Finalmente si parte, prima tappa Friuli Venezia Giulia.

Si arriva alle 11 al Parco Rainbow MagicLand di Valmontone, sono tutti lì che ci aspettano, curiosi di sapere come avrà inizio quest'avventura.

Dopo la conferenza stampa fatta su una piattaforma a 50 metri d'altezza ci avviciniamo alla nostra Defender che ci aspetta più bella che mai in pole position. È stata un'esperienza bellissima, noi due davanti al Defender, tutti che ci chiamavano attirando la nostra attenzione sul loro obiettivo, flash e domande venivano da ogni parte, ci siamo sentiti felici ed orgogliosi di essere così tanto apprezzati di fare una cosa che noi amiamo fare: viaggiare e raccontare il nostro viaggio.

Dopo i saluti, via, si parte!!! Dopo 600 km. si arriva a destinazione, bei paesaggi ma dall'autostrada non è che si vedono posti suggestivi. Arriviamo nel nostro hotel 'Il Vecchio Tram' verso le 9 di sera, dove ci aspetta una cordialissima receptionist, Stella, che con il suo sorriso ci fa dimenticare i km. appena fatti. Si sale in camera giusto in tempo per vedere il secondo tempo della finale di Champions League. Stella ci prenota un tavolo per due in un ristorantino tipico Friulano 'Osteria Vecchio Stallo'. All'entrata troviamo il proprietario che alla nostra richiesta di fare qualche foto ne rimane contentissimo e ci mostra tutte le particolarità del posto e l'assaggio di piatti tipici: si comincia con i 'Mignaculis' e 'Cialcions', due paste da paura, e seguito da 'Frico' e 'Salame all'aceto'. A prendersi cura di noi è un ragazzo indiano felicissimo di condividere con noi l'emozione del nostro viaggio.

Stasera a nanna presto anche se è l'una passata, domani grande giornata. Ci aspetta la visita a Cividale del Friuli... Buonanotte...

 

Ore 9 del mattino. Ci lasciamo Udine alle spalle per raggiungere il nostro primo sito UNESCO: Cividale del Friuli. Molti hanno fatto visita da queste parti: Celti, Romani, Longobardi, Veneti, ed oggi tocca a noi. Città ricca di storia, una storia così intensa che camminando tra le stradine medioevali sembra di rivivere quei giorni così lontani.

Siamo subito rimasti incantati dalla sua bellezza. Ci armiamo di mappa e brochure varie e come due veri turisti ci addentriamo nel centro cittadino. Passando per Via del Monastero Maggiore raggiungiamo l'entrata per visitare il Tempietto Longobardo, ricco di affreschi, tra i quali spicca la raffigurazione di Cristo in Gloria, con alcuni Santi al suo fianco e la scena dell’adorazione dei Magi. All'uscita innanzi a noi si apre un panorama mozzafiato, il fiume Natisone in tutta la sua bellezza, sembra davvero di essere tornati indietro nel tempo, e qui abbiamo dato sfogo alla nostra creatività tra foto e video.

Nel frattempo conosciamo una ragazza del posto che a storia ne sapeva molto più di noi e ci spiega che Cividale è stato il primo insediamento Longobardo nel 568 e rimase tale fino al 774 d.C. Continuiamo il nostro tour visitando la Casa medievale: si tratta di un edificio costruito nel trecento e rimasto inalterato nelle sue linee essenziali. Si passa per piazza Paolo Diacono contornata da edifici di epoche e stili diversi e giriamo come matti tutta la mattinata, passando sul ponte del Diavolo. Curiosa è la leggenda che lo circonda: per facilitare la costruzione del ponte il Diavolo avrebbe chiesto in cambio l’anima della prima persona che ci fosse passata sopra e così i Cividalesi per salvare una vita umana fecero passare un cane. È tutto il giorno che giriamo, percorriamo una stradina strapiena di gente con musicisti che si dilettano tra canti tipici e balli folkloristici, la fame ci sta assalendo e così, per rimanere in tema storico, ci siamo fermati alla Taverna Dei Longobardi.

 

 

Ragazzi che mangiata: crostini con il lardo, speck e gorgonzola, salame e carciofi, provola melanzane e acciughe, il tutto annaffiato da un bel bicchiere di vino rosso. Nel primo pomeriggio ci soffermiamo in un chioschetto tipico della piazza centrale dove i proprietari, simpaticissimi, ci chiamano e ci invitano a brindare con loro, un paio di bicchieri di birra a testa non hanno mai fatto male a nessuno. È ora di ripartire, la città di Aquileia ci sta aspettando.

La raggiungiamo dopo circa 45 minuti di macchina. Aquileia è stato un insediamento Romano per lungo tempo e resti e rovine sono sparse un po' ovunque. La nostra attenzione viene catturata dalla Basilica di Santa Maria Assunta dove assistiamo ad una marcia di guerrieri Longobardi con costumi di quei tempi, e dai bellissimi mosaici riportati alla luce nel 2011, in parte distrutti da Attila nel 400 e poi nascosti per lungo tempo da una fitta vegetazione. Si sta facendo sera e così ci dirigiamo all'Hotel Patriarchi. Facciamo il check-in, saliamo in stanza, giusto il tempo di sistemarci e… domani ci aspetta la Slovenia.

Medioevo e Rinascimento sono stati periodi di alchimisti, ingegneri e artisti, che in Italia non hanno lasciato tracce solo all’interno di chiese e musei. Infatti, per la gioia dei più curiosi e avvezzi alle scoperte ed esplorazioni "casuali", c’è stato anche molto altro.

Di che cosa stiamo parlando? Della geometria! L'odiata materia scolastica ritorna quest'oggi (in verità lo ha fatto già secoli fa) sotto forme assolutamente nuove e... turistiche. Linee bilanciate e cadenzate, che magari nascondono numeri cabalistici o legati a chissà quale credo alchemico, scacchiere viventi, forme che lievitano sotto forma di castelli. Scopriamo insieme di cosa stiamo parlando!

 

 

Marostica

Splendida cittadina in provincia di Vicenza, ai piedi dell’Altopiano di Asiago. Nella sua piazza a scacchiera da molti anni si svolge la famosa partita. Ma prendete nota: solo negli anni pari. Una tradizione che risale ad un anno pari di tanti secoli fa, il 1454 appunto, quando due nobili, innamorati della bella Lionora, decisero chi l’avrebbe vinta con un duello d’amore.

 

Palmanova

Dal Veneto ci spostiamo poco lontano, in Friuli Venezia Giulia. Questa bella cittadina rappresenta al meglio cosa intendessero i rinascimentali quando parlavano di “scienza”: una città progettata per essere inattaccabile. Da chi doveva mai difendersi? Dai turchi, per questo i veneziani l’hanno progettata ad hoc: simmetria, stella a nove punte, perfettamente difesa. Con tanto di piazza simmetrica al centro. Un labirinto? Giammai.

 

Castel del Monte

In questo caso la geometria non è urbanistica ma architettonica. Siamo ad Andria, in provincia di Bari e questo è un luogo che catalizza l’attenzione di tutti: voluto da Federico II di Svevia per motivi ancora oscuri (perché un sovrano avrebbe dovuto costruire un castello in una zona lontana da porti, fiumi e dalle principali città?). Eppure il risultato è assolutamente vincente: 8 è il numero ricorrente. Otto lati, otto torri, otto stanze trapezoidali all’interno. Ottagonale è anche il cortile interno. Andate e contate da voi il resto!

Siamo in Italia, prima del 1958: sono moltissime, diffuse in diversi angoli delle città italiane e molto frequentate. Siamo negli anni immediatamente precedenti alla Legge Merlin che ne dichiarò la chiusura.  Ebbene sì, stiamo parlando proprio delle case chiuse, quelle all’interno delle quali le professioniste dell’amore – come spesso venivano chiamate – praticavano il loro mestiere.

Dagli anni Cinquanta facciamo un salto in avanti e arriviamo ai giorni nostri: è passato molto tempo da quando non sono più ‘istituzioni’ attive, ma oggi sono considerate come un vero e proprio pezzo della storia italiana, non la grande storia ma quella delle singole persone e della vita di ogni giorno. Al punto che, attualmente, in alcune città si organizzano dei tour che conducono alla scoperta dei palazzi e dei luoghi in cui si trovavano queste case d’appuntamenti. Noi ve ne vogliamo proporre uno virtuale che ci porta in quattro grandi città italiane, proprio nelle strade e nelle zone in cui si ritrovavano quelli in cerca di qualche ora di piacere.

 

 

Bari

Il nostro è un viaggio che va da nord a sud e che parte dal Mezzogiorno, precisamente dalla città di Bari. Qui c’era una quindicina di case d’appuntamenti e la maggior parte di esse era concentrata nel quartiere murattiano. Si hanno notizia degli edifici di via Dante, di via Principe Amedeo, di via Garruba e altri ancora.

Un cenno a parte merita il Villino delle Rose, che si trovava in via Eritrea e che era da molti considerato il posto più bello, elegante e lussuoso della città. Come spesso accadeva, infatti, le case chiuse avevano un arredamento curato ai limiti del pacchiano e del sontuoso, specialmente quando erano destinati ad accogliere una clientela più alta.

Nel corso del tempo gli edifici in questione sono stati usati per altri scopi, diventando appartamenti, uffici o negozi; altri ancora sono stati abbattuti e non ne è rimasta traccia.

 

 

Napoli

Da Bari ci spostiamo nella città partenopea, Napoli. Interessante il contrasto che si può trovare tra le case chiuse dei quartieri più alti, come quelle dislocate lungo la centralissima Via Chiaia, e quelle dei luoghi più umili della città che da questa strada erano poco distanti, come ad esempio i quartieri spagnoli. Le prime erano molto più lussuose e curate, mentre le seconde erano di pretese inferiori e quasi improvvisate. Tutte, in ogni caso, avevano una nutrita clientela, al punto che ancora oggi molti ricordano le storie di Mimì do Vesuvio, Anastasia 'a friulanaNanninella 'a spagnola, nomignoli con i quali le lavoratrici più famose erano chiamate da tutti.

A Napoli un itinerario di questo tipo non può non fare tappa allo storico Casino di Salita S. Anna di Palazzo, la casa chiusa più rinomata della città che veniva chiamata semplicemente la Suprema e che oggi è un lussuosissimo albergo.

 

 

Bologna

Bologna, la città dotta, è la tappa successiva del nostro viaggio che, dunque, dalla Campania ci porta fino all’Emilia Romagna.

La zona dove si concentrava il maggior numero di case chiuse era quella dei Mirasoli, dietro l’ex Tribunale, ma non la sola. Moltissime case chiuse si potevano trovare in via dell’Orso, via Piella, via delle Oche, via Malcontenti, via Polese, via del Borgo di San Pietro, via dell’Unione e forse anche in via Bertoloni, dove oggi sorge un locale i cui dipinti al muro ricordano che lì, in passato, sorgeva una casa di tolleranza. E c’è qualcuno che è pronto a giurare che la più economica di tutte si trovava nel vicolo del Falcone.

In questi quartieri che per moltissimi anni hanno ospitato famose case di piacere, oggi sorgono soprattutto ristoranti, alberghi o locali.

 

 

Trieste

Concludiamo il nostro viaggio insieme nella città più europea d’Italia: Trieste. Anche qui sono moltissime le zone dove si trovavano le case chiuse, che oggi sono oggetto di interesse da parte dei turisti. La maggior parte era concentrata nella zona di Cittavecchia, da Cavana fino al colle capitolino di San Giusto. I più frequentati si trovavano in Via dell'Altana, Via del Fico, Via del Fortino, Via delle Beccherie Vecchie e Via dei Capitelli, ma ce n’erano molti altri che altri sorgevano altrove, ad esempio tra le zone di Cavana e Riborgo. Anche a Trieste, come succedeva a Napoli, c’era una netta distinzione tra le case di lusso e quelle più modeste. Ad esempio, la Villa Orientale in via Bonomo era considerata una delle più chic insieme alla Francese, che si trovava in via dei Capitelli e che pare fosse dotata di biglietti da visita scritti in ben quattro lingue diverse.

Una chicca finale prima di abbandonare questo viaggio nel mondo del piacere d’altri tempi: a Trieste un altro famoso bordello era il Metro Cubo in Via del Fortino che, pur essendo molto lontano dal concetto di casa d’appuntamento elegante, pare fosse molto apprezzato dal grandissimo scrittore irlandese James Joyce, che lo frequentò durante la sua permanenza a Trieste.

Se siete appassionati di fantascienza e siete in cerca di un'occasione particolare per visitare la bella Trieste, prenotate un biglietto per il 29 ottobre. Troverete il Trieste Science + Fiction, un appuntamento molto originale!

 

 

Nome evento: Trieste Science + Fiction. Festival della Fantascienza

Data: dal 29 ottobre al 3 novembre 2014

Dove: Trieste

Parte il 29 ottobre la quattordicesima edizione del Festival della Fantascienza di Trieste, giunto alla sua 14esima edizione. L'evento avrà luogo nella Sala Tripcovich e come ogni anno il cinema avrà un ruolo centrale, con film horror, fantasy e science fiction. Nel programma del Festival, anche il Premio Asteroide per il miglior lungometraggio di fantascienza, e il Premio Méliès d'Argento, che premia il miglior film fantastico e il miglior cortometraggio europeo.