A New York da Chicago



Mia moglie Lucia ed io siamo stati a Chicago, dove abbiamo praticamente più parenti che in Italia, compresa Rosaria, la sorella di Lucia. I nostri parenti sono rimasti stupidi dal fatto che non siamo voluti stare nelle loro bellissime case, ma abbiamo sempre timore di dare fastidio e ci piace rifugiarci in piccole pensioni o in alberghi umani dove non ti perdi se sbagli una scala.

Il lago Michigan è un vero mare e sulle sue sponde si cattura e si mangia pesce squisito, anche se non sapido come quello dei nostri mari, Tirrenico, Adriatico e Ionio. C'è maestria nei progettisti dei grattacieli a Chicago, più di quelli di New York, ma questo l'abbiamo scoperto solo dopo, quando i 4 giorni programmati a New York sembravano non finire mai, in un incubo ed un'avventura da film, l'incontro con Sandy e con un quasi diluvio universale.

 

 

Numero Viaggiatori: 2

Data di partenza: 20/10/2012

Durata: 14 giorni

Luoghi: Chicago, New York

 

Chicago ci offrì l'affetto dei nostri parenti che con noi parlavano ancora italiano, ma non tra loro, poiché preferivano parlare solo in inglese americano, mentre i figli più giovani si esprimevano in una sorta di Italiano truccato a festa e a stento lo si riconosceva dietro il cerone di una mancata consuetudine.

Atterrammo a New York e trovammo alloggio a Manhattan, proprio a Broadway, e percorremmo la città in lungo e in largo, con una media di almeno 20 chilometri al giorno a piedi, poi usammo anche metropolitana e autobus, sembrava una vacanza ed era una vacanza di due stagionati esseri umani, pensionati da poco! Ma su di noi si abbatté Sandy e ci impose di non partire da una città flagellata da vento e pioggia bibliche!

Annullati i voli, bloccato il metrò, spente le luci, ma resistemmo, bravissimi a procurarci il cibo e a scovare negozietti che vendevano di tutto, comprese le più oscene schifezze alimentari! A Little Italy capimmo che non era un vanto per noi italiani quel quartiere, Sandy l'urugano lo aveva finito di trasformare nell'inferno dei vivi e tentare di uscirne fuori con un taxi era impresa degna di un film!

Altro non racconto, spero sempre che si possa raccontare ogni particolare in seguito. Non so neanche come feci a recuperare un volo dopo essermi accampato con la coraggiosa moglie all'aeroporto Kennedy! E ritornammo infine a rivedere le stelle, ma ci sembrò di essere stati se non protagonisti, almeno attori del film "Fuga da New York".

Non so perché i grattacieli non mi piacquero, li trovai troppo alti e in quei giorni del pericolo e dell'incertezza scoprii una New York che nessuno voleva che la si raccontasse: i cani avevano paura ed erano tristi, lasciati fuori ai negozi legati ai lampioni, i vecchi stavano solo con i vecchi ed i giovani solo con i giovani, così pure coppie e gruppi umani erano sempre di un solo colore, o tutto nero o tutto bianco! Allora Sandy mi apparve non un uragano, ma una profezia di quello che stava per accadere nel mondo.