Martinica: il mio Paradiso



Tra mare e paesaggi mozzafiato nel cuore dei Caraibi.

 

Numero Viaggiatori: 1

Data di partenza: 20/11/2012

Durata: 10 giorni

Luoghi: Fort de France, Le Diamant, Saint Pierre, Sainte Anne

 

Descrizione del viaggio:

Erano ormai diversi anni che durante l’estate non riuscivo a fare nemmeno una capatina veloce al mare, e non ne potevo più delle frecciatine degli amici indirizzate verso la mia pelle tutt'altro che abbronzata. È nata così la decisione di prendere un paio di settimane di ferie in periodo prenatalizio per recarmi in Martinica, dipartimento d’oltremare francese situato nelle Antille.

Dopo un volo di circa otto ore mi trovo catapultato dalle fredde temperature europee al caldo tropicale di Fort de France, il capoluogo dell’isola. Noleggiata un’auto, mi reco subito a Le Diamant, nella parte meridionale della Martinica, dove ho preso in affitto un bungalow. La zona è incantevole: mi trovo infatti in posizione decentrata rispetto al centro della cittadina e a meno di trenta metri da una piccola spiaggia circondata da palme da cocco: il fatto di essere lontano da tutti e da tutto è gratificante, tanto che trascorro i primi due giorni in perfetto relax rosolandomi al sole e facendo il bagno nel Mar dei Caraibi al cospetto dell’imponente roccia del Diamant, che si erge maestosa in mezzo al mare a pochi chilometri dalla riva. Nei giorni successivi mi reco presso altre località balneari, ad iniziare dalla Grande Anse des Salines, definita, a ragione, la più bella spiaggia della Martinica: con la sua sabbia bianca lambita dalle acque dell’Oceano Atlantico rappresenta il prototipo del paesaggio tropicale. Vengo trattenuto dall'idea di sdraiarmi sotto una palma dai molti cartelli che avvertono del pericolo di caduta delle noci di cocco, e per trovare un po' di refrigerio mi siedo ai tavolini di uno dei chioschi della spiaggia, dove servono degli ottimi succhi di frutta esotica preparati al momento. Quando sento nell'aria le note di una canzone di Natale caraibica dal ritmo spiccatamente reggae, non posso fare a meno di pensare ai miei conoscenti impegnati all'inferno… ehm… al lavoro, mentre io mi trovo in paradiso!

Se nel sud dell’isola la sabbia è molto chiara, spostandosi verso la parte settentrionale della Martinica si trovano spiagge di sabbia nera, di origine vulcanica, come quella di Le Précheur. Qui mi fanno compagnia un paio di galli che vagano liberamente tra i bagnanti alla ricerca di cibo portando un tocco di colore inusuale ad un panorama già di per sé straordinario. Le mie vacanze non possono però limitarsi soltanto all'esposizione passiva al sole: la Martinica infatti offre molti altri spunti turistici, e con l’automobile è un vero piacere girare l’isola in lungo e in largo. All'interno mi imbatto in un paesaggio di tipo collinare dominato dai circa 1.400 metri di altitudine del vulcano Pelée. Le strade sono piene di tornanti e, mentre sono alla guida, mi pare quasi di essere in montagna: salgo le pendici del vulcano immergendomi in una vegetazione lussureggiante dominata da piante tropicali a me sconosciute e mi godo la freschezza di questi luoghi. Nel corso dei miei tragitti automobilisti, passo a fianco di numerosi campi coltivati a banane e a canna da zucchero; spesso, al fianco di questi ultimi, trova posto qualche distilleria in cui si produce dell’ottimo rum. La natura qui non manca mai di riservare sorprese: nel sud dell’isola si estende il cosiddetto Stagno delle Saline, una vasta area che alterna zone palustri ad altre estremamente aride. L’impressione che ne ricevo è quella di un luogo desolatamente affascinante, totalmente in contrasto con i paesaggi marini e montani che caratterizzano il resto dell’isola.

I centri abitati sono per lo più paesi di poche migliaia di abitanti, in alcuni casi estremamente turistici, come nel caso di Sainte Anne e di Marin, nel sud della Martinica, dove non mancano le occasioni per divertirsi anche nelle ore notturne. Sulla costa orientale sorgono invece Le François, Le Robert, La Trinité e Sainte Marie, piccoli centri toccati solo marginalmente dal turismo a causa delle coste per lo più frastagliate, e che rappresentano probabilmente la zona più tradizionale della Martinica. Spostandomi sulla costa occidentale, mi fermo a Saint Pierre, vecchia capitale dell’isola oggi ricostruita quasi completamente dopo la sua distruzione avvenuta nel 1902 a causa dell’eruzione del vulcano Pelée. All'appello manca solo Fort de France, il capoluogo, che si rivela essere una città piuttosto caotica di circa centomila abitanti. Passeggiando tra i suoi edifici dalle facciate tipicamente caraibiche, visito en passant la cattedrale di Saint Louis, la chiesa principale della città, un vero e proprio tocco di Francia nel bel mezzo dei Caraibi. Il luogo della capitale più caratteristico è forse il Gran Mercato delle Spezie, situato sotto un’ampia struttura metallica a due piani e affollato di gente del luogo vestita con abiti dai colori sgargianti. Il centro di Fort de France pullula di negozi alla moda e sono presenti tutte le griffe più famose, tanto che sembra quasi di trovarsi in una piccola Parigi.

Mi accorgo con rammarico che le mie vacanze sono ormai giunte al termine: ne approfitto per prendere ancora un po’ di sole e per gli ultimi bagni, prima di recarmi all'aeroporto. Anche se provo un po’ di malinconia, ho la consapevolezza di essere appena stato in paradiso, e ciò mi fa salire sull'aereo col sorriso.