Viaggio in una terra ancora sconosciuta al turismo di massa, scalo tecnico a Sidney con visita della città e tour di una settimana dell'isola principale della Nuova Caledonia, con vita da spiaggia su una delle isole secondarie (Ile Des Pins).

 

Numero Viaggiatori: 2

Data di partenza: 20/09/2008

Durata: 24gg

Luoghi: Noumea, Sydney

 

Descrizione del viaggio:

Partenza da Milano Malpensa destinazione SidneyPernottamento al Travelodge Hotel situato vicino al Central Business, in posizione che permette di arrivare agevolmente a piedi nel centro della città per visitare i luoghi principali. Bellisima la vista dell'Opera House con sullo sfondo lo Harbour Bridge passando per l'Hyde Park. Splendia anche la visita all'acquario con le sue specie particolari. Da mozzafiato la visita alla sommità della Sydney Tower (309 metri) da dove si sovrasta tutta la città per un panorama eccezionale (per i più temerari c'è anche la possibilità di andare all'esterno su una piattaforma panoramica).

Il tempo non è stato dei migliori avendo trovato pioggia, ma nulla ci ha impedito di fare un tour in pulmino con guida italiana che ci ha fatto visitare tutta la città con passaggio davanti alle case di personaggi famosi, il particolare quartiere di Woolloomooloo, la periferia (da notare la tranquillità e la civiltà di automobilisti e pedoni ligi alle segnaletiche). Di particolare nota la visita al Blue Mountains National Park e a Katoomba per visitare le bellezze naturalistiche di quei posti incontaminati e preservati, e al Featherdale Wildlife Park, dove si può interagire con gli animali simbolo di questa terra, i Canguri e i Koala, nonché con altre razze faunistiche in parte lasciate in libertà all'interno del parco.

La breve esperienza in terra australiana era il preludio al viaggio in Nuova Caledonia di qualche giorno dopo, raggiunta in volo aereo da Sydney.

Quest'arcipelago dell'Oceano Pacifico ancora poco conosciuto dal turismo di massa offre spunti molto attraenti. La nostra scelta è stata quella di noleggiare un'auto e di effettuare il tour di tutta l'isola (con alberghi prenotati in partenza per evitare problemi). Partenza da Noumea (la capitale) che già si presenta ai nostri occhi come una piccola cittadina con zone dismesse a contrapposizione dei grandi palazzi. La gente però è molto cordiale e ci fa capire che ovunque andremo saremo i benvenuti. Qui si può visitare il centro culturale Tjibaou costruito dall'italiano Renzo Piano con i suoi giardini e gli edifici in legno e il faro. E magari fare una capatina ad uno dei casinò presenti in ogni albergo.

Ci viene fornita una cartina e un breve riassunto di posti interesse che troveremo sul tragitto, o dovrei dire potremmo trovare, visto che abbiamo riscontrato che la lista non è proprio aggiornata e che alcuni punti di interesse non esistono più. Ma comunque si parte.

Primo giorno: partenza da Noumea e già dopo alcuni chilometri capiamo che la natura sarà incontaminata e che troveremo ambienti particolari. Sostiamo alla spettacolare Baie de S.Vincent, laguna creata da due barriere coralline e dal mare limpidissimo. Arrivo al villaggio di Sarramea immerso nel verde e pernottamento.

Secondo giorno: Proseguiamo verso la costa est. Visita al pittoresco villaggio Moindou. Sulla strada visita all'antico fortino Fort Téremba col suo penitenziario. Il fortino non è certo ben messo probabilmente perchè poco visitato, ma quello che c'è è ben descritto (non in italiano) e comunque ben curato, per una visita che vale la pena fare. Arrivo e pernottamento a Poindimie.

Terzo giorno: Bagno al mare sulle spiagge bianche. Ripartenza, lungo la strada è possibile ammirare la scogliera vulcanica di Linderalique Rocks con le sue roccie nere alte anche 60mt che contrastano con l'increspatura delle onde. Notte a Koulnoue Village.

Quarto giorno: Sosta per la visita alla cittadina di Hienghene e alle sue spiaggie. Visita al Centro Culturale Kanak dove si trovano ancora intatti gli stili di vita primitivi della popolazione natia. Possibilità di navigare il fiume del luogo con la piroga.

Quinto giorno: Ripartenza e, lungo la strada, ammiriamo le falesie d'origine carsica, di cui le più famose rappresentano una chioccia che cova e una sfinge. Visita a Balade, luogo dove nel 1774 il Capitano Cook mise per la prima volta piede su queste terre. Prazo a base di pesce appena pescato nella cittadina di Ouegoa.

Sesto giorno: Arrivo a Poum, pittoresco paesino affacciato su una bellissima baia di sabbia bianca. Da qui è possibile arrivare al viaggio di Voh dove è possibile, dall'alto ed in particolari periodi organizzandosi, vedere la famosa formazione a forma di cuore di una parte della foresta di mangrovie. Giunti a Konè è interessante visitare un sito archeologico dove sono stati rinvenuti oggetti ed utensili datati a 3000 anni fa.

Settimo giorno: Rientro a Noumea sulla costa Ovest non prima aver sostato a Bourail per ammirare la possente scogliera di Roche Percee di fronte a cui sorge un alto monolito scolpito dalle onde e la baia delle tartarughe.

Inutile dire che lungo tutta la strada si trovano angoli naturali stupendi da visitare e baie e calette con un mare cristallino e una spiaggia incontaminata dove "perdere" del tempo. Ogni paesino ha il suo angolo da andare a visitare, fosse anche solo una chiesetta sperduta. Conoscendo la lingua sarebbe bello anche fermarsi presso qualche tribù Kanak per meglio conoscere i loro stili di vita. Sicuramente ci siamo persi molti luoghi particolari a causa dell'itinerario obbligato, luoghi che con un pò più di calma ci avrebbero sicuramente stupito. In ogni angolo si nasconde uno sfondo fantastico per una foto ricordoOgni albergo  in cui abbiamo pernottato era ben curato e comodo, anche se non presentava i confort da grande albergo ma non cercavamo certo quello.

Le strade sono perlopiù asfaltate anche se in alcuni punti si viaggia sullo sterrato. Lungo il tragitto si dovrà anche traghettare su una chiatta, unico collegamento fra le rive di un fiume. Le strade più grosse si trovano nel rientro a NoumeaPochi i negozi dove poter comprare souvenir ma la particolarità è che lungo le strade si incontrano dei banchetti con in bella vista dei manufatti della zona (ma anche frutta e verdura coltivata da loro). È possibile fermarsi e guardare. Il prezzo è indicato da un biglietto perchè nessuno è presente al banchetto e la fiducia la fa da padrone (anche se il dubbio di essere osservati è sempre vivo). In ogni albergo il mangiare era ottimo e abbondante anche se nei villaggi ci è stato proposto di mangiare carne di pipistrello o un tipico verme arrostito e solo la poca temerarietà ci ha dissuasi da queste prelibatezze. 

L'ultima settimana l'abbiamo passata sull'isola dei pini (Ile Des Pins), naturalmente chiamata così dalla grande presenza di pini che crescono a volte non drittissimi sferzati dal vento, sulla sua superficie. Già l'arrivo sull'isola con un piccolo aereo pieno di gente del posto e l'aereoporto con un check in molto spartano ci ha fatto capire che qui pochi turisti arrivano ma il bello di questi posti è anche questo. Immacolata e strabiliante, la natura si estende a perdita d’occhio dalle spiagge deserte, costeggiate da piccoli sentieri ombreggiati da banani e dai pini colonnari, spiagge bianchissime e mare trasparente la fanno da padroni. Dominata dal picco Nga (262 metri d'altezza), l'Ile Des Pins emerge da una laguna, inserita nella prestigiosa Lista del Patrimonio mondiale Unesco, le cui acque sono di un blu che quasi abbaglia la vista. La piscina naturale della baia d’Oro ne è senza dubbio l'esempio più fedele.

La mancanza del turismo di massa rende tutta l'isola tranquilla e vivibile. Qui la vita notturna è per gente che sta sulla spiaggia a guardare le stelle ed ascoltare il mare. Qui si parla solo di vita di mare e spiaggia. L'isola si gira completamente in auto in un paio d'ore e anche qui i negozietti di prodotti tipici sono rarissimi. Anche l'aereoporto è aperto solo quando arrivano e partono aerei. È stata l'esperienza di viaggio che ho goduto di più, in un luogo da favola e con panorami stupendi.

L'accoglienza delle persone è stata magnifica, anche considerando che non sono territori che si basano principalmente sul turismo. Portate abiti leggeri ma anche una giacca a vento impermeabile e un pullover per le serate più fresche. La Nuova Caledonia gode di un clima tropicale temperato, pertanto il clima è primaverile quasi tutto l'anno. Le temperature medie sono comprese tra i 15°C e 32°C in base alla stagione. Spero di avere occasione di ripetere il viaggio con un po' più di esperienza per potermela godere di più.

Se amate la vacanza light, quella senza troppe pretese di hotel di lusso o crociere, ma soprattutto quella da birra e barbecue nel bosco allora amate anche il campeggio, una soluzione sicuramente adatta per vacanze tra amici o per famiglie "low cost".

Età o meno, però, il rumore della pioggia sulla tenda, il calore che la stessa emana dopo le 8 del mattino e lo scomodo materassino da campeggio sono proprio cose che non sopportate. Gioite, abbiamo la soluzione che fa per voi! Il camping, il contatto con la natura ma anche comodità, perché anche tra boschi e spiagge dorate il lusso è d’obbligo (insomma, non un Cinque stelle superior, ma certo migliore del vostro "solito" campeggio estivo!)

 

 

Eco Beach Resort, Australia

Una struttura mastodontica completamente immersa nel verde. Si può dormire in case eco friendly (sono trenta e tutte dotate di terrazzo privato con vista sull’oceano), oppure in tende in stile safari. Perché anche nella grande Australia, non si rinuncia a un "piccolo" tocco chic! Si trova a Broome, nel Wester Australia, a circa tre ore di volo dalla città di Darwin.

 

Red Dunes Lodge, Namibia

Solo dodici capanne dai 50 ai 60 metri quadrati. Questa struttura è splendida se non altro per la sua fascinosa proposta: nel bel mezzo del deserto del Kalahari, accanto al luogo dove un tempo vi era il vecchio lago Vlei, oggi prosciugato. La natura che circonda il lodge è qualcosa che supera ogni aspettativa, e che potrete ammirare tutta con le vetrate a 360 gradi. In inverno, rassicuranti camini riscaldano gli ambienti.

 

Tenuta delle Ripalte, Italia

Un vero e proprio resort sull’Isola d’Elba. Tende glamour (vagamente in stile safari), immerse nella natura. Tendaggi bianchi e toni chiari del legno vi faranno dimenticare ogni scomodità connessa all’idea di campeggio. Amaca? Solo in stile. Fornelletti? No grazie? Materassini in terra? Idem, solo comode alcove.

Siamo in autunno, l'inverno sta aprendo le sue porte. Tutti noi però continuiamo ad avere voglia d'estate. Un'estate vera, possibilmente, non come quella appena trascorsa. Dove possiamo trovarla ... Pensa che ti ripensa abbiamo trovato la soluzione: a Sydney! E così siamo partiti, solo con la mente purtroppo. E vogliamo raccontarvi tutto quello che abbiamo visto, cominciando dal viaggio!

Sydney è lontana, molto lontana, forse troppo lontana. Ore inquantificabili di viaggio in aereo, condite anche da scali in Kazakistan o in Cambogia se siete proprio sfortunati (con un po' di fortuna, invece, vi toccano Dubai e Singapore). Appena arrivati, abbiamo subito deciso (sempre virtualmente, eh) che ne sarebbe valsa la pena. Siamo andati in giro per questa città che sta riscoprendo la primavera ed ecco la nostra personalissima top five.

 

 

1. Opera House. Un genio, questo Jorn Utzon, architetto danese che, dopo James Cook, sembra esser entrato di diritto nella sfera dei colonizzatori di quello che una volta era chiamato il  “nuovissimo” continente. Vele che sembrano tuffarsi nella baia, che diventano incredibili con i fuochi a Capodanno. Le visite guidate al teatro sono possibili tutto l’anno, e non dimenticate di prendere un caffè nella mitica terrazza panoramica!

Sydney Opera House

 

2. Sydney Harbour. Uno dei porti naturali più belli del mondo: 240 chilometri di linea costiera intervallata da corsi d'acqua. Lungo questo percorso frastagliato, il Sydney Harbour National Park (inserito nella lista dei Patrimoni UNESCO) è una vera scoperta, insieme a piccoli antri dove trovare, nella modernità, perle rare di cultura aborigena. Un melting pot unico.

Sydney Harbour Bridge

 

3. The Rocks. Il quartiere storico della città. Qui i primi colonizzatori europei trovarono riparo nel nuovo mondo. Cosa rimane oggi di questa storia? Un piccolo angolo di Vecchio Continente, fatto di un insieme di stradine e vicoli ciechi in pietra arenaria. Non mancano tour guidati tra i fantasmi.

Sydney: The Rocks 

 

4. Bondi Beach. Cerchiamo l'estate e non possiamo non trovare la spiaggia. E che spiaggia! Distante solo dieci minuti dal centro è il luogo ideale dove rilassarsi dopo una giornata da turista. Surfisti, mercatini, mostre d’arte e feste sulla spiaggia. Ce n’è per tutti i gusti e tutti i portafogli.

Bondi Beach

 

5. Mardi Gras. Questo purtroppo ce l'hanno solo raccontato. Ma d'altra parte, chi l’ha detto che il copyright sul carnevale è solo veneziano? Lontano dal Mediterraneo (e anche dalla samba carioca), a febbraio si celebra il Gay e Lesbian Mardi Gras. Esplosione di colori e joie de vivre, con i carri che percorrono Oxford Street, con il loro must sono colori e paillettes.

Mardi Gras a Sydney 

Il treno è uno dei mezzi di trasporto più usati, specialmente quando si vuole andare in viaggio e non si ha voglia di avere seccature: guidare, stare attenti ai pedoni e trovare parcheggio sono solo alcuni dei motivi che spingono un viaggiatore a scegliere il treno invece della propria automobile. In più viaggiare in treno è un'ottima occasione per rilassarsi e godersi il panorama dal finestrino.

Il discorso si fa un po' diverso quando i percorsi in treno sono quelli che vi mostriamo in questo video, che ridefiniscono il concetto di viaggio panoramico. Ecco una serie di immagini dei percorsi in treno più strani, panoramici e sicuramente mozzafiato del mondo.

 

 

Australia, Indonesia e Sudafrica: questi sono solo tre dei Paesi in cui si trovano questi originali percorsi in treno. Per scoprirli tutti dovete solo guardare il video!

 

 

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