Un viaggio nel regno dei Maharaja alla scoperta dei più maestosi e imponenti forti di tutta l'India.

 

Numero Viaggiatori: 2

Data di partenza: 07/08/2011

Durata: circa due settimane

Luoghi: Delhi, Jaisalmer, Udaipur

 

Descrizione del viaggio:

L’India è uno dei paesi che più mi stava a cuore visitare, per il fatto che ho sempre associato l’India ad un paese completamente diverso dal nostro, dai mille colori, stranezze e soprattutto contraddizioni. Decidiamo così di vistare il RajasthanDopo ore di volo atterriamo a New Delhi, la prima impressione che ho è quella di una città caotica, trafficata.

Il nostro autista (avevamo organizzato con una agenzia locale di avere una macchina con autista e le varie guide – quasi tutte parlanti italiano – da incontrare nelle varie città che avremmo visitato) come prima cosa ci accompagna nell'hotel di Delhi e, dopo una veloce rinfrescata, partiamo alla visita della città. Incominciamo con la visita alla mosche del venerdì: Jama Masjid. Una moschea enorme, immensa e molto visitata dai fedeli ma anche dai turisti. Ogni venerdì questa moschea viene chiusa ai turisti e usata come luogo di preghiera.

Finita la visita alla moschea (assolutamente da non perdere se vi trovate a Delhi), decidiamo di fare un breve giro in risciò per le strade strette e piene di gente di Old Delhi; qui potete vedere la vera vita delle gente di Delhi. Altra visita che ho molto apprezzato è stata quella al Raj Ghat, memoriale dedicato a Mahatma Gandhi, qui mai dimenticato. A qualsiasi ora andate penso che troverete sempre fedeli che vanno a visitare il memoriale del Padre della Nazione.

Da qui ci spostiamo e raggiungiamo India Gate e i palazzi del Governo. India Gate è una specie di porta-arco alto oltre 40 metri con scolpito alle pareti i nomi di indiani caduti durante la seconda guerra mondiale. Ad ogni ora c’è un soldato che fa la guardia. Molto bella anche da vedere di notte tutta illuminata. Dopo un veloce pranzo a base di riso e pollo ci dirigiamo verso il Mausoleo dell'imperatore Humayun; da fuori molto bello, dentro mal tenuto. Questa tomba fu costruita dall'imperatrice per l’imperatore (al contrario del Taj Mahal). Molto belli i giardini intorno al Mausoleo. Poi ci dirigiamo al Qutub Minar e come prima cosa vi salterà agli occhi il minaretto alto oltre 70 metri, ritenuto il più alto del Mondo. Qui potrete visitare anche il minareto incompiuto e la colonna di Ashoka, in ferro, e senza ruggine dopo tantissimi anni.

Il giorno seguente percorriamo 260 km e raggiungiamo la città di Mandawa. Città per nulla turistica e famosa per le sue antiche haveli ancora ben conservate dopo molti anni. Raggiunto l’hotel e dopo una nuotata in piscina, nel pomeriggio ci dedichiamo alla visita di questa piccola città piena di queste case antiche con alle pareti degli affreschi ben conservati. La nostra giornata di conclude con una cena veloce e una bella dormita.

Il giorno seguente, a circa 200 Km da Mandawa arriviamo alla seconda città del Rajasthan: Bikaner, una città molto carina e frequentata dal turismo per il suo imponente forte, a mio parere tra i migliori conservati, il forte di Junagarh costruito nel 1588 e diventato patrimonio dell’UNESCOAl suo interno sono esposti alcuni monili dei Maharaja che hanno abitato questo forte e fate particolare attenzione ai troni ... uno più bello dell’altro.

Non molto distante andiamo a visitare il Karni Mata Temple: dovete avere molto coraggio per vistare questo tempio ritenuto l’unico al Mondo; infatti ospita 5000 topi che girano libero per il tempio e considerati dalla gente di questo posto come loro antenati e quindi rispettati, nutriti e venerati. Assolutamente da portarsi due paia di calzetti da indossare uno sopra l’altro (in tutti i templi si entra scalzi o con calzetti). Sono tutti di colore grigio... tranne 3 che sono bianchi... la gente del posto vi dirà che se ne vedete almeno uno dei tre, avrete fortuna per molto tempo... Tempio a mio parere assolutamente da visitare per la sua particolarità ma solo se ve la sentite.

Ore 8.30: partenza per Jaisalmer, la città d’oro; chiamata così per il suo forte costruito in arenaria color giallo. Il forte è stupendo da scorgere da lontano durante il tramonto. Arriviamo in hotel e dopo aver pranzato e un bel riposino il nostro autista ci porta nel deserto del Thar dove saliamo su cammelli e facciamo un lungo giro. La giornata si conclude con una bella cenetta e una festa dentro l’hotel organizzata da una scolaresca indiana in visita alla città.

La mattina seguente visitiamo il lago Gadi Sagar, un lago artificiale molto grande in passato usato dalla popolazione per la raccolta di acqua. Non molto distante finalmente raggiungiamo il bellissimo forte della città con i suoi 99 bastioni. La particolarità di questo forte è che al suo interno è ancora abitato dalla popolazione e quindi troverete casette, animali, vie lunghe e strette e negozi. Troverete anche il palazzo reale, un tempio jainista e la spettacolare Patwaon Ki Haveli con i suoi 60 balconi uno differente dall'altro. Uno spettacolo.

Il giorno seguente lasciamo la bellissima Jaisalmer e ci dirigiamo a Jodhopur, la città blu del Rajasthan. Dopo pranzo visitiamo il forte Meherangarh, imponente forte che si affaccia sulle tantissime casette color blu un tempo della casta dei bramini (da qui i nome di città blu). Molto interessante anche la vista al bazar della città dove vi consiglio di acquistare della stoffa e il buonissimo the chiamato ammanÈ tempo di lasciare anche la città blu; prossima tappa uno dei più bei templi da me visti in India: il tempio di Ranakpur. Totalmente in marmo bianco finemente scolpito a mano e con oltre 1400 colonne. Questa è una delle mete da non tralasciare nel RajasthanDopo pranzo arriviamo ad Udaipur conosciuta come la città bianca in quanto il suo forte è completamente color bianco. L’indomani appunto visitiamo il City Palace iniziato nel 1559 posizionato di fronte al lago Pichola, un lago artificiale risalente al 1362 dC. All'interno questo palazzo è uno splendore: troverete decorazioni fatte con specchietti di tantissimi colori provenienti, se non ricordo male, dal Belgio e vetro. Visitato il palazzo si prosegue alla visita del giardino del Maharaja il Sahelion Ki Bari, caratterizzato da bellissime piante e fiori e molteplici fontane. Molto carina è stata anche la visita al Jag Mandir, un palazzo in mezzo al lago raggiunto con una barca.

Il giorno seguente partiamo alla volta di una delle cinque città sante dell’India, Pushkar, città famosa anche per la fiera dei cammelli che avviene se non ricordo male ad ottobre. Qui si trova l'unico tempio al Mondo di religione induista dedicato al Dio BrahmaIl tempio me lo aspettavo molto più grande ma è stata una bellissima esperienza la sua visita in quanto eravamo gli unici turisti in mezzo a tantissimi fedeli. Dopo la visita, andiamo al lago sacro dove partecipiamo a una preghiera insieme ad un bramino, preghiera rivolta ai nostri cari. Tornando verso la macchina ci perdiamo per le vie del mercato della città, bellissimo e colorato mercato e famoso per la vendita dei bracciali portati da tutte le donne dell’India.

Incomincia un altro giorno e lasciamo di buon’ora la città santa per raggiungere la città rosa del Rajasthan: JaipurLa prima cosa che vediamo entrando a Jaipur è il Hawa Mahal conosciuto anche come palazzo del vento per il suono che si sente quando soffia il vento. Come prima cosa noterete le sue finestre: bellissime e di tanti colori. Molto affascinante. Nel pomeriggio tardi facciamo una visita al bazar della città: un bazar molto caotico e specializzato in spezie, articoli per la casa, i sari stupendi e colorati delle donne e tanto altro. L’indomani come prima cosa raggiungiamo Amber, città a circa 10 Km da Jaipur. Per raggiungere il forte, saliamo a dorso di elefanti. Il palazzo non mi entusiasma particolarmente ma da lassù si ha una bellissima vista.

Tornati a Jaipur, ci dirigiamo al City Palace dove una parte è aperta al turismo mentre l’altra è abitata ancora residenza privataCi sono tre cose in questo Palazzo che mi hanno stupito: una è il vestito di uno dei Maharaja, un gigante alto 2 metri e dal peso di 230 Kg; esposto vedrete dei suoi pantaloni con il girovita largo 123 cm. L’altra cosa sono due urne enormi in argento dal peso di 345 kg l’una e la terza cosa è un immenso e pesantissimo lampadario nella sala dei ricevimenti delle alte cariche. Affianco al City Palace troverete un osservatorio iniziato nel 1728 per volere di un Maharaja appassionato e studioso di astrologia e ancora oggi si possono osservare come funzionano alla perfezione varie meridiane antiche.

Partenza per l’ultima città del Rajasthan: Agra. Famosissima per ospitare una delle sette meraviglie del Mondo, il Taj Mahal, ed è proprio qui che ci dirigiamo come prima meta. Imponente, maestoso, da lasciare a bocca aperta, splendido Taj MahalFu costruito per volere del Maharaja Shah Jahan in memoria della sua amata moglie Mumtaz Mahal morta durante il parto del loro quattordicesimo figlio. Il Taj Mahal è costruito in marmo bianco, con incastonate anche delle pietre che cambiano sfumature di colore a seconda della luce. Ci sono circa 28 tipi di pietre come giada, turchesi, zaffiri, cristalli ecc. I quattro minareti sono alti circa 40 metri. Bellissimo, assolutamente da visitare! Dedichiamo molto molto tempo alla visita anche per vedere il tramonto sul Taj Mahal.

Il giorno seguente andiamo a Sikandra, a poca distanza da Agra per visitare i Mausoleo di Akbar. Il Mausoleo è ben tenuto e i suoi giardini molto belli che danno una sensazione di pace. Tornando ad Agra ci fermiamo per la visita al suo forte in arenaria rossa dove fu rinchiuso dal figlio il Maharaja che fece costruire il Taj Mahal e da dove osservava la tomba della sua amata dalla sua cella. La nostra giornata si conclude visitando il mercato locale famoso per le scatole intarsiate in marmo.

Ultimo giorno in India: torniamo a Delhi dove passiamo l’ultima notte prima di prendere l’aereo che ci riporterà in Italia.ù

Consigli per l’India:

1) far abbassare sempre l’aria condizionata in macchina;
2) portare sempre dei calzetti da utilizzare per le entrate ai templi (si entra scalzi);
3) crema solare e cappellino;
4) bere molta acqua;
5) portare con sé penne o caramelle per i bimbi che incontrerete per strada.

Dell’India mi rimarrà impressa la sua gente, i colori dei sari delle donne, i sorrisi dei bambini con quei occhioni grandi e i maestosi palazzi dei Maharaja

Tentare la fortuna alle slot machine e sfidare la sorte con una mano a poker, magari inguainati in un frac d’altri tempi, che non ci sta nemmeno tanto bene. È questa l’immagine che appare davanti agli occhi se si pensa al magico mondo dei casinò, una delle frontiere del divertimento sfrenato e dell'azzardo. In vacanza (e non).

 

 

I casinò più famosi del mondo: rischio di lusso

Alcune delle patrie dei casinò sono famosissime, quasi dei luoghi di culto da visitare. Probabilmente il casinò più famoso del mondo è il Bellagio di Las Vegas. Ma è tutta la città a essere un sinonimo di eccesso: costruita in mezzo al deserto del Nevada, è soprannominata Sin City, la "Città del Peccato". Basta questo per capire di cosa stiamo parlando. Se vi piace l'azzardo (ma anche se non vi piace) una visita a Las Vegas è obbligata!

Torniamo in Europa. Poteva una paradiso del lusso e dell'eccesso come Montecarlo poteva non avere un Casinò? Assolutamente no! E così tanti soldi ogni anno, non solo in estate, finiscono dritti dritti nelle casse di questa lussuosa costruzione ispirata alla Belle Èpoque e progettata da Charles Garnier, lo stesso architetto che ha costruito l’Opera di Parigi.  “Montecarlo dell’Oriente” invece è il nome che è stato dato al Casinò di Macau (Cina), che qualche anno fa ha addirittura superato una vera e propria colonna portante del divertimento no limits (e off limits) che è la Strip di Las Vegas.

E in Italia? Ci si difende. Di fama mondiale sono i casinò di Sanremo e di Venezia. Il primo ha conservato la struttura originaria in stile liberty ed è dotato di ristoranti, bar e di un Teatro dell’Opera interno. Il Casinò di Venezia invece è la casa da gioco più antica del mondo poiché venne fondata nel 1638. Della struttura originaria è rimasto ben poco e oggi l'edificio si adegua al modello americano (Ca’ Noghera).

 

Gioco d’azzardo lontano dalla costa

Ma il gioco è una componente essenziale anche per chi quasi non tocca terra e per le vacanze preferisce il comfort di una lussuosa nave da crociera. La tendenza era nata in passato per rispondere a un’esigenza pratica: molti appassionati dei giochi d'azzardo si imbarcavano perchè nel loro paese il gioco era illegale. Questa condizione però veniva meno nel momento in cui ci si allontanava dalle acque nazionali. Una curiosità: la "leggenda" narra che la prima nave della Carnival riuscì a portare a termine la crociera inaugurale grazie ai soldi raccolti dal casinò di bordo.

 

Casinò acquatici: il futuro delle slot machine al largo

Restiamo in tema acquatico. Visto che giocare sulle navi da crociera piace così tanto, c'è chi si attrezza per creare delle vere case da gioco galleggianti. L'idea è islandese e per il 2014 è prevista l'apertura di una serie di casinò acquatici al largo dell’isola. Stesso obiettivo per l’India che, sul il fiume Mandovi di Goa, vuole che in un futuro non troppo lontano galleggi il più grande casinò sull’acqua mai visto. 

Crisi o non crisi l’idea di mollare tutto per un po’ viene a tutti. Chiamatela pausa di riflessione, chiamatelo “anno sabbatico”; il risultato non cambia. Ecco una lista di posti dove, se lo vorrete, potrete fare il famoso “salto”, e farlo in economia, magari anche per lavorare all'estero.

Certo, dovrete fare delle rinunce, soprattutto per quanto concerne lo "stile di vita occidentale", e non troverete i lussi (sì, anche l'acqua potabile è un lusso, in alcuni casi) di casa, ma se siete disposti a rischiare, ecco alcuni suggerimenti utili. Vi ricordiamo, per vostra piena consapevolezza, di consultare sempre le informazioni contenute nel portale Viaggiare Sicuri del Ministero degli Esteri e, in caso di dubbi, di contattare le ambasciate o i consolati dei paesi che andremo a citare.

 

 

Thailandia

Economica per eccellenza (lo abbiamo visto anche grazie ai nostri viaggiatori di Sognando la Thailandia 2014), Paese enormemente bello, anche se caotico. Un appartamento con una camera da letto costa circa 250 euro al mese, mentre le utenze si aggirano intorno ai 60 euro. Per quanto riguarda il lavoro, la legge vieta agli stranieri di svolgere alcuni lavori "base" (muratore, falegname, ma anche cameriere e commesso), e comunque prima di poter cercare occupazione è obbligatorio richiedere un permesso di lavoro.

 

Malesia

Rimaniamo ad est. Anche qui vivere costa meno di trecento euro al mese. E con i soldi che vi avanzano potrete fare un tour di questo stupendo Paese. Dove? Singapore, Malacca e Kuala Lumpur sono sicuramente il top. Il lavoro si trova principalmente a Kuala Lumpur, più difficile nelle zone "rurali", e riguarda soprattutto il settore della ristorazione, salvo personale qualificato che può essere assunto da aziende e soggetti multinazionali (ovviamente, dovete ben conoscere l'inglese).

 

Nepal

Piccola (relativamente parlando), striscia di terra tra la Cina e l’India. Ma qui veramente potrete partire senza un soldo: 75 euro per un appartamento, 25 per le utenze. E poi, volete mettere il gusto di vedere con calma tutte le cime migliori dell’Himalaya? Proprio il settore di turismo, escursionismo e alpinismo può essere uno dei fattori trainanti nella ricerca del lavoro, specialmente se avete esperienze pregresse o venite da zone di montagna dove, appunto, queste attività sono piuttosto conosciute.

 

India

Un po’ più cara rispetto al Nepal, ma sicuramente più variegata. Qui vi bastano meno di 400 euro al mese per vivere, cifra che ovviamente scende se dalle città vi spostate verso la campagna. Da qualsiasi direzione la volete vedere, il viaggio in India è sempre un’esperienza mistica. Più difficile trovare impiego: il visto viene rifiutato a prescindere se lo stipendio annuale non supera i 25.000 dollari, e non vengono ammesse categorie cosiddette "di manovalanza", dato che il mercato del lavoro indiano è già saturo di persone del luogo.

Giochi cromatici che lasciano senza fiato, in un arcobaleno urbanistico e architettonico che non potrà non emozionarvi.  Oggi Vita da Turista vi accompagna in un percorso lungo le città più colorate del mondo, luoghi dove il grigio delle fabbriche lascia spazio a una scintillante sinfonia di sfumature abbaglianti.

In un viaggio che illumina gli occhi e scalda il cuore, vi portiamo a scoprire quelle città dove il colore non è solo elemento aggiuntivo e di arricchimento, ma anche e soprattutto segno distintivo della bellezza, attrazione turistica ed irrinunciabile esercizio di estesi per locali e turisti.

 

 

 

Burano, Italia

Partiamo dall’Italia e dalla Serenissima. A torto, l’isola di Burano è meno conosciuta di Murano, ma non c’è solo vetro. Burano è un piccolo gioiello, nota oltre che per i suoi merletti, per quel susseguirsi di piccole case, tutte colorate e una vicina all’altra. Niente di che direte voi. Ma provate ad andare e testate cosa può succedere se mescolate l’arancione, il viola, il rosso e il verde con i riflessi dell’acqua. Leggenda vuole che i colori consentivano ai pescatori di riorno a casa di riconoscere la propria abitazione nella nebbia.

 

Jodhpur, India

Anche chiamata la ‘città blu’ per il colore che spicca da lontano tra le rocce e l’inizio del deserto del Thar. Dove ci troviamo? In India, nello stato federato del Rajasthan. Une delle mete più autentiche per scoprire questo favoloso paese. Ma non finisce qui: Jodhpur è chiamata anche La città del Sole, perché si dice che la tiepida luce non abbandona mai la cittadina. Salite fino in cima alla grande fortezza rossa di Mehrangarh.

 

La Boca, Buenos Aires, Argentina

Caratteristico, profumato, colorato quartiere della capitale argentina. Un luogo così variopinto e pittoresco che prima di questo momento non godeva di così grande fama: sono stati artisti e artigiani, insediatisi nella via Caminito, a ridare nuova linfa a un luogo che ora è tra le migliori attrazioni della città. Una curiosità: sapete che il quartiere è stato fondata da emigrati genovesi?

 

Chefchaouen, Marocco

Si trova a nord del Marocco, non troppo lontana da Tangeri. Azzurro è il colore che ricorre in ogni suo angolo: case, porte, balconi, vicoli e finestre. Vi ricorda qualcosa? Avete indovinato. L’Andalusia, perché proprio da qui vennero i suoi fondatori, emigranti musulmani ed ebrei del XV secolo.

 

Bo-Kaap, Città del Capo, Sudafrica

Il quartiere islamico della capitale sudafricana. Un dedalo di stradine acciottolate dove si arrampicano case viola, rosa, verdi e gialle, dove gli abitanti siedono affacciati comodamente al sole delle balaustre e "contribuiscono" idealmente al paesaggio.

Tra i 3800 e i 5000 metri sul livello del mare ci può essere vita. No, non stiamo parlando di Marte e di strane apparizioni da extraterrestre, ma di alcune meravigliose location, magicamente arroccate sul tetto del mondo dove pare che gli umani vivano, e anche bene stando a giudicare, dalle foto e dalle numerose testimonianze.

In un viaggio che unisce idealmente l'America meridionale e l'Asia, lontane migliaia e migliaia di chilometri, andiamo alla scoperta dei paesi più alti del mondo, e di come questi possano essere adatti, con un pizzico di fantasia (e una bombola d'ossigeno di scorta, non si sa mai!) per un viaggio sui generis.

 

 

 

Parinacota, Arica-Parinacota in Cile - 4.400 m

Non molto distante dal Vulcano Parinacota si trova questo piccolo villaggio, costituito da isolate abitazioni poste a ridosso di una chiesa, con meno di trenta abitanti. Curiosità? E’ il centro di un cerimoniale “marka”, della comunità Aymara, originaria delle fasce più remote della Cordigliera delle Ande.

 

La Rinconada, Puno in Peru - 5.100 m

Sperduto centro posto al confine con la Bolivia, in una terra di mezzo isolata dal mondo, regno di e narcotrafficanti e Dio solo sa cosa altro. Ma non è tutto buio, anzi, La Rinconada è la capitale del folklore peruviano. Con i suoi 5 mila metri sul livello del mare è considerato il centro abitato più alto al mondo. Parzialmente spopolato (ma non c’è da stupirsi), si sta parzialmente ripopolando perché sembra che vi siano state trovate alcune miniere d’oro. 

 

El Aguilar, Jujuy in Argentina - 4.895 m

Udite udite: in questo luogo abitano circa 3.600 persone, abitanti che negli ultimi anni sono calati dell’83% circa. Un record per trovarci a quasi 5 mila metri d’altitudine. Il motivo? E’ stato un importante centro minerario per la produzione di piombo, zinco e argento, ma ora le riserve sono quasi del tutto esaurite.

 

Wen Quan, Qinghai in Cina - 5.019 m

Il secondo classificato tra i villaggi più alti al mondo parla cinese, anzi secondo la classifica del Guinness World Records sarebbe proprio lui a detenere lo scettro. Un centro abitato molto piccoli, ma costituito da numerosi stabilimenti termali.

 

Hikkim, Himachal Pradesh in India - 4.572 m

Le abbondanti nevicate invernale rendono questo piccolo villaggio della provincia di Lahaul-Spiti, in India, più isolato dell’albergo tra le nevi di Shining. Potrete consolare anima e corpo con una visita allo splendido monastero di Tangyud, nelle vicinanze.

Viaggio nell'India del nord, con autista e auto

 

Numero Viaggiatori: 2

Data di partenza: 03/10/2010

Durata: 19

Luoghi: Agra, Delhi, Jaisalmer, Varanasi

 

Descrizione del viaggio:

Il nostro viaggio è stato organizzato totalmente tramite internet. Abbiamo prenotato il volo, Qatar da Venezia per poco più di 500 euro. Poi l'autista, gli alberghi, il volo interno, l'auto e il treno da Varanasi a Delhi con Karni Sing, dell'omonima agenzia situata a Jaipur. All'arrivo in aeroporto a Delhi, troviamo Moan, nostro autista per quasi tutto il viaggio, a bordo di un Toyota Raw 4 che ci accompagna al nostro hotel nella capitale, visto che era mattina, prima dell'alba, quando siamo arrivati.

La giornata visitiamo Delhi con tutte le sue tappe tra cui il palazzo imperiale, la casa di Gandhi. Il giorno seguente si parte per Mandava, famosa per le sue pitture "italiane". Altra tappa è stata Bikaner, sempre con i suoi templi e il suggestivo tempio dei topi (consiglio di entrare con dei sacchetti ai piedi, le cuffie che vi danno sono bucate e il pavimento è pieno di acqua e). Arriviamo quindi a Jaisalmer, pieno deserto, dove durante la nostra cammellata nel deserto troviamo pure alcune riprese di un film di produzione Bollywood.

La tappa seguente è stata Jodhpur, col suo lago. Passando per Udaipur e i suoi giardini arriviamo a Pushkar, un paese molto caratteristico. Dopo piu di 11 giorni arriviamo a Jaipur, facciamo un giro con l'elefante e andiamo a visitare l'osservatorio astronomico. La sera, cena a casa di Karni dove saldiamo l'80% del costo totale del viaggio. È la volta poi di Agra, cambia il paesaggio e andiamo a visitare l'imponente Taj Mahal (occhio che allo scanner se avete qualcosa di sospetto, anche un mini cavalletto, non ve lo fanno passare).

Nei giorni seguenti si visitano Orchha, nulla di che, e Khajuraho, famosa per il tempio di Kamasutra. Prendiamo quindi un volo per Varanasi e all'aeroporto abbiamo un altro autista ad attenderci. Giro sul Gange, suggestivo, con i vari fuochi sulla scalinata per bruciare i morti. Rientro quindi a Delhi con treno in prima classe (che equivale a una seconda scarsa da noi) con le cuccette. La mattina abbiamo girato autonomamente per Delhi e quindi siamo ritornati in patria.

Dite la verità, è tanto che vorreste andare in India ma questa terra enorme da più di un miliardo abitanti un po’ vi spaventa. E le guide locali poi? Parliamone. Quante storie di viaggiatori avete ascoltato con storie di persone più o meno “burlone”?

Ecco, se non avete il vostro Passepartout come fido assistente di viaggio come nel Giro del Mondo in 80 giorni, allora ci pensiamo noi. Che ne pensato di un vero tour guidato, nell’India del Nord della durata di dieci giorni?

 

 

L’itinerario parte dalla capitale indiana Delhi e arriva fino al Taj Mahal. Spostamenti in macchina o treno, jeep o elefante. Oltre alle metropoli, visita al Parco Nazionale di Ranthambore. L’offerta comprende volo A/R da Milano Malpensa, o Roma Fiumicino, 9 notti, colazioni e pensione completa a Ranthambore.

A quanto? 1599 euro, un prezzo certo non low cost ma assolutamente giustificato dalla "imponenza" del viaggio. Scoprite i dettagli qui.

Gli italiani lo sanno meglio di chiunque altro: fare festa è sempre il modo migliore per spendere del tempo in compagnia. E infatti, il calendario italiano è costellato di festività, religiose e laiche, ricche di un corollario di tradizioni culturali ed enogastronomiche che ha pochi eguali.

Cosa succede, invece, nel mondo quando ci sono delle festività importanti, e magari proprio delle feste nazionali? Andiamo a scoprire alcune di queste feste, con tutte le loro curiosità ed elementi unici che le contraddistinguono tra le tante.

 

 

Holy Festival, India

Festa tradizionale indiana per eccellenza, che cade ogni anno il giorno della luna piena, tra la fine di febbraio e i primi giorni di marzo, che corrisponde grosso modo al mese indù del Phalguna. In che cosa consiste? Molti di voi lo sapranno bene dato che (come è successo per Halloween ormai qualche anno fa), è una tradizione che si sta cercando di esportare in Europa, con il lancio di polvere colorata. Questo ha ben precise simbologie: innanzitutto serve a scacciare e esorcizzare il male, secondo fa in modo che le rigide regole sociali delle caste indiane per un giorno vengano meno. La polvere colorata annulla ogni colore, ogni gradino sociale.

 

Festa dell'uomo nudo, Giappone

Si svolge nel Tempio Saidaji di Okayama e conserva ancora un rituale che si perpetua da 1200 anni circa. Il nome viene dal fatto che, il rito di purificazione previsto dalla festa, implica l’immersione in acque gelate. Certo non adatto a chi soffre l'inverno, ma sicuramente da ammirare per scoprire le bellezze e le particolarità della cultura nipponica, così ricca di rituali.

 

Voodoo Festival, Benin

In questo Stato africano il voodoo è la religione tradizionale, non connessa a rituali più o meno superstiziosi, come è intesa “all’occidentale”. La festa si svolge ogni anno in gennaio a Ouidah, località storicamente e “tristemente” famosa: da qui infatti salpavano le navi dirette verso l’America cariche di schiavi. Interessante dal punto di vista etnografico, perché nelle giornate di festa vengono praticati sacrifici, danze e fenomeni di trance.

 

Festa delle Lanterne, Taiwan

È legata alla famosa immagine delle lanterne propiziatorie lanciate in volo. Tutto ciò avviene dopo una processione solenne sulla montagna di Pingshi. La festa si svolge all’inizio dell’anno solare, come buon augurio. Non mancano banchetti che servono i tradizionali ravioli.

 

Highland Games, Scozia

Rievocazione degli antichi giochi delle popolazioni che vivevano a nord dell’isola Inglese prima e dopo la colonizzazione romana. Ovviamente si tratta di gare di forza, per cui non mancano la lotta libera, il tiro alla fune e lanci di giavellotti. Il tutto innaffiato da generose dosi di birra e carne. E il tutto rigorosamente in kilt, come vuole la tradizione a nord del Vallo di Adriano.