VitadaTurista

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La filosofia degli alberghi diffusi forse precede addirittura quella di AirBnB: rivalutare i centri storici con la volontà di riempire quest’ultimi con il turismo, nazionale o internazionale poco importa, ma con il comune denominatore del low-cost.

Come? Affittando per brevi periodi case o stanze sfitte, il tutto coordinato da una struttura centrale che spesso fa capo al comune o a un’associazione che ne fa le veci. Insomma, anche un viatico per riscoprire o rivalutare i centri storici dei tanti, e spesso bellissimi, borghi italiani. E proprio d'Italia e di alberghi diffusi parliamo oggi, portandovi a scoprire alcuni dei luoghi dove questa filosofia è stata meglio applicata e declinata.

 

 

Umbria, Assisi

Già dal 1989 che la cittadina umbra si è dotata di una struttura di questo tipo, chiamata appunto Malvarina, un’azienda agricola biologica immersa nel verde, dove è possibile anche acquistare prodotti tipici.

Da qui potrete partire alla scoperta del centro storico, delle due bellissime Chiese di San Francesco (quella inferiore e quella superiore), e le tracce del passaggio di Giotto in città.

 

Toscana, Val di Chiana

A Monte San Savino esiste questo albergo diffuso del Castello di Gargonza. Si tratta di un autentico borgo con il castello medievale, la torre e la chiesa, un vero esempio di architettura storica, in un contesto urbano.

Infatti qui potrete rivivere l’esperienza di vivere in un abitato medievale, che tra i suoi ospiti annovera anche (ai tempi che furono) Dante Alighieri. Nei dintorni, oltre allo splendido borgo di Monte San Savino, potrete visitare Arezzo (e lo splendido ciclo di Piero della Francesca), oltrechè Lucignano.

 

Puglia, Locorotondo

Siamo in provincia di Bari e nel centro storico è attivo già da qualche anno questo complesso di dieci appartamenti, tutti piuttosto vicini ma "autonomi e indipendenti".

Compresi nell'offerta, il pernottamento e la prima colazione in un bar convenzionato. Un giusto mix tra tranquillità e ricercatezza, in uno dei Borghi più belli d'Italia, tra la natura pugliese e gli storici Trulli.

 

Sardegna, Orosei

La particolarità dell’Albergo Diffuso Mannois è quella di offrire anche la bicicletta ai suoi ospiti. Le camere sono “sparse” in tre edifici diversi del centro storico, ma si tratta di tutti ambienti storici di pregio che, ristrutturati a dovere, mantengono intatto il fascino di un tempo.

Orosei è famosa, oltre per le sue spiagge bianche che coccolano il borgo, per gli antichi nuraghi, che vi permetteranno di fare un tour tra natura e reminiscenze quasi preistoriche. Tra le più famose, le Nuraghe Gulunie.

Estate, Maiorca, low cost e all inclusive: questi gli ingredienti dell’offerta di oggi. Una formula davvero vincente: sceglietela per concedervi una settimana sulle bellissime spiagge di Maiorca, una meta estiva adatta a tutti nel cuore delle isole Baleari.

Per chi cerca il divertimento, la tintarella, ma anche attimi di relax, lei è sempre la destinazione perfetta! 299 euro: questo il prezzo per godere di un’intera settimana – che non potrete mai più dimenticare! – da trascorrere tra spiagge favolose e adatte a tutti i gusti ed escursioni nel cuore storico della cittadina di Palma che è un tesoro della cultura gotica spagnola e che conquista sempre i turisti.

 

 

Volo da Roma, Bergamo o Bologna

In questi 299 euro è compreso il volo A/R, che vi dà la possibilità di scegliere tra tre aeroporti italiani quello più vicino a voi. Le partenze previste, con destinazione Maiorca, sono tre: da Roma Fiumicino, da Milano Bergamo o da Bologna con bagaglio a mano.

 

7 notti all'Hotel Marina Delfin Verde

Sempre all'interno dell'offerta sono previste 7 notti in camera doppia con trattamento all inclusive, che vi permetterà di partire senza pensieri e allo stesso tempo di assaggiare tutte le specialità della cucina spagnola e, in particolare, di quella isolana.

Il soggiorno è previsto presso l'Hotel Marina Delfin Verde, che dalla sua ha un'ottima accoglienza e un'altrettanto ottima posizione, a soli 300 metri dalla baia di Alcudia.

L'hotel è dotato di tutti i servizi e di tante strutture che renderanno ancora più piacevole la vostra permanenza in quanto è dotato di una piscina esterna e una coperta, campi da tennis, pallavolo e calcio, un miniclub e un parco giochi per gli ospiti più piccoli.

 

L'offerta è da cogliere al volo e la potete prenotare qui!

Selfie è la parola (se non del decennio), quantomeno dell’anno. Fare un selfie non è solo una moda, ma un bisogno quasi fisiologico: vedere se stessi sul profilo di qualcosa che si vorrebbe ricordare.

Peccato che, spesso, la vista di quel “qualcosa che si vorrebbe ricordare” è oscurata dal nostro volto, che prende tutta l’area dello schermo in primo piano. Ma niente paura, sono nati i bastoni per questo! In ogni caso, anche in fatto culturale, qualcuno li adotta come strategia di marketing (iniziative come “Take a pic”, oppure “Selfie al Museo”, parlano chiaro), altri cercano di impedirli, o quantomeno di limitarne l’uso perché di intralcio, ad esempio, ai visitatori di un museo.

 

 

E’ quello che ad esempio è successo ad Amsterdam, dove nei musei sono stati vietati i selfie, oppure a Londra o in America, dove si sta cercando di vietare il “selfie stick” per motivi di sicurezza pubblica. C’è un fatto: che da ottobre ad aprile sono stati circa 200 milioni i selfie scattati nel mondo. Qual è la top ten?

Il Tower Bridge di Londra si pone al vertice della classifica con quasi 4 mila scatti. Sarà per l’atmosfera brumosa che lo circonda al mattino, oppure quella serale, quando è circondato da mille lucine luminose. Pochi sanno, tra un selfie e l’altro, che il ponte non è una costruzione medievale ma più recente, edificato a partire dal 1892. In ogni caso si tratta di una delle più famose attrazioni di Londra, nell’immaginario collettivo, seconda solo al Big Ben.

Anche la terrazza sopra il Rockefeller Centre di New York si pone al di sopra delle aspettative. Il Top of the Rock è il luogo migliore, secondo i turisti in visita in America, dove scattare selfie. La vista del Top of The Rock guerreggia a New York solo con quella dell’Empire State Buiding. Potrete salirci grazie a un veloce ascensore. Ma, vista l’entità della zona, che ne dite di preferire una bella foto panoramica? Non ci sarà selfie stick che tenga.

Il Colosseo guadagna ben 4.670 selfie. Sia che lo si guardi da fuori, che dall’interno, non c’è niente da fare: gli antichi sassi dell’antico Anfiteatro Flavio sono uno sfondo adattissimo per la vostro foto-ricordo della vacanza. Un autoscatto (come lo chiamerebbe Gianni Morandi) val bene una vacanza!

Se avete la sfortuna di vivere in città come Roma per cui la bicicletta è un sogno ad occhi aperti, dovete sapere che il cicloturismo va per la maggiore quanto a itinerari all’aria e gite fuori porta.

Ovviamente (per dare al tutto quel tocco di appeal che altrimenti lo sport “solo” non avrebbe (come vuole la buona mentalità “pigra” e “mediterranea”), è cosa buona e giusta (sempre per le vostre papille gustative), unire alla fatica un itinerario enogastronomico. Insomma, cicloturismo e vigneti, un abbinamento da... far girare la testa!

 

 

In Toscana, tra le colline del Chianti, vi sono sentieri adatti a grandi e non, esperti e meno. In questa zona però, non troverete le piste ciclabili, piuttosto stradine sterrate bianche che si snodano tra colline, campi arati e vigneti.

Questo rende adatta, piuttosto che una bici da passeggio, una più dinamica mountain bike. Uno degli itinerari più battuti è quello del Chianti Classico, che da Firenze si avvicina progressivamente a Siena. Le tappe sono la Badia di Passignano, il Borgo di Panzano da dove si inerpica una stradina che conduce a Volpaia, a 750 metri di altezza. Di lì una discesa porta a Rada in Chianti.

A nord, costeggiando le rive del fiume Isarco, tra Bolzano e Caldaro e Termeno c’è una “Strada del Vino”, con un percorso di circa 45 chilometri che si effettua in 3 ore. La pista ciclabile corre parallela alla strada asfaltata.

Sono molti gli eventi che, nel corso dell’anno richiamano turisti e non in questa zona: la primavera sarà allietata con un mese di eventi durante il quale i 16 comuni della Strada del Vino allieteranno i presenti “a suon di Bacco”. Gli appuntamenti? Il Wineparty il 2 maggio a Caldaro e la Notte Bianca delle Cantine il 6 giugno, aperte fino a notte inoltrata.

Se siete pedalatori esperti, infine, vi consigliamo l’itinerario di Soave nel veronese: circa 60 chilometri ad anello che partono e ritornano al comune di Soave, tra qualche salita e percorsi scoscesi.

Qui non fatevi sfuggire una visita al Castello Scaligero, letteralmente “perso” tra i vigneti del Soave classico. Sensazionali sono i colpi d'occhio sulle teorie di filari. Tra una pedalata e l’altra, un filare e un sentiero, noterete piccole edicole votive, chiamate “capitelli”, come quello di San Giuseppe, uno dei più noti. Sono 10 in tutto quelle sparse tra i vigneti.

Il Piemonte è terra eletta di vini, itinerari e sapori dove sovrani assoluti sono il Barolo e il Barbera, alcuni dei vini più famosi e apprezzati d'Italia (ma non solo in Italia, anche all'estero), e che vengono coltivati nella zona delle Langhe.

Queste colline, figlie di un clima meravigliosamente mitigato tra i freddi del Nord Italia e le temperature più gradevoli della Riviera ligure, sono state recentemente premiate con il patrimonio dell'Umanità UNESCO. Vita da Turista vi porta alla scoperta, attraverso un minitour, delle Langhe più belle e turisticamente valide.

 

 

Serralunga d’Alba è un borghetto che dista meno di venti minuti in automobile dalla più grande Alba e si apre intorno al suo castello alla sommità di una collina, edificato dalla famiglia Falletti tra la metà e la fine del Trecento.

Apre tendenzialmente con la primavera e si visita grazie ad un percorso guidato. Non è mai stato residenza nobiliare, ma al suo interno risiedevano soldati ed altri corpi militari, motivo per cui il castello ha oggi questo carattere spiccatamente difensivo.

Ancora un castello (ma questa volta settecentesco), è quello di Guarene. Questa residenza è stata voluta dal Conte Giacinto Roero, come luogo dell’otium tra le Langhe e il Roaro. E così è stato. La struttura infatti non ha nulla del mastino a base triangolare di Serralunga, anche se anch’essa nasce da un precedente fortilizio medievale. Una perla è il fatto che è arricchito da un giardino all’italiana con i zampilli delle fontane che si alternano al verde. Oggi la struttura ospita anche un ristorante, con possibilità di pernottamento e spa. Ancora castelli e ancora cantine, sono quelle di Barolo, noto anche e soprattutto per il pregiatissimo vino. Non a caso, l’Enoteca Regionale ha sede proprio nelle cantine del castello.

Chiudiamo con Alba, che dista solo 14 chilometri da Barolo, il secondo centro più importante del Roero dopo Cuneo. Alba ha origini romane che resistono al tempo, come all’interno del Teatro Sociale, dove passa una strada romana; poco rimane invece del passato medievale. Oltre al Palazzo del Comune, è visitabile anche anche il Museo Civico Archeologico e di Scienze Naturali.

È partito a Roma nel weekend pre-pasquale, dal 27 al 29 marzo lo Streeat – European Food Truck Festival, e proseguirà per tutta la primavera ed estate inoltrata per diverse tappe italiane.

Ma, cos’è l’European Food Truck Festival? Un po’ un Fringe festival del cibo, anche se in questo caso ad esibirsi non sono artisti da strada (funamboli, giocolieri, musicisti), ma artisti del cibo da strada su ruote, tre per la precisione, quelle dei furgoncini che a Roma ad esempio, propongono filetti di baccala fritto, pizza bianca con la mortadella, oppure varianti emiliane, come Mozao, che delizia i suoi avventori con tigelle e gnocco fritto.

Una tendenza che ormai sta caratterizzando buona parte di questo periodo storico, alla riscoperta di sapori tradizionali e "facili da mangiare". I prossimi appuntamenti saranno a Firenze, al Piazzale del Parco delle Cascine, nel fine settimana del 10, 11 e 12 aprile, poi a Bologna al Parco 11 settembre, dal 24 al 26 aprile e infine Milano, dal 29 al 31 maggio al Carroponte, dove si farà il bis tra il 18 e il 20 settembre.

 

 

Qualche esempio dei partecipanti? LùBar, un collettivo di stampo siciliano che esordisce proprio ad Aprile 2014 a Milano, in occasione del Salone del Mobile. La particolarità è un perfetto aperitivo in stile ragusano, accompagnato dai migliori vini della zona come Tasca d’ Almerita, il Graci, Girolamoil.

Pensavate che l’arancino/arancina fosse parte di una contesa esclusivamente palermitana o catanese? Vi sbagliavate. Dovete sapere che anche Ragusa, la terra di Montalbano ha la sua nobile variante, fatta con ragù di carne, carciofi e speck, nero di seppia oppure gamberetti e pistacchio. Per finire con la cioccolata modicana, un brand ormai d’esportazione.

Da Ascoli Piceno invece non poteva che arrivare un camioncino con la sua specialità: Olive Ascolane Migliori, come sottolinea il titolo. Dal mix della tradizione ligure e piemontese invece, nasce l’Antica Farinata, che presenta un piatto antico quanto genuino: un pane fatto di farina di ceci.

L’A’puccia invece viene con il suo Apetto a tre ruote dal Salento, proponendo una particolare pizza che ha il suo perché se mescolata agli ingredienti migliori: un pane croccante fuori e morbido dentro, cotto a legna come vuole la tradizione e accompagnato rigorosamente dai vini bagnati dal mare pugliese: Negroamaro e Primitivo.

Il turismo è ormai sempre più fatto di itinerari brevi, alla scoperta di piccole cittadelle fortificate o non, di bellezze naturali seminascoste, e certamente l'Italia è uno dei luoghi più adatti per coniugare esigenze turistiche e percorsi ridotti.

Su un periodo di uno-due giorni, che ben si adatta alla realtà del weekend primaverile, vi portiamo a scoprire l'Umbria di primavera. Il Polmone verde d'Italia, con i suoi borghi e le sue bellezze suggestive, in tre luoghi da scoprire, o magari riscoprire, per lasciarsi suggestionare da una regione come poche.

 

 

Spoleto

La cittadina della provincia di Perugia sulla Val Nerina non ha certamente bisogno di presentazioni. A partire dal Ponte delle Torri, struttura gotica e imponente in tufelli che si intravede già dalla strada statale.

Molto rimane del passato antico e non: il Teatro Romano e l’Arco di Druso, proseguendo questo sentiero si arriva fino a Piazza del Mercato. Di lì si prosegue verso il Palazzo Comunale e arrivo in Piazza Campello per iniziare la panoramica passeggiata presso il Giro della Rocca Albornoziana. Nel Centro Storico da non perdere è Piazza Duomo, con la Cattedrale di Santa Maria Assunta affrescata da Filippo Lippi.

 

Campello sul Clitunno

 

Questa località si trova a circa metà strada tra Spoleto e Trevi. È un paesino famoso per le sue fonti di acque sorgive tra salici e pioppi. L’itinerario, dopo le Fonti, porta alla Chiesa di San Salvatore detta anche Tempietto del Clitunno, un tempietto dalle tipiche forme classiche, ma che invece è di origine paleocristiana.

Ma l’itinerario a Campello non finisce qui: nel borgo è conservato il castello medievale, ancora ricoperto da una cinta muraria, il Palazzo Comunale e la Chiesa della Madonna della Bianca. Cosa mangiare a Clitunno? È famosa per i patè di olive e le sue bruschette, condite rigorosamente con olio extravergine di oliva dei frantoi locali.

 

Trevi

Di arte sacra in arte sacra, a circa 20 minuti di viaggio da Spoleto troviamo il borghetto di Trevi (da non confondersi con Trevi nel Lazio). Qui è il Perugino (uno degli artisti umbri più famosi del Rinascimento, nonché maestro di Raffaello), ad allietare vista e spirito con gli affreschi nella chiesa di Santa Maria delle Lacrime, precisamente nella Cappella dell’Adorazione dei Magi, dove è inscenato un presepio immerso nella calda quiete di un paesaggio rinascimentale.L’affresco infatti è del 1522.

Notevoli anche il Complesso Monumentale di San Francesco, un convento dove sono trovano spazio le collezioni della Pinacoteca Cittadina e la Villa Fabri, del XVI secolo. Insomma, un piccolo borgo dalle grandi bellezze.

Con la bella stagione non c’è niente di meglio che prender una coperta e sdraiarsi al sole, magari sulle sponde di un lago. E in Italia, di certo il materiale adatto non manca, grazie a una conformazione territoriale unica.

Oggi Vita da Turista vi porta a visitare, scoprire e... farvi venire voglia di, quattro laghi in Italia, dal nord al sud, il cui denominatore comune è la bellezza paesaggistica, declinata attraverso natura, borghi e curiosità tutte da scoprire. Allora, pronti a un tuffo... nel lago?

 

 

Lago di Resia, Trentino Alto Adige

Una vera chicca, un campanile sommerso dall’acqua. È quello che è successo in Alto Adige, in Val Venosta, con l’apertura di una diga nel 1950. Si è detto di un campanile dell’antico borghetto di Curon del XIV secolo, la cui parte superiore, a seconda del livello d’acqua, è tutt’ora visibile e anzi, una leggenda narra che si odono ancora le campane suonare in fondo al lago.

D’inverno sul lago ghiacciato si pratica sci di fondo e slitta a vela, mentre in primavera ed estate (grazie ai forti venti), il lago è diventato luogo di ritrovo per appassionati di kitesurf.

 

Lago del Parco Naturale del Mont Avic, Valle D’Aosta

Questa riserva è punteggiata da laghi e piccoli specchi d’acqua dal fascino senza fine. In un sentiero che corre tra boschi e verde (ma non di difficile percorrenza), si arriva al lago Bianco e al lago Nero.

Il percorso poi continua sul Lago Cornuto (2172 m), per raggiungere con un ultimo tratto ripido il Gran Lago (2492 m), uno dei bacini ad alta quota più alti d’Italia. La camminata si svolge complessivamente in un’intera giornata e, tra un sentiero e l’altro, fermatevi a ristorarvi nei vari rifugi, tra cui il Barbustel.

 

Lago di Alviano, Umbria

Si trova in provincia di Terni ed è un’oasi protetta del WWF. Novecento ettari di oasi tra paludi, acquitrini e stagni. Il parco è aperto dal 1 settembre al 31 maggio, domenica e festivi.

Un’occasione per visitare anche i dintorni: Orvieto a 20 chilometri, Todi a poco più di trenta. Mentre nel Lazio (ma non troppo distante), Civita di Bagnoregio, un borgo conosciutissimo, e Calcata, il paese degli artisti.

 

Lago di Cotugno, Basilicata

Anche questo, come il lago di Resia, si è originato dopo l’apertura di una diga negli anni Settanta e si trova all’interno del Parco Nazionale del Pollino, una delle riserve più belle del Sud Italia.

Il bacino, è anche chiamato Diga del Senise, ed è molto frequentato dagli appassionati di pesca, grazie alle acque pescose, ma in generale dagli amanti della natura, che qui potranno trovare relax e tranquillità. Da non perdere la possibilità di visitare le vicine Potenza e Matera, la Città dei Sassi.

Shanghai è il maggior polo commerciale, industriale e forse anche turistico della Cina. Si trova sulla sponda del fiume Yangtze, ed è la città del caos, inteso nel senso più "buono e globale" possibile.

Se pensate alla Cina moderna, al tram tram di milioni di persone che si muove in un'armonia costante, avete in mente proprio Shanghai. Oltre un milione di mezzi circolanti al giorno, ma niente paura: taxi, bus sono tra i più economici del mondo e offrono un servizio assolutamente ottimo. Vita da Turista, però, vi propone oggi un tour di un solo giorno, un "24 hours trip", in questa città particolare e tutta da scoprire.

 

 

Ore 11.00

Prima il dovere poi il piacere. Per questo nella mattinata, vi consigliamo una visita al Tempio di Buddha di Giada. La sua storia è avventurosa, quanto malinconica: nel 1882 è stato costruito questo tempio per ospitare due statue di Buddha, portate qui da un monaco Birmano. Tempio distrutto durante la rivoluzione che rovesciò l’antica dinastia Qing, salvando però le statue, attorno al cui culto fu ricostruito un nuovo edificio nel 1928.

Le statue sono due preziosi esemplari di porcellana smaltata, e ogni giorno richiamano migliaia di turisti. L’ingresso al tempio è gratuito dalle 8.30 del mattino fino alle 17, anche se per vedere le due statue del Buddha occorre pagare un biglietto. Si trova nella parte Ovest della città e il modo più veloce per arrivare è la Metropolitana Linea 7, fermata è la  Changshou Road Station.

 

Ore 15.00

Ancora cultura. Vi piace l’antica arte cinese? Bene, allora non dovete far altro che recarvi allo Shanghai Museum, che si trova a People’s Square, nel cuore della città. Il museo è diviso in in undici gallerie e tre sale: bronzo, antiche ceramiche, dipinti, calligrafia, scultura antica, monete, mobili e complementi d’arredo.

Il suo punto di forza è l’antica ceramica cinese, con oltre 400 esemplari tra i più pregevoli. Una curiosità? Il Museo mette a disposizione 8mila biglietti gratuiti ogni giorno. Un bel modo per invogliare i turisti a visitarlo, a prescindere dalla gratuità o meno.

 

Ore 18-20

Dopo pranzo e al termine di una mattinata culturale possiamo anche goderci un po’ di relax. Fate un salto al Pudong Park e ammirate la torre dell’Oriental Pear Tv. La torre è affiancata da due ponti: il Nanpu Bridge a Sud e il Yangu a Est, creando così la nota immagine dei “due dragoni che giocano con le due perle”.  

È la sesta torre più alta del mondo e la seconda in Cina. Stupenda di notte, e motivo per cui vi consigliamo di cenare nel ristorante all’interno, da dove potrete godere di un’ottima visuale, oltre che fare shopping nei numerosi negozi.

I musei dedicati ai prodotti alimentari d’eccellenza ormai sono sparsi in varie zone dello Stivale. Un’occasione per proporre un mix tra buon cibo, scoperta e, perché no, conoscenza di tecniche, esperienza e tradizioni del buon produrre e del buon mangiare.

Il punto di forza delle tre situazioni (o meglio sarebbe dire, delle tre eccellenze enogastronomiche territoriali) che analizzeremo, infatti, è stata la scelta lungimirante di aver puntato sul rapporto vivo con il cibo, che vuol dire interattività, degustazione e incontro.

 

 

Casa del Cioccolato, Perugia

Il capoluogo della piccola Umbria è, da sempre legato alla storica fabbrica di produzione del cacao. Il museo storico Perugina si visita in un’ora circa, rigorosamente accompagnati da una guida turistica (anche in inglese), che introduce i visitatori all’eccezionale mondo del cioccolato: dalle origini del cacao al cioccolato, dalla sua lavorazione alla storia d’impresa, per scoprire poi i segreti dei prodotti più famosi come i mitici “Baci”. Con alcune curiosità: ad esempio sapevate che il cioccolato veniva chiamato dai Maya “Teobroma cacao”, che significa “cibo degli dei”?. Il percorso non può non terminare con un’eccellente degustazione del prodotto.

 

Musei del Cibo, Parma

La cittadina emiliana è luogo delle eccellenze, con un sestetto aureo formato da Parmigiano Reggiano, Pomodoro, Pasta, Vino, Salame e Prosciutto. In realtà non si tratta della visita ad un’unica struttura, ma di un vero e proprio percorso gastronomico, articolato sapientemente diremmo noi. E dunque, il Museo del Salame è situato nelle cantine del Castello di Felino, ambienti da sempre scelti per la conservazione e la stagionatura dei salumi, mentre quello del Parmigiano a Soragna, in un ex caseificio. Il punto di forza? Le attività didattiche, che coinvolgono grandi e piccoli. Parlano i numeri infatti, nel 2014 il circuito è stato visitato da ben 20 mila visitatori.

 

Museo del Gusto, Frossasco

Un piccolo borgo situato tra Pinerolo e Torino e questo museo che vuole fare il punto sulle eccellenze gastronomiche piemontesi. Ecco quindi che abbiamo vino e cioccolato. Reperti e immagini raccontano le lavorazioni tradizionali dei principali prodotti del territorio del pinerolese: l’uva e il vino, il latte e il formaggio, il grano e il pane. Il percorso si snoda su due piani, dove oltre ad illustrare la storia dei prodotti tipici della provincia di Torino (come gli antichi stampi con cui si colava il cacao), sono previsti dei particolari pannelli sensoriali per “mangiare” con i sensi. Il punto di forza? Una scuola di alta specializzazione in cucina e un ristorante didattico all’interno.