Islanda: quando la natura prevarica l’uomo



Dopo esserci stata lo possono dire con assoluta certezza: ho preso il “Mal d’Islanda”… una malattia che non ti abbandona mai!

 

Numero Viaggiatori: 14

Data di partenza: 13/08/2011

Durata: 13gg

Luoghi: Reykjavik

 

Descrizione del viaggio:

Il detto islandese dice: “Non ti piace il tempo che fa? Aspetta un minuto”… Noi abbiamo aspettato 10 giorni e 2.600 chilometri…ma le nuvole ci hanno inseguito ovunque. Anche se hanno dato quel tocco di tipica atmosfera islandese, salvandoci dalla canicola di casa!

Non sempre un viaggio ti rende viaggiatore. L’Islanda ti rende esploratorePioniere di posti che sembrano inviolati, ti lasci trasportare per le lande cullato da questi miti rilievi al suono di Field of Gold.

È un viaggio al centro della terra, dove tutto è straordinario. Apparentemente un paese inospitale, selvaggio e incontaminato, mentre ogni angolo offre spunti e scorci pieni di fascino. Lo stupore di trovare piccoli villaggi con quei tetti rossi e azzurri che sembrano disabitati, dove invece trovi una civiltà discreta e cordiale. La Terra del Ghiaccio e del Fuoco che racchiude piacevoli sorprese, come i laghi specchio nella zona Mytvan, gli altopiani desertici, i maestosi vulcani innevati, le coste abitate dai gabbiani.

L’impressione è di visitare tanti paesi diversi ma nello stesso luogo.

Le lezioni di geologia coinvolgono lo spettatore come in un film di fantascienzaIl paesaggio è surreale e a tratti appare sempre uguale: gradazioni di verdi, di grigi e di marroni rendono il panorama omogeneo, invece ad ogni curva tutto cambia prende forme e dimensioni diverse.

La luce, regalata dal sole, che filtra dalle nuvole invade ogni cosa di colore: il mare diventa blu cobalto, con mille sfumature e striature argentate; il muschio verde pistacchio, quasi fluorescente, avvolge le ormai nere e grigie colate di lava; le terre ocra fumanti, con i profili color indaco, ti seducono; il bianco sporco dei ghiacciai risalta nelle nuvole antracite; le cascate che timide si fanno attendere, poi ti conquistano con il loro fragore mostrando i colorati arcobaleni, come il pavone mostra la sua coda.

Per non parlare degli animali che popolano l’isola degli elfi: le buffe pecore pelose, i docili cavalli islandesi di tutti i manti, le foche curiose ed i simpatici pulcinella di mare. Pennuti dal dolce sguardo, travestiti da pinguini, con il becco e le zampe arancioni, che pare, con i faraglioni che fanno da guardiani, prendano la funivia per tuffarsi in mare dalle alte scogliere. 

Il posto dove ho lasciato il mio cuore? la Laguna degli Iceberg dove zolle bianche galleggiano in un lago color ghiaccio. Dove i riverberi e le tonalità dei blu si riflettono nel cielo terso. Il loro movimento lento e basculante ipnotizza la tua attenzione e la mente. Venature nere, azzurre, turchesi, gocce d’acqua risuonano in un complesso magico, dove la corrente accompagna tutti questi soldatini infreddoliti verso il mare aperto, dove si spiaggiano come diamanti abbandonati. Quei luccichii sul bagnasciuga nero rimarranno per sempre nei miei occhi. Tesori preziosi alla mercé di tutti, ma inavvicinabili ed intoccabili. Nessuno li potrà mai possedere.

Solo il piacere di camminare su questa spiaggia vale il viaggio.