Toccata e fuga (intensa) a Barcellona



Andando via da Barcellona penso solo una cosa: ci tornerò presto! Sì, perché la mia permanenza è troppo breve: le mie amiche ed io siamo di passaggio, e abbiamo dunque poco tempo per ammirarla in tutte le sue sfumature. Poco meno di due giorni, durante i quali cerchiamo però di assaporarla al meglio.

 

Descrizione del viaggio

Il nostro albergo è nei pressi di Plaza Catalunya, una zona molto centrale e, devo dire, davvero affascinante. Per fortuna la navetta dall’aeroporto ci porta direttamente nella piazza, e da lì ci spostiamo a piedi senza problemi.

La prima cosa che noto, durante il breve tragitto a piedi, sono le vie affollate di persone. Considerando che le temperature non sono delle più miti, la cosa mi stupisce. Guardando, poi, i numerosi boccali di birra che vanno di mano in mano capisco subito qual è il loro segreto per stare al caldo!

La festa non finisce lì: dalla stanza, e con tanto di finestre sbarrate, si sentono le risate e le voci dei ragazzi. Di certo il divertimento non manca!

Il tempo di posare le valigie e decidiamo di andare a fare una passeggiata sulla Rambla, uno dei posti più caratteristici della città che è davvero a due passi da Plaza Catalunya. Una strada lunghissima, non molto illuminata a quell’ora, ma proprio per questo ancora più suggestiva. Artisti di strada ogni due metri, e ragazzi con dei volantini in mano che cercano di convincerci a passare la serata in uno dei numerosi locali dei dintorni. Curiosità: ci parlano in italiano. In Spagna questo non dovrebbe sorprendermi, perché le persone preferiscono parlarci in italiano quando capiscono la nostra nazionalità. L’inglese non è una lingua molto gettonata. Ma questi ragazzi non ci hanno nemmeno sentite parlare! Che ce l’abbiano letto in faccia?

Il posto è talmente bello che, camminando, arriviamo quasi senza accorgercene al porto della città, costeggiato da un lungomare lunghissimo, via Cristoforo Colombo. La zona del porto è molto carina, e i riflessi della luna sull’acqua sono davvero spettacolari. Proprio sul molo notiamo anche una costruzione molto grande, che scopriamo poi essere un tetto con i pannelli solari. Barcellona ecosostenibile, insomma!

 

La mattina successiva ripercorriamo la Rambla e notiamo cose che ci erano sfuggite, innanzitutto il caratteristico mercato della Bouqueria, colorato, rumoroso, affollato, dove mangiamo un boccone al volo ammirando le bancarelle piene di frutta, verdura e prodotti tipici.

Non avendo molto tempo a disposizione, decidiamo di andare a vedere uno dei luoghi più belli e affascinanti di Barcellona, il Parc Güell. Non un semplice parco, ma una vera opera d’arte, dove l’impronta di Gaudì emerge in ogni punto: decorate e splendide le sculture di animali fantastici, le  maioliche variopinte che, insieme a dei semplici cocci di vetro, ottengono un grande mosaico che ho trovato eccezionale. Arrivate alla piazza principale del parco abbiamo quasi qualche dubbio sul sederci o meno,perché la panca che ne circonda tutto il perimetro è stupenda, un pezzo d’arte dalle forme ondulate e sinuose.

Per fortuna gli spostamenti in città sono molto semplici: i mezzi pubblici sono molto efficienti, e ci permettono di arrivare immediatamente alla nostra tappa successiva, il simbolo della città: la Sagrada Familia. Gaudì è onnipresente a Barcellona, e la sua mano si vede anche in questa maestosa e particolarissima costruzione che ancora oggi risulta incompleta, ma che forse deve gran parte del suo incredibile fascino proprio all’essere un vero cantiere aperto.

 

L’ultima sosta che ci concediamo prima di tornare a Plaza Catalunya per prendere la navetta (di nuovo in direzione aeroporto) è Plaza de Espanya. Meravigliosa! Due torri si trovano proprio al centro, e gli spazi sono immensi. Immensi sì, ma pieni di persone: la piazza è infatti un punto di incontro rinomato dagli spagnoli. Il traffico circostante è giustificato dal fatto che qui si incrociano alcune delle strade principali della città.

 Un’ottima idea venire qui, anche per la Font Magica, una delle maggiori attrazioni della città grazie ai suoi fantastici giochi di luci eseguiti a tempo di musica, e un po’ ci dispiace non poterla ammirare di notte, quando lo spettacolo sarebbe ancora più bello. Ci consoliamo, però, perché la fontana merita anche alla luce del giorno!

In viaggio verso l’aeroporto, verso la destinazione successiva, ci guardiamo tutte e ci ripromettiamo di tornare. Anche perché la prossima volta non ci lasceremo scappare la celebre movida spagnola!