VitadaTurista

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Il viaggio di Alia continua. Oggi ci accompagna ancora per le strade di Dublino, tra i famosi pub di Temple Bar. E non mancheranno le sorprese.

Se vi state chiedendo di cosa stiamo parlando, lo trovate spiegato qui mentre qui trovate gli altri episodi del racconto di Aliapiedi ... a Dublino.

 

 

Dopo aver percorso il Millennium Bridge, davanti a noi dovrebbe apparire il quartiere di Temple Bar, la cui percentuale di concentrazione di posti per bere, mangiare o cantare in compagnia batte qualunque record mondiale, incluso quello spagnolo!

Però tutto tace: regna un inquietante silenzio e una terrificante oscurità!

Dove sono finiti tutti i turisti che, cercando inutilmente di mimetizzarsi con la gente locale, animano le sue strade, riempono i suoi pub e godono dei suoi spettacoli notturni? Di nuovo qualcosa, o qualcuno, cioè la sottoscritta, non quadra.

Controllo rapidamente la piantina, girandola e rigirandola nervosamente tra le mani mentre una vampata di calore inizia a percorrere il mio corpo trasformandosi in una tremula goccia di sudore che va a cadere proprio su quell’incomprensibile foglio pieno di nomi di vie. Mio marito, pietoso, osserva in silezio, scuotendo la testa, ben cosciente, ancora una volta, dell’accaduto... Il miglior attacco è la difesa, credo, e quindi, come giustificazione – excusatio non petita, accusatio manifesta, penserà lui – inizio a inveire, da un lato, contro gli editori dell’inutile piantina, dotata di una scala così ridotta da rendere assolutamente incomprensibile la sua interpretazione e, dall’altro, contro gli urbanisti dublinesi che risparmiano sulle indicazioni delle vie. Fortunatamente il mio compagno di viaggio scopre, a una breve distanza, delle bandierine multicolori che, stese tra i muri esterni di basse casette, sembrano indicare la presenza di una festa rionale. Ci avviciniamo con aria circospetta, cautamente, e, poco a poco, iniziano ad apparire vispi esseri umani che conversano ad alta voce in inglese, ma soprattutto in italiano e spagnolo, accompagnati da una musica di fondo che, a ogni nostro passo, si fa sempre più forte e intensa.

Non so come, ma siamo finiti all’inizio di questo cammino di perdizione chiamato Fleet Street!

I frenetici movimenti dei corpi, le multilingue voci chiassose, le allegre e fragorose risate sprigionano un tale dinamismo e una tale vitalità da coinvolgerci, o sconvolgerci, inevitabilmente nella festa collettiva di un quartiere, ubriaco di giovialità, che ci sembra unico al mondo (o, almeno, al mondo finora da noi conosciuto)...

 

Il nostro appuntamento con Alia e il suo "Aliapiedi ... a Dublino" è per lunedì prossimo, con la quarta puntata. Il libro "Aliapiedi ... a Dublino" è disponibile sul sito Twins Store, oltre che tramite tutti i principali canali di vendita online (Feltrinelli, IBS, Webster).

Il libro"Aliapiedi ... a Dublino" è edito da David and Matthaus S.r.l.

Il blog di Alia Zuffi è aliapiedienfamilia.wordpress.com.

Dopo “a pizza co'a mortazza” capitolina e la “patata gustosa”, Street food: cibi d’autore vi porta nel freddo nord. Anche la Pianura Padana, infatti, ha le sue perle, e noi per questa occasione vi portiamo alla scoperta della Tigella, o crescentina modenese.

La preparazione è semplice, e rappresenta l’ABC di tutte le specialità italiane più autentiche: si preparano a partire da un impasto di acqua, farina di grano tenero e lievito di birra, da cui si formano palline o dischi del diametro di 6-10 cm. Parola d’ordine? Lievitazione lenta, si tratta di cibo “street”, ma pur sempre “slow”. Questo è l’imperativo! La cottura avviene su pietra refrattaria, che  mantiene inalterato il sapore.

 

 

In lungo e in largo per l’Italia gira ormai da due anni “la Bruna”, un simpatico camioncino su tre ruote che permette di esportare i sapori dei colli bolognesi. Chi è Mozao? Ad oggi 2 persone, Riccardo e Clara, emiliani DOC che hanno deciso di aprire il primo Street Food mobile. Il nome? Un retaggio emiliano “Ma ciao!”.

La Tigella non è una piadina (alt, quella è romagnola e la geografia è importante!), non è un panino, una pizzetta o una focaccia. Una tigella è una tigella. Le varianti sono infinite: farciture con il tipico lardo e scaglie di parmigiano, con ciauscolo e crema di broccoli oppure con confetture varie e nutella. Seguiteli on line per sapere in quale posto si troverà oggi “La Bruna”.

Se vi siete persi le precedenti puntate della serie Street food: cibo d'autore potete trovarle qui, qui e qui. Buona lettura e, buon appetito!

The Walking Dead? Andate a Bruges e girate l’angolo! Non è uno scherzo. Se siete fan della nota serie televisiva (che sta spopolando tra teen agers e non), dove dei poveri umani cercano di sopravvivere all’avanzata degli zombie (e alla conseguente autotrasformazione) e devono muoversi tra macchine vuote, fango, fango e fango…allora non serve volare in America per vedere una scenografia autentica.

A Chatillon, piccolo paesino belga, si trova un cimitero di auto che ha dell’incredibile e che farebbe accapponare la pelle a tutti coloro che adorano le auto d’epoca e ogni anno palpitano ancora per la cara vecchia MilleMiglia.

 

 

Ebbene, pare che a Chatillon di cimiteri d’auto d’epoca in origine ce ne fossero almeno 4. Ma di chi erano queste auto? I racconti si perdono intorno alle avventure della Seconda Guerra Mondiale, quando sembra che questi autoveicoli venissero usati dai soldati americani durante le operazioni militari.

Terminata la Guerra sono state lasciate lì (anche se, nelle idee dei legittimi proprietari doveva trattarsi di un lascito solo temporaneo). E invece lì sono rimaste, dal momento che il costo per riportarle indietro (tasse incluse, alla fiscalità americana non è mai sfuggito nessuno), era troppo alto. Ben cinquecento relitti d’epoca che hanno tante storie da raccontare, ma di cui purtroppo oggi, come simbolica testimonianza della storia, ne rimangono solo un centinaio. Tra le foglie e qualche scoiattolo, insomma, una sceneggiatura alla The Walking Dead che farà felici gli appassionati di questa serie dal successo mondiale.

Vienna trasuda di meraviglie imperiali da tutti gli angoli: i tram dall’atmosfera retrò la attraversano di continuo, mentre la metropolitana collega l’intera città in modo (infatti il centro è raggiungibile in pochi minuti anche dai distretti più periferici, e considerate che Vienna ne conta ben 23).

Il Castello di Schonbrunn, residenza estiva dell’imperatore,  Solenne è la Cattedrale di Santo Stefano, l’edificio religioso più importante della città: edificio gotico con la particolarità delle maioliche colorate a decorare il tetto.

 

 

A Vienna inoltre ogni stagione dell’anno è una stagione musicale: numerosissimi sono i teatri, gli auditorium e le sale concerto. E c’è musica per tutti i gusti. L’offerta di oggi vi regala due notti a La Prima fashion Hotel a soli 79 euro a persona. Di cosa si tratta? Di un hotel a 4 stelle che vi offrirà prima colazione tutte le mattine, un drink di benvenuto e un buono per lo Strudel Show, dove potrete ammirare (e gustare insieme a una calda tazza di thè), tutti i segreti della preparazione del famoso dolce.

Volete saperne di più? Non avete che da cliccare qui.

 

La parola del giorno è Lotteria!

Ho scoperto che il popolo Thai ama molto giocare alla lotteria! Addirittura si recano in visita nei templi per chiedere la grazia di una vincita (un po' come Massimo Troisi con San Gennaro nel famoso sketch!). A differenza nostra però, in caso di vincita, tornano nello stesso luogo di preghiera a offrire doni come ringraziamento.

 

 

Noi, che non se ne perdemo una , mentre ci dirigevamo in un parco archeologico ci siamo imbattuti in una numerosa famiglia che festeggiava con un sontuoso picnic una buona vincita alla lotteria! Ci hanno invitati a mangiare con loro (erano le 11 di mattina peraltro) e, ovviamente, quando se tratta de MAGNA' non ci tiriamo certo indietro.

Sprezzanti dei limiti linguistici ci siamo lasciati coccolare e nutrire da questa dolcissima famiglia. È stato meraviglioso pranzare con loro (alle 11 di mattina). Tra l’altro era tutto squisito!

Questo popolo è di una generosità unica, ti si porterebbero anche a casa!

Con le panze piene poi ci siamo addentrati nelle campagne del Nord della Thailandia sfrecciando con la nostra Real Car tra campi di peperoncini e mais. 

È qui che è successo il fattaccio che ha dato un taglio netto a tutti i nostri sogni di reporter!

Addio drone!

Dopo un ultima meravigliosa ripresa dall’alto di noi che corriamo nei campi, il nostro amato Drone si è schiantato contro un albero esalando l’ultimo respiro! Niente da fare, non ha più ripreso vita, ora lo scopo unico del viaggio di Gabriele è diventato RIPARARE IL DRONE. Meno male che la nostra amata guida Chat Chai gli sta dando una mano a trovare un centro assistenza  (dato che da queste parti nessuno parla inglese il suo aiuto è fondamentale!), altrimenti mi toccherà sopprimerlo, non si parla d’altro che del Drone.

AIUTO!!!!!

 

 

Comunque al di là di questo triste episodio, abbiamo proseguito il nostro cammino verso un luogo ameno immerso tra le montagna (e sì, in Thailandia ci sono anche le montagne, lo sapevate?), dove a 600 metri di altitudine abbiamo assistito a uno dei tramonti più belli che io abbia visto in vita mia. Un Buddha bianco alto 10 metri spicca tra il verde della foresta, con un tempio colorato a fargli da cornice. Non sono sensazioni facili da descrivere, sono posti così diversi da quelli a cui siamo abituati che sinceramente l’unica cosa che posso dire è ANDATE A VEDERE, andate a scoprire queste zone, immergetevi nella vita di queste persone.

La Thailandia è una scoperta nuova a ogni viaggio, non mi stancherò mai di dirlo anche ai miei clienti. Sono affari vostri quando tornerò da questo viaggio: preparatevi perché il Vostro prossimo viaggio, sarà qui!! 

Drone riposa in pace!

We Love Thai!

Nell’era della vita disordinata e veloce, degli account su Facebook e Twitter che ci assorbono le giornate e del “caspita, questa connessione è troppo lenta!”, anche la dinamica del viaggio e della progettazione del viaggio cambia.

In questo tran tran a trovare spazio sono i travel coach; vi chiederete voi, cosa diamine è un coach? E’ una persona che ha una certa professionalità riconosciuta in un ambito e cerca di orientare. Avete mai sentito parlare di “emotional coach”, di “fashion coach" e di "life coach"?

 

 

 

Oggi è giunto il momento di scoprire cos’è un travel coach. La vostra idea di guida di viaggio sono le guide turistiche con le bandierine e personalità variamente comprese tra gli 8 e gli 88 anni con un berretto? E’ arrivato il momento di cambiare prospettiva: il travel coachi è una figura che accompagna passo dopo passo la persona che vuole viaggiare. Sì, ma come? Pianificando, assistendo nel viaggio e organizzando le sensazioni del ritorno in una professione che trova sempre più spazio nel mondo borderless di oggigiorno.

Un tour operator disponibile 24 ore su 24 grazie alla tecnologia moderna: non dovrete recarvi in un’agenzia viaggi, per avere consigli pratici su mete, pacchetti e dritte per risparmiare: vi basterà collegarvi su Skype dal vostro computer/tablet/smartphone, a qualsiasi ora del giorno. L’obiettivo non è “avere il ben servito” (oppure, se è quello che volete non avrete che da chiedere!) ma insegnare un metodo, ad esempio come superare i momenti di empasse durante un viaggio: avete mai provato la sensazione di trovarvi in un posto sconosciuto, con la batteria del telefono scarica e l’assoluta certezza di non saper argomentare una frase di senso compiuto nel luogo in cui vi trovate? A questo serve un travel coach!

Cosa ne pensate? Siete tra le persone che vorrebbero avere un travel coach sempre disponibile anche per una gita fuori porta di qualche ora, o preferireste iniziare voi a lavorare in questo settore, forti di esperienza, carattere e convinzione?

Fritto in Italia vuol dire tante cose, e soprattutto fa rima con tante regioni: dallo gnocco fritto della Pianura Padana al nord e con i tipici (mitici), panzerotti baresi nella ridente Puglia. Per non parlare degli “arancini” o “arancine” (a seconda delle varianti dialettali palermitane o catanesi), della Sicilia. Di supplì romani ne avete mai sentito parlare? Una goduria.

 

 

Ma ormai, cari affezionati lettori, sapere bene che, girato l’angolo, non tutto è oro quello che luccica, e non tutto il fritto è quello che fa venire l’acquolina in bocca. Non stiamo parlando delle patatine fritte modello fast food (quelle sono ancora una prelibatezza), ma di una cosa molto più off limits.

Allora, se e come è successo questa primavera a Padova, dove un topo fritto è stato trovato nel sacchetto delle patatine, preoccupatevi, chiamate i NAS, le ASL e chi più ne ha più ne metta. Ma se vi trovate nella periferia di Pechino e Shangai allora niente paura, è ordinaria amministrazione. Quella del topo in Cina infatti è una delle carni più costose e pregiate (tanto che il topo ha anche il suo posto d’onore nel calendario cinese, come animale associato a prosperità e fascino). Servita nei ristoranti o in “pregiati” banchetti da street food, certo per palati abituati a sapori forti e, come dire, anticonvenzionali.

Le varianti più scelte dalle cuoche cinesi? Bollito, arrosto con un più o meno variabile pomodoro, oppure al forno. “Mangio topi da 10 anni e non ho mai avuto alcun tipo di problema. Si possono friggere, oppure bollirli. Sono molto dolci e saporiti”. Parola della signora Mo Lin, cliente affezionata di un macellaio della provincia del Guangdong. Come dire, paese che vai, modo di considerare il topo che trovi!

(Se vi siete persi le precedenti puntate di questa "serie degli orrori gastronomici", rimediate subito: il pulcino e il fugu)

Aurore boreali... in Irlanda? Sì, avete capito bene! Se pensavate infatti che l’aurora boreale potesse essere ammirata solo nella fredda e distante Lapponia (ossia in Finlandia), dove il freddo, il gelo e le renne la fanno da padroni, ebbene, oggi è il gran giorno in cui scoprite finalmente che non avete bisogno di andare così lontano, della serie “Capo Nord può attendere”.

La verde (e vicina) Irlanda infatti, anche questa volta si conferma terra dalle innumerevoli sorprese: è nella piccola regione di Inishowen dove, grazie anche ad un picco di eruzioni solari, si verifica il piccolo miracolo delle aurore boreali a una latitudine a sorpresa, decisamente molto bassa, se consideriamo che generalmente le aurore boreali si possono ammirare bene solo a nord del Circolo Polare Artico, dalle parti delle Isole Lofoten in Norvegia.

 

 

Inishowen è la penisola più vasta dell’Irlanda e si trova a nord dell’Eire ma stranamente (per lunghe storie di contese che sicuramente conoscete bene), non fa capo a Belfast e dunque all'Irlanda ancora appartenente al Regno Unito, ma ancora a Dublino.

Ma torniamo al nostro argomento scientifico. Se non sapete cosa sia un’aurora boreale allora dovete sapere che si tratta di un fenomeno naturale, caratterizzato da bande luminose di colore rosso-verde-azzurro, causate dall’interazione del cosiddetto “vento solare” con la ionosfera. Queste particelle eccitano gli atomi dell’atmosfera che rilasciano energia, emettendo luce di varie lunghezze d’onda. Allora siete pronti? Allontanatevi dai centri abitati, armatevi di tenda, thermos e caffè e preparatevi ad osservare questo meraviglioso spettacolo, che può essere ammirato nel suo massimo splendore solo alle prime luci del mattino.

Ma non finisce qui: la zona è piena di meraviglie druidiche e di paesaggi mozzafiato, come ad esempio Mamore Gap, le rovine della chiesa abbandonata di Fahan e il Grianan di Aileach, un imponenate fortezza circolare risalente all’Età del Ferro. Roba da far invidia a Stonehenge, e con le aurore boreali come contorno. Mica male, vero?

Il Giappone è la terra del Sol Levante. Si sa. Ma è anche il luogo frenetico, quello che non dorme mai. Gli inventori dei manga. Non esisterebbero cosplay, Lucca Comics e altro senza i comics nerd d’Oltreoceano. Roba da anni Ottanta, o forse anche più in là.

 

 

Lo scorso 2 dicembre, infatti, è stato proiettato nelle sale cinematografiche di tutta Italia Il Grande Mazinga e il Dragosauro, in versione restaurata e HD. Perché non provare, dunque, a fare un viaggio ideale nei luoghi che hanno ispirato il grande regista Go Nagai?

Pronti a immergervi nelle bellissime atmosfere anime del Giappone? Ready, set, go!

 

Le location

Per quanto riguarda i set, è fuori dubbio che a ispirare la fortunata serie sia stato niente meno che lo splendido paesaggio nipponico. Il Monte Fuji per la precisione, e la Baia di Suruga. Questo almeno per quanto riguarda Mazinga. Goldrake invece è stato suggestionato da Kyouhoku, nel piccolo villaggio di Sutama.

 

Studio Ghibli


Proseguiamo il nostro pellegrinaggio nel mondo manga. Questo studio cinematografico si trova a Tokio, ed è stato fondato nel 1985 dal grande regista Hayao Miyazaki. Interamente ispirato e dedicato alle più fortunate produzioni dello Studio Ghibli, tra cui Il mio vicino Totoro e La Città Incantata.

 

Tokio Anime Center

Si trova all’interno dell’edificio UDX, a pochi passi dalla stazione di Akihabara: qui potrete ascoltare come suona la vostra voce all’interno di un anime o assistere a proiezioni interamente 3D. Il quartiere di Ikebukuro inoltre è un vero e proprio “must go” per chi ama fumettistica e manga in generale.

 

Kyoto International Manga Museum

Aperto dal 2006, in questo museo di Kyoto potrete trovare tutto quello che vorrete sapere sui manga. E potrete farlo divertendovi. Oltre a una collezione di 300 mila manga e fumetti, infatti, vi sono oggetti e strumenti utilizzati dai fumettisti, per immergervi nel mondo dei vostri idoli di manga e anime.

 

Sanrio Puroland

La vostra fidanzata dopo aver comprato corredo, lenzuola, tazze e tovaglie di Hello Kitty, muore dalla voglia di incontrare da vicino la sua eroina? Accontentatela. Questo succede in questo parco tematico coperto. A Tokyo, quindi adatissimo per chi viaggia.

Venezia troppo cara, tanto che avete deciso di prenotare il vostro hotel a Mestre? Niente paura, Vita da Turista pensa anche a questo. Non temete di portare i vostri trolley in giro per ponti e canali. A soli 79 euro a persona potrete trascorrere tre fantastiche notti presso il Best Western Hotel. A due minuti da Piazza San Marco, potrete godervi tutto il meglio della Serenissima.

 

 

Ma non finisce qui: l’offerta comprende uno sconto del 15 per cento presso il ristorante l'Antico Pignolo, dove hai lo sconto del 15%. Non ne avete ancora abbastanza? Che ne dite di una gita in motoscafo a Murano, dove potrete apprezzare il meglio dell’arte muraria veneziana? Non avete ancora impegni per la sera? Il Casinò di Venezia è uno dei più chic d’Europa. Con possibilità di farvi accogliere direttamente dal molo. Provare per credere!

Prendete al volo quest'offerta assolutamente imperdibile. La trovate solo su TravelBird.it!