Una notte in Lussemburgo



Alla scoperta del meno noto tra i tre stati che compongono il Benelux...

 

Numero Viaggiatori: 2

Data di partenza: 04/01/2013

Durata: 2 giorni

Luoghi: Lussemburgo

 

Descrizione del viaggio:

Mentre ci troviamo in vacanza in Belgio, decidiamo improvvisamente di fare una capatina in Lussemburgo, meta che spesso viene ingiustamente tralasciata da chi viaggia in questa zona dell’Europa. Vi arriviamo in da Charleroi in circa quattro ore in treno: il costo del biglietto è assolutamente spropositato rispetto alla distanza percorsa, ma purtroppo si tratta pur sempre di una tratta internazionale… Ci accorgiamo di essere entrati in Lussemburgo soltanto dai nomi delle località che scorgiamo dal finestrino, tante sono le similitudini, per lo più geografiche, con il Belgio. Giungiamo fine alla stazione di Lussemburgo, capitale che porta lo stesso nome del Paese, e ci addentriamo subito per le sue strade. A differenza delle capitali di altri microstati, che contano poche migliaia di abitanti, Lussemburgo è una vera e propria città. L’architettura ricorda molto alcune città tedesche, con la differenza che qui si parla prevalentemente il francese (almeno a quanto ci pare di udire). Il lussemburghese, idioma di origine germanica, lo incontriamo più che altro come lingua scritta, per esempio sul retro degli euro lussemburghesi (che vediamo forse per la prima volta).

Cerchiamo subito una sistemazione non eccessivamente cara per la notte, ma qui pare proprio che il termine “economico” sia sconosciuto: i prezzi di qualsiasi cosa, infatti, sono decisamente più elevati rispetto a quelli nostrani. Non possiamo far altro, alla fine, che rassegnarci e prendere una stanza in albergo a prezzo di mercato.

D'altro canto, l'atmosfera trovata nella capitale rende i nostri due giorni di soggiorno decisamente piacevoli. Considerando le dimensioni piuttosto ridotte di questa città, non sono moltissime le cose da vedere: tuttavia, Lussemburgo nasconde molti angoli caratteristici che ne esaltano la natura di piccolo centro mitteleuropeo che, al tempo stesso, è sede nevralgica di importanti organismi internazionali. Il bello di Lussemburgo consiste proprio nel perdersi a camminare senza una meta precisa. Anche se ci capita di soffermarci di fronte agli edifici principali, come la Cattedrale ed il Parlamento, oltre che alle sedi di alcuni organismi dell’Unione Europea (di cui il Granducato è stato fin dalle sue origini uno dei maggiori fautori), la cosa più piacevole è di sicuro godersi la vista sulla città bassa attraversata dal fiume Alzette. Pur essendo piuttosto freddo (siamo ad inizio gennaio) e anche se le strade sono innevate, l’ultima cosa che desideriamo fare è di sicuro restare chiusi in albergo! Dopo alcune ore a zonzo per la città, mangiamo in un ottimo ristorante vegetariano chiamato “Mesa verde”, bevendo un’ottima birra lussemburghese, e poi passiamo la serata dapprima in un pub strapieno di gente (giusto per respirare un po’ di aria locale) per spostarci successivamente in un bar dal nome caraibico, “El Compañero”! Notiamo che qui i locali chiudono abbastanza presto, per cui ritorniamo in albergo a un’ora non eccessivamente tarda.

La mattina successiva (che peraltro coincide anche con l’ultimo giorno della nostra breve permanenza in Lussemburgo), vorremmo visitare quello che solitamente viene indicato come il luogo di maggior interesse turistico della città, ovvero le casematte del Bock, una serie di cunicoli ed edifici costruiti per finalità difensive nel diciassettesimo secolo.  Purtroppo, a causa del gelo, la via d’accesso al sito risulta impraticabile, e non abbiamo altra scelta che limitarci ad intravederle dall'alto. Ci consoliamo con un discreto caffè da asporto e ci concediamo un panino prima di andare in stazione diretti nuovamente in Belgio, questa volta a Bruxelles.