Il viaggio di Alia continua. Di ritorno a Dublino, dopo una giornata trascorsa a Belfast, è tempo di tuffarsi tra le attrazioni della capitale irlandese. A partire da quelle più importanti e conosciute... Ecco quindi l'ottava puntata del viaggio di Aliapiedi ... a Dublino!

Se vi state chiedendo di cosa stiamo parlando, lo trovate spiegato qui mentre qui trovate gli altri episodi del racconto di Aliapiedi ... a Dublino.

 

 

Il primo “bersaglio” da centrare è la seconda sede del potere spirituale: la Saint Patrick’s Cathedral.

Dopo aver attraversato il grazioso parco che la precede, dove si esaurisce drammaticamente la batteria di una macchina fotografica affaticata, spossata e stravolta da tante istantanee, ci ritroviamo nel bel mezzo dei festeggiamenti di un, suppongo importante, matrimonio da poco celebrato, considerata la precedente temporanea chiusura del tempio e l'attuale lunga coda all'ingresso. Le allegre damigelle d’onore, rigorosamente vestite di nero, come se avessero assistito a un funerale – forse per la religione protestante tale colore non è di mal auspicio – stanno stappando delle care bottiglie di champagne, comodamente sedute sui sedili in pelle di una sensazionale auto d’epoca, mentre noi, poveri pellegrini, in coda sotto un sole quasi spietato, le osserviamo allibiti, stupiti e con una punta di sana, o forse non tanto sana, invidia.

Loro brindano, ridono e scherzano; noi ci spazientiamo, ci infastidiamo e ci innervosiamo: perché la fila non scorre? Perché la gente non si muove? Perché siamo fermi?

Mentre rigira nella mia testa la stessa domanda, ripetuta tra me e me sotto forme differenti, arriva un guardiano, dotato di un possente tono di voce, che ci invita, quasi ci ordina, a tener preparati i contanti per il biglietto d’ingresso. Le mani frugano nervosamente nelle tasche alla ricerca dell’esatto importo monetario e la marea umana, lentamente, inizia a camminare, accompagnata da un frenetico tintinnio di euro.

Tocca a noi: paghiamo, riceviamo un opuscolo ed entriamo.

La cattedrale è veramente grandiosa. Le navate, il transetto, il coro sono un susseguirsi di storie raccontate negli augusti busti marmorei, nei nobili monumenti sepolcrali e nelle emozionanti targhe commemorative. La chiesa è un vero e proprio museo, o meglio, una casa-museo abitata da illustri personaggi, quali scrittori, religiosi e politici, che convivono silenziosamente tra quelle alte colonne gotiche.

Seduti su un banco di legno ricoperto di purpureo velluto e riservato a una famiglia dal prestigioso cognome, cerchiamo di conservare nelle nostre pupille il maggior numero possibile di dettagli, impossibilitati come siamo a scattare delle foto...

 

Il nostro appuntamento con Alia e il suo "Aliapiedi ... a Dublino" è per la prossima settimana, con la nona puntata. Il libro "Aliapiedi ... a Dublino" è disponibile sul sito Twins Store, oltre che tramite tutti i principali canali di vendita online (Feltrinelli, IBS, Webster).

Il libro"Aliapiedi ... a Dublino" è edito da David and Matthaus S.r.l.

Il blog di Alia Zuffi è aliapiedienfamilia.wordpress.com.

Lo confesso: da Dublino non voglio più tornare. Capisco come mai alcuni dei miei amici hanno deciso di trasferirsi lì!

 

Descrizione del viaggio

Per me è un posto da favola, un luogo dove si coniugano perfettamente storia, strutture cittadine affascinanti e… letteratura. La letteratura è ovunque, e non nego che da appassionata lettrice quale sono cerco di vedere il maggior numero di posti possibili in cui respirarla a pieni polmoni. Dublino, del resto, è o non è la patria di James Joyce?

 

Gente di Dublino

Eccome se lo è, e il famoso scrittore si percepisce in ogni angolo della città. Credo che uno dei maggiori rimpianti del mio viaggio sarà sempre quello di non essere riuscita a vedere la casa dove ha composto la sezione I morti di Gente di Dublino, ma… poco importa. La città mi dà molto altro di cui gioire e da ammirare!

Un primo giro del centro della città mi regala immediatamente una chicca: il castello. La cosa di per sé mi stupisce, perché di solito i castelli si trovano arroccati su montagne distanti dal centro città. E in effetti questa magnifica fortezza, che nel corso degli anni scopro essere stata anche una prigione, si trova su un’altura (la Cork Hill), ma è praticamente nel bel mezzo della città! E sapete cosa c’è a due passi da questo fantastico castello? Temple Bar: come si fa ad andare a Dublino e a non fare un giro in uno dei suoi quartieri più vivaci? Ci sono tanti, ma davvero tantissimi giovani. E se credete di trovare solo irlandesi… non avete idea di quanti stranieri ci siano! Perché in fondo Dublino è una meta giovane, si sa. È il simbolo della vita dublinese, ed è il posto giusto per vivere la città non da turista, ma da abitante. È qui che si trova anche il fiume che attraversa la città, il Liffey, col suo ponte. Ci sono tornata di sera, e l’illuminazione rende tutto talmente magico e speciale che per un attimo non mi sembra nemmeno di essere nello stesso posto visto alla luce del sole.

 

College e birrerie: i vanti di Dublino

Si sente sempre parlare del famoso Trinity College, uno degli istituti accademici più prestigiosi e antichi d’Irlanda. Bene, io l’ho visto! Vorrei entrare nella biblioteca, perdermi un po’ tra gli scaffali dove probabilmente hanno passeggiato anche Beckett e Oscar Wilde (due illustri ex alunni), ma la mia amica mi smonta immediatamente. Lei legge solo Vogue e Vanity Fair! Ho pietà di lei e metto per un po’ da parte le mie velleità letterarie, scegliendo di vedere un’altra attrazione per cui la città è famosa: la fabbrica della Guinness. Non che per me sia stato un sacrificio… la birra è un’altra mia passione! Prendiamo i mezzi fino ad arrivare nella zona Liberties, che non è molto lontana dal centro, e troviamo quello che è il regno incontrastato della celebre birra scura irlandese. Una volta che ti trovi nel paese dei balocchi, come fai a non comprare le caramelle? Nel nostro caso, come fai a non farti spillare una Guinness fresca fresca? Ovviamente noi non ci pensiamo due volte, e ce la godiamo prima di terminare il tour di questa immensa costruzione, talmente grande da coprire l’area… di un intero quartiere!

 

San Patrizio e dintorni

La birra decisamente ci disseta, e ci permette di andare subito a vedere un altro dei luoghi simbolo di Dublino: la cattedrale di San Patrizio. Mi colpisce subito il famoso pozzo che si trova accanto alla costruzione principale, dove si dice che il santo battezzasse coloro i quali si convertivano. Ma quando penso a San Patrizio, a me viene in mente subito la festa omonima, che è tipicamente irlandese ma che ormai si festeggia un po’ ovunque. A quanto pare, invece, San Patrizio non è solo sinonimo di bevute in compagnia, ma è prima di tutto il patrono dell’Irlanda a cui è dedicata la cattedrale. A costo di attirarmi l’odio della mia amica, una volta entrate la conduco verso la tomba di Jonathan Swift, l’autore dei Viaggi di Gulliver, che si trova proprio all’ingresso della chiesa. Se vi state chiedendo che cosa c’entra uno scrittore con una chiesa vi dico subito che Swift era un tipo molto religioso, talmente religioso che è stato niente di meno che decano della cattedrale.

 

Irish pub, la tappa che non può mancare

Il week end è finito, e tre giorni mi sembrano così pochi… e chi vuole tornare a casa? Per fortuna abbiamo l’aereo nel pomeriggio, quindi qualche ora di tempo in mattinata ancora l’abbiamo per fare un’ultima immersione in questo posto stupendo. La mia amica (sempre lei, quella che legge solo Vogue e Vanity Fair), non ne vuole sapere di alzarsi presto. In effetti siamo andate a dormire tardi, dopo aver passato una bella serata… dove? Neanche a chiederlo. Mica si va in Irlanda senza sperimentare i famosi pub irlandesi! Noi ci siamo andate eccome, e abbiamo conosciuto un gruppo di ragazzi che hanno fatto di tutto per mostrarci l’ospitalità locale. E il loro modo di dimostrarla è molto semplice: prendere per noi quantità industriali di birra. Guinness, of course.

 

Un saluto verde dalla verde Irlanda

È il nostro ultimo giorno in Irlanda, e il sonno e la stanchezza non devono avere la meglio. Costringo la mia amica ad alzarsi dal letto, la infilo nella doccia e la trascino a Phoenix Park. Si è lamentata un po’, ma poi mi ha ringraziata perché la mattinata nell’enorme parco cittadino (credo che sia il più grande di Dublino, e date le sue dimensioni non stento a crederlo!) è stata davvero piacevole, anche grazie ad un sole che ha deciso di darci, con la sua luce, un saluto che abbiamo apprezzato moltissimo.

Mentre l’aereo decolla, penso solo che i miei amici, quelli che vivono qui, presto dovranno darmi ospitalità! 

Il viaggio di Alia continua. Oggi ci accompagna ancora per le strade di Dublino, tra i famosi pub di Temple Bar. E non mancheranno le sorprese.

Se vi state chiedendo di cosa stiamo parlando, lo trovate spiegato qui mentre qui trovate gli altri episodi del racconto di Aliapiedi ... a Dublino.

 

 

Dopo aver percorso il Millennium Bridge, davanti a noi dovrebbe apparire il quartiere di Temple Bar, la cui percentuale di concentrazione di posti per bere, mangiare o cantare in compagnia batte qualunque record mondiale, incluso quello spagnolo!

Però tutto tace: regna un inquietante silenzio e una terrificante oscurità!

Dove sono finiti tutti i turisti che, cercando inutilmente di mimetizzarsi con la gente locale, animano le sue strade, riempono i suoi pub e godono dei suoi spettacoli notturni? Di nuovo qualcosa, o qualcuno, cioè la sottoscritta, non quadra.

Controllo rapidamente la piantina, girandola e rigirandola nervosamente tra le mani mentre una vampata di calore inizia a percorrere il mio corpo trasformandosi in una tremula goccia di sudore che va a cadere proprio su quell’incomprensibile foglio pieno di nomi di vie. Mio marito, pietoso, osserva in silezio, scuotendo la testa, ben cosciente, ancora una volta, dell’accaduto... Il miglior attacco è la difesa, credo, e quindi, come giustificazione – excusatio non petita, accusatio manifesta, penserà lui – inizio a inveire, da un lato, contro gli editori dell’inutile piantina, dotata di una scala così ridotta da rendere assolutamente incomprensibile la sua interpretazione e, dall’altro, contro gli urbanisti dublinesi che risparmiano sulle indicazioni delle vie. Fortunatamente il mio compagno di viaggio scopre, a una breve distanza, delle bandierine multicolori che, stese tra i muri esterni di basse casette, sembrano indicare la presenza di una festa rionale. Ci avviciniamo con aria circospetta, cautamente, e, poco a poco, iniziano ad apparire vispi esseri umani che conversano ad alta voce in inglese, ma soprattutto in italiano e spagnolo, accompagnati da una musica di fondo che, a ogni nostro passo, si fa sempre più forte e intensa.

Non so come, ma siamo finiti all’inizio di questo cammino di perdizione chiamato Fleet Street!

I frenetici movimenti dei corpi, le multilingue voci chiassose, le allegre e fragorose risate sprigionano un tale dinamismo e una tale vitalità da coinvolgerci, o sconvolgerci, inevitabilmente nella festa collettiva di un quartiere, ubriaco di giovialità, che ci sembra unico al mondo (o, almeno, al mondo finora da noi conosciuto)...

 

Il nostro appuntamento con Alia e il suo "Aliapiedi ... a Dublino" è per lunedì prossimo, con la quarta puntata. Il libro "Aliapiedi ... a Dublino" è disponibile sul sito Twins Store, oltre che tramite tutti i principali canali di vendita online (Feltrinelli, IBS, Webster).

Il libro"Aliapiedi ... a Dublino" è edito da David and Matthaus S.r.l.

Il blog di Alia Zuffi è aliapiedienfamilia.wordpress.com.

Aliapiedi ... a Dublino, ormai l'avrete capito, non è un viaggio statico. La scorsa settimana abbiamo lasciato Alia a Trim, oggi la ritroviamo a Glendalough, in tempo per l'undicesima puntata del suo viaggio...

Se vi state chiedendo di cosa stiamo parlando, lo trovate spiegato qui mentre qui trovate gli altri episodi del racconto di Aliapiedi ... a Dublino.

 

 

Finalmente arriviamo a Glendalough, un villaggio di origine celtica, in mezzo a una valle tra due laghi, così come letteralmente tradotto dal gaelico, che senza dubbio riveste una non indifferente importanza turistica, come ampliamente dimostrato dalla quantità e varietà di mezzi di trasporto lì parcheggiati.

Il paesaggio, di stile alpino, è veramente paradisiaco. Respiriamo a pieni polmoni l’aria frizzantina di montagna mentre una lieve brezza accarezza i nostri visi.

La nostra guida, con una mappa in mano, ci offre due possibilità: visitare quell'insediamento monastico insieme a lui, oppure, da soli, passeggiare lungo un sentiero ben segnalato che, perdendosi in un fitto bosco, porta ai suddetti specchi d’acqua di origine glaciale. Mio marito e io abbiamo già deciso: sia l’uno sia l’altro!

Inizia così il tour tra mute e storte lapidi ricoperte di edera, sparse disordinatamente nell’antico cimitero; più avanti si trova la cattedrale, a una sola navata, aperta al cielo, sia in senso spirituale sia in senso materiale, essendo priva del tetto; lí vicino c’è l’oratorio di San Kevin, l'ermitano che, nel sesto secolo, pose la prima pietra di questo monastero che, col passare dei centenni, acquisì tale prestigio a livello europeo da essere meta preferita di nobili casate per l’educazione cristiana dei propri rampolli; un po’ più in là, spicca un’alta torre circolare che fungeva sia da campanile, in tempi pacifici, sia da rifugio, in tempi bellici, in occasione degli attacchi dei vichinghi e, successivamente, degli inglesi protestanti.

Finite le spiegazioni, ci immergiamo nel folto bosco dove, al posto di gnomi burloni, ci imbattiamo in una vera e propria marea umana, composta in prevalenza da italiani e spagnoli. La nostra idillica passeggiata campestre sembra profilarsi come una maratona dalla massiva partecipazione. Per fortuna arriva in nostro aiuto un provvidenziale nuvolone grigio che scarica con tutta la sua potenza fitti goccioloni di pioggia che, in pochi minuti, disperdono i numerosi turisti. Così come sono apparsi, spariscono.

Percorriamo quindi il sentiero riparati dalle giacche impermeabili e dagli ombrelli da viaggio sempre a mano e, dopo poco più di un chilometro, di colpo si apre il cielo e una vista spettacolare: i due laghi, il superiore e l’inferiore, separati da un lembo di terra simile a un green e circondati da verdi montagne che si tuffano letteralmente nei loro flutti. Il confine tra acqua, cielo e terra non sembra esistere: i tre elementi si fondono tra di loro in un grandioso tripudio naturale. Ammiriamo estasiati quella perfetta armonia, quella melodica simbiosi, quell’unione serena...

È il Paradiso in terra (irlandese) o comunque qualcosa di molto simile...

 

Glendalough in Aliapiedi a Dublino

 

Il nostro appuntamento con Alia e il suo "Aliapiedi ... a Dublino" è per la prossima settimana, con la puntata numero dodici. Il libro "Aliapiedi ... a Dublino" è disponibile sul sito Twins Store, oltre che tramite tutti i principali canali di vendita online (Feltrinelli, IBS, Webster).

Il libro"Aliapiedi ... a Dublino" è edito da David and Matthaus S.r.l.

Il blog di Alia Zuffi è aliapiedienfamilia.wordpress.com.

Il viaggio di Alia continua. Dopo un giorno trascorso a Belfast, Alia e il marito tornano a Dublino, meta prediletta di questo viaggio. E noi continuiamo a seguire il loro racconto. Ecco la settima puntata!

Se vi state chiedendo di cosa stiamo parlando, lo trovate spiegato qui mentre qui trovate gli altri episodi del racconto di Aliapiedi ... a Dublino.

 

 

Una scalinata lì vicino porta alla grandiosa, immensa e fornitissima Long Room del Trinity College di Dublino, il cui nome potrebbe anche essere quello di “High Room”, considerato l’ampliamento realizzato in altezza, verso la metà dell’Ottocento, con una nuova galleria e una nuova volta.

Tra tomi e tomi, ordinati verticalmente, in base al peso, su scaffali di librerie in legno pregiato, differenziati da dorate lettere dell’alfabeto, si alternano busti di illustri personaggi e, protetta da un vetro, un’antichissima arpa medievale, appartenuta al mitico re irlandese Brian Boru, vincitore nella battaglia di Clontarf contro i vichinghi.

Lo spazio, riempito, quasi soffocato, da migliaia e migliaia di pagine dalle preziose rilegature, è senza dubbio suggestivo e imponente, come quello di qualunque biblioteca che, anche se non così storicamente grandiosa, sempre è e sarà testimone e tacita custode di una cultura scritta, orale nelle sue origini e tristemente virtuale nel prossimo futuro.

 

Il nostro appuntamento con Alia e il suo "Aliapiedi ... a Dublino" è per la prossima settimana, con l'ottava puntata. Il libro "Aliapiedi ... a Dublino" è disponibile sul sito Twins Store, oltre che tramite tutti i principali canali di vendita online (Feltrinelli, IBS, Webster).

Il libro"Aliapiedi ... a Dublino" è edito da David and Matthaus S.r.l.

Il blog di Alia Zuffi è aliapiedienfamilia.wordpress.com.

Il viaggio di Alia continua. Oggi ci accompagna ancora per le strade di Dublino, ma è un pomeriggio riflessivo, in sui si interroga sul senso della storia e sul senso del passato.

Se vi state chiedendo di cosa stiamo parlando, lo trovate spiegato qui mentre qui è le stessa a raccontarvi le sue sensazioni all'arrivo in città.

 

 

Attraccato a un molo del Liffey riposa placidamente la replica di uno storico veliero a tre alberi, il Jeanie Johnston, tristemente famoso per aver trasportato per le impervie acque dell’Oceano Atlantico migliaia di emigranti alla ricerca di una Terra Promessa nel Nord America, durante il vergognoso e tragico quinquennio della Grande Carestia, a metà Ottocento, causa di più di un milione di morti irlandesi per inedia di fronte all'assoluta indifferenza dell’allora governo britannico, fermo sostenitore del non interventismo economico (i cui abitanti, a ogni modo, continuavano a essere incredibilmente riforniti di tutti quei prodotti del Paese vicino, quali cereali, carne e verdure, che non erano stati infettati dal fungo devastatore di patate, alimento base della "ricca" dieta dei colonizzati...).

Impossibile fotografarlo senza pensare alla straziante disperazione di quelle persone rappresentate con un crudele e spietato realismo nel gruppo scultorico ubicato poco più avanti, The Famine Memorial: i corpi scheletrici, le vesti sdrucite, i volti sofferenti e quei miseri sacchi stretti fortemente contro il petto, ultima risorsa per afferrarsi alla vita, non lasciano (ora) indifferente nessuno...

The Famine Memorial 

 

Il nostro appuntamento con Alia e il suo "Aliapiedi ... a Dublino" è per lunedì prossimo, con la terza puntata. Il libro "Aliapiedi ... a Dublino" è disponibile sul sito Twins Store, oltre che tramite tutti i principali canali di vendita online (Feltrinelli, IBS, Webster).

Il libro"Aliapiedi ... a Dublino" è edito da David and Matthaus S.r.l.

Il blog di Alia Zuffi è aliapiedienfamilia.wordpress.com.

 

Come in un "vecchio" romanzo a puntate, oggi iniziamo a raccontarvi un viaggio.

Vita da Turista d'altra parte nasce proprio per questo, per raccontare i viaggi, per raccontare come si vive in viaggio e quante vite possono "nascondersi" all'interno dello stesso viaggio.

Da oggi, e per le prossime sedici settimane, abbiamo deciso di raccontarvi il viaggio di Alia. Anzi, è la stessa Alia a raccontare in prima persona il suo viaggio a Dublino, fatto qualche anno fa in compagnia del marito e che è diventato un libro: "Aliapiedi ... a Dublino".

Nelle prossime settimane vi racconteremo i momenti salienti di questo viaggio, attraverso alcuni estratti dal libro. Anzi, facciamo una cosa, lasciamo subito a lei la parola e ... buon viaggio in compagnia di Alia.

 

 

«Dublino!»

«Dublino?»

«Dublino!»

Con questo intenso dialogo, composto più da gesti che da parole, iniziò a plasmarsi l’idea di un viaggio in questa città.

Nonostante avessi a disposizione “solo” un mese per tracciare l’immancabile passeggiata-maratona quotidiana per le strade dublinesi, questa piccola capitale sperduta nel nord dell’Europa, quasi insignificante in termini turistici, soprattutto se comparata, ad esempio, con Praga, Stoccolma o Berlino, per non citare le immense e grandiose Roma, Parigi o Londra, non avrebbe certo richiesto tanto tempo per la mia documentazione. Cosa c’era di così importante da vedere in quella città, a me nota solo per i pub, la birra scura e il tipico caffè? Perché mio marito che, ad esempio, non aveva ancora visitato l’elegante e musicale Vienna, sontuosa capitale dell’Impero austro-ungarico, aveva scelto questa, secondo me, anonima destinazione?

Queste erano solo alcune delle migliaia di domande che si susseguivano nella mia mente a un ritmo così vertiginoso da provocare sul mio viso quell’espressione di stupore e disorientamento facilmente percettibile dai miei occhi spalacati, dalle mie labbra corrucciate e dal dubbioso tono della mia voce: «Dublino?»

Lui però, grazie alla sua cultura pratica, derivante dalla lettura quotidiana di giornali, dall’ascolto di notizie televisive o da semplici conversazioni con amici, sembrava totalmente sicuro della sua scelta e convinto dell’opportunità di un “cambio di stile” rispetto alle ultime classiche nostre destinazioni europee: «Dublino!»

Questa prima esclamazione, accompagnata da un gesto risoluto e dal suo tipico sguardo, così dritto e penetrante da infondere sempre, a chi gli stava vicino, un’assoluta sicurezza sulla validità e ragionevolezza delle sue proposte, anche se inaspettate e sconcertanti, aveva fatto sì che, anche in quell’occasione, la mia spontanea e immediata reazione interrogativa si trasformasse in una comune e convinta decisione.

«Dublino!» esclamammo entrambi emozionati.

Iniziava l’avventura (e l’organizzazione della stessa!).

 

Inizia così il viaggio di Alia a Dublino. Tutto è deciso per la partenza. Il nostro appuntamento è per lunedì prossimo, con la prima puntata. Il libro "Aliapiedi ... a Dublino" è disponibile sul sito Twins Store, oltre che tramite tutti i principali canali di vendita online (Feltrinelli, IBS, Webster).

Il libro"Aliapiedi ... a Dublino" è edito da David and Matthaus S.r.l.

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Il viaggio di Alia continua inesorabile, nonostante cielo grigio, nebbia e pioggia. Oggi è la volta di andare a Trim, paese sperduto non lontano da Dublino. Ecco la decima puntata del viaggio di Aliapiedi ... a Dublino! Buona lettura!

Se vi state chiedendo di cosa stiamo parlando, lo trovate spiegato qui mentre qui trovate gli altri episodi del racconto di Aliapiedi ... a Dublino.

 

 

La nostra destinazione mattinale è Trim.

Il cielo, tanto per cambiare, si fa sempre più grigio e, poco a poco, lievemente e poi sempre più intensamente, inizia a cadere l'inesorabile pioggia irlandese. Il cartello stradale che indica l'entrata in questo paese sperduto della contea di Meath si intravede a malapena, coperto com'è da una fitta nebbia.

Il paesaggio, caratterizzato dall'infinito cielo oscuro e da sterminati prati verdi non può essere più autentico e originale: è l’Irlanda allo stato puro. Non ci importa, pertanto, scendere dal pullman, parcheggiato sul bordo di una strada provinciale, per perderci in mezzo a quelle nuvole basse, accompagnate ora da un vento intenso che sferza i nostri visi con gocce di pioggia; non ci importa, inoltre, rabbrividire alle intemperie di quel clima ostile che si abbatte su quei luoghi agresti, privi di persone o animali, incluse le onnipresenti pecore, e attraversati da un sonnolento e solitario fiume, il Boyne; non ci importa, infine, calarci in quell'ambiente invernale che fa da sfondo all'imponente cinta muraria dell’inespugnabile castello dove, in base alle diverse fasi costruttive, si alternano torri quadrate e rotonde, nonché un imponente barbacane, il cosiddetto Dublin Gate, aperto sul vuoto di un prato.

L’insieme architettonico rappresenta un suggestivo connubio tra storia e natura, sospeso nello spazio e nel tempo.

 

Il nostro appuntamento con Alia e il suo "Aliapiedi ... a Dublino" è per la prossima settimana, con l'undicesima puntata. Il libro "Aliapiedi ... a Dublino" è disponibile sul sito Twins Store, oltre che tramite tutti i principali canali di vendita online (Feltrinelli, IBS, Webster).

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Il blog di Alia Zuffi è aliapiedienfamilia.wordpress.com.

Siete fan della serie-evento Game of Thrones e vorreste sentirvi per qualche giorno come i vostri beniamini? Ecco l'offerta che fa al caso vostro: un tour dell'Irlanda, da Dublino a Belfast, con un esclusivo percorso lungo le ambientazioni di Game of Thrones, in Irlanda del Nord.

L'itinerario, promosso da TravelBird.it vi permetterà, con soli 399 euro (con uno sconto del 40% sull'originale costo di 644 euro), di visitare alcuni dei luoghi più belli e suggestivi d'Irlanda: da Castle Black, al Giant's Causeway, passando per Carrick-A-Rede.

Per i fan di Game of Thrones, poi, un esclusivo tour di 8 ore nell'Irlanda del Nord, tra lo scenario unico di Dark Hedges e le zone naturali dove è stata girata la serie.

 

 

Soggiorni a Belfast e Dublino

La prima parte del viaggio si svolge intorno alla città di Belfast. La vostra base di appoggio sarà l'Hotel Holiday Inn Express Belfast City, una struttura moderna e molto accogliente del Queen's Quarter. 

La seconda parte del viaggio, tre notti, sarà a Dublino, dove potrete soggiornare all'Aspect Park West, nei pressi della stazione di Parkwest, a pochi chilometri dal centro città e dalla zona di Temple Bar.

 

Volo A/R in Ryanair e auto a noleggio

Nei 399 euro dell'offerta "Game of Thrones" è incluso anche il volo andata e ritorno con la compagnia low cost Ryanair, dagli aeroporti di Roma Ciampino o Bergamo - Orio al Serio con arrivo a Dublino, oltre al noleggio di un'automobile (Ford Ka o simili) che vi permetterà di visitare, in tutta libertà, i luoghi più belli d'Irlanda e dove è stata girata Game of Thrones.

 

Per scoprire tutti i dettagli e prenotare l'offerta Game of Thrones, clicca QUI.

 

Irlanda non è solo Dublino. Lo sa bene chi ha avuto occasione di vedere almeno per poco il resto dell’isola, sensazionale e verde a suo modo. Noi oggi vi offriamo una proposta che vi farà pensare di prenotare con un semplice click e tuffarvi nel verde.

Vi piacciono scogliere desolate, castelli e villaggi tipici? Bene, allora l’Irlanda del sud è di sicuro il posto che fa per voi. Il tour parte da Dublino, per poi proseguire tra le verdi colline di Wicklow, a sud della città, dove si trovano belle gole, meravigliose cascate e limpidi laghi.

 

 

Ma non mancheranno le scogliere di Moher e la medievale cittadina di Limerick. Ultima tappa? I laghi di Galway e l’Abbazia di Kylemore. Insomma, un tuffo nell'Irlanda più tradizionale e unica, tra paesaggi verdi, piogge improvvise e un sole che illumina il terso cielo d'Irlanda.

Tutto questo a 533 euro, partenze libere, fino a dicembre 2015. Volete approfittarne? Ecco il link!

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