Il viaggio di Alia continua. Siamo ancora a Belfast: La capitale dell'Irlanda del Nord è la seconda destinazione di Aliapiedi a ... Dublino, il libro/racconto di Alia Zuffi, alla scoperta di una delle città più belle d'Europa.

Se vi state chiedendo di cosa stiamo parlando, lo trovate spiegato qui mentre qui trovate gli altri episodi del racconto di Aliapiedi ... a Dublino.

 

 

Lottiamo contro gli elementi, stringendo fortemente i nostri fragili ombrelli, e dopo pochi, eterni minuti, appare un nuovo, e pittoresco, rifugio: la Palm House.

Entriamo diretti in questa serra vittoriana dalle forme curvilinee e, tra gigantesche piante tropicali che sembrano voler avvolgerci con le loro forti radici, con i loro autoritari rami e con le loro foglie invadenti – forse era meglio rimanere esposti alle intemperie! – aspettiamo, ancora una volta, con una certa inquietudine nel corpo, i segni di una leopardiana quiete dopo la tempesta.

"Ecco il sereno, rompe là da ponente..." e finalmente udiamo gli uccelli far festa.

Ognuno riprende il proprio cammino: i turisti verso i monumenti, i bambini verso le giostre e le mamme... dietro i bambini!

La vita riprende il suo corso quotidiano.

 

Il nostro appuntamento con Alia e il suo "Aliapiedi ... a Dublino" è per la prossima settimana, con la settima puntata. Il libro "Aliapiedi ... a Dublino" è disponibile sul sito Twins Store, oltre che tramite tutti i principali canali di vendita online (Feltrinelli, IBS, Webster).

Il libro"Aliapiedi ... a Dublino" è edito da David and Matthaus S.r.l.

Il blog di Alia Zuffi è aliapiedienfamilia.wordpress.com.

Buon 2015!

Il viaggio di Alia continua. Oggi ci accompagna ancora per le strade di Dublino, ma è un pomeriggio riflessivo, in sui si interroga sul senso della storia e sul senso del passato.

Se vi state chiedendo di cosa stiamo parlando, lo trovate spiegato qui mentre qui è le stessa a raccontarvi le sue sensazioni all'arrivo in città.

 

 

Attraccato a un molo del Liffey riposa placidamente la replica di uno storico veliero a tre alberi, il Jeanie Johnston, tristemente famoso per aver trasportato per le impervie acque dell’Oceano Atlantico migliaia di emigranti alla ricerca di una Terra Promessa nel Nord America, durante il vergognoso e tragico quinquennio della Grande Carestia, a metà Ottocento, causa di più di un milione di morti irlandesi per inedia di fronte all'assoluta indifferenza dell’allora governo britannico, fermo sostenitore del non interventismo economico (i cui abitanti, a ogni modo, continuavano a essere incredibilmente riforniti di tutti quei prodotti del Paese vicino, quali cereali, carne e verdure, che non erano stati infettati dal fungo devastatore di patate, alimento base della "ricca" dieta dei colonizzati...).

Impossibile fotografarlo senza pensare alla straziante disperazione di quelle persone rappresentate con un crudele e spietato realismo nel gruppo scultorico ubicato poco più avanti, The Famine Memorial: i corpi scheletrici, le vesti sdrucite, i volti sofferenti e quei miseri sacchi stretti fortemente contro il petto, ultima risorsa per afferrarsi alla vita, non lasciano (ora) indifferente nessuno...

The Famine Memorial 

 

Il nostro appuntamento con Alia e il suo "Aliapiedi ... a Dublino" è per lunedì prossimo, con la terza puntata. Il libro "Aliapiedi ... a Dublino" è disponibile sul sito Twins Store, oltre che tramite tutti i principali canali di vendita online (Feltrinelli, IBS, Webster).

Il libro"Aliapiedi ... a Dublino" è edito da David and Matthaus S.r.l.

Il blog di Alia Zuffi è aliapiedienfamilia.wordpress.com.

 

Lo confesso: da Dublino non voglio più tornare. Capisco come mai alcuni dei miei amici hanno deciso di trasferirsi lì!

 

Descrizione del viaggio

Per me è un posto da favola, un luogo dove si coniugano perfettamente storia, strutture cittadine affascinanti e… letteratura. La letteratura è ovunque, e non nego che da appassionata lettrice quale sono cerco di vedere il maggior numero di posti possibili in cui respirarla a pieni polmoni. Dublino, del resto, è o non è la patria di James Joyce?

 

Gente di Dublino

Eccome se lo è, e il famoso scrittore si percepisce in ogni angolo della città. Credo che uno dei maggiori rimpianti del mio viaggio sarà sempre quello di non essere riuscita a vedere la casa dove ha composto la sezione I morti di Gente di Dublino, ma… poco importa. La città mi dà molto altro di cui gioire e da ammirare!

Un primo giro del centro della città mi regala immediatamente una chicca: il castello. La cosa di per sé mi stupisce, perché di solito i castelli si trovano arroccati su montagne distanti dal centro città. E in effetti questa magnifica fortezza, che nel corso degli anni scopro essere stata anche una prigione, si trova su un’altura (la Cork Hill), ma è praticamente nel bel mezzo della città! E sapete cosa c’è a due passi da questo fantastico castello? Temple Bar: come si fa ad andare a Dublino e a non fare un giro in uno dei suoi quartieri più vivaci? Ci sono tanti, ma davvero tantissimi giovani. E se credete di trovare solo irlandesi… non avete idea di quanti stranieri ci siano! Perché in fondo Dublino è una meta giovane, si sa. È il simbolo della vita dublinese, ed è il posto giusto per vivere la città non da turista, ma da abitante. È qui che si trova anche il fiume che attraversa la città, il Liffey, col suo ponte. Ci sono tornata di sera, e l’illuminazione rende tutto talmente magico e speciale che per un attimo non mi sembra nemmeno di essere nello stesso posto visto alla luce del sole.

 

College e birrerie: i vanti di Dublino

Si sente sempre parlare del famoso Trinity College, uno degli istituti accademici più prestigiosi e antichi d’Irlanda. Bene, io l’ho visto! Vorrei entrare nella biblioteca, perdermi un po’ tra gli scaffali dove probabilmente hanno passeggiato anche Beckett e Oscar Wilde (due illustri ex alunni), ma la mia amica mi smonta immediatamente. Lei legge solo Vogue e Vanity Fair! Ho pietà di lei e metto per un po’ da parte le mie velleità letterarie, scegliendo di vedere un’altra attrazione per cui la città è famosa: la fabbrica della Guinness. Non che per me sia stato un sacrificio… la birra è un’altra mia passione! Prendiamo i mezzi fino ad arrivare nella zona Liberties, che non è molto lontana dal centro, e troviamo quello che è il regno incontrastato della celebre birra scura irlandese. Una volta che ti trovi nel paese dei balocchi, come fai a non comprare le caramelle? Nel nostro caso, come fai a non farti spillare una Guinness fresca fresca? Ovviamente noi non ci pensiamo due volte, e ce la godiamo prima di terminare il tour di questa immensa costruzione, talmente grande da coprire l’area… di un intero quartiere!

 

San Patrizio e dintorni

La birra decisamente ci disseta, e ci permette di andare subito a vedere un altro dei luoghi simbolo di Dublino: la cattedrale di San Patrizio. Mi colpisce subito il famoso pozzo che si trova accanto alla costruzione principale, dove si dice che il santo battezzasse coloro i quali si convertivano. Ma quando penso a San Patrizio, a me viene in mente subito la festa omonima, che è tipicamente irlandese ma che ormai si festeggia un po’ ovunque. A quanto pare, invece, San Patrizio non è solo sinonimo di bevute in compagnia, ma è prima di tutto il patrono dell’Irlanda a cui è dedicata la cattedrale. A costo di attirarmi l’odio della mia amica, una volta entrate la conduco verso la tomba di Jonathan Swift, l’autore dei Viaggi di Gulliver, che si trova proprio all’ingresso della chiesa. Se vi state chiedendo che cosa c’entra uno scrittore con una chiesa vi dico subito che Swift era un tipo molto religioso, talmente religioso che è stato niente di meno che decano della cattedrale.

 

Irish pub, la tappa che non può mancare

Il week end è finito, e tre giorni mi sembrano così pochi… e chi vuole tornare a casa? Per fortuna abbiamo l’aereo nel pomeriggio, quindi qualche ora di tempo in mattinata ancora l’abbiamo per fare un’ultima immersione in questo posto stupendo. La mia amica (sempre lei, quella che legge solo Vogue e Vanity Fair), non ne vuole sapere di alzarsi presto. In effetti siamo andate a dormire tardi, dopo aver passato una bella serata… dove? Neanche a chiederlo. Mica si va in Irlanda senza sperimentare i famosi pub irlandesi! Noi ci siamo andate eccome, e abbiamo conosciuto un gruppo di ragazzi che hanno fatto di tutto per mostrarci l’ospitalità locale. E il loro modo di dimostrarla è molto semplice: prendere per noi quantità industriali di birra. Guinness, of course.

 

Un saluto verde dalla verde Irlanda

È il nostro ultimo giorno in Irlanda, e il sonno e la stanchezza non devono avere la meglio. Costringo la mia amica ad alzarsi dal letto, la infilo nella doccia e la trascino a Phoenix Park. Si è lamentata un po’, ma poi mi ha ringraziata perché la mattinata nell’enorme parco cittadino (credo che sia il più grande di Dublino, e date le sue dimensioni non stento a crederlo!) è stata davvero piacevole, anche grazie ad un sole che ha deciso di darci, con la sua luce, un saluto che abbiamo apprezzato moltissimo.

Mentre l’aereo decolla, penso solo che i miei amici, quelli che vivono qui, presto dovranno darmi ospitalità! 

Il viaggio di Alia continua. Siamo ancora a Belfast, capitale dell'Irlanda del Nord e seconda tappa di questo tour dell'Irlanda. Alia va alla scoperta di questa città "a metà", come sarà lei stessa a raccontarci.

Se vi state chiedendo di cosa stiamo parlando, lo trovate spiegato qui mentre qui trovate gli altri episodi del racconto di Aliapiedi ... a Dublino.

 

 

Ci dirigiamo frettolosamente, per colpa di un cielo sempre più nuvoloso e di un vento sempre più forte, verso la fermata dell’autobus diretto al Gaeltacht Quarter, storica zona di residenza della rivendicativa comunità cattolica, i cui suggestivi murales, vere e proprie opere d’arte, esprimono (ora) sentimenti di pace e uguaglianza, nell'imperitura memoria di agguerriti tempi passati.

Siamo sulla Falls Road, arteria principale di questo quartiere popolare dove, tra umili case di mattoni rossi dalle orgogliose bandiere irlandesi e incomprensibili insegne dalle scritte in gaelico, sembra tuttora viva la tensione, ufficialmente dichiarata conclusa, tra cattolici repubblicani e unionisti protestanti. La storia, a differenza delle immagini dei precedenti, e ben più violenti, murales, non è così facile da cancellare...

Scendiamo dal mezzo di trasporto all’altezza del cimitero della città e, sotto una scenografica pioggia torrenziale che sembra piangere le vive anime dei defunti eroi irlandesi, ci dirigiamo a piedi, o almeno ci proviamo, verso il territorio protestante del Queen’s Quarter, attraversando un non tanto fittizio confine rappresentato dalla grandiosa scultura metallica a forma di sfera denominata The Rise.

Superato questo pretenzioso simbolo del sorgere di un nuovo sole sulla turbolenta storia della capitale dell’Irlanda del Nord, ci rendiamo immediatamente conto di essere passati dall'"altra" parte, come dimostrato dalle bandiere britanniche che svettano orgogliose sui tetti delle poche e umili case di una zona che sembra abbandonata, colpita e distrutta dalle bombe immaginarie, o forse non tanto, del fanatismo politico-religioso. Alquanto sconcertati da questo scenario da Ground Zero dove, anche qui, brillano per la loro assenza tutti quei murales che anni addietro esprimevano i violenti sentimenti locali, riusciamo a trovarne uno, di chiaro stampo nazional-calcistico, dedicato all'orgoglio delle squadre dell’Irlanda del Nord; di tutti gli altri, però, non è rimasta nessuna traccia, o forse è stata volutamente sepolta tra quelle mute macerie circostanti...

 

Il nostro appuntamento con Alia e il suo "Aliapiedi ... a Dublino" è per la prossima settimana, con la sesta puntata. Il libro "Aliapiedi ... a Dublino" è disponibile sul sito Twins Store, oltre che tramite tutti i principali canali di vendita online (Feltrinelli, IBS, Webster).

Il libro"Aliapiedi ... a Dublino" è edito da David and Matthaus S.r.l.

Il blog di Alia Zuffi è aliapiedienfamilia.wordpress.com.

Buon Natale!

Il viaggio di Alia continua. Di ritorno a Dublino, dopo una giornata trascorsa a Belfast, è tempo di tuffarsi tra le attrazioni della capitale irlandese. A partire da quelle più importanti e conosciute... Ecco quindi l'ottava puntata del viaggio di Aliapiedi ... a Dublino!

Se vi state chiedendo di cosa stiamo parlando, lo trovate spiegato qui mentre qui trovate gli altri episodi del racconto di Aliapiedi ... a Dublino.

 

 

Il primo “bersaglio” da centrare è la seconda sede del potere spirituale: la Saint Patrick’s Cathedral.

Dopo aver attraversato il grazioso parco che la precede, dove si esaurisce drammaticamente la batteria di una macchina fotografica affaticata, spossata e stravolta da tante istantanee, ci ritroviamo nel bel mezzo dei festeggiamenti di un, suppongo importante, matrimonio da poco celebrato, considerata la precedente temporanea chiusura del tempio e l'attuale lunga coda all'ingresso. Le allegre damigelle d’onore, rigorosamente vestite di nero, come se avessero assistito a un funerale – forse per la religione protestante tale colore non è di mal auspicio – stanno stappando delle care bottiglie di champagne, comodamente sedute sui sedili in pelle di una sensazionale auto d’epoca, mentre noi, poveri pellegrini, in coda sotto un sole quasi spietato, le osserviamo allibiti, stupiti e con una punta di sana, o forse non tanto sana, invidia.

Loro brindano, ridono e scherzano; noi ci spazientiamo, ci infastidiamo e ci innervosiamo: perché la fila non scorre? Perché la gente non si muove? Perché siamo fermi?

Mentre rigira nella mia testa la stessa domanda, ripetuta tra me e me sotto forme differenti, arriva un guardiano, dotato di un possente tono di voce, che ci invita, quasi ci ordina, a tener preparati i contanti per il biglietto d’ingresso. Le mani frugano nervosamente nelle tasche alla ricerca dell’esatto importo monetario e la marea umana, lentamente, inizia a camminare, accompagnata da un frenetico tintinnio di euro.

Tocca a noi: paghiamo, riceviamo un opuscolo ed entriamo.

La cattedrale è veramente grandiosa. Le navate, il transetto, il coro sono un susseguirsi di storie raccontate negli augusti busti marmorei, nei nobili monumenti sepolcrali e nelle emozionanti targhe commemorative. La chiesa è un vero e proprio museo, o meglio, una casa-museo abitata da illustri personaggi, quali scrittori, religiosi e politici, che convivono silenziosamente tra quelle alte colonne gotiche.

Seduti su un banco di legno ricoperto di purpureo velluto e riservato a una famiglia dal prestigioso cognome, cerchiamo di conservare nelle nostre pupille il maggior numero possibile di dettagli, impossibilitati come siamo a scattare delle foto...

 

Il nostro appuntamento con Alia e il suo "Aliapiedi ... a Dublino" è per la prossima settimana, con la nona puntata. Il libro "Aliapiedi ... a Dublino" è disponibile sul sito Twins Store, oltre che tramite tutti i principali canali di vendita online (Feltrinelli, IBS, Webster).

Il libro"Aliapiedi ... a Dublino" è edito da David and Matthaus S.r.l.

Il blog di Alia Zuffi è aliapiedienfamilia.wordpress.com.

Un veloce giro per farsi un'idea della città capitale dell'Eire, principalmente i piedi e non disdegnando un viaggetto a Howth. Visita dei principali musei e di molte chiese... 

 

Numero Viaggiatori: 1

Data di partenza: 08/10/2013

Durata: 3

Luoghi: Dublino

 

Descrizione del viaggio:

Era tanto che sognavo di andare a Dublino, mi sono preparata con tanto impegno, partecipazione, curiosità ... studiando a fondo una gran quantità di siti, di diari di viaggio, di esperienze: ma la realtà è sempre un'altra cosa!

Mi sembrava di sentir canticchiare Fiorella Mannoia ... col suo cielo d'Irlanda: e aveva ragione!! Le nuvole  piccine e bizzose sul cielo azzurro azzurro ti davan la sensazione di volerti perdere fra le nuvole! Anche il tempo era bizzoso: si passava dalla  pioggerella sottile (quella che non ti fa neanche usare il k-way) al vento feroce, alla quiete più  rassicurante: 5 climi in uno dicevano ... e avevano ragione!

La musica è la cosa che ti rimane dentro: ti resta impressa semplicemente passeggiando per le vie del centro, con i musicisti da strada o anche semplicemente tendendo l'orecchio ai pub: ogni volta un'emozione nuova, una melodia nuova e cantata con passione: Ohhh... quanta fierezza in ciò! Se noi ci conciassimo col costume tradizionale e cantassimo canti della tradizione ci vergogneremmo come pecorelle: loro no! Loro ne vanno fieri! Per cui non vi fate problemi, alla sera immergetevi come locali nella cultura mangereccia e bevereccia dei pub: se riuscite a evitare la marea turistica di zona Temple Bar farete un favore a voi stessi: un modo per immergervi nella vera Dublino, in cui tutte le persone che ho incontrato erano di una gentilezza e disponibilità squisita.

Mi avevan detto che era visitabile a piedi ... e così è stato (nonostante l'abbonamento ai mezzi): mi son fatta una scorpacciata di musei: il grazioso di Scienze naturali, ripieno di animali impagliati, la National Gallery, con capolavori europei ma anche con una sezione dei pittori irlandesi che mi ha emozionato ... forse non li conoscevo abbastanza! E poi il museo di Archeologia in cui ho trovato delle stupefacenti mummie, persino con i capelli! E l'ambiente è delizioso: basta alzare il nasino all'insù e ammirare la struttura, anche le porte in ceramica decorata (oltre ai tanti gioielli)

È bello gironzolare e trovar per caso le cose in elenco da vedere. Così, per caso, come lo storico Brazen Head: il pub più antico e ricco di fiori, di storia, di atmosfera. Molte anche le chiese viste, qualcuna fuori e qualcuna dentro. La più stupefacente e interessante St John's Lane church, sia all'interno (con le vetrate) che fuori. Il cibo non mi ha entusiasmato: dappertutto lo stesso menù... meglio mi è andata nella visitina a Howth.. che ho preferito fare in bus.. guardando con tranquillità il paesaggio circostante: pesce fresco e ampia scelta !

Consigliabile il  biglietto per i trasporti rambler (o forse anche l'hopOn-hopHoff) per 3 giorni anche se stai di più. Comprende l'airlink, 3 giorni di bus e si può prendere anche alle macchinette. Vestirsi ? Lo dicono tutti: a cipolla! Certo, io gironzolavo in piumone mentre i veri dublinesi erano in maniche di camicia. Ma si sa... noi donzelle siam freddolose!

Conclusioni? Beh... una città graziosa, ma avevo forse troppe aspettative (non confermate).

Sono le nostre ultime ore in compagnia di Alia, la scrittrice e protagonista di Aliapiedi ... a Dublino. La sua vacanza volge al termine, ma non si può mica lasciare Dublino senza una pinta di birra?! Ma Dublino non è solo Temple Bar e Alia ci porta in un posto unico, con un grande passato e un divertente presente. Buona lettura, in compagnia di Alia e del suo Aliapiedi ... a Dublino!

Se vi state chiedendo di cosa stiamo parlando, lo trovate spiegato qui mentre qui trovate gli altri episodi del racconto di Aliapiedi ... a Dublino.

 

 

Alla fine di un’animata strada pedonale e commerciale si offre una originale sorpresa. È The Church, un pub che è una chiesa o una chiesa che è un pub.

In realtà, visto da fuori, sembra un vero e proprio luogo di culto, sede dell’antica St. Mary’s Church. Una volta dentro, il bancone pieno di bottiglie di alcolici al posto dell’altare, il grandioso organo le cui auliche melodie sono ora sostituite da musica rock e la spettacolare vetrata che illumina busti di celebri personaggi, terrestri e non certo celesti, lascia ben poco spazio, per non dire nessuno, alla spiritualità, al misticismo o alla trascendenza.

Il locale è stato da poco ristrutturato ed è un posto ricco di storia. Tra le sue mura, ora sconsacrate, fu battezzato Sean O’Casey, Arthur Guinness si sposò e Jonathan Swift espose i suoi primi sermoni. Nella sua nuova veste, moderna, gastronomica e soprattutto turistica, devo ammettere che mi provoca una certa impressione, quasi un senso di inquietudine, una reazione di irriverenza.

Vi garantisco che è un posto che non lascia indifferenti nemmeno i nostri risvegliati sentimenti.

 

Il nostro appuntamento con "Aliapiedi ... a Dublino" è per la prossima settimana, quando sarà la stessa Alia a "tirare le somme" del suo viaggio a Dublino. I suoi racconti, però, non finiscono qui. Se volete leggerli in versione completa, il libro "Aliapiedi ... a Dublino" è disponibile sul sito Twins Store, oltre che su tutti i principali canali di vendita online (Feltrinelli, IBS, Webster).

Il libro"Aliapiedi ... a Dublino" è edito da David and Matthaus S.r.l.

Il blog di Alia Zuffi è aliapiedienfamilia.wordpress.com.

Il viaggio di Alia continua. Oggi ci presentano una delle chiese più interessanti di Dublino, la St. Audoen’s Church... Ecco la nona puntata del viaggio di Aliapiedi ... a Dublino! Buona lettura!

Se vi state chiedendo di cosa stiamo parlando, lo trovate spiegato qui mentre qui trovate gli altri episodi del racconto di Aliapiedi ... a Dublino.

 

 

Torniamo sui nostri passi, dirigendoci verso l’antica St. Audoen’s Church, di culto protestante, ubicata proprio accanto a un’omonima chiesa, questa volta di culto cattolico, di recente costruzione. L’accesso al tempio medievale, il cui pittoresco campanile svetta tra i fiori, l'erba e le piante di un giardinetto circostante dall'aria provenzale, si trova in fondo a una moderna scalinata dove delle eleganti porte di cristallo racchiudono l’essenza di quel gioiello architettonico.

Dopo averle attraversate, ci troviamo in una specie di reception dove delle sorridenti hostess ci chiedono gentilmente la nazionalità per offrirci un opuscolo nella nostra lingua, spiegandoci inoltre l’affascinante percorso, gratuito, all'interno di quella chiesa ora adibita a museo, attraverso un’elegante fusione architettonica dell’antico con il moderno. Il viaggio nel tempo è affascinante, la scenografia così autentica da far temere l’improvviso apparire di un esercito di normanni o il risveglio di antichi cavalieri sepolti nelle tombe della sventrata navata meridionale, aperta al cielo, i cui archi a sesto acuto sostengono ora tutto il peso di un etereo passato...

 

Il nostro appuntamento con Alia e il suo "Aliapiedi ... a Dublino" è per la prossima settimana, con la decima puntata. Il libro "Aliapiedi ... a Dublino" è disponibile sul sito Twins Store, oltre che tramite tutti i principali canali di vendita online (Feltrinelli, IBS, Webster).

Il libro"Aliapiedi ... a Dublino" è edito da David and Matthaus S.r.l.

Il blog di Alia Zuffi è aliapiedienfamilia.wordpress.com.

Il viaggio è finito ma qualcosa è iniziato: queste timide e incerte righe si sono poco a poco trasformate in qualcosa di più, non solo in una continua fonte di soddisfazione personale, ma anche in un sogno intramontabile di esaltanti e stimolanti speranze.

 

Il viaggio è finito ma qualcosa è iniziato: il racconto giornaliero, il primo della mia vita, e, spero, di tanti altri, di nuove mete o di mete ritrovate, di destinazioni vicine o di quelle lontane, è diventato parte di un progetto futuro.

 

Il viaggio è finito, ma qualcosa è iniziato: Dublino, città viva, con la sua gente, vitale e vivace, ha marcato la mia vita, forse letteraria forse immaginaria.

 

Il viaggio è finito.

 

Mi correggo: un viaggio è finito... l’avventura è iniziata

 

Abbiamo voluto lasciare la conclusione di "Aliapiedi ... a Dublino" alle sole parole di Alia, la protagonista di questo viaggio che abbiamo raccontato a puntate su Vita da Turista. Il suo viaggio si è concluso: tutto era cominciato da questa chiacchierata; da allora Alia ci ha accompagnato nei meandri di Dublino, ci ha condotto per mano nei dintorni della capitale irlandese e ci ha fatto scoprire l'altra capitale, Belfast, in Irlanda del Nord. È stato un viaggio ricco di emozioni e carico di significato soprattutto, è evidente, per lei che l'ha vissuto

Se siete curiosi e volete leggere il racconto di Alia in versione completa, il libro "Aliapiedi ... a Dublino" è disponibile sul sito Twins Store, oltre che su tutti i principali canali di vendita online (Feltrinelli, IBS, Webster).

Il libro"Aliapiedi ... a Dublino" è edito da David and Matthaus S.r.l.

Il blog di Alia Zuffi è aliapiedienfamilia.wordpress.com.

Come in un "vecchio" romanzo a puntate, oggi iniziamo a raccontarvi un viaggio.

Vita da Turista d'altra parte nasce proprio per questo, per raccontare i viaggi, per raccontare come si vive in viaggio e quante vite possono "nascondersi" all'interno dello stesso viaggio.

Da oggi, e per le prossime sedici settimane, abbiamo deciso di raccontarvi il viaggio di Alia. Anzi, è la stessa Alia a raccontare in prima persona il suo viaggio a Dublino, fatto qualche anno fa in compagnia del marito e che è diventato un libro: "Aliapiedi ... a Dublino".

Nelle prossime settimane vi racconteremo i momenti salienti di questo viaggio, attraverso alcuni estratti dal libro. Anzi, facciamo una cosa, lasciamo subito a lei la parola e ... buon viaggio in compagnia di Alia.

 

 

«Dublino!»

«Dublino?»

«Dublino!»

Con questo intenso dialogo, composto più da gesti che da parole, iniziò a plasmarsi l’idea di un viaggio in questa città.

Nonostante avessi a disposizione “solo” un mese per tracciare l’immancabile passeggiata-maratona quotidiana per le strade dublinesi, questa piccola capitale sperduta nel nord dell’Europa, quasi insignificante in termini turistici, soprattutto se comparata, ad esempio, con Praga, Stoccolma o Berlino, per non citare le immense e grandiose Roma, Parigi o Londra, non avrebbe certo richiesto tanto tempo per la mia documentazione. Cosa c’era di così importante da vedere in quella città, a me nota solo per i pub, la birra scura e il tipico caffè? Perché mio marito che, ad esempio, non aveva ancora visitato l’elegante e musicale Vienna, sontuosa capitale dell’Impero austro-ungarico, aveva scelto questa, secondo me, anonima destinazione?

Queste erano solo alcune delle migliaia di domande che si susseguivano nella mia mente a un ritmo così vertiginoso da provocare sul mio viso quell’espressione di stupore e disorientamento facilmente percettibile dai miei occhi spalacati, dalle mie labbra corrucciate e dal dubbioso tono della mia voce: «Dublino?»

Lui però, grazie alla sua cultura pratica, derivante dalla lettura quotidiana di giornali, dall’ascolto di notizie televisive o da semplici conversazioni con amici, sembrava totalmente sicuro della sua scelta e convinto dell’opportunità di un “cambio di stile” rispetto alle ultime classiche nostre destinazioni europee: «Dublino!»

Questa prima esclamazione, accompagnata da un gesto risoluto e dal suo tipico sguardo, così dritto e penetrante da infondere sempre, a chi gli stava vicino, un’assoluta sicurezza sulla validità e ragionevolezza delle sue proposte, anche se inaspettate e sconcertanti, aveva fatto sì che, anche in quell’occasione, la mia spontanea e immediata reazione interrogativa si trasformasse in una comune e convinta decisione.

«Dublino!» esclamammo entrambi emozionati.

Iniziava l’avventura (e l’organizzazione della stessa!).

 

Inizia così il viaggio di Alia a Dublino. Tutto è deciso per la partenza. Il nostro appuntamento è per lunedì prossimo, con la prima puntata. Il libro "Aliapiedi ... a Dublino" è disponibile sul sito Twins Store, oltre che tramite tutti i principali canali di vendita online (Feltrinelli, IBS, Webster).

Il libro"Aliapiedi ... a Dublino" è edito da David and Matthaus S.r.l.

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