Aliapiedi ... a Dublino non è un viaggio statico e da Glendalough a Howth il passo è breve. Ed è proprio Howth il set di questa dodicesima puntata del viaggio... Alia ce la racconta così...

Se vi state chiedendo di cosa stiamo parlando, lo trovate spiegato qui mentre qui trovate gli altri episodi del racconto di Aliapiedi ... a Dublino.

 

 

La meta di oggi è il paesino marittimo di Howth, situato a nord est della capitale e facilmente raggiungibile con il Dart, un treno elettrico simile al passante ferroviario.

Ecco il mare aperto, interrotto da un'isola solitaria, dove veloci e felici navigano inclinate barche a vela spinte dal vento amico: è un quadro in movimento dai colori così vivi e luminosi da renderlo unico.

Lasciato alle spalle il pittoresco porto con il faro bagnato dalla luce solare, con i pescatori dalle canne pazienti e le reti stese ad asciugare, e con le locande dagli orgogliosi prodotti del mare, ci rechiamo verso la marina, annunciata, da lontano, da numerosi alberi bianchi che si elevano su eleganti cabinati quali tenui stecchini su dolci tartine – la fame, di nuovo, distorce le poetiche immagini.

Quel costante panorama marittimo è una vera e propria delizia spirituale. I piedi si muovono da soli e, seguendo un percorso invisibile, ci portano lontano, fuori dal porto, dal centro e dalla marina.

La natura prende ora il sopravvento su tutto il resto. Osserviamo in silenzio il sereno e pacifico spettacolo del placido mare, delle colline verdeggianti e delle ciottolose spiagge...

 

 

 

Il nostro appuntamento con Alia e il suo "Aliapiedi ... a Dublino" è per la prossima settimana, con la tredicesima puntata. Il libro "Aliapiedi ... a Dublino" è disponibile sul sito Twins Store, oltre che tramite tutti i principali canali di vendita online (Feltrinelli, IBS, Webster).

Il libro"Aliapiedi ... a Dublino" è edito da David and Matthaus S.r.l.

Il blog di Alia Zuffi è aliapiedienfamilia.wordpress.com.

 

Il viaggio di Alia continua. Oggi ci spostiamo a Belfast, la seconda città visitata in questo divertente tour dell'Irlanda. Anche qui, non mancheranno le sorprese. Ne siamo certi!

Se vi state chiedendo di cosa stiamo parlando, lo trovate spiegato qui mentre qui trovate gli altri episodi del racconto di Aliapiedi ... a Dublino.

 

 

Lungo il cammino, si presenta, attraccato a un molo, il SS Nomadic, il tender del Titanic, destinato al trasporto a bordo di quest’ultimo dei passeggeri di prima e seconda classe. Non abbiamo tempo di visitare i suoi lussuosi spazi interni, degni della cosiddetta “sorella minore” del celeberrimo transatlantico e, dopo l’opportuna foto, continuiamo a passeggiare lungo la tranquilla, silenziosa, disabitata, quasi irreale Queens Road, dove, dietro una curva, vediamo spuntare l’avveniristica figura dell’indiscusso protagonista di questo quartiere: il Titanic Belfast.

Sembra una enorme stella di grigio alluminio, fatalmente priva di una punta, con quattro sporgenti vertici, i cui inquietanti spigoli metallizzati, quali minacciosi cristalli di ghiaccio, ricordano imperiosi scafi di navi che furono. Questo colosso architettonico, preceduto da quelle fatidiche sette lettere che si scrivono nell’aria di una cornice arrugginita, si erge triste e solitario, stagliandosi con aria sfidante nell’orizzonte di un cielo ora plumbeo. Visto da fuori trasmette un senso di oppressione e angoscia, e, una volta dentro, sotto un alto soffitto di ingannevoli stelle luminose, la potenza, quasi prepotenza, delle insidiose acque del merchandising travolge inevitabilmente il visitatore nel turbinoso vortice consumistico...

 

Il nostro appuntamento con Alia e il suo "Aliapiedi ... a Dublino" è per la prossima settimana, con la quinta puntata. Il libro "Aliapiedi ... a Dublino" è disponibile sul sito Twins Store, oltre che tramite tutti i principali canali di vendita online (Feltrinelli, IBS, Webster).

Il libro"Aliapiedi ... a Dublino" è edito da David and Matthaus S.r.l.

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Il viaggio di Alia continua. Siamo ancora a Belfast: La capitale dell'Irlanda del Nord è la seconda destinazione di Aliapiedi a ... Dublino, il libro/racconto di Alia Zuffi, alla scoperta di una delle città più belle d'Europa.

Se vi state chiedendo di cosa stiamo parlando, lo trovate spiegato qui mentre qui trovate gli altri episodi del racconto di Aliapiedi ... a Dublino.

 

 

Lottiamo contro gli elementi, stringendo fortemente i nostri fragili ombrelli, e dopo pochi, eterni minuti, appare un nuovo, e pittoresco, rifugio: la Palm House.

Entriamo diretti in questa serra vittoriana dalle forme curvilinee e, tra gigantesche piante tropicali che sembrano voler avvolgerci con le loro forti radici, con i loro autoritari rami e con le loro foglie invadenti – forse era meglio rimanere esposti alle intemperie! – aspettiamo, ancora una volta, con una certa inquietudine nel corpo, i segni di una leopardiana quiete dopo la tempesta.

"Ecco il sereno, rompe là da ponente..." e finalmente udiamo gli uccelli far festa.

Ognuno riprende il proprio cammino: i turisti verso i monumenti, i bambini verso le giostre e le mamme... dietro i bambini!

La vita riprende il suo corso quotidiano.

 

Il nostro appuntamento con Alia e il suo "Aliapiedi ... a Dublino" è per la prossima settimana, con la settima puntata. Il libro "Aliapiedi ... a Dublino" è disponibile sul sito Twins Store, oltre che tramite tutti i principali canali di vendita online (Feltrinelli, IBS, Webster).

Il libro"Aliapiedi ... a Dublino" è edito da David and Matthaus S.r.l.

Il blog di Alia Zuffi è aliapiedienfamilia.wordpress.com.

Buon 2015!

Aliapiedi ... a Dublino: il viaggio continua. Il racconto di oggi ci porta al Glasnevin Cemetery. Sembra strano visitare un cimitero ... ma ne vale la pena. Buona lettura, in questo tredicesimo capitolo del viaggio di Alia.

Se vi state chiedendo di cosa stiamo parlando, lo trovate spiegato qui mentre qui trovate gli altri episodi del racconto di Aliapiedi ... a Dublino.

 

 

Il nostro obiettivo è un luogo di riposo e pace ... eterno: il Glasnevin Cemetery.

Ovviamente in quel mare sterminato di lapidi non c’è un’anima (viva).

Il sole, almeno, è tornato a brillare e avvicinandoci a quella che sembra un’alta torre, quasi una ciminiera, la O’ Connell Tower, sentiamo da lontano una voce, sempre più alta, sempre più autoritaria. Seguendo quel richiamo scorgiamo in mezzo a un folto gruppo di persone un militare in alta uniforme che, emozionato ed emozionando, recita un discorso struggente, un discorso infiammato, un discorso memorabile. Si tratta delle celebri parole pronunciate da Patrick Pearse, leader di un movimento paramilitare contro il dominio britannico, di fronte alla tomba di Jeremiah O’Donovan Rossa, attivo membro dell’organizzazione politica repubblicana chiamata Sinn Féin.

Quel discorso, scandito ora perfettamente con un tono grave e severo, forte e duro, riassume grandiosamente tutto l’orgoglio della Repubblica d’Irlanda. Non sono irlandese, non conosco bene la storia di questo Paese e il mio inglese non mi permette di cogliere ogni singolo verso di quella composizione, ma la vibrazione che trasmette, il pathos silenzioso che lo accompagna e l’espressione di nobile sofferenza dipinta sul volto di quell’uomo mi sconvolgono l’anima.

La storia, crudele, viene nobilitata dal ricordo della stessa, degli eroi e dei loro ideali.

Il personaggio finisce la performance e, tra gli applausi commossi del pubblico, scompare di scena.

Alla reception dell’originale museo dedicato al cimitero, ci svelano che quel militare è in realtà un semplice attore. Perplessa ma non delusa dalla risposta, rifletto di nuovo sulla passione con cui quell’uomo ha vissuto, pronunciato e gridato quelle parole: non sono il frutto di un passivo e meccanico apprendimento a memoria, sono l’urlo spontaneo e naturale di una generazione che tuttora soffre, e si gloria soffrendo, per le ferite del passato.

 

Il nostro appuntamento con Alia e il suo "Aliapiedi ... a Dublino" è per la prossima settimana, con la puntata numero quattordici. Il libro "Aliapiedi ... a Dublino" è disponibile sul sito Twins Store, oltre che tramite tutti i principali canali di vendita online (Feltrinelli, IBS, Webster).

Il libro"Aliapiedi ... a Dublino" è edito da David and Matthaus S.r.l.

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Il viaggio di Alia continua. Di ritorno a Dublino, dopo una giornata trascorsa a Belfast, è tempo di tuffarsi tra le attrazioni della capitale irlandese. A partire da quelle più importanti e conosciute... Ecco quindi l'ottava puntata del viaggio di Aliapiedi ... a Dublino!

Se vi state chiedendo di cosa stiamo parlando, lo trovate spiegato qui mentre qui trovate gli altri episodi del racconto di Aliapiedi ... a Dublino.

 

 

Il primo “bersaglio” da centrare è la seconda sede del potere spirituale: la Saint Patrick’s Cathedral.

Dopo aver attraversato il grazioso parco che la precede, dove si esaurisce drammaticamente la batteria di una macchina fotografica affaticata, spossata e stravolta da tante istantanee, ci ritroviamo nel bel mezzo dei festeggiamenti di un, suppongo importante, matrimonio da poco celebrato, considerata la precedente temporanea chiusura del tempio e l'attuale lunga coda all'ingresso. Le allegre damigelle d’onore, rigorosamente vestite di nero, come se avessero assistito a un funerale – forse per la religione protestante tale colore non è di mal auspicio – stanno stappando delle care bottiglie di champagne, comodamente sedute sui sedili in pelle di una sensazionale auto d’epoca, mentre noi, poveri pellegrini, in coda sotto un sole quasi spietato, le osserviamo allibiti, stupiti e con una punta di sana, o forse non tanto sana, invidia.

Loro brindano, ridono e scherzano; noi ci spazientiamo, ci infastidiamo e ci innervosiamo: perché la fila non scorre? Perché la gente non si muove? Perché siamo fermi?

Mentre rigira nella mia testa la stessa domanda, ripetuta tra me e me sotto forme differenti, arriva un guardiano, dotato di un possente tono di voce, che ci invita, quasi ci ordina, a tener preparati i contanti per il biglietto d’ingresso. Le mani frugano nervosamente nelle tasche alla ricerca dell’esatto importo monetario e la marea umana, lentamente, inizia a camminare, accompagnata da un frenetico tintinnio di euro.

Tocca a noi: paghiamo, riceviamo un opuscolo ed entriamo.

La cattedrale è veramente grandiosa. Le navate, il transetto, il coro sono un susseguirsi di storie raccontate negli augusti busti marmorei, nei nobili monumenti sepolcrali e nelle emozionanti targhe commemorative. La chiesa è un vero e proprio museo, o meglio, una casa-museo abitata da illustri personaggi, quali scrittori, religiosi e politici, che convivono silenziosamente tra quelle alte colonne gotiche.

Seduti su un banco di legno ricoperto di purpureo velluto e riservato a una famiglia dal prestigioso cognome, cerchiamo di conservare nelle nostre pupille il maggior numero possibile di dettagli, impossibilitati come siamo a scattare delle foto...

 

Il nostro appuntamento con Alia e il suo "Aliapiedi ... a Dublino" è per la prossima settimana, con la nona puntata. Il libro "Aliapiedi ... a Dublino" è disponibile sul sito Twins Store, oltre che tramite tutti i principali canali di vendita online (Feltrinelli, IBS, Webster).

Il libro"Aliapiedi ... a Dublino" è edito da David and Matthaus S.r.l.

Il blog di Alia Zuffi è aliapiedienfamilia.wordpress.com.

Il viaggio di Alia continua. Oggi ci accompagna ancora per le strade di Dublino, ma è un pomeriggio riflessivo, in sui si interroga sul senso della storia e sul senso del passato.

Se vi state chiedendo di cosa stiamo parlando, lo trovate spiegato qui mentre qui è le stessa a raccontarvi le sue sensazioni all'arrivo in città.

 

 

Attraccato a un molo del Liffey riposa placidamente la replica di uno storico veliero a tre alberi, il Jeanie Johnston, tristemente famoso per aver trasportato per le impervie acque dell’Oceano Atlantico migliaia di emigranti alla ricerca di una Terra Promessa nel Nord America, durante il vergognoso e tragico quinquennio della Grande Carestia, a metà Ottocento, causa di più di un milione di morti irlandesi per inedia di fronte all'assoluta indifferenza dell’allora governo britannico, fermo sostenitore del non interventismo economico (i cui abitanti, a ogni modo, continuavano a essere incredibilmente riforniti di tutti quei prodotti del Paese vicino, quali cereali, carne e verdure, che non erano stati infettati dal fungo devastatore di patate, alimento base della "ricca" dieta dei colonizzati...).

Impossibile fotografarlo senza pensare alla straziante disperazione di quelle persone rappresentate con un crudele e spietato realismo nel gruppo scultorico ubicato poco più avanti, The Famine Memorial: i corpi scheletrici, le vesti sdrucite, i volti sofferenti e quei miseri sacchi stretti fortemente contro il petto, ultima risorsa per afferrarsi alla vita, non lasciano (ora) indifferente nessuno...

The Famine Memorial 

 

Il nostro appuntamento con Alia e il suo "Aliapiedi ... a Dublino" è per lunedì prossimo, con la terza puntata. Il libro "Aliapiedi ... a Dublino" è disponibile sul sito Twins Store, oltre che tramite tutti i principali canali di vendita online (Feltrinelli, IBS, Webster).

Il libro"Aliapiedi ... a Dublino" è edito da David and Matthaus S.r.l.

Il blog di Alia Zuffi è aliapiedienfamilia.wordpress.com.

 

Aliapiedi ... a Dublino, il viaggio di Alia Zuffi alla scoperta della capitale irlandese volge al termine. Oggi vi raccontiamo la penultima puntata, ambientata dentro Kilmhainam Gaol. Come sempre vi auguriamo buona lettura, in compagnia di Alia.

Se vi state chiedendo di cosa stiamo parlando, lo trovate spiegato qui mentre qui trovate gli altri episodi del racconto di Aliapiedi ... a Dublino.

 

 

Siamo dentro Kilmainham Gaol, in una oscura sala espositiva di questa prigione, contenuta, quasi soffocata, da spesse mura di pietra.

Un ragazzo, con voce forte e decisa, chiama i visitatori a riunirsi intorno a lui per ascoltare attentamente le non poche norme vigenti che fanno impallidire più di un assistente. Il suo tono non ammette repliche e, quali soldati di una armata “brancaleonesca”, seguiamo in silenzio, ordinati e composti, il nostro pseudogenerale. Questi ci conduce in una sala, fredda, nuda e spoglia, arredata con un umile altare e con dei lunghi banchi di legno.

Si spengono le luci, scende un telo proiettore e inizia l’impressionante spettacolo in bianco e nero dell’agitata storia irlandese. Le immagini relative agli eventi salienti della stessa, ai suoi eroi e, soprattutto, ai suoi martiri, scorrono impietose davanti ai nostri occhi sgranati, davanti ai nostri visi stupiti, davanti alle nostre increduli menti. Il nostro anfitrione, apparentemente impassibile, commenta il triste cortometraggio.

È solo un timido assaggio.

Si accendono le luci, si alza il telo proiettore e riappare la umile cappella, muta testimone delle drammatiche nozze di un ardente nazionalista, Joseph Plunkett, poche ore prima di essere giustiziato.

È solo l’inizio.

Percorriamo umidi corridoi dall’intonaco a pezzi, quasi a simboleggiare le vite spezzate in quelle squallide celle di uomini, donne ma anche bambini, e i racconti, gli aneddoti, le leggende su quel crudele carcere, ristrutturato su iniziativa di coloro che non vogliono dimenticare, si susseguono con una drammaticità e intensità crescenti. L’ambiente circostante e le parole disarmanti della nostra guida, pronunciate con un misto di amarezza e integrità, mi fanno rivivere la profonda emozione e l’inevitabile commozione provate nel cimitero di Glasnevin. Il dignitoso e fiero atteggiamento di quel giovane, di soli ventotto anni, che non ha bisogno di recitare una orazione funebre per lasciare turbato e sconvolto chi lo ascolta, è ammirevole e, inevitabilmente, sorge un vergognoso confronto con i suoi coetanei italiani e spagnoli, privi di una memoria storica e orgogliosi dei rispettivi Paesi solo in occasione di eventi sportivi mondiali ed europei. Triste ma vero.

Arriviamo quindi nella galleria centrale da cui “si gode” di una vista panoptica delle novantasei celle che si affacciano sulla stessa e dove furono rinchiusi, fino alla loro esecuzione, i leader della Sollevazione di Pasqua del 1916, con le uniche eccezioni di Eamon de Valera, cittadino americano, e della contessa Markievicz, eletta deputata durante la sua prigionia. Quell’inquietante sala centrale, simile a un enorme polipo dai tentacoli di acciaio, tristemente famosa non per aver racchiuso i pericolosi ideali di coloro che credevano in una Repubblica d’Irlanda, libera e indipendente, ma bensì per aver ospitato le riprese del film Nel nome del padre o di un videoclip degli U2, Celebration, è l’esaltazione della assurda giustizia umana.

Non finisce qui.

Nel vicino cortile si conclude la suggestiva visita guidata.

L’anfitrione, in piedi, quasi sull’attenti, di fianco a una bandiera irlandese i cui colori vivi contrastano con il grigio ricordo di corpi morti, caduti, abbattuti e annientati innanzi a quelle oscure mura impietrite dalle frequenti fucilazioni, narra commosso un’ultima storia struggente, quella del prigioniero James Connolly, barcollante sulla sua gamba in cancrena, che cade e si rialza, cade e lo rialzano, cade e viene giustiziato seduto.

Un leggero vento porta via le ultime parole di quell'orgoglioso irlandese della libera e indipendente Repubblica d’Irlanda, patria amata, ricordata ed esaltata dagli eroi di allora e dai cittadini di ora. Un applauso emozionato si alza al cielo, quale colonna sonora finale di un tragico film reale. Lì in alto più di uno lo gradirà.

Non possiamo far altro che stringere la mano di quel ragazzo, dimostrandogli con quell’umile gesto tutta la nostra ammirazione, la nostra solidarietà e anche, bisogna confessarlo, la nostra invidia. Il tricolore irlandese forse non svetterà mai trionfante in una finale dei Mondiali o delle Olimpiadi: lo fa già ogni giorno nel cuore e nella mente di giovani come lui, veementi custodi delle proprie origini.

 

Il nostro appuntamento con "Aliapiedi ... a Dublino" è per la prossima settimana, con l'ultimo racconto del viaggio dublinese di Alia Zuffi. Il libro "Aliapiedi ... a Dublino" è disponibile sul sito Twins Store, oltre che tramite tutti i principali canali di vendita online (Feltrinelli, IBS, Webster).

Il libro"Aliapiedi ... a Dublino" è edito da David and Matthaus S.r.l.

Il blog di Alia Zuffi è aliapiedienfamilia.wordpress.com.

 

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