VitadaTurista

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Il treno di mercoledì sera da Cordoba ci ha portati a Madrid ma nella capitale ci siamo rimasti solo per dormire una notte all’hotel Agumar, distante qualche minuto a piedi dalla stazione di Atocha. La mattina del giovedì il programma recitava: visita in giornata a Toledo.

Stavolta abbiamo utilizzato un treno non ad alta velocità perché nella tratta Madrid – Toledo non ci sono. Comunque sia il treno è stato puntuale come al solito, non ha sgarrato neanche di un minuto. Devo essere sincero, in Spagna il treno è davvero un mezzo pulito ed efficiente, non gli si può trovare nemmeno un difetto.

Alla stazione ci aspettava Miguel, la guida che ci avrebbe accompagnato per tutta la giornata.

Siamo saliti subito su un autobus di quelli panoramici che ci ha permesso di vedere Toledo da un’altra prospettiva. La tratta dell’autobus non passa nel centro per ovvi motivi, ma gira tutto intorno alla città. Toledo è famosa per essere circondata per un 70% dal fiume Tajo. Il territorio circostante è decisamente brullo e scosceso, cosa che ha permesso a Toledo di non essere mai attaccata su tutti i fronti. Il pullman gira attorno alla città, sul lato esterno del fiume. Si tratta di una strada panoramica, con molti punti dove l’autobus si sofferma per permettere ai turisti di scattare delle foto dell’intera città.

Per quanto mi riguarda ero già stato a Toledo qualche anno fa durante una tappa di un on the road in Spagna con un mio amico. Mia sorella Federica però non aveva ancora visto quella bellissima città, più volte gliene avevo parlato bene ma finché non la vedi non riesci a capire il motivo per cui sia così interessante. Dopotutto non si tratta di una grande città, basti pensare che il centro storico misura circa 15000 abitanti, sicuramente non è una metropoli ed allora cosa la rende così attraente?

Il giro esterno con l’autobus turistico direi che già da solo vale il prezzo del biglietto per andare a Toledo, ma questa città ha molto altro da offrire.

Assieme a Miguel siamo scesi nella Plaza de Zocodover, nome che arriva dall’arabo e significa mercato delle bestie. Si tratta di una piazza che era centro nevralgico della città è fu anche teatro di episodi meno felici durante il periodo delle inquisizioni.

Dalla Plaza Zocodover è partito il nostro lungo giro a piedi per tutta Toledo, città che vanta numerosi colli e quindi è caratterizzata da un’infinita di salite e discese, talmente tante che sono quasi certo che non possa esistere un toledano in sovrappeso.

 

 

La nostra camminata è stata un viaggio all’interno del viaggio stesso. Con Miguel abbiamo viaggiato nella storia, una storia molto lunga ricca di cambi di fazioni al controllo di città. Numerose sono state le dominazioni che hanno influenzato Toledo ed il modo migliore per riuscire a vederne tutte le caratteristiche è quello che abbiamo fatto noi: visitarla completamente a piedi utilizzando anche vie che magari sono un po’ meno battute.

Il primo gioiellino di Toledo è indubbiamente la cattedrale che vanta un architettura interna completamente gotica con 5 navate anziché le classiche 3. Nella piazza della cattedrale c’è anche l’ayuntamiento, ovvero il municipio, di fronte al quale è stata costruita una “scultura” piuttosto controversa di cui, ancora oggi, non troviamo motivazione.

Anche la cattedrale di Toledo è immensa e ha una particolarità che probabilmente è presente solo qui e noi siamo riusciti a vedere. Ci è stata data la possibilità di salire sulla torre campanaria dalla quale si vede tutta la piazza e si intravede anche l’Alcazar.

Cosa c’è di particolare in questa torre campanaria? Come tutte le torri campanarie sono presenti le campane ed in quella di Toledo, oltre alle normali campane, è presente una campana gigante, chiamata campana gorda, che pesa addirittura 14 quintali. Voi penserete che quando suona farà un rumore assordante, in realtà purtroppo questa campana ha suonato solamente una volta. Al primo rintocco del suo battesimo campanario, se così possiamo chiamarlo, si è creata una profonda crepa al suo interno e da quel momento, per ovvie ragioni di sicurezza, non ha più suonato ma è comunque rimasta nella torre. Un tocco di fascino in più per una cattedrale che già da sola è molto interessante.

Oltre a numerose vie e viuzze ognuna con la propria leggenda, nel nostro peregrinare all’interno della città abbiamo avuto la possibilità di vedere due altri luoghi molto interessanti, entrambi di stampo religioso ma con una natura differente.

Il primo è stato quello che è considerato il miglior dipinto del pittore El Greco ovvero “La sepoltura del Conte di Orgaz” nella Iglesia de Santo Tome ed il secondo la Mezquita del Cristo de la Luz. Questa moschea, divenuta poi chiesa dopo la rinconquista cristiana, è oggetto di una importante leggenda di Toledo. Oltretutto è stata inspiegabilmente costruita su quella che doveva essere una strada consolare romana ed ancora oggi non si è riusciti a capirne la motivazione. Miguel, la nostra guida, ha giustamente affermato che è il paradiso per gli archeologi. Diciamo che non ce l’ha detto proprio in questi termini ma il concetto è il medesimo.

Andare su e giù per Toledo ci ha fatto venire giustamente fame. Il programma prevedeva una location particolarmente insolita: un pranzo nel Convento dei Carmelitani Scalzi.

Arrivati al convento ci siamo trovati di fronte ad un cortile coperto e qualche tavolo con tovaglie arancio. In questo ovattato silenzio solamente uno era apparecchiato ed era ovviamente il nostro. È stato come fermare il tempo. Effettivamente quello strano silenzio e l’ambientazione in cui eravamo dava l’idea di un posto senza tempo, un posto dove se ti volti vedi la storia che ti osserva. È stata un’esperienza molto particolare ed abbiamo mangiato davvero bene, la cucina era di ottima qualità oltre che essere di porzioni corrette, ideali per proseguire nelle strade tortuose di Toledo.

Abbiamo anche avuto modo di scoprire qualcosa in più del convento e siamo riusciti ad andare nel giardino dal quale si ha una bellissima vista su quello che è il territorio all’orizzonte e soprattutto su quella che era l’unica porta di accesso alla città. A tal proposito vorrei sottolineare che quando si gira per Toledo non si vedono muraglie distrutte o segni di combattimenti passati. La città era talmente coperta dal fiume che paradossalmente era difficilmente attaccabile ma facilmente espugnabile; d’altronde agli eserciti non serviva la forza, bastava solamente bloccare la porta di ingresso alla città ed aspettare che la fame facesse il resto. Toledo è quindi rimasta perlopiù intatta, solamente l’Alcazar ha subito qualche danno.

Abbiamo dedicato il primo pomeriggio alla scoperta delle sinagoghe ancora presenti nella città, mentre l’ultima parte della giornata ha preso una piega più ludica. Dapprima abbiamo visitato il Toledo Time Capsule, un modo particolare per sottolineare come Toledo, sia al giorno d’oggi che nei secoli precedenti, sia una città dove c’è una grande convivenza tra le varie culture.

Terminato il Toledo Time Capsule abbiamo avuto la possibilità di provare l’ebbrezza di Fly Toledo, la teleferica urbana più grande d’Europa. In realtà non si tratta di un’attrazione proprio extreme perché la velocità è ridotta ma questo vi consente di poter apprezzare al meglio il panorama circostante che è davvero molto bello. Con un’imbragatura apposita si scorre su una fune e si attraversa il Tajo.

 

I ragazzi che gestiscono Fly Toledo sono davvero in gamba, vi danno la loro GoPro che tenete in mano per tutto il tragitto e compreso nel costo vi montano anche il vostro video che potete andare a vedere su Youtube.

Dopo queste due bellissime esperienze abbiamo avuto la possibilità di dedicarci al tempo libero. Era tutto il giorno che aspettavamo il momento di confrontarci con il prodotto tipico del luogo: il marzapane. Toledo è infatti famosa oltre che per la forgiatura delle spade anche per il buonissimo marzapane.

E così, tra un dolcetto di marzapane ed un altro, si è conclusa questa intensa giornata dedicata alla scoperta di Toledo. Abbiamo salutato Miguel e siamo tornati verso Madrid con tanta cultura in più in testa e… tanto marzapane in più nello zaino.

Emanuele Ghidoni recyourtrip.com

 

Con un tablet! È cominciata così a nostra avventura nella bellissima Spagna. Il nostro autista Victor ci aspettava con un tablet con scritto “Guidoni” anziché “Ghidoni” ma vabbè, fa nulla, l’importante era che ormai eravamo in Spagna pronti per vivere tutte le emozioni che questo grande Paese è in grado di riservare ad un turista.

Primo step: andare alla stazione di Atocha, famosa, oltre che per il drammatico episodio del marzo 2004, anche per avere al suo interno un giardino botanico con tanto di palme e tartarughe.

Con fare garbato Victor ci ha accompagnato verso la stazione facendo una strada più lunga in modo tale da vedere già da subito qualche angolino nascosto della capitale Madrid.

La stazione di Atocha non sembrava una stazione, o meglio, non rientrava nei nostri canoni di stazione. Non eravamo abituati a stazioni estremamente pulite, ordinate e funzionali. È così che si presenta la stazione di Atocha di Madrid ed è stata una piacevole scoperta.

Pranzo leggero al Ristorante Samarkanda all’interno della stessa stazione e poi via a prendere il primo dei numerosi treni che abbiamo utilizzato.

Scusate, ma mi interrompo subito con uno dei miei classici e schietti consigli: le stazioni spagnole hanno tutte un controllo bagagli ed un controllo biglietti prima di salire sul treno. Noi ci aspettavamo di arrivare diretti sul binario ma… sbagliavamo. Qui la stazione è alla stregua di un aeroporto e giustamente, e sottolineo giustamente, ci deve essere un alto livello di sicurezza. Quindi prendete le giuste misure in termini di tempo, non pensate di arrivare di corsa sul binario alla italian style.

Il nostro viaggio si è sviluppato quindi con le funzionali tratte ad alta velocità spagnola (AVE) ed i treni della Renfe.

 

 

Prima tappa di questa intensa settimana è stata Siviglia.

Dopo due ore e passa di viaggio siamo arrivati a Siviglia, non ci siamo neanche resi conto del tempo da quanto i treni sono silenziosi, davvero un ottimo viaggio.

Il nostro hotel a Siviglia era proprio a due passi dall’Alcazar, cosa fondamentale se si vuole girare il centro a piedi senza dover essere dipendenti dai mezzi pubblici. Abbiamo subito lasciato baracca e burattini nell’Hostal Casa de La Luna e ci siamo immersi nella serata Sivigliana. Era domenica, una temperatura molto mite e tanta gente che riempiva le strade.

Siviglia ci ha dato da subito l’idea di una città vivibile, solare, sicura e soprattutto pulita. Tutte le sere, verso mezzanotte, arrivano delle squadre di netturbini  che mettono a nuovo la città, non a caso Siviglia è stata premiata più volte come città più pulita della Spagna. Ma non è solamente questo che permette a Siviglia di essere così pulita. Anche la gestione dei rifiuti è studiata molto bene. Essi, una volta buttati nel cassonetto, finiscono in un contenitore sotterraneo che viene svuotato una volta ogni tanto. Ciò significa che a Siviglia non vedrete mai dei sacchetti di sporco in giro per la strada e questo giova inoltre anche agli odori che si annusano camminando per la città.

Camminare la sera a Siviglia ha un qualcosa di magico e lo si può percepire lasciandosi trasportare in mezzo alle viuzze del Barrio di Santa Cruz.

La nostra serata è passata così tra tapas e sangria al Los Coloniales e una camminata per tutto il centro storico dove spicca in quanto a bellezza la Cattedrale con la Giralda, la sua famosa torre campanaria.

Vi voglio tra l’altro raccontare un aneddoto relativo alla torre, si tratta di un qualcosa di curioso. Esiste una legge che impone che a Siviglia tutti gli edifici che vengono costruiti debbano essere meno alti della Giralda. Ciò cosa comporta? Significa che Siviglia vista dall’alto è completamente omogenea, è un piacere vedere la Giralda che si erge sopra tutta la città e significa anche che se salite sulla Giralda avete una vista spettacolare a 360 gradi.

Lunedì 16 novembre è stata la prima giornata piena a Siviglia, in mattinata abbiamo visitato l’Alcazar con i sui immensi giardini.

L’Alcazar venne costruito dai Mori per poi passare più volte di mano a diverse dominazioni a causa delle conquiste e riconquiste della città che negli anni si susseguirono. Dominazioni che caratterizzarono l’Alcazar, difatti, come molti altri importanti edifici andalusi ma anche spagnoli in generale; vi è un’armonia di stili differenti dovuti alle modifiche che ogni sovrano gli appose.

Abbiamo visitato in lungo ed in largo tutta la fortezza e ci siamo persi nei suoi grandissimi giardini. Per quanto mi riguarda, 2 ore non sono sufficienti.  Oltre alla parte interna che racchiude anni ed anni di storia e di cultura, la parte esterna è molto bella poiché dona molta serenità.  Merita anche solamente sedersi sulla panchina e godersi un pochino di sole circondati da un verde curatissimo: è ciò che abbiamo fatto noi.

Ci siamo seduti e ci siamo lasciati coccolare dal sole andaluso, tant’è che il tempo ci è sfuggito di mano e siamo arrivati in ritardo al ristorante. Siamo arrivati alla Meson Cinco Jotas una mezz’ora dopo l’orario concordato ma sono stati molto gentili, sono infatti abituati a ricevere le persone per il pranzo molto dopo gli orari abituali italiani.

Noi siamo arrivati alle 13.45 e non c’era nessuno, alle 15.00 era pieno zeppo di persone ancora intente a mangiare le proprie tapas. Vi consiglio assolutamente questo ristorante, è stato uno di quelli dove abbiamo mangiato meglio e la cameriera è stata molto molto simpatica.

Con la pancia piena ci siamo diretti dapprima all’Archivio degli Indias dove potete trovare i documenti relativi alle transazioni commerciali con le Americhe e successivamente alla bellissima Plaza de Espagna che vista all’orario del tramonto assume colori splendidi e diventa molto romantica. Lo dev’essere ancora di più la sera ma fate attenzione che il parco in cui è inserita chiude alle ore 22.00.

Ci siamo goduti per un'oretta quella bellissima piazza che è stata costruita in tempi relativamente recenti. Risale al 1929, costruita per l’evento dell’Expo di Siviglia di quegli anni e da quel momento è divenuta un monumento molto importante per la città. La caratteristica forma semi-circolare vuole significare l’abbraccio della Spagna alle nuove colonie, inoltre lungo tutto il semicerchio ci sono 48 nicchie con panchine ognuna delle quali vuole rappresentare una provincia spagnola. Anche qui vi consiglio di prendervi tutto il tempo necessario, sedetevi ed ammirate la piazza.

Noi non avevamo moltissimo tempo, dopo la piazza avevamo in programma la visita al Museo del Baile de Flamenco ed ovviamente lo spettacolo stesso.

Durante la visita al museo abbiamo compreso la storia del Flamenco, le influenze che lo hanno plasmato negli anni per divenire ciò che è ora ed infine, finalmente, abbiamo assistito ad un elettrizzante spettacolo. Personalmente consideriamo il flamenco più un'arte che un ballo. Durante lo spettacolo si avverte un’intensità pazzesca, i ballerini sono concentratissimi ed ogni loro movimento è completamente in armonia con colui che suona la chitarra.

È stata una bellissima esperienza che ci ha colpito molto, per un’ora non siamo stati in grado di distogliere lo sguardo dallo spettacolo. Ci sono 3 spettacoli ogni sera a partire dalle 17.00. Noi non abbiamo fatto in tempo ma vi consiglio di accompagnare lo spettacolo con un bella “copa de verano”, è proprio il luogo perfetto. Per noi vino e flamenco sono l’accoppiamento ideale.

Al termine dello spettacolo erano ormai le 20 di sera e la stanchezza si faceva sentire; poi credi che di lunedì non ci sia nessuno in giro… e invece qui casca l’asino. A Siviglia qualunque giorno della settimana è ideale per uscire tant’è che al 16 di novembre c’erano ancora le piazze piene di persone intente a bere qualcosa ai tavolini dei vari bar. Quindi perché non terminare la giornata così, unendoci a questa bellissima usanza?

Il secondo giorno, martedì, si è aperto all’insegna dello sport e, considerando le varie cene, non ci è dispiaciuto affatto. In compagnia della nostra guida Elena che è venuta a prenderci in hotel con le bici di Bicibike abbiamo fatto un lungo e bellissimo giro nei dintorni del centro storico fermandoci ogni qual volta era necessario approfondire su un determinato monumento, parco od edificio storico. Siamo riusciti quindi a conoscere la storia della Fabbrica di Tabacco, della Plaza d’Espana, della Plaza d’America, del Museo de Artes y Custumbres Populares, della Torre dell’Oro con la sua catena sul Guadalquivir, dell’Hotel Alfonso XIII, del Parque de Maria Luisa, degli edifici relativi all’esposizione del 1929, dell’Espacio Metropol Parasol, la struttura controversa vicino a Plaza Encarnacion.

Insomma, ci siamo tuffati a capofitto nella storia della città ma non solo, abbiamo anche scoperto alcune curiosità in merito ai sivigliani. È stato strano sentirsi dire da Elena che fino a 15 anni fa l’utilizzo delle biciclette era molto molto limitato e non erano presenti le piste ciclabili. Sembra impossibile ed invece è così. Ora i sivigliani stanno scoprendo l’utilizzo consapevole delle biciclette ma in generale i ciclisti non sono ancora ben visti. Sebbene le biciclette siano ritenute antipatiche, all’interno del centro storico, essendoci una velocità massima di 30Km/h vengono particolarmente rispettate. Ci è capitato spesso di essere pedinati da una macchina per molte decine di metri senza che suonasse una minima volta. Per quanto mi riguarda mi risulta impensabile una cosa del genere in Italia.

Verso mezzogiorno ci siamo congedati con Elena e abbiamo dedicato tutta la nostra attenzione alla Cattedrale che fino quel momento, per problemi logistici e di tempo, non eravamo riusciti a visitare.

La Cattedrale, insieme all’Alcazar ed all’Archivio degli Indias, fa parte dei siti dichiarati dall’Unesco come Patrimonio Mondiale dell’Umanità e non è difficile comprenderne il motivo. La Cattedrale è maestosa ed infatti è la cattedrale gotica più grande del mondo. Anch’essa, come peraltro tutta la città, è stata oggetto di diverse influenze ed altrettante fasi costruttive nel passare dei secoli. È costituita dalla parte interna, dalla torre della Giralda e dal Patio de los Naranjos dal quale si ha una bellissima vista della Giralda stessa.

E con un lauto pranzo ed una corsa in taxi verso la stazione di Santa Justa abbiamo concluso la visita ad una città che ha confermato le impressioni che avevo avuto la prima volta che l’avevo visitata: una città magica che in qualunque suo scorcio riesce ad incantarti e che, quando purtroppo viene il momento di andarsene, ti permette solo di dirle “Hasta Luego Siviglia

Emanuele Ghidoni recyourtrip.com

La nostra avventura in Spagna ci ha portati alla scoperta di alcune delle più belle città del Paese, a partire da due vere perle dell'Andalusia. Sulla cartina Cordoba e Siviglia sono un po’ distanti, quasi un'ora e mezza di auto ma noi, con i moderni treni AVE, abbiamo impiegato la metà del tempo. Martedì 17 novembre abbiamo preso il nostro treno a Siviglia alle 16.45 e in meno di 45 minuti siamo arrivati a Cordoba, senza neanche un minuto di ritardo.

Al nostro arrivo ci ha subito accolto la gentilissima Lourdes dell’Ufficio del Turismo di Cordoba che ci ha accompagnato in un magnifico hotel; onestamente non so se nella mia vita mi ricapiterà più di poter dormire una notte in un hotel del genere. È l’elegantissimo Hospes Palacio del Bailio, un hotel 5 stelle che solo per i reperti storici al suo interno ne meriterebbe 10: pensate che c’è una sala breakfast con un pavimento vetrato attraverso il quale i reperti possono essere ammirati in modo non solo chiaro, ma decisamente scenografico. Avete presente cosa vuo, dire fare colazione con questa vista?

E non è tutto, poiché le suite hanno degli affreschi  molto affascinanti e tutto l’hotel è caratterizzato dalla presenza di numerosi patios dove è possibile rilassarsi cullati dall’odore degli aranci. Non a caso è stato inserito nella lista degli otto hotel spagnoli con il migliore odore.

Al nostro arrivo il direttore dell’hotel ci ha mostrato tutte le peculiarità della struttura tra cui il centro benessere nel quale ci è stato regalato un massaggio di 15 minuti: dopo due giorni a piedi in giro per le città ci stava proprio bene!

La serata si è conclusa alla Taberna la Montillana nel centro di Cordoba. Posso dire con fermezza che questo è stato uno dei migliori ristoranti di tutto il viaggio. La Taberna la Montillana si presenta in stile molto familiare ma il viaggio culinario che ci hanno permesso di fare è roba di altri tempi. Ogni piatto è stato abbinato ad un vino differente, tutti prodotti nella regione di Cordoba. Il nostro cameriere è stato di una gentilezza e di una cortesia indescrivibile, ogni piatto ci veniva presentato e ci veniva spiegato qual era il modo migliore per degustarlo in modo da sentire al meglio i sapori. 

 

 

Per quanto mi riguarda, avendo una grossa passione della cucina ed essendo amante non tanto del mangiare in quantità piuttosto che del mangiare in qualità, è stata una serata molto interessante. L’unico problema 'non problema' è stato che le portate sono state più di sette e quindi anche i vini erano sette o più, e quello con meno gradazione alcolica si aggirava sui 15 gradi. Vi dico solo che abbiamo toccato punte di 21 gradi, e non si tratta della temperatura. I vini sono ottimi e i camerieri sono molto preparati, anche se il problema della lingua non ci ha permesso di capire tutto in maniera perfetta; quello che abbiamo sicuramente inteso è che a Cordoba c’è una tradizione vinicola non da poco ed i vini sono di indubbia qualità. Tant’è che un paio di bottiglie di vino ci hanno accompagnato per tutto il resto del viaggio.

Considerate le gradazioni, considerato l’orario, capite bene che una volta tornati in albergo, sebbene stanchi non è stato difficile addormentarsi.

Il giorno dopo, mercoledì 18 novembre, alle 9, puntualissima la nostra guida Ana ci aspettava in reception pronta a mostrarci tutta la città a piedi, cosa a noi molto gradita dopo le recenti scorpacciate.

E così tra un vicolo ed un altro abbiamo fatto un bel giro con Ana che ci ha spiegato tantissime cose inerenti la città, come ad esempio che ci sono 14 piccole chiese sparse per Cordoba, oppure che la Plaza della Corredera una volta veniva usata per fare le corride. A tal proposito ci è stato spiegato che fino a qualche secolo fa in realtà la corrida non prevedeva le “regole” che ci sono ora e che la forma attuale è relativamente recente.

Nel nostro girovagare per Cordoba sono tantissime le nozioni che ci ha spiegato Ana, a partire dal nome stesso della città. Cordoba è il vero nome in spagnolo mentre Cordova è il nome italianizzato, a me piace più chiamarla con il nome originale: Cordoba.

Sono molte altre le informazioni che ci sono state date. A Cordoba ai margini di tante strade ci sono le piante di arancio amaro (lo si nota dalla doppia foglia) che permettono di ottenere un po’ di ombra ed al contempo profumano la città soprattutto nella fase della fioritura. Le temperature di Cordoba sono assai alte ed in luglio/agosto toccano dei picchi molto impegnativi per la gente che ci vive, tra l’altro lo stesso turismo avverte un calo intorno a questo periodo. La calura arriva addirittura a 45 gradi se non di più e allora chi ha costruito la città ha pensato bene di fare in modo che le vie del centro storico fossero strette e soprattutto molto sinuose, cosa che permette di avere un'ombra continua e quindi di poter vivere in semi tranquillità.

Nel giro della città, Ana è stata molto cortese e ricca di particolari nelle sue spiegazioni ma il momento migliore è quando siamo entrati nella Mezquita di Cordoba: eccezionale.

Non ci aspettavamo una cosa del genere, entrare nella Mezquita di Cordoba è come aprire un libro con quasi un millennio di storia. Sono tante le popolazioni che hanno influito sulla sua costruzione. Visitare la Mezquita di Cordoba con una guida che ci ha spiegato tutte le fasi della costruzione, tutti i momenti storici nella quale questa cattedrale è passata, è stata una fortuna. Senza alcun dubbio ritengo sia uno dei posti più affascinanti che abbia visitato e sono fermamente convinto sia un luogo dove si debba andare almeno una volta nella vita.

Dopo la visita alla Mezquita abbiamo continuato la visita della città. Abbiamo visto il vicolo dei fiori dal quale si vede in lontananza la torre della cattedrale, visitato il quartiere ebraico e siamo anche entrati in qualche negozio di artigianato locale. Sottolineiamo che Cordoba è rinomata per le lavorazioni del cuoio e ci sono numerosi negozi dove è possibile acquistare dei prodotti artigianali di qualità.

Cordoba ha una popolazione che si aggira intorno ai 350.000 abitanti, la metà circa di Siviglia, ma, al pari di Siviglia è densa di storia. Poco lontano dalla Mezquita si erge l’Alcazar.

La nostra visita all’Alcazar è durata poco più di un’ora ed il suo punto forte sono i bellissimi giardini e patios tenuti perfettamente. Vedere l’Alcazar di Cordoba con il sole che bacia i giardini è davvero spettacolare. Giochi di acqua si alternano a piante e fiori colorati. Così come i giardini dell’Alcazar di Siviglia, anche in questo caso consiglio a chiunque di prendersi un po’ di tempo e godersi  la tranquillità di questo luogo.

Dopo l’Alcazar è stata la volta di una casa con un patio interno ricco di fiori. È importante sapere che a maggio a Cordoba c’è una particolare competizione floreale nella quale i patios delle varie case diventano pubblici ed ogni abitazione che vuole partecipare addobba il proprio patio di quanti più fiori possibile. La città diventa dunque un tripudio di colori ed odori e la casa che vince si aggiudica una targhetta da apporre all’ingresso. Maggio e la festa dei fiori è sicuramente il momento perfetto per vivere intensamente la città di Cordoba.

Salutata Ana ci siamo diretti per il pranzo al Mercado Victoria, un mercato coperto dove si può trovare qualsiasi cosa da mangiare. È facile, entrando, essere attirati dai mille jamon appesi, ma se riuscirete a scostare lo sguardo da questo ben di Dio potrete vedere tantissime altre postazioni dove potete mangiare di tutto.

Il nostro pranzo è stato ottimo e ci ha dato le forze per affrontare il resto della giornata: la visita al Palacio di Viana, palazzo che consente di apprezzare come gli stili architettonici più importanti di Cordoba si siano evoluti fino ad oggi. Anche questo palazzo è caratterizzato da tanti patios ognuno con un proprio nome e con le proprie caratteristiche. Per i tempi strettissimi non siamo riusciti a dargli il tempo che merita ma è sicuramente un luogo che se visitate a Cordoba non potete dimenticare.

La nostra visita di Cordoba è terminata con il Palazzo di Viana, alla sera abbiamo preso il treno che ci ha portato a Madrid. Sicuramente è una città che ci ha colpito in maniera estremamente positiva, è stato tutto perfetto e la gentilezza e la cortesia del popolo spagnolo non ha fatto altro che permetterci di godercela fino in fondo.

Emanuele Ghidoni recyourtrip.com

Terza edizione di Sognando la Thailandia, il viaggio-esperienza nato dalla collaborazione tra PaesiOnLine e l'Ente del turismo della Thailandia, e ben tre protagonisti, che quest'anno potranno godere, per quasi tre settimane, della magnifica Pattaya, una delle località turistiche più belle e frequentate dell'Oceano Indiano

Prima di raccontarvi come sarà organizzato questo viaggio, però, e cosa lo distinguerà dalle precedenti edizioni, vogliamo portarvi rapidamente a conoscere i vincitori del contest, che avranno la possibilità di vivere un'esperienza davvero straordinaria, e che seguiremo giorno dopo giorno, e passo dopo passo, grazie ai loro racconti live, sulla nostra pagina Facebook (facebook.com/VitadaTurista) e sul sito.

 

Federica Tullio 

Federica ha 23 anni, ed è una studentessa di architettura di Cattolica, splendida località turistica della Riviera romagnola. Di sé dice: "Ho sempre viaggiato tanto fin da piccola, con i miei genitori, e anche ora che sono cresciuta, appesa ne ho la possibilità, cerco di scoprire nuovi posti e nuove città. Spero davvero tanto che questa possa essere l'occasione giusta per vivere un'avventura indimenticabile".

 

Daniel Mazza

Daniel Mazza ha 27 anni, ed è il fondatore del blog Mondo Aeroporto, che si chiama come il suo libro, uscito nel 2014 e nel quale ha parlato delle sue numerose esperienze di viaggio. Non a caso, poi, Daniel lavora presso l'Aeroporto di Torino Caselle, e dunque la sua vita lavorativa e le sue passioni coincidono. Anche per lui, sarà un'esperienza emozionante e ricca di sorprese!

 

Sara Falconi

Sara ha 32 anni, ed è di Pearo, nella provincia di Pesaro-Urbino, nelle Marche. Oltre a possedere una propria agenzia di viaggi, Sara è diplomata come operatore turistico, e per molti anni ha lavorato nel mondo dell'accoglienza alberghiera e in quello fieristico, acquisendo una grande esperienza nei rapporti interpersonali. Esperienza questa che, siamo convinti, riuscirà a rendere la sua esperienza thailandese ancora più soddisfacente.

 

Come sarà Sognando la Thailandia 2015

Sognando la Thailandia 2014 ha visto Gabriele Saluci e Tatiana De Pilla attraversare la Thailandia da nord a sud, toccando la capitale Bangkok, le spiagge di Phuket, i templi di Chiang Mai e tantissimo altro ancora, per un vero e proprio viaggio "on the road".

Sognando la Thailandia 2015 vuole puntare invece su una coppia da sempre vincente: sport e turismo. Per farlo, l'Ente Nazionale per il Turismo Thailandese, insieme a PaesiOnLine e ai partner Europ Assistance e Skyscanner, hanno pensato di aprire la selezione a tre categorie specifiche: appassionati di viaggi, agenti di viaggi e travel blogger (rispettivamente Federica, Sara e Daniel).

I tre protagonisti di Sognando la Thailandia 2015 saranno per quasi tre settimane a Pattaya, splendida località situata a un centinaio di chilometri a est di Bangkok, e vera e propria capitale del turismo marittimo thailandese, dove il loro viaggio si svolgerà all'insegna dello sport e del movimento.

Muay Thai, running e golf saranno gli sport/discipline che terranno impegnatissimi Sara, Daniel e Federica in questa esperienza thailandese, che noi seguiremo con grande attenzione attraverso gli hashtag ufficiali #sognathai15 e #particonunafoto; perché si sa, Sognando la Thailandia è un'esperienza da vivere tutti insieme!

Anche se il freddo non è ancora del tutto arrivato sognate già la prossima estate, con la spiaggia infuocata e la tintarella giusta? Forse non è il caso di aspettare altri sei mesi, soprattutto se c'è un luogo dove rilassarsi fatto su misura per voi.
 
Stiamo parlando dell'Eden Village Premium Diamonds Mequfi Beach a Pemba (Mozambico), una struttura nata esclusivamente per soddisfare le richieste del turista italiano, in una delle nazioni più ricche - in termini naturalistici e di offerta turistica - di tutto il Continente Nero. Una meraviglia che vi andiamo a svelare davvero... passo dopo passo, e che non vi lascerà delusi!
 

Una esclusiva dedicata a tutti gli italiani

Eden Viaggi è l'unico T.O. italiano ad offrire un proprio hotel (100% gestione italiana) in Mozambico e servito con voli propri, con scalo diretto sull'aeroporto di Pemba a 30' dall'hotel. Un vero e proprio trattamento esclusivo che fa di questo resort la meta ideale per una vacanza esclusiva.
 

Turismo di massa? No grazie!

Il Mozambico, per le difficoltà interne e per l'isolamento internazionale, non è ancora conosciuto (e toccato) dal turismo di massa, e questo rende l'Eden Village di Pemba una meta ancor più esclusiva. Nel territorio di Pemba (riconosciuto come più fascinoso) ci sono rari insediamenti turistici e tutti molto distanti fra loro. Il suo isolamento è dovuto anche alla mancanza di strade asfaltate e alla significativa distanza dalle città più popolose. Ciò permette però di offrire ai turisti italiani un territorio selvaggio e totalmente vergine, probabilmente l'ultimo scorcio di mare tropicale ancora originario.
 
Per valorizzare questo aspetto, inoltre, Eden ha affidato a un biologo la guida di tutte le esplorazioni naturali. Sarà possibile nuotare fra mante e dugonghi o di assistere al passaggio delle balene, da settembre a novembre. L'esperienza che si può vivere oggi a Mequfi Beach è unica e irripetibile perchè in pochi anni il territorio si aprirà rapidamente al turismo che, pur nel riguardo dei molti aspetti, modificherà sensibilmente le percezioni che solo i primi visitatori potranno goderne.
 

Isole inesplorate, isole degli indigeni

Le isole Quirimbas, ad un'ora di navigazione dall'hotel, sono il corrispettivo delle Maldive degli scorsi decenni, poiché offrono un ecosistema intatto con popolazioni locali dedicate esclusivamente alla pesca per la propria sussistenza. Le piccole isole coperte di palme e mangrovie sono a poche miglia l’una dall’altra, in una sorta di laguna che gode di protezione naturale dalle intemperie del mare aperto. Sono ideale per le immersioni.
 

Una vacanza nella massima sicurezza e tranquillità

La nazione si è sviluppata nei secoli attraverso la dominazione portoghese, pertanto la lingua, ma soprattutto la religione, ricalcano le radici di quel paese con la totalità della popolazione di religione cattolica. AIDS e malaria sono totalmente assenti nella regione di Pemba, e dunque non ci sono assolutamente problemi - endemici o cronici - che possano inficiare la qualità e la riuscita del vostro viaggio.
 

Informazioni utili per il vostro viaggio

 
Il Mozambico: è un paradiso naturale incontaminato la cui costa si estende per oltre 2.000 km, nell’Oceano Indiano. Nella parte nord orientale si trova la località di Pemba, uno dei tratti di costa più belli del paese, contraddistinta da acque cristalline, dune di sabbia finissima, vegetazione tropicale e barriere coralline. L’Eden Village Premium Diamonds Mequfi Beach è il nuovissimo Resort di proprietà della catena svizzera Planhotel che affida in esclusiva per l’Italia la sua gestione ad Eden Viaggi.
 
Località: Mequfi Bay - Pemba. Dista circa 30 km dall’aeroporto di Pemba.
 
Struttura: la sua qualità ed i suoi dettagli lo rendono adeguato agli standard che il marchio Premium di Eden Viaggi conferisce ai suoi migliori hotel. Gli Eden Village Premium, presenti sia in Italia che all’estero, rappresentano la miglior scelta del tour operator indirizzata ad una clientela che chiede standard qualitativi più alti e qualche aspetto di forte impatto (relax, comfort assoluto, privacy o ambienti altamente raffinati). Al Mequfi Bay, terminato proprio quest’anno, convivono tutte queste peculiarità.
 
Ristoranti e bar: Ristorante principale “Assinatura” aperto per colazione, pranzo e cena à la carte con cucina locale ed internazionale supervisionata di uno chef italiano, Si affianca il ristorante à la carte “Sea You Restaurant”, aperto solo per la cena e totalmente dedicato alla cucina a base di pesce fresco. Oltre alla qualità molto alta della cucina, il ristorante si contraddistingue per l’ambiente raffinato. Per gli spuntini durante la giornata ci sono il ristorante “Brisa do Mar” (orario continuato 10-18) per snack dolci-salati e pizza, insieme al “Bela Baia Bar” in prossimità della piscina (orario continuato 9-24) che offre tutte le bevande, compresi cocktail, vino e birra. Tutte le bevande (acqua, soft drink, succhi di frutta, vino e birra locale) offerte ai bar e ai ristoranti sono comprese, come caffè espresso e tè.
 
 
Unità abitative: 50, suddivise in bungalow da due unità ciascuna, tutte con vista mare. Tutte le stanze sono arredate combinando design moderno a dettagli del tradizionale stile africano. Sono dotate di aria condizionata a controllo individuale, ventilatore a soffitto, TV sat, wi-fi, cassetta di sicurezza, minibar (rifornito giornalmente con acqua, soft drinks e birra locale), bollitore per tè e caffè, asciugacapelli, servizi privati e doccia esterna open air. Sono disponibili alcune suite dotate di zona soggiorno e doppi servizi privati.
 
Relax e divertimenti: a disposizione dei turisti vi è una ampia piscina di acqua salata attrezzata con ombrelloni, lettini e teli mare gratuiti. Nell’hotel è presente il centro massaggi MVUA SPA. L’hotel è convenzionato con servizi esterni per snorkeling, diving, kitesurf, pesca d’altura e escursioni alternative a quelle offerte dall’hotel.
 
Animazione e miniclub: programma di intrattenimento diurno per adulti, tornei sportivi e aquagym con personale specializzato sempre presente, ma non invadente; Tarta point 3/11 anni con divertenti giochi, laboratori creativi e tarta dance.
 
Spiaggia: di sabbia finissima attrezzata con ombrelloni, lettini e teli mare gratuiti.
 
Prezzi: La prima settimana con l’abbinamento ai voli diretti da Milano e Roma inizierà il 21 dicembre e l’offerta lancio è di 2.700 € a persona compresi tutti i servizi e il volo. La commercializzazione avviene esclusivamente attraverso le agenzie di viaggio.
 

Tempo fa vi avevamo parlato di Henry Favre, il diciannovenne di Aosta che aveva deciso di intraprendere un viaggio che potremmo definire "anticonvenziale" a tutto tondo: arrivare a Capo Nord, il punto più settentrionale d'Europa, a bordo di un Ape, la classica motoretta a tre ruote che tutti conosciamo.

L'impresa di Henry non solo è andata a buon porto, ma ha anche prodotto diverse tracce social, che vogliamo riproporvi per permettervi di scoprire questo straordinario viaggio e progetto, che non a caso è stato ridenominato cAPEnorth, giocando tra la parola Ape del mezzo di trasporto scelto e Cape North, il nome in inglese del Nordkapp, situato nell'estremità settentrionale della Norvegia, ben oltre la linea del Circolo Polare Artico.

Nel video, curato sotto tutti gli aspetti - grafici e "promozionali" - possiamo rivivere l'esperienza di Henry, che prima di partire aveva così promosso il suo viaggio un po' folle: “Cerco la felicità nella semplicità, cercando di apprezzare ogni cosa che vivo prima, durante e dopo il viaggio. Per viaggiare non basta solo comprare un biglietto, mostrare un passaporto, ammirare tutto quanto da una comoda poltrona e arrivare a destinazione, in orario. Penso che sia più soddisfacente vivere chilometro per chilometro, accettando ciò che il percorso offre nel bene e nel male".

Insomma, un po' la giovane età, e un po' l'innata voglia dell'uomo di spingersi oltre i confini del quotidiano, dell'accettabile e del consueto, hanno ispirato Henry a compiere questo viaggio che, chissà, guardando il video potrebbe far venire anche a qualcuno di voi la voglia di spingersi fino al limite dell'Europa continentale. 

 Foto in apertura: Grobeshaus. Tutti i diritti riservati

cAPEnorth from Grobeshaus Productions on Vimeo.

Il grande caldo di questa estate è già un ricordo e per molti italiani è arrivato il momento di pensare alle vacanze, con l'arrivo del Natale e i primi assaggi di inverno. In un periodo dell’anno in cui la montagna, così come le città d’arte, conquista la vetta tra le destinazioni più richieste dai turisti, il portale Campeggi.com ( www.campeggi.com ) e PaesiOnLine hanno deciso di approfondire il fenomeno del campeggio invernale, quando bungalow e case mobili si trasformano in suggestivi chalet contornati dalla magica atmosfera natalizia dei mercatini di Natale.

Sconosciuto ai più, il campeggio invernale non è in alcun modo una tenda piazzata su una landa nevosa, come lo si potrebbe immaginare. Se in Italia la montagna è spesso sinonimo di Alpi e, ancor più nel dettaglio, di Trentino Alto Adige, è però in Sudtirolo che la magia del Natale si sposa magnificamente con i campeggi e i villaggi per offrire un inatteso e piacevolissimo regalo anche al turista più esigente.

Circondati da enormi spazi verdi durante la stagione estiva, meta ideale per escursionisti e vacanzieri che vogliono fuggire dall'afa, in inverno i campeggi del Sudtirolo si trasformano in angoli di paradiso circondati dal bianco della neve, dove trascorrere le giornate tra relax e sport invernali e dove vivere al meglio il periodo natalizio con la suggestiva fusione delle tradizioni italiane e germaniche dei mercatini di Natale. Ma anche rispetto a Germania e Austria, dove il Christianmarkt è un’istituzione, i mercatini del Sudtirolo hanno un vantaggio: in Alto Adige la festa dura mediamente fino al 6 gennaio, contro il 24 dicembre di quelli oltralpe, offrendo un’ulteriore opportunità di turismo anche dopo il Natale.

Grazie alle numerose città del Sudtirolo che organizzano i mercatini di Natale, alla varietà delle manifestazioni e alla durata che solitamente va ben oltre il mese, protraendosi da fine novembre fino al 6 gennaio, ogni visitatore ha la possibilità di organizzare il proprio viaggio secondo numerosi criteri. I campeggi del Sudtirolo, in tal senso, si rivelano sorprendenti per la capacità di accogliere i turisti, grazie a sistemazioni riscaldate e bungalows che sono in tutto e per tutto degli chalet.

Suggestive casette in legno dotate di ogni comfort, con piscina coperta e centro benessere, capaci di creare quell’atmosfera natalizia da luogo incantato che ogni turista immagina al momento della partenza. Anche solo per la scusa di un assaggio di Kaiserschmarrn o di Strauben, due dei dolci più popolari durante le feste, così come Zelten con canditi e strudel di mele, ecco i mercatini di Natale del Sudtirolo che vale proprio la pena visitare, per dimensioni o particolarità. Campeggi.com, portale del network KoobCamp per la ricerca di campeggi e villaggi, e PaesiOnLine, li hanno selezionati per chi desidera lasciarsi sorprendere dalla magia dei mercatini di Natale in campeggio.

Mercatino di Natale di Bolzano: in programma dal 26 novembre 2015 al 6 gennaio 2016, si tratta del più grande mercatino natalizio d’Italia ed offre l’occasione per riempire le giornate tra mostre, visite ai musei cittadini (con Ötzi, l’uomo venuto dal ghiaccio), ai castelli e al suggestivo Palais Campofranco. Sabato e domenica pomeriggio, piazza Walther ospita concerti dalle ore 14.00 alle 18.00, oltre alle esibizioni delle bande musicali in costume la domenica mattina. Tra le curiosità, anche Il Mercatino di Natale dei bambini in piazza della Mostra, con giochi e attrazioni dedicate ai più piccoli.

Mercatino di Natale di Merano: in programma dal 27 novembre 2015 al 6 gennaio 2016, il mercatino di Merano è realizzato con ben 80 casette addobbate che accompagnano sul lungotorrente Passirio. Oltre ai numerosi concerti in programma, alle attrazioni dedicate ai bambini e al ristorante che offre la possibilità di mangiare all’interno di una palla di Natale, caratteristici di Merano sono la sfilata di San Nicolò e i Krampus, personaggi vestiti da diavoli che si mescolano ai passanti alla ricerca dei bambini “cattivi”... ma che si divertono a spaventare anche i più grandi.

Mercatino di Natale di Bressanone: in programma dal 27 novembre 2015 al 6 gennaio 2016, il mercatino di Bressanone va in scena in Piazza Duomo con circa 35 espositori e tutta una serie di eventi di contorno che spaziano dall’esibizione di cori locali al clou della parata “L’angelo di Natale di Bressanone”: una ragazza scelta da un’apposita giuria e accompagnata da 14 angeli in stile barocco. Il 28 novembre, il 5 e 12 dicembre l’angelo offrirà regali ai bambini.

Mercatino di Natale di Brunico: in programma dal 27 novembre 2015 al 6 gennaio 2016, il mercatino di Brunico si distingue per l’atmosfera romantica che si respira nel centro storico della città, al quale fanno da sfondo il castello vescovile e il Plan De Corones. Tra gli eventi, da segnalare le sfilate di oltre 400 Krampus del 6 dicembre, quella di San Nicolò il giorno successivo e del presepe vivente il 21 dicembre.

Mercatino di Natale di Vipiteno: in programma dal 27 novembre 2015 al 6 gennaio 2016, il mercatino di Vipiteno coinvolge il turista con l’atmosfera unica che si respira nella piazza di questo borgo medievale, sovrastato dalla torre delle Dodici. Musica, stand e profumi tipici dei mercatini si combinano ad eventi ormai entrati nelle tradizioni del borgo: sabato 6 dicembre il concerto d’Avvento presso la Chiesa S. Spirito e il 31 dicembre gli spazzacamini che distribuiscono portafortuna in città prima della festa di fine anno.

Mercatino di Natale di Martello: in programma dal 5 al 8 dicembre 2015, questo mercatino si è conquistato il titolo di più alto delle Alpi, in quanto va in scena ai 2.061 metri di quota della Malga Enzian, nel mezzo del Parco Nazionale dello Stelvio.

Per il Distretto Turistico di Cefalù e dei Parchi delle Madonie e Himera la tua opinione conta, e conta tantissimo. Così tanto che, tra le tante iniziative portate avanti per la promozione del territorio, ne ha inserita una molto… social. La condivisione, il racconto e la diffusione dell’esperienza da parte del singolo turista diventa una dimensione di fondamentale importanza, potremmo dire intensa.  E non avremmo potuto scegliere altro termine, poichè i territori del Distretto non possono che essere vissuti così: intensamente, fino in fondo, percependo tutta la bellezza e il calore di una terra ricchissima sotto il profilo naturale, storico, culturale, tradizionale e culinario.

 

 

L’obiettivo di vivintensamente è quello di spingere le bellezze del territorio e farle conoscere al mondo del turismo; allo stesso tempo porta avanti un obiettivo collaterale, raccogliere tutte le storie di chi il Distretto l’ha vissuto, fatto suo e amato. Il Social Book ha proprio il compito di diventare uno spazio non solo virtuale ma anche (e soprattutto) vitale. In questa sezione si può vedere tutto quello che viene raccontato sui social da chi visita il territorio, e sono racconti tutti diversi, tutti emozionanti. Condividendo momenti che hanno il sapore di un flash (e a volte di uno scatto o di un video), il Book diventa un wall sul quale compaiono tante e diverse impressioni di viaggio, che diventano dei veri e propri consigli per chi non ha ancora visto il territorio. Sono parole e immagini che sanno suscitare emozioni e curiosità, e che fanno venire improvvisamente voglia di partire per questi luoghi da favola!

C’è chi, invece, non ha resistito alla tentazione di raccontare le bellezze del territorio attraverso delle storie. ‘Oltre i monti c’è una Sicilia che non ti aspetti’, ‘Madonie: cosa vedere in 5 giorni’, ‘Himera in Sicilia: i Greci camminano tra noi’: racconti dall’approccio diverso, ma che hanno in comune un profondo stupore e una radicata meraviglia per questa terra dalla bellezza nascosta e quasi inaspettata, che in qualche modo è riuscita ad entrare nell’animo di chi scrive. Divertiti anche tu a leggere le avventure (in alcuni casi davvero mirabolanti!) dei viaggiatori delle Madonie!

Un ‘muro’, dunque, giocoso e allettante per chi legge, ma che per il Distretto ha un valore aggiunto poiché diventa uno strumento di fondamentale importanza: leggendo quello che il turista percepisce del territorio, ha la possibilità di confrontarsi con le loro esigenze, ottenere nuovi e stimolanti spunti di riflessioni e cercare soluzioni e risposte alle attuali sfide di viaggio.

 

 

 

 

 

 

È un territorio variegato, ricco delle più diverse attrazioni e bellezze, quello delle Madonie: mare, natura, storia, cultura e attività all’aria aperta sono tante realtà che compongono e caratterizzano questa parte della Sicilia, e che consentono ad ogni turista di creare qui una vacanza su misura in base ai propri interessi. Questo l’obiettivo che si propone il Distretto Turistico di Cefalù e dei Parchi delle Madonie e Himera, quello di valorizzare un tipo di turismo incentrato non tanto sulla singola destinazione quanto sull’intero territorio e sulla vasta gamma di esperienze che quest’ultimo offre al turista. Ogni esperienza consente al visitatore di entrare nell’atmosfera più autentica del territorio madonita, fornendo al tempo stesso una conoscenza diretta del patrimonio locale, un patrimonio che accosta diversi elementi tutti però legati tra loro: dalle eccellenze dell’enogastronomia locale fino ad arrivare alle migliori produzioni artigianali, sono moltissime le risorse e le sorprese che il Parco delle Madonie ha in serbo per il turista.

 

Il Distretto Turistico di Cefalù e dei Parchi delle Madonie e Himera è formato da 30 comuni, ciascuno caratterizzato da proprie peculiarità e punti di forza, due Agenzie di sviluppo locale (So.Svima e Imera Sviluppo), dal Parco delle Madonie e da 153 soci privati che mettono a disposizione del Distretto strutture ricettive, ristoranti, associazioni culturali e sportive, negozi e molto altro ancora, in linea con la visione di totalità turistica promossa dal Distretto stesso. Attraverso questa rete di ‘fornitori’, ogni ‘utente’ ha delle facilitazioni nel corso del soggiorno e una maggiore libertà di vivere il territorio secondo i propri gusti.

 

 

La totalità dell’esperienza di viaggio si traduce nella possibilità, all’interno dell’area madonita, di scegliere le destinazioni e le attività che si preferiscono, oppure di intersecarle a piacimento in base ai singoli interessi. Gli amanti della natura e delle attività all’aria aperta hanno la possibilità di concedersi esperienze uniche a diretto contatto con il diversificato (e possente!) ambiente locale, ad esempio attraverso la visita del Parco delle Madonie, delle riserve naturali di Favara e Granza e del Monte San Calogero. Visite che possono essere condotte in modi diversi e tutti da scoprire, ad esempio percorrendo i sentieri (la rete sentieristica locale, lunga circa 200 chilometri, offre un’ampia possibilità di scelta!), ma anche in mountain bike, in fuoristrada, a cavallo, e in totale sicurezza grazie al contributo delle associazioni aderenti al progetto dislocate sul territorio.

 

 

 

Gli appassionati di storia, cultura e arte possono trovare bellezze e tesori nascosti ad ogni angolo, perché sono tante le antiche cittadine e le testimonianze di epoche lontane che si possono visitare durante un soggiorno nel Distretto. Basti pensare ai numerosi centri che ne fanno parte, ognuno ricco di attrazioni e monumenti che sono delle vere e proprie chicche. Castelbuono, con il suo delizioso centro storico (e i famosi dolci alla manna, che sono una vera eccellenza gastronomica locale); Caccamo, che tra le sue stradine dalla magia senza tempo nasconde un gioiello come la Badia, all’interno della quale ammirare un meraviglioso pavimento di maioliche unico nel suo genere; e ancora Gangi, eletto Borgo dei Borghi d’Italia nel 2014, le due Petralie (Soprana e Sottana), che sono dei mondi a parti collocati in una dimensione affascinante e fuori dal tempo, e naturalmente Cefalù, uno dei migliori borghi marinari d’Italia che vi aspetta con il suo famoso e preziosissimo duomo. La storia più antica vi aspetta invece al Parco Archeologico Regionale di Himera, dove si condensa il meglio della straordinaria eredità greca e romana locale spiegata e approfondita nel museo annesso al parco.

Il Distretto Turistico di Cefalù e dei Parchi delle Madonie e Himera è dunque pronto a regalare ai turisti delle incredibili e indimenticabili esperienze di viaggio: cosa aspettate a farci un salto? Ricordatevi che qui la parola d'ordine è sempre e solo una: vivintensamente

Come avete visto negli articoli precedenti, in questa rubrica “turista sostenibile” vi ho proposto una categoria di turismo alternativo basato per l’appunto sull'ecosostenibilità. Un modo per realizzare viaggi responsabili, i quali spaziano dall'apprezzamento della madre terra a quello di itinerari archeologici e culturali nel rispetto delle tradizioni e culti dei paesi di tutto il globo.

Il mio obiettivo principale è rendere realtà l'utopia di un mondo rispettoso della natura, e mi sono immersa in quest'avventura per contribuire a questo scopo comune che con il tempo acquisisce sempre più maggiore importanza. Siccome il turismo sostenibile non si basa solo su una linea, ma ha molteplici sfaccettature e vi sono svariati modi per praticarlo, in base alle mie esperienze personali vi ho proposto e vi proporrò delle idee e degli spunti su come metterlo in atto.

Ovviamente vi è una direzione da seguire che si basa, come detto in precedenza, sul rispetto dell’ambiente e dei popoli, che si impegna a recare il minimo impatto ambientale nel luogo di villeggiatura e durante il viaggio, che predilige il cibo ed i prodotti locali. Il viaggio, visto in questa ottica, è un mezzo che fa bene agli ospiti e agli ospitanti.

La vacanza non è vista soltanto come un modo per staccare dalla routine quotidiana per rilassarsi, ma anche calarsi in una nuova atmosfera, lasciarsi trasportare dai suoni, colori e sapori del luogo, conoscere nuove realtà diverse dalle nostre e riscoprire un nuovo stile di viaggio improntato sulla lentezza in quanto le ferie iniziano come si esce dalla porta di casa e non solo nel momento in cui si giunge a destinazione.

In questa categoria di Vita da Turista ne ho introdotto il concetto, la filosofia, nell'auspicio di riuscire a trasmettere, oltre al messaggio, l'emozione e la crescente voglia di affrontare un viaggio fuori dagli schemi, ovvero di vivere un'esperienza unica nella piena esplorazione di nuove terre e culture. Un messaggio che spero valga per tutti voi, e che vi invito a continuare a seguire.

 

Questo articolo e tanti altri che compongono la rubrica Turista Sostenibile sono curati da Monica Losen - Maradise Viaggi. Per maggiori informazioni è possibile visitare la pagina Facebook di Monica Losen - Maradise Viaggi.