Emilia Romagna, la terra della piadina, e di molti altri piatti che ormai sono diventati patrimonio della cucina italiana in generale. Ecco 5 posti di questa bella regione pronti a ospitare altrettanti 5 piatti tipici.

 

 

Il ricordo di un sapore autunnale

La Festa delle Castagne e dei Ricordi è in programma a Castell'Arquato, in provincia di Piacenza, il 5 e 6 ottobre. Due giorni per coniugare gastronomia, folklore e riscoperta delle antiche tradizioniLa parte gastronomica è dominata dalle caldarroste (basturlon in dialetto) abbrustolite su enormi bracieri alimentati a legna, ma sarà possibile degustare altre specialità come i chisolini, gustati con i salumi tipici, l'investitura, il tipico salame cotto e prodotti tipici come miele e formaggi. Una sezione particolare sarà dedicata al vino.

Un evento importante all’interno della sagra sarà l’esposizione di trattori e macchinari d'epoca, la maggior parte dei quali sono pezzi da collezione. Molto particolare lo spazio riservato alle biciclette d'epoca e ai motorini vintage.

Il folklore sarà un'altra parte importante della manifestazione, in quanto ci saranno persone vestite con abiti tradizionali e impegnate nella rappresentazione dei vecchi mestieri e delle attività del passato come il filoss, la spannocchiatura del mais. L’edizione di quest’anno vede anche una novità con l’inserimento di balli popolari accompagnati dagli strumenti della storia regionale quali l’organetto e la ghirondaGli appassionati dell’artigianato saranno poi soddisfatti dalle numerose bancarelle che saranno allestite in diversi punti del paese.

 

Tartufo e … cani da tartufo

La Sagra del Tartufo di Castel di Rio (Bologna), che si tiene il 14-15 e il 21-22 settembre, nasce per promuovere il territorio attraverso la divulgazione del tartufo ed è diventata presto uno dei maggiori appuntamenti della Comunità AlidosianaIl menù offerto durante le giornate della sagra sarà costituito da tante pietanze a base di tartufo (e non solo), e si troverà spazio anche per la Gara Alidosiana di Cerca del Tartufo, tappa del Campionato Nazionale alla quale prenderanno parte oltre 60 cani. Lo spettacolo, completamente gratuito, vi terrà impegnati per tutta la mattinata e vi farà arrivare affamati agli stand gastronomici!

Non mancherà l’intrattenimento, con musica e spettacoli mentre per i bambini ci saranno tanti gonfiabili, dove potranno trascorrere del tempo divertendosi mentre i genitori si godono il tradizionale mercato per acquistare, ovviamente, prodotti al tartufo.

 

La salamina, piatto principe ferrarese

La Sagra della Salamina da Sugo al Cucchiaio è una vera e propria kermesse del gusto dedicata  all'insaccato più famoso e simbolico della gastronomia ferrarese. Ad ospitarla, come sempre, il comune ferrarese di Madonna Boschi dal 19 al 29 settembre e dal 3 al 6 ottobre, due appuntamenti durante i quali si potrà gustare la salamina preparata rispettando i criteri artigianali, che prevedono dei tempi di esecuzione lunghi e accurati.

I piatti a base di salamina saranno numerosi, e tra essi è di certo da gustare il carpaccio di salamina cruda con grana e crema di aceto balsamico. La particolarità del servizio sarà il piatto tipico all'interno del quale il prodotto verrà presentato, contornato da purè di patate (come da manuale).

 

Vino in festa a Coriano

Le vie e le piazze del centro storico saranno il teatro della Fiera del Sangiovese di Coriano, nel ravennate, territorio tra i più importanti nella produzione di uva e vino della provincia. Il via alle danze è previsto alle 14 del 16 settembre, con un fitto programma che terrà i partecipanti impegnati fino a tarda serata.

L'antico rito della pigiatura dell'uva nei tini e la degustazione del vino dolce apriranno la manifestazione, che proseguirà con la sfilata del carro allegorico, una serie di mostre sugli attrezzi agricoli, in particolare quelli usati per la vendemmia, e la presentazione dei "Vini doc delle cantine corianesi". Immancabili gli stand gastronomici dove poter assaporare alcune specialità romagnole, molte delle quali ovviamente a base di uva. Altrettanto immancabile l’accompagnamento musicale.

 

Il tortellino di Castelfranco, tradizione immancabile

Siamo in Emilia, poteva mai mancare un evento dedicato ad uno dei piatti più tipici della regione? Castelfranco Emilia, in provincia di Modena, anche quest’anno dà vita alla Sagra del Tortellino, che si tiene in occasione dei festeggiamenti per San Nicola. Dal 7 al 15 settembre (con un’anteprima della festa vera e propria che si svolge il 7 e l’8) si potrà gustare il tradizionale tortellino di Castelfranco, fatto a mano con pasta sfoglia tirata al mattarello e rigorosamente cotto e servito in brodo.

A rendere più suggestiva questa sagra gastronomica è la rievocazione storica in costume, durante la quale una persona del posto viene simbolicamente insignita del titolo di oste e, per un anno, diventa il custode della tradizione culturale locale legata a questo quadrato di pasta fresca ripieno.  

Pensando al Natale e al Capodanno, non vi viene voglia di "tuffarvi" nelle bollicine? Ecco, c’è una regione in Italia dove le bollicine non sono protagoniste dei giorni di festa, ma lo sono tutto l'anno. È il Veneto, la terra del Prosecco. La zona di produzione del Prosecco DOCG è racchiusa tra Valdobbiadene e Conegliano, raccoglie 15 comuni e 5.000 ettari di vigneto. Più uva che abitanti. Scenari di pure colline verdi che si susseguono, cantate molti anni fa già dal Petrarca (chissà, anche lui avrà amato il Prosecco, oltre alle colline).

Una cultura, quella del prosecco, talmente preziosa che si fa in tre: tranquillo, frizzante, spumante.

 

 

E non c’è via migliore per conoscere questi luoghi che percorrendo la Strada del Prosecco, che collega Conegliano, Vittorio Veneto, Valdobbiadene e Pieve di Soligo. Vi proponiamo alcuni luoghi da non farvi scappare lungo il vostro percorso e da ammirare tra una degustazione e l'altra.

Partiamo dalla Rua di San Pietro di Feletto, con il suo eremo camaldolese del ‘600. L’itinerario prosegue fino a San Pietro di Feletto, dove sorge la splendida Pieve del XII secolo, anch'essa tutta da vedere. A Solighetto, invece, si trova la Villa Brandolini, un edificio settecentesco che è anche la sede del Consorzio Tutela Prosecco Conegliano Valdobbiadene e di un museo dedicato alla cantante d'opera Toti Dal Monte, soprano e attrice veneta, morta nel 1975 a Pieve di Soligo.

A Soligo sorge la chiesetta di Santa Maria Nova, che risale al XIV secolo. Molto interessanti gli affreschi al suo interno, anch'essi databili al Seicento. Pochi passi a piedi e si raggiunge il tempietto di San Gallo, sull'omonimo colle, da cui si può godere di una straordinaria vista panoramica sulla sottostante Valle del Piave.

Col San Martino è nota per le sue Torri di Credazzo, testimonianza della presenza longobarda in veneto. Non vi basta questo tour nel medioevo? Allora non potete perdere la Chiesetta di San Vigilio, unica presenza del “far umano” in un mare di colline verdi.

Le possibilità lungo la "Strada del Prosecco" non mancano. Ma prima bisogna scegliere: Brut, Extra Dry, Frizzante o Tranquillo?

Nel piccolissimo borgo medioevale di Montisi al centro delle Crete Senesi (a soli 15 chilometri da Pienza, a 20 da Montalcino e a 25 da Montepulciano) si svolgerà la quindicesima edizione di "Il Primo Olio e altro ancora" nell'ambito della manifestazione "Andar per Frantoi e Mercatini", a cura dell’Associazione Nazionale Città dell’Olio. L'appuntamento è dal 31 ottobre al 2 novembre a Montisi, comune di San Giovanni d'Asso, Siena!

Si tratta di un fine settimana all’insegna della cultura gastronomica dove sarà possibile degustare l’olio di nuovissima spremitura di quest’angolo delle Crete Senesi accompagnato dagli altri prodotti tipici di questa zona (tartufo bianco e Vino DOC Orcia) nella sede delle contrade e nei ristoranti. Sarà possibile fare visite guidate ai frantoi del paese e fare mini corsi d'assaggio d’olio e vino nonché visite alle contrade della Giostra di Simone, al Museo della Compagnia e al Piccolo Teatrino della Grancia recentemente ristrutturato.

 

 

Ci saranno mercatini e mostre di artigianato e antiquariato lungo tutto il borgo e spettacoli itineranti d'intrattenimento. L'organizzazione è a cura dell'Amministrazione comunale di San Giovanni d'Asso e dell'Associazione Pro Loco - Giostra di Simone di Montisi.

Il programma definitivo sarà consultabile presso il seguente indirizzo: www.comune.sangiovannidasso.siena.it

Per info:

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Prenotazioni degustazioni:  Biancane 349 7504247 

Dal sapore salato del baccalà alla vicentina alla dolcezza del miele di Lazise: le sagre autunnali del Veneto ne hanno per tutti i gusti e per tutti i palati! Noi ve ne proponiamo quattro, voi suggeriteci le vostre preferite!

 

 

Funghi in tutte le salse a Bassano del Grappa

Il quartiere San Michele di Bassano del Grappa anche quest’anno diventa la bellissima cornice naturale degli appuntamenti culturali, sportivi, musicali e gastronomici che caratterizzano ormai da dieci anni la Sagra dei Funghi.  Dal 26 al 30 settembre: questi i cinque giorni durante i quali si terrà la manifestazione, in occasione peraltro dei festeggiamenti in onore del patrono San Michele.

Sulle note della musica classica della pianista Lisa Calamosca, si inizia con il percorso gastronomico guidato dallo chef Piero Pasquali, un viaggio sensoriale alla scoperta di prodotti locali come lo sformatino di finferli, il risotto con i porcini locali che sono i protagonisti della sagra e i xaeti allo zabaione

Atmosfere decisamente più rock per la serata di venerdì, animata dall’evento musicale "Keep Calm and Stay Rock": gruppi rock indie faranno tremare il palco e scatenare i presenti!

Piena di arte, invece, la giornata di sabato, con la mostra micologica, il concorso di fotografia e le mostre fotografiche.

La messa in onore del santo patrono aprirà la domenica, e sarà seguita da altre attività: il pranzo sociale comunitario "Sui Sentieri Del Gusto" offerto agli anziani del paese e concepito a scopo benefico.

Apertura con la musica classica, e chiusura sulle stesse note: sarà infatti un altro concerto classico a far calare il sipario sulla bella manifestazione, che quest’anno si caratterizza anche per un maggiore impegno volto alla promozione del territorio e alla sensibilizzazione sui temi ambientali, portati avanti presso i vari stand informativi.

 

Le mille forme del famoso Bacalà alla Vicentina

Nel comune vicentino di Sandrigo, dal 17 al 30 settembre, rivive la tradizione culinaria del tipico Bacalà alla Vicentina, a cui è dedicata l’intera sagra.

Si parte con il Gran Galà del Bacalà, che darà il via agli stand gastronomici che saranno attivi durante tutti i giorni di festa e che permetteranno di degustare il piatto in moltissimi modi diversi: variante locale è sicuramente quella che vede il pesce accompagnato dalla polenta, ma altrettanto tipici sono i bigoli al torcio,gli gnocchi e il risotto.

Se volete saperne di più su questo prodotto, o magari imparare i segreti per cucinarlo, quello che fa per voi è il Forum internazionale del Bacalà che si terrà nel Municipio, un momento di approfondimento sulla storia e la cultura di questo pesce.

Momento clou della manifestazione, che coniugherà gastronomia, folklore e divertimento, sarà la cerimonia di investitura dei nuovi confratelli eseguita dalla Confraternita del Bacalà, seguita da una sfilata dal tono internazionale: quest’anno, infatti, ad essa parteciperà anche una delegazione di pescatori norvegesi.

La Festa del Bacalà è una manifestazione che si propone anche un intento culturale facendo conoscere non solo una tradizione culinaria secolare, ma al tempo stesso permettendo ai visitatori di scoprire un territorio ricco di arte e cultura attraverso delle visite guidate alle ville e agli edifici sacri sparsi sul territorio di Sandrigo.

 

Vicenza di rosso vestita

Il centro storico della città di Vicenza nei giorni del 19 e del 20 ottobre si tinge di rosso. Il rosso dei vini dei Colli Berici, rinomati e bevuti in tutt’Italia. Il nome della manifestazione, con sede nel bellissimo Palazzo Valmarana Braga, opera di Andrea Palladio che si erge in corso Fogazzaro, è "Gusto Berico. Vino, Gastronomia e arte" che è un titolo estremamente riassuntivo dell’evento stesso. Dedicato prevalentemente ai vini, vedrà la presenza di oltre trenta produttori, ognuno dei quali presenterà tre vini, e di aziende vitivinicole e distillerie.

Il biglietto di entrata, al costo di 10 euro, darà diritto a sette degustazioni di vini e tre assaggi gastronomici. Perché Gusto Berico è vino, ma non solo. Grande attenzione sarà infatti prestata ai prodotti del territorio, come dimostra la partecipazione di produttori artigianali di specialità gastronomiche, proprietari di agriturismi e ristoranti che si occuperanno di preparare per il pubblico i piatti della tradizione vicentina.

Dopo aver soddisfatto il palato e la curiosità relativa ai cibi e ai vini con le degustazioni guidate e i momenti di approfondimento enogastronomico, ci si può nutrire anche del cibo della mente: la manifestazione offre, infatti, una pregevole mostra d'arte curata dalla Federcritici della città.

 

Una fiera…dolcissima

La Fiera nazionale “I giorni del miele" è una grandissima e importante vetrina dei mieli italiani, che quest’anno giunge alla sua 34esima edizione. Lazise sarà impegnata anche nel 2013 a far conoscere l’ottimo prodotto naturale nei giorni dal 4 al 6 ottobre attraverso un'ampia esposizione di miele e di tutto ciò che al miele è collegato: i suoi derivati, le attrezzature necessarie alla sua produzione e addirittura il materiale editoriale e informativo che lo riguarda.

È inoltre possibile trovare tante golosità a base di questo pregiato nettare presso gli stand allestiti per l’occasione, assaggiarle ed eventualmente acquistarle.

Le aree di interesse della fiera non sono esclusivamente quelle legate all’aspetto gastronomico del prodotto, in quanto la natura dell’evento è estremamente variegata: il suo obiettivo è infatti quello di sviluppare la cultura e le conoscenze dell'apicoltura sotto diversi punti di vista, che vanno dall’alimentazione all’innovazione tecnologica, passando per gli usi del miele per la salute e la bellezza della persona. La novità di quest’anno è una sezione dedicata addirittura alla medicina, che si occupa delle allergie e delle intolleranze al miele fino a giungere all’idea di formare nuove figure professionali che si occupino della ricerca e della salvaguardia dell'ambiente, quell’ambiente di cui il miele ha bisogno per nascere.

Durante la manifestazione verranno assegnati anche dei riconoscimenti per premiare le eccellenze del settore, quelli per la migliore produzione di miele su scala sia nazionale che regionale.

Secondo articolo della serie "Cosa non mangiare all'estero". La scorsa volta vi abbiamo portato in Giappone, alla scoperta del "fugu" (il pesce palla). Questa volta, invece, restiamo in Asia ma andiamo in Cambogia, Vietnam e Laos dove sembrano essere molto apprezzati ... i pulcini (di anatra o di gallina). Fin qui, forse, niente di male. Certo, può sembrare strano il fatto che si mangino i pulcini ma anche noi occidentali in fondo abbiamo le nostre crudeltà, basta pensare agli agnelli.

 

 

 

La cosa ancora più assurda è il modo in cui vengono mangiati, la cui spiegazione è tutta nel nome, "balut", che significa letteralmente "incartato". Culinariamente parlando, questo si traduce nel fatto che questo piccolo incarto viene buttato nell'acqua bollente e il pulcino viene mangiato quando è ancora nell'uovo. L’idea è molto simile a quella di mangiare un essere imbalsamato.

Non è tutto. In questi paesi, il "balut" viene considerato un alimento afrodisiaco, e questo ne giustifica la vendita all'esterno di molti locali notturni (altro che cornetto o panino notturno con la salsiccia). Anzi, se proprio si vuol fare bella figura con una ragazza, da queste parti scelgono proprio uno dei ristoranti super lusso dove viene servito questo povero uccellino.

Paese che vai, usanza che trovi. Certe cose, però, è meglio saperle prima!

Alfredo, questo sconosciuto! Almeno in Italia. Oggi vi raccontiamo la storia di un piatto che qui in Italia è off limits, ma che in America è secondo solo ai “tomato spaghetti”: le Fettuccine Alfredo, appunto!

Sono talmente famose al di là dell'Oceano che le si trova addirittura sui banchi del supermercato. In Italia, invece, praticamente non esistono.

 

 

Le origini del piatto sono tuttavia italiane. Le Fettuccine Alfredo nascono agli inizi del '900 da un’idea di Alfredo di Lello, un cuoco che aveva il suo ristorante a Roma, in Via della Scrofa. 

Il successo oltreoceano arriva quando Mary Pickford e Douglas Fairbanks, due famosi attori americani del cinema muto, assaggiano queste fettuccine condite con burro inzuppato in una sana manciata di Parmigiano Reggiano, passato sulle stesse per ben tre volte. Sembra che la nascita della ricetta sia legata alla vita personale dello stesso Alfredo, con la moglie incinta e zero voglia di mangiare. Quale migliore idea, quindi, se non quella di preparare un piatto al quale fosse impossibile rinunciare?

Da quel momento, complice un virale passaparola, il ristorante di Alfredo divenne il punto di riferimento preferito per gli attori di Hollywood che venivano a Roma e le Fettuccine Alfredo cominciarono la loro inesorabile avanzata sui banchi e nelle cucine degli Stati Uniti. La variante “moderna” del piatto è rappresentata da spaghetti conditi con una salsa a base di una strana panna acida.

Insomma, ora sapete cosa sono le "Fettucine Alfredo", anzi i "Fetucini" per dirla alla newyorkese, e sapete a cosa andate incontro se decidete di ordinarle in America. Oppure potete provare a vedere cosa succede ordinandole a Roma o in un qualunque ristorante italiano: "Ma chi è st'Alfredo?!".

Se volete quale altro consiglio sui piatti italiani da evitare all'estero, lo trovate qui.

Parigi e la Francia c'entrano sempre quando si parla di chic. Moda? Buon vino? Champagne? Non in questo caso. Qua si parla di gustosi dischi colorati. Dolcissimi e buonissimi. Roba per palati sopraffini. Avete presente i Macarons? Loro, appunto!

I famosi macarons sono cugini strettissimi di un dolce italiano, molto famoso anch'esso ma sicuramente meno chic, forse anche a causa di un nome più prosaico e di un colore "meno colorato": la meringa. Le differenze ci sono ma sono meno di quanto si potrebbe immaginare; il plus francese è costituito dalla farina di mandorle al posto delle noci presenti nella variante italiana e dalla crema che fa da equatore ai due emisferi.

A fare la differenza è soprattutto il look: volete mettere il bianco "smorto" di una meringa nostrana con gli allegri colori pastello dei Macarons francesi?

 

 

Bisogna ammettere che stavolta i cugini d'Oltralpe hanno la meglio. Eppure anche sulla'origine dei macarons potrebbe esserci il nostro zampino. Se alcuni infatti fanno risalire la ricetta francese a un convento di Cormery, altri ritengono che sia stata Caterina de’ Medici (moglie nel 1533 del re francese Enrico II), a commissionare il dolce a un pasticcere italiano, per poi presentarlo alla corte reale. 

Dispute nazionalistiche a parte, oggi il macaron deve la sua fama alla pasticceria francese Ladurée, che ha il suo quartier generale a Parigi ma ha invaso anche l’Italia: è possibile acquistare gli originali macarons a Milano, Roma, Firenze e Lucca (date un'occhiata alla mappa per scoprire dove) e regalarsi così uno zuccheroso piacere fatto di dischetti colorati, scatole e tanti colori pastello. 

 

Alzi la mano chi pensa che l'autunno sia una stagione morta. Non è affatto così. Anzi, l'autunno è la stagione perfetta per apprezzare i piaceri della buona tavola: funghi, vino, tartufi, nocciole, ovviamente, castagne! Sì, perché le castagne sono assolutamente tra le regine della tavola in autunno e lo sono ancor di più alla 31esima edizione della Festa della Castagna di Riofreddo, in programma sabato 1 e domenica 2 novembre nel borgo storico di Riofreddo, in provincia di Roma.

La Festa della Castagna di Riofreddo si presenta come una vera e propria passeggiata gastronomica tra le piazze e i vicoli del paese. Una passeggiata durante la quale assaggiare il meglio che la gastronomia di questo territorio è in grado di offrire. Qualche indizio sul menù? Eccolo svelato: bruschette, polenta o fettuccine tartufate ai funghi, arrosticini e salsiccia alla brace, pizza fritta e castagne arrosto. Il tutto condito da vino e bibite.

 

 

 

L'ingresso alla Festa della Castagna di Riofreddo costa 15 euro e include il menù, l'ingresso ridotto al locale Museo "Villa Garibaldi" e la possibilità di raccogliere le castagne all'interno del bosco "La Pacetta". Non mancheranno momenti di intrattenimento con la partecipazione degli artisti circensi della compagnia Amorua! L'appuntamento con la festa è per sabato 1 e domenica 2 novembre! Non mancate!

Venezia, quartiere Dorsoduro, giusto dietro le Zattere, lì dove un tempo gli antichi abitanti della Serenissima parcheggiavano, lucidavano e riparavano le loro barche.

Oggi è diventato uno dei quartieri più belli e ordinati della città, e proprio tra i palazzi nobiliari si affaccia una cantina che, dall’esterno ha l’aspetto di un vero e proprio ritrovo per marinai. Legno scuro e scorticato dalla salsedine, dove spicca l’insegna “Cantine del vino già schiavi - Al Bottegon”, in caratteri (forse un tempo), aurei.

Ma non lasciatevi ingannare dalle apparenze: entrando troverete una vera e propria oasi per gli amanti del buon vino e degli stuzzichini d’autore. Partiamo dal primo: si sa, a Venezia non si può non ordinare pesce, che potrete accompagnare o con il classico spritz (anche nella variante locale, più amarognola “al seltz”), oppure con una buona ombra di bianco fresco. Vi consigliamo di usare il lessico locale, fondamentale per sopravvivere nella Serenissima: “ombra” infatti sta per calice.

 

 

Ma veniamo al bello: per accompagnare degnamente il vostro aperitivo potrete scegliere tra 63 cicchetti, bruschettine di pane farcite con ogni bene che mare e monti possono offrire. Anche se la specialità di Venezia rimane sempre la stessa: il baccalà mantecato, la “crema” di pesce spalmata sul pane. Ma non mancano gamberetti in saor e tartare di tonno. Si fa davvero fatica a non prenderli tutti.

Insomma, se cercate un luogo curioso ed emozionante nel pieno della vostra visita veneziana dove ristorarvi con gusto, stile e senza rinunciare a una gastronomia d'eccellenza, Al Bottegon farà per poi. Un "paradiso" dello street food in senso piuttosto ampio, ma sicuramente da provare se volete scoprire i veri sapori della città lagunare.

L’Italia, si sa, è il Paese dove il piacere del mangiar bene è insito nel DNA di ogni suo abitante. E con l’arrivo della primavera e della bella stagione sono tante le sagre organizzate in ogni parte del Bel Paese, con lo scopo di richiamare l’attenzione di turisti e connazionali, alla ricerca di eventi enogastronomici imperdibili.

Ecco per voi le principali sagre d’Italia che si svolgono durante la primavera, suddivise regione per regione, per conoscere nuovi gusti o riassaporare i piaceri gastronomici di una volta, tra feste ed eventi "di piazza".

 

 

In Valle d’Aosta, a partire dal 15 maggio, si svolge la famosa Festa delle Cascine, dove è possibile assaporare costine cotte alla griglia e bere fontane di birra. In Piemonte invece, dal 24 aprile fino al 2 maggio, nel centro dell’Alto Canavase si friggono chili di rane in pastella. La regione ospita anche mostre di funghi e balli folcloristici, che si svolgono in occasione della sagra del salame di cinghiale, il 29 marzo a Val della Torre.

La Lombardia ospita numerose sagre, tra cui quella dedicata al latte a Morimondo il 26 aprile e quella del 21 aprile a Borgo Priolo, la famosa Sagra dei brasadè, ciambelline cotte in forni di pietra.

La Liguria invece, celebra i suoi prodotti d’eccezione: il limone a Monterosso (16 maggio), il pesce a Camogli (10 maggio) e la focaccia a Recco, dove domenica 24 maggio, sarà servita bianca di prima mattina e con le cipolle verso l’ora di pranzo. Imperdibile la Festa dei Limoni di Monterosso a La Spezia, il 17 maggio, dove sarà possibile gustare numerosi prodotti tipici, come la crema di limone o il Limoncino e tutti i vari dolci aromatizzati al limone.

In Friuli-Venezia Giulia, invece, il 25 aprile è dedicato alla visita e alla degustazione di prodotti caseari con la sagra della ricotta friulana. Nella città di Zambana, in Trentino-Alto Adige, il 30 aprile si possono degustare gli asparagi bianchi, utilizzati per la realizzazione di numerose ricette. In Toscana, e precisamente in provincia di Arezzo invece, precisamente a Loro Ciuffenna, il 25 aprile si cucina la trota. Il fritto misto si celebra nelle Marche, ad Ascoli Piceno, dal 24 aprile al 3 maggio. Mentre, ad Urbino tra il 9 e il 10 maggio, avrà luogo una nuova edizione del Festival della Casciotta, durante la quale si potrà assaggiare un’eccezionale zuppa di farro e casciotta.

Se siete amanti dei dolci, l’Abruzzo fa proprio per voi. Qui infatti, in occasione della sagra delle ciliegie, potrete assaporare confetture ed assistere a gare di pasticceria. Da non perdere la rassegna delle torte di Pasqua che si svolge ogni anno in Umbria, a Mantignana.

Ed ancora, a Fossalto, in Molise, a partire dal primo maggio si celebra la Pagliara Maje Maje, durante la quale il pagliaro indosserà un abito composto da un grande cono ricoperto di rami e fiori e percorrerà la città annunciando l’arrivo della nuova stagione. Invece, da aprile a giugno in Basilicata si svolgono i festeggiamenti del Maggio Accetturese, festeggiamenti durante i quali sarà possibile degustare formaggi, salsicce e vino nelle grandi tavolate collettive.

Dal 18 aprile invece a Montegiordano, in Calabria, si svolge la sagra dei piselli e delle fave. L’11 maggio in Puglia, precisamente a Villa Convento a Novoli, si tiene una delle sagre più caratteristiche, dedicata alla Puccia, dove sarà possibile gustarla con moltissime farciture. Per concludere, a Carloforte ci si proietta invece verso l’estate con la sagra del cous cous, in dialetto chiamato cascà, condito con verdure speziate (25 e 26 aprile).

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