Aliapiedi ... a Dublino - Glendalough



Glendaough Glendaough David García-Pardo

Aliapiedi ... a Dublino, ormai l'avrete capito, non è un viaggio statico. La scorsa settimana abbiamo lasciato Alia a Trim, oggi la ritroviamo a Glendalough, in tempo per l'undicesima puntata del suo viaggio...

Se vi state chiedendo di cosa stiamo parlando, lo trovate spiegato qui mentre qui trovate gli altri episodi del racconto di Aliapiedi ... a Dublino.

 

 

Finalmente arriviamo a Glendalough, un villaggio di origine celtica, in mezzo a una valle tra due laghi, così come letteralmente tradotto dal gaelico, che senza dubbio riveste una non indifferente importanza turistica, come ampliamente dimostrato dalla quantità e varietà di mezzi di trasporto lì parcheggiati.

Il paesaggio, di stile alpino, è veramente paradisiaco. Respiriamo a pieni polmoni l’aria frizzantina di montagna mentre una lieve brezza accarezza i nostri visi.

La nostra guida, con una mappa in mano, ci offre due possibilità: visitare quell'insediamento monastico insieme a lui, oppure, da soli, passeggiare lungo un sentiero ben segnalato che, perdendosi in un fitto bosco, porta ai suddetti specchi d’acqua di origine glaciale. Mio marito e io abbiamo già deciso: sia l’uno sia l’altro!

Inizia così il tour tra mute e storte lapidi ricoperte di edera, sparse disordinatamente nell’antico cimitero; più avanti si trova la cattedrale, a una sola navata, aperta al cielo, sia in senso spirituale sia in senso materiale, essendo priva del tetto; lí vicino c’è l’oratorio di San Kevin, l'ermitano che, nel sesto secolo, pose la prima pietra di questo monastero che, col passare dei centenni, acquisì tale prestigio a livello europeo da essere meta preferita di nobili casate per l’educazione cristiana dei propri rampolli; un po’ più in là, spicca un’alta torre circolare che fungeva sia da campanile, in tempi pacifici, sia da rifugio, in tempi bellici, in occasione degli attacchi dei vichinghi e, successivamente, degli inglesi protestanti.

Finite le spiegazioni, ci immergiamo nel folto bosco dove, al posto di gnomi burloni, ci imbattiamo in una vera e propria marea umana, composta in prevalenza da italiani e spagnoli. La nostra idillica passeggiata campestre sembra profilarsi come una maratona dalla massiva partecipazione. Per fortuna arriva in nostro aiuto un provvidenziale nuvolone grigio che scarica con tutta la sua potenza fitti goccioloni di pioggia che, in pochi minuti, disperdono i numerosi turisti. Così come sono apparsi, spariscono.

Percorriamo quindi il sentiero riparati dalle giacche impermeabili e dagli ombrelli da viaggio sempre a mano e, dopo poco più di un chilometro, di colpo si apre il cielo e una vista spettacolare: i due laghi, il superiore e l’inferiore, separati da un lembo di terra simile a un green e circondati da verdi montagne che si tuffano letteralmente nei loro flutti. Il confine tra acqua, cielo e terra non sembra esistere: i tre elementi si fondono tra di loro in un grandioso tripudio naturale. Ammiriamo estasiati quella perfetta armonia, quella melodica simbiosi, quell’unione serena...

È il Paradiso in terra (irlandese) o comunque qualcosa di molto simile...

 

Glendalough in Aliapiedi a Dublino

 

Il nostro appuntamento con Alia e il suo "Aliapiedi ... a Dublino" è per la prossima settimana, con la puntata numero dodici. Il libro "Aliapiedi ... a Dublino" è disponibile sul sito Twins Store, oltre che tramite tutti i principali canali di vendita online (Feltrinelli, IBS, Webster).

Il libro"Aliapiedi ... a Dublino" è edito da David and Matthaus S.r.l.

Il blog di Alia Zuffi è aliapiedienfamilia.wordpress.com.