VitadaTurista

VitadaTurista

Un progetto a lungo termine, che copre il quinquennio 2016-2020, quello della Regione Marche, interamente volto a promuovere e valorizzare la sua ricca e variegata offerta turistica attraverso una serie di iniziative ed eventi che facciano conoscere le sue eccellenze storiche, culturali, artistiche e paesaggistiche. 

Lotto Artemisia Guercino. Le stanze segrete di Vittorio Sgarbi

Dal 18 marzo al 30 ottobre 2016, presso le sale di Palazzo Campana ad Osimo, si tiene una ricchissima mostra che presenta novantadue opere (dipinti, disegni e sculture) che coprono un ampio arco temporale - dal Cinquecento all’inizio dell’Ottocento - appartenenti alla collezione privata dello storico dell’arte e critico di fama internazionale Vittorio Sgarbi. Dalle opere di scuola marchigiana (come quelle di Cola dell’Amatrice, Lorenzo Lotto, Giovanni Battista Salvi detto Sassoferrato, Pier Leone Ghezzi e Francesco Podesti a quelle delle principali scuole italiane, il corpus della mostra fornisce una visione d'insieme sul panorama artistico del tempo e permette di concedersi un excursus nella storia dell'arte del periodo di incredibile fascino.

 

Abitare la Storia nella Misericordia. ‘ L’immagine discende dal nostro Esilio’

Mostra di Bruno Mangiaterra  - Opere dal 1992 al 2016

Alla Mole Vanvitelliana di Ancona, invece, l'appuntamento è dal 1 settembre al 30 ottobre 2016 con i protagonisti della generazione degli anni Ottanta e Novanta che ha operato principalmente nelle Marche e in Italia. Attraverso il prezioso contributo di Bruno Mangiaterra, uno dei nomi di spicco della cultura artistica della nuova generazione, viene messa in luce una moderna chiave di lettura artistica del mondo contemporaneo, e in particolar modo di fenomeni ad esso legati quali la globalizzazione e le increspature ideologiche e religiose.

 

Santa Maria Maddalena. Tra peccato e penitenza. Da Simone Martini a Canova

Una mostra caratterizzata da una profonda spiritualità e non solo, quella che si tiene a Loreto presso il Museo-Antico Tesoro della Santa Casa dal 3 settembre 2016 all'8 gennaio  2017.

Curata da Vittorio Sgarbi, espone circa quaranta capolavori che hanno come filo conduttore la controversa figura di Maria Maddalena, tutte provenienti dai più importanti musei, chiese e collezioni private d’Italia e del Vaticano. Ammirando queste opere è possibile conoscere gli episodi più significativi della vita della donna, che viene rappresentata nei modi più diversi: protratta davanti al  Signore e colta nell'atto di ungergli i piedi con essenze preziose, in lacrime e abbracciata al legno della croce, ma anche felice di annunciare la Resurrezione agli apostoli.

 

Maria Mater Misericordiae

Dal 29 ottobre 2016 al 29 gennaio 2017, nella Rocca Roveresca e nel Palazzo del Duca di Senigallia, la mostra Maria Mater Misericordiosa è  un’occasione unica per ammirare una parte importante delle opere che sono state protagoniste dell’omonima mostra organizzata al Museo Nazionale di Cracovia in occasione della XXXI Giornata Mondiale della Gioventù, evento ufficiale del Giubileo della Misericordia. La mostra presenta capolavori dei maggiori artisti italiani, ma connotandosi in senso locale per la maggiore attenzione riservata a tutti coloro che hanno interpretato il tema mariano nelle Marche.

 

 

 

Gli eventi che si tengono nelle maggiori città delle Marche rientrano in un più ampio processo di promozione del territorio, che quest'anno raggiunge dei livelli di eccellenza assoluti anche attraverso la candidatura di Recanati a Capitale della Cultura italiana 2018. La cittadina delle Marche è infatti famosa poiché le sono legati importanti nomi del panorama culturale italiano, come Giacomo Leopardi e Beniamino Gigli, e sono tanti i luoghi che li ricordano: la piazzetta del Sabato del villaggio, il Colle dell’Infinito e la Torre del Passero Solitario, tanto per citare i più noti. Nel 2019 ricorre anche l’anniversario della composizione dell’Infinito, un’imperdibile occasione per conoscere i luoghi leopardiani e portare alla ribalta il natio borgo selvaggio.

Se la cultura è una componente fondamentale di Recanati, non è solo il passato a renderla unica su scala regionale, in quanto nella piccola città hanno sede anche alcune delle aziende leader italiane come IGuzzini e Clementoni, che la rendono un autentico fulcro del patrimonio industriale e artigianale della realtà produttiva marchigiana.

Il turismo religioso è un altro elemento portante della regione, come dimostra la presenza del celebre santuario di Loreto che è tra i maggiori luoghi di pellegrinaggio del mondo cattolico e che, al tempo stesso, si mostra come uno scrigno di tesori d'arte: all'interno del santuario, infatti, si possono ammirare opere di grandi artisti tra i quali spiccano i lavori del Bramante e di Lorenzo Lotto.

Anche le località balneari costituiscono una dimensione fondamentale dell'offerta turistica marchigiana, con le splendide spiagge di Porto Recanati e della Riviera del Conero, quest'ultima godibile anche per i suoi centri artistici, culturali, religiosi e per gli antichi borghi.

Meritano un cenno a parte anche altre piccole eccellenze del territorio come Castelfidardo, centro  mondiale della fisarmonica, e Macerata, città d'arte e di cultura rinomata per la celebre stagione lirica del Macerata Opera Festival presso il sontuoso Sferisterio.

Da non dimenticare, infine, la ricca tradizione enogastronomica locale: dal brodetto di pesce tipico della costa, ai vincisgrassi (una sorta di lasagne al forno diffuse nel maceratese), la cucina marchigiana è gustosa e tutta da provare, e va a rendere ancora più ricco il suo patrimonio turistico.

 

Con l'apertura prevista per l'inizio del 2017 a Jesi, presso Palazzo Ghislieri, del Museo Federico II Stupor Mundi dedicato alla figura di Federico II di Svevia, le Marche si lanciano anche come destinazione di Itinerari e città medievali da scoprire. La scelta di Jesi non è casuale in quanto è proprio lei che diede di natali al celebre imperatore, e che è anche stata segnalata dall'UNESCO come città esemplare per l'integrazione architettonica dei suoi vari strati storici. Visitare il museo costituirà, dunque, anche una perfetta occasione per visitare la città e le sue attrazioni, come la cinta muraria perfettamente conservata, il Palazzo della Signoria, il Teatro Pergolesi e Palazzo Pianetti che ospita al suo interno la Pinacoteca Civica.

Interessanti anche i dintorni di Jesi, a partire dai castelli (borghi storici arroccati sui colli), le Grotte di Frasassi e la bellissima città medievale di Fabriano con il Museo della Carta e della Filigrana , la pinacoteca civica, il museo diocesano ricchi di capolavori medievali e quello - unico nel suo genere - del Suono e del Pianoforte.

 

Perchè vale la pena visitare le Marche in questo quinquennio di grandi eventi? Nel 2016, ad esempio, iniziano le celebrazioni per la morte del celebre compositore Gioachino Rossini, che nacque a Pesaro nel 1792, che viene per l'occasione ricordato con un ricco programma di eventi e al quale si deve la candidatura di Pesaro a città UNESCO della musica

Pesaro è una città piacevole da visitare non solo per gli amanti della musica, ma anche per chi ama il mare: possiede, infatti, 8 chilometri di spiagge ampie e sabbiose suddivise tra spiaggia di ponente e spiaggia di levante dalla Sfera Grande, la maestosa opera in bronzo realizzata nel 1998 dallo scultore Arnaldo Pomodoro.

E che dire dei numerosi eventi che animano la sua estate? In occasione della Mezzanotte Bianca dei Bambini, ad esempio, alcuni dei suoi luoghi principali come Piazza del Popolo, i viali del mare, i chiostri storici e le piazzette del centro diventano teatro di laboratori, spettacoli, giochi ed animazioni; con il Popsophia Festival, la filosofia diventa l'originale protagonista di una manifestazione incredibilmente pop; la Notte Rosa, durante la quale parte della costa marchigiana, da Gabicce a Senigallia, si tinge di rosa dal tramonto all'alba, con un'esplosione di luci, suoni e colori che accompagnano concerti, performance teatrali, convegni, mostre e spettacoli.

Musica, spiagge ed eventi, ma anche tanta cultura vi aspetta a Pesaro: da visitare i rinnovati musei civici, la Casa Rossini, il teatro e la domus romana dell’Abbondanza, luoghi incredibili tra i quali ci si può muovere comodamente e rigorosamente... in bicicletta! Pesaro è una meta amatissima dai cicloturisti, che possono approfittare anche della sua speciale Bicipolitana, un circuito di piste ciclabili lungo 77 chilometri che porta da Pesaro a Fano.

A Rossini e a Pesaro, si legano altri due celebri compositori marchigiani: Giovanni Battista Pergolesi, nato a Jesi nel 1710 e Gaspare Spontini (1774/1851), di Maiolati Spontini, in provincia di Ancona. A loro è dedicato il Festival Pergolesi Spontini.

Gli amanti della musica classica e del teatro in genere, non possono inoltre perdere nelle Marche il tour dei 72 teatri storici , autentici gioielli artistici ed architettonici disseminati su tutto il territorio; tutti gli anni imperdibile la stagione lirica del Macerata Opera Festival.

 

Un periodo di importanti celebrazioni che, da Leopardi a Rossini, arriva a Raffaello Sanzio: nel 2020 Urbino celebra i 500 anni dalla morte del grande artista del Rinascimento italiano. Un'occasione perfetta per ammirare la città UNESCO delle Marche famosa per l’imponente Palazzo Ducale, la Galleria Nazionale delle Marche che al suo interno custodisce splendide pitture di artisti come Raffaello, Piero della Francesca e Tiziano e... per la gastronomia. Durante un soggiorno a Urbino, infatti, bisogna assaggiare la rinomata Casciotta di Urbino, formaggio DOP, e la crescia urbinate, una focaccia da mangiare calda con salsiccia, erbe di campo, prosciutto, lonza o formaggio.  

 

Un ultimo percorso 'a regola d'arte' da non perdere nelle Marche è quello che segue le orme di Piero della Francesca, l'artista toscano che tra Ancona, Loreto e Pesaro lasciò numerosi e preziosi capolavori; il percorso noto come Terre di Piero è interregionale e dialoga con l'Emilia Romagna, la Toscana e l'Umbria, tutte regioni i cui paesaggi hanno fatto da sfondo a molte delle sue opere.

 

 

Dopo aver fatto visita a Stoccarda, siamo pronti per partire in direzione Baden-Baden.  

Ma prima una bella colazione alle 7:30 del mattino ci sta tutta!

Dopo il Check-Out all'Hotel, ci rimettiamo in viaggio verso la nuova destinazione. Con un po di traffico raggiungiamo in due ore e mezza circa, la famosissima città Termale Baden-Baden.

Ad attenderci vicino al Casinò c'è Valeria.

Il casinò di Baden-Baden è caratteristico da fuori e raffinato all'interno. Appena siamo entrati ci è sembrato di essere stati catapultati indietro nel tempo. Il casinò oltre ad avere i bellissimi tavoli verdi ha delle sale interne che sono un vero e proprio bel vedere agli occhi. Che dire Bellissimo e sofisticato.

Dopo aver visitato l'interno del Casinò, ci dirigiamo verso il curatissimo giardino. E possiamo godere fin da subito la vista dell'elegantissimo palazzo sul parco.

Con la guida iniziamo a passeggiare nella Lichtentaler Allee. Questo parco per fare Jogging o andare in bicicletta è l'ideale. Qui non abbiamo fatto altro che camminare, respirare a pieni polmoni e goderci l'aria aperta. Con il fiume che scorre lungo il parco e con i ristorantini sulla sinistra passeggiare qui è veramente l'ideale per trascorrere la giornata.

Inizia a farsi ora di pranzo e la guida ci propone di andare a mangiare la miglior Torta della Foresta Nera al Café König una pasticceria molto carina che si trova al centro della città. La caffetteria è un gioiello di bontà! Al suo interno troviamo una vetrina con torte e dolci bellissimi che solo a guardarli si prende qualche chilo.

 

 

Dopo aver mangiato arriva il momento della passeggiata in centro. Tra la via dello Shopping, il museo di Frieder Burda e la Stifskirche arriviamo nella piazza principale la "Kongreßhaus Baden-Baden Betriebsgesellschaft". Qui è possibile ammirare l'imponente chiesa evangelica Evangelische Stadtkirche.

Abbiamo notato che qualche ora prima c'è stato anche un matrimonio Italiano (di preciso romano).

La chiesa è molto particolare, è talmente alta che è anche difficile fotografarla per intera.

Dopo aver girato qualche clip e timelapse per il video salutiamo Valeria e ci dirigiamo verso la Merkur Funicular Railway, per goderci a pieno il panorama della città.

La collina di Mercurio si raggiunge agevolmente con una funicolare che parte ogni 15 minuti dalla stazione, il ticket costa circa 4€ andata e ritorno. La vista che si gode è ampia e bellissima ed è possibile assistere anche ai lanci di coloratissimi parapendio.

Dopo questa super vista è arrivato il momento di rilassarci nelle bellissime Terme di Caracalla. Questo sicuramente è un posto magico che merita sicuramente una visita. Ricco di cose da fare (Saune, Bagni Turchi, Idromassaggi, Piscine di vario genere e zona Relax).

 

Queste terme sono un vero paradiso gestito accuratamente dal personale. All'entrata vi daranno un orologio con un chip che vi permette di scegliere un armadietto e metterci tutta la vostra roba al suo interno e potrà essere aperto solo con il vostro orologio quindi fate attenzione a non perderlo.

Ci siamo rilassati talmente tanto che abbiamo perso il conto delle ore e purtroppo abbiamo fatto tardi. Non avendo letto sulla guida che ci aspettava qualcuno a Tubinga abbiamo deciso di rimanere a cenare in città.

Con una zuppa di pomodoro e un aperitivo in uno degli hotel più raffinati della città ci rimettiamo in viaggio verso la nuova città: Tubinga.

Nel prossimo ed ultimo articolo vi parlerò di questa piccola città con case molto particolari.

Quante volte al ritorno da un viaggio iniziamo a raccontare a tutte le persone che incontriamo le nostre avventure e quanto abbiamo vissuto. Attraverso questo piccolo articolo, vi racconto la mia piccola esperienza in questa città meravigliosa.

Stoccarda ha tanto da offrire e non solo a Natale.

Partiamo dall’Aeroporto della città, che è considerato il settimo più importante della Germania, con un affluenza di circa 10milioni di passeggeri l’anno. E’ composto da quattro Terminal e ho notato che da qui è possibile partire per parecchie città Italiane come (Milano, Napoli, Bari, Roma, ecc..).

Atterrati a Stoccarda incontriamo Alessandra, una ragazza simpaticissima che ci mostra tutti i servizi che ha da offrire l’aeroporto.

Dopo aver perlustrato la zona facciamo tappa al Ristorante stellato Top-Air, guidato dallo chef Marco Akuzun capace di cucinare i suoi piatti molto raffinati, creativi e presentati in maniera suggestiva. Il ristorante è diviso in due sale ed entrambe godono di una vista sulla pista dell’Aeroporto.

Dopo aver visitato la cucina interna ci gustiamo un fantastico Bretzel. La storia narra che questa merenda risale addirittura al 610 d.C. dove i monaci, si ispirarono alle braccia intrecciate dei bambini in preghiera. I tre buchi che formavano la pietanza fa pensare che rappresentassero la Santissima Trinità.

Dopo questa piccola pausa è arrivato il momento di arrivare in centro. Dall’aeroporto le opzioni sono quattro. Si può arrivare tramite l’Autobus, Treno, Taxi o il noleggio Auto. Per questione di tempi noi abbiamo optato per l’ultima scelta.

 

 

Dopo circa 15minuti ci dirigiamo verso il nostro Hotel per il Check-in (Arcotel Camino). L'hotel si trova a 5 minuti di camminata dalla stazione centrale e a 10 minuti dal centro città. Le camere sono spaziose, pulite e ben tenute. Molto comodo soprattutto il parcheggio.

Sono le 12:30 e la fame inizia a farsi sentire.

Alessandra ci porta in uno dei ristoranti più rinominati della città il Resturant Cube. La location è bellissima soprattutto per il panorama che offre sulla città. Qui con un fantastico vino rosé ho gustato dei buonissimi Spätzle con carne e verdure.

Gli Spätzle non sono altro che dei gnocchetti di forme irregolari a base di farina, uova e acqua.

Dopo aver pranzato inizia la visita della città con Irene.

A ridosso della Schloss Platz troviamo questo imponente castello (Landesmuseum Württemberg) nel cui interno si trova anche un museo. Il cortile interno è qualcosa di meraviglioso, con portici e una magnifica statua. Irene ci ha raccontato che il castello è stato completamente raso al suolo dai bombardamenti della seconda guerra mondiale come il 90% della città. Successivamente è stato ricostruito mantenendo fedele lo stile dell’epoca, infatti, su di una parete del castello si notano ancora delle bruciature causate dalla guerra.

Dopo aver visitato il castello ci dirigiamo verso il Mercato Coperto di Stoccarda.

È considerato il mercato più grande della regione del Baden-Wuttenberg. L’atmosfera che si respira è molto piacevole, si possono trovare tantissime varietà di prodotti provenienti da tutto il mondo. Al primo piano troviamo, invece, un ristorante e dei negozi con oggetti molto particolari.

Una volta usciti raggiungiamo la Schillerplatz, in onore di Friedrich Schiller (un poeta e filosofo tedesco). La piazza è circondata dalla Stiftskirche, l’edificio Fruchtkasten, Il Prinzenbau (il palazzo del Ministero della Giustizia), l’Alte Kanzlei (la vecchia Cancelleria) e infine l’Altes Schloss.

Dopo aver scattato qualche foto arriviamo al Marktplatz. In questa piazza ogni martedì, giovedì e il sabato mattina troviamo il mercato settimanale. Ogni anno invece ospita il Mercato Natalizio più grande d’Europa. Entriamo nel municipio (Stuttgarter Rathaus) una struttura ricostruita con uno stile più moderno e al suo interno troviamo un ascensore particolarmente antico, uno degli ultimi rimasti in Europa. Da qui possiamo goderci tutto il panorama della piazza anche se immagino che a Natale sia molto più suggestiva.

È arrivato il momento di raggiungere la Schloss Platz, ma prima facciamo una passeggiata lungo la Königstraße ovvero la via principale di Stoccarda lunga 1.2km, seconda solo a quella di Budapest. È considerata una delle vie dello shopping più belle della Germania.

Finalmente raggiungiamo la piazza più grande e importante della città la Schloss Platz. Ogni anno questa piazza è sede di grandi eventi come concerti all’aperto, fiere e parti del mercato di Natale. Quando c’è il bel tempo i Tedeschi ne approfittano per rilassarsi sulla distesa di prati lungo la piazza e sicuramente non potevamo che approfittarne anche noi. Qui troviamo la Neues Schloss ovvero il palazzo del re di Württemberg e di fronte al palazzo troviamo il Jubiläumssäule che non è altro che un monumento costruito in occasione del giubileo e del 60° compleanno del re Guglielmo I. Nei pressi della piazza troviamo l’Oberer Schlossgarten, un parco veramente carino con un piccolo lago (artificiale). Qui possiamo ammirare sia le mura del Neues Schloss che il Teatro dell’Opera di Stoccarda. Da pochi mesi parecchi ragazzi si riuniscono in questo parco per poter giocare al famigerato Pokemon Go.

Inizia a farsi sera e la stanchezza si fa sentire, ma prima vogliamo fare un’altra tappa!

Ci dirigiamo verso la stazione centrale e da li saliamo sulla torre della Hauptcahnhof.

Una volta saliti al 9° piano possiamo goderci uno stupendo panorama della città. Da qui possiamo osservare dall’altro la Königstraße, la Schloss Platz e la Torre della Televisione.

Molti qui vengono a giurarsi amore eterno appendono tanti lucchetti con i loro nomi.

Inizia a farsi ora di cena e dopo esserci dati una sistematina in Hotel raggiungiamo Alessandra in piazza e da li andiamo a cenare al Weinstube Schellenturm. Un localino molto carino e casareccio che si trova in quartiere un po’ più distante dal centro. Qui ho voluto provare un piatto tipico tedesco con Carne di Manzo, Patate e Maultaschen.

I Maultaschen sono una specie di ravioli giganti con della carne macinata al suo interno.

Dopo aver parlato un po’ della nostra vita quotidiana salutiamo Alessandra e prima di tornare in Hotel con Alec ci facciamo un giro della città per capire com’è la vita notturna.

Dopo una lunga passeggiata arriva il momento di tornare a dormire, anche perché domani ci aspettano due ore di macchina per poter raggiungere un’altra città molto interessante.

Nel prossimo articolo, vi parlerò di una città famosa in Germania per le Terme (Baden Baden)

Nel quarto e ultimo giorno siamo tornati verso il primo amore, Màlaga.

Ad aspettarmi c’era un tour eno-gastronomico della città svolto grazie alla preparatissima guida Simone di Spain Food Sherpas. Sono stata condotta alla scoperta delle prelibatezze locali partendo dal Mercato centrale della città e arrivando in due ristorantini tipici del posto passando attraverso i negozi storici con prodotti alimentari di altissima qualità.

Assaggi di verdure, pesce, vini, gazpacho, tapas si sono susseguiti nel corso di tutta la mattinata. D’altronde, una come me follemente appassionata al cibo tipico dei posti che visita, non poteva che essere la donna più felice di questo mondo. È stata la prima volta che ho partecipato a un tour-food e, dopo averlo fatto, mi sento di consigliarlo a chiunque infatti credo proprio di inserire questo tipo di guida all’interno di tutti i miei viaggi futuri.

Dopo aver raggiunto la sazietà più totale, sono stata affiancata da due preparatissime guide dell’Ente del Turismo della città di Malaga: Elena e Monica. Loro mi hanno condotto nel centro storico di Màlaga alla scoperta della prima casa di Picasso,  della Plaza de la Merced, la Plaza de la Maina, Via Larios, la Plaza de la Costituciòn e, al termine ma non per importanza, il Museo Pompidou. Io amo follemente l’arte moderna e, questo museo, mi ha colpita talmente tanto che sarei voluta rimanerci per tantissimo altro tempo ancora. Monica, la mia guida, era talmente e follemente appassionata al suo lavoro che nei suoi occhi respiravo la bellezza dell’arte. Un’arte che mi ha sorpresa e per certi versi anche impietrita ma che mi ha donato un grandissimo senso di ammirazione.

Dopo la lunga visita nel cuore della cultura malaguena, sono stata accompagnata all’Hammam Al Andalus, i bagni arabi più conosciuti di tutta la città e che sono ispirati agli Hammam tipici della zona Al-Andalus durante il XIV secolo soprattutto per quanto riguarda la decorazione in stile Nazarì.

Due ore di totale relax accompagnata da una frase che continuava a rimbombarmi nella testa: “Qui il tempo non esiste”.

 

 

Ho concluso questa mia bellissima esperienza nell’Andalusia cenando in uno dei locali più tipici del posto, El Pimpi, e tornando nell’albergo che mi ha vista arrivare quattro giorni prima, l’Hotel AC Màlaga Palacio.

PENSIERI

Sono stati quattro giorni intensissimi, con un programma da far invidia ai più importanti tour organizzati del mondo e, nonostante fossi a migliaia e migliaia di chilometri dalla mia città, era come sentirsi a casa.

Una casa che mi ha accolto sin dal primo momento, che mi ha vista fotografare con  occhi incantati, che mi ha fatta lavorare fino a notte fonda senza il benché minimo senso di stanchezza, che mi ha catturato talmente tanto il cuore da volerci ritornare.

Ho lasciato un pezzo di cuore nell’Andalusia e vorrei donarlo a tutti coloro che mi hanno permesso di scrutarla così tanto nel profondo.

Grazie al contest, grazie a chi mi ha votata, grazie agli organizzatori e grazie a tutte le guide.

Vi sento parte della mia bellissima casa.

 

Nuovo giro, nuova corsa.

Trasferimento a Ronda, cittadina arroccata sulle rocce a circa 100 km da Màlaga.

Ma prima di raggiungere il paese, conosciuto per essere un vero e proprio palcoscenico naturale, abbiamo fatto la prima sosta al Reservatauro, una riserva in cui – da circa 5 anni – vengono allevati tori e cavalli da combattimento. Siamo stati accolti con una colazione all’aperto, all’ombra di un ulivo, e subito dopo abbiamo visitato parte della riserva (circa 200 ettari di terreno) a bordo di una jeep.

Il proprietario,  l’ing. Rafael Tejada (torero e ora allevatore) e le guide ci hanno condotti alla scoperta di un mondo che, spesso, non si conosce esclusivamente perché si è impegnati a valutare solo l’ultimo anello della catena: la corrida. Io, personalmente, ho visto tori e cavalli allevati in libertà, estremamente forti e in salute che mangiando l‘erba e fertilizzandola con i propri bisogni permettono alla tenuta di essere preservata da ogni tipo di problema.

 

 

Il paesaggio circostante alla riserva è dei più unici: la Sierra della Nieves e la Sierra de Grazalema incorniciano perfettamente una flora che tende a variegarsi ogni 500 metri come se il paesaggio cambiasse da un momento all’altro con totale irregolarità.

Spostandoci verso Ronda, il paesaggio iniziava a uniformarsi magicamente: una bellissima cittadina seduta comodamente su un profondissimo burrone che conta circa 35 mila abitanti.

Dopo un breve check-in in uno degli Hotel più belli della città, il Catalonia Reina Victoria, ci siamo catapultati alla scoperta della città e della sua magica cultura paesaggistica grazie alla guida Alfredo Carrasco.

Pranzo tipico al Ristorante Pedro Romero, esattamente di fronte alla famosa Plaza de Toros considerata una delle più antiche, e architettonicamente più belle, arene di circo taurino di tutta la Spagna.

Ma è solo nei pressi nel Puente Nuevo, simbolo più famoso di Ronda, che ho iniziato ad ammirare il palcoscenico di questa fantastica città dove non è stato l’uomo a edificarne le bellezze ma sono a enfatizzarne le potenzialità. Antica e imponente collega, con un ponte, la città vecchia moresca a quella più recente, El Mercadillo, altrimenti distanziate tra loro dal burrore, El Tajo.

La visita ha collegato diversi punti caratteristici della città come:

  • il Palazzo del Mondragon, dove ha sede il museo civico che conserva svariati dettagli dell’epoca moresca in città;
  • la Plaza Duquesa de Parcent e la Plaza del Solcorro, le due piazze caratterizzate dal profondo senso di appartenenza alla tradizione Andalusa e, la prima, sede della Chiesa di Santa Maria del Mayor conosciuta per il mix degli stili presenti. Interessante sapere che è stata costruita sopra alla moschea araba della città quando venne commissionata dai re cattolici, Isabella e Ferdinando;
  • la splendida vista panoramica dalle terrazze panoramiche dell’Hotel Montevideo;
  • le Mura di Ronda, grandissimo monumento di ingegneria medievale costruite durante l’epoca islamica e successivamente ristrutturate dagli spagnoli cristiani.

Ma la serata non poteva concludersi in maniera migliore: con un concerto della fantastica compositrice e chitarrista Celia Morales, il tramonto nel Tajo de Ronda e una cena chic nella terrazza dell’albergo.

Link al terzo vlog

L'arte, la storia e la cultura di centri come Malaga; il meraviglioso mare e le spiagge da sogno di Lanzarote; la natura selvaggia e, a tratti, estrema di Huesca. La Spagna è davvero un Paese dai mille volti, in cui ogni viaggiatore può trovare facilmente la propria dimensione e regalarsi un viaggio all'altezza di ogni aspettativa.

In Spagna è dunque possibile concedersi una serie di esperienze a seconda dei propri gusti e delle più personali inclinazioni, ed è stato proprio partendo da questo presupposto che è nato e si è sviluppato il progetto #qualespagnapreferisci in collaborazione con l'Ente del Turismo Spagnolo. Un viaggio attraverso le numerose e variegate bellezze spagnole da vivere - e far vivere - attraverso gli occhi di persone reali, e che allo stesso tempo rappresenta la perfetta realizzazione pratica del concetto di turismo esperenziale, che in Spagna riesce a raggiungere alcune delle massime espressioni a livello europeo.

 

 

L'iniziativa ha come obiettivo finale la promozione del territorio attraverso il contributo, come dicevamo poco fa, di persone reali e, nello specifico, di tre testimonial. Tre, infatti, i volti di #qualespagnapreferisci, scelti tra i tantissimi candidati che hanno partecipato alle selezioni, e che 'hanno portato il titolo' a casa ottenendo il maggior numero di voti.

Valentina, Simone e Valentina sono infatti stati i protagonisti del progetto e ciascuno di loro ha raccontato la sua personale visione della Spagna, partendo per diverse destinazioni. Valentina Carbone, che si è candidata ed è partita per la sezione 'arte', è volata a Malaga e ha seguito un itinerario prevalentemente culturale; Simone Mazzetti ha conosciuto e vissuto sulla propria pelle la grande bellezza mediterranea di Lanzarote; Valentina Maietta si è dedicata ad avventure a contatto con la natura e a sport estremi ad altissimo livello di emozione a Huesca.

Nel corso del viaggio hanno raccontato le loro 'imprese' live sulla pagina Facebook I Viaggi di Vita da Turista (https://www.facebook.com/VitadaTurista/?fref=ts); ora che sono tutti tornati a casa non ci resta che leggere i diari di viaggio!

Pronti per la partenza, ci siamo diretti verso Marbella, una bellissima cittadina a 50 km da Màlaga incastonata nel panorama della Costa del Sol e abbracciata dalle alture della Sierra Blanca.

30 km di costa, 140 mila abitanti e circa 100 culture differenti.

Sono  i numeri di questa città nata come un piccolo borgo di pescatori e diventato, nel tempo, meta di turismo esclusivo. Ma l’esclusività, il lusso, l’opulenza si accentuano in una particolare zona di Marbella: Porto Josè Banùs che saluta i turisti che provengono dal mare con il suo maestoso Gray D’Albion, un grande palazzo costruito  da e per gli arabi molto facoltosi. Anche i colori e la struttura architettonica ne enfatizzano lo sfarzo.

Dopo esser stata accolta nel centro de cittadino dal Responsabile del Turismo, Miguel Luna Rodrìguez, è iniziato il giro per la città: il Mercato Marbella (che riprende molto la struttura del mercato di Barcellona e di Màlaga); il Museo dell’Incisione Spagnola dove – tra le altre opere – ho potuto vedere l’opera di Juan Miró, il quale fece il logotipo per la promozione turistica della Spagna, chiamato El Sol de Miró; il lungo viale incorniciato dalle opere di bronzo di Salvador Dalì che conduce al Porto Virgen del Carmen.

 

 

Marbella mi ha regalato una gioia particolare. Una gioia fatta di stradine caratteristiche fatte di colori e storia, di musica con sottofondo di sax e fiori, tantissimi fiori.

Ho un solo piccolo dispiacere: non averla assaporata di sera, dopo il tramonto, con la luce della luna che protegge un panorama già di per sé mozzafiato.

Ho raggiunto con il catamarano Fly Blue il Porto di Josè Banùs che, come anticipato, è luogo di sfarzo sfrenato disseminato di negozi di lusso e locali caratteristici.

Per il pranzo, poi, ci siamo avviati verso il Ristorante la Barca, sul lungomare turistico di Marbella dove ho gustato del cibo tipico dove i sapori dell’Andalusia si andavano ad amalgamare  perfettamente con quelli tropicali. L’insalata con l’avocado ha superato ogni tipo di aspettativa.

Il pomeriggio niente cultura, solo relax. Sono andata al Beach Club Estrella del Mar dove mi aspettava un fantastico massaggio rilassante. Il risultato è stato che, al termine, non distinguevo la realtà dalla fantasia. Mi sembrava di essere uscita da un sogno fatto di musica rilassante e profumi di spezie.

In serata, dopo il check-in presso il bellissimo Hotel Barcelò Marbella ci siamo recati a Punte Romano, zona turistica lussuosa molto conosciuta e meta di serate sfarzose, nel Ristorante “El Patio de Dani Garcìa”.

Dani Garcìa è un famoso chef spagnolo, con due stelle Michelin, proprietario di diversi ristoranti a Marbella.

La sofisticata cena è stata incorniciata da uno spettacolo di flamenco. Non avevo mai assistito a un intrattenimento così caratteristico e ne sono rimasta estasiata. Tre ballerini, un cantante e due musicisti che non permettevano al mio sguardo di scrutare altrove. La passione dei confronti del loro lavoro era visibile a svariati chilometri di distanza.

Link al secondo vlog.

È sempre difficile iniziare a scrivere di un’esperienza che ti ha rapito il cuore, di una storia così bella che non sai come iniziare a raccontarla, di giorni che ti hanno arricchita così tanto da non avere le parole giuste per ringraziare chi l’ha permesso.

Ma farò di tutto per far sì che delle semplici parole possano configurare il film di questa esperienza.

Dopo aver vinto il contest #qualespagnapreferisci ho ricevuto un programma dettagliato da parte degli organizzatori e, sin da subito, ne sono rimasta stupefatta. Eventi, cultura, relax, concerti, pranzi stellati si sarebbero susseguiti come le pellicole di un film degli anni ’50.

 

In una caldissima mattina di luglio, mi sono diretta verso l’aeroporto di Bologna alla volta di Màlaga.

E lì è iniziata la mia avventura.

Sono stata accolta nell’Aeroporto spagnolo dalla guida Alejandro Pèrez-Malumbres Landa con cui ho goduto, sin da subito, di un fantastico giro panoramico della città: dalla Farola alla spiaggia Malagueta passando per il terminal crociere e la mozzafiato terrazza di Gibralfaro, uno dei punti più alti della città dal quale è possibile ammirare tutta la costa di Màlaga.

Nel pomeriggio, poi, dopo aver pranzato con le responsabili dell’Ente del Turismo Costa del Sol, Julia e Maria, nel Ristorante Los Mellizos, ho visitato la Cattedrale centrale soprannominata “la Manquita”, il Museo di Picasso, la Casa della confraternita de Los Estudiantes e l’incredibile fortezza Alcazaba. Stupendo notare come la cultura cristiana e islamica siano perfettamente amalgamate tra loro nell’architettura, nel cibo e nella lingua e come l’influenza di Picasso sia così incredibilmente presente in tutta la città.

 

 

Dopo una cena tipica al Ristorante Kaleidos con un servizio incredibilmente curato  e con la presentazione dei piatti in italiano, mi sono diretta verso l’AC Hotel Màlaga Palacio che, oltre a ospitare camere degne di nota in cui hanno soggiornato svariati personaggi famosi, ha una terrazza ristorante che si affaccia sul palcoscenico della città. Da togliere il fiato.

Ho amato talmente tanto l’atmosfera, i colori, le luci, la gente che tutti i miei pensieri si sono trasformati in queste semplici, ma vere, parole:

Mi piaci perché profumi di felicità.
Mi piaci perché con te respiro l'irrefrenabile voglia di sentirmi viva regalandomi, in ogni istante, la paura di perderti.
Mi piaci perché sei colorata e ogni tuo colore mi parla delle tue tradizioni. Diverse ma tremendamente amiche.
Mi piaci perché hai rubato le mie lacrime senza che me ne accorgessi: davanti a un quadro, a una casa che profuma di passato e davanti a due bambini che, nonostante la loro diversa cultura, si tengono per mano.
Mi piaci perché sei bella, da ogni angolazione.
Mi piaci perché non serve cenare nel ristorante più lussuoso per capire quanto sei buona.

Ma c'è una cosa che sei e che non ho detto ma voglio che, chi legge, abbia l'onore di scoprirlo da solo. Un piccolo grande suggerimento, però, voglio darlo: i malaghegni!

Link al primo vlog

Il Mar Rosso è una delle mete più rinomate al mondo per l’attività subacquea e ha fama di essere una delle sette meraviglie del mondo sottomarino.

Uno dei primi sub ad immergersi nel Mar Rosso egiziano è stato, nel 1951, Jacques Costeau, le cui avventure sono raccontate nel suo libro Il mondo del silenzio. Costeau è stato un esploratore, fotografo, regista e ricercatore che ha studiato il mare e la vita marina. Le isole Brothers, presso cui Costeau si immergeva, sono celebri per il raro corallo nero, ben due relitti e i frequenti avvistamenti di squali martello. Oggi sono centinaia i siti di immersione nel Mar Rosso egiziano e i turisti arrivano qui da tutto il mondo per visitarli.

In allegato allora una guida ai migliori siti per attività subacquea in Egitto, celebri per l’eccezionale visibilità, la piacevole temperatura dell’acqua e l’incredibile varietà di vita sottomarina.

1. Ras Mohamed National Park: Shark Reef

Il Ras Mohamed National Park è situato a circa 12 km dalla famosa località turistica di Sharm el Sheikh. Tra i siti più apprezzati di questo parco ci sono Shark Reef e Yolanda Reef, che offrono ai sub la possibilità esclusiva di osservare tutte le specie di pesci che abitano il Mar Rosso in un unico luogo. 

2. Straits of Tiran: Jackson Reef (Sharm el Sheikh)

Grazie alle forti correnti e all'abbondanza di sostanze nutritive, il corallo di Jackson Reef non è solo incantevole ma attira anche una grande varietà di pesci di medie dimensioni tra cui squali martello, squali grigi e squali chitarra. 

3. Thistlegorm (Sharm el Sheikh)

Molti ritengono che Thistlegorm sia il relitto più famoso del mondo. Affondò nel 1941, dopo essere stato attaccato durante il viaggio da Glasgow ad Alessandria. Il contenuto della nave, che includeva moto, camion e veicoli blindati, giace sul fondo dell'oceano insieme al relitto, che presenta il foro provocato da una bomba tedesca. Utilizzando le torce per guardare all'interno del relitto, i sub possono avere la fortuna di avvistare anche il raro pesce coccodrillo.

 

 

4. Brother Islands (solo safari in barca) Quseir

Per visitare queste isole spettacolari e seguire le orme di Jacques Costeau, è necessario partecipare a un safari in barca. Sia il Big Brother sia il Little Brother vantano meravigliosi coralli e le acque cristalline fanno di queste isole un paradiso per gli appassionati di fotografia subacquea. I due relitti che giacciono qui, l'Aida e la Numidia, offrono uno spettacolo indimenticabile. 

5. Elphinstone (Marsa Alam)

Elphinstone, uno dei siti di immersione più famosi d’Egitto, offre ai sub la possibilità di nuotare insieme agli squali martello e agli squali dalla pinna bianca mentre ammirano la vasta ricchezza di coralli. I più fortunati riescono persino ad avvistare squali tigre e delfini, rendendo quest’esperienza ancora più unica.

6. Abu Dabbab (Marsa Alam)

Per gli appassionati di tartarughe di mare, Abu Dabbab è una località da sogno. Qui si hanno più probabilità di vedere tartarughe di mare e dugonghi che in qualsiasi altro sito di immersione al mondo. Ad Abu Dabbab vivono due dugonghi, che ricevono un’attenzione tutta particolare motivata dal fatto di essere a rischio di estinzione.

7. Deadalus (solo barche safari) Marsa Alam

La nota più affascinante di Deadalus è il faro che gli ospiti che arrivano dal mare possono visitare. Si tratta di un'immersione profonda che attira squali martello e squali volpe e un pinnacolo ricoperto di corallo incontaminato.

8. Dolphins House Marsa Alam

Al largo della costa di Marsa Alam, appena al di là della barriera corallina, vive un branco di stenelle dal lungo rostro. I visitatori possono immergersi o persino fare snorkeling con questi cetacei incredibilmente creativi e curiosi. Sebbene non ci siano garanzie di vederli, i fortunati vorranno tornare per una seconda visita.

9. Carnatic Wreck

Il Carnatic è uno dei più antichi relitti del Mar Rosso, conosciuto da molti come il 'relitto del vino' dal momento che trasportava centinaia di casse di vino. Alcune bottiglie giacciono ancora intatte sul fondo del mare.

10. Gifun Isl. Hurghada

Con i suoi pendii ripidi e la possibilità di osservare la vita sottomarina, tra cui barracuda e tonni, questi siti di immersione rappresentano uno spettacolo da non perdere. I visitatori che sbirciano all’interno delle caverne hanno l’opportunità di osservare una vasta varietà di specie. Devono solo assicurarsi di avere la macchina fotografica pronta!

11. Blue Hole (Dahab)

Il Blue Hole è uno dei più famosi siti per immersioni del Mar Rosso, ed è celebre anche come punto di riferimento per l’immersione in apnea, grazie alla profondità del mare e alla mancanza di correnti. È anche noto per la sua affascinante vita sottomarina e per la barriera corallina, che lo rendono il paradiso dei sub.

Per saperne di più visita http://www.egypt.travel/

Valencia è una città ricca di fascino, meta molto ambita dagli italiani, che offre la possibilità di vivere vacanze indimenticabili e l’ideale per trascorrere un weekend fuori porta.

Valencia è mare, divertimento, storia, cultura e paella!

Variegata e brillante, è il luogo perfetto da vivere non soltanto durante il periodo estivo, ma tutto l’anno grazie al suo clima mite e alla ricchezza di eventi che offre ai suoi visitatori.

Frizzante, dinamica e colorata, è un perfetto mix tra antico e moderno, basti pensare alla Città delle Arti e delle Scienze in armonico contrasto con i monumenti più antichi presenti nel centro storico.

Ecco 10 buone ragioni per cui vale sempre la pena visitarla:

 

1. Museo della seta e Ruta della Seda

Se si è a Valencia e si vuole trascorrere una giornata diversa dal solito, all’insegna dell’arte, della cultura e della storia, non c’è nulla di meglio che una visita a una delle bellezze nascoste della città: Colegio del Arte Mayor de la Seda.

Dopo un intervento di restauro iniziato nel novembre 2014, il suggestivo collegio riapre con tante novità, prima fra tutte, l’inaugurazione del Museo della Seta. Si arricchisce così il percorso della Ruta de la Seda che vede Valencia al centro del programma UNESCO per la conservazione del percorso storico di una delle vie del commercio più importanti della storia.

Questo edificio del 1400 è uno degli esempi più notevoli dello stile architettonico e artistico valenciano e si trova nel quartiere storico di Velluters, che prende il nome dai tessitori di velluto che a centinaia lavoravano nelle vie del centro della città.

 

2. Mercado de Colón, il nuovo spazio gastronomico della città

Lo splendido mercato di Colón è uno degli edifici pubblici di Valencia più emblematici  che vale la pena visitare. Il mercado simbolo dell’espansione del centro città risale agli inizi del 1900; è situato tra Calle Colon e Gran Via Germanias, ed è un esempio di fusione tra storicismo e modernismo; all’interno dell’edificio modernista ha da poco inaugurato Habitual, il ristorante di Richard Camarena, aperto dalle 12 a mezzanotte e pronto ad accogliere i suoi ospiti con le migliori proposte gastronomiche e tanta musica! Da non perdere nemmeno il Mi Cub, perfetto per uno spuntino a base di tapas accompagnato da ottime birre artigianali, e l’Horchatería Daniel, luogo ideale per provare l’horchata, la bevanda tipica di Valencia, accompagnata dai tradizionali fartons o da una fetta di Coca de llanda, dolce da provare a qualsiasi ora del giorno.

 

 

 

3. Spiagge, tutte bandiera blu nel 2016

Valencia si distingue anche per la sua fantastica posizione sul mare: la città più solare della Spagna offre ampie spiagge urbane a pochi minuti dal centro storico e spiagge più selvagge, raggiungibili con un breve viaggio in auto. Da quest’anno vi è un motivo in più per godersi le sue bellissime spiagge infatti sono tutte state premiate con la Bandiera Blu, un riconoscimento internazionale concesso dalla Foundation for Environmental Education (FEE) che testimonia la qualità ambientale dell'acqua, delle installazioni e dei servizi offerti.

Le spiagge di Valencia sono l’ideale per evadere dalla calura estiva. A soli 15 minuti dal centro cittadino si trovano le frequentatissime Las Arenas e Malvarrosa comodamente raggiungibili con i mezzi di trasporto pubblici o con una pedalata di mezz’ora tra il verde dei parchi e le strade della città.

Per chi ricerca luoghi più tranquilli, le spiagge de La Patacona, a nord di Valencia, e quelle di Pinedo ed El Saler, vicini al Parco Naturale dell’Albufera sono i luoghi ideali dove trovare un’atmosfera rilassante  e pe  rigenerarsi.

4. Guinness dei Primati il 2 ottobre

Il 2016 è anche l’anno dell’attesissimo Guinness dei Primati. Valencia, infatti, con la sua paella che è il piatto tipico tenterà, il prossimo 2 ottobre, di battere il Guinness di persone che si riuniscono tutte insieme per cucinare ben 3000 paellas. Il Paseo de la Alameda diventerà per qualche ora una cucina a cielo aperto dove i valenciani si riuniranno per tentare di battere il record attualmente nelle mani della Polonia.

 

5. Veles e Vents 

Una meta imperdibile per tutti gli amanti della cultura è il nuovo Veles e Vents, riaperto al pubblico a inizio estate. Realizzato nel 2007, l’edificio era stato concepito con lo scopo di accogliere gli ospiti e gli spettatori della 32° Coppa America. Oggi, è invece l’ambiente ideale per diversi eventi e ospita al suo interno spazi dedicati alla gastronomia, cultura e formazione. Qui gli ospiti troveranno la soluzione ideale per soddisfare ogni desiderio del palato. Al piano terra potranno deliziarsi con le proposte del ristorante mediterraneo La Marítima, che ogni giorno prepara piatti tipici della tradizione, mentre per coloro che si vogliono rilassare o che vogliono fissare un incontro di lavoro, al primo piano vi è la piccola birreria Malabar, uno spazio informale adatto a spezzare la giornata.

 

6. Marina Beach Club

Inaugurato questa primavera nella zona della Marina Real Juan Carlos I, il favoloso Marina Beach Club è il nuovo club sulla spiaggia aperto a tutti ideale per trascorrere le giornale baciati dal sole; caratterizzato dalla sua splendida terrazza con vista sul Mediterraneo è il luogo perfetto dove scatenarsi e vivere la vacanza con intensità e un pizzico di follia.

All’interno si trovano il Chiringuito Beach Club con zona chill-out in stile etnico e il ristorante sulla spiaggia, ideale per sorseggiare un cocktail o gustare una cena romantica; il pool bar con la piscina rialzata “infinity” che grazie alla sua conformazione dona la sensazione di essere sospesi nelle acque del Mediterraneo; il ristorante, aperto 365 giorni l’anno, con un’offerta gastronomica che combina l’innovazione della cucina moderna con l’essenza della cucina tradizionale mediterranea. Durante il periodo estivo, il Beach Club rimane aperto fino a notte fonda ed è animato dai migliori deejay.

7. Anno giubilare del Santo Graal

A volte i grandi tesori si conservano dove meno ce lo si aspetta e la Cappella del Santo Calice della Cattedrale di Valencia è uno di quei posti. Dal 1916 conserva una delle reliquie più ammirate e acclamate per la Chiesa Cattolica: il Santo Graal.

Il 2016 è per la città di Valencia un anno molto importante dal punto di vista religioso essendo l’Anno Giubilare. Fino al 20 novembre 2016, data che sancirà il termine dell’anno giubilare, la città di Valencia accoglierà tutti i pellegrini e chi lo desidera potrà ricevere l’indulgenza Plenaria nei quattro templi del Giubileo della capitale valenciana: la Cattedrale di Valencia, la Basilica di Nostra Signora degli Abbandonati, la Parrocchia Resurrezione del Signore e la Parrocchia di San Nicola.

 

8. Chiesa di San Nicola

Se si desidera una vacanza all’insegna dell’arte e della storia, Valencia è la destinazione adatta. Da quest’anno è finalmente possibile visitare e scoprire uno dei monumenti più belli di tutta la città. Nascosta tra le viette del centro storico la Chiesa di San Nicola di Bari e San Pietro Martire, dopo tre anni di lavori, riapre i battenti. Il progetto di risanamento conclusosi ad inizio 2016, è considerato tra gli interventi architettonici e pittorico-ornamentali di maggior rilievo a livello internazionale per la magnificenza dell’opera e per le innovative tecniche utilizzate.

Insieme al restauro dei dipinti, di cui è ora possibile ammirare le magnifiche variazioni cromatiche, sono state ripristinate le cappelle, le facciate e le finestre dell’edificio: un processo che ha richiesto più di 40.000 ore di lavoro e dove sono state impiegate le più avanzate tecniche nel settore come i trattamenti al laser e quelli realizzati attraverso l’azione batterica su carta giapponese.

9. Maratona Trinidad Alfonso

Anche quest’anno torna a Valencia l’appuntamento sportivo della Maratona Tinidad Alfonso, in programma per il prossimo 20 novembre.

La maratona è un appuntamento imperdibile per tutti gli appassionati di corsa che solo a Valencia hanno l’opportunità di gareggiare su un percorso mozzafiato, tra le meraviglie architettoniche del centro storico, il verde dei Jardines del Turia, il lungomare e la Marina Real fino all’avveniristica Città delle Arti e delle Scienze, capolavoro di Calatrava e simbolo della città. Proprio da qui hanno inizio i tre percorsi previsti, la maratona di 42 Km, la mezza maratona di 21 km e la 10 Km e, come ogni anno, la passerella che costeggia il Museo della Scienza e l’Umbracle diventerà l’emozionante percorso che guida gli atleti a tagliare il traguardo.

 

10. Cabanyal

Il quartiere di Cabanyal è una delle zone turistiche più interessanti di Valencia. A due passi dalle spiagge più frequentate, è famoso per le case d’epoca colorate e lo scenario che ricorda gli antichi racconti di pescatori.

L’associazione Turiart organizza diverse tipologie di tour che guidano i visitatori attraverso le bellezze di questo barrio. Le visite partiranno dalla stazione ferroviaria in Avenida Blasco Ibañez e percorreranno tutto il Cabanyal, esplorandone gli scorci più autentici e condurranno alla scoperta dei dettagli più affascinanti, come gli antichi mosaici e composizioni di ceramica che abbelliscono le case.

Sarà possibile ripercorrere le tracce degli illustri artisti valenciani come Joaquin Sorolla e Josep Renau, che proprio da questo quartiere hanno tratto l’ispirazione per numerose opere pittoriche. Le guide esperte sveleranno tante curiosità e allieteranno il tour con racconti per conoscere la vita dei pescatori, che tanto hanno influenzato l’arte popolare iberica del diciannovesimo secolo.

 

Trova tutte le informazioni che cerchi per il tuo viaggio a Valencia su www.visitvalencia.com