Rho - Golosità natalizie, è tempo di riempire le tavole! A Milano e dintorni, in particolare, il dolce prediletto nel periodo dell'Avvento e delle feste di Natale è il panettone, il classico Pan de Toni nato, secondo la leggenda, da un errore di un aiuto pasticciere che, pasticciando appunto, produsse uno dei più famosi dolci di tutti i tempi, al pari del pandoro di Verona o del panforte senese. Proprio al classico pane lievitato, ricco di frutta candida e uvetta, è dedicata Arte.Panettone, la mostra dei dolci artigianali che si terrà a Villa Burba di Rho il 29 e 30 novembre (il prossimo weekend).


 

Il sabato dalle 15 alle 22, e la domenica dalle 10 alle 21, i visitatori (l'ingresso, vale la pena ricordarlo, è gratuito) potranno conoscere per il secondo anno consecutivo i disciplinari di produzione, i trucchi e i segreti di decine di pasticceri che aderiscono al marchio di qualità del Panettone artigianale di Milano, un riconoscimento che garantisce all'acquirente finale il rispetto delle antiche regole di lavorazione, la qualità dei prodotti utilizzati per la realizzazione e anche e soprattutto la cura artigianale con la quale questo must natalizio viene messo in vendita.

Si tratterà di un'occasione valida anche per scoprire le possibilità promozionali per l'industria dei dolci italiani in vista di Expo 2015, così come ricorda l'amministrazione comunale di Rho che organizza e patrocina l'evento, ma anche per i visitatori di portare a casa, magari a prezzi leggermente ridotti, un panettone da gustare o da donare come idea regalo originale e sicuramente gustosissima.

Pensando al Natale e al Capodanno, non vi viene voglia di "tuffarvi" nelle bollicine? Ecco, c’è una regione in Italia dove le bollicine non sono protagoniste dei giorni di festa, ma lo sono tutto l'anno. È il Veneto, la terra del Prosecco. La zona di produzione del Prosecco DOCG è racchiusa tra Valdobbiadene e Conegliano, raccoglie 15 comuni e 5.000 ettari di vigneto. Più uva che abitanti. Scenari di pure colline verdi che si susseguono, cantate molti anni fa già dal Petrarca (chissà, anche lui avrà amato il Prosecco, oltre alle colline).

Una cultura, quella del prosecco, talmente preziosa che si fa in tre: tranquillo, frizzante, spumante.

 

 

E non c’è via migliore per conoscere questi luoghi che percorrendo la Strada del Prosecco, che collega Conegliano, Vittorio Veneto, Valdobbiadene e Pieve di Soligo. Vi proponiamo alcuni luoghi da non farvi scappare lungo il vostro percorso e da ammirare tra una degustazione e l'altra.

Partiamo dalla Rua di San Pietro di Feletto, con il suo eremo camaldolese del ‘600. L’itinerario prosegue fino a San Pietro di Feletto, dove sorge la splendida Pieve del XII secolo, anch'essa tutta da vedere. A Solighetto, invece, si trova la Villa Brandolini, un edificio settecentesco che è anche la sede del Consorzio Tutela Prosecco Conegliano Valdobbiadene e di un museo dedicato alla cantante d'opera Toti Dal Monte, soprano e attrice veneta, morta nel 1975 a Pieve di Soligo.

A Soligo sorge la chiesetta di Santa Maria Nova, che risale al XIV secolo. Molto interessanti gli affreschi al suo interno, anch'essi databili al Seicento. Pochi passi a piedi e si raggiunge il tempietto di San Gallo, sull'omonimo colle, da cui si può godere di una straordinaria vista panoramica sulla sottostante Valle del Piave.

Col San Martino è nota per le sue Torri di Credazzo, testimonianza della presenza longobarda in veneto. Non vi basta questo tour nel medioevo? Allora non potete perdere la Chiesetta di San Vigilio, unica presenza del “far umano” in un mare di colline verdi.

Le possibilità lungo la "Strada del Prosecco" non mancano. Ma prima bisogna scegliere: Brut, Extra Dry, Frizzante o Tranquillo?

I sapori più genuini della Valle d'Aosta raccolti in un solo, gustosissimo evento. In autunno Torgnon vizia con le sue prelibatezze

Nome evento: Festa delle Patate di Montagna e della Fontina d'Alpeggio

Data: dal 31/10/2014 ore 19.00 al 09/11/2014

Dove: Torgnon (AO)

 

 

 

A Torgnon d’Auton, in Valle d’Aosta, nelle giornate a cavallo di ottobre e novembre si festeggia San Martino. E quale miglior modo per festeggiare il sacro se non unirlo al “profano”?. La patata di montagna e la fontina sono le coprotagoniste di questo evento che, per due settimane, animerà con celebrazioni ed eventi il piccolo paese montano. Non mancheranno concerti di musica tradizionale e produttori locali con il meglio dell’enogastronomia del territorio.

Un monumento di qua, una chiesa di là, la guida che aspetta per cominciare il tour … e "non ci vedo più dalla fame!". Come fare? Quando si è in vacanza e non si ha tempo, la soluzione è lo Street Food, il cibo da strada. Diventato chic dopo "Unti e Bisunti", il programma in onda su DMax con Chef Rubio, lo street food è una colonna portante delle vacanze, soprattutto low cost! 

Perché pranzo e cena non devono per forza prevedere una tavola imbandita, e questo vale ancora meno quando si è in giro a fare i turisti. Se si vuole mangiare bene, magari prodotti tipici e – meglio ancora – a costi e tempi ridotti, bisogna imparare l’arte dello street food. In ogni angolo del mondo è possibile prendere al volo qualcosa da mangiare, che i venditori offrono direttamente in strada.

 

 

Parigi, città della baguette

Che vacanza a Parigi è se non si percorre almeno qualche metro portando una baguette sotto il braccio? Tralasciando per un attimo, però, l’aspetto folkloristico del pane francese per eccellenza, la baguette può essere un’ottima soluzione per placare lo stomaco tra una ‘promenade dans les boulevards’ e l’altra. E non bisogna nemmeno sprecare troppo tempo a cercarne una, perché le panetterie le vendono praticamente a qualsiasi angolo di strada.

 

Riso alla cantonese by night

L’Asia si è da tempo adeguata a questa politica del cibo comodo e veloce da consumare. I noodles, questi spaghettini immersi in una zuppa salata, sono ormai approdati anche in Italia, e sono più che mai diffusi nel Mercato Serale di Miaokou, a Taiwan. Noodles e non solo: il menù di strada prevede delle omelette a base di ostriche, i tipici involtini primavera e, ovviamente, riso a volontà e in tutte le salse.

 

Il gusto della Rambla

Frutta, verdura, pesce e prodotti tipici, primo tra tutti il prosciutto spagnolo. È tutto quello che potete gustare all’interno di uno dei mercati più famosi d’Europa: il mercato della Boqueria di Barcellona. Tanti i vantaggi del mangiare qui: cibo economico e di qualità, location bellissima proprio nel cuore della città, affacciato sulla Rambla, e un’immersione nella vita spagnola di tutti i giorni.

 

Germania terra della birra… e del bratwurst

Poco tempo e tanta voglia di sperimentare il cibo locale? La parola è una sola: bratwurst, il simbolo della gastronomia tedesca. È una salsiccia di notevoli dimensioni, spesso accompagnata da salse come la senape, e dalle immancabili patate. Si può gustare anche al centro di una piazza importante come Alexanderplatz, prendendola da uno dei numerosi venditori ambulanti. E non dimenticate di innaffiare il vostro spuntino con un’adeguata dose di birra.

 

"Incartami un gyros pita, per favore"

Equivalente in salsa greca del kebab turco, il gyros pita è il cibo di strada ideale se avete fretta di fare un tuffo nelle acque cristalline di Mykonos o di ammirare l’Acropoli di Atene. Generalmente viene servito avvolto nella carta, e dunque si può continuare a camminare e contemporaneamente soddisfare il proprio palato con questo panino ripieno di carne di maiale e condito con una speciale salsa di yogurt chiamata tzatziki.

PHOTO: © mykafkaesquelife.blogspot.it

 

Parigi e la Francia c'entrano sempre quando si parla di chic. Moda? Buon vino? Champagne? Non in questo caso. Qua si parla di gustosi dischi colorati. Dolcissimi e buonissimi. Roba per palati sopraffini. Avete presente i Macarons? Loro, appunto!

I famosi macarons sono cugini strettissimi di un dolce italiano, molto famoso anch'esso ma sicuramente meno chic, forse anche a causa di un nome più prosaico e di un colore "meno colorato": la meringa. Le differenze ci sono ma sono meno di quanto si potrebbe immaginare; il plus francese è costituito dalla farina di mandorle al posto delle noci presenti nella variante italiana e dalla crema che fa da equatore ai due emisferi.

A fare la differenza è soprattutto il look: volete mettere il bianco "smorto" di una meringa nostrana con gli allegri colori pastello dei Macarons francesi?

 

 

Bisogna ammettere che stavolta i cugini d'Oltralpe hanno la meglio. Eppure anche sulla'origine dei macarons potrebbe esserci il nostro zampino. Se alcuni infatti fanno risalire la ricetta francese a un convento di Cormery, altri ritengono che sia stata Caterina de’ Medici (moglie nel 1533 del re francese Enrico II), a commissionare il dolce a un pasticcere italiano, per poi presentarlo alla corte reale. 

Dispute nazionalistiche a parte, oggi il macaron deve la sua fama alla pasticceria francese Ladurée, che ha il suo quartier generale a Parigi ma ha invaso anche l’Italia: è possibile acquistare gli originali macarons a Milano, Roma, Firenze e Lucca (date un'occhiata alla mappa per scoprire dove) e regalarsi così uno zuccheroso piacere fatto di dischetti colorati, scatole e tanti colori pastello. 

 

Secondo articolo della serie "Cosa non mangiare all'estero". La scorsa volta vi abbiamo portato in Giappone, alla scoperta del "fugu" (il pesce palla). Questa volta, invece, restiamo in Asia ma andiamo in Cambogia, Vietnam e Laos dove sembrano essere molto apprezzati ... i pulcini (di anatra o di gallina). Fin qui, forse, niente di male. Certo, può sembrare strano il fatto che si mangino i pulcini ma anche noi occidentali in fondo abbiamo le nostre crudeltà, basta pensare agli agnelli.

 

 

 

La cosa ancora più assurda è il modo in cui vengono mangiati, la cui spiegazione è tutta nel nome, "balut", che significa letteralmente "incartato". Culinariamente parlando, questo si traduce nel fatto che questo piccolo incarto viene buttato nell'acqua bollente e il pulcino viene mangiato quando è ancora nell'uovo. L’idea è molto simile a quella di mangiare un essere imbalsamato.

Non è tutto. In questi paesi, il "balut" viene considerato un alimento afrodisiaco, e questo ne giustifica la vendita all'esterno di molti locali notturni (altro che cornetto o panino notturno con la salsiccia). Anzi, se proprio si vuol fare bella figura con una ragazza, da queste parti scelgono proprio uno dei ristoranti super lusso dove viene servito questo povero uccellino.

Paese che vai, usanza che trovi. Certe cose, però, è meglio saperle prima!

Quanti di voi hanno mai avuto il privilegio di assaggiare il tartufo bianco d'Alba? Per tutti i "tartufo-addicted", l'occasione è ghiotta: fino al 16 novembre, la città piemontese di Alba apre le porte ai visitatori per la 84esima Fiera Internazionale del Tartufo, un evento che attira ogni anno persone da tutto il mondo, soprattutto per il mercato mondiale, che si tiene durante il weekend, e durante il quale è possibile mettere mano al portafogli per aggiudicarsi anche pochi grammi di questa prelibatezza esclusiva.

La Fiera del Tartufo di Alba, però, trascende la mera transazione tartufistica, e si estende a tutto il mondo, gastronomico e culturale, che gira intorno ai tartufi. Tanti sono infatti gli appuntamenti in programma per queste ultime due settimane della rassegna internazionale, che occupa grandi spazi all'interno della città, e che raccoglie personalità di spicco della cultura, della cucina e dello spettacolo. Mentre gli adulti, infatti, possono dividersi tra mostre di artigianato, degustazioni dei fantastici vini delle Langhe ed appuntamenti a teatro, i bambini potranno partecipare a laboratori nei quali chef, più o meno noti al grande pubblico, insegneranno a riconoscere il tartufo, impastare e preparare fettuccine e tagliatelle, e anche divertirsi in cucina, perché il mangiare non va solo preparato, ma anche goduto nella sua essenza più "ludica".

 

 

Mercoledì 5 novembre si terranno dei laboratori di ricerca simulata del tartufo, ma anche visite turistiche del centro storico e di Alba sotterranea, mentre sabato 8 e domenica 9 vi saranno in programma corsi accelerati di alta pasticceria, concerti di musica classica e passeggiate lungo i magnifici paesaggi color pastello dei vigneti che contornano questa zona del Piemonte. Durante tutto il periodo, poi, saranno aperte ai visitatori delle interessanti mostre artistiche e fotografiche, tra le quali una retrospettiva sull'opera di Felice Casorati e una mostra dedicata ad Anselm Kiefer, così come una esposizione di foto realizzate da Aldo Agnelli, uno dei più importanti fotografi piemontesi del Novecento, amico di Beppe Fenoglio e grande cultore dello scatto come mezzo di rappresentazione artistica del reale.

Insomma, il programma (che potete consultare nella sua interezza qui) è davvero vastissimo, e non potrà che lasciarvi piacevolmente colpiti. Pronti a partire per Alba?

L’estate sta finendo, ma finiscono né divertimentorelax. I dintorni di Roma sono animati da una serie di sagre che vi permetteranno di gustare piatti tipici, di ascoltare musica popolare e soprattutto di non rimanere a casa a guardare la tv (non che ci sia niente di male, eh!).

 

 

 

Le sagne di Ciciliano

Il nostro itinerario enogastronomico parte con la sagra delle sagne cogliu peco, che si tiene dal 6 al 7 settembre a Ciciliano. La sagna, la grande protagonista della serata, è un tipo di pasta simile alle pappardelle, che in occasione di questa sagra viene rigorosamente condita con un sugo a base d’agnellone. La sagna non è, però, l’unico piatto disponibile sul menù: non mancano i panini con le salsicce aromatizzate al rosmarino, vino bianco e peperoncino, gli arrosticini, la trippa e la pecora “agliu cutturu” (stufata).

 

Un salto nel passato a Grottaferrata

Grottaferrata, poco lontana dalla Capitale, l'8 settembre si tinge di colori d’epoca con l’Antica Fiera “’Na vota c’era”. Si svolge nel perimetro dell’Abbazia di San Nilo, in occasione dei festeggiamenti in onore della Madonna di Grottaferrata, e ricrea l’ambiente e l’atmosfera ottocentesca grazie a costumi, attrezzature e manifestazioni che si rifanno al passato. Mostre fotografiche, riproduzione degli antichi atti civili, degustazione dei prodotti tipici locali, accompagnamento musicale e animazione di gruppi folcloristici e tanto altro avvolgono i visitatori, portandolo in un batter d’occhio nell'atmosfera caratteristica della Grottaferrata di un tempo lontano.

 

A Marino le fontane stillano vino

«Lo vedi ecco Marino
la Sagra c'è dell'Uva
fontane che danno vino
quant'abbondanza c'è!»

Così canta un famoso stornello dei Castelli romani. E il vino in abbondanza alla sagra dell’uva di Marino c’è. È un evento imperdibile, la festa cittadina più importante, le cui origini affondano addirittura negli anni ‘20 e che da allora si è tenuta ogni anno. La mattinata è all’insegna della sfera religiosa, con la processione in onore della Madonna del SS. Rosario nel cuore del centro storico, seguita dal cosiddetto “miracolo delle fontane” che stillano non acqua, ma vino, e proseguendo con la distribuzione di uva ai partecipanti. Il pomeriggio è invece all’insegna della storia, con un corteo in costume che rievoca il ritorno trionfale del Principe Marcantonio Colonna dalla battaglia di Lepanto.

Percorsi enogastronomici con degustazioni di prodotti tipici, dimostrazione della vinificazione tradizionale, sfilata dei tradizionali carretti... tante le iniziative in programma dal 5 al 6 ottobre.

 

La polenta, lenta da fare e veloce da gustare a Nazzano

Il 19 ottobre la polenta diventa il piatto principale della sagra di Nazzano, organizzata in occasione della processione che trasporta la statua del Santo Patrono nella chiesa di Sant’Antimo. Preparata con una tecnica lunga e particolare, la polenta viene servita in piatti di legno e accompagnata da un buon bicchiere di vino locale. Chi non vuole approfittare del piatto tradizionale ha delle alternative, in quanto il menu prevede anche grigliate di carne e abbondanti porzioni di verdure. La festa è allietata, inoltre, dalle esibizioni dal vivo di alcuni gruppi musicali.

 

La salsiccia baciona di Morlupo

Il nostro consiglio è di partire subito, destinazione Morlupo, per la sagra della salsiccia tipica detta baciona. È un evento estremamente longevo, che si tiene da anni e che è diventato una caratteristica del piccolo comune laziale. Dal 27 al 28 ottobre Piazza Diaz si anima grazie alla presenza di numerosi visitatori che vogliono gustare pane casareccio cotto a legna con la salsiccia locale e magari accompagnarlo con del buon vino. La festa unisce la gastronomia all’intrattenimento grazie a una serie di spettacoli musicali live, fuochi d'artificio e addirittura una corsa di cavalli.

Il nord Italia è pieno di luoghi dove vengono organizzati eventi a tema natalizio. Uno dei più curiosi e consigliati è Natale Village, a Castel Mella in provincia di Brescia. Per l’occasione Piazza Unità d’Italia si veste a festa, trasformandosi in un vero e proprio villaggio natalizio.

Nome Evento: Natale Village

Data: dal 13 al 28 dicembre

Dove: Castel Mella (BS)

 

 

Aria natalizia a Castel Mella, comune della provincia bresciana. Dal 13 al 28 Dicembre, in piazza Unità d'Italia si tiene il Natale Village, manifestazione che ricrea le magiche atmosfere natalizie trasformandosi in un villaggio delle feste natalizie.

Non mancheranno occasioni di divertimento grazie alla presenza di numerose attrazioni e spettacoli a tema natalizio, e sarà possibile anche soddisfare il palato con un semplice salto nell’area dedicata alla gastronomia natalizia.

Voglia di shopping? E allora è d’obbligo un giro nel tradizionale mercatino di Natale, che vanta oltre 50 espositori.

Il divertimento si unisce, in questo caso, alla beneficenza e allo spirito altruistico che caratterizza il Natale: in occasione della manifestazione, infatti, presso la deliziosa Casa di Babbo Natale è prevista anche una raccolta fondi a favore dei bambini.

La Campania è una delle regioni italiane dalla cucina più ricca e dalle tradizioni culinarie più antiche e radicate. Diventa, dunque, una meta ideale per chi volesse vedere gli angoli più belli e suggestivi della zona, senza rinunciare a qualche assaggio dei prodotti locali.

 

 

I visitatori a Castelpagano spuntano…come funghi!

Dal 13 al 15 settembre la Sagra del Fungo Porcino animerà il comune beneventano di Castelpagano, appuntamento che è ormai diventato una consuetudine del paese che ogni anno richiama moltissimi visitatori.

In un periodo del genere il fungo porcino è un prodotto quasi d’obbligo, perché è quello propizio per la sua raccolta, solitamente molto proficua nei numerosi boschi del territorio.

Come ogni sagra che si rispetti, sarà possibile degustare il fungo porcino in molte delle sue varianti, con menù completi che comprendono anche la pizza ai funghi porcini. Non mancheranno, inoltre, gli assaggi dei prodotti tipici locali, oltre che dei vini campani diffusi in tutt’Italia e presentatati da esperti sommelier.

Possibilità di laboratori gastronomici saranno offerte nella suggestiva cornice del Palazzo Ducale e nella Pineta Comunale. E il Palazzo Ducale avrà anche un ruolo attivo durante tutto l’evento, poiché ci sarà la possibilità di pranzare e cenare sia nelle sue belle sale interne che sulle sue terrazze.

 

Viva la pappa col pomodoro. Quello di San Marzano!

Dove, se non in Campania, poteva tenersi la Sagra del Pomodoro San Marzano? La villa comunale di Striano (Napoli) anche quest’anno ospita l’evento enogastronomico dal 13 al 15 settembre.

Previste degustazioni di piatti tipici della tradizione popolare, tutti ovviamente realizzati con il pomodoro del limitrofo comune di San Marzano sul Sarno, la cui produzione ha alle spalle ormai una tradizione secolare.

Tra le pietanze offerte dal menù della sagra non figurano solo primi e secondi, ma anche la pizza fritta con pomodoro e grana, il tutto innaffiato sia da qualche bicchiere del gustoso vino locale che, in alternativa, da fiumi di birra.

Intenti morali animano la manifestazione, che si schiera contro la camorra e che si propone di non pesare sull’ambiente utilizzando solo materiale biodegradabile.

Durante la manifestazione si alterneranno momenti di musica popolare e nazionale con artisti e musicisti, che animeranno i giardinetti di via Risorgimento.

 

Una sagra molto condita

Nel casertano, e precisamente a San Prisco,  il 13, 14 e 15 settembre avrà luogo la Sagra delle Olive e Baccalà. Il comune dell’evento non è casuale, in quanto San Prisco è rinomato per le sue numerosissime piante di olivo, su cui è basata la maggiore economia del paese, dall'olio che ne deriva al frutto. L'iniziativa nasce dalla volontà di promuovere le prelibatezze locali e, di conseguenza, il territorio stesso. Rinomato è anche il baccalà, altro grande protagonista delle serate gastronomiche, la cui ricetta tradizionale preveda proprio l’uso delle olive.

Altri prodotti saranno poi cucinati e offerti seguendo la tradizione più vera e sana.

Il tutto sarà condito con musica, animazione e, ovviamente, olio d’oliva!

 

Uva e vino: solo…a Solopaca.

Parlare di Solopaca senza pensare al famoso vino omonimo che qui si produce è impossibile. La Festa dell'Uva, che si terrà dal 5 al 12 settembre, è condotta proprio all’insegna dell’enogastronomia. Evento dalle radici storiche lontane (la sua origine risale addirittura al '700!), vede l’uva come regina indiscussa, e viene festeggiata in grande stile.

Elemento fondamentale della manifestazione è la sfilata dei carri allegorici realizzati da maestri carraioli con i chicchi d’uva; un dettaglio che si è aggiunto in seguito, ma che ha riscosso e continua a riscuotere grande successo è invece il corteo storico ispirato ai personaggi principali della famiglia ducale del posto.

Musici, gruppi folk, sbandieratori: tutto questo avviene in uno scenario di costumi d'epoca che permette di andare indietro nel tempo mentre si assaggia il delizioso vino di Solopaca.

 

Spaghetti al ragù? No, grazie. Meglio alle nocciole

Dal 12 al 15 settembre Casola di Domicella ha il sapore della frutta secca, che viene utilizzata per preparare ogni piatto offerto ai banchi della sagra omonima. Noci e nocciole,  produzioni di eccellenza del territorio, sono gli ingredienti-principe dell’evento.

Ad imbandire le tavole del paese in provincia di Avellino sono le signore del posto, che si cimentano in queste acrobazie culinarie davanti ad un pubblico vero e proprio.

Piatti che sono tipici del posto, come gli spaghetti "che nocéll" (alle nocciole), i panzerotti fatti in casa, la trippa al sugo e il panico con salsiccia e broccoli, si accompagnano a manicaretti più moderni quali wurstel e patatine, hamburger e mozzarella con prosciutto.

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