Il viaggio è finito ma qualcosa è iniziato: queste timide e incerte righe si sono poco a poco trasformate in qualcosa di più, non solo in una continua fonte di soddisfazione personale, ma anche in un sogno intramontabile di esaltanti e stimolanti speranze.

 

Il viaggio è finito ma qualcosa è iniziato: il racconto giornaliero, il primo della mia vita, e, spero, di tanti altri, di nuove mete o di mete ritrovate, di destinazioni vicine o di quelle lontane, è diventato parte di un progetto futuro.

 

Il viaggio è finito, ma qualcosa è iniziato: Dublino, città viva, con la sua gente, vitale e vivace, ha marcato la mia vita, forse letteraria forse immaginaria.

 

Il viaggio è finito.

 

Mi correggo: un viaggio è finito... l’avventura è iniziata

 

Abbiamo voluto lasciare la conclusione di "Aliapiedi ... a Dublino" alle sole parole di Alia, la protagonista di questo viaggio che abbiamo raccontato a puntate su Vita da Turista. Il suo viaggio si è concluso: tutto era cominciato da questa chiacchierata; da allora Alia ci ha accompagnato nei meandri di Dublino, ci ha condotto per mano nei dintorni della capitale irlandese e ci ha fatto scoprire l'altra capitale, Belfast, in Irlanda del Nord. È stato un viaggio ricco di emozioni e carico di significato soprattutto, è evidente, per lei che l'ha vissuto

Se siete curiosi e volete leggere il racconto di Alia in versione completa, il libro "Aliapiedi ... a Dublino" è disponibile sul sito Twins Store, oltre che su tutti i principali canali di vendita online (Feltrinelli, IBS, Webster).

Il libro"Aliapiedi ... a Dublino" è edito da David and Matthaus S.r.l.

Il blog di Alia Zuffi è aliapiedienfamilia.wordpress.com.

Il viaggio di Alia continua. Oggi ci accompagna ancora per le strade di Dublino, ma è un pomeriggio riflessivo, in sui si interroga sul senso della storia e sul senso del passato.

Se vi state chiedendo di cosa stiamo parlando, lo trovate spiegato qui mentre qui è le stessa a raccontarvi le sue sensazioni all'arrivo in città.

 

 

Attraccato a un molo del Liffey riposa placidamente la replica di uno storico veliero a tre alberi, il Jeanie Johnston, tristemente famoso per aver trasportato per le impervie acque dell’Oceano Atlantico migliaia di emigranti alla ricerca di una Terra Promessa nel Nord America, durante il vergognoso e tragico quinquennio della Grande Carestia, a metà Ottocento, causa di più di un milione di morti irlandesi per inedia di fronte all'assoluta indifferenza dell’allora governo britannico, fermo sostenitore del non interventismo economico (i cui abitanti, a ogni modo, continuavano a essere incredibilmente riforniti di tutti quei prodotti del Paese vicino, quali cereali, carne e verdure, che non erano stati infettati dal fungo devastatore di patate, alimento base della "ricca" dieta dei colonizzati...).

Impossibile fotografarlo senza pensare alla straziante disperazione di quelle persone rappresentate con un crudele e spietato realismo nel gruppo scultorico ubicato poco più avanti, The Famine Memorial: i corpi scheletrici, le vesti sdrucite, i volti sofferenti e quei miseri sacchi stretti fortemente contro il petto, ultima risorsa per afferrarsi alla vita, non lasciano (ora) indifferente nessuno...

The Famine Memorial 

 

Il nostro appuntamento con Alia e il suo "Aliapiedi ... a Dublino" è per lunedì prossimo, con la terza puntata. Il libro "Aliapiedi ... a Dublino" è disponibile sul sito Twins Store, oltre che tramite tutti i principali canali di vendita online (Feltrinelli, IBS, Webster).

Il libro"Aliapiedi ... a Dublino" è edito da David and Matthaus S.r.l.

Il blog di Alia Zuffi è aliapiedienfamilia.wordpress.com.

 

Il noto quotidiano britannico The Guardian ha recentemente pubblicato sulla sua versione online una speciale classifica dei "World's top 20 places for the good life", i venti luoghi (non necessariamente città, ma anche intere regioni e/o Stati) dove vivere felici, che sono stati scelti soprattutto per la qualità della vita e dei servizi, il clima favorevole, le opportunità di lavoro o, nel caso di persone di una certa età, per la serenità con la quale trascorrere gli anni da pensionati.

La classifica tiene conto di tutti questi fattori e, nel farlo, propone un panorama piuttosto variegato di destinazioni, nelle quali fanno capolino quelle generalmente favorite dai turisti britannici, come la Francia del sud e la Spagna, ma non mancano anche due citazioni per l'Italia che, come scopriremo, non è solo legata ai classici miti del "turismo cinematografico", così come località fuori del Vecchio Continente.

 

 

Andalusia, Spagna

Cultura, architettura, gastronomia e Flamenco, ma anche clima favorevole e mercato immobiliare a prezzi stracciati. L'Andalusia è scelta sia per le sue bellezze, che per un potenziale turistico ancora inespresso a favore delle Baleari, di Barcellona e delle altre mete "tradizionali".

 

Guascogna, Francia

Regione storica dell'estremo sud-ovest francese, situata al confine con la Spagna e non lontana dal piccolo Principato di Andorra, la Guascogna comprende alcune mete molto frequentate, come Tolosa, Bordeaux e Lourdes, uno dei luoghi di pellegrinaggio cattolico più visitati in assoluto

 

Bansko, Bulgaria

Ottime possibilità di investimento in campo immobiliare, Bansko è una località sciistica tra le più frequentate della Bulgaria, una sorta di Cortina d'Ampezzo dell'est. E già per questo motivo, vale la pena scoprirla

 

Parma, Italia

Arte, cultura, ma anche parmigiano e prosciutto. Un panino di tutto, si potrebbe dire. Parma è considerata dai britannici come un'alternativa alla classica Toscana, ma senza rinunciare al fascino del Bel Paese.

 

Parigi, Francia

Rimossa la contestata tassa sui grandi patrimoni (che aveva portato Gerard Depardieu a richiedere il passaporto russo), gli investitori sono tornati a Parigi, riscoprendo la città più romantica del mondo. Uno dei tanti motivi per andare a vivere nella capitale francese

 

Grenada

Mare e spiagge caraibiche, popolazione tranquilla e amichevole, possibilità di investimenti. Grenada è una delle mete marittime più adatte a chi cerca la "bella vita" agli antipodi.

 

Tokyo, Giappone

L'assetto metropolitano di Tokyo potrebbe sorprendervi in negativo, ma non potete negare una cosa: il Giappone è frenetico a un angolo, e zen in quello successivo. Proprio questo melting pot di emozioni ne decreta il fascino globale

 

Courchevel, Francia

Definito dal Guardian come "luogo delle orge gastronomiche", Courchevel non è solo neve, baite e sport invernali, ma la meta ideale per godere dell'Alpine-chic. Costoso ed esclusivo, ma incredibile!

 

Bretagna, Francia

Cucina di mare assolutamente fantastica, ma anche sidro e crepes, tra le prelibatezze della Bretagna. Un "idillio rurale" che non passerà inascoltato agli amanti del relax

 

Marocco

Il grande mercato delle spezie di Marrakech, le dune desertiche, ma anche il mare e le strutture monarchiche di Rabat. Sapori e profumi d'Africa e d'Oriente si mescolano in questa terra da scoprire

 

Barbados

Meraviglioso arcipelago caraibico (e non solo perché qui c'è nata Rihanna, la cantante che fa sognare giovani e non solo), le Barbados offrono natura incontaminata, mare e quanto serve per una vita "da turista" (scusate, ci autocitiamo solo ogni tanto!)

 

Svezia

Stoccolma e i colori del Gamla Stan, la modernità non ostentata di Malmo e Goteborg, ma anche diritti civili avanzatissimi, un Welfare che fa invidia a qualsiasi stato occidentale. La Svezia attrae gli inglesi, anche grazie alla sua monarchia "pop", che non fa dimenticare casa.

 

Amsterdam, Paesi Bassi

Recentemente classificatasi al primo posto (al mondo) per qualità dell'offerta gastronomica, Amsterdam ha più e più ragioni per essere considerata un happy place (noi abbiamo un suggerimento in tal senso), tra i quali l'offerta museale, culturale e la vita notturna in genere.

 

Toscana, Italia

Non poteva mancare un richiamo alla "dolce vita toscana", che ha conquistato negli anni Sting, Tony Blair, e tanti John Doe d'Oltremanica, tanto che la zona del Chianti è stata ironicamente rinominata "Chiantishire" alla pari di una contea inglese. Vino, arte, natura. What else?

 

Porto, Portogallo

Lontani dal fascino "popular" di Lisbona, Porto ha da offrire un clima piacevole, una vita culturale assolutamente paragonabile a quella delle grandi capitali, oltre a una cucina eccezionale. Il Portogallo più tradizionale, e anche più economico

 

Dublino, Irlanda

"Il fascino del proibito", si potrebbe pensare. Eppure, Dublino continua a essere una sorta di Londra-bis, un luogo affascinante dove riecheggiano i poemi di Joyce tra fiumi di ottima birra e musei e monumenti vari

 

Hong Kong

Un pizzico di Regno Unito in Asia, Hong Kong è una meta internazionale nel vero senso della parola, oltre che essere una sorta di "Expo dei grattacieli", luminosa e tutta da scoprire, anche nel suo quartiere britannico.

 

Budapest, Ungheria

Goulash e monumenti, fiumi e vino di qualità. Budapest è la "nuova Parigi", o meglio si avvicina molto al fascino della capitale parigina, della quale condivide molte cose. Non i prezzi però, che qui sono molto, molto più bassi.

 

Baviera, Germania

Amatissima dagli inglesi, così come dagli italiani, la Baviera è la Germania che non sembra Germania. Natura, colori, accoglienza amichevole e scenari incredibili, tra i quali spicca, ovviamente, il Castello di Neuschwanstein, una delle "meraviglie mancate" del mondo moderno.

 

Cipro

Se Limassol vi dice qualcosa, allora avete già un'idea di perché Cipro potrebbe essere il vostro "next stop". Cultura marittima, cucina deliziosa e ricercata, e tutto il fascino di un mare che ha pochi eguali nel mondo.

Ed eccoci finalmente arrivati alla prima puntata di "Aliapiedi ... a Dublino". La parola ad Alia e al suo racconto!

(Se vi state chiedendo di cosa stiamo parlando, lo trovate spiegato qui).

 

 

Lungo il tragitto passiamo davanti al nuovo terminal, per poi addentrarci, quasi subito, in una lunga e fredda galleria che, come un tunnel spazio-temporale, ci porta immediatamente in città, davanti all’O2, un ristrutturato forum per concerti la cui facciata originaria, appartenente a un’antica stazione ferroviaria, dà sul Liffey, il fiume che divide in due Dublino.

La fermata successiva, la nostra, Convention Centre, si trova proprio di fronte a uno spettacolare centro congressi, la cui amplia vetrata obliqua centrale lascia intravedere i perfetti incroci geometrici delle sue scale interne.

Scendiamo qui, in una zona modernissima, occupata da ampli e rilucenti edifici, sedi di importanti multinazionali. A prima vista la città non sembra appartenere a un’Irlanda aggiunta di recente dai tanto “amati” britannici, geograficamente vicini ma storicamente lontani, all’irriverente, o ironico, acronimo P.I.G.S. (Portogallo, Italia, Grecia e Spagna), trasformato per l’occasione in P.I.I.G.S.!

L’unico elemento architettonico che si differenzia da tanto splendore contemporaneo sembra essere una specie di chiusa, ormai inutilizzata, che precede l’accesso al magnifico Samuel Beckett Bridge, il cui geniale architetto, come facilmente deducibile dalla incredibile somiglianza con il sivigliano Puente del Alamillo, è lo spagnolo Calatrava. La struttura è impressionante e mentre lo attraversiamo, pensando agli incredibili, e per me incomprensibili, calcoli ingegneristici che permettono la sua solida e duratura esistenza materiale, osservo il look dei primi irlandesi in cui ci imbattiamo, cercando nel frattempo di non invadere la corsia riservata alle biciclette e di andare nel senso corretto, cioè opposto a quello adottato dalla stragrande maggioranza dei Paesi di origine non anglosassone.

Nonostante il vento fresco, l’aria frizzante e la bassa temperatura, la gente che lavora, facilmente riconoscibile dai portatili a tracolla, si veste in modo più o meno formale – come sempre, dipende dai punti di vista: nella mia amata città natale, Milano, si parlerebbe di un abbigliamento casual, a voler essere generosi – dalla testa fino alle ginocchia; al di sotto di queste si lasciano ostentosamente allo scoperto gli arti inferiori, incluse le falangi prossimali, medie e distali dei piedi, solo separate, in un unico punto, da delle quantomeno anomali infradito!

Suppongo sia dovuto alla costante e giustificata “voglia d’estate” in un Paese caratterizzato da un clima non certo mediterraneo...

Dublin Convention Centre 

Il nostro appuntamento è per lunedì prossimo, con la seconda puntata. Il libro "Aliapiedi ... a Dublino" è disponibile sul sito Twins Store, oltre che tramite tutti i principali canali di vendita online (Feltrinelli, IBS, Webster).

Il libro"Aliapiedi ... a Dublino" è edito da David and Matthaus S.r.l.

Il blog di Alia Zuffi è aliapiedienfamilia.wordpress.com.

Il viaggio di Alia continua. Di ritorno a Dublino, dopo una giornata trascorsa a Belfast, è tempo di tuffarsi tra le attrazioni della capitale irlandese. A partire da quelle più importanti e conosciute... Ecco quindi l'ottava puntata del viaggio di Aliapiedi ... a Dublino!

Se vi state chiedendo di cosa stiamo parlando, lo trovate spiegato qui mentre qui trovate gli altri episodi del racconto di Aliapiedi ... a Dublino.

 

 

Il primo “bersaglio” da centrare è la seconda sede del potere spirituale: la Saint Patrick’s Cathedral.

Dopo aver attraversato il grazioso parco che la precede, dove si esaurisce drammaticamente la batteria di una macchina fotografica affaticata, spossata e stravolta da tante istantanee, ci ritroviamo nel bel mezzo dei festeggiamenti di un, suppongo importante, matrimonio da poco celebrato, considerata la precedente temporanea chiusura del tempio e l'attuale lunga coda all'ingresso. Le allegre damigelle d’onore, rigorosamente vestite di nero, come se avessero assistito a un funerale – forse per la religione protestante tale colore non è di mal auspicio – stanno stappando delle care bottiglie di champagne, comodamente sedute sui sedili in pelle di una sensazionale auto d’epoca, mentre noi, poveri pellegrini, in coda sotto un sole quasi spietato, le osserviamo allibiti, stupiti e con una punta di sana, o forse non tanto sana, invidia.

Loro brindano, ridono e scherzano; noi ci spazientiamo, ci infastidiamo e ci innervosiamo: perché la fila non scorre? Perché la gente non si muove? Perché siamo fermi?

Mentre rigira nella mia testa la stessa domanda, ripetuta tra me e me sotto forme differenti, arriva un guardiano, dotato di un possente tono di voce, che ci invita, quasi ci ordina, a tener preparati i contanti per il biglietto d’ingresso. Le mani frugano nervosamente nelle tasche alla ricerca dell’esatto importo monetario e la marea umana, lentamente, inizia a camminare, accompagnata da un frenetico tintinnio di euro.

Tocca a noi: paghiamo, riceviamo un opuscolo ed entriamo.

La cattedrale è veramente grandiosa. Le navate, il transetto, il coro sono un susseguirsi di storie raccontate negli augusti busti marmorei, nei nobili monumenti sepolcrali e nelle emozionanti targhe commemorative. La chiesa è un vero e proprio museo, o meglio, una casa-museo abitata da illustri personaggi, quali scrittori, religiosi e politici, che convivono silenziosamente tra quelle alte colonne gotiche.

Seduti su un banco di legno ricoperto di purpureo velluto e riservato a una famiglia dal prestigioso cognome, cerchiamo di conservare nelle nostre pupille il maggior numero possibile di dettagli, impossibilitati come siamo a scattare delle foto...

 

Il nostro appuntamento con Alia e il suo "Aliapiedi ... a Dublino" è per la prossima settimana, con la nona puntata. Il libro "Aliapiedi ... a Dublino" è disponibile sul sito Twins Store, oltre che tramite tutti i principali canali di vendita online (Feltrinelli, IBS, Webster).

Il libro"Aliapiedi ... a Dublino" è edito da David and Matthaus S.r.l.

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Il viaggio di Alia continua. Siamo ancora a Belfast: La capitale dell'Irlanda del Nord è la seconda destinazione di Aliapiedi a ... Dublino, il libro/racconto di Alia Zuffi, alla scoperta di una delle città più belle d'Europa.

Se vi state chiedendo di cosa stiamo parlando, lo trovate spiegato qui mentre qui trovate gli altri episodi del racconto di Aliapiedi ... a Dublino.

 

 

Lottiamo contro gli elementi, stringendo fortemente i nostri fragili ombrelli, e dopo pochi, eterni minuti, appare un nuovo, e pittoresco, rifugio: la Palm House.

Entriamo diretti in questa serra vittoriana dalle forme curvilinee e, tra gigantesche piante tropicali che sembrano voler avvolgerci con le loro forti radici, con i loro autoritari rami e con le loro foglie invadenti – forse era meglio rimanere esposti alle intemperie! – aspettiamo, ancora una volta, con una certa inquietudine nel corpo, i segni di una leopardiana quiete dopo la tempesta.

"Ecco il sereno, rompe là da ponente..." e finalmente udiamo gli uccelli far festa.

Ognuno riprende il proprio cammino: i turisti verso i monumenti, i bambini verso le giostre e le mamme... dietro i bambini!

La vita riprende il suo corso quotidiano.

 

Il nostro appuntamento con Alia e il suo "Aliapiedi ... a Dublino" è per la prossima settimana, con la settima puntata. Il libro "Aliapiedi ... a Dublino" è disponibile sul sito Twins Store, oltre che tramite tutti i principali canali di vendita online (Feltrinelli, IBS, Webster).

Il libro"Aliapiedi ... a Dublino" è edito da David and Matthaus S.r.l.

Il blog di Alia Zuffi è aliapiedienfamilia.wordpress.com.

Buon 2015!

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