Il viaggio di Alia continua. Di ritorno a Dublino, dopo una giornata trascorsa a Belfast, è tempo di tuffarsi tra le attrazioni della capitale irlandese. A partire da quelle più importanti e conosciute... Ecco quindi l'ottava puntata del viaggio di Aliapiedi ... a Dublino!

Se vi state chiedendo di cosa stiamo parlando, lo trovate spiegato qui mentre qui trovate gli altri episodi del racconto di Aliapiedi ... a Dublino.

 

 

Il primo “bersaglio” da centrare è la seconda sede del potere spirituale: la Saint Patrick’s Cathedral.

Dopo aver attraversato il grazioso parco che la precede, dove si esaurisce drammaticamente la batteria di una macchina fotografica affaticata, spossata e stravolta da tante istantanee, ci ritroviamo nel bel mezzo dei festeggiamenti di un, suppongo importante, matrimonio da poco celebrato, considerata la precedente temporanea chiusura del tempio e l'attuale lunga coda all'ingresso. Le allegre damigelle d’onore, rigorosamente vestite di nero, come se avessero assistito a un funerale – forse per la religione protestante tale colore non è di mal auspicio – stanno stappando delle care bottiglie di champagne, comodamente sedute sui sedili in pelle di una sensazionale auto d’epoca, mentre noi, poveri pellegrini, in coda sotto un sole quasi spietato, le osserviamo allibiti, stupiti e con una punta di sana, o forse non tanto sana, invidia.

Loro brindano, ridono e scherzano; noi ci spazientiamo, ci infastidiamo e ci innervosiamo: perché la fila non scorre? Perché la gente non si muove? Perché siamo fermi?

Mentre rigira nella mia testa la stessa domanda, ripetuta tra me e me sotto forme differenti, arriva un guardiano, dotato di un possente tono di voce, che ci invita, quasi ci ordina, a tener preparati i contanti per il biglietto d’ingresso. Le mani frugano nervosamente nelle tasche alla ricerca dell’esatto importo monetario e la marea umana, lentamente, inizia a camminare, accompagnata da un frenetico tintinnio di euro.

Tocca a noi: paghiamo, riceviamo un opuscolo ed entriamo.

La cattedrale è veramente grandiosa. Le navate, il transetto, il coro sono un susseguirsi di storie raccontate negli augusti busti marmorei, nei nobili monumenti sepolcrali e nelle emozionanti targhe commemorative. La chiesa è un vero e proprio museo, o meglio, una casa-museo abitata da illustri personaggi, quali scrittori, religiosi e politici, che convivono silenziosamente tra quelle alte colonne gotiche.

Seduti su un banco di legno ricoperto di purpureo velluto e riservato a una famiglia dal prestigioso cognome, cerchiamo di conservare nelle nostre pupille il maggior numero possibile di dettagli, impossibilitati come siamo a scattare delle foto...

 

Il nostro appuntamento con Alia e il suo "Aliapiedi ... a Dublino" è per la prossima settimana, con la nona puntata. Il libro "Aliapiedi ... a Dublino" è disponibile sul sito Twins Store, oltre che tramite tutti i principali canali di vendita online (Feltrinelli, IBS, Webster).

Il libro"Aliapiedi ... a Dublino" è edito da David and Matthaus S.r.l.

Il blog di Alia Zuffi è aliapiedienfamilia.wordpress.com.

Il viaggio di Alia continua. Oggi ci accompagna ancora per le strade di Dublino, ma è un pomeriggio riflessivo, in sui si interroga sul senso della storia e sul senso del passato.

Se vi state chiedendo di cosa stiamo parlando, lo trovate spiegato qui mentre qui è le stessa a raccontarvi le sue sensazioni all'arrivo in città.

 

 

Attraccato a un molo del Liffey riposa placidamente la replica di uno storico veliero a tre alberi, il Jeanie Johnston, tristemente famoso per aver trasportato per le impervie acque dell’Oceano Atlantico migliaia di emigranti alla ricerca di una Terra Promessa nel Nord America, durante il vergognoso e tragico quinquennio della Grande Carestia, a metà Ottocento, causa di più di un milione di morti irlandesi per inedia di fronte all'assoluta indifferenza dell’allora governo britannico, fermo sostenitore del non interventismo economico (i cui abitanti, a ogni modo, continuavano a essere incredibilmente riforniti di tutti quei prodotti del Paese vicino, quali cereali, carne e verdure, che non erano stati infettati dal fungo devastatore di patate, alimento base della "ricca" dieta dei colonizzati...).

Impossibile fotografarlo senza pensare alla straziante disperazione di quelle persone rappresentate con un crudele e spietato realismo nel gruppo scultorico ubicato poco più avanti, The Famine Memorial: i corpi scheletrici, le vesti sdrucite, i volti sofferenti e quei miseri sacchi stretti fortemente contro il petto, ultima risorsa per afferrarsi alla vita, non lasciano (ora) indifferente nessuno...

The Famine Memorial 

 

Il nostro appuntamento con Alia e il suo "Aliapiedi ... a Dublino" è per lunedì prossimo, con la terza puntata. Il libro "Aliapiedi ... a Dublino" è disponibile sul sito Twins Store, oltre che tramite tutti i principali canali di vendita online (Feltrinelli, IBS, Webster).

Il libro"Aliapiedi ... a Dublino" è edito da David and Matthaus S.r.l.

Il blog di Alia Zuffi è aliapiedienfamilia.wordpress.com.

 

Aliapiedi ... a Dublino, ormai l'avrete capito, non è un viaggio statico. La scorsa settimana abbiamo lasciato Alia a Trim, oggi la ritroviamo a Glendalough, in tempo per l'undicesima puntata del suo viaggio...

Se vi state chiedendo di cosa stiamo parlando, lo trovate spiegato qui mentre qui trovate gli altri episodi del racconto di Aliapiedi ... a Dublino.

 

 

Finalmente arriviamo a Glendalough, un villaggio di origine celtica, in mezzo a una valle tra due laghi, così come letteralmente tradotto dal gaelico, che senza dubbio riveste una non indifferente importanza turistica, come ampliamente dimostrato dalla quantità e varietà di mezzi di trasporto lì parcheggiati.

Il paesaggio, di stile alpino, è veramente paradisiaco. Respiriamo a pieni polmoni l’aria frizzantina di montagna mentre una lieve brezza accarezza i nostri visi.

La nostra guida, con una mappa in mano, ci offre due possibilità: visitare quell'insediamento monastico insieme a lui, oppure, da soli, passeggiare lungo un sentiero ben segnalato che, perdendosi in un fitto bosco, porta ai suddetti specchi d’acqua di origine glaciale. Mio marito e io abbiamo già deciso: sia l’uno sia l’altro!

Inizia così il tour tra mute e storte lapidi ricoperte di edera, sparse disordinatamente nell’antico cimitero; più avanti si trova la cattedrale, a una sola navata, aperta al cielo, sia in senso spirituale sia in senso materiale, essendo priva del tetto; lí vicino c’è l’oratorio di San Kevin, l'ermitano che, nel sesto secolo, pose la prima pietra di questo monastero che, col passare dei centenni, acquisì tale prestigio a livello europeo da essere meta preferita di nobili casate per l’educazione cristiana dei propri rampolli; un po’ più in là, spicca un’alta torre circolare che fungeva sia da campanile, in tempi pacifici, sia da rifugio, in tempi bellici, in occasione degli attacchi dei vichinghi e, successivamente, degli inglesi protestanti.

Finite le spiegazioni, ci immergiamo nel folto bosco dove, al posto di gnomi burloni, ci imbattiamo in una vera e propria marea umana, composta in prevalenza da italiani e spagnoli. La nostra idillica passeggiata campestre sembra profilarsi come una maratona dalla massiva partecipazione. Per fortuna arriva in nostro aiuto un provvidenziale nuvolone grigio che scarica con tutta la sua potenza fitti goccioloni di pioggia che, in pochi minuti, disperdono i numerosi turisti. Così come sono apparsi, spariscono.

Percorriamo quindi il sentiero riparati dalle giacche impermeabili e dagli ombrelli da viaggio sempre a mano e, dopo poco più di un chilometro, di colpo si apre il cielo e una vista spettacolare: i due laghi, il superiore e l’inferiore, separati da un lembo di terra simile a un green e circondati da verdi montagne che si tuffano letteralmente nei loro flutti. Il confine tra acqua, cielo e terra non sembra esistere: i tre elementi si fondono tra di loro in un grandioso tripudio naturale. Ammiriamo estasiati quella perfetta armonia, quella melodica simbiosi, quell’unione serena...

È il Paradiso in terra (irlandese) o comunque qualcosa di molto simile...

 

Glendalough in Aliapiedi a Dublino

 

Il nostro appuntamento con Alia e il suo "Aliapiedi ... a Dublino" è per la prossima settimana, con la puntata numero dodici. Il libro "Aliapiedi ... a Dublino" è disponibile sul sito Twins Store, oltre che tramite tutti i principali canali di vendita online (Feltrinelli, IBS, Webster).

Il libro"Aliapiedi ... a Dublino" è edito da David and Matthaus S.r.l.

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Il viaggio di Alia continua. Oggi ci presentano una delle chiese più interessanti di Dublino, la St. Audoen’s Church... Ecco la nona puntata del viaggio di Aliapiedi ... a Dublino! Buona lettura!

Se vi state chiedendo di cosa stiamo parlando, lo trovate spiegato qui mentre qui trovate gli altri episodi del racconto di Aliapiedi ... a Dublino.

 

 

Torniamo sui nostri passi, dirigendoci verso l’antica St. Audoen’s Church, di culto protestante, ubicata proprio accanto a un’omonima chiesa, questa volta di culto cattolico, di recente costruzione. L’accesso al tempio medievale, il cui pittoresco campanile svetta tra i fiori, l'erba e le piante di un giardinetto circostante dall'aria provenzale, si trova in fondo a una moderna scalinata dove delle eleganti porte di cristallo racchiudono l’essenza di quel gioiello architettonico.

Dopo averle attraversate, ci troviamo in una specie di reception dove delle sorridenti hostess ci chiedono gentilmente la nazionalità per offrirci un opuscolo nella nostra lingua, spiegandoci inoltre l’affascinante percorso, gratuito, all'interno di quella chiesa ora adibita a museo, attraverso un’elegante fusione architettonica dell’antico con il moderno. Il viaggio nel tempo è affascinante, la scenografia così autentica da far temere l’improvviso apparire di un esercito di normanni o il risveglio di antichi cavalieri sepolti nelle tombe della sventrata navata meridionale, aperta al cielo, i cui archi a sesto acuto sostengono ora tutto il peso di un etereo passato...

 

Il nostro appuntamento con Alia e il suo "Aliapiedi ... a Dublino" è per la prossima settimana, con la decima puntata. Il libro "Aliapiedi ... a Dublino" è disponibile sul sito Twins Store, oltre che tramite tutti i principali canali di vendita online (Feltrinelli, IBS, Webster).

Il libro"Aliapiedi ... a Dublino" è edito da David and Matthaus S.r.l.

Il blog di Alia Zuffi è aliapiedienfamilia.wordpress.com.

Come in un "vecchio" romanzo a puntate, oggi iniziamo a raccontarvi un viaggio.

Vita da Turista d'altra parte nasce proprio per questo, per raccontare i viaggi, per raccontare come si vive in viaggio e quante vite possono "nascondersi" all'interno dello stesso viaggio.

Da oggi, e per le prossime sedici settimane, abbiamo deciso di raccontarvi il viaggio di Alia. Anzi, è la stessa Alia a raccontare in prima persona il suo viaggio a Dublino, fatto qualche anno fa in compagnia del marito e che è diventato un libro: "Aliapiedi ... a Dublino".

Nelle prossime settimane vi racconteremo i momenti salienti di questo viaggio, attraverso alcuni estratti dal libro. Anzi, facciamo una cosa, lasciamo subito a lei la parola e ... buon viaggio in compagnia di Alia.

 

 

«Dublino!»

«Dublino?»

«Dublino!»

Con questo intenso dialogo, composto più da gesti che da parole, iniziò a plasmarsi l’idea di un viaggio in questa città.

Nonostante avessi a disposizione “solo” un mese per tracciare l’immancabile passeggiata-maratona quotidiana per le strade dublinesi, questa piccola capitale sperduta nel nord dell’Europa, quasi insignificante in termini turistici, soprattutto se comparata, ad esempio, con Praga, Stoccolma o Berlino, per non citare le immense e grandiose Roma, Parigi o Londra, non avrebbe certo richiesto tanto tempo per la mia documentazione. Cosa c’era di così importante da vedere in quella città, a me nota solo per i pub, la birra scura e il tipico caffè? Perché mio marito che, ad esempio, non aveva ancora visitato l’elegante e musicale Vienna, sontuosa capitale dell’Impero austro-ungarico, aveva scelto questa, secondo me, anonima destinazione?

Queste erano solo alcune delle migliaia di domande che si susseguivano nella mia mente a un ritmo così vertiginoso da provocare sul mio viso quell’espressione di stupore e disorientamento facilmente percettibile dai miei occhi spalacati, dalle mie labbra corrucciate e dal dubbioso tono della mia voce: «Dublino?»

Lui però, grazie alla sua cultura pratica, derivante dalla lettura quotidiana di giornali, dall’ascolto di notizie televisive o da semplici conversazioni con amici, sembrava totalmente sicuro della sua scelta e convinto dell’opportunità di un “cambio di stile” rispetto alle ultime classiche nostre destinazioni europee: «Dublino!»

Questa prima esclamazione, accompagnata da un gesto risoluto e dal suo tipico sguardo, così dritto e penetrante da infondere sempre, a chi gli stava vicino, un’assoluta sicurezza sulla validità e ragionevolezza delle sue proposte, anche se inaspettate e sconcertanti, aveva fatto sì che, anche in quell’occasione, la mia spontanea e immediata reazione interrogativa si trasformasse in una comune e convinta decisione.

«Dublino!» esclamammo entrambi emozionati.

Iniziava l’avventura (e l’organizzazione della stessa!).

 

Inizia così il viaggio di Alia a Dublino. Tutto è deciso per la partenza. Il nostro appuntamento è per lunedì prossimo, con la prima puntata. Il libro "Aliapiedi ... a Dublino" è disponibile sul sito Twins Store, oltre che tramite tutti i principali canali di vendita online (Feltrinelli, IBS, Webster).

Il libro"Aliapiedi ... a Dublino" è edito da David and Matthaus S.r.l.

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Il viaggio di Alia continua inesorabile, nonostante cielo grigio, nebbia e pioggia. Oggi è la volta di andare a Trim, paese sperduto non lontano da Dublino. Ecco la decima puntata del viaggio di Aliapiedi ... a Dublino! Buona lettura!

Se vi state chiedendo di cosa stiamo parlando, lo trovate spiegato qui mentre qui trovate gli altri episodi del racconto di Aliapiedi ... a Dublino.

 

 

La nostra destinazione mattinale è Trim.

Il cielo, tanto per cambiare, si fa sempre più grigio e, poco a poco, lievemente e poi sempre più intensamente, inizia a cadere l'inesorabile pioggia irlandese. Il cartello stradale che indica l'entrata in questo paese sperduto della contea di Meath si intravede a malapena, coperto com'è da una fitta nebbia.

Il paesaggio, caratterizzato dall'infinito cielo oscuro e da sterminati prati verdi non può essere più autentico e originale: è l’Irlanda allo stato puro. Non ci importa, pertanto, scendere dal pullman, parcheggiato sul bordo di una strada provinciale, per perderci in mezzo a quelle nuvole basse, accompagnate ora da un vento intenso che sferza i nostri visi con gocce di pioggia; non ci importa, inoltre, rabbrividire alle intemperie di quel clima ostile che si abbatte su quei luoghi agresti, privi di persone o animali, incluse le onnipresenti pecore, e attraversati da un sonnolento e solitario fiume, il Boyne; non ci importa, infine, calarci in quell'ambiente invernale che fa da sfondo all'imponente cinta muraria dell’inespugnabile castello dove, in base alle diverse fasi costruttive, si alternano torri quadrate e rotonde, nonché un imponente barbacane, il cosiddetto Dublin Gate, aperto sul vuoto di un prato.

L’insieme architettonico rappresenta un suggestivo connubio tra storia e natura, sospeso nello spazio e nel tempo.

 

Il nostro appuntamento con Alia e il suo "Aliapiedi ... a Dublino" è per la prossima settimana, con l'undicesima puntata. Il libro "Aliapiedi ... a Dublino" è disponibile sul sito Twins Store, oltre che tramite tutti i principali canali di vendita online (Feltrinelli, IBS, Webster).

Il libro"Aliapiedi ... a Dublino" è edito da David and Matthaus S.r.l.

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Il viaggio è finito ma qualcosa è iniziato: queste timide e incerte righe si sono poco a poco trasformate in qualcosa di più, non solo in una continua fonte di soddisfazione personale, ma anche in un sogno intramontabile di esaltanti e stimolanti speranze.

 

Il viaggio è finito ma qualcosa è iniziato: il racconto giornaliero, il primo della mia vita, e, spero, di tanti altri, di nuove mete o di mete ritrovate, di destinazioni vicine o di quelle lontane, è diventato parte di un progetto futuro.

 

Il viaggio è finito, ma qualcosa è iniziato: Dublino, città viva, con la sua gente, vitale e vivace, ha marcato la mia vita, forse letteraria forse immaginaria.

 

Il viaggio è finito.

 

Mi correggo: un viaggio è finito... l’avventura è iniziata

 

Abbiamo voluto lasciare la conclusione di "Aliapiedi ... a Dublino" alle sole parole di Alia, la protagonista di questo viaggio che abbiamo raccontato a puntate su Vita da Turista. Il suo viaggio si è concluso: tutto era cominciato da questa chiacchierata; da allora Alia ci ha accompagnato nei meandri di Dublino, ci ha condotto per mano nei dintorni della capitale irlandese e ci ha fatto scoprire l'altra capitale, Belfast, in Irlanda del Nord. È stato un viaggio ricco di emozioni e carico di significato soprattutto, è evidente, per lei che l'ha vissuto

Se siete curiosi e volete leggere il racconto di Alia in versione completa, il libro "Aliapiedi ... a Dublino" è disponibile sul sito Twins Store, oltre che su tutti i principali canali di vendita online (Feltrinelli, IBS, Webster).

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Il viaggio di Alia continua. Oggi ci spostiamo a Belfast, la seconda città visitata in questo divertente tour dell'Irlanda. Anche qui, non mancheranno le sorprese. Ne siamo certi!

Se vi state chiedendo di cosa stiamo parlando, lo trovate spiegato qui mentre qui trovate gli altri episodi del racconto di Aliapiedi ... a Dublino.

 

 

Lungo il cammino, si presenta, attraccato a un molo, il SS Nomadic, il tender del Titanic, destinato al trasporto a bordo di quest’ultimo dei passeggeri di prima e seconda classe. Non abbiamo tempo di visitare i suoi lussuosi spazi interni, degni della cosiddetta “sorella minore” del celeberrimo transatlantico e, dopo l’opportuna foto, continuiamo a passeggiare lungo la tranquilla, silenziosa, disabitata, quasi irreale Queens Road, dove, dietro una curva, vediamo spuntare l’avveniristica figura dell’indiscusso protagonista di questo quartiere: il Titanic Belfast.

Sembra una enorme stella di grigio alluminio, fatalmente priva di una punta, con quattro sporgenti vertici, i cui inquietanti spigoli metallizzati, quali minacciosi cristalli di ghiaccio, ricordano imperiosi scafi di navi che furono. Questo colosso architettonico, preceduto da quelle fatidiche sette lettere che si scrivono nell’aria di una cornice arrugginita, si erge triste e solitario, stagliandosi con aria sfidante nell’orizzonte di un cielo ora plumbeo. Visto da fuori trasmette un senso di oppressione e angoscia, e, una volta dentro, sotto un alto soffitto di ingannevoli stelle luminose, la potenza, quasi prepotenza, delle insidiose acque del merchandising travolge inevitabilmente il visitatore nel turbinoso vortice consumistico...

 

Il nostro appuntamento con Alia e il suo "Aliapiedi ... a Dublino" è per la prossima settimana, con la quinta puntata. Il libro "Aliapiedi ... a Dublino" è disponibile sul sito Twins Store, oltre che tramite tutti i principali canali di vendita online (Feltrinelli, IBS, Webster).

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Il viaggio di Alia continua. Siamo ancora a Belfast: La capitale dell'Irlanda del Nord è la seconda destinazione di Aliapiedi a ... Dublino, il libro/racconto di Alia Zuffi, alla scoperta di una delle città più belle d'Europa.

Se vi state chiedendo di cosa stiamo parlando, lo trovate spiegato qui mentre qui trovate gli altri episodi del racconto di Aliapiedi ... a Dublino.

 

 

Lottiamo contro gli elementi, stringendo fortemente i nostri fragili ombrelli, e dopo pochi, eterni minuti, appare un nuovo, e pittoresco, rifugio: la Palm House.

Entriamo diretti in questa serra vittoriana dalle forme curvilinee e, tra gigantesche piante tropicali che sembrano voler avvolgerci con le loro forti radici, con i loro autoritari rami e con le loro foglie invadenti – forse era meglio rimanere esposti alle intemperie! – aspettiamo, ancora una volta, con una certa inquietudine nel corpo, i segni di una leopardiana quiete dopo la tempesta.

"Ecco il sereno, rompe là da ponente..." e finalmente udiamo gli uccelli far festa.

Ognuno riprende il proprio cammino: i turisti verso i monumenti, i bambini verso le giostre e le mamme... dietro i bambini!

La vita riprende il suo corso quotidiano.

 

Il nostro appuntamento con Alia e il suo "Aliapiedi ... a Dublino" è per la prossima settimana, con la settima puntata. Il libro "Aliapiedi ... a Dublino" è disponibile sul sito Twins Store, oltre che tramite tutti i principali canali di vendita online (Feltrinelli, IBS, Webster).

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Buon 2015!

Aliapiedi ... a Dublino: il viaggio continua. Il racconto di oggi ci porta al Glasnevin Cemetery. Sembra strano visitare un cimitero ... ma ne vale la pena. Buona lettura, in questo tredicesimo capitolo del viaggio di Alia.

Se vi state chiedendo di cosa stiamo parlando, lo trovate spiegato qui mentre qui trovate gli altri episodi del racconto di Aliapiedi ... a Dublino.

 

 

Il nostro obiettivo è un luogo di riposo e pace ... eterno: il Glasnevin Cemetery.

Ovviamente in quel mare sterminato di lapidi non c’è un’anima (viva).

Il sole, almeno, è tornato a brillare e avvicinandoci a quella che sembra un’alta torre, quasi una ciminiera, la O’ Connell Tower, sentiamo da lontano una voce, sempre più alta, sempre più autoritaria. Seguendo quel richiamo scorgiamo in mezzo a un folto gruppo di persone un militare in alta uniforme che, emozionato ed emozionando, recita un discorso struggente, un discorso infiammato, un discorso memorabile. Si tratta delle celebri parole pronunciate da Patrick Pearse, leader di un movimento paramilitare contro il dominio britannico, di fronte alla tomba di Jeremiah O’Donovan Rossa, attivo membro dell’organizzazione politica repubblicana chiamata Sinn Féin.

Quel discorso, scandito ora perfettamente con un tono grave e severo, forte e duro, riassume grandiosamente tutto l’orgoglio della Repubblica d’Irlanda. Non sono irlandese, non conosco bene la storia di questo Paese e il mio inglese non mi permette di cogliere ogni singolo verso di quella composizione, ma la vibrazione che trasmette, il pathos silenzioso che lo accompagna e l’espressione di nobile sofferenza dipinta sul volto di quell’uomo mi sconvolgono l’anima.

La storia, crudele, viene nobilitata dal ricordo della stessa, degli eroi e dei loro ideali.

Il personaggio finisce la performance e, tra gli applausi commossi del pubblico, scompare di scena.

Alla reception dell’originale museo dedicato al cimitero, ci svelano che quel militare è in realtà un semplice attore. Perplessa ma non delusa dalla risposta, rifletto di nuovo sulla passione con cui quell’uomo ha vissuto, pronunciato e gridato quelle parole: non sono il frutto di un passivo e meccanico apprendimento a memoria, sono l’urlo spontaneo e naturale di una generazione che tuttora soffre, e si gloria soffrendo, per le ferite del passato.

 

Il nostro appuntamento con Alia e il suo "Aliapiedi ... a Dublino" è per la prossima settimana, con la puntata numero quattordici. Il libro "Aliapiedi ... a Dublino" è disponibile sul sito Twins Store, oltre che tramite tutti i principali canali di vendita online (Feltrinelli, IBS, Webster).

Il libro"Aliapiedi ... a Dublino" è edito da David and Matthaus S.r.l.

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