L'ultima opera di Bansky, il remake della Ragazza con l'Orecchino di Perla realizzato a Bristol, ha fatto tornare in auge un dibattito al quale non ci sarà mai fine.

Che cos'è la Street Art?

Alcuni la definiscono come la nuova avanguardia. Altri pensano che sia solo un inutile imbrattamento di superfici un tempo intonse. Eppure la Street Art sta diventando il nuovo brand, capace di mettere d’accordo una fascia di pubblico molto ampia, dai teenager agli intenditori più grandicelli.

Senza volerci addentrare in una discussione artistico-filosofica, è indubbio che da un punto di vista turistico, la Street Art può rappresentare un plus importante per rendere accattivanti zone che altrimenti resterebbero lontane dai maggiori circuiti.

A Roma per esempio, proprio in questi giorni sta nascendo Museo Diffuso della via Ostiense. Dal gazometro ai mercati generali l’archeologia industriale del quartiere si sta colorando con diversi murales, cosa che le altre capitali (europee e non), stanno sperimentando già da molto tempo. Londra e Berlino sono le capofila in Europa. Per non dimenticare New York, sempre in prima linea quando si parla di Art!

 

 

Diamo uno sguardo a cosa succede in altri paesi.

Shepard Fairey. Forse non lo conoscete ma di sicuro avete visto qualche sua opera. Dal volto di Obama alle magliette, chi ormai non conosce la nota firma di questo street artist americano, al secolo Obey? Bene, questo signore, disegnando “graffiti”, sta ormai producendo stampe che valgono migliaia di dollari. Il suo stile è diventato talmente noto da essere conosciuto in tutto il mondo: dal volto del presidente americano a un logo più comune che compare spesso nelle nostre vite, la volpe presente in un noto browser web (si stiamo ovviamente parlando di Firefox di Mozilla). 

E poi c'è Banksy. Dall’America a Londra, è un nome di cui ormai si discute ovunque, soprattutto negli ultimi giorni visto che sembrava che il grande Street Artist fosse stato arrestato e smascherato. Il suo nome è ormai una garanzia. Dalla ragazza con il palloncino a forma di cuore alla cameriera che sembra sollevare un muro e toglierci via la polvere. Fino ai noti “Rats”, i topi con cui l’artista battezza letteralmente i graffiti delle città in cui sperimenta. L'artista ha lasciato a Bristol una nuova opera, un remake de La ragazza con l’orecchino di perla, l’opera più nota dell’artista fiammingo Johannes Vermeer.

Che differenza passa tra l’originale e la moderna interpretazione? Un impianto di antifurto al posto del noto orecchino. Eh già, anche questa è arte!

Ah, ovviamente l’identità di Banksy è ancora misteriosa. Attenzione: potrebbe anche essere il vostro amico, quello che viene dall'Inghilterra e dice di essere in Erasmus...

 

Tra tutti i musei d’Europa, che sono davvero tantissimi e prestigiosi, a vincere il premio Emya 2015 è stato il Rijksmuseum di Amsterdam. Il premio, nato nel 1977, nel corso della sua storia ha sempre premiato in particolar modo i musei più innovativi, e quest’anno ha trovato particolarmente innovativa la nuova struttura del museo olandese. Una struttura che è frutto di lavori di ristrutturazione durati dieci anni, ma che a quanto pare hanno dato i loro ottimi risultati. La nuova costruzione è infatti stata particolarmente elogiata dalla giuria grazie al suo un restauro rispettoso degli ambienti, all’introduzione di un ampio ingresso per gestire meglio le file di turisti e alla creazione di un passaggio per le biciclette a livello della piazza Museumplein

 

 

Il Rijksmuseum, tuttavia, non è meritevole solo da un punto di vista puramente architettonico, in quanto la sua è una delle maggiori collezioni artistiche del Paese e, in generale, d’Europa. Sono infatti conservate qui numerosissime opere del periodo d'oro dell'arte fiamminga, tra cui capolavori quali la Ronda di notte di Rembrandt o la Lattaia di Jan Vermeer. Altrettanto nutrite le sezioni dedicate agli impressionisti francesi, all’arte orientale e ai grandi pittori italiani e spagnoli (solo per indicare le principali).

Il museo con la sua nuova forma votata alla funzionalità e alla migliore fruibilità delle opere d’arte è, dunque, ancora di più da vedere se ci si trova ad Amsterdam.

È un territorio variegato, ricco delle più diverse attrazioni e bellezze, quello delle Madonie: mare, natura, storia, cultura e attività all’aria aperta sono tante realtà che compongono e caratterizzano questa parte della Sicilia, e che consentono ad ogni turista di creare qui una vacanza su misura in base ai propri interessi. Questo l’obiettivo che si propone il Distretto Turistico di Cefalù e dei Parchi delle Madonie e Himera, quello di valorizzare un tipo di turismo incentrato non tanto sulla singola destinazione quanto sull’intero territorio e sulla vasta gamma di esperienze che quest’ultimo offre al turista. Ogni esperienza consente al visitatore di entrare nell’atmosfera più autentica del territorio madonita, fornendo al tempo stesso una conoscenza diretta del patrimonio locale, un patrimonio che accosta diversi elementi tutti però legati tra loro: dalle eccellenze dell’enogastronomia locale fino ad arrivare alle migliori produzioni artigianali, sono moltissime le risorse e le sorprese che il Parco delle Madonie ha in serbo per il turista.

 

Il Distretto Turistico di Cefalù e dei Parchi delle Madonie e Himera è formato da 30 comuni, ciascuno caratterizzato da proprie peculiarità e punti di forza, due Agenzie di sviluppo locale (So.Svima e Imera Sviluppo), dal Parco delle Madonie e da 153 soci privati che mettono a disposizione del Distretto strutture ricettive, ristoranti, associazioni culturali e sportive, negozi e molto altro ancora, in linea con la visione di totalità turistica promossa dal Distretto stesso. Attraverso questa rete di ‘fornitori’, ogni ‘utente’ ha delle facilitazioni nel corso del soggiorno e una maggiore libertà di vivere il territorio secondo i propri gusti.

 

 

La totalità dell’esperienza di viaggio si traduce nella possibilità, all’interno dell’area madonita, di scegliere le destinazioni e le attività che si preferiscono, oppure di intersecarle a piacimento in base ai singoli interessi. Gli amanti della natura e delle attività all’aria aperta hanno la possibilità di concedersi esperienze uniche a diretto contatto con il diversificato (e possente!) ambiente locale, ad esempio attraverso la visita del Parco delle Madonie, delle riserve naturali di Favara e Granza e del Monte San Calogero. Visite che possono essere condotte in modi diversi e tutti da scoprire, ad esempio percorrendo i sentieri (la rete sentieristica locale, lunga circa 200 chilometri, offre un’ampia possibilità di scelta!), ma anche in mountain bike, in fuoristrada, a cavallo, e in totale sicurezza grazie al contributo delle associazioni aderenti al progetto dislocate sul territorio.

 

 

 

Gli appassionati di storia, cultura e arte possono trovare bellezze e tesori nascosti ad ogni angolo, perché sono tante le antiche cittadine e le testimonianze di epoche lontane che si possono visitare durante un soggiorno nel Distretto. Basti pensare ai numerosi centri che ne fanno parte, ognuno ricco di attrazioni e monumenti che sono delle vere e proprie chicche. Castelbuono, con il suo delizioso centro storico (e i famosi dolci alla manna, che sono una vera eccellenza gastronomica locale); Caccamo, che tra le sue stradine dalla magia senza tempo nasconde un gioiello come la Badia, all’interno della quale ammirare un meraviglioso pavimento di maioliche unico nel suo genere; e ancora Gangi, eletto Borgo dei Borghi d’Italia nel 2014, le due Petralie (Soprana e Sottana), che sono dei mondi a parti collocati in una dimensione affascinante e fuori dal tempo, e naturalmente Cefalù, uno dei migliori borghi marinari d’Italia che vi aspetta con il suo famoso e preziosissimo duomo. La storia più antica vi aspetta invece al Parco Archeologico Regionale di Himera, dove si condensa il meglio della straordinaria eredità greca e romana locale spiegata e approfondita nel museo annesso al parco.

Il Distretto Turistico di Cefalù e dei Parchi delle Madonie e Himera è dunque pronto a regalare ai turisti delle incredibili e indimenticabili esperienze di viaggio: cosa aspettate a farci un salto? Ricordatevi che qui la parola d'ordine è sempre e solo una: vivintensamente

Prende il via venerdì 7 novembre Artissima, l'esposizione internazionale di arte contemporanea di Torino, presso gli spazi di Oval - Lingotto Fiere. Si tratta della XXI edizione di questa speciale rassegna, un appuntamento unico in Italia, che avvicina il capoluogo piemontese alle varie Londra e New York, specialmente per la sua organizzazione, affidata a due importanti figure dell'arte: Sarah Cosulich Canarutto, che dirige Artissima dal 2012, e Maurizio Cattelan, il grande artista italiano che torna quest'anno a calcare le scene in qualità di curatore dell'intera kermesse.

Canarutto e Cattelan hanno organizzato una Artissima all'insegna dei grandi numeri: ai visitatori (che accederanno con un biglietto dal costo di 15 euro, ridotto a 10 per gli under 18, gli over 65 e gli studenti universitari) sarà infatti possibile ammirare ben 194 gallerie ed esposizioni provenienti da 34 nazioni. Molta attenzione è stata data all'Italia, rappresentata da Marcello Maloberti, Nico Vascellari, Italo Zuffi e soprattutto alla città ospitante, Torino, attraverso un percorso artistico in sette punti dal titolo assolutamente imprevedibile, Shit and Die.

 

 

In questo percorso, che collegherà idealmente e materialmente l'Industria Olivetti, il Museo antropologico "Cesare Lombroso", la Casa Mulino e il Museo del Risorgimento, si approfondirà il carattere artistico e provocatorio dell'esistenza e dei suoi vizi, dal potere alla sessualità, attraverso le opere di ben 50 artisti provenienti da tutto il mondo che avranno come tema "L'uomo e Torino" tra il XIX e il XXI secolo. Shit and Die sarà visitabile ben oltre il periodo di attività di Artissima, e chiuderà l'11 gennaio 2015.

Attiva sin da oggi (5 novembre, n.d.r.) e fino a domenica prossima Paratissima, la mostra floreale che fa da contraltare ad Artissima, e che quest'anno festeggia i dieci anni di attività, mentre al Carcere Le Nuove andrà in scena L'arte in cella, una rappresentazione-performance notturna che vuole fungere da contrasto ideale tra la privazione della libertà rappresentata dagli angusti spazi della galera e la fluida e inarrestabile creatività dei giovani artisti chiamati a realizzare queste attività.

Sempre parlando di libertà e spazi, domenica 9 novembre si terrà, nella magnifica cornice del Teatro Regio, un concerto con cento violini per ricordare il crollo del Muro di Berlino, avvenuto proprio il 9 novembre di 25 anni fa. L'occasione sarà delle più adatte per ripensare alle magnifiche immagini del "concerto" organizzato da Mistislav Rostropovich sotto i resti di quel muro che, per un quarto di secolo, aveva diviso non solo una città, ma l'Europa e il mondo intero.

Torino, insomma, sarà per questi tre giorni la capitale internazionale dell'arte e della creatività. Per tutti quanti saranno in zona, e per i torinesi stessi, si tratta di un'occasione imperdibile per prendere confidenza con un messaggio artistico, quello contemporaneo, spesso poco considerato, ma di grande impatto sociale e culturale.