I musei dedicati ai prodotti alimentari d’eccellenza ormai sono sparsi in varie zone dello Stivale. Un’occasione per proporre un mix tra buon cibo, scoperta e, perché no, conoscenza di tecniche, esperienza e tradizioni del buon produrre e del buon mangiare.

Il punto di forza delle tre situazioni (o meglio sarebbe dire, delle tre eccellenze enogastronomiche territoriali) che analizzeremo, infatti, è stata la scelta lungimirante di aver puntato sul rapporto vivo con il cibo, che vuol dire interattività, degustazione e incontro.

 

 

Casa del Cioccolato, Perugia

Il capoluogo della piccola Umbria è, da sempre legato alla storica fabbrica di produzione del cacao. Il museo storico Perugina si visita in un’ora circa, rigorosamente accompagnati da una guida turistica (anche in inglese), che introduce i visitatori all’eccezionale mondo del cioccolato: dalle origini del cacao al cioccolato, dalla sua lavorazione alla storia d’impresa, per scoprire poi i segreti dei prodotti più famosi come i mitici “Baci”. Con alcune curiosità: ad esempio sapevate che il cioccolato veniva chiamato dai Maya “Teobroma cacao”, che significa “cibo degli dei”?. Il percorso non può non terminare con un’eccellente degustazione del prodotto.

 

Musei del Cibo, Parma

La cittadina emiliana è luogo delle eccellenze, con un sestetto aureo formato da Parmigiano Reggiano, Pomodoro, Pasta, Vino, Salame e Prosciutto. In realtà non si tratta della visita ad un’unica struttura, ma di un vero e proprio percorso gastronomico, articolato sapientemente diremmo noi. E dunque, il Museo del Salame è situato nelle cantine del Castello di Felino, ambienti da sempre scelti per la conservazione e la stagionatura dei salumi, mentre quello del Parmigiano a Soragna, in un ex caseificio. Il punto di forza? Le attività didattiche, che coinvolgono grandi e piccoli. Parlano i numeri infatti, nel 2014 il circuito è stato visitato da ben 20 mila visitatori.

 

Museo del Gusto, Frossasco

Un piccolo borgo situato tra Pinerolo e Torino e questo museo che vuole fare il punto sulle eccellenze gastronomiche piemontesi. Ecco quindi che abbiamo vino e cioccolato. Reperti e immagini raccontano le lavorazioni tradizionali dei principali prodotti del territorio del pinerolese: l’uva e il vino, il latte e il formaggio, il grano e il pane. Il percorso si snoda su due piani, dove oltre ad illustrare la storia dei prodotti tipici della provincia di Torino (come gli antichi stampi con cui si colava il cacao), sono previsti dei particolari pannelli sensoriali per “mangiare” con i sensi. Il punto di forza? Una scuola di alta specializzazione in cucina e un ristorante didattico all’interno.