Quante volte avete usato Google Maps per progettare il vostro weekend o anche soltanto per vedere quanto è lontano dal centro l'albergo che volete prenotare? Lo avrete fatto talmente tante volte che ormai siete praticamente certi che con un drone e una telecamera Google si possa avere accesso a tutti, ma proprio tutti, gli angoli del mondo! Beh, vi sbagliate!

È vero che Google ormai ci porta anche a spasso nel deserto a bordo di un dromedario, ma c’è da dire che non proprio tutto è permeabile alla rete.

Saranno segreti di stato, sarà spionaggio, sarà quello che volete, ma ci sono alcuni posti dove nemmeno Google riesce a entrare! E non si tratta per forza di stati remoti e lontani. Qualcuno è più vicino di quanto si possa immaginare.

 

 

  1. Quartier generale dell’Army Logistics Command, Taipei, Taiwan

Un vero e proprio triangolo delle Bermuda. Taiwan è un paese in conflitto diplomatico permanente, anche perché riconosciuto da soli pochissimi stati (tra cui non figurano proprio gli Stati Uniti, ecco) e ovviamente non dalla vicina Cina. Ecco perché Taiwan si sente comprensibilmente poco al sicuro tanto da oscurare la sua base logistica militare.

 

  1. Chusclan, Francia

Dopo i fatti della centrale nucleare di Fukushima, un’ombra nera si è depositata su tutte le centrali nucleari del mondo. Forse è per questo motivo se la base radioattiva di Chusclan, che ha avuto un piccolo incidente solo 6 mesi dopo i fatti del Giappone, è stata cancellata dalla rete.

 

  1. Severnaya Zemlya, Russia

Un arcipelago scoperto nel 1915 e cancellato dalla memoria virtuale. Forse il governo russo ha paura che si diffonda il turismo di massa in un minuscolo manipolo di isole nel Mar Artico e lontane anche dalla pur isolata Siberia? Mah, misteri russi.

 

  1. Personeelsvereniging Tankwerkplaats, Amersfoort, Olanda

Tanti, tanti pixel in Olanda, dove sorge una fabbrica per carri armati e altri mezzi da guerra. Avranno forse paura che qualche designer per videogiochi gli rubi le idee?

 

  1. Base aerea Volkel ad Uden, Olanda

Sempre nel paese dei Tulipani. Accorgimenti visibili celano alla vista quello che a prima vista potrebbe sembrare un innocuo aeroporto. E invece, notizia trafugata nel 2013, sembra che nasconda basi tattiche della Nato. Sarà vero? La risposta stavolta non arriverà da Google Maps.

C’è chi esprime delle riserve a riguardo e chi, invece, lo fa senza problemi, per scelta o per necessità. Sono i viaggiatori solitari, quelli che non temono di avventurarsi alla scoperta del mondo senza un compagno di viaggio. Dagli Stati Uniti arriva l’idea per permettere anche a loro di godere di una stanza d’hotel, magari a 5 stelle, senza spendere un patrimonio

La nuova frontiera del risparmio in viaggio è la divisione di una stanza – e del conto dell’albergo – con… uno sconosciuto. Prendere una doppia invece che una singola è una soluzione d’alloggio sicuramente più economica, ma come si fa quando non si ha una persona con cui partire e dividere le spese? Secondo i fondatori di Easynest, con sede a San Francisco, basta cercare qualcuno che sia nelle stesse condizioni.

 

 

Primi passi nel mondo di Easynest

Il concetto di base è lo stesso di qualsiasi community on line: ci si iscrive al sito e si crea un proprio profilo con foto e descrizione. Il passo successivo è pubblicare il proprio annuncio, con la città e l’albergo dove si vorrebbe andare e quando. A quel punto si aggiunge il prezzo totale della stanza che si desidera prenotare, e il gioco è fatto. Non resta che attendere che qualche altro membro della community risponda.

Se si è più indecisi, invece, si può cercare tra gli annunci già pubblicati e controllare se c’è qualche offerta che risponda alle proprie esigenze.

 

Fidarsi è bene...

Come avviene il pagamento? Una volta che entrambe le parti accettano di condividere la stanza, la persona che ha fatto la prima offerta verrà pagato direttamente dall’altro viaggiatore al momento del loro incontro. Uno dei due, insomma, si fa carico della spesa totale e sarà solo in un secondo momento rimborsato della parte del ( e dal) compagno.

Accade spesso che, una volta scelti i rispettivi compagni di avventura, gli utenti cerchino di conoscersi e di farsi un’idea l’uno dell’altro: il sito è dotato di una chat all’interno della quale potersi scambiare messaggi e farsi un’idea della persona con cui si dividerà la stanza.

Il sito ha bisogno di alcuni miglioramenti per quanto riguarda la privacy e la sicurezza degli utenti, in quanto sembra non avere alcuna responsabilità circa la buona riuscita dell’esperienza. Aspetto non trascurabile, in quanto i rischi che si corrono adottando un simile sistema sono evidenti: si potrebbe scoprire che il compagno scelto che in chat sembrava tanto affabile e carino, in realtà è una persona che non ci farà dormire tranquilli; oppure i soldi investiti nella prenotazione potrebbero non tornare mai indietro. Insomma, la prudenza non è mai troppa.

Superati questi scogli, però, quella proposta da Easynest potrebbe rivelarsi la soluzione vincente per i viaggiatori indipendenti e solitari; non è detto che debbano necessariamente verificarsi delle sciagure. Può darsi che la persona con cui si dividerà la stanza sia perfetta, e magari l’anno successivo si sceglierà di rinunciare alle vacanze in solitudine… per farle con lei!

Prendete un aereo, un posto in Economy e una fila di sedili occupata da perfetti sconosciuti. Il clima ideale per un viaggio all'insegna della noia. Eppure, c'è un mezzo più semplice per cancellare le ore passate negli stretti sedili di questi aerei sempre più enormi: il proprio smartphone. Non parliamo però dei classici giochi di carte o delle mail di lavoro, che fanno tanto mainstream, ma della socializzazione con i propri compagni di viaggio.

Difficile attaccare bottone con la signora o il ragazzo di turno, ma la tecnologia viene in nostro aiuto. Quicket è un'applicazione, presente nel Play Store di Google e nell'Apple Store già da diverso tempo, che permette di prenotare i voli, conservare le ricevute elettroniche che servono per il check-in (come fanno le app ufficiali delle compagnie aeree), ma che con l'ultimo aggiornamento ha aggiunto una funzione tutta votata alla socialità: il check-in.

 

 

 

Scegliendo di condividere le informazioni sul proprio viaggio, nella rete interna di Quicket o anche su Facebook, l'applicazione andrà a ricercare collegamenti tra più viaggiatori sullo stesso aereo e, per chi vuole, di essere messi in contatto attraverso una chat privata. In questo modo, potremmo parlare con qualcuno situato magari alla fila precedente o immediatamente successiva, conoscerlo nel "safe space" della chat e, se lo ritenessimo opportuno, di approfondire la conoscenza semplicemente scambiandoci il numero di sedile, o incontrandoci nella lobby dell'aereo.

L'obiettivo di questo nuovo servizio, che non funzionerà in automatico ma solo su esplicita autorizzazione dell'utente (che potrà scegliere tra non condividere nulla, condividere le informazioni su Quicket e, infine, sia su Quicket che su Facebook), è di passare una parte del viaggio in maniera più piacevole, avvicinare persone che non si conoscono e, last but not least, uccidere i tempi morti che sull'aereo sembrano non passare assolutamente mai.

Buona idea, o ennesima "invasione" nella vita altrui da parte degli onnipresenti telefoni intelligenti? Fateci sapere cosa ne pensate!

Nell’era della vita disordinata e veloce, degli account su Facebook e Twitter che ci assorbono le giornate e del “caspita, questa connessione è troppo lenta!”, anche la dinamica del viaggio e della progettazione del viaggio cambia.

In questo tran tran a trovare spazio sono i travel coach; vi chiederete voi, cosa diamine è un coach? E’ una persona che ha una certa professionalità riconosciuta in un ambito e cerca di orientare. Avete mai sentito parlare di “emotional coach”, di “fashion coach" e di "life coach"?

 

 

 

Oggi è giunto il momento di scoprire cos’è un travel coach. La vostra idea di guida di viaggio sono le guide turistiche con le bandierine e personalità variamente comprese tra gli 8 e gli 88 anni con un berretto? E’ arrivato il momento di cambiare prospettiva: il travel coachi è una figura che accompagna passo dopo passo la persona che vuole viaggiare. Sì, ma come? Pianificando, assistendo nel viaggio e organizzando le sensazioni del ritorno in una professione che trova sempre più spazio nel mondo borderless di oggigiorno.

Un tour operator disponibile 24 ore su 24 grazie alla tecnologia moderna: non dovrete recarvi in un’agenzia viaggi, per avere consigli pratici su mete, pacchetti e dritte per risparmiare: vi basterà collegarvi su Skype dal vostro computer/tablet/smartphone, a qualsiasi ora del giorno. L’obiettivo non è “avere il ben servito” (oppure, se è quello che volete non avrete che da chiedere!) ma insegnare un metodo, ad esempio come superare i momenti di empasse durante un viaggio: avete mai provato la sensazione di trovarvi in un posto sconosciuto, con la batteria del telefono scarica e l’assoluta certezza di non saper argomentare una frase di senso compiuto nel luogo in cui vi trovate? A questo serve un travel coach!

Cosa ne pensate? Siete tra le persone che vorrebbero avere un travel coach sempre disponibile anche per una gita fuori porta di qualche ora, o preferireste iniziare voi a lavorare in questo settore, forti di esperienza, carattere e convinzione?

Chi ha detto che per viaggiare comodi si debba spendere tanto? E chi dice che per spostarsi si può usare solo la propria macchina, se proprio non si ha voglia di usare treni, aerei e pullman? Di questi tempi possedere un veicolo proprio può comportare delle spese eccessive, senza considerare che più aumentano le macchine più aumenta l’inquinamento dell’aria. La soluzione ecosostenibile che permette anche di risparmiare? Il carpooling!

Diverso dal car sharing – anche se i due termini vengono spesso usati come sinonimi – è una pratica che consiste nella condivisione di automobili private tra un gruppo di persone. Il proprietario della macchina la mette a disposizione di altre persone affinché venga utilizzata, alternativamente, da tutti. Il risparmio sta nel fatto che ognuno dei passeggeri contribuisce alle spese quali il carburante, l’olio, gli pneumatici, pedaggi e costi vari, come quelli relativi al parcheggio.

 

 

A questo punto è lecito chiedersi come fare a mettersi in contatto con la persona che decide di condividere la sua macchina, o anche solo come sapere chi è che si presta a quest’attività. In un mondo social come quello di oggi, poteva non esserci un sistema on line per rispondere a queste esigenze? Nel corso degli anni, considerato il grande successo che questa modalità di trasporto ha riscosso (grazie anche ad un’iniziativa promossa da Autostrade per l’Italia), sono diventate sempre di più le piattaforme web che si occupano di carpooling e che consentono a chi cerca e a chi offre un “passaggio” di incontrarsi e di definire al meglio i dettagli del viaggio.

Bringme Carpooling & Autostop, ad esempio, è il più grande portale italiano del settore e uno dei principali sul mercato nazionale. Ed è anche il fornitore di dati molto positivi sulle tendenze del carpooling: una stima del mese di settembre di quest’anno ha rivelato che a luglio-agosto 2013 sono stati quasi 12.000 gli euro risparmiati dagli italiani che hanno usufruito del servizio, senza considerare la minore quantità di CO2 che è stata rilasciata nell'atmosfera.

Tra i pregi del carpooling se ne aggiungono anche altri ad esempio riguardanti il traffico, il quale potrebbe sensibilmente diminuire se ogni macchina trasportasse 5 passeggeri invece che 1-2. È vero che condividere l’automobile significa avere a disposizione meno flessibilità, non poterla usare quando si vuole e per andare dove si vuole, ma il risparmio in termini ecologici ed economici è palese. E volete mettere l’aumento del grado di socializzazione? 5 persone in una macchina sono 5 potenziali nuovi amici!

Viaggiamo per rilassarci, per scoprire nuove mete e per staccarci dal tran tran quotidiano, ma è sempre così? Stando a una indagine promossa da Expedia, portale web per la scelta di voli e alberghi, c'è un elemento della vita di tutti i giorni al quale, anche in viaggio, proprio non possiamo rinunciare: lo smartphone.

Dalle classiche mappe ai più complessi sistemi di prenotazione dei voli aerei, internet è un'agenzia di viaggio accessibile da qualsiasi luogo e in qualsivoglia momento, un elemento insostituibile quando si decide di organizzare un viaggio, ma anche una gita fuori porta o un weekend romantico. Il Mobile Index 2014 rivela dei dati tanto interessanti, quanto, per certi versi, preoccupanti sulle abitudini dei viaggiatori nel mondo: il 97% di questi (praticamente la totalità) non riesce a partire senza lasciare telefoni e tablet a casa e il 75% degli intervistati li ritiene strumenti fondamentali nella quotidianità.

 

 

Significative le differenze geografiche; gli indiani sono i più attaccati alla rete, con il 95% degli intervistati che lo usa ogni giorno, contro il 57% dei norvegesi che, pur dotati di infrastrutture tecnologiche avanzatissime, hanno sviluppato una dipendenza decisamente meno diffusa.

Certo, rimanere in contatto può essere costoso se ci rechiamo in paesi lontani e avere a disposizione i vari Whatsapp e Skype o anche solo le mail può essere un bel risparmio (purché so trovi una connessione WiFi). In realtà, però, lo smartphone in vacanza viene usato in molti modi diversi: il 60% lo fa proprio per messaggiare con amici e parenti, il 56% per scoprire la strada più rapida per arrivare a destinazione, il 53% per consultare le previsioni meteo - gli italiani, su questo campo, sono i più "meteorologi del mondo" - fino ai ristoranti e ai locali notturni, scelti via app solo dal 19% dei viaggiatori.

Non è dunque un mistero che la paura di smarrire lo smartphone durante il viaggio sia la preoccupazione maggiore del viaggiatore, quasi più di perdere il passaporto (54 viaggiatori su 100 lo ritengono una situazione problematica). Perdere il cellulare, infatti, per un buon 40% dei vacanzieri sarebbe un trauma peggiore che perdere il portafogli, anche perché alcuni telefoni già permettono di pagare senza tirar fuori dalle tasche carta di credito e contanti.

La dipendenza dal cellulare intelligente, poi, riguarda anche la classica "emergenza batteria scarica", che gli italiani risolvono, secondo il sondaggio, portando con sé cavo e alimentatore ovunque, oppure rivolgendosi (11% degli intervistati) alle batterie esterne, anch'esse da tenere sempre in borsa.

È ormai chiaro che i social network hanno permeato ogni aspetto della vita umana e creato degli stili di vita del tutto nuovi. Poco più di un anno fa un nuovo social si è immerso nell’oceano di Internet: Sailsquare.

Sailsquare è un sito che ha dei meccanismi di interazione molto simili a quelli di Facebook, ma declinati in forma vacanziera. Nasce dalla mente di due italiani e sfrutta il principio delle vacanze 'peer-to-peer user generated', in cui sono le persone stesse ad organizzarsi come farebbero con la loro solita combriccola. La differenza è che la combriccola in questione è su Internet ed è fatta – ad esempio – da un torinese, una palermitana, un romano e un valdostano che non si sono mai incontrati prima. 

 

 

Il nome è già un programma, poiché in italiano significa 'piazza della navigazione'. Ed è proprio questo che è, una piattaforma virtuale su cui possono incontrarsi moltissime persone diverse che però hanno in comune la passione per le vacanze in barca. Capita spesso, infatti,  che si voglia trascorrere un paio di settimane al largo, lontano dal mondo e circondati solo da una distesa d’acqua, ma che non si abbia nessuno accanto che condivida questa stessa passione.

 

Cose da fare prima di partire

Una volta determinati ad avvalersi di questo strumento, bisogna sistemare delle pratiche preventive: prima di tutto bisogna iscriversi al sito, e a quel punto si può entrare  in contatto con i propri compagni consultando i loro profili. Quando ci si è accertati dell’affidabilità dei futuri compagni d’avventura, ci si lancia nella mischia. Le procedure sono principalmente due: ci si può aggregare ad un viaggio che è già stato proposto o se ne può creare uno su misura a cui altri, a loro volta, potranno decidere di aderire.

 

Informazioni e offerte pratiche del sito

Chi è alle prime armi, ma non vuole comunque rinunciare ad un’esperienza di vacanza di questo tipo, non deve preoccuparsi. Il portale offre una serie di consigli utili nell’apposita sezione supporto: cosa mettere in valigia, come ci si comporta a bordo.  come allestire la dispensa che raccoglie i viveri e l'acqua, addirittura come gestire i consumi di elettricità e acqua. In più ci sono suggerimenti su come affrontare il mal di mare per chi teme di essere vittima di fastidiose nausee. 

 

Sailsquare per tutti…o no?

Il sito offre possibilità di viaggio per tutti, grandi e piccoli. La fascia d’età indicata per ogni meta in effetti è molto ampia. Eppure c’è chi cerca di rivolgersi ad una comitiva ben più definita: il pacchetto ‘Elba per tutti si presenta come una vacanza aperta sì, ma a singletra i 20 e i 30 anni. ‘La barca a vela si trasforma in un lounge-bar’: così recita la descrizione dell’offerta. Che sia pensata per permettere di incontrare una persona interessante con cui avere un flirt estivo?

Meno soldi in tasca, ma sempre più voglia di partire, e magari di vivere un’esperienza di viaggio che ci stupisca, la classica storia che potremo raccontare ai nostri figli. Sembrano le premesse per un’avventura impossibile, il perfetto imbocco di un vicolo cieco. E invece pare che una soluzione così fantascientifica sia più reale – e realizzabile – che mai. Tra wwoofing, house swapping e couchsurfing le possibilità sono davvero tante!! 

 

 

Tu dai a me, io do a te

Negli ultimi anni sono nate diverse forme di turismo che non contemplano necessariamente la tradizionale formula volo-hotel-ristorante. Sono ormai molto conosciuti sistemi come il wwoofing:  le fattorie offrono vitto e alloggio in cambio di un’assistenza nelle attività agricole da parte della persona che si impegnano ad ospitare. 

Molto di moda anche il cosiddetto house-swapping, il reciproco scambio di case. Si va in un posto alloggiando a casa di una persona che, nello stesso periodo, alloggia nella tua. Il tutto, ovviamente, a costo zero.

Di grande tendenza il couchsurfing, nato nel 2003: fondamentale la registrazione al sito, da dove partono le richieste di ospitalità che prevedono la ricerca un couch (divano) – simbolico o effettivo che sia –, su cui dormire. Sul sito sono disponibili tutti i dati della persona che si sceglie come ospitante e le recensioni di altri utenti che sono già stati ospitati.

E chi dice che per risparmiare in vacanza si debba andare in squallidi ostelli o dormire direttamente in aeroporti e stazioni? Esiste un modo per alloggiare in posti da sogno senza pagare un solo centesimo. È l’house-sitting. I proprietari di una casa scelgono di non lasciare la propria abitazione incustodita mentre sono in vacanza. Si rivolgono allora ad agenzie specializzate nel settore per cercare una persona di fiducia a cui offrire ospitalità nella propria dimora, gratuitamente, in cambio del lavoro temporaneo come custode, giardiniere, o semplicemente per prendersi cura degli animali domestici. Accade spesso che a usufruire di questo servizio siano possessori di ville e di case di lusso: tra una faccenda e l’altra si può fare anche un tuffo in piscina!

 

Turista sì, ma non solo

Non sempre si vuole andare in un posto per viverlo esclusivamente da turista. Sono sempre più numerose le persone che partono con l’idea di vivere la città come se ne fossero abitanti. Un’esigenza del genere ha immediata risposta: ci sono servizi che permettono di mettersi in contatto con gli abitanti del posto che si sta visitando, che possono ospitare o fare da guida turistica per mostrare ai viaggiatori la vita vera e quotidiana del luogo.

 

Home sweet home

Un’ultima attività turistica che pare essere molto in voga è quella della staycation: il termine sembrerebbe indicare una forma di viaggio all’ultimo grido, e invece si tratta di ben altro. Nato dalla fusione delle parole inglesi che significano vacanza e rimanere, la staycation è la semplice, vecchia e cara abitudine di trascorrere le ferie a casa propria; talvolta per scelta, molto spesso per mancanza di denaro. Nata nel 2008 in America, è ben presto diventata quasi una filosofia di vita, in base alla quale si decide di fare, ad esempio, gite di un giorno nelle vicinanze, o una cena con famiglia e amici nel cortile di casa.

I Google Glass sono l'oggetto del desiderio dei nerd. Al di là delle discussioni (giuste) sulla privacy, si tratta di un'invenzione che, se riuscirà ad essere commercializzata pienamente, contribuirà in modo incredibile all'avanzamento della realtà aumentata, specialmente in settori che ne possono trarre particolari benefici, come ad esempio il turismo.

Due aziende italiane del web, Mubo Project e Vidiemme Consulting (con sedi rispettivamente a Bologna e Milano) hanno pensato di anticipare i tempi, creando un'applicazione appositamente studiata per i Google Glass, che permetterà di visitare e conoscere meglio alcuni punti di Venezia, una delle città italiane con la maggiore incidenza di turismo straniero, e in particolare dagli Stati Uniti, unico paese (insieme al Regno Unito) nel quale gli sviluppatori possono acquistare questi occhiali al "modico" prezzi di 1.500 dollari.

 

 

Grazie ad OK Venice (il nome dell'app fa il verso al comando OK Glass necessario per attivare le funzionalità del prodotto), spiega una delle responsabili del progetto, Irene Angelopulos, sarà possibile scoprire di più su questa città e sulle sue attrazioni, ma in un modo compatibile con un turismo slow, che non rinuncia al piacere di sapere, ma senza dover ricorrere continuamente allo schermo e alla connessione internet pur di sapere. Infatti, Ok Venice proporrà soltanto delle informazioni "leggere", segnalando punti di interesse, luoghi che potrebbero essere generalmente saltati, oppure presi in minore considerazione rispetto al loro reale potenziale turistico e monumentale.

Insomma, dopo gli esperimenti (di poco successo) delle applicazioni che, puntando il telefono, mostravano una miriade di ristoranti, bar e attrazioni in lontananza, ecco che il turismo si prepara al grande salto degli occhiali di Google, con chissà quali risultati. L'Italia, però, è già pronta a fare la sua parte, fornendo la tecnologia e, soprattutto, i monumenti necessari da ammirare e scoprire.

Da questa estate telefonarsi e scambiare messaggi dalle destinazioni turistiche sarà ancora più semplice e meno costoso.

Le tariffe roaming in Europa, chiamate, sms e traffico dati sono calati. I motivi principali sono due: scattano i nuovi tetti imposti dalla Commissione Europea e gli operatori si sono adeguati all'uso sempre più diffuso dei dispositivi di telefonia mobile per fare qualsiasi cosa, lanciando tariffe che includono traffico all'estero.

Se i turisti europei possono avvalersi di queste nuove tariffe roaming, lo stesso non si può dire per chi viaggia negli Stati Uniti, sono rincarate infatti le tariffe standard negli Usa, un modo forse per compensare gli sconti europei.

 

 

Quando si va all'estero è importare valutare:

- Il paese di destinazione: è necessario sapere prima di tutto se il nostro gestore telefonico ha un'offerta specifica per il paese dove ci stiamo dirigendo per le nostre vacanze. La situazione è piuttosto complessa, cambia da operatore a operatore, ma sopratutto da Paese a Paese. Alcuni gestori hanno offerte molto competitive sull'Europa mentre altri includono nella tariffa Europea anche altri Paesi (più di 40) che non appartengono alla Comunità Europea. Altri gestori ancora preferiscono adeguarsi alla tariffa nazionale del Paese in cui ci stiamo dirigendo.

- Valutiamo l'opzione di attivare una sim di un operatore diverso dal nostro per prendere un'offerta di roaming specifica, possiamo risparmiare ma abbiamo l'inconveniente di dover avvisare amici e parenti del cambio numero

- Verifichiamo se  le cosidette "Eurotariffe" sono compatibili con gli altri piani europei di quell'operatore per il roaming, che possono essere più o meno convenienti a seconda del traffico che utilizziamo (sms, chiamate, roaming).

- Se invece preferiamo solo navigare su chiavette e tablet in Europa e Usa, ci sono novità anche in questo ambito.

- Per quanto riguarda gli Stati Uniti il nostro consiglio è quello di trovare un operatore telefonico con un'offerta ad hoc, in quanto le tariffe a consumo base sono raddoppiate rispetto allo scorso anno.

- Diversa invece la situazione per molte destinazioni turistiche extra Unione Europea come India, Thailandia, Cina, Australia e Africa. Spesso in questi Paesi le soluzioni più convenienti sono o navigare in wi-fi dove è possibile o utilizzare servizi VoIP come Skype.

 A questo punto non resta che decidere quale tariffa o offerta attivare e mettersi in viaggio per la nostra vacanza!

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