VitadaTurista

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Quando viaggiamo, spesso e volentieri lo facciamo per rilassarci, staccarci dal tran-tran quotidiano e goderci qualche giorno (o, se siamo fortunati, qualche settimana) di meritatissimo riposo.

Eppure, vuoi per colpa dello stress accumulato, o vuoi perché siamo ansiosi, non sempre riusciamo a goderci il viaggio al meglio. Per ovviare a questo problema, ecco i gadget da viaggio più curiosi, rilassanti, (in)utili che ci siamo. Perché la comodità non è un lusso, ma uno stile di vita!

 

 

Diffusore per aromaterapia

L'aromaterapia è una disciplina che studia l'influenza degli odori e dei profumi sul comportamento umano, cercando così di associare determinate fragranze a sensazioni positive. Adatto per sconfiggere lo stress da viaggi, soprattutto quelli lunghi, è comodissimo anche a casa, perché è come avere una piccola Spa sempre a portata di mano.

 

BluGuard Nighttime Eyewear

I BluGuard sono degli interessanti occhiali arancioni che assorbono la fastidiosissima luce blu che proviene da televisori e altri apparecchi tecnologici. Sugli aerei più moderni, soprattutto i Boeing 777 e 787-Dreamliner, tecnologie simili sono utilizzate proprio per permettere ai viaggiatori di ambientarsi al volo e sconfiggere più rapidamente il jet-lag.

 

GloToSleep

Un imperativo categorico. Vai a letto. Questi occhialoni, perché di questo si tratta, avvolgono letteralmente il viso, producendo una luce blu che permette (o almeno dovrebbe), di creare un ambiente atto a “scacciare” i pensieri che non ci fanno dormire. Se vi ritrovate in poche ore dall'altra parte del mondo, sono assolutamente fenomenali!

 

Marpac dohm-NSF

Ha la forma di un aspirapolvere e in effetti sembra quasi che lo sia. Invece serve per neutralizzare e “uccidere” i rumori che ci circondano, perché sì, le città come Shanghai e Bangkok hanno quel fascino esotico irrinunciabile, ma il trambusto continuo è nemico del buon dormire.

 

Sleep genius app

Non solo un’app per dormire, ma qualcosa di più. Una vera e propria fabbrica del rumore “conciliante”, quello che se non dormite con “quello” è perché avete seri problemi di insonnia. La sveglia? Un dettaglio. Il relax? Un traguardo raggiunto.

 

Nightwave

Nightwave è una sorta di microproiettore, il cui scopo però non è quello di riprodurre immagini, presentazioni e quant'altro. Infatti, Nightwave serve (solo) ad emettere una luce blu che viene proiettata sul soffitto e, a intervalli regolari, si "muove" simulando il respiro, invitando così a seguirla e a rilassarsi, fino a cadere tra le braccia di Morfeo.

Madrid, Barcellona, Siviglia: sono loro le città al top per quanto riguarda il turismo spagnolo, e di sicuro molti di voi ci sono già stati (e magari anche più di una volta). La Spagna, però, non è solo quella delle città più famose: è anche quella di centri meno conosciuti, ma talmente belli che vale la pena conoscere. Un esempio su tutti? Saragozza, la città che nel 2008 ha ospitato l’Expo e che si presenta come un centro di grandissima eleganza e fascino.

Se siete turisti sempre attenti alla cultura locale e curiosi di conoscerne i monumenti e gli edifici storici, ma anche se siete turisti da movida e divertimento notturno, state pur certi che qui troverete sempre e comunque pane per i vostri denti!

 

 

Saragozza è infatti una città universitaria, piena di giovani che di sera si trovano nei numerosi locali del Tubo, il quartiere storico, ma è anche una città dalla storia importante che ha lasciato le sue tracce. E che tracce! Insomma, i presupposti per una vacanza perfetta che abbiamo come protagonista proprio Saragozza ci sono tutti. Ora non ci resta che scoprirli nel dettaglio, per darvi almeno un assaggio di quello che vi aspetta se scegliete lei per il vostro prossimo viaggio.

Partite alla scoperta di tutti i suoi angoli – alcuni caratteristici e tradizionali, altri più moderni ma ugualmente suggestivi – da Plaza de Pilar, la splendida piazza della città su cui si affaccia la sua principale attrazione. La Basilica del Pilar è una delle maggiori e più antiche chiese di tutta la Spagna, un vero trionfo dell’architettura barocca che al suo interno conserva anche delle significative opere di Francisco Goya. Si erge maestosa al di sopra delle acque del fiume Ebro, che attraversa tutta la città, e regala una vista che lascia sempre tutti senza fiato.

Saragozza non è solo Basilica del Pilar: tutte le sue attrazioni turistiche presentano dei dettagli e delle particolarità, e alcune hanno delle forme sorprendenti che sono frutto di una interessante commistione architettonica che, nel corso del tempo, ha dato dei risultati veramente unici. Il Palazzo dell'Aljafería, ad esempio, è uno di quegli edifici storici della città che vi consigliamo di non perdere: si tratta di un edificio che all’esterno impressiona per la sua sobria maestosità, esterno che entra quasi in contrapposizione con gli interni che sono, invece, estremamente sontuosi, eleganti e raffinati. E soprattutto arabeggianti.

Sì, avete capito bene: siamo in Spagna, ma il palazzo ha uno stile orientaleggiante. La dominazione araba in Spagna ha lasciato delle tracce ben visibili in molte città spagnole – basta pensare a Piazza di Spagna a Siviglia, ma anche alla Mezquita di Cordova e all’Alhambra di Granada – e anche qui si può dire che abbia fatto bene il suo lavoro! Una curiosità su questo palazzo: la sua torre più alta si chiama Trovador, e diede il nome anche alla celebre opera verdiana omonima.

Saragozza è, insomma, una città ricca di commistioni e di inusuali accostamenti, di cui non solo Palazzo dell’Aljaferìa è la prova: se vi trovate di fronte alla famosa Loggia dei Mercanti, comunemente chiamata Lonja, vi sembrerà qualcosa di già visto. Perché la sua è un’architettura molto simile a quella degli edifici italiani del Quattrocento!

Le ultime dritte prima di lasciarvi: se pensate di partire in coppia, sappiate che la città ha degli angoli incredibilmente romantici. E se se pensate di partire con pochi soldi in tasca,  state tranquilli: Saragozza è una di quelle città ‘belle senza impegno’, una meta low cost di tutto rispetto! A questo punto scommettiamo che state già cercando il primo volo disponibile per Saragozza.

Tornano i voli (e i collegamenti navali) tra Cuba e Stati Uniti. Così, con la semplicità di un biglietto aereo, finisce un’era, un’era durata quasi cinquant'anni, da quando il presidente americano John Fitzgerald Kennedy negli anni Sessanta aveva dichiarato l’embargo di Cuba, di fatto isolando questo piccolo paradiso nel cuore dei Caraibi insieme alle sue autorità e ai suoi abitanti.

Un isolamento lunghissimo che ora, però, sta per concludersi grazie agli incontri tra Barack Obama e Raul Castro e alle trattative in corso tra i due potenti. Già a dicembre i primi segni di cambiamento e di avvicinamento tra i due Paesi, che in questi ultimi giorni sono giunti ad un vero e proprio cambiamento storico.

 

 

Le autorità americane, sulla scia del presidente Obama, hanno infatti autorizzato i traghetti dagli Stati Uniti a Cuba, riaprendo l’antica rotta turistica via mare che partiva dalla Florida per raggiungere l’isola caraibica. Un segno tangibile del disgelo tra USA e Cuba, che si renderà (ancora più) effettivo a luglio, precisamente il 3, quando saranno inaugurate anche le rotte aeree che collegheranno direttamente New York con La Habana, la capitale cubana. Proprio a partire da questa data, infatti, la compagnia Jetblue volerà dallo scalo newyorkese ogni venerdì alle 3.30 del pomeriggio per atterrare all’Habana José Marti International Airport

Collegamenti aerei e marittimi che sono soprattutto le prime avvisaglie dell’allentamento dell’embargo verso L’Habana, e che rende di nuovo raggiungibile, facilmente e in modo rapido, una meta turistica importantissima. Una meta dalle mille e coloratissime bellezze, di cui noi vi avevamo già parlato: rinfrescatevi - e rinfreschiamoci - la memoria con il nostro viaggio a Cuba.

Scozia: pensando a lei vengono subito in mente antiche leggende, paesaggi mozzafiato e il classico binomio kilt & cornamusa. Saranno anche luoghi comuni, ma di sicuro fanno parte del patrimonio di tradizione e folklore che è uno dei punti di forza del Paese e del suo turismo.

È questo, e molto altro, che rende la Scozia un’ambita e visitatissima meta turistica, e proprio per questo noi di Vita da Turista abbiamo pensato ad un’idea di viaggio in Scozia tutto per voi che dalla sua splendida capitale arriva fino alla regione delle Highlands, dove natura e castelli sono padroni assoluti. Un articolo che vi propone due itinerari diversi, ma paralleli, due itinerari che vi conducono alla scoperta di due anime differenti della Scozia.

 

 

Edimburgo, il meglio della capitale

 

La prima tappa non può essere che lei, la magica capitale scozzese: Edimburgo. Sono peraltro moltissimi i voli diretti, anche con compagnie aeree low cost, che arrivano qui dalle principali città italiane. Potremmo dilungarci per ore a elencarvi tutti i motivi per cui scegliere Edimburgo per la vostra prossima vacanza. Prima di tutto, la sua è un’atmosfera davvero unica poiché la città conserva una veste molto tradizionale con angoli dal fascino caratteristico e folkloristico.

Se non ci credete, appena arrivati alzate lo sguardo e lasciatevi colpire dalla visione del castello, che dall’alto domina la città con le sue alte guglie e bastioni. Una vista davvero mozzafiato, proprio come quella che potete avere su tutta la città dai suoi migliori punti panoramici, che sono indubbiamente le alture di Calton Hill, Arthur’s Seat e Castle Rock.

Un consiglio per immergervi appieno nell’atmosfera di Edimburgo? Fare una passeggiata lungo il Royal Mile, l’antica strada che in passato collegava il castello con la parte vecchia della città e che oggi è la sua via principale. Qui batte il cuore della capitale scozzese grazie alla presenza di numerosi negozi e vicoletti che dalla strada principale si dipartono in una fitta e affascinante rete.

 

Le Highlands, la Scozia dei castelli e della natura straordinaria

 

Abbandoniamo la città per portarvi nella regione delle Highlands, quella dove potete trovare l’anima più vera della Scozia: a paesaggi naturali strepitosi fatti di laghi e montagne si alternano viste dei castelli più famosi del Paese. Perché, diciamoci la verità, che Scozia sarebbe senza castelli?

Sono moltissimi i turisti che ogni anno arrivano fin qui solo per poterli ammirare in tutta la loro maestosa bellezza, tanto che esiste un vero e proprio percorso, noto come Castle Trail, letteralmente il percorso dei castelli. Seguitelo dall’inizio alla fine e scoprirete manieri antichissimi, dalla bellezza senza tempo, alcuni dei quali si trovano in posizioni panoramiche e scenografiche uniche.

Un paio di esempi su tutti, giusto per farvi venire l’acquolina in bocca: tra i castelli più belli non solo della Scozia ma di tutta Europa sul podio ci sono quello di Eilean Donan sulle rive del lago Duich e quello di Lomond affacciato sull’omonimo specchio d’acqua. Scenari da cartolina e da fiaba, insomma, quelli che meglio di altri riescono a far percepire al turista la vera anima scozzese!

Vita da Turista vi propone, come sempre, una panoramica dei diversi modi di fare turismo: turismo culturale, avventuroso e da zaino in spalla, lussuoso o fashion. Insomma, adatto a tutte le tasche, a tutti i sessi e a tutti i gusti, com'è giusto che sia.

Oggi vogliamo parlare, proprio per completare questo "ciclo turistico", di una meta che sarà sicuramente adatta per tutti quei turisti che, oltre ai viaggi, sono anche appassionati di cinema. O meglio, per gli appassionati di quelle pellicole che lasciano incollati allo schermo per intere trilogie (o anche più).

 

 

Il Signore degli Anelli e Lo Hobbit (entrambi del genio di J. R. R. Tolkien), hanno tenuto incollate tra i primi anni duemila e questi ultimi mesi milioni di telespettatori in tutto il mondo, tra cinema e TV, con delle pellicole dal fascino unico, anche e soprattutto nelle ambientazioni.

Cos’ha fatto la fortuna delle scenografie dei romanzi dello scrittore britannico? Ambientati rispettivamente nel 2942 e nel 3018 presentano quel paesaggio fantasy, ma che non ha perso un contatto con la verità naturale.

Mentre altri film o libri di genere fantasy puntano infatti su scenari robotici e disumanizzati, Tolkien (e i fidi scenografi) dei suoi film, al contrario presentano montagne verdi. In questo caso, per girare le scene dei suoi film, il set scelto si trova a nord della Nuova Zelanda: Hobbiton per l’esattezza che, dal momento in cui la sua fama è cresciuta, è diventato un vero e proprio sito a tema.

Si trova nella cittadina di Matamata, che ormai è diventato un vero santuario del regista Peter Jackson. Le caratteristiche? Tanto verde e casette lillipuziane di Frodo Baggin. Percorsi tra fiumi e ruscelli che si concludono con un bicchiere di gingerbeer, la bevanda nazionale della Nuova Zelanda. Certo il costo d’accesso è un po’ proibitivo (circa 50 euro a persona), ma per entrare nella “terra di mezzo” ne vale sicuramente la pena. O no?

Gli italiani lo sanno meglio di chiunque altro: fare festa è sempre il modo migliore per spendere del tempo in compagnia. E infatti, il calendario italiano è costellato di festività, religiose e laiche, ricche di un corollario di tradizioni culturali ed enogastronomiche che ha pochi eguali.

Cosa succede, invece, nel mondo quando ci sono delle festività importanti, e magari proprio delle feste nazionali? Andiamo a scoprire alcune di queste feste, con tutte le loro curiosità ed elementi unici che le contraddistinguono tra le tante.

 

 

Holy Festival, India

Festa tradizionale indiana per eccellenza, che cade ogni anno il giorno della luna piena, tra la fine di febbraio e i primi giorni di marzo, che corrisponde grosso modo al mese indù del Phalguna. In che cosa consiste? Molti di voi lo sapranno bene dato che (come è successo per Halloween ormai qualche anno fa), è una tradizione che si sta cercando di esportare in Europa, con il lancio di polvere colorata. Questo ha ben precise simbologie: innanzitutto serve a scacciare e esorcizzare il male, secondo fa in modo che le rigide regole sociali delle caste indiane per un giorno vengano meno. La polvere colorata annulla ogni colore, ogni gradino sociale.

 

Festa dell'uomo nudo, Giappone

Si svolge nel Tempio Saidaji di Okayama e conserva ancora un rituale che si perpetua da 1200 anni circa. Il nome viene dal fatto che, il rito di purificazione previsto dalla festa, implica l’immersione in acque gelate. Certo non adatto a chi soffre l'inverno, ma sicuramente da ammirare per scoprire le bellezze e le particolarità della cultura nipponica, così ricca di rituali.

 

Voodoo Festival, Benin

In questo Stato africano il voodoo è la religione tradizionale, non connessa a rituali più o meno superstiziosi, come è intesa “all’occidentale”. La festa si svolge ogni anno in gennaio a Ouidah, località storicamente e “tristemente” famosa: da qui infatti salpavano le navi dirette verso l’America cariche di schiavi. Interessante dal punto di vista etnografico, perché nelle giornate di festa vengono praticati sacrifici, danze e fenomeni di trance.

 

Festa delle Lanterne, Taiwan

È legata alla famosa immagine delle lanterne propiziatorie lanciate in volo. Tutto ciò avviene dopo una processione solenne sulla montagna di Pingshi. La festa si svolge all’inizio dell’anno solare, come buon augurio. Non mancano banchetti che servono i tradizionali ravioli.

 

Highland Games, Scozia

Rievocazione degli antichi giochi delle popolazioni che vivevano a nord dell’isola Inglese prima e dopo la colonizzazione romana. Ovviamente si tratta di gare di forza, per cui non mancano la lotta libera, il tiro alla fune e lanci di giavellotti. Il tutto innaffiato da generose dosi di birra e carne. E il tutto rigorosamente in kilt, come vuole la tradizione a nord del Vallo di Adriano.

Si sente spesso parlare dei vulcani. Vuoi per un'eruzione dell'Etna che riversa ceneri un po' ovunque e illumina i cieli notturni, o vuoi per l'esplosione di cenere di qualche vulcano islandese che crea problemi al traffico aereo, i vulcani sono i nostri "vicini speciali".

Ma non sempre il vulcano è pericoloso, anzi. Nei percorsi che vi proponiamo oggi, e che toccano gli estremi settentrionali e meridionali della Spagna, ci sono dei sentieri e delle zone da percorrere in tutta sicurezza. Curiosi? Continuate a leggere!

 

 

Monte Teide, Isole Canarie

La montagna più alta della Spagna si trova a Tenerife. Stiamo parlando del Monte Teide, con i suoi 3718 metri, è un vulcano ancora attivo, che ha eruttato l’ultima volta nel 1909; si trova all’interno di una riserva naturale, protetta dal 1954. Una volta giunti, si può scegliere di salire fino in cima in teleferica, oppure intraprendere il percorso a piedi che ha una durata di circa sei ore.

Sicuramente il primo mezzo è il più comodo, ma solo la passeggiata in salita permette di apprezzare l’ecosistema e il paesaggio che cambia. Tra le bellezze che non passano inosservate, sicuramente le Rocce di Garcia, immensi blocchi di pietra lavica erose dagli agenti atmosferici che hanno assunto forme alquanto strane. Ancora più bizzarre Los Azulejos, formazioni di lava dove la forte presenza di ossido di ferro fa assumere al composto riflessi verdastri. Nonostante Tenerife sia un luogo di vacanze estive, non dimenticate di portare con voi l’abbigliamento adatto: quasi tutto il parco naturale si trova a 2000 metri d’altezza.

 

Parco dell’Etna, Sicilia

Aperto nel 1987, il parco vanta 59 mila ettari di superficie calpestabile. Tra i percorsi più suggestivi quello dei Monti Sartorius, nati da una colata lavica del 1865 che ha fatto assume un caratteristico aspetto lunare. Sapete che sulle pendici dell’Etna insiste un altro monte? Stiamo parlando del Monte Frumento delle Cocazze, a 2152 metri sul livello del mare.

Se siete degli escursionisti di professione, dovete avventurarvi per il Sentiero Pietracannone, che si percorre in 2 ore e trenta. La sua particolarità è la presenza delle niviere, anche dette “tacche della neve”, e cioè grandi fosse rettangolari dove veniva conservata e pressata la neve da portare, durante l’estate, nelle comunità etnee attraverso i muli. Neve poi che durante l’estate andava a confluire nelle gustose granite.

 

Vatnajokull, Islanda

Questo vulcano con i suoi ottomila chilometri quadrati e i 500 metri di profondità del cono principale è il più grande d’Europa. È un’enorme distesa di ghiaccio, dove non è consigliabile avventurarsi soli.

L’idea più carina, è quella di percorrere l’itinerario in motoslitta per due, oppure tour guidati in jeep sul ghiacciaio. Data la particolarità della zona, ad alte latitudini, è consigliabile andare in luglio o agosto. Un vero e proprio spettacolo della natura è la laguna di Jökulsárlón, con i suoi 190 metri di iceberg che fluttuano fino ad arrivare sulla spiaggia nera sull’oceano.

In quel piccolo fazzoletto di terra che è la Liguria esistono cinque paesini che sono aggrappati ai propri scogli con tutte le loro forze, con la loro bellezza unica e un pizzico selvaggia, ma soprattutto con quel patrimonio dell'Umanità UNESCO che, dal 1997, le ha celebrate a livello mondiale.

Le Cinque Terre sono un mondo a sé stante, un pizzico di Liguria in Italia, e un pizzico d'Italia nel mondo. Oggi vi portiamo alla scoperta di tutte e cinque le Terre che compongono e arricchiscono questa zona, con le loro straordinarie bellezze.

 

 

Vernazza

Mantiene intatto il suo fascino medievale. Era proprio durante i secoli bui che il piccolo borghetto era l’avamposto a difesa della Repubblica di Genova contro gli attacchi dei Saraceni. Oggi Vernazza è considerato uno tra i cento borghi più belli d’Italia. La cosa migliore è arrivare in paese attraverso il mare, quando la vista si perderà letteralmente tra le case dai toni pastello. Tra le migliori attrazioni, la Chiesa di Santa Margherita di Antiochia e i resti di una torre fortificata del XI secolo, oltre al Castello Doria.

 

Riomaggiore

I colori e le casette arroccate sullo scoglio inseriscono Riomaggiore nel tipico immaginario delle Cinque Terre, e non a torto. Ma ciò che dal punto di vista storico rende differente Riomaggiore dalle altre cittadine è una particolarità legata a un fatto storico: le case hanno tutte un doppio ingresso, uno sul lato strada, l’altro dal retro. Ciò per consentire una rapida fuga in caso di attacco dei pirati. Riomaggiore inoltre è famosa per il sentiero dell’amore, un percorso scavato nella roccia che porta fino a Manarola.

 

Manarola

E veniamo a questo borghetto il cui nome deriva da “magna rota”, ossia una ruota che probabilmente faceva parte di un mulino ad acqua. Infatti, nella parte inferiore della cittadina potrete ancora apprezzare il vecchio mulino, ora inglobato nel Parco Nazionale delle Cinque Terre. Quando terra e mare si incontrano, ecco dei tesori unici come il borgo di Manarola.

 

Corniglia

Questo paesino è talmente arroccato sulla sua scogliera che non è possibile l’attracco via mare. Non ci sono spiaggette né lidi, ma quasi 400 gradini da fare tutti in salita, per arrivarci dal mare (a nuoto? Improbabile!) oppure per scendere dal paese. Se proprio volete fare un tuffo in mare segnaliamo lo Spiaggione, un lido di ciottoli che enfatizzano la bellezza del mare già trasparente.

 

Monterosso al Mare

Non è un caso se il poeta italiano Eugenio Montale sceglieva di trascorrere le sue vacanze estive qui. Se fate un giro nel centro storico, spicca la Chiesa di San Giovanni Battista, se invece amate il mare, a Fegina esiste una spiaggia molto ben attrezzata, con in più la villa liberty della famiglia Montale. Insomma, cultura e natura, per un sentiero unico e tutto da scoprire!

Arancini o arancine? La rivalità gastronomica fra Catania e Palermo si manifesta da secoli riguardo la definizione del genere, assumendo i risvolti di una disputa acerrima fra le sponde della Sicilia.

A Palermo è femmina – a tal punto che lo stesso scrittore Gaetano Basile, palermitano DOC, ha ricercato le origine filologiche sostenendo che il termine “arancina” provenga dal frutto dell’arancio, dunque l’arancia. Di conseguenza debba essere al femminile- mentre a Catania si controbatte affermando che nel dialetto siciliano non esiste la declinazione al femminile per l’arancia e che in dialetto si dica arànciu, di conseguenza ecco “arancino”.

Tralasciando la questio linguistica - essendo fedele al termine femminile per nascita e amore – il condimento è la parte essenziale, l’essenza della sicilianità, secoli di cultura gastronomica racchiusa in pochi bocconi; ne esistono di svariate, dalle classiche al ragù di carne e al burro, con mozzarella e prosciutto cotto, fino ad arrivare al tripudio in occasione della festa di Santa Lucia in cui le rosticcerie propongono i condimenti più originali: agli spinaci, al pollo, al curry, alla ricotta fino ad arrivare a quelle dolci, un cuore di Nutella caldo abbracciato da riso, poi impanato, fritto e zuccherato.

 

Mentre la disputa tra Palermo e Catania continua, noi ci spostiamo in un’altra regione dello Stivale. Avete capito bene, lì dove dimora il Conero, le Grotte di Frasassi e la splendida Urbino esiste un’ottima variante di questo cibo da strada. Gli arancini all'anconetana.

Dalla Sicilia bisogna spostarsi nel periodo del Carnevale nelle Marche per trovare un’altra preparazione con lo stesso nome. Localizziamoci in modo ancora più preciso: siamo nella provincia di Ancona, e stiamo parlando di dolci fritti dalla tipica forma a girella. Un impasto a base d’uovo, ricoperto di succo e buccia d’arancia che viene arrotolata e successivamente affettata. Alla fine il tutto viene ripassato nel miele e così servito.

Ecco spiegata, in questo caso, l’etimologia del nome: arancino infatti deriva dall'inconfondibile aroma, che se segna la distanza da un altro, i limoncini. Capirete voi il motivo…Ah, dimenticavo: diffidate dalle imitazioni “light”: arancini e limoncini sono solo fritti, come tradizione insegna.

Tutti i turisti che amano i viaggi all’insegna dell’avventura e dei panorami mozzafiato rimarranno senza parole davanti a questo video, e soprattutto davanti all’attrazione naturale che vi mostra in tutta la sua maestosità in poche immagini, ma che sono davvero d’impatto. Siamo in Norvegia, a ben 1100 metri sul livello del mare, su una lingua di roccia che sembra quasi sospesa nel vuoto e che regala una vista unica sul lago sottostante (che, per la cronaca, è il lago di Ringedalsvatnet). Il suo nome è Trolltunga, che in italiano significa letteralmente Lingua del Troll.

La vista migliore di questa straordinaria attrazione si ha dal villaggio di Skjeggedal, che se ne sta proprio ai suoi piedi e dal quale è dominato e che si mostra come il classico paesino dalle forme nordiche, tra i tanti che si possono trovare nella regione dell’Ordland. Sembra davvero un trampolino di lancio, tutto in pietra, dal quale tuffarsi nel vuoto!

 

 

 Nel corso del tempo Trolltunga è diventato uno dei punti di forza del turismo norvegese, e rappresenta l’esempio tra i più spettacolari che si possano incontrare nel corso di un’esperienza lungo i caratteristici fiordi: basta pensare che ogni anno sono oltre diecimila i turisti che affrontano il ripido percorso che permette di arrivare al suo cospetto!