Dublino, verde e bella Dublino!



Lo confesso: da Dublino non voglio più tornare. Capisco come mai alcuni dei miei amici hanno deciso di trasferirsi lì!

 

Descrizione del viaggio

Per me è un posto da favola, un luogo dove si coniugano perfettamente storia, strutture cittadine affascinanti e… letteratura. La letteratura è ovunque, e non nego che da appassionata lettrice quale sono cerco di vedere il maggior numero di posti possibili in cui respirarla a pieni polmoni. Dublino, del resto, è o non è la patria di James Joyce?

 

Gente di Dublino

Eccome se lo è, e il famoso scrittore si percepisce in ogni angolo della città. Credo che uno dei maggiori rimpianti del mio viaggio sarà sempre quello di non essere riuscita a vedere la casa dove ha composto la sezione I morti di Gente di Dublino, ma… poco importa. La città mi dà molto altro di cui gioire e da ammirare!

Un primo giro del centro della città mi regala immediatamente una chicca: il castello. La cosa di per sé mi stupisce, perché di solito i castelli si trovano arroccati su montagne distanti dal centro città. E in effetti questa magnifica fortezza, che nel corso degli anni scopro essere stata anche una prigione, si trova su un’altura (la Cork Hill), ma è praticamente nel bel mezzo della città! E sapete cosa c’è a due passi da questo fantastico castello? Temple Bar: come si fa ad andare a Dublino e a non fare un giro in uno dei suoi quartieri più vivaci? Ci sono tanti, ma davvero tantissimi giovani. E se credete di trovare solo irlandesi… non avete idea di quanti stranieri ci siano! Perché in fondo Dublino è una meta giovane, si sa. È il simbolo della vita dublinese, ed è il posto giusto per vivere la città non da turista, ma da abitante. È qui che si trova anche il fiume che attraversa la città, il Liffey, col suo ponte. Ci sono tornata di sera, e l’illuminazione rende tutto talmente magico e speciale che per un attimo non mi sembra nemmeno di essere nello stesso posto visto alla luce del sole.

 

College e birrerie: i vanti di Dublino

Si sente sempre parlare del famoso Trinity College, uno degli istituti accademici più prestigiosi e antichi d’Irlanda. Bene, io l’ho visto! Vorrei entrare nella biblioteca, perdermi un po’ tra gli scaffali dove probabilmente hanno passeggiato anche Beckett e Oscar Wilde (due illustri ex alunni), ma la mia amica mi smonta immediatamente. Lei legge solo Vogue e Vanity Fair! Ho pietà di lei e metto per un po’ da parte le mie velleità letterarie, scegliendo di vedere un’altra attrazione per cui la città è famosa: la fabbrica della Guinness. Non che per me sia stato un sacrificio… la birra è un’altra mia passione! Prendiamo i mezzi fino ad arrivare nella zona Liberties, che non è molto lontana dal centro, e troviamo quello che è il regno incontrastato della celebre birra scura irlandese. Una volta che ti trovi nel paese dei balocchi, come fai a non comprare le caramelle? Nel nostro caso, come fai a non farti spillare una Guinness fresca fresca? Ovviamente noi non ci pensiamo due volte, e ce la godiamo prima di terminare il tour di questa immensa costruzione, talmente grande da coprire l’area… di un intero quartiere!

 

San Patrizio e dintorni

La birra decisamente ci disseta, e ci permette di andare subito a vedere un altro dei luoghi simbolo di Dublino: la cattedrale di San Patrizio. Mi colpisce subito il famoso pozzo che si trova accanto alla costruzione principale, dove si dice che il santo battezzasse coloro i quali si convertivano. Ma quando penso a San Patrizio, a me viene in mente subito la festa omonima, che è tipicamente irlandese ma che ormai si festeggia un po’ ovunque. A quanto pare, invece, San Patrizio non è solo sinonimo di bevute in compagnia, ma è prima di tutto il patrono dell’Irlanda a cui è dedicata la cattedrale. A costo di attirarmi l’odio della mia amica, una volta entrate la conduco verso la tomba di Jonathan Swift, l’autore dei Viaggi di Gulliver, che si trova proprio all’ingresso della chiesa. Se vi state chiedendo che cosa c’entra uno scrittore con una chiesa vi dico subito che Swift era un tipo molto religioso, talmente religioso che è stato niente di meno che decano della cattedrale.

 

Irish pub, la tappa che non può mancare

Il week end è finito, e tre giorni mi sembrano così pochi… e chi vuole tornare a casa? Per fortuna abbiamo l’aereo nel pomeriggio, quindi qualche ora di tempo in mattinata ancora l’abbiamo per fare un’ultima immersione in questo posto stupendo. La mia amica (sempre lei, quella che legge solo Vogue e Vanity Fair), non ne vuole sapere di alzarsi presto. In effetti siamo andate a dormire tardi, dopo aver passato una bella serata… dove? Neanche a chiederlo. Mica si va in Irlanda senza sperimentare i famosi pub irlandesi! Noi ci siamo andate eccome, e abbiamo conosciuto un gruppo di ragazzi che hanno fatto di tutto per mostrarci l’ospitalità locale. E il loro modo di dimostrarla è molto semplice: prendere per noi quantità industriali di birra. Guinness, of course.

 

Un saluto verde dalla verde Irlanda

È il nostro ultimo giorno in Irlanda, e il sonno e la stanchezza non devono avere la meglio. Costringo la mia amica ad alzarsi dal letto, la infilo nella doccia e la trascino a Phoenix Park. Si è lamentata un po’, ma poi mi ha ringraziata perché la mattinata nell’enorme parco cittadino (credo che sia il più grande di Dublino, e date le sue dimensioni non stento a crederlo!) è stata davvero piacevole, anche grazie ad un sole che ha deciso di darci, con la sua luce, un saluto che abbiamo apprezzato moltissimo.

Mentre l’aereo decolla, penso solo che i miei amici, quelli che vivono qui, presto dovranno darmi ospitalità!