Alle 10:30 siamo partiti in autobus: 7 ore di viaggio al prezzo di 279 baht dalla stazione numero 2 di Sukhothai, destinazione Ayuthaya. Arriviamo alle 5, l’autobus ci lascia nel bel mezzo di una superstrada distante 8 km dal centro città. Un tuc-tuc passa e ci chiede se vogliamo un passaggio per 100 baht a persona. Abbiamo preferito optare per l’autostop e poco dopo un pick-up ci fa salire.

Facciamo il solito giro delle guesthouse: i prezzi si aggirano intorno ai 300/400 baht per una doppia. Stanchi di girare ci fermiamo a mangiare un piatto di riso e facciamo conoscenza con Mino, un ragazzo della Brianza “scozzese” (lavora come insegnante d’inglese). Ci facciamo dare qualche dritta sulla città: lui ci consiglia una guesthouse a poco prezzo, ma il proprietario del ristorante non la pensa allo stesso modo. Così Mino ci dice gentilmente che possiamo dormire a casa sua senza problemi, e a quel punto non ci resta che accettare con piacere.

La sera usciamo per mangiare qualcosa e dopo 2 ore ci ritroviamo a bere Whiskey Blend e soda ad un tavolo composto solo di thailandesi: non si fa in tempo a finire un bicchiere che te ne riempiono subito un altro! Abbiamo bevuto fino all’una del mattino, ora in cui siamo rientrati in casa (dove ci aspettava un super mega partitone a 351).

Il mattino seguente Mino va a lavoro e noi ci dirigiamo al centro storico, che è anche patrimonio Unesco. Cominciamo la nostra visita con il Wat Phra Mahathat, di cui ci colpiscono molto i Chedi costruiti con mattoncini rossi. Il paesaggio intorno è bellissimo e alcuni templi sono veramente ben conservati. La visita prosegue con il Wat Phanan Choeng, che all’interno contiene una statua di Buddha seduto alta 19 metri, e con il Wat Chai Wattanaram, dove si possono ammirare lunghe file di piccole statue dei Buddha senza le teste, così ridotti dopo l’attacco da parte dei Birmani.

Giriamo la città in lungo e in largo e all’ora di pranzo decidiamo di andare a mangiare al mercato galleggiante. Una Papaya Salad ci costa 30 baht, e noi la chiediamo piccante come dei veri thailandesi; e dopo poco la bocca ci va in fiamme! Proseguiamo la nostra camminata e ci addentriamo nella parte un po’ più turistica, dove le stradine sono piene di elefanti che trasportano turisti o persone del posto che tornano stanche dal lavoro sui campi. Ci sono poi recinti con caprette, struzzi, cammelli e una piccola caverna all’interno della quale vediamo una tigre seduta, con due zampe che mettono paura solo a guardarle. Ci invitano ad entrare per accarezzarla o per farci delle foto (poi avremmo potuto lasciare qualche baht come offerta). Naturalmente accettiamo: è come accarezzare un grosso micione, solo che quando si gira di scatto ti fa saltare come un grillo! Ci sembra però così mansueta che ci azzardiamo ad abbracciarla e ad appoggiarci sopra di lei, che rimane sempre tranquilla. Nonostante questo, ad ogni movimento sospetto la reazione è immediata: alzati ed allontanati!

Si sta facendo  sera  e decidiamo di rientrare a casa di Mino, ma ci siamo completamente persi: camminiamo  lungo il fiume e, buttando ogni tanto l’occhio nell’acqua, intravediamo un varano di 2 metri che si affaccia in superficie, che nuota tranquillo per una decina di metri e poi al nostro primo rumore ritorna sott’acqua. Poco dopo una piccola mandria di bufali affolla la piccola stradina: pochi sì, ma con le corna molto lunghe! Al nostro passaggio ci fanno strada e noi possiamo continuare tranquilli la nostra passeggiata.

Insomma, sembra di essere all’interno di una giungla dove animali che potrebbero diventare pericolosi se ne stanno tranquilli tra di noi. Abbiamo trovato questa città molto più selvaggia delle altre, in cui alla natura e agli animali viene lasciata più libertà.

Finalmente riusciamo nel nostro intento e arriviamo a casa, dove c’è già Mino che ci aspetta. Ci facciamo una doccia  e via a mangiare. Però stasera non si fa tardi, domani si riparte, destinazione Krabi: speriamo che i monsoni non ci perseguitino e che ci possiamo godere un po’ delle splendide spiagge thailandesi

 

Uno splendido viaggio di sole, cultura, gastronomia, storia e tradizioni locali! Tutto questo in Thailandia!

 

Numero Viaggiatori: 3

Data di partenza: 10/01/1997

Durata: 1 mese

Luoghi: Ayutthaya, Bangkok, Chiang Mai, Chiang Rai, Phuket, Sukhothai

 

Descrizione del viaggio:

Viaggiare con una persona del posto imprime inevitabilmente un taglio diverso al viaggio. Si è automaticamente più inseriti nella realtà locale, senza il merito né la “fatica” d’aver vissuto a lungo nel luogo visitato. Questo è il mio caso. Questo viaggio fu l’ennesimo nell'antico regno, proprio a causa del fatto che Saithong ci è nata e, benché all'epoca vivesse già da 10 anni in Italia, era un sano e appagante costume di famiglia andare a svernare lì, quando possibile.

Maestosi templi, intere cittadelle religiose, una antica capitale di grande monumentalità e austerità, le spiagge più silenziose, il mare più pulito, i fondali più belli che io abbia mai visto … e cibo saporito, pesce che dire fresco ed economico è poco … E poi mercati vivacissimi, colorati, allegri e chiassosi … Un’attitudine, quella dei locali, rilassata e sorridente alle cose della vita.

Pericoli? Basta usare il buon senso che si presume usiamo a casa. Ogni mondo è paese, si dice, ed è vero.

La Thailandia è una meta ottima per i “budget travellers”, e nel contempo soddisfa alla grande anche chi possa permettersi soluzioni di gran lusso, a prezzi molto inferiori rispetto agli standard europei.

Un viaggio da fare!