Dopo aver viaggiato lungo l'offerta natalizia della Toscana, oggi vogliamo dedicarci a scoprire cosa l'Emilia Romagna, e in particolare il suo capoluogo Bologna, propongono a turisti e residenti locali per il periodo dell'Avvento, tra mercatini e fiere che segnano l'avvicinamento al Natale.

 

 

Bologna

Si tiene a Bologna, lungo quella Strada Maggiore fulcro della vita cittadina, la tradizionale Fiera di Santa Lucia, che proseguirà tutti i giorni fino al 26 dicembre, festa di Santo Stefano. Dalle 9 alle 20.30, i visitatori potranno immergersi nella grande offerta della più grande Fiera d'Europa, un appuntamento imperdibile nel quale gastronomia, tradizione e artigianato si mescolano per donare alla bella "Dotta" il suo vestito migliore. Allo stesso modo, è da vedere la Fiera di Natale di Via Altabella, che rimarrà aperta negli stessi orari ma fino al 6 gennaio, e nella quale sarà possibile ammirare e acquistare tanti prodotti di tutti i tipi.

Nella provincia bolognese, spazio all'appuntamento con Al Nadel 'd Zola, la Fiera del Natale che il 13-14 e 21 dicembre illuminerà stradine e piazze di Zola Predosa. Qui, tra una bancarella di artigianato e uno spazio gastronomico, sarà possibile scoprire bellezze e attrazioni del comune, tra le quali la Biblioteca pubblica, il Museo del Passato (dedicato alla riscoperta dei mestieri tradizionali e della lavorazione della canapa) e i numerosi spettacoli messi in scena per i visitatori.

 

Rimini

Ci spostiamo a Rimini, dove certo il Natale in riva al mare ha tutto un altro sapore, ma anche qui le tradizioni non possono non essere rispettate. Ecco dunque che tra gli appuntamenti imperdibili ci sono i mercatini dell'artigianato di Via Castelfidardo, che si terranno nelle tre domeniche antecedenti il Natale (7, 14 e 21 dicembre) mentre tutto il centro storico, dal 1 dicembre e fino al 6 gennaio 2015, si trasformerà in un grande palcoscenico del Natale a cielo aperto, dove ogni strada e piazza offriranno idee, spunti e addobbi differenti, tutti da scoprire.

 

Ferrara

Proposta ampia e di sicuro effetto anche quella del comune di Ferrara, che dal 30 novembre al 6 gennaio, nella splendida cornice della Piazza Municipale, si vestirà a festa con tante attività tutte da scoprire, mercatini insoliti e curiosi, ma anche tanta buona cucina e bevande, spettacoli e attrazioni per i bambini (e gli adulti) in una cornice turistica di grande interesse.

 

 

Parma e provincia

Concludiamo la nostra carrellata con un piccolo paese del parmense, Borgo Val di Taro, che nel primo weekend festivo di dicembre si trasformerà in una sorta di presepe vivente. Qui, infatti, l'arrivo del Natale sarà celebrato con una ricchissima mostra di artigianato, eventi di ogni tipo (tra i quali i cori e le musiche dei Gruppi Alpini) e il celebre Festival della Spongata, un dolce natalizio tradizionale dell'Emilia centrale fatto di marmellata, pinoli, mandorle e frutta candita inseriti in un delicato impasto di pasta brisèe. Insomma, golosi e amanti del Natale, è giunto il vostro momento!

Dopo “a pizza co'a mortazza” capitolina e la “patata gustosa”, Street food: cibi d’autore vi porta nel freddo nord. Anche la Pianura Padana, infatti, ha le sue perle, e noi per questa occasione vi portiamo alla scoperta della Tigella, o crescentina modenese.

La preparazione è semplice, e rappresenta l’ABC di tutte le specialità italiane più autentiche: si preparano a partire da un impasto di acqua, farina di grano tenero e lievito di birra, da cui si formano palline o dischi del diametro di 6-10 cm. Parola d’ordine? Lievitazione lenta, si tratta di cibo “street”, ma pur sempre “slow”. Questo è l’imperativo! La cottura avviene su pietra refrattaria, che  mantiene inalterato il sapore.

 

 

In lungo e in largo per l’Italia gira ormai da due anni “la Bruna”, un simpatico camioncino su tre ruote che permette di esportare i sapori dei colli bolognesi. Chi è Mozao? Ad oggi 2 persone, Riccardo e Clara, emiliani DOC che hanno deciso di aprire il primo Street Food mobile. Il nome? Un retaggio emiliano “Ma ciao!”.

La Tigella non è una piadina (alt, quella è romagnola e la geografia è importante!), non è un panino, una pizzetta o una focaccia. Una tigella è una tigella. Le varianti sono infinite: farciture con il tipico lardo e scaglie di parmigiano, con ciauscolo e crema di broccoli oppure con confetture varie e nutella. Seguiteli on line per sapere in quale posto si troverà oggi “La Bruna”.

Se vi siete persi le precedenti puntate della serie Street food: cibo d'autore potete trovarle qui, qui e qui. Buona lettura e, buon appetito!

Alla Fiera di Forlì dal 13 al 15 marzo va in scena un evento a base di moda e storia: Vintage, la moda che vive due volte, un fine settimana tra abbigliamento, accessori, lifestyle e musica, all'insegna del recupero e riutilizzo, ma anche della riscoperta del bello del passato.

Un tuffo nel periodo che va dagli anni '20 agli anni '80 attraverso la moda, i profumi, i pezzi di design e il mondo del collezionismo. Un evento da grandi numeri: 5.000 metri quadri, quattro aree principali, ciascuna dedicata al mondo del vintage, del remake, collezionismo e modernariato.

 

 

Il vostro viaggio nella storia nel segno della moda sarà allietato da una serie di eventi collaterali alla manifestazione principale,  tra dj set, musica live, mostre (particolarissima e imperdibile quella dedicato allo street style e alla cultura punk rock inglese degli anni '70 e '80) e show di burlesque.

Gli orari di apertura sono il venerdì dalle 14.00 alle 20.00 e sabato e domenica dalle 10.00 alle 20.00.

Siamo in Italia, prima del 1958: sono moltissime, diffuse in diversi angoli delle città italiane e molto frequentate. Siamo negli anni immediatamente precedenti alla Legge Merlin che ne dichiarò la chiusura.  Ebbene sì, stiamo parlando proprio delle case chiuse, quelle all’interno delle quali le professioniste dell’amore – come spesso venivano chiamate – praticavano il loro mestiere.

Dagli anni Cinquanta facciamo un salto in avanti e arriviamo ai giorni nostri: è passato molto tempo da quando non sono più ‘istituzioni’ attive, ma oggi sono considerate come un vero e proprio pezzo della storia italiana, non la grande storia ma quella delle singole persone e della vita di ogni giorno. Al punto che, attualmente, in alcune città si organizzano dei tour che conducono alla scoperta dei palazzi e dei luoghi in cui si trovavano queste case d’appuntamenti. Noi ve ne vogliamo proporre uno virtuale che ci porta in quattro grandi città italiane, proprio nelle strade e nelle zone in cui si ritrovavano quelli in cerca di qualche ora di piacere.

 

 

Bari

Il nostro è un viaggio che va da nord a sud e che parte dal Mezzogiorno, precisamente dalla città di Bari. Qui c’era una quindicina di case d’appuntamenti e la maggior parte di esse era concentrata nel quartiere murattiano. Si hanno notizia degli edifici di via Dante, di via Principe Amedeo, di via Garruba e altri ancora.

Un cenno a parte merita il Villino delle Rose, che si trovava in via Eritrea e che era da molti considerato il posto più bello, elegante e lussuoso della città. Come spesso accadeva, infatti, le case chiuse avevano un arredamento curato ai limiti del pacchiano e del sontuoso, specialmente quando erano destinati ad accogliere una clientela più alta.

Nel corso del tempo gli edifici in questione sono stati usati per altri scopi, diventando appartamenti, uffici o negozi; altri ancora sono stati abbattuti e non ne è rimasta traccia.

 

 

Napoli

Da Bari ci spostiamo nella città partenopea, Napoli. Interessante il contrasto che si può trovare tra le case chiuse dei quartieri più alti, come quelle dislocate lungo la centralissima Via Chiaia, e quelle dei luoghi più umili della città che da questa strada erano poco distanti, come ad esempio i quartieri spagnoli. Le prime erano molto più lussuose e curate, mentre le seconde erano di pretese inferiori e quasi improvvisate. Tutte, in ogni caso, avevano una nutrita clientela, al punto che ancora oggi molti ricordano le storie di Mimì do Vesuvio, Anastasia 'a friulanaNanninella 'a spagnola, nomignoli con i quali le lavoratrici più famose erano chiamate da tutti.

A Napoli un itinerario di questo tipo non può non fare tappa allo storico Casino di Salita S. Anna di Palazzo, la casa chiusa più rinomata della città che veniva chiamata semplicemente la Suprema e che oggi è un lussuosissimo albergo.

 

 

Bologna

Bologna, la città dotta, è la tappa successiva del nostro viaggio che, dunque, dalla Campania ci porta fino all’Emilia Romagna.

La zona dove si concentrava il maggior numero di case chiuse era quella dei Mirasoli, dietro l’ex Tribunale, ma non la sola. Moltissime case chiuse si potevano trovare in via dell’Orso, via Piella, via delle Oche, via Malcontenti, via Polese, via del Borgo di San Pietro, via dell’Unione e forse anche in via Bertoloni, dove oggi sorge un locale i cui dipinti al muro ricordano che lì, in passato, sorgeva una casa di tolleranza. E c’è qualcuno che è pronto a giurare che la più economica di tutte si trovava nel vicolo del Falcone.

In questi quartieri che per moltissimi anni hanno ospitato famose case di piacere, oggi sorgono soprattutto ristoranti, alberghi o locali.

 

 

Trieste

Concludiamo il nostro viaggio insieme nella città più europea d’Italia: Trieste. Anche qui sono moltissime le zone dove si trovavano le case chiuse, che oggi sono oggetto di interesse da parte dei turisti. La maggior parte era concentrata nella zona di Cittavecchia, da Cavana fino al colle capitolino di San Giusto. I più frequentati si trovavano in Via dell'Altana, Via del Fico, Via del Fortino, Via delle Beccherie Vecchie e Via dei Capitelli, ma ce n’erano molti altri che altri sorgevano altrove, ad esempio tra le zone di Cavana e Riborgo. Anche a Trieste, come succedeva a Napoli, c’era una netta distinzione tra le case di lusso e quelle più modeste. Ad esempio, la Villa Orientale in via Bonomo era considerata una delle più chic insieme alla Francese, che si trovava in via dei Capitelli e che pare fosse dotata di biglietti da visita scritti in ben quattro lingue diverse.

Una chicca finale prima di abbandonare questo viaggio nel mondo del piacere d’altri tempi: a Trieste un altro famoso bordello era il Metro Cubo in Via del Fortino che, pur essendo molto lontano dal concetto di casa d’appuntamento elegante, pare fosse molto apprezzato dal grandissimo scrittore irlandese James Joyce, che lo frequentò durante la sua permanenza a Trieste.

I mercatini di Natale approdano anche quest'anno in Emilia Romagna, e scelgono come cornice il piccolo borgo di Campegine

Nome evento: Mercatini di Natale

Data: domenica 14 dicembre

Dove: Campegine (RE)

 

 

Campegine, piccolo borgo in provincia di Reggio Emilia, anche per questo Natale accoglierà i suoi turisti con calore. Al via, domenica 14 dicembre, la sesta edizione dei Mercatini di Natale. Una giornata all’insegna del buon umore e dello shopping. Non mancheranno eventi e canti di accompagnamento. Il miglior modo per trascorrere una giornata in famiglia.

I Ponti d’Italia, esempi di mode architettoniche, atti di estrosità del passato, luoghi di passeggio, dove nascono amori e dove si combattono battaglie o si raccontano leggende, andiamo alla scoperta dei ponti più belli d’Italia!

Vita da Turista ha voluto riportare i ponti più belli d'Italia che hanno fatto la storia di molti luoghi, hanno portato bellezza ai borghi, fascino ai loro panorami, sviluppo al loro territorio.

 

 

Ponte Gobbo a Bobbio, Piacenza

ponte gobbo a bobbio

Questo ponte viene anche chiamato Ponte Vecchio e attraversa il fiume Trebbia. Il suo nome è dovuto al caratteristico profilo molto irregolare che lo rende dall’aspetto dinamico e suggestivo.

Lungo ben 273 metri, conserva fra le campate degli archi la statua di San Colombano e della Madonna dell’Aiuto, molto amati dalla popolazione del luogo.

Il Ponte è noto soprattutto per le numerose leggende che lo riguardano proprio per la particolare struttura architettonica, ritenuta per molti tecnici di oggi di difficile realizzazione in epoca medievale. La leggenda più nota che conferisce alla struttura il nome di Ponte del Diavolo, riguarda San Colombano che una notte fu contattato dal Diavolo che gli promise di costruire il ponte in una sola notte in cambio della sua anima. Si racconta che il Santo accettò e, di conseguenza, la stessa notte iniziarono i lavori da parte del Diavolo aiutato da altri piccoli diavoli che reggevano le arcate del ponte. Essendo di stature diverse tra loro, le arcate vennero realizzate una diversa dall’altra. All’alba San Colombano mandò un cane al Diavolo che, offessosi, diede un calcio al ponte, rendendolo irrimediabilmente sghembo.

 

Ponte romanico a Dolceacqua, Imperia

il ponte di dolceacquaDolceacqua è un borgo particolamentre suggestivo, dal 2007 insignito dalla Bandiera Arancione del Touring Club Italiano, una località dove concedersi un week end di relax e buona cucina, conoscendo la popolazione e i piatti tipici locali, inoltrandosi nelle vie più belle e caratteristiche.

E’ proprio tra queste che è facile scorgere la bellezza del Ponte romanico che caratterizza quello che fu l’ampliamento territoriale della cittadina con l’aggiunta del Borgo nel XV secolo.

La struttura, costruita con materiali tipici della zona, è formato da una sola arcata dalla struttura irregolare. Il ponte è ancora un punto molto importante di passaggio pedonale, un luogo magico dove potersi soffermare a godersi uno splendido tramonto o dove potersi godersi dei piccoli momenti di relax, proprio come fece il pittore Claude Monet che nel 1884 si ritrovò a passare proprio per la piccola Dolceacqua e, rimasto stupito dalla sua bellezza paesaggistica, fece si che il ponte e il castello sovrastante diventassero oggetto dei suoi dipinti.

 

Ponte Scaligero a Castelvecchio, Verona

Il ponte Scaligero a Verona

Fermiamoci in Veneto, e precisamente a Verona, in totale ammirazione del ponte Scaligero, un esempio di struttura architettonica di elevata fattura che rappresenta il Medioevo italiano in tutta la sua interezza.

Il ponte fa parte del complesso di Castelvecchio ed è considerato un esempio ardito di architettura soprattutto se si pensa che fu costruito nei primi del 1300. I tre archi di cui è composto è di diverse ampiezze e la realizzazione dei piloni, due a base pentagonale e il terzo con decorazioni di capitelli di stile corinzio e frammenti di bassorilievi romani, fu caratterizzata da un approfondito studio finalizzazto a monitorare la potenza dell’acqua e facilitarne il passaggio del fiume Adige.

La struttura vanta una lunghezza di ben 120 metri e largo 6, è formato dal mura merlate a coda di rondine, con la presenza di comminatoi e feritorie, un ponte per camminare, sentendosi in un’altra epoca.

 

 

 

 

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Emilia Romagna, la terra della piadina, e di molti altri piatti che ormai sono diventati patrimonio della cucina italiana in generale. Ecco 5 posti di questa bella regione pronti a ospitare altrettanti 5 piatti tipici.

 

 

Il ricordo di un sapore autunnale

La Festa delle Castagne e dei Ricordi è in programma a Castell'Arquato, in provincia di Piacenza, il 5 e 6 ottobre. Due giorni per coniugare gastronomia, folklore e riscoperta delle antiche tradizioniLa parte gastronomica è dominata dalle caldarroste (basturlon in dialetto) abbrustolite su enormi bracieri alimentati a legna, ma sarà possibile degustare altre specialità come i chisolini, gustati con i salumi tipici, l'investitura, il tipico salame cotto e prodotti tipici come miele e formaggi. Una sezione particolare sarà dedicata al vino.

Un evento importante all’interno della sagra sarà l’esposizione di trattori e macchinari d'epoca, la maggior parte dei quali sono pezzi da collezione. Molto particolare lo spazio riservato alle biciclette d'epoca e ai motorini vintage.

Il folklore sarà un'altra parte importante della manifestazione, in quanto ci saranno persone vestite con abiti tradizionali e impegnate nella rappresentazione dei vecchi mestieri e delle attività del passato come il filoss, la spannocchiatura del mais. L’edizione di quest’anno vede anche una novità con l’inserimento di balli popolari accompagnati dagli strumenti della storia regionale quali l’organetto e la ghirondaGli appassionati dell’artigianato saranno poi soddisfatti dalle numerose bancarelle che saranno allestite in diversi punti del paese.

 

Tartufo e … cani da tartufo

La Sagra del Tartufo di Castel di Rio (Bologna), che si tiene il 14-15 e il 21-22 settembre, nasce per promuovere il territorio attraverso la divulgazione del tartufo ed è diventata presto uno dei maggiori appuntamenti della Comunità AlidosianaIl menù offerto durante le giornate della sagra sarà costituito da tante pietanze a base di tartufo (e non solo), e si troverà spazio anche per la Gara Alidosiana di Cerca del Tartufo, tappa del Campionato Nazionale alla quale prenderanno parte oltre 60 cani. Lo spettacolo, completamente gratuito, vi terrà impegnati per tutta la mattinata e vi farà arrivare affamati agli stand gastronomici!

Non mancherà l’intrattenimento, con musica e spettacoli mentre per i bambini ci saranno tanti gonfiabili, dove potranno trascorrere del tempo divertendosi mentre i genitori si godono il tradizionale mercato per acquistare, ovviamente, prodotti al tartufo.

 

La salamina, piatto principe ferrarese

La Sagra della Salamina da Sugo al Cucchiaio è una vera e propria kermesse del gusto dedicata  all'insaccato più famoso e simbolico della gastronomia ferrarese. Ad ospitarla, come sempre, il comune ferrarese di Madonna Boschi dal 19 al 29 settembre e dal 3 al 6 ottobre, due appuntamenti durante i quali si potrà gustare la salamina preparata rispettando i criteri artigianali, che prevedono dei tempi di esecuzione lunghi e accurati.

I piatti a base di salamina saranno numerosi, e tra essi è di certo da gustare il carpaccio di salamina cruda con grana e crema di aceto balsamico. La particolarità del servizio sarà il piatto tipico all'interno del quale il prodotto verrà presentato, contornato da purè di patate (come da manuale).

 

Vino in festa a Coriano

Le vie e le piazze del centro storico saranno il teatro della Fiera del Sangiovese di Coriano, nel ravennate, territorio tra i più importanti nella produzione di uva e vino della provincia. Il via alle danze è previsto alle 14 del 16 settembre, con un fitto programma che terrà i partecipanti impegnati fino a tarda serata.

L'antico rito della pigiatura dell'uva nei tini e la degustazione del vino dolce apriranno la manifestazione, che proseguirà con la sfilata del carro allegorico, una serie di mostre sugli attrezzi agricoli, in particolare quelli usati per la vendemmia, e la presentazione dei "Vini doc delle cantine corianesi". Immancabili gli stand gastronomici dove poter assaporare alcune specialità romagnole, molte delle quali ovviamente a base di uva. Altrettanto immancabile l’accompagnamento musicale.

 

Il tortellino di Castelfranco, tradizione immancabile

Siamo in Emilia, poteva mai mancare un evento dedicato ad uno dei piatti più tipici della regione? Castelfranco Emilia, in provincia di Modena, anche quest’anno dà vita alla Sagra del Tortellino, che si tiene in occasione dei festeggiamenti per San Nicola. Dal 7 al 15 settembre (con un’anteprima della festa vera e propria che si svolge il 7 e l’8) si potrà gustare il tradizionale tortellino di Castelfranco, fatto a mano con pasta sfoglia tirata al mattarello e rigorosamente cotto e servito in brodo.

A rendere più suggestiva questa sagra gastronomica è la rievocazione storica in costume, durante la quale una persona del posto viene simbolicamente insignita del titolo di oste e, per un anno, diventa il custode della tradizione culturale locale legata a questo quadrato di pasta fresca ripieno.  

Il Natale a Luzzara comincia già da domenica 7 dicembre: è a partire da questa data, infatti, che il centro del comune in provincia di Reggio Emilia si addobba di luci, colori e suoni tipicamente natalizi.

Nome Evento: Sotto il Segno del Natale

Data: dal 7 dicembre per tutto il mese

Dove: Luzzara (RE)

 

 

Sotto il Segno del Natale giunge quest’anno alla sua 6° edizione che, anche nel 2014, vede la presenza del caratteristico mercatino di Natale dove trovare tanti stand che offrono prodotti tipici e, ovviamente, natalizi. Si passa dalle prelibatezze gastronomiche ai manufatti di artigianato locale.

Ad aumentare l’atmosfera natalizia dell’evento, che comincia domenica 7 e tiene banco per tutto il mese di dicembre, eventi a tema accompagnati da musiche e canti di Natale che animano tutte le giornate. È prevista la filodiffusione di canti tradizionali in tutte le strade del paese.