affinché trovassi un alloggio sicuro nella città dove ero diretto. Persone che hanno condiviso il poco che avevano con una generosità che mi ha lasciato senza parole. Cibo squisito. Tradizioni per me incredibili. Vestiti colorati. Codici sociali da noi ormai spenti, qui ancora così vivi. Facendomi capire che in Europa la paura dell'altro ci ha levato grandi possibilità non solo di dare, ma anche di saper ricevere.

Persone che, nonostante spesso non potessimo comunicare verbalmente per mancanza di una lingua comune, mi hanno lasciato l'impronta dell'umanità, della corporalità, dell'umana condivisione senza tempo e senza soldi, di sguardi così profondi, di gesti così antichi, di risate così rigogliose che spero di poter un giorno trasmettere a mia volta, con la stessa emozionante potenza con la quale li ho ricevuti.