Aliapiedi ... a Dublino - Glasnevin Cemetery



Glasnevin Cemetery Glasnevin Cemetery David García-Pardo

Aliapiedi ... a Dublino: il viaggio continua. Il racconto di oggi ci porta al Glasnevin Cemetery. Sembra strano visitare un cimitero ... ma ne vale la pena. Buona lettura, in questo tredicesimo capitolo del viaggio di Alia.

Se vi state chiedendo di cosa stiamo parlando, lo trovate spiegato qui mentre qui trovate gli altri episodi del racconto di Aliapiedi ... a Dublino.

 

 

Il nostro obiettivo è un luogo di riposo e pace ... eterno: il Glasnevin Cemetery.

Ovviamente in quel mare sterminato di lapidi non c’è un’anima (viva).

Il sole, almeno, è tornato a brillare e avvicinandoci a quella che sembra un’alta torre, quasi una ciminiera, la O’ Connell Tower, sentiamo da lontano una voce, sempre più alta, sempre più autoritaria. Seguendo quel richiamo scorgiamo in mezzo a un folto gruppo di persone un militare in alta uniforme che, emozionato ed emozionando, recita un discorso struggente, un discorso infiammato, un discorso memorabile. Si tratta delle celebri parole pronunciate da Patrick Pearse, leader di un movimento paramilitare contro il dominio britannico, di fronte alla tomba di Jeremiah O’Donovan Rossa, attivo membro dell’organizzazione politica repubblicana chiamata Sinn Féin.

Quel discorso, scandito ora perfettamente con un tono grave e severo, forte e duro, riassume grandiosamente tutto l’orgoglio della Repubblica d’Irlanda. Non sono irlandese, non conosco bene la storia di questo Paese e il mio inglese non mi permette di cogliere ogni singolo verso di quella composizione, ma la vibrazione che trasmette, il pathos silenzioso che lo accompagna e l’espressione di nobile sofferenza dipinta sul volto di quell’uomo mi sconvolgono l’anima.

La storia, crudele, viene nobilitata dal ricordo della stessa, degli eroi e dei loro ideali.

Il personaggio finisce la performance e, tra gli applausi commossi del pubblico, scompare di scena.

Alla reception dell’originale museo dedicato al cimitero, ci svelano che quel militare è in realtà un semplice attore. Perplessa ma non delusa dalla risposta, rifletto di nuovo sulla passione con cui quell’uomo ha vissuto, pronunciato e gridato quelle parole: non sono il frutto di un passivo e meccanico apprendimento a memoria, sono l’urlo spontaneo e naturale di una generazione che tuttora soffre, e si gloria soffrendo, per le ferite del passato.

 

Il nostro appuntamento con Alia e il suo "Aliapiedi ... a Dublino" è per la prossima settimana, con la puntata numero quattordici. Il libro "Aliapiedi ... a Dublino" è disponibile sul sito Twins Store, oltre che tramite tutti i principali canali di vendita online (Feltrinelli, IBS, Webster).

Il libro"Aliapiedi ... a Dublino" è edito da David and Matthaus S.r.l.

Il blog di Alia Zuffi è aliapiedienfamilia.wordpress.com.