Colori D'autunno sulle Dolomiti



Ai piedi delle Dolomiti, in un periodo poco frequentato da turisti, alla scoperta di sentieri e cime della val Badia, accompagnata da suoni e colori di feste tradizionali e tramonti mozzafiato.

 

Numero Viaggiatori: 1

Data di partenza: 15/09/2013

Durata: 1 settimana

Luoghi: Corvara in Badia

 

Descrizione del viaggio:

È stata una dura estate: un lavoro ripetitivo e stressante, poche novità e cambiamenti; avevo proprio bisogno di una vacanza.

Volevo andare in un posto dove svuotarmi e riempirmi di novità e così tra le varie opportunità ho scelto: aria aperta, movimento, panorami mozzafiato e accoglienza. La Val Badia.

Facile da raggiungere in treno o in autostrada in Val Badia io sono arrivata dal Passo Campolongo che è un valico Dolomitico posto a 1875 metri slm, collega la provincia di Belluno, con Livinallongo del Col di Lana (Veneto), e la provincia di Bolzano, con Corvara in Badia (Trentino Alto Adige). Non è un tragitto impegnativo, le curve dolci ci portano verso un ampio pianoro che poi ridiscende verso Corvara; il panorama che si apre improvvisamente, superato il passo Campolongo, colpisce e stravolge.

Davanti a noi si apre un'ampia valle verdeggiante con l'imponente sasso dolomitico del Sassongher, 2665 mslm, dai colori grigio argentei che predomina la visuale e sembra quasi proteggere il paese sottostante di Corvara in Badia (1340 abitanti, lingua parlata: italiano, tedesco e ladino come in tutta la Val Badia). Il verde intenso dei pascoli e delle colline ci accoglie e ci coccola;  una varietà incredibile di fiori (orchidee, crochi, trifogli, bardane, cardi ecc) profumano e colorano ancora i paesaggi; c'è odore di fieno: si sta effettuando l'ultimo sfalcio prima dell'inverno e anche gli armenti stanno rientrando dagli alpeggi agghindati di fiori per partecipare al rito e alle feste paesane dove si riuniscono i contadini e gli abitanti del paese per festeggiare e fare acquisti, brindare e mangiare "Tutres" (frittelle ripiene di spinaci, crauri o semi di papavero), "Furtaies" (Dolce a forma di chiocciola), "Crafuns Mori" (frittelle di mirtilli rossi) e "Foies da soni" (sfoglia a base di patate), Gulasch e altre specialità.

Il grigio argenteo del Sassongher e del gruppo del Boè con i suoi ripidi e scoscesi precipizi, le guglie e le torri,  i pinnacoli rocciosi, le sorgenti di acque fresche (fonte della fata Rosemary) e i sentieri tortuosi ci incuriosiscono e ci spiazzano. Il paesaggio è quasi lunare e vertiginoso... la salita al Sassongher  (3 h - non impegnativo, tranne un ultimo tratto con delle funi di attracco) ci permette di assaporare la difficoltà, la tensione, la resistenza, la vertigine dell'altitudine e della visuale dei baratri e precipizi e infine la risoluta gioia e partecipazione della conquista della vetta (Berg heil - esclamazione di buon auspicio e ringraziamento quando si conquista una vetta); con l'immensa visuale a 360 gradi della valle sottostante, il paese di Corvara adagiato alle pendici della montagna, la Marmolada, con il suo scintillante ghiacciaio, il Sasso Croce rosa arancio, il Passo Gardena illuminato dal sole e il gruppo del Puez parco naturale e patrimonio dell'UNESCO come tutte le Dolomiti.

Il rosa acceso, quasi arancione al tramonto, del gruppo del Sasso Croce ci conforta e ci rinfranca: come una calda coperta che scalda durante le fresche serate pre-autunnali. Protegge i suoi segreti la montagna rosa, cela la sua storia di antichi oceani e barriere coralline, nasconde una valle preziosa dove nascono le leggende più antiche e fantasiose del popolo dei Fanes nani laboriosi alleati alle marmotte... la vallata verde-azzurra di Fanes, nascosta dietro al Sasso Croce e facente parte del parco naturale Fanes Sennes Braies, ha un 'aria mistica e antica, il tempo sembra fermarsi...passeggiare lungo i pendii e attraversare le sorgenti vivaci, sedersi sulla riva del trasparente Lago Verde, ci riporta a tempi antichi, dove guerre e amori segnavano lo scorrere del tempo..ora a testimonianza degli antichi splendori e dei tempi passati restano le alte vette rosate che mute osservano il passare dei secoli.

Da Corvara in Val Badia sia in inverno che in estate partono molti impianti di risalita che collegano il paese con diverse alte vie, piste sciistiche (Sella Ronda 130 km di piste collegate) e sentieri in alta quota di facile portata o vie ferrate per i più esperti. Molti rifugi sono aperti fino alla fine di settembre e quindi sono possibili molte escursioni sia a carattere naturalistico, paesaggistico, che storico (Museo della Grande Guerra - passo Val Parola o funivia del Lagazuoi con la visita dei sentieri usati dalle truppe austriache e italiane durante la Prima Guerra mondiale).

Insomma una vacanza a tutto tondo!

Per la Mente: panorami e paesaggi mozzafiato che riempiono anima e cuore.

Cultura: tradizioni popolari, visita ai musei (interessante anche il museo della cultura ladina a San Martino del la Tor - con il biglietto è comprena l'entrata al museo dell'Ursus ladinicus di San Cassiano - i paesi sono tutti abbastanza vicini e raggiungibili in autobus).

Sport: camminate, anche faticose come la salita al Sassongher (abbigliamento consigliato per questo periodo: da escursione per chi fa passeggiate ma importante portare impermeabile e maglioni pesanti e magliette - vestirsi a cipolla!!!)

Relax: massaggi, piscine e saune aperte al pubblico in alcuni alberghi oppure a Riscone vicino a Brunici c'è una magnifica piscina e sauna dove propongono degli hagfluss animati - da vedere).

Relazioni sociali: ovviamente in questo periodo ci sono pochi turisti, ma tutti i negozi, alberghi, impianti sono aperti e non sovraffollati. I ladini sono persone gioviali, lavorano sodo e sono molto disponibili verso i turisti. Amano divertirsi e ritrovarsi tra amici sono molto legati alle tradizioni e sono molto disponibili a rispondere alle curiosità e domande in merito.

Giulan (grazie in ladino) e Begnodus (benvenuti) nella terra del popolo ladino in Val Badia nel cuore delle Dolomiti.