Quanti di voi hanno giocato almeno una volta a calcio sulla spiaggia? Tanti, ne siamo sicuri. E siamo sicuri che anche qualche ragazza l'ha fatto! Qui però si parla di veri professionisti del Beach Soccer. Che ne combinano di tutti i colori!!

Il calcio da spiaggia per molti è una passione. Per qualcuno è un lavoro. Ma per molti è e resta uno dei modi migliori per trascorrere le lunghe giornate in spiaggia. Soprattutto se ci si trova a Rio de Janeiro e se a poca distanza c'è uno dei templi della storia del calcio, il Maracanà! Come si fa a dire di no a due palleggi in compagnia! Salvo poi scoprire che si sta giocando con qualche talento pronto a sbocciare!

 

 

Allora, che ne dite? Siete altrettanto bravi o vi serve qualche lezione? Se capitate a Rio ci sarà di certo qualcuno pronto ad aiutarvi con la vostra tecnica di palleggio. D'altra parte, il nostro inverno è il periodo migliore per partire alla scoperta della città brasiliana: sole, mare, tanta compagnia e tante interessanti scoperte da fare. Per quanto riguarda il pallone, beh, non c'è bisogno che lo portiate con voi! Sulla spiaggia troverete di certo qualcuno pronto a iniziare una "amichevole" partitella di preparazione ai prossimi mondiali!!

 

Lo sappiamo, state pensando che parleremo di isole private accessibili solo a milionari, oppure di luoghi off-limits controllati da chissà quale organizzazione lavorativa. Niente di tutto ciò. E non sono neanche aree difficili da raggiungere (vette alte, foreste inestricabili, deserti improponibili).

Eppure teniamo a confermarvi che ci sono luoghi nel mondo dove davvero voi non potrete mai (salvo eccezioni, com'è giusto che sia) metter piede. Vediamo quali sono, e i motivi per i quali dovreste scegliere una vacanza diversa da questi luoghi.

 

 

I Sentinelesi

Non è il titolo dell’ultima serie di Fox Channel, ma quello di una tribù (che conta tra i 150 e i 250 individui e per questo a rischio estinzione), che vive a North Sentinel, un’isola nel Golfo del Bengala amministrata dal governo indiano. Nessuno, ma proprio nessuno è riuscito ad avvicinarsi alle loro coste, nonostante vivano su una delle più antiche e battute rotte marinare. I sentinelesi passano la loro vita sulla spiaggia, nel perenne pericolo che qualcuno possa sfondare il loro “paradiso”. Accolgono chi ci prova con sassi e lancio di frecce. Si sa davvero molto poco di loro, anche dal punto di vista antropologico: l’unico dato certo (date le foto scattate a una certa distanza), è che vestono solo di foglie a coprire i genitali e si nutrono di frutti spontanei. Altro, non è dato sapere. Al momento.

 

La Corea del Nord

Si sa, la Corea del Nord è un regime dittatoriale che fa terrore anche dall’esterno e un Paese che proprio per questo ha tagliato i ponti con ogni influsso esterno (salvo alcuni rapporti, chiaramente opportunistici, con la vicina Cina). Ma questo non vieta il turismo (a meno che non siate giornalisti). Anzi, il Paese contempla un discreto numero di presenze, circa 20mila all’anno. Ma allora qual è il problema? Il primo: i viaggi sono autorizzati esclusivamente in gruppi. Il secondo: un’organizzazione di questo tipo permette al governo di farvi “scortare” da una guida autorizzata che vi sarà accanto in ogni tappa del vostro viaggio, e che molto probabilmente sarà "addestrata" anche a parlare la vostra lingua, facendovi sentire quasi a casa. Questo (ovvio a sapersi), perché così voi turisti possiate apprezzare quel che il regime vuole che apprezziate. E’ possibile scattare foto, ma solo in situazioni autorizzate. Giudicate voi.

 

Ilha da Queimada Grande, Brasile

Al largo delle coste di San Paolo, questo fazzoletto di terra in mezzo al mare è off limits. Il motivo? E’ popolato da una velenosissima razza di serpenti, un tipo particolare di crotalo che si nutre solo di uccelli. Questo ha fatto in modo che la specie sviluppasse un veleno potentissimo, atto a immobilizzare immediatamente la sua preda, e talmente forte da “sciogliere” la carne intorno al morso. La densità? Circa un serpente per metro quadrato. Fate un po’ i conti.

Dite la verità. Mentre leggete, vi state già lamentando del primo, brusco calo delle temperature? Il pareo e il cappello di paglia vi implorano una seconda chance, invece di attendere pazientemente il loro turno nei prossimi otto mesi? Non abbandonatevi alla disperazione! La nostra bellissima, grandissima Terra vi mette a disposizione destinazioni meravigliose per godere, ancora una volta, della magia e del calore dell'estate. Certo, non si tratta di viaggi mordi e fuggi, e molto probabilmente alcune di queste proposte potranno essere decisamente fuori budget, ma sognare non fa male e chissà, magari sotto l'albero di Natale troverete dei biglietti proprio per una di queste destinazioni esotiche

 

 

Allora partiamo subito per il nostro giro del mondo alla ricerca dell'estate perenne!

 

Cuba, i colori dei Caraibi

Cuba - L'isola caraibica per eccellenza, scoperta da Cristoforo Colombo durante il suo primo viaggio oceanico del 1492, Cuba è un luogo magico e contraddittorio, dove la natura tropicale e le grandi architetture neocoloniali si accompagnano a un embargo decennale, che ha reso l'isola più povera, ma sicuramente più indipendente. Come destinazione turistica, Cuba è adatta a chi cerca una vacanza particolare, con la possibilità di godere dei confort dei resort, ma anche alloggiando in abitazioni private, scoprendo così la vita spartana, semplice e affascinante del popolo cubano. L'isola è abbastanza ben collegata all'Europa dalle compagnie continentali: dall'Italia, ad esempio, partono voli stagionali sia da Milano Malpensa che da Roma Fiumicino. Da visitare a Cuba sono non solo le città principali, L'Avana e Santiago de Cuba (una delle primissime città dell'isola), ma anche le comunità più piccole, le spiagge straordinariamente intatte e la natura che ricopre buona parte dell'isola.

 

La Sydney Opera House al tramonto

Australia - Un'isola che è un continente, con numerosi fusi orari e migliaia di chilometri di distanza tra città principali, dominata da deserti brulli, inospitali e pressoché fuori dalla civiltà. L'Australia, a primo occhio, potrebbe sembrare il posto meno bello dove trascorrere una vacanza, ma l'apparenza si sa, inganna. Questa nazione meravigliosa, infatti, ha saputo svilupparsi lungo le sue lunghissime coste, aprendosi a una vita turistica appassionante ma "di nicchia". Raggiungere l'Australia, infatti, richiede moltissime ore di viaggio (circa 20, oltre alle 12 ore di fuso orario che la separano dall'Italia che si trasformano in circa due giorni di viaggio), uno o più scali aerei, e una discreta disponibilità economica. In cambio offre oceani brulicanti di vita marina, luoghi turistici influenzati dall'architettura britannica, una vita culturale attiva e divertimenti per qualsiasi fascia d'età. Melbourne, Sydney, Canberra, Perth, ma anche Alice Springs, posta a metà della ferrovia che collega nord e sud dell'isola, tutta l'Australia è una magica esperienza da vivere e portare sempre nei propri ricordi.

 

I grandi resort su palafitte delle Maldive

Maldive - Il mare d'inverno, il Capodanno in spiaggia, i cocktail e le spiaggie bianchissime. Le Maldive, arcipelago turistico tra i più noti e frequentati dell'Oceano Indiano, sono una meta per certi versi "trita e ritrita", ma che non può non essere presa in considerazione da quanti amino l'estate e i bagni nelle acque tropicali. Dici Maldive, e dici vacanza. Divenute negli anni '90 una sorta di cartina tornasole dello status sociale, queste isole, racchiuse in un arcipelago-stato che ha meno abitanti della sola Firenze, presentano degli atolli-resort tutti da scoprire: da Moofushi a Madoogali, spesso gli alberghi sono costruiti a mo' di palafitte, con passerelle che li collegano alle strutture comuni, passeggiando a pochi centrimetri da un mare azzurro, acquamarina. Anche qui, ottimi i collegamenti aerei, gestiti da compagnie di bandiera o da aziende specializzate in voli verso destinazioni turistiche.

 

La cartolina più famosa del Brasile

Brasile - Mentre si sono da poco esauriti gli echi dei Mondiali di calcio, una manifestazione che in questo paese è come portare la neve sulle Alpi, i preparativi per le Olimpiadi di Rio 2016 sono in frettolosa evoluzione. Parliamo, come potete immaginare, del Brasile. Terra sconfinata, attraversata dall'Equatore e dalle numerose variabili ambientali, il Brasile non è solo le spiaggie di Copacabana o il Cristo Redentore che domina il Pan di Zucchero, ma un complesso ecosistema, naturale e sociale, nel quale trovano spazio realtà spesso contraddittorie. Brasilia, la sua capitale, è una città che ha appena 60 anni di vita, creata dal nulla grazie ai progetti del genio di Oscar Niemeyer, che la progettò come un laboratorio artistico a cielo aperto. Natal, con il suo porto internazionale, ma anche Refice, Salvador de Bahia e Fortaleza, con i lungomare ispirati a quelli della Florida, fino alle meravigliose zone della Foresta amazzonica, dove riscoprire una natura bellissima e fragile.

 

I magnifici colori del Mar Rosso

Mar Rosso - Similmente alle Maldive, anche le due location di Marsa Alam e Sharm El Sheikh sono divenute, negli ultimi decenni, le mete più gettonate del turismo italiano transcontinentale. Favorite da pacchetti turistici molto vantaggiosi, infatti, queste destinazioni si sono guadagnate la fama di "capitali" del Mar Rosso, una zona che, oltre al mare e al deserto, offrono poco da vedere. Certo, è possibile praticare numerose escursioni, partire alla volta delle Piramidi di Giza e delle tombe dei faraoni, ma in molti preferiranno crogiolarsi serenamente al caldo sole mediorientale, per poi scatenarsi nelle discoteche dei villaggi turistici fino a notte inoltrata, e concedersi qualche seduta di shopping compulsivo nei souk disseminati qua e là. Il Mar Rosso è una meta "popolare", che ha perso per certi versi il fascino esotico di un tempo, ma che al contempo permette di godere di panorami mozzafiato, spiagge totalmente libere dall'urbanizzazione forzata e grandi possibilità per gli sport acquatici.

Una città grande, colorata, caotica, dove lasciare il cuore. È Rio de Janeiro, davvero una Cidade Meravilhosa!

 

Numero Viaggiatori: 2

Data di partenza: 22/07/2013

Durata: Due settimane

Luoghi: Rio de Janeiro

 

Descrizione del viaggio:

Sono partita quest’estate insieme ad un mio amico e ci siamo trattenuti in Brasile per circa due settimane. In realtà siamo rimasti a Rio de Janeiro, muovendoci solo una volta fuori dalla città, ma sicuramente così possiamo dire di averla vista per bene.

Siamo partiti da Roma e sicuramente sarebbe stato più comodo prenotare un volo diretto, ma per motivi economici abbiamo optato per fare qualche scalo: Londra e New York. La traversata è stata piuttosto stancante (soprattutto al ritorno, quando eravamo già provati da due settimane di viaggio), ma siamo ancora vivi, quindi se ci si adatta si può fare.

Per quel che riguarda la sistemazione noi siamo stati ospitati da persone del luogo, in una casa situata vicino al Centro, a poca distanza dalla stazione Central (fermata metro e capolinea di moltissimi autobus).  A proposito dei trasporti devo dire che a Rio funzionano benissimo: le corse sono molto frequenti e, cosa strana per chi viene dall’Italia, gli autisti degli autobus sono disposti a far scendere/salire quando si vuole. Un sacco di volte ci è capitato di bussare al vetro di un bus fermo, magari ad un semaforo, e di salire tranquillamente: forse non è il massimo della sicurezza, ma funziona.

Un’altra cosa che ho notato è l’estrema disinvoltura dei brasiliani in mezzo al traffico, e dico disinvoltura per non dire spericolatezza: ho visto fare delle manovre veramente azzardate sia agli autisti che ai tassisti! L’unica pecca secondo me dei trasporti pubblici è il prezzo dei biglietti, in effetti troppo alto se rapportato al costo della vita laggiù. Con i mezzi comunque si arriva ovunque e noi li abbiamo utilizzati molto spesso, anche perché Rio è enorme e sarebbe impensabile visitarla muovendosi solo a piedi.

Quanto alle cose da vedere, tralasciamo per un momento le attrazioni più famose, perché Rio è anche e soprattutto una città da vivere. Il Centro è un dedalo di stradine piene di negozi di tutti i generi, come una specie di grande mercato affollatissimo (in cui ovviamente bisogna fare molta attenzione agli oggetti personali). Colpisce di questi posti il contrasto tra grattacieli modernissimi e case mezze diroccate, gli uni accanto agli altri, come se vecchio e nuovo, povero e ricco confluissero in un tutt’uno per dar vita a qualcosa di unico.

E che dire del quartiere di Santa Teresa, meta preferita di tanti artisti di strada? Perdersi tra quelle stradine ha un che di magico ed eccitante ed è bello camminare fino ad arrivare alla coloratissima Escadaria Selaròn, la scalinata interamente ricoperta di piastrelle provenienti da ogni parte del mondo (tantissime vengono anche dall’Italia).

Altro bel posto dove passare almeno qualche ora è il Giardino Botanico, un angolo di pace dove vi accoglieranno laghetti con ninfee giganti, alberi esotici e una varietà impressionante di piante: noi siamo riusciti a scovare anche degli strani scoiattoli e dei tucani! Per gli appassionati di calcio è poi immancabile una gita al Maracanà, recentemente ristrutturato e pronto ora ad accogliere qualcosa come 80000 persone. Purtroppo lo stadio non è aperto al pubblico se non per gli incontri che vi si giocano e io posso dire di aver avuto la fortuna di entrarci! E’ successo in occasione della partita Fluminense- Cruzeiro (vinta dai padroni di casa per 1-0) e devo dire che è stata una belle esperienza.

Il calcio mi piace, non ne sono ossessionata ma comunque lo seguo abbastanza e quando si è presentata l’occasione non me la sono lasciata sfuggire: anche se nuovo di zecca, vuoi mettere l’emozione di mettere piede all’interno dello stadio dove Pelè ha segnato il suo millesimo gol? Ma ovviamente Rio vuol dire anche mare e spiagge: nessuno viene fin quaggiù senza aver fatto tappa almeno una volta a Copacabana!

Quasi cinque km di spiaggia, sabbia bianca e finissima, mare pulito: che si vuole di più? Quando sono andata io, a luglio, per i brasiliani era inverno e di conseguenza l’acqua era piuttosto fredda; più di un rapido tuffo qui non sono riuscita a fare, ma posso comunque dire di aver ricevuto il mio “battesimo”.  E sapete cosa ho trovato ancora meglio di Copacabana? La spiaggia di Ipanema, seguita da quella adiacente di Leblon. E’ un po’ più piccola e meno confusionaria, anche se non si può dire che sia raccolta, ma è davvero un incanto.

Al di là del bagno nell’oceano è bello anche solo fare una passeggiata o un giro in bicicletta sul lungomare, si respira un’aria bellissima e soprattutto rilassata: i brasiliani prendono davvero la vita con molta più tranquillità! Tra l’altro se si vuole affittare una bicicletta è facilissimo ed anche economico farlo: un’ora ci è costata 15 Real, ovvero circa 5€. E camminando lungo la Avenida Atlantica è bello perdersi a curiosare tra le bancarelle che di tanto in tanto spuntano o fermarsi presso uno dei tanti chioschetti che vendono succhi o cocchi gelati: in questo modo ci si immerge pienamente nell’atmosfera carioca.

Ma veniamo ora al vero simbolo di Rio de Janeiro, considerato una delle sette meraviglie del mondo moderno: sto parlando naturalmente della statua del Cristo Redentore, situata sulla montagna del Corcovado, dalla quale domina tutta la città. Per arrivarci bisogna attraversare la foresta di Tijuca: volendo si può salire anche a piedi, ma noi l’abbiamo fatto più comodamente in pullman. Il Cristo è bello, alto, imponente, il problema è che lo spazio sottostante è molto ristretto e quindi è stata una dura lotta cercare di farsi strada tra i turisti accalcati per conquistare uno spazietto per fare una foto o ammirare il panorama sottostante. Ne è valsa la pena, però che fatica!

Ma il posto più bello di Rio, quello che davvero mi ha lasciato senza fiato e che mi è rimasto nel cuore è senza dubbio il Pan di Zucchero. Si tratta di un ammasso roccioso, una collinetta sulle sponde dell’oceano su cui si sale con una funivia (il prezzo del biglietto è di 53 Real) e dal quale si ha una visuale pazzesca dell’intera città. E’ difficile spiegare a parole quanto è bello quel che ho visto lassù. Noi siamo rimasti circa quattro ore e il mio consiglio è di salire prima del tramonto e aspettare lì che faccia buio: vedere dall’alto Rio prima con la luce piena, poi al crepuscolo e poi via via con il buio che avanza è stato uno spettacolo unico, quasi magico. Senza dubbio uno dei panorami più belli che abbia mai visto!

E questo è quanto, questi più o meno sono i posti da vedere nella città brasiliana. Per il resto che dire? Per quel che riguarda il cibo ci siamo arrangiati; la cucina brasiliana non è nulla di che: riso, tanti fagioli, tanti succhi, banane fritte…niente di particolarmente speciale o gustoso. Due parole invece le vorrei spendere per i brasiliani: il loro calore, la loro disponibilità (a volte ai limiti dell’invadenza), la loro gentilezza mi hanno colpito molto, così come sono rimasta stupita dal fatto che quasi nessuno parla inglese (nemmeno negli info-point!). Comunque ci siamo capiti, questo è l’importante.

Quando siamo ripartiti mi è presa un po’ di malinconia, è vero che questo posti in qualche modo ti stregano: penso proprio di aver lasciato un pezzetto di cuore nella Cidade Meravilhosa.

Dici Rio de Janeiro e dici samba. Ma anche carnevale, Mondiali di Calcio e Copacabana. Ma conoscete tutti il Corcovado, la Statua del Cristo Redentore che si erge sola sula Pan di Zucchero, che potrete raggiungere con un giro in funivia.

E poi volete mettere sorgeggiare Caipirinha al tramonto sulla spiaggia? Tutto questo oggi è possibile con soli 671 euro, volo incluso. Per 10 notti alloggerete a Casa Veranda, un B&B che offre colazione e wi-fi gratuito.

 

 

L'offerta, che si compone di tutto quanto segue, prevede la partenza in aereo da Milano il 23 agosto e ritorno il primo settembre. Insomma, perché non concludere la vostra "estate italiana" con una "settimana brasiliana"?

Tutte le informazioni le trovate a questo link.

Felix Baumgartner. Vi dice niente questo nome? Probabilemte sì. L'austriaco è diventato famoso poco più di un anno fa per aver superato la velocità del suono, lanciandosi da quasi 4.000 metri. Ma anche prima non era proprio un tipo tranquillo ...

Il nome di Felix Baumgartner sarà noto a molti di voi. Questo quarantenne austriaco è diventato famoso un annetto, il 9 ottobre 2012, fa per essere stato il primo uomo in caduta libera a superare la velocità del suono, lanciandosi da un aereo a quasi quarantamila metri di quota. Fino a quel giorno era ignoto ai più ma di record ne aveva già qualcuno, come quello del più basso Base Jump della storia, realizzato a Rio de Janeiro saltando giù dal Cristo Redentore. Come ha fatto? Guardatelo qui!

 

 

Quando si parla di Rio de Janeiro la prima cosa che viene in mente, prima ancora delle meravigliose spiagge di Ipanema e Copacabana, forse prima ancora del Carnevale e della Samba, è proprio il Cristo Redentore. La statua, alta in tutto 38 metri e situata sul Corcovado, è il simbolo stesso della città brasiliana, visitata ogni anno da milioni di turisti. Quasi tutti, però, si limitano a guardarla e a scattare migliaia di fotografie (come hanno fatto i calciatori dell'Italia ai tempi della Confederations Cup della scorsa estate).

GUARDA ANCHE: BASE JUMP - SALTI NEL VUOTO A PARIGI

Poi c'è qualcuno che cerca di più, sale sulla statua e decide di saltare. Non è un "semplice" qualcuno, ma Felix Baumgartner, uno dei massimi esponenti del Base Jumping. Una persona normale, con degli stimoli anormali, sempre alla ricerca di nuovi record! E qui ce l'ha fatta!

 

Il Natale, si sa, quando arriva arriva. E per molti sarebbe meglio se arrivasse mentre si è su una spiaggia. Succede a Rio de Janeiro dove il Natale è davvero la festa del calore e dei colori. Il calore è quello delle temperature (caraibiche ed estive) mentre i colori sono quelli, caldi anch'essi, di una bandiera che è uno stile di vita.

Anche se non c'è il freddo, per il Natale Rio de Janeiro si veste a festa ma lo fa a suo modo: le vetrine sono rosse ma lo stile è sempre quello carioca.

 

 

Nell’emisfero australe il 25 dicembre è piena estate e dopo aver fatto shopping tra le barbe di Babbo Natale tutti si riversano in spiaggia. Copacabana e Ipanema sono ovviamente le mete preferite da turisti, quelle dove si possono incontrare bikini mozzafiato e donne in abito tradizionale bianco che, sul far della sera, accendono candele votive all’interno delle chiese principali della città. Ogni metropoli che si rispetti, poi, deve avere il suo albero di Natale; a Rio de Janeiro potrete trovarlo, grande e illuminato, al quartiere della Lagoa.

La magia più grande arriva a Capodanno, quando la baia di Ipanema si riempie di barche e pontili da dove guardare gli spettacolari fuochi d’artificio della notte di San Silvestro.

Una tradizione tutta brasiliana è quella di vestirsi di bianco e fare così, vestiti, il bagno in mare, il primo dell'anno, spingendo piccole barchette di paglia e carta. È un modo per rendere propizio il nuovo anno, un rito che risale alle antichissime tribù indigene che la colonizzazione europea non è riuscita a spazzar via.

Divertimento e tribalismo, tradizione e trasgressione: è la magia carioca, anche a Capodanno.