VitadaTurista

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Tra le rocce solitarie dell'entroterra garganico, i boschi hanno un tale rigoglio di vegetazione da non trovare facile confronto: sono alberi enormi che lanciano ad altezza impressionanti il folto groviglio dei rami dal quale la luce del giorno filtra a fatica.

Alcune volte, a causa della perenne ombra, la vegetazione è stentata e allora la foresta acquista l'aspetto di un’immensa cripta sostenuta da gigantesche colonne; altre volte, invece, è tanto spessa ed intricata da formare un viluppo di siepi, di sterpi, felci, arbusti, cosicché l'intero bosco, dalle cime aeree sino ai tronchi, diventa un'unica muraglia verde, dove a stento qualche sentiero riesce ad aprirsi un varco.

Fare trekking nel Gargano è qualcosa di più di una semplice passeggiata in natura, significa rivivere la sua storia, esplorando grotte abitate sin da tempi antichissimi, rovine di chiese e castelli seminascosti nella vegetazione; vuol dire ripercorrere antichi sentieri dove un tempo si nascondevano i briganti, si incamminavano uomini di fede in pellegrinaggio, passavano mandrie di bestiame sulle antiche vie della transumanza. Significa ritrovarsi in una natura incontaminata, respirare i profumi del bosco, della terra e del mare.

 

 

Passeggiando nel verde

Il promontorio garganico presenta un andamento territoriale notevolmente diversificato, con un'altitudine massima di 1065 m s.l.m. ed un'estensione di circa 2100 km²,  inclusi il Lago di Lesina e il Lago di Varano. Massiccio montuoso isolato che si erge tra il mare Adriatico ed il Tavoliere pugliese, lo Sperone d’Italia trova nella sua accentuata montuosità della costa la sua assoluta peculiarità.

La zona di Vieste, a Sud verso "Testa del Gargano" ed a nord verso Peschici, è una delle più interessanti sotto l'aspetto naturalistico sia per la vegetazione boschiva che per quella di colline e acquitrini. Poco lontano dalla costa, da Vico e Monte Sant'Angelo, da San Marco in Lamis a Cagnano Varano, si distende per un lungo tratto la Foresta Umbra, grande circa 11.000 ettari e comprendente i boschi Sfilze e Ginestra, dove, fra pini d'aleppo e faggi secolari, vegetano anche farnie, carpini bianchi e neri, carpinelle, allori, olmi montani e campestri, tigli, querce, castagni e tassi antichissimi che, probabilmente, sono tra i più vecchi alberi esistenti in Italia.

Nel parco sono predisposti numerosi punti di sosta, sentieri pedonali ed un centro visitatori con esposizione di importanti reperti preistorici rinvenuti nella zona, nonché la rappresentazione, con esemplari impagliati, della fauna locale. Le aree per pic-nic sono delimitate con staccionate in pali di castagno e munite di tavoli rustici, panche, cestini portarifiuti e grate barbecue e di tabelle indicatrici con suggerimenti; nei pressi delle aree di sosta sono predisposte capanne rustiche per ricovero in caso di pioggia; i sentieri che conducono nel cuore della foresta per ammirare non solo le varie associazioni vegetali o elementi della fauna locale, ma anche fenomeni di carsismo, aspetti archeologici connessi all'individuazione di stazioni litiche del paleolitico e del neolitico, villaggi medievali e aspetti geologici.

Dal punto di vista naturalistico il Gargano può essere considerato il promontorio dei primati. La ricchezza floreale lo pone al primo posto in Europa e in tutto il mediterraneo: infatti qui sono state ritrovate ben 56 specie e moltissime varietà di orchidee spontanee. Il clima fresco fa si che il faggio cresca ad altezze straordinariamente basse per una zona con caratteristiche mediterranee (nella riserva Ischitella e Carpino a circa 300 metri).

E le faggete non sono stentate, ma sono tra le più belle d’Italia, con giganteschi esemplari alti e possenti. Non a caso la Foresta Umbra, fiore all’occhiello del parco, ha in questa specie il suo biglietto da visita. Il pino d’Aleppo forma invece boschi unici, senza eguali in Italia, di cui ne va segnalato uno, quello del Monte Barone, lungo la costa meridionale del promontorio. Un altro record lo detiene il comune di Peschici, con circa il 92% del suo territorio boscato.

 

Le ricchezze della Foresta Umbra

Tra le piante che vegetano solo sullo Sperone d'Italia, vanno ricordate: Cytisus decumbens altus, Satureja fruticosa italica, Campanula garganica e Cardamine bulbifera garganica. Un'ulteriore caratteristica della flora è il gigantismo vegetale (macrosomatismo), sia nell'alborea che nell'erbacea. Si calcola che alcuni esemplari abbiano circa duemila anni di vita ed un tronco che supera i due metri di diametro. Gli alberi più imponenti dell'intero Gargano sono due pini secolari: il primo, dell'età di settecento anni circa, viene denominato "Zappino dello scorzone", il suo tronco misura cinque metri di circonferenza e si trova tra Peschici e San Menaio; l'altro di poco più giovane, è lo "Zappino di don Francesco", in località Calenella.

Dalla Foresta Umbra, ai boschi litoranei collinari e lungo i costoni sino al mare, non meno interessante della flora è la fauna. Qui, spesso in esemplari unici, vive il capriolo, la martora, la faina, il tasso, il ghiro, l'istrice, il gatto selvatico, la volpe, il cuculo, il nibbio bruno, il nibbio reale, il falco pescatore, il rondone pallido, il rondone maggiore e, ancora, colombelle, colombacci e tortore.

Le attrattive della Foresta sono arricchite dalla presenza di un museo naturalistico e uno sportello informativo per i visitatori sito nei pressi di Villaggio Umbra. Presso il museo si possono anche affittare delle mountain bike. Qui possono essere acquistati testi, cartine, materiali informativi e gadget.

Numerosi i sentieri che attraversano la Foresta Umbra: si tratta di itinerari piuttosto brevi i cui tempi di percorrenza raggiungono un massimo di 4 ore. È possibile percorrere più sentieri, facendo i necessari raccordi tra un tratto e l'altro. Lungo i sentieri si trovano segnavia in vernice gialla su alberi e rocce; in prossimità dell’inizio dei diversi sentieri sono sempre presenti aree di parcheggio. I sentieri segnalati sono quindici, tutti dotati di cartelli direzionali, indicazioni delle località e segnavia. Lo sviluppo complessivo della rete dei sentieri di Umbra è di circa 54 km.

Terra di forte spiritualità ma anche ricca di affascinanti riti pagani, il Gargano tramanda di generazione in generazione la sua storia ed i suoi costumi attraverso sentite manifestazioni folcloristiche che affondano le proprie radici in tradizioni secolari che da sempre esaltano le sue eccellenze enogastronomiche ed il suo prezioso artigianato.

Diletto per il palato e stupore per gli occhi: il fascino dell’unione tra tradizione pagana e cristiana viene spesso rievocato attraverso i falò. È il fuoco, infatti, l’elemento cardine da cui metaforicamente si sprigiona la meraviglia di questa terra, che si propaga ed estende alla convivialità degli eventi che animano le viuzze dei borghi dell’area. Feste di carnevale, sagre dei prodotti tipici (dalle arance all’olio d’oliva, dal vino ai prodotti biologici e ai prodotti ortofrutticoli come le fave, prodotti caseari come mozzarelle, caciocavallo, ricotta), manifestazioni culturali e musiche popolari: ovunque si respirano autentiche ed incantevoli atmosfere.

Attraversando i comuni del territorio, da Cagnano Varano a Carpino, da Ischitella, passando per Mattinata, Monte Sant’Angelo, Peschici, Rignano Garganico, Rodi Garganico fino a San Giovanni Rotondo e ancora arrivando a San Marco in Lamis e proseguendo per San Nicandro Garganico, Vico del Gargano e Vieste, senza dimenticare le Isole Tremiti, l’artigianato, l’enogastronomia, l’arte e la musica popolare garganica, la natura incontaminata sono tesori che, conquistando l’anima e la mente, conducono in mondi straordinari e suggestivi.

 

 

Gli antichi mestieri


La manualità e la creatività sono, da secoli, virtù innate della gente garganica. Esse trovavano la loro più spontanea e affascinante espressione negli antichi mestieri: la chitarra battente ed i tamburelli rappresentano degli strumenti tipici della tradizione popolare del Gargano di cui si propone la conoscenza sul territorio attraverso laboratori didattici organizzati da associazioni del posto.

L'artigianato garganico si lega alla vita agricola, agli usi e alle abitudini dei pastori di un tempo, ma anche alle opere dei maestri scalpellini di Monte Sant'Angelo e Vieste che con il loro lavoro hanno sapientemente arricchito il territorio di originali portali, colonne e bassorilievi. Spiccano, inoltre, altre produzioni, come quelle dei fischietti, delle acquasantiere, dei caratteristici oggetti in vimini o delle famose cruedde, cesti tipici di Ischitella.

Non mancano le terracotte rustiche e popolari e la produzione di oggetti di ceramica: ogni paese aveva i propri vasi dalle caratteristiche inconfondibili forgiati dagli artigiani su antichi torni: cuccume, salaturi, vasi, otri, piatti e tutti i più comuni oggetti d'uso quotidiano per l'acqua, l'olio, le olive, le conserve. Nel territorio si ritrovano imitazioni delle ceramiche elleniche e sono ancora vive l'arti di battere il ferro (letti e altri oggetti) e quella di martellare il rame per produrre brocche, catini e scaldini.

Grazie agli usi e alle necessità delle famiglie, la tessitura a mano è ancora oggi patrimonio di tutte quelle abitazioni dove ancora vivi sono i ricordi e i modelli di vita di un tempo: i merletti come tutte le opere della manualità e della creatività garganica si ispirano ai motivi semplici e spontanei della vita dei campi e del mare: fiori, spighe, conchiglie, grappoli, spine di pesce sono gli ornamenti più frequenti.

A volte specialmente nei luoghi di culto o sede di santuari vi è anche l'ispirazione religiosa, ricorrente anche nell’arte del ricamo o nelle creazioni di Carpino e Vico del Gargano, dove l’antica arte del telaio consente ancora oggi alle donne di produrre pregiati manufatti che tramandano tinte e forme tipiche dell’epoca saracena.  

 

Monte S.Angelo - Li Sammecalére

Artigiani, scultori della pietra di Monte S. Angelo, i ’Sammecalere de Monte’ tramandano uno degli antichi mestieri legati al culto dell’arcangelo Michele, sul monte Gargano. Per decreto regio, al tempo del regno borbonico, i vecchi Sammecalere godevano dell’esclusiva nella riproduzione dell’immagine di S. Michele Arcangelo,  così l’attività proliferò producendo statue e bassorilievi in pietra calcarea garganica (preta gentile), marmo e alabastro. Prezioso l’utilizzo della preta turchenedde, pietra pregiata che dopo la ripulitura e la lavorazione tendeva ad un pastoso grigio cenere con velature azzurre. Altri sammecalere lavoravano il legno. 

Le botteghe degli statuari e i chioschi di vendita degli oggetti ricordo erano un tempo collocate all’interno della Basilica di San Michele, in seguito spostate all’esterno. L’attività dei Sammecalere è ben documentata dalle immagini preziose della fototeca Tancredi, che si possono ammirare presso il museo omonimo.

 

Il legno

Terra di boschi, selve e foresta, il Gargano vanta una grossa presenza di artigiani dell’intarsio del legno, forse la più importante delle produzioni artigianali del territorio, sicuramente la più rappresentativa. Belle le cassapanche lavorate ad intarsio come pure  gli oggetti legati alla vita contadina e pastorale: dal bastone ai vari suppellettili, il protagonista vivo ed essenziale di questa produzione è l'olivo, con le sue contorte venature e con la sua capacità di esaltare i manufatti finiti attraverso il suo pregiato olio, che penetra in profondità  rendendo i lavorati elastici e lucenti.

Legno di rara bellezza, presente su tutto il promontorio del Gargano, dai suoi rami si ottengono oggetti che conservano la stessa forza vitale della pianta: molti sono gli artisti che nei loro laboratori realizzano con questo materiale oggetti per l’uso quotidiano ma anche opere d'arte, cucchiai, mestoli, coppe e contenitori di ogni forma e dimensione, maschere, oggetti d’arredamento e sculture.

Bellezze naturali e artistiche del Gargano si mescolano ad una tradizione enogastronomica viva e succulenta. Arrivare in questa terra significa "viaggiar degustando" in un’atmosfera incontaminata, dove storia e cultura del popolo garganico si svelano nella rara bellezza dei paesaggi e attraverso la prelibatezza dei suoi prodotti tipici.

Gustarli e scoprirli è possibile soggiornando in uno dei numerosi alberghi e B&B sparsi nelle città del territorio oppure scegliendo uno dei tanti agriturismi nei dintorni, che offrono possibilità di pernottare godendo appieno della vita contadina.

Le antiche masserie sono in grado di mostrare un pezzo della storia garganica attraverso le tradizioni dei saperi e dei sapori della terra, offrendo una "didattica" che ridona nobiltà alla pratica agricola, assegnandole un ruolo pedagogico in grado di valorizzare e consolidare la nuova era della multifunzionalità rurale, insegnando a grandi e piccini la promozione dei valori legati all'ambiente, all'alimentazione sana e consapevole, all'agricoltura ed allo spazio rurale.

 

 

Prodotti tipici e presidi Slow Food

Tra i prodotti tipici del territorio del GAL Gargano, cinque sono presidi Slow Food. Si tratta di autentici tesori del gusto:

 

  • Il caciocavallo podolico. Prodotto ricercatissimo dei pascoli del Parco, ottenuto dal latte delle preziose vacche podaliche, oggi presenti in pochissime aree del Meridione, tra cui alcune zone del Gargano. Tutt'ora viene prodotto nelle aziende locali secondo le tecniche e le usanze di una volta custodite e tramandate dai maestri casari del Gargano.

 

  • Gli agrumi del Parco nazionale del Gargano, apprezzati in tutto il mondo per le qualità organolettiche e per il sapore delicato rappresentano l'identità culturale di questa terra. Gli unici agrumeti presenti sulla costa adriatica infatti sono quelli del Gargano dove ad acquistare valore, assieme ai prodotti è il paesaggio unico plasmato dagli agrurnicoltori del Gargano, caratterizzato da un complesso sistema di terrazzamenti e canali per l'irrigazione.

 

  • Le fave di Carpino: prodotto di punta, insieme all'olio, del centro garganico. Si distingue per la cucinabilità e l'alto contenuto proteico; fattori bio-climatici legati al territorio garantiscono la qualità ed il sapore che caratterizzano le gustose minestre della cucina tradizionale locale.

 

  • La vacca podolica è una razza allevata allo stato brado che, per questo motivo, non solo offre un latte particolarmente aromatico, ma anche carni sapide, sane, ricche di sali minerali, consigliate dai nutrizionisti anche per prevenire i tumori. Si tratta di una razza in via di estinzione: oggi, si contano solo 25 mila capi, presenti soprattutto nelle regioni meridionali italiane. La sua modesta diffusione sulle tavole italiane è dovuta alle sue caratteristiche diverse da quelle delle carni bovine tradizionali: carni dure e fibrose, colori più forti (il grasso è giallo) e sapore più forte.

 

  • La capra garganica è un’antica razza autoctona originaria del promontorio del Gargano, zona in cui l’allevamento ha sempre avuto un ruolo fondamentale per l’economia. Ha duplice attitudine, da latte e da carne. Il latte della capra garganica è tradizionalmente utilizzato per la produzione di alcune tipologie di formaggio: il canestrato, da consumare fresco o da grattugia, in base alla stagionatura più o meno protratta nel tempo, e il cacio ricotta, formaggio storicamente legato ai territori più impervi dove la capra era chiamata, non a caso, vacca dei poveri. La garganica era utilizzata oltre che per la produzione dei formaggi anche per la musciska, forse da mosammed (cosa dura) ovvero una carne di capra piuttosto magra, mondata, sgrassata e quindi tagliata in strisce lunghe 20-30 cm e dello spessore di 2-3 cm e insaporita con peperoncino piccante, finocchio selvatico, aglio e sale marino fino. Lasciate a riposare in recipienti per circa 24 ore, le strisce vengono successivamente appese a tralicci di legno ed esposte ad asciugare per circa una settimana fino a completa essiccazione.

 

Paese che vai, gusto che trovi…

Tra borghi antichi del Gargano, i profumi dell’ottima cucina mediterranea invadono i vicoli e riempiono le tavole delle case come degli innumerevoli locali di gastronomia tipica pugliese presenti nel territorio. In giro nell’area potrete gustare la famosa paposcia di Vico del Gargano ottenuta dall’impasto di pane cotto al forno e farcito con rucola, pomodoro, ricotta fresca ed un pizzico di peperoncino.

Un’estasi di sapori vi sarà regalata anche a Peschici, cittadina nota per la bellezza del suo mare e del borgo antico, dove tra gli stretti vicoli del centro storico è possibile assaggiare bruschette all'olio d'oliva con aglio, piatti di pasta fresca fatta a mano e pesce fresco (soprattutto azzurro) cucinato nei modi più svariati. Tipici della cucina locale sono gli spaghetti al sugo di seppie e il "Fragagghjame", un misto di pescetti così piccoli e delicati che possono essere mangiati sia crudi sia in una golosa frittata.

In tutto il promontorio sono numerosi i prodotti tipici freschi come pomodori, asparagi e altri prodotti dell’orto utilizzati per preparare i piatti tipici o squisite e famose conserve come i sottolio di Vieste. Qui, tra piccoli negozietti e ristoranti è possibile provare i pomodori secchi (spaccatelli), melanzane grigliate, peperoni e carciofi, lampascioni al forno. 

Altro prodotto tipico sono i taralli realizzati in mille modi e forme, tra i quali gli scaldatelli di Monte Sant’Angelo, taralli salati, conditi con semi di finocchio. Tipiche di questo comune anche le ostie ripiene, dolce a base di mandorle, miele, cannella e zucchero; i poperati, le cartellate, i mostaccioli e tra le altre varianti pugliesi,  il pane tradizionale, che funge da alimento primario anche per alcuni tra i più famosi piatti della tradizione di Mattinata. Il pane e pomodoro, con i suoi ingredienti semplici e insostituibili (olio extravergine, pomodoro, sale e origano del Gargano), ha conquistato generazioni di visitatori; una sua variante più ricca è la ben nota acqua sala fredda, con cipolla, peperoni, capperi e olive. Durante le tante sagre che animano il paese, è possibile anche assaporare il delizioso pane cotto, una zuppa calda di pane, con fave, verdure di campo, patate e pomodorini. Accanto alla più povera tradizione contadina, convive a Mattinata una spiccata passione per il pesce fresco, specie crostacei, molluschi e pesce azzurro, pescati (o allevati) nelle acque limpide delle baie di Mattinata e Mattinatella.

Universalmente famosa è la pasta fresca fatta a mano con semola mista a farina di grano, tra le varie tipologie di formato le più tipiche sono i cecatelli e le orecchiette, da mangiare insaporiti con la salsa fresca di pomodoro, o le strascinate, variante delle orecchiette, con finocchietto. La grana della pasta fresca pugliese è porosa e per questo trattiene in modo unico i condimenti.

I secondi a base di pesce sono senz’altro protagonisti; famose sono le zuppe di pesce e le “tielle” – teglie con pasta, patate o verdure da cuocere in forno, diffuse in tutta la Puglia – e il pancotto, preparato con pane raffermo inumidito in una minestra di erbe selvatiche.

Per i più golosi, sono irrinunciabili le frittelle intinte nel “vincotto, tipico nettare con essenze di uva, fichi e carruba. Anche i dolci di questa terra infatti, sono semplici ma squisiti! A Pasqua troviamo la Scarcella, buonissima ciambella glassata, a Natale si preparano le Cartellate, con una pasta speziata e delicata. Famoso è anche il sanguinaccio, dolce tipico invernale.

Ultimo ma non per importanza, il famosissimo Limoncello che, forse non tutti sanno, è nato in queste terre!

 

I Vini

Sebbene la viticultura garganica sia ormai ridotta non mancano eccellenze dell’enologia, come il Moscato, servito alla tavola dei Borboni. Altri vitigni pregiati sono i "vini di Vico" (a bacca rossa: il macchietello, il vino d'anelli, il vino mastrociani, il pampanone; a bacca bianca: il nardobello) e i "vini di Monte Sant'Angelo" come il rosso neretto, uno dei più antichi, sicuramente autoctoni.

 

L’Oasi Agrumaria

Passando da Ischitella, proseguendo verso Rodi Garganico e Vico del Gargano troviamo l’Oasi Agrumaria, un'area caratterizzata da stradine e tratturi, in cui vengono coltivati i famosi agrumi del Gargano (Limone femminello e bionda del Gargano) dai profumi e colori intensi. Grazie alla costituzione dell’Oasi agrumaria e di un consorzio di produttori è stato ottenuto il riconoscimento di IGP (Indicazione Geografica Protetta). 

Percorrendo le strade rurali che dal lungomare fino a San Menaio salgono verso le colline è possibile osservare vaste colture di arance e limoni, che fino al secolo scorso venivano esportati in tutto il mondo. A maggio, periodo di fioritura, è possibile percepire l'intenso profumo dei fiori degli aranci (zagare) da tutto il litorale. I prodotti dell’oasi si possono acquistare direttamente presso i produttori a Rodi, Vico o Ischitella, gli altri prodotti tipici, dai sottolii all’ostia ripiena, sono acquistabili presso le numerose attività di vendita dedicata, dislocate nel paese.

Qui si trovano anche: il melangolo a frutto dolce, agrume antico (l’unico agrume conosciuto prima dell’arrivo in terra portoghese dell’arancio dolce) e poco noto, dal sapore agrodolce, pezzatura medio-piccola, colore rosso intenso e lucente, buccia sottilissima; l’arancia Duretta del Gargano, una varietà esclusiva degli orti garganici, dalla polpa consistente e croccante che matura a Natale ed è quasi del tutto priva di semi; il Femminiello, il più antico limone d’Italia, dalla polpa profumata; e l’arancia bionda del Gargano.

I pregi di questi agrumi sono sia nella natura organolettica, che nelle potenzialità economiche, in relazione alla loro durata sull’albero. Gli agrumi maturano lungo tutto l’anno: si inizia ad aprile/maggio con l’arancia bionda, la cui raccolta prosegue fino a settembre, giugno è il momento della limoncella e a Natale si raccoglie la duretta. Con gli agrumi si confezionano anche marmellate ed i tipici canditi. Da non perdere per gli amanti di questo agrume la festa di S. Valentino a Vico del Gargano.

 

L’oro garganico e le Città dell'Olio

Percorrendo le strade interne che collegano i vari comuni del Gargano non si può non rimanere incantati dalla bio-diversità mediterranea che contraddistingue il territorio. L’olivo è una delle principali colture agricole che si incontrano. Le foglie argentee e i tronchi nodosi creano suggestivi paesaggi per circa 20.000 ha del territorio collinare garganico. Non mancano aree caratterizzate da giganteschi esemplari plurimillenari, dato che insieme alla presenza di frantoi in alcuni siti archeologici testimonia la lunghissima tradizione della coltura dell’olivo in queste terre.

Sono interessate soprattutto le aree collinari sia del versante nord-orientale (Ischitella, Vico del Gargano, Vieste, Cagnano Varano, Carpino) che occidentale (Sannicandro Garganico) e meridionale (S. Giovanni Rotondo, Monte Sant’Angelo, Mattinata). La varietà prevalente è la Ogliarola garganica prodotta da piante secolari e grande mole. Il frutto ha una forma ellittica allungata, lievemente asimmetrica, con apice rotondo e base arrotondata.  La superficie è liscia. La raccolta avviene ancora principalmente con la tecnica della brucatura dall’albero. Varietà minori sono la Peranzana e la Rotondella. L’olio extravergine prodotto gode della Denominazione di Origine Protetta (DOP) Dauno con la mensione geografica Gargano.

A vocazione prevalentemente agricola, Carpino, piccolo borgo poggiato su di un promontorio e circondato dal verde,  si contraddistingue per la produzione di olio extra vergine d’oliva, tanto da essere definito “Città dell’olio”. Questa cittadina gode di storia e tradizione molto antiche, rimaste intatte nel tempo. In questo borgo, l’olio viene “festeggiato” diverse volte l’anno: il 7 dicembre durante la “Frasca Fanoja e Olio Novello” ed il 12 agosto con la “Sagra dell’olio extravergine e delle Fave di Carpino”.

Presso le aziende agricole del luogo o in agriturismo è possibile assaporare momenti di vita contadina e provare piatti a base di fave. Le fave caratteristiche di questo paese infatti, sono imparagonabili ed uniche nel loro sapore tanto da essere Presidio Slow Food.

Tra i luoghi più suggestivi, caratterizzato da mix di uliveti e macchia mediterranea, troviamo anche la piana e le colline di Mattinata di cui l’olio extravergine d’oliva è senza dubbio principe della gastronomia. In questa città,  ogni anno si celebra una Festa dell'olio, durante la quale le vie e le piazze del paese si animano di stand per degustare quei piatti che si sposano perfettamente con l'olio anche se, il miglior modo per esaltare le proprietà organolettiche dell'olio extravergine di Mattinata è una fetta ben tostata del tipico pane tradizionale locale!

“In autunno il Gargano mostra i suoi aspetti più autentici“

Francesco Schiavone - Presidente Gal Gargano

Che tu sia un viaggiatore solitario o accompagnato, dalla famiglia, dagli amici o dalla dolce metà. Che tu sia alla ricerca di relax o di un’avventura, di evasioni in luoghi dove trovare diletto per il palato e stupore per gli occhi. Che tu voglia perderti tra sentieri montuosi non troppo impervi o immergerti nella magia di vicoli che raccontano secoli di storia, cultura e tradizioni.

Qualunque sia il tuo modo di viaggiare, il Gargano è l’esperienza che cerchi. Terra di forte spiritualità ma anche ricca di affascinanti riti pagani, attraversando i comuni del territorio del GAL Gargano, da Cagnano Varano a Carpino e Ischitella, salendo da Mattinata a Monte Sant’Angelo fino a San Giovanni Rotondo e ancora arrivando a Rignano Garganico, San Marco in Lamis e proseguendo per San Nicandro Garganico, Rodi Garganico, Vico del Gargano, Peschici e Vieste, fino alle Isole Tremiti, il Gargano è un viaggio dentro il viaggio dove la natura incontaminata, la rara bellezza dei centri storici, l’artigianato, l’enogastronomia, l’arte e la musica popolare sono tesori che conquistano l’anima e il corpo, conducendo in mondi straordinariamente suggestivi.

 

 

Immersi nel verde tra paesaggi incontaminati

Rivivere la sua storia, esplorando grotte abitate sin da tempi antichissimi, rovine di chiese e castelli seminascosti nella vegetazione, ripercorrere antichi sentieri dove un tempo si nascondevano i briganti, si incamminavano uomini di fede in pellegrinaggio, passavano mandrie di bestiame sulle antiche vie della transumanza. Fare trekking sul Gargano non è una semplice passeggiata, significa ritrovarsi in una natura incontaminata, respirare i profumi del bosco, della terra e del mare.

Tra le rocce solitarie dell'entroterra e i boschi di alberi secolari, fermandosi ogni tanto nelle aree pic-nic predisposte ed altamente attrezzate, tra i numerosi sentieri che conducono nel cuore della Foresta Umbra è possibile ammirare fenomeni carsici, stazioni litiche del paleolitico e del neolitico. Grazie a questi percorsi, anche il nordicwalking e la mountain bike ben si adattano a scoprire questa terra, senza dimenticare la possibilità di escursioni con i quad o in fuoristrada, rigorosamente accompagnati da guide ufficiali del Parco nazionale del Gargano.

La natura del Gargano, un "paradiso sulla Terra" da scoprire

Dal verde poi è semplice andare alla scoperta dei trabucchi e delle torri che dominano il profondo e limpido mare, fino al parco marino delle Isole Tremiti in barca a vela, motonave o elicottero. Altre esperienze da non perdere sono le escursioni organizzate per visitare le grotte marine di Vieste, spingendosi fino ai leggendari faraglioni di Pizzomunno e le Zagare.

Dedicandosi a sport acquatici di ogni genere come windsurf, surf e kitesurf, immersioni subacquee, snorkeling o canoa, si può scorgere in mille prospettive l’Architello naturale di San Felice, dove su una magica spiaggetta sabbiosa immersa nel verde, si erge un piccolo promontorio roccioso. Da qui, nell’entroterra, si estende l'affascinante tenuta di Pugnochiuso e, nel tratto di costa verso Mattinata, si possono ammirare le altissime falesie. A togliere il fiato c’è anche Vignanotica, spiaggia meravigliosa in ogni stagione, con le sue bianche calcaree pareti rocciose a picco sul mare.

 

Terra di sapori e antichi mestieri, montagna sacra

Sapori del Gargano, sapori dell'anima

Sentite manifestazioni folcloristiche, che affondano le proprie radici in tradizioni secolari, animano ancora oggi i vicoli dei borghi garganici. Bellezze naturali e artistiche del Gargano si mescolano ad una tradizione enogastronomica viva e succulenta e al fascino degli antichi mestieri, che si tramandano di generazione in generazione. Una terra fertile regala agli uomini prodotti di grande valore: dagli agrumi all’olio d’oliva, fino ai prodotti biologici e ortofrutticoli come le fave.

Senza dimenticare i prodotti caseari come il caciocavallo podolico, i secondi a base di pesce di lago o la capra garganica e la vacca podolica, il pane tradizionale: ovunque nel Gargano si respirano sapori autentici. Manifestazioni culturali e musiche popolari arricchiscono lo scenario, già fecondo di scorci deliziosi grazie a santuari, come quello di San Pio a San Giovanni Rotondo o quello in grotta di San Michele, patrimonio mondiale dell’UNESCO, o ancora delle abbazie, come quella di Pulsano, entrambi tesori di Monte Sant’Angelo.

Soggiornando nei numerosi alberghi e B&B sparsi nel territorio è possibile gustare e scoprire le prelibatezze di questa terra. Scegliendo uno dei tanti agriturismi nei dintorni, che offrono possibilità di pernottare, si potrà godere appieno della vita contadina. Le antiche masserie sono in grado di mostrare un pezzo della storia garganica attraverso le tradizioni dei saperi e dei sapori della terra, ridonando nobiltà alla pratica agricola, insegnando a grandi e piccini i valori legati all'ambiente, all'alimentazione sana e consapevole, all'agricoltura ed allo spazio rurale. 

Le architetture religiose del Gargano: una terra di fede e devozione autentiche

Ammirando la bellezza del crocifisso di Varano o i santuari di Santa Maria di Stignano e San Matteo a San Marco in Lamis, passeggiando intorno alle Necropoli di Monte Saraceno e all’Abbazia di Monte Sacro a Mattinata, o costeggiando i sentieri intorno alla Chiesa romanica di Santa Maria di Monte Devio a San Nicandro Garganico sarete conquistati da atmosfere mistiche.

Lasciatevi ispirare dall’autunno sul Gargano, non perdete l’invito alla convivialità delle sue tavole ed alla magia dei suoi paesaggi, dei suoi intarsi nel legno, della sua spiritualità, del suono ritmato dei telai che tessono e di quello più frizzante del curlo che gira.

Avventura e relax, un mondo che si incontra in campeggio. Se pensavate che la tenda fosse solo per spiriti liberi e poco avvezzi alle comodità, ecco che la nuova tendenza ci propone una interessante proposta di campeggi e villaggi dotati di SPA e centri benessere all’altezza dei migliori stabilimenti termali.

Animate dalla riscoperta del benessere psicofisico, queste strutture sono situate prevalentemente nel nord Italia e specialmente in prossimità delle Alpi, dove la natura incontaminata incontra l’attenzione per la cura del corpo e della mente, con strutture e proposte di salute accessibili in ogni momento dell’anno.

 

 

Spesso si tratta di campeggi e villaggi che non hanno nulla da invidiare agli hotel, per quanto concerne l'offerta in termini di servizi, tanto che sono spesso premiati con valutazioni a quattro o addirittura cinque stelle.

In altri casi, invece, a fare la differenza per la struttura è la classica vocazione al benessere o la posizione vicina ai più rinomati centri termali. In ogni caso, le soluzioni per ritrovare il proprio benessere psicofisico non mancano di certo e gli italiani, così come gli stranieri, apprezzano con un crescente interesse l’offerta di SPA e centri benessere che arriva dalle strutture per il turismo all'aria aperta.

Campeggi.com, insieme al portale turistico PaesiOnLine, entrambi leader nel settore del turismo online, hanno voluto selezionare i migliori campeggi e villaggi dotati di SPA e centri benessere: 10 strutture da nord a sud, isole comprese, capaci di ritemprare il fisico e la mente con pratiche innovative o con rimedi tradizionali che si tramandano dall’antica Roma del II secolo a.C. fino a noi.

Come abbiamo già accennato, è il Nord Italia che ospita le strutture di eccellenza del wellness, e in particolare quelle del Trentino Alto Adige: il Camping Caravan Park Sexten a Sesto (BZ), il Dolomiti Camping Village a Dimaro (TN) e il Family Wellness Camping al Sole a Ledro (TN) offrono tutti servizi di elevata qualità e, nel caso dei primi due, la possibilità di usufruirne per tutto l’anno. Interessante incontro tra benessere e paesaggi alpini è ciò che offre il Dalai Lama Village a Châtillon (AO) in Valle d’Aosta, ma per gli amanti del relax la scelta non manca.

Ai turisti romantici che non vogliono lasciarsi sfuggire una gita nella splendida Venezia, tra canali e gondole, il Camping Union Lido Park &Resort a Cavallino-Treporti (VE) assicura un soggiorno a cinque stelle! Anche l’Emilia Romagna, in particolare la provincia di Ferrara, presenta una rilevante offerta in fatto di campeggi e villaggi con SPA e centri benessere: Comacchio (FE) è un polo d’attrazione per il wellness grazie a Holiday VillageFlorenz e Tahiti Camping &Thermae Bungalow Park.

Mare incontaminato e atmosfera tipica da vacanza estiva, invece, per chi sceglie la Sardegna. Il Centro Vacanze Isuledda ad Arzachena (OT) e il Tiliguerta Camping Village a Muravera (CA) rappresentano oasi di relax per chi desidera ritemprare corpo e mente con sauna o bagno turco, con un bagno nella vasca idromassaggio o perdersi tra massaggi, fanghi e trattamenti di ogni tipo.

Maggiori informazioni sui campeggi e i villaggi con SPA e Centro benessere sono disponibili su Campeggi.com a questo indirizzo.

Nonostante il cambio di denominazione, il Festival del Cinema di Roma, che adesso prende il nome ufficiale di CINEMA. Festa Internazionale di Roma, si propone anche per questo 2015 come un evento irrinunciabile nel mondo della cinematografia e delle produzioni televisive nazionali e internazionali, nella splendida cornice dell'Auditorium Parco della Musica della Capitale.

#ROMAFF110, nonostante le iniziali critiche che lo volevano come una sorta di "reductio" dello storico Festival del Cinema di Venezia, il più antico al mondo insieme a quello di Cannes, è giunto quest'anno alla sua decima edizione, e proprio per festeggiare questo programma, i nove giorni di eventi saranno particolarmente ricchi e interessanti per il grande pubblico.

Per cominciare, ci sarà spazio per una "extended version" de La Grande Bellezza, il film di Paolo Sorrentino che è riuscito, nel 2014, ad aggiudicarsi l'ambitissimo Premio Oscar per il miglior film in lingua straniera, a quindici anni di distanza da La Vita è Bella di Roberto Benigni.

 

 

L'apertura vera e propria della Festa del Cinema di Roma 2015 sarà però affidata a Truth, lo splendido film del regista statunitense James Vanderbilt, ispirata alla scena politica e televisiva americana, e che richiama lo scandalo sui presunti favoritismi a George W. Bush durante la Guerra in Vietnam, che nel 2004 provocò quasi il fallimento della CBS, una storica emittente a stelle e strisce.

Le varie proiezioni del Festival del Cinema di Roma 2015 si terranno sia nelle strutture dell'Auditorium Parco della Musica, che presso le location del Villaggio del Cinema (Viale de Coubertin), del Nuovo Cinema Aquila (Via l'Aquila 66) e ai cinema Cineland Multiplex (Viale dei Romagnoli, Ostia), Eden (Piazza Cola di Rienzo), Alcazar (Via Cardinale Merry del Val) e Atlantic (Via Tuscolana 745, a Cinecittà).

Tante saranno le sorprese e gli appuntamenti che il red carpet driserverà per questa 10° Festa del Cinema di Roma, e Vita da Turista ve le racconterà di volta in volta, per tenervi sempre aggiornati su un evento, culturale e turistico, di grande importanza per l'Urbe e l'Italia.

Nella splendida cornice casertana di Valle di Maddaloni, anche quest'anno si rinnova l'appuntamento con la Festa della Mela, che giunge in questo 2015 alla sua 23° edizione. 

Un evento, quello della Festa della Mela di Valle di Maddaloni, particolarmente importante e significativo per questo bel territorio, che si riunisce intorno ad una Festa tradizionale, che celebra e festeggia con tanti appuntamenti la Regina delle mele.

Mele sì, ma tanto altro ancora. Il programma della Festa della Mela di Valle di Maddaloni, infatti, prevede una interessante offerta enogastronomica, nella quale la mela è centrale, ma non l'unico elemento. 

 

 

Gustose preparazioni, dolci e salate, saranno accompagnate da un programma ricco di appuntamenti: spettacoli circensi, ma anche sfilate in costumi medievali, dove principi e plebei si inconteranno tra le strade di Valle di Maddaloni.

L'evento, patrocinato dal Comune di Valle di Maddaloni e organizzato dalla Pro Loco "Valle", prevede inoltre visite guidate ai monumenti del territorio, come l'Acquedotto Carolino (patrimonio dell'Umanità UNESCO) e la Reggia di Caserta.

 

Quando si parla di viaggio ecosostenibile, nell’immaginario collettivo si pensa subito ad un luogo isolato e selvaggio dove potere percepire la grandiosità della natura con la sua potenza e sentirsi parte di essa. In effetti è cosi, anche se questo, come abbiamo già visto negli articoli precedenti e vedremo in seguito, non e’ l’unica soluzione possibile per seguire questo orientamento.

Dicono che ci sia il mal d’Africa, ma vi assicuro che c’è anche il richiamo del Nord. Una volta che si è stati in uno di questi paesi si prova una sorta di nostalgia e un irrefrenabile desiderio di ritornare. Il clima e l’atmosfera di queste latitudini, ma soprattutto le luci, fanno si che sembra di vivere in una favola.

Le luci del nord….un caledoscopio di colori che ci accompagna durante le varie fasi della giornata e raggiunge il suo massimo splendore durante le notti serene invernali quando si manifesta l’aurora boreale. Questo fenomeno ottico dell’atmosfera terrestre è un avvenimento senza eguali. Vedere le scie luminose che danzano nel cielo riportano alla mente miti e leggende misteriose che si tramandano da generazioni. L’immaginazione prende il sopravvento e si raggiunge una sorta di estasi, di pace interiore, come trovarsi un  luogo senza tempo e senza spazio.

 

 

Come dicevo precedentemente, quando ci si reca per la prima volta in uno di questo luoghi, si resta così affascinati che si desidera tornavi per visitare un’altra area ancora più a Nord e ancora più impervia. Solitamente si iniziare con leggendaria Lapponia (Finlandese, Norvegese o Svedese) per poi proseguire con la selvaggia Islanda o la ghiacciata Groenlandia poi scegliendo come meta le amene isole Lofoten o Faroe e terminare con il sogno di ogni amante delle terre ghiacciate…le estreme Isole Svalbard.

Come detto si può iniziare con la Lapponia Finlandese durante il periodo invernale, magari con Rovaniemi, la città sul Circolo Polare Artico, dove a parte la visita del rinomato “Villaggio di Babbo Nalale”, si possono fare bellissime passeggiate nella natura sia a piedi che in slitte trainate da Husky o, per i più temerari,pernottare in un Artic Resort (albergo di ghiaccio) e poi ovviamente appena si presenta una serata senza nuvole partire alla caccia dell’aurora boreale!

Insomma, il Nord Europa è davvero una fiocina di luoghi unici, dove la natura la fa da padrone e l'ecosostenibilità, oltre che una scelta consapevole per il nostro viaggio, diventa pressoché un obbligo, per rispettare una terra che ci accoglie con calore (umano) e bellezza (sia umana che naturale, in questo senso).

 

Questo articolo e tanti altri che compongono la rubrica Turista Sostenibile sono curati da Monica Losen - Maradise Viaggi. Per maggiori informazioni è possibile visitare la pagina Facebook di Monica Losen - Maradise Viaggi.

Ottobre è il mese delle sagre ed eventi. Una ricchissima proposta enogastronomica, coadiuvata dai prodotti più buoni della stagione autunnale (dalle castagne al Vino novello, dall'uva alla polenta), che spinge tante persone a concedersi un weekend fuori porta, prima dell'arrivo della stagione fredda.

Le sagre ed eventi nel Lazio sono sempre molto ricche e interessanti, e oggi vogliamo proporvi alcuni degli appuntamenti di Roma e dintorni (ma non solo), all'insegna della buona cucina, della musica e del divertimento, per non perdervi nemmeno un appuntamento con le sagre di ottobre 2015.

 

 

Sagra dell'Uva di Marino - Dal 2 al 5 ottobre

Iniziamo il nostro tour delle sagre ed eventi nel Lazio con uno degli appuntamenti più conosciuti del panorama nazionale: la Sagra dell'Uva di Marino. Giunta alla sua 91° edizione, la sagra castellana è probabilmente la più famosa tra le sagre dedicate all'uva e al vino.

Per quattro giorni, il centro storico marinese si trasforma in una grande celebrazione del Vino di Marino, della storia di questo grande comune (con la sfilata in costume), con appuntamenti musicali, teatrali e, soprattutto, con le fontane che danno vino, il "miracolo" delle fontane cittadine dalle quali, per tutta la durata della festa, invece dell'acqua sgorga il delizioso vino bianco di Marino.

 

Fermento in Tour a Valmontone - Dal 9 all'11 ottobre

Valmontone si trasforma nell'Oktoberfest italiano, per una tre giorni all'insegna della birra artigianale alle porte di Roma. Nel palcoscenico del Palazzo Doria Pamphilj e in quello della grande Piazza Umberto Pilozzi, Valmontone accoglie i visitatori e gli amanti della birra con un ricco programma.

Musica, stand di prodotti artigianali ed enogastronomica tipica tedesca e italiana, per uno dei numerosi "gemellaggi" tra le sagre del Lazio e quelle della Baviera, in un'atmosfera piacevole e allegra.

 

Sagra delle Castagne a Rocca di Papa - Dal 17 al 19 ottobre

Altro appuntamento tradizionale dei Castelli Romani, la Sagra delle CastagneRocca di Papa giunge quest'anno alla sua 36° edizione. Per tre giorni, il bel borgo medievale, arroccato sulle pendici del Monte Cavo, richiama decine di migliaia di visitatori da Roma e dintorni.

Bracieri infuocati che regalano le gustose caldarroste, ma anche tour tra i monumenti della cittadina, visite guidate ai bellissimi murales, e tanto altro ancora, per un evento che non può mancare nel novero delle sagre ed eventi del Lazio.

 

C’è un’isola, nel Mediterraneo, di cui si parla poco, troppo poco. È un’isola meravigliosa, un’isola capace di offrire paesaggi incantati ed emozioni da togliere il fiato. Quell’isola è la Corsica. E abbiamo deciso che è arrivato il momento di parlarvene.

Sì, perché la Corsica è un’alternativa da prendere in seria considerazione se state cercando una vacanza tra mare incontaminato, natura e tradizione. Si trova a poca distanza dalle coste italiane ed è facilmente raggiungibile da Genova, Livorno, Savona e Civitavecchia. Inoltre le sue caratteristiche fisiche la rendono perfetta soprattutto per una categoria di viaggiatori: gli amanti delle vacanze all’aria aperta, in campeggi e villaggi che diventano il punto di partenza ideale per andare alla scoperta di quest’isola meravigliosa e di tutti i tesori che essa nasconde.

E a proposito di tesori … iniziamoli a scoprire insieme.

 

 

Partiamo da un paradosso. La Corsica è scelta ogni anno per le sue acque. Eppure quest’isola ospita alcune delle montagne più alte del Mediterraneo. Su tutte spicca il monte Cinto (monte Cintu in còrso) con i suoi 2.706 metri di altezza. Assolutamente da non perdere anche le Calanche di Piana, in granito rosso  che si affacciano sul mare e offrono scenari suggestivi.

Ma torniamo al mare, che rappresenta sicuramente il punto di forza dell’isola. La Corsica offre spiagge servite di ogni comfort, da quelle affollate in alta stagione alle calette nascoste che assicurano relax e privacy. Le spiagge sono caratterizzate dal colore della madreperla e, insieme alle acque cristalline, offrono ai turisti le suggestioni tipiche di una vacanza caraibica. Volete un altro buon motivo per scoprire la Corsica? Il suo clima, quello tipico di un’isola mediterranea e piacevole ad ogni ora, grazie alle brezze che stemperano il caldo di giorno e il fresco che favorisce il sonno di sera. Grazie ai numerosi rilievi, ai boschi e ai sentieri che vi conducono, inoltre, in ogni momento è possibile sfuggire dal solleone o alternare ore al mare a piacevoli escursioni in mezzo alla natura. Proprio la varietà del paesaggio rende la Corsica una meta ideale non solo per le vacanze estive, ma per ogni stagione.

Inoltre la Corsica, come la vicina Sardegna, riesce a coniugare tradizioni locali che si tramandano nel tempo, soprattutto nei paesini, a una più recente vocazione per il turismo di massa. Scoprire l’isola fuori stagione, oppure in moto, consente di scoprire davvero un territorio sfaccettato, che cambia a ogni passo ma che mantiene come denominatore comune l’accoglienza di una popolazione che va fiera della propria terra.

Bonifacio 

Consigli sui campeggi e i villaggi in Corsica: impreziosito dal sito web dedicato Campeggicorsica.it (www.campeggicorsica.it), il network KoobCamp offre infinite possibilità a chi vuole organizzare la vacanza in Corsica, in base ai servizi, alla posizione geografica e alle caratteristiche più di nicchia. Tra i campeggi e i villaggi presenti su Campeggi.com, ad esempio, segnaliamo: il Camping Arinella Bianca di Ghisonaccia (Haute-Corse) con le sue 5 stelle anche per i turisti più esigenti, il Camping Caravaning Isulottu di Centuri (Haute-Corse) sulla punta più settentrionale della Corsica e il Camping La Pomposa di Bonifacio (Corse-du-Sud) nel punto più a Sud. E per le esigenze più particolari, il Riva Bella Naturiste Thalasso & Spa Resort di Aleria (Haute-Corse) con il suo campeggio naturista a 4 stelle.

Maggiori informazioni su questi e molti altri campeggi e villaggi in Corsica sono disponibili alla pagina http://www.campeggi.com/francia/corsica/campeggi