Siete fan della serie-evento Game of Thrones e vorreste sentirvi per qualche giorno come i vostri beniamini? Ecco l'offerta che fa al caso vostro: un tour dell'Irlanda, da Dublino a Belfast, con un esclusivo percorso lungo le ambientazioni di Game of Thrones, in Irlanda del Nord.

L'itinerario, promosso da TravelBird.it vi permetterà, con soli 399 euro (con uno sconto del 40% sull'originale costo di 644 euro), di visitare alcuni dei luoghi più belli e suggestivi d'Irlanda: da Castle Black, al Giant's Causeway, passando per Carrick-A-Rede.

Per i fan di Game of Thrones, poi, un esclusivo tour di 8 ore nell'Irlanda del Nord, tra lo scenario unico di Dark Hedges e le zone naturali dove è stata girata la serie.

 

 

Soggiorni a Belfast e Dublino

La prima parte del viaggio si svolge intorno alla città di Belfast. La vostra base di appoggio sarà l'Hotel Holiday Inn Express Belfast City, una struttura moderna e molto accogliente del Queen's Quarter. 

La seconda parte del viaggio, tre notti, sarà a Dublino, dove potrete soggiornare all'Aspect Park West, nei pressi della stazione di Parkwest, a pochi chilometri dal centro città e dalla zona di Temple Bar.

 

Volo A/R in Ryanair e auto a noleggio

Nei 399 euro dell'offerta "Game of Thrones" è incluso anche il volo andata e ritorno con la compagnia low cost Ryanair, dagli aeroporti di Roma Ciampino o Bergamo - Orio al Serio con arrivo a Dublino, oltre al noleggio di un'automobile (Ford Ka o simili) che vi permetterà di visitare, in tutta libertà, i luoghi più belli d'Irlanda e dove è stata girata Game of Thrones.

 

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Aliapiedi ... a Dublino: il viaggio continua. Il racconto di oggi ci porta al Glasnevin Cemetery. Sembra strano visitare un cimitero ... ma ne vale la pena. Buona lettura, in questo tredicesimo capitolo del viaggio di Alia.

Se vi state chiedendo di cosa stiamo parlando, lo trovate spiegato qui mentre qui trovate gli altri episodi del racconto di Aliapiedi ... a Dublino.

 

 

Il nostro obiettivo è un luogo di riposo e pace ... eterno: il Glasnevin Cemetery.

Ovviamente in quel mare sterminato di lapidi non c’è un’anima (viva).

Il sole, almeno, è tornato a brillare e avvicinandoci a quella che sembra un’alta torre, quasi una ciminiera, la O’ Connell Tower, sentiamo da lontano una voce, sempre più alta, sempre più autoritaria. Seguendo quel richiamo scorgiamo in mezzo a un folto gruppo di persone un militare in alta uniforme che, emozionato ed emozionando, recita un discorso struggente, un discorso infiammato, un discorso memorabile. Si tratta delle celebri parole pronunciate da Patrick Pearse, leader di un movimento paramilitare contro il dominio britannico, di fronte alla tomba di Jeremiah O’Donovan Rossa, attivo membro dell’organizzazione politica repubblicana chiamata Sinn Féin.

Quel discorso, scandito ora perfettamente con un tono grave e severo, forte e duro, riassume grandiosamente tutto l’orgoglio della Repubblica d’Irlanda. Non sono irlandese, non conosco bene la storia di questo Paese e il mio inglese non mi permette di cogliere ogni singolo verso di quella composizione, ma la vibrazione che trasmette, il pathos silenzioso che lo accompagna e l’espressione di nobile sofferenza dipinta sul volto di quell’uomo mi sconvolgono l’anima.

La storia, crudele, viene nobilitata dal ricordo della stessa, degli eroi e dei loro ideali.

Il personaggio finisce la performance e, tra gli applausi commossi del pubblico, scompare di scena.

Alla reception dell’originale museo dedicato al cimitero, ci svelano che quel militare è in realtà un semplice attore. Perplessa ma non delusa dalla risposta, rifletto di nuovo sulla passione con cui quell’uomo ha vissuto, pronunciato e gridato quelle parole: non sono il frutto di un passivo e meccanico apprendimento a memoria, sono l’urlo spontaneo e naturale di una generazione che tuttora soffre, e si gloria soffrendo, per le ferite del passato.

 

Il nostro appuntamento con Alia e il suo "Aliapiedi ... a Dublino" è per la prossima settimana, con la puntata numero quattordici. Il libro "Aliapiedi ... a Dublino" è disponibile sul sito Twins Store, oltre che tramite tutti i principali canali di vendita online (Feltrinelli, IBS, Webster).

Il libro"Aliapiedi ... a Dublino" è edito da David and Matthaus S.r.l.

Il blog di Alia Zuffi è aliapiedienfamilia.wordpress.com.

Aliapiedi ... a Dublino, ormai l'avrete capito, non è un viaggio statico. La scorsa settimana abbiamo lasciato Alia a Trim, oggi la ritroviamo a Glendalough, in tempo per l'undicesima puntata del suo viaggio...

Se vi state chiedendo di cosa stiamo parlando, lo trovate spiegato qui mentre qui trovate gli altri episodi del racconto di Aliapiedi ... a Dublino.

 

 

Finalmente arriviamo a Glendalough, un villaggio di origine celtica, in mezzo a una valle tra due laghi, così come letteralmente tradotto dal gaelico, che senza dubbio riveste una non indifferente importanza turistica, come ampliamente dimostrato dalla quantità e varietà di mezzi di trasporto lì parcheggiati.

Il paesaggio, di stile alpino, è veramente paradisiaco. Respiriamo a pieni polmoni l’aria frizzantina di montagna mentre una lieve brezza accarezza i nostri visi.

La nostra guida, con una mappa in mano, ci offre due possibilità: visitare quell'insediamento monastico insieme a lui, oppure, da soli, passeggiare lungo un sentiero ben segnalato che, perdendosi in un fitto bosco, porta ai suddetti specchi d’acqua di origine glaciale. Mio marito e io abbiamo già deciso: sia l’uno sia l’altro!

Inizia così il tour tra mute e storte lapidi ricoperte di edera, sparse disordinatamente nell’antico cimitero; più avanti si trova la cattedrale, a una sola navata, aperta al cielo, sia in senso spirituale sia in senso materiale, essendo priva del tetto; lí vicino c’è l’oratorio di San Kevin, l'ermitano che, nel sesto secolo, pose la prima pietra di questo monastero che, col passare dei centenni, acquisì tale prestigio a livello europeo da essere meta preferita di nobili casate per l’educazione cristiana dei propri rampolli; un po’ più in là, spicca un’alta torre circolare che fungeva sia da campanile, in tempi pacifici, sia da rifugio, in tempi bellici, in occasione degli attacchi dei vichinghi e, successivamente, degli inglesi protestanti.

Finite le spiegazioni, ci immergiamo nel folto bosco dove, al posto di gnomi burloni, ci imbattiamo in una vera e propria marea umana, composta in prevalenza da italiani e spagnoli. La nostra idillica passeggiata campestre sembra profilarsi come una maratona dalla massiva partecipazione. Per fortuna arriva in nostro aiuto un provvidenziale nuvolone grigio che scarica con tutta la sua potenza fitti goccioloni di pioggia che, in pochi minuti, disperdono i numerosi turisti. Così come sono apparsi, spariscono.

Percorriamo quindi il sentiero riparati dalle giacche impermeabili e dagli ombrelli da viaggio sempre a mano e, dopo poco più di un chilometro, di colpo si apre il cielo e una vista spettacolare: i due laghi, il superiore e l’inferiore, separati da un lembo di terra simile a un green e circondati da verdi montagne che si tuffano letteralmente nei loro flutti. Il confine tra acqua, cielo e terra non sembra esistere: i tre elementi si fondono tra di loro in un grandioso tripudio naturale. Ammiriamo estasiati quella perfetta armonia, quella melodica simbiosi, quell’unione serena...

È il Paradiso in terra (irlandese) o comunque qualcosa di molto simile...

 

Glendalough in Aliapiedi a Dublino

 

Il nostro appuntamento con Alia e il suo "Aliapiedi ... a Dublino" è per la prossima settimana, con la puntata numero dodici. Il libro "Aliapiedi ... a Dublino" è disponibile sul sito Twins Store, oltre che tramite tutti i principali canali di vendita online (Feltrinelli, IBS, Webster).

Il libro"Aliapiedi ... a Dublino" è edito da David and Matthaus S.r.l.

Il blog di Alia Zuffi è aliapiedienfamilia.wordpress.com.

Ed eccoci finalmente arrivati alla prima puntata di "Aliapiedi ... a Dublino". La parola ad Alia e al suo racconto!

(Se vi state chiedendo di cosa stiamo parlando, lo trovate spiegato qui).

 

 

Lungo il tragitto passiamo davanti al nuovo terminal, per poi addentrarci, quasi subito, in una lunga e fredda galleria che, come un tunnel spazio-temporale, ci porta immediatamente in città, davanti all’O2, un ristrutturato forum per concerti la cui facciata originaria, appartenente a un’antica stazione ferroviaria, dà sul Liffey, il fiume che divide in due Dublino.

La fermata successiva, la nostra, Convention Centre, si trova proprio di fronte a uno spettacolare centro congressi, la cui amplia vetrata obliqua centrale lascia intravedere i perfetti incroci geometrici delle sue scale interne.

Scendiamo qui, in una zona modernissima, occupata da ampli e rilucenti edifici, sedi di importanti multinazionali. A prima vista la città non sembra appartenere a un’Irlanda aggiunta di recente dai tanto “amati” britannici, geograficamente vicini ma storicamente lontani, all’irriverente, o ironico, acronimo P.I.G.S. (Portogallo, Italia, Grecia e Spagna), trasformato per l’occasione in P.I.I.G.S.!

L’unico elemento architettonico che si differenzia da tanto splendore contemporaneo sembra essere una specie di chiusa, ormai inutilizzata, che precede l’accesso al magnifico Samuel Beckett Bridge, il cui geniale architetto, come facilmente deducibile dalla incredibile somiglianza con il sivigliano Puente del Alamillo, è lo spagnolo Calatrava. La struttura è impressionante e mentre lo attraversiamo, pensando agli incredibili, e per me incomprensibili, calcoli ingegneristici che permettono la sua solida e duratura esistenza materiale, osservo il look dei primi irlandesi in cui ci imbattiamo, cercando nel frattempo di non invadere la corsia riservata alle biciclette e di andare nel senso corretto, cioè opposto a quello adottato dalla stragrande maggioranza dei Paesi di origine non anglosassone.

Nonostante il vento fresco, l’aria frizzante e la bassa temperatura, la gente che lavora, facilmente riconoscibile dai portatili a tracolla, si veste in modo più o meno formale – come sempre, dipende dai punti di vista: nella mia amata città natale, Milano, si parlerebbe di un abbigliamento casual, a voler essere generosi – dalla testa fino alle ginocchia; al di sotto di queste si lasciano ostentosamente allo scoperto gli arti inferiori, incluse le falangi prossimali, medie e distali dei piedi, solo separate, in un unico punto, da delle quantomeno anomali infradito!

Suppongo sia dovuto alla costante e giustificata “voglia d’estate” in un Paese caratterizzato da un clima non certo mediterraneo...

Dublin Convention Centre 

Il nostro appuntamento è per lunedì prossimo, con la seconda puntata. Il libro "Aliapiedi ... a Dublino" è disponibile sul sito Twins Store, oltre che tramite tutti i principali canali di vendita online (Feltrinelli, IBS, Webster).

Il libro"Aliapiedi ... a Dublino" è edito da David and Matthaus S.r.l.

Il blog di Alia Zuffi è aliapiedienfamilia.wordpress.com.

Il viaggio di Alia continua. Oggi ci accompagna ancora per le strade di Dublino, tra i famosi pub di Temple Bar. E non mancheranno le sorprese.

Se vi state chiedendo di cosa stiamo parlando, lo trovate spiegato qui mentre qui trovate gli altri episodi del racconto di Aliapiedi ... a Dublino.

 

 

Dopo aver percorso il Millennium Bridge, davanti a noi dovrebbe apparire il quartiere di Temple Bar, la cui percentuale di concentrazione di posti per bere, mangiare o cantare in compagnia batte qualunque record mondiale, incluso quello spagnolo!

Però tutto tace: regna un inquietante silenzio e una terrificante oscurità!

Dove sono finiti tutti i turisti che, cercando inutilmente di mimetizzarsi con la gente locale, animano le sue strade, riempono i suoi pub e godono dei suoi spettacoli notturni? Di nuovo qualcosa, o qualcuno, cioè la sottoscritta, non quadra.

Controllo rapidamente la piantina, girandola e rigirandola nervosamente tra le mani mentre una vampata di calore inizia a percorrere il mio corpo trasformandosi in una tremula goccia di sudore che va a cadere proprio su quell’incomprensibile foglio pieno di nomi di vie. Mio marito, pietoso, osserva in silezio, scuotendo la testa, ben cosciente, ancora una volta, dell’accaduto... Il miglior attacco è la difesa, credo, e quindi, come giustificazione – excusatio non petita, accusatio manifesta, penserà lui – inizio a inveire, da un lato, contro gli editori dell’inutile piantina, dotata di una scala così ridotta da rendere assolutamente incomprensibile la sua interpretazione e, dall’altro, contro gli urbanisti dublinesi che risparmiano sulle indicazioni delle vie. Fortunatamente il mio compagno di viaggio scopre, a una breve distanza, delle bandierine multicolori che, stese tra i muri esterni di basse casette, sembrano indicare la presenza di una festa rionale. Ci avviciniamo con aria circospetta, cautamente, e, poco a poco, iniziano ad apparire vispi esseri umani che conversano ad alta voce in inglese, ma soprattutto in italiano e spagnolo, accompagnati da una musica di fondo che, a ogni nostro passo, si fa sempre più forte e intensa.

Non so come, ma siamo finiti all’inizio di questo cammino di perdizione chiamato Fleet Street!

I frenetici movimenti dei corpi, le multilingue voci chiassose, le allegre e fragorose risate sprigionano un tale dinamismo e una tale vitalità da coinvolgerci, o sconvolgerci, inevitabilmente nella festa collettiva di un quartiere, ubriaco di giovialità, che ci sembra unico al mondo (o, almeno, al mondo finora da noi conosciuto)...

 

Il nostro appuntamento con Alia e il suo "Aliapiedi ... a Dublino" è per lunedì prossimo, con la quarta puntata. Il libro "Aliapiedi ... a Dublino" è disponibile sul sito Twins Store, oltre che tramite tutti i principali canali di vendita online (Feltrinelli, IBS, Webster).

Il libro"Aliapiedi ... a Dublino" è edito da David and Matthaus S.r.l.

Il blog di Alia Zuffi è aliapiedienfamilia.wordpress.com.

Aliapiedi ... a Dublino non è un viaggio statico e da Glendalough a Howth il passo è breve. Ed è proprio Howth il set di questa dodicesima puntata del viaggio... Alia ce la racconta così...

Se vi state chiedendo di cosa stiamo parlando, lo trovate spiegato qui mentre qui trovate gli altri episodi del racconto di Aliapiedi ... a Dublino.

 

 

La meta di oggi è il paesino marittimo di Howth, situato a nord est della capitale e facilmente raggiungibile con il Dart, un treno elettrico simile al passante ferroviario.

Ecco il mare aperto, interrotto da un'isola solitaria, dove veloci e felici navigano inclinate barche a vela spinte dal vento amico: è un quadro in movimento dai colori così vivi e luminosi da renderlo unico.

Lasciato alle spalle il pittoresco porto con il faro bagnato dalla luce solare, con i pescatori dalle canne pazienti e le reti stese ad asciugare, e con le locande dagli orgogliosi prodotti del mare, ci rechiamo verso la marina, annunciata, da lontano, da numerosi alberi bianchi che si elevano su eleganti cabinati quali tenui stecchini su dolci tartine – la fame, di nuovo, distorce le poetiche immagini.

Quel costante panorama marittimo è una vera e propria delizia spirituale. I piedi si muovono da soli e, seguendo un percorso invisibile, ci portano lontano, fuori dal porto, dal centro e dalla marina.

La natura prende ora il sopravvento su tutto il resto. Osserviamo in silenzio il sereno e pacifico spettacolo del placido mare, delle colline verdeggianti e delle ciottolose spiagge...

 

 

 

Il nostro appuntamento con Alia e il suo "Aliapiedi ... a Dublino" è per la prossima settimana, con la tredicesima puntata. Il libro "Aliapiedi ... a Dublino" è disponibile sul sito Twins Store, oltre che tramite tutti i principali canali di vendita online (Feltrinelli, IBS, Webster).

Il libro"Aliapiedi ... a Dublino" è edito da David and Matthaus S.r.l.

Il blog di Alia Zuffi è aliapiedienfamilia.wordpress.com.

 

Il mare d’inverno "è un concetto che il pensiero non considera", direbbe qualcuno (vedi alla voce Enrico Ruggeri). Il mare d'inverno è un concetto affascinante, a suo modo romantico, forse nostalgico (passeggiate a dicembre sul bagnasciuga per rendervene conto) ma poco turistico. Non in Irlanda, dove hanno saputo trasformare una risorsa naturale, l’Oceano Atlantico sulla costa Ovest, in un vero e proprio esempio di marketing territoriale. Come? Celebrando l'Atlantic Way, la fascia costiera lunga più di 2.500 chilometri, la più lunga al mondo, considerata da Lonely Planet tra le Best in Travel 2015.

Il prossimo ricorreranno centocinquanta anni dalla nascita dell'Atlantic Way e sarà un anno pieno di eventi, organizzati per festeggiare e celebrare il rapporto tra l’uomo, il mare, l’oceano e la letteratura. D'altra parte un viaggio lungo la Atlantic Way non è soltanto un viaggio di acqua salata che si infrange sulle scogliere e di brezza marina che soffia sul viso. La Atlantic Way è fatta di castelli e di pub. Tanti pub, più di settanta, facilmente raggiungibili, visto che lungo questa strada tutto è segnalato in maniera chiara.

 

 

Tra i punti più interessanti, va segnalata la punta più a nord della Wild Atlantic Way, Malin Head, con le sue scogliere a picco sull'oceano. A Banba's Crown è ancora in piedi una solitaria torre d’avvistamento, costruita per scongiurare un’invasione napoleonica mai arrivata. Un retaggio irlandese di donchisciottesca memoria. 

È imperdibile il Glenveagh National Park, come pure non possono mancare al vostro viaggio i castelli e i manieri solitari: uno dei più belli è quello di Donegal, costruito nel XV secolo.

Ma la Wild Atlantic Way è fatta anche di storici pub: la cantante Enya, per esempio, è una frequentatrice abituale di questi luoghi. Per gli amanti della musica, inoltre, una tappa obbligata è la Leo's Tavern a Meenaleck, dove gli U2 cominciarono a strimpellare a suon di stout.

Musica e birra, castelli e natura: il mare d'inverno in Irlanda può essere davvero molto divertente!

Sono le nostre ultime ore in compagnia di Alia, la scrittrice e protagonista di Aliapiedi ... a Dublino. La sua vacanza volge al termine, ma non si può mica lasciare Dublino senza una pinta di birra?! Ma Dublino non è solo Temple Bar e Alia ci porta in un posto unico, con un grande passato e un divertente presente. Buona lettura, in compagnia di Alia e del suo Aliapiedi ... a Dublino!

Se vi state chiedendo di cosa stiamo parlando, lo trovate spiegato qui mentre qui trovate gli altri episodi del racconto di Aliapiedi ... a Dublino.

 

 

Alla fine di un’animata strada pedonale e commerciale si offre una originale sorpresa. È The Church, un pub che è una chiesa o una chiesa che è un pub.

In realtà, visto da fuori, sembra un vero e proprio luogo di culto, sede dell’antica St. Mary’s Church. Una volta dentro, il bancone pieno di bottiglie di alcolici al posto dell’altare, il grandioso organo le cui auliche melodie sono ora sostituite da musica rock e la spettacolare vetrata che illumina busti di celebri personaggi, terrestri e non certo celesti, lascia ben poco spazio, per non dire nessuno, alla spiritualità, al misticismo o alla trascendenza.

Il locale è stato da poco ristrutturato ed è un posto ricco di storia. Tra le sue mura, ora sconsacrate, fu battezzato Sean O’Casey, Arthur Guinness si sposò e Jonathan Swift espose i suoi primi sermoni. Nella sua nuova veste, moderna, gastronomica e soprattutto turistica, devo ammettere che mi provoca una certa impressione, quasi un senso di inquietudine, una reazione di irriverenza.

Vi garantisco che è un posto che non lascia indifferenti nemmeno i nostri risvegliati sentimenti.

 

Il nostro appuntamento con "Aliapiedi ... a Dublino" è per la prossima settimana, quando sarà la stessa Alia a "tirare le somme" del suo viaggio a Dublino. I suoi racconti, però, non finiscono qui. Se volete leggerli in versione completa, il libro "Aliapiedi ... a Dublino" è disponibile sul sito Twins Store, oltre che su tutti i principali canali di vendita online (Feltrinelli, IBS, Webster).

Il libro"Aliapiedi ... a Dublino" è edito da David and Matthaus S.r.l.

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Il viaggio di Alia continua. Oggi ci presentano una delle chiese più interessanti di Dublino, la St. Audoen’s Church... Ecco la nona puntata del viaggio di Aliapiedi ... a Dublino! Buona lettura!

Se vi state chiedendo di cosa stiamo parlando, lo trovate spiegato qui mentre qui trovate gli altri episodi del racconto di Aliapiedi ... a Dublino.

 

 

Torniamo sui nostri passi, dirigendoci verso l’antica St. Audoen’s Church, di culto protestante, ubicata proprio accanto a un’omonima chiesa, questa volta di culto cattolico, di recente costruzione. L’accesso al tempio medievale, il cui pittoresco campanile svetta tra i fiori, l'erba e le piante di un giardinetto circostante dall'aria provenzale, si trova in fondo a una moderna scalinata dove delle eleganti porte di cristallo racchiudono l’essenza di quel gioiello architettonico.

Dopo averle attraversate, ci troviamo in una specie di reception dove delle sorridenti hostess ci chiedono gentilmente la nazionalità per offrirci un opuscolo nella nostra lingua, spiegandoci inoltre l’affascinante percorso, gratuito, all'interno di quella chiesa ora adibita a museo, attraverso un’elegante fusione architettonica dell’antico con il moderno. Il viaggio nel tempo è affascinante, la scenografia così autentica da far temere l’improvviso apparire di un esercito di normanni o il risveglio di antichi cavalieri sepolti nelle tombe della sventrata navata meridionale, aperta al cielo, i cui archi a sesto acuto sostengono ora tutto il peso di un etereo passato...

 

Il nostro appuntamento con Alia e il suo "Aliapiedi ... a Dublino" è per la prossima settimana, con la decima puntata. Il libro "Aliapiedi ... a Dublino" è disponibile sul sito Twins Store, oltre che tramite tutti i principali canali di vendita online (Feltrinelli, IBS, Webster).

Il libro"Aliapiedi ... a Dublino" è edito da David and Matthaus S.r.l.

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Il viaggio di Alia continua inesorabile, nonostante cielo grigio, nebbia e pioggia. Oggi è la volta di andare a Trim, paese sperduto non lontano da Dublino. Ecco la decima puntata del viaggio di Aliapiedi ... a Dublino! Buona lettura!

Se vi state chiedendo di cosa stiamo parlando, lo trovate spiegato qui mentre qui trovate gli altri episodi del racconto di Aliapiedi ... a Dublino.

 

 

La nostra destinazione mattinale è Trim.

Il cielo, tanto per cambiare, si fa sempre più grigio e, poco a poco, lievemente e poi sempre più intensamente, inizia a cadere l'inesorabile pioggia irlandese. Il cartello stradale che indica l'entrata in questo paese sperduto della contea di Meath si intravede a malapena, coperto com'è da una fitta nebbia.

Il paesaggio, caratterizzato dall'infinito cielo oscuro e da sterminati prati verdi non può essere più autentico e originale: è l’Irlanda allo stato puro. Non ci importa, pertanto, scendere dal pullman, parcheggiato sul bordo di una strada provinciale, per perderci in mezzo a quelle nuvole basse, accompagnate ora da un vento intenso che sferza i nostri visi con gocce di pioggia; non ci importa, inoltre, rabbrividire alle intemperie di quel clima ostile che si abbatte su quei luoghi agresti, privi di persone o animali, incluse le onnipresenti pecore, e attraversati da un sonnolento e solitario fiume, il Boyne; non ci importa, infine, calarci in quell'ambiente invernale che fa da sfondo all'imponente cinta muraria dell’inespugnabile castello dove, in base alle diverse fasi costruttive, si alternano torri quadrate e rotonde, nonché un imponente barbacane, il cosiddetto Dublin Gate, aperto sul vuoto di un prato.

L’insieme architettonico rappresenta un suggestivo connubio tra storia e natura, sospeso nello spazio e nel tempo.

 

Il nostro appuntamento con Alia e il suo "Aliapiedi ... a Dublino" è per la prossima settimana, con l'undicesima puntata. Il libro "Aliapiedi ... a Dublino" è disponibile sul sito Twins Store, oltre che tramite tutti i principali canali di vendita online (Feltrinelli, IBS, Webster).

Il libro"Aliapiedi ... a Dublino" è edito da David and Matthaus S.r.l.

Il blog di Alia Zuffi è aliapiedienfamilia.wordpress.com.

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