Come in un "vecchio" romanzo a puntate, oggi iniziamo a raccontarvi un viaggio.

Vita da Turista d'altra parte nasce proprio per questo, per raccontare i viaggi, per raccontare come si vive in viaggio e quante vite possono "nascondersi" all'interno dello stesso viaggio.

Da oggi, e per le prossime sedici settimane, abbiamo deciso di raccontarvi il viaggio di Alia. Anzi, è la stessa Alia a raccontare in prima persona il suo viaggio a Dublino, fatto qualche anno fa in compagnia del marito e che è diventato un libro: "Aliapiedi ... a Dublino".

Nelle prossime settimane vi racconteremo i momenti salienti di questo viaggio, attraverso alcuni estratti dal libro. Anzi, facciamo una cosa, lasciamo subito a lei la parola e ... buon viaggio in compagnia di Alia.

 

 

«Dublino!»

«Dublino?»

«Dublino!»

Con questo intenso dialogo, composto più da gesti che da parole, iniziò a plasmarsi l’idea di un viaggio in questa città.

Nonostante avessi a disposizione “solo” un mese per tracciare l’immancabile passeggiata-maratona quotidiana per le strade dublinesi, questa piccola capitale sperduta nel nord dell’Europa, quasi insignificante in termini turistici, soprattutto se comparata, ad esempio, con Praga, Stoccolma o Berlino, per non citare le immense e grandiose Roma, Parigi o Londra, non avrebbe certo richiesto tanto tempo per la mia documentazione. Cosa c’era di così importante da vedere in quella città, a me nota solo per i pub, la birra scura e il tipico caffè? Perché mio marito che, ad esempio, non aveva ancora visitato l’elegante e musicale Vienna, sontuosa capitale dell’Impero austro-ungarico, aveva scelto questa, secondo me, anonima destinazione?

Queste erano solo alcune delle migliaia di domande che si susseguivano nella mia mente a un ritmo così vertiginoso da provocare sul mio viso quell’espressione di stupore e disorientamento facilmente percettibile dai miei occhi spalacati, dalle mie labbra corrucciate e dal dubbioso tono della mia voce: «Dublino?»

Lui però, grazie alla sua cultura pratica, derivante dalla lettura quotidiana di giornali, dall’ascolto di notizie televisive o da semplici conversazioni con amici, sembrava totalmente sicuro della sua scelta e convinto dell’opportunità di un “cambio di stile” rispetto alle ultime classiche nostre destinazioni europee: «Dublino!»

Questa prima esclamazione, accompagnata da un gesto risoluto e dal suo tipico sguardo, così dritto e penetrante da infondere sempre, a chi gli stava vicino, un’assoluta sicurezza sulla validità e ragionevolezza delle sue proposte, anche se inaspettate e sconcertanti, aveva fatto sì che, anche in quell’occasione, la mia spontanea e immediata reazione interrogativa si trasformasse in una comune e convinta decisione.

«Dublino!» esclamammo entrambi emozionati.

Iniziava l’avventura (e l’organizzazione della stessa!).

 

Inizia così il viaggio di Alia a Dublino. Tutto è deciso per la partenza. Il nostro appuntamento è per lunedì prossimo, con la prima puntata. Il libro "Aliapiedi ... a Dublino" è disponibile sul sito Twins Store, oltre che tramite tutti i principali canali di vendita online (Feltrinelli, IBS, Webster).

Il libro"Aliapiedi ... a Dublino" è edito da David and Matthaus S.r.l.

Il blog di Alia Zuffi è aliapiedienfamilia.wordpress.com.

Il viaggio è finito ma qualcosa è iniziato: queste timide e incerte righe si sono poco a poco trasformate in qualcosa di più, non solo in una continua fonte di soddisfazione personale, ma anche in un sogno intramontabile di esaltanti e stimolanti speranze.

 

Il viaggio è finito ma qualcosa è iniziato: il racconto giornaliero, il primo della mia vita, e, spero, di tanti altri, di nuove mete o di mete ritrovate, di destinazioni vicine o di quelle lontane, è diventato parte di un progetto futuro.

 

Il viaggio è finito, ma qualcosa è iniziato: Dublino, città viva, con la sua gente, vitale e vivace, ha marcato la mia vita, forse letteraria forse immaginaria.

 

Il viaggio è finito.

 

Mi correggo: un viaggio è finito... l’avventura è iniziata

 

Abbiamo voluto lasciare la conclusione di "Aliapiedi ... a Dublino" alle sole parole di Alia, la protagonista di questo viaggio che abbiamo raccontato a puntate su Vita da Turista. Il suo viaggio si è concluso: tutto era cominciato da questa chiacchierata; da allora Alia ci ha accompagnato nei meandri di Dublino, ci ha condotto per mano nei dintorni della capitale irlandese e ci ha fatto scoprire l'altra capitale, Belfast, in Irlanda del Nord. È stato un viaggio ricco di emozioni e carico di significato soprattutto, è evidente, per lei che l'ha vissuto

Se siete curiosi e volete leggere il racconto di Alia in versione completa, il libro "Aliapiedi ... a Dublino" è disponibile sul sito Twins Store, oltre che su tutti i principali canali di vendita online (Feltrinelli, IBS, Webster).

Il libro"Aliapiedi ... a Dublino" è edito da David and Matthaus S.r.l.

Il blog di Alia Zuffi è aliapiedienfamilia.wordpress.com.

Il viaggio di Alia continua. Siamo ancora a Belfast: La capitale dell'Irlanda del Nord è la seconda destinazione di Aliapiedi a ... Dublino, il libro/racconto di Alia Zuffi, alla scoperta di una delle città più belle d'Europa.

Se vi state chiedendo di cosa stiamo parlando, lo trovate spiegato qui mentre qui trovate gli altri episodi del racconto di Aliapiedi ... a Dublino.

 

 

Lottiamo contro gli elementi, stringendo fortemente i nostri fragili ombrelli, e dopo pochi, eterni minuti, appare un nuovo, e pittoresco, rifugio: la Palm House.

Entriamo diretti in questa serra vittoriana dalle forme curvilinee e, tra gigantesche piante tropicali che sembrano voler avvolgerci con le loro forti radici, con i loro autoritari rami e con le loro foglie invadenti – forse era meglio rimanere esposti alle intemperie! – aspettiamo, ancora una volta, con una certa inquietudine nel corpo, i segni di una leopardiana quiete dopo la tempesta.

"Ecco il sereno, rompe là da ponente..." e finalmente udiamo gli uccelli far festa.

Ognuno riprende il proprio cammino: i turisti verso i monumenti, i bambini verso le giostre e le mamme... dietro i bambini!

La vita riprende il suo corso quotidiano.

 

Il nostro appuntamento con Alia e il suo "Aliapiedi ... a Dublino" è per la prossima settimana, con la settima puntata. Il libro "Aliapiedi ... a Dublino" è disponibile sul sito Twins Store, oltre che tramite tutti i principali canali di vendita online (Feltrinelli, IBS, Webster).

Il libro"Aliapiedi ... a Dublino" è edito da David and Matthaus S.r.l.

Il blog di Alia Zuffi è aliapiedienfamilia.wordpress.com.

Buon 2015!

Un veloce giro per farsi un'idea della città capitale dell'Eire, principalmente i piedi e non disdegnando un viaggetto a Howth. Visita dei principali musei e di molte chiese... 

 

Numero Viaggiatori: 1

Data di partenza: 08/10/2013

Durata: 3

Luoghi: Dublino

 

Descrizione del viaggio:

Era tanto che sognavo di andare a Dublino, mi sono preparata con tanto impegno, partecipazione, curiosità ... studiando a fondo una gran quantità di siti, di diari di viaggio, di esperienze: ma la realtà è sempre un'altra cosa!

Mi sembrava di sentir canticchiare Fiorella Mannoia ... col suo cielo d'Irlanda: e aveva ragione!! Le nuvole  piccine e bizzose sul cielo azzurro azzurro ti davan la sensazione di volerti perdere fra le nuvole! Anche il tempo era bizzoso: si passava dalla  pioggerella sottile (quella che non ti fa neanche usare il k-way) al vento feroce, alla quiete più  rassicurante: 5 climi in uno dicevano ... e avevano ragione!

La musica è la cosa che ti rimane dentro: ti resta impressa semplicemente passeggiando per le vie del centro, con i musicisti da strada o anche semplicemente tendendo l'orecchio ai pub: ogni volta un'emozione nuova, una melodia nuova e cantata con passione: Ohhh... quanta fierezza in ciò! Se noi ci conciassimo col costume tradizionale e cantassimo canti della tradizione ci vergogneremmo come pecorelle: loro no! Loro ne vanno fieri! Per cui non vi fate problemi, alla sera immergetevi come locali nella cultura mangereccia e bevereccia dei pub: se riuscite a evitare la marea turistica di zona Temple Bar farete un favore a voi stessi: un modo per immergervi nella vera Dublino, in cui tutte le persone che ho incontrato erano di una gentilezza e disponibilità squisita.

Mi avevan detto che era visitabile a piedi ... e così è stato (nonostante l'abbonamento ai mezzi): mi son fatta una scorpacciata di musei: il grazioso di Scienze naturali, ripieno di animali impagliati, la National Gallery, con capolavori europei ma anche con una sezione dei pittori irlandesi che mi ha emozionato ... forse non li conoscevo abbastanza! E poi il museo di Archeologia in cui ho trovato delle stupefacenti mummie, persino con i capelli! E l'ambiente è delizioso: basta alzare il nasino all'insù e ammirare la struttura, anche le porte in ceramica decorata (oltre ai tanti gioielli)

È bello gironzolare e trovar per caso le cose in elenco da vedere. Così, per caso, come lo storico Brazen Head: il pub più antico e ricco di fiori, di storia, di atmosfera. Molte anche le chiese viste, qualcuna fuori e qualcuna dentro. La più stupefacente e interessante St John's Lane church, sia all'interno (con le vetrate) che fuori. Il cibo non mi ha entusiasmato: dappertutto lo stesso menù... meglio mi è andata nella visitina a Howth.. che ho preferito fare in bus.. guardando con tranquillità il paesaggio circostante: pesce fresco e ampia scelta !

Consigliabile il  biglietto per i trasporti rambler (o forse anche l'hopOn-hopHoff) per 3 giorni anche se stai di più. Comprende l'airlink, 3 giorni di bus e si può prendere anche alle macchinette. Vestirsi ? Lo dicono tutti: a cipolla! Certo, io gironzolavo in piumone mentre i veri dublinesi erano in maniche di camicia. Ma si sa... noi donzelle siam freddolose!

Conclusioni? Beh... una città graziosa, ma avevo forse troppe aspettative (non confermate).

Il viaggio di Alia continua. Siamo ancora a Belfast, capitale dell'Irlanda del Nord e seconda tappa di questo tour dell'Irlanda. Alia va alla scoperta di questa città "a metà", come sarà lei stessa a raccontarci.

Se vi state chiedendo di cosa stiamo parlando, lo trovate spiegato qui mentre qui trovate gli altri episodi del racconto di Aliapiedi ... a Dublino.

 

 

Ci dirigiamo frettolosamente, per colpa di un cielo sempre più nuvoloso e di un vento sempre più forte, verso la fermata dell’autobus diretto al Gaeltacht Quarter, storica zona di residenza della rivendicativa comunità cattolica, i cui suggestivi murales, vere e proprie opere d’arte, esprimono (ora) sentimenti di pace e uguaglianza, nell'imperitura memoria di agguerriti tempi passati.

Siamo sulla Falls Road, arteria principale di questo quartiere popolare dove, tra umili case di mattoni rossi dalle orgogliose bandiere irlandesi e incomprensibili insegne dalle scritte in gaelico, sembra tuttora viva la tensione, ufficialmente dichiarata conclusa, tra cattolici repubblicani e unionisti protestanti. La storia, a differenza delle immagini dei precedenti, e ben più violenti, murales, non è così facile da cancellare...

Scendiamo dal mezzo di trasporto all’altezza del cimitero della città e, sotto una scenografica pioggia torrenziale che sembra piangere le vive anime dei defunti eroi irlandesi, ci dirigiamo a piedi, o almeno ci proviamo, verso il territorio protestante del Queen’s Quarter, attraversando un non tanto fittizio confine rappresentato dalla grandiosa scultura metallica a forma di sfera denominata The Rise.

Superato questo pretenzioso simbolo del sorgere di un nuovo sole sulla turbolenta storia della capitale dell’Irlanda del Nord, ci rendiamo immediatamente conto di essere passati dall'"altra" parte, come dimostrato dalle bandiere britanniche che svettano orgogliose sui tetti delle poche e umili case di una zona che sembra abbandonata, colpita e distrutta dalle bombe immaginarie, o forse non tanto, del fanatismo politico-religioso. Alquanto sconcertati da questo scenario da Ground Zero dove, anche qui, brillano per la loro assenza tutti quei murales che anni addietro esprimevano i violenti sentimenti locali, riusciamo a trovarne uno, di chiaro stampo nazional-calcistico, dedicato all'orgoglio delle squadre dell’Irlanda del Nord; di tutti gli altri, però, non è rimasta nessuna traccia, o forse è stata volutamente sepolta tra quelle mute macerie circostanti...

 

Il nostro appuntamento con Alia e il suo "Aliapiedi ... a Dublino" è per la prossima settimana, con la sesta puntata. Il libro "Aliapiedi ... a Dublino" è disponibile sul sito Twins Store, oltre che tramite tutti i principali canali di vendita online (Feltrinelli, IBS, Webster).

Il libro"Aliapiedi ... a Dublino" è edito da David and Matthaus S.r.l.

Il blog di Alia Zuffi è aliapiedienfamilia.wordpress.com.

Buon Natale!

Sono le nostre ultime ore in compagnia di Alia, la scrittrice e protagonista di Aliapiedi ... a Dublino. La sua vacanza volge al termine, ma non si può mica lasciare Dublino senza una pinta di birra?! Ma Dublino non è solo Temple Bar e Alia ci porta in un posto unico, con un grande passato e un divertente presente. Buona lettura, in compagnia di Alia e del suo Aliapiedi ... a Dublino!

Se vi state chiedendo di cosa stiamo parlando, lo trovate spiegato qui mentre qui trovate gli altri episodi del racconto di Aliapiedi ... a Dublino.

 

 

Alla fine di un’animata strada pedonale e commerciale si offre una originale sorpresa. È The Church, un pub che è una chiesa o una chiesa che è un pub.

In realtà, visto da fuori, sembra un vero e proprio luogo di culto, sede dell’antica St. Mary’s Church. Una volta dentro, il bancone pieno di bottiglie di alcolici al posto dell’altare, il grandioso organo le cui auliche melodie sono ora sostituite da musica rock e la spettacolare vetrata che illumina busti di celebri personaggi, terrestri e non certo celesti, lascia ben poco spazio, per non dire nessuno, alla spiritualità, al misticismo o alla trascendenza.

Il locale è stato da poco ristrutturato ed è un posto ricco di storia. Tra le sue mura, ora sconsacrate, fu battezzato Sean O’Casey, Arthur Guinness si sposò e Jonathan Swift espose i suoi primi sermoni. Nella sua nuova veste, moderna, gastronomica e soprattutto turistica, devo ammettere che mi provoca una certa impressione, quasi un senso di inquietudine, una reazione di irriverenza.

Vi garantisco che è un posto che non lascia indifferenti nemmeno i nostri risvegliati sentimenti.

 

Il nostro appuntamento con "Aliapiedi ... a Dublino" è per la prossima settimana, quando sarà la stessa Alia a "tirare le somme" del suo viaggio a Dublino. I suoi racconti, però, non finiscono qui. Se volete leggerli in versione completa, il libro "Aliapiedi ... a Dublino" è disponibile sul sito Twins Store, oltre che su tutti i principali canali di vendita online (Feltrinelli, IBS, Webster).

Il libro"Aliapiedi ... a Dublino" è edito da David and Matthaus S.r.l.

Il blog di Alia Zuffi è aliapiedienfamilia.wordpress.com.

Ed eccoci finalmente arrivati alla prima puntata di "Aliapiedi ... a Dublino". La parola ad Alia e al suo racconto!

(Se vi state chiedendo di cosa stiamo parlando, lo trovate spiegato qui).

 

 

Lungo il tragitto passiamo davanti al nuovo terminal, per poi addentrarci, quasi subito, in una lunga e fredda galleria che, come un tunnel spazio-temporale, ci porta immediatamente in città, davanti all’O2, un ristrutturato forum per concerti la cui facciata originaria, appartenente a un’antica stazione ferroviaria, dà sul Liffey, il fiume che divide in due Dublino.

La fermata successiva, la nostra, Convention Centre, si trova proprio di fronte a uno spettacolare centro congressi, la cui amplia vetrata obliqua centrale lascia intravedere i perfetti incroci geometrici delle sue scale interne.

Scendiamo qui, in una zona modernissima, occupata da ampli e rilucenti edifici, sedi di importanti multinazionali. A prima vista la città non sembra appartenere a un’Irlanda aggiunta di recente dai tanto “amati” britannici, geograficamente vicini ma storicamente lontani, all’irriverente, o ironico, acronimo P.I.G.S. (Portogallo, Italia, Grecia e Spagna), trasformato per l’occasione in P.I.I.G.S.!

L’unico elemento architettonico che si differenzia da tanto splendore contemporaneo sembra essere una specie di chiusa, ormai inutilizzata, che precede l’accesso al magnifico Samuel Beckett Bridge, il cui geniale architetto, come facilmente deducibile dalla incredibile somiglianza con il sivigliano Puente del Alamillo, è lo spagnolo Calatrava. La struttura è impressionante e mentre lo attraversiamo, pensando agli incredibili, e per me incomprensibili, calcoli ingegneristici che permettono la sua solida e duratura esistenza materiale, osservo il look dei primi irlandesi in cui ci imbattiamo, cercando nel frattempo di non invadere la corsia riservata alle biciclette e di andare nel senso corretto, cioè opposto a quello adottato dalla stragrande maggioranza dei Paesi di origine non anglosassone.

Nonostante il vento fresco, l’aria frizzante e la bassa temperatura, la gente che lavora, facilmente riconoscibile dai portatili a tracolla, si veste in modo più o meno formale – come sempre, dipende dai punti di vista: nella mia amata città natale, Milano, si parlerebbe di un abbigliamento casual, a voler essere generosi – dalla testa fino alle ginocchia; al di sotto di queste si lasciano ostentosamente allo scoperto gli arti inferiori, incluse le falangi prossimali, medie e distali dei piedi, solo separate, in un unico punto, da delle quantomeno anomali infradito!

Suppongo sia dovuto alla costante e giustificata “voglia d’estate” in un Paese caratterizzato da un clima non certo mediterraneo...

Dublin Convention Centre 

Il nostro appuntamento è per lunedì prossimo, con la seconda puntata. Il libro "Aliapiedi ... a Dublino" è disponibile sul sito Twins Store, oltre che tramite tutti i principali canali di vendita online (Feltrinelli, IBS, Webster).

Il libro"Aliapiedi ... a Dublino" è edito da David and Matthaus S.r.l.

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Aliapiedi ... a Dublino, ormai l'avrete capito, non è un viaggio statico. La scorsa settimana abbiamo lasciato Alia a Trim, oggi la ritroviamo a Glendalough, in tempo per l'undicesima puntata del suo viaggio...

Se vi state chiedendo di cosa stiamo parlando, lo trovate spiegato qui mentre qui trovate gli altri episodi del racconto di Aliapiedi ... a Dublino.

 

 

Finalmente arriviamo a Glendalough, un villaggio di origine celtica, in mezzo a una valle tra due laghi, così come letteralmente tradotto dal gaelico, che senza dubbio riveste una non indifferente importanza turistica, come ampliamente dimostrato dalla quantità e varietà di mezzi di trasporto lì parcheggiati.

Il paesaggio, di stile alpino, è veramente paradisiaco. Respiriamo a pieni polmoni l’aria frizzantina di montagna mentre una lieve brezza accarezza i nostri visi.

La nostra guida, con una mappa in mano, ci offre due possibilità: visitare quell'insediamento monastico insieme a lui, oppure, da soli, passeggiare lungo un sentiero ben segnalato che, perdendosi in un fitto bosco, porta ai suddetti specchi d’acqua di origine glaciale. Mio marito e io abbiamo già deciso: sia l’uno sia l’altro!

Inizia così il tour tra mute e storte lapidi ricoperte di edera, sparse disordinatamente nell’antico cimitero; più avanti si trova la cattedrale, a una sola navata, aperta al cielo, sia in senso spirituale sia in senso materiale, essendo priva del tetto; lí vicino c’è l’oratorio di San Kevin, l'ermitano che, nel sesto secolo, pose la prima pietra di questo monastero che, col passare dei centenni, acquisì tale prestigio a livello europeo da essere meta preferita di nobili casate per l’educazione cristiana dei propri rampolli; un po’ più in là, spicca un’alta torre circolare che fungeva sia da campanile, in tempi pacifici, sia da rifugio, in tempi bellici, in occasione degli attacchi dei vichinghi e, successivamente, degli inglesi protestanti.

Finite le spiegazioni, ci immergiamo nel folto bosco dove, al posto di gnomi burloni, ci imbattiamo in una vera e propria marea umana, composta in prevalenza da italiani e spagnoli. La nostra idillica passeggiata campestre sembra profilarsi come una maratona dalla massiva partecipazione. Per fortuna arriva in nostro aiuto un provvidenziale nuvolone grigio che scarica con tutta la sua potenza fitti goccioloni di pioggia che, in pochi minuti, disperdono i numerosi turisti. Così come sono apparsi, spariscono.

Percorriamo quindi il sentiero riparati dalle giacche impermeabili e dagli ombrelli da viaggio sempre a mano e, dopo poco più di un chilometro, di colpo si apre il cielo e una vista spettacolare: i due laghi, il superiore e l’inferiore, separati da un lembo di terra simile a un green e circondati da verdi montagne che si tuffano letteralmente nei loro flutti. Il confine tra acqua, cielo e terra non sembra esistere: i tre elementi si fondono tra di loro in un grandioso tripudio naturale. Ammiriamo estasiati quella perfetta armonia, quella melodica simbiosi, quell’unione serena...

È il Paradiso in terra (irlandese) o comunque qualcosa di molto simile...

 

Glendalough in Aliapiedi a Dublino

 

Il nostro appuntamento con Alia e il suo "Aliapiedi ... a Dublino" è per la prossima settimana, con la puntata numero dodici. Il libro "Aliapiedi ... a Dublino" è disponibile sul sito Twins Store, oltre che tramite tutti i principali canali di vendita online (Feltrinelli, IBS, Webster).

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Il viaggio di Alia continua. Oggi ci accompagna ancora per le strade di Dublino, tra i famosi pub di Temple Bar. E non mancheranno le sorprese.

Se vi state chiedendo di cosa stiamo parlando, lo trovate spiegato qui mentre qui trovate gli altri episodi del racconto di Aliapiedi ... a Dublino.

 

 

Dopo aver percorso il Millennium Bridge, davanti a noi dovrebbe apparire il quartiere di Temple Bar, la cui percentuale di concentrazione di posti per bere, mangiare o cantare in compagnia batte qualunque record mondiale, incluso quello spagnolo!

Però tutto tace: regna un inquietante silenzio e una terrificante oscurità!

Dove sono finiti tutti i turisti che, cercando inutilmente di mimetizzarsi con la gente locale, animano le sue strade, riempono i suoi pub e godono dei suoi spettacoli notturni? Di nuovo qualcosa, o qualcuno, cioè la sottoscritta, non quadra.

Controllo rapidamente la piantina, girandola e rigirandola nervosamente tra le mani mentre una vampata di calore inizia a percorrere il mio corpo trasformandosi in una tremula goccia di sudore che va a cadere proprio su quell’incomprensibile foglio pieno di nomi di vie. Mio marito, pietoso, osserva in silezio, scuotendo la testa, ben cosciente, ancora una volta, dell’accaduto... Il miglior attacco è la difesa, credo, e quindi, come giustificazione – excusatio non petita, accusatio manifesta, penserà lui – inizio a inveire, da un lato, contro gli editori dell’inutile piantina, dotata di una scala così ridotta da rendere assolutamente incomprensibile la sua interpretazione e, dall’altro, contro gli urbanisti dublinesi che risparmiano sulle indicazioni delle vie. Fortunatamente il mio compagno di viaggio scopre, a una breve distanza, delle bandierine multicolori che, stese tra i muri esterni di basse casette, sembrano indicare la presenza di una festa rionale. Ci avviciniamo con aria circospetta, cautamente, e, poco a poco, iniziano ad apparire vispi esseri umani che conversano ad alta voce in inglese, ma soprattutto in italiano e spagnolo, accompagnati da una musica di fondo che, a ogni nostro passo, si fa sempre più forte e intensa.

Non so come, ma siamo finiti all’inizio di questo cammino di perdizione chiamato Fleet Street!

I frenetici movimenti dei corpi, le multilingue voci chiassose, le allegre e fragorose risate sprigionano un tale dinamismo e una tale vitalità da coinvolgerci, o sconvolgerci, inevitabilmente nella festa collettiva di un quartiere, ubriaco di giovialità, che ci sembra unico al mondo (o, almeno, al mondo finora da noi conosciuto)...

 

Il nostro appuntamento con Alia e il suo "Aliapiedi ... a Dublino" è per lunedì prossimo, con la quarta puntata. Il libro "Aliapiedi ... a Dublino" è disponibile sul sito Twins Store, oltre che tramite tutti i principali canali di vendita online (Feltrinelli, IBS, Webster).

Il libro"Aliapiedi ... a Dublino" è edito da David and Matthaus S.r.l.

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Il viaggio di Alia continua. Dopo un giorno trascorso a Belfast, Alia e il marito tornano a Dublino, meta prediletta di questo viaggio. E noi continuiamo a seguire il loro racconto. Ecco la settima puntata!

Se vi state chiedendo di cosa stiamo parlando, lo trovate spiegato qui mentre qui trovate gli altri episodi del racconto di Aliapiedi ... a Dublino.

 

 

Una scalinata lì vicino porta alla grandiosa, immensa e fornitissima Long Room del Trinity College di Dublino, il cui nome potrebbe anche essere quello di “High Room”, considerato l’ampliamento realizzato in altezza, verso la metà dell’Ottocento, con una nuova galleria e una nuova volta.

Tra tomi e tomi, ordinati verticalmente, in base al peso, su scaffali di librerie in legno pregiato, differenziati da dorate lettere dell’alfabeto, si alternano busti di illustri personaggi e, protetta da un vetro, un’antichissima arpa medievale, appartenuta al mitico re irlandese Brian Boru, vincitore nella battaglia di Clontarf contro i vichinghi.

Lo spazio, riempito, quasi soffocato, da migliaia e migliaia di pagine dalle preziose rilegature, è senza dubbio suggestivo e imponente, come quello di qualunque biblioteca che, anche se non così storicamente grandiosa, sempre è e sarà testimone e tacita custode di una cultura scritta, orale nelle sue origini e tristemente virtuale nel prossimo futuro.

 

Il nostro appuntamento con Alia e il suo "Aliapiedi ... a Dublino" è per la prossima settimana, con l'ottava puntata. Il libro "Aliapiedi ... a Dublino" è disponibile sul sito Twins Store, oltre che tramite tutti i principali canali di vendita online (Feltrinelli, IBS, Webster).

Il libro"Aliapiedi ... a Dublino" è edito da David and Matthaus S.r.l.

Il blog di Alia Zuffi è aliapiedienfamilia.wordpress.com.

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