Sono le nostre ultime ore in compagnia di Alia, la scrittrice e protagonista di Aliapiedi ... a Dublino. La sua vacanza volge al termine, ma non si può mica lasciare Dublino senza una pinta di birra?! Ma Dublino non è solo Temple Bar e Alia ci porta in un posto unico, con un grande passato e un divertente presente. Buona lettura, in compagnia di Alia e del suo Aliapiedi ... a Dublino!

Se vi state chiedendo di cosa stiamo parlando, lo trovate spiegato qui mentre qui trovate gli altri episodi del racconto di Aliapiedi ... a Dublino.

 

 

Alla fine di un’animata strada pedonale e commerciale si offre una originale sorpresa. È The Church, un pub che è una chiesa o una chiesa che è un pub.

In realtà, visto da fuori, sembra un vero e proprio luogo di culto, sede dell’antica St. Mary’s Church. Una volta dentro, il bancone pieno di bottiglie di alcolici al posto dell’altare, il grandioso organo le cui auliche melodie sono ora sostituite da musica rock e la spettacolare vetrata che illumina busti di celebri personaggi, terrestri e non certo celesti, lascia ben poco spazio, per non dire nessuno, alla spiritualità, al misticismo o alla trascendenza.

Il locale è stato da poco ristrutturato ed è un posto ricco di storia. Tra le sue mura, ora sconsacrate, fu battezzato Sean O’Casey, Arthur Guinness si sposò e Jonathan Swift espose i suoi primi sermoni. Nella sua nuova veste, moderna, gastronomica e soprattutto turistica, devo ammettere che mi provoca una certa impressione, quasi un senso di inquietudine, una reazione di irriverenza.

Vi garantisco che è un posto che non lascia indifferenti nemmeno i nostri risvegliati sentimenti.

 

Il nostro appuntamento con "Aliapiedi ... a Dublino" è per la prossima settimana, quando sarà la stessa Alia a "tirare le somme" del suo viaggio a Dublino. I suoi racconti, però, non finiscono qui. Se volete leggerli in versione completa, il libro "Aliapiedi ... a Dublino" è disponibile sul sito Twins Store, oltre che su tutti i principali canali di vendita online (Feltrinelli, IBS, Webster).

Il libro"Aliapiedi ... a Dublino" è edito da David and Matthaus S.r.l.

Il blog di Alia Zuffi è aliapiedienfamilia.wordpress.com.

Il viaggio di Alia continua. Dopo un giorno trascorso a Belfast, Alia e il marito tornano a Dublino, meta prediletta di questo viaggio. E noi continuiamo a seguire il loro racconto. Ecco la settima puntata!

Se vi state chiedendo di cosa stiamo parlando, lo trovate spiegato qui mentre qui trovate gli altri episodi del racconto di Aliapiedi ... a Dublino.

 

 

Una scalinata lì vicino porta alla grandiosa, immensa e fornitissima Long Room del Trinity College di Dublino, il cui nome potrebbe anche essere quello di “High Room”, considerato l’ampliamento realizzato in altezza, verso la metà dell’Ottocento, con una nuova galleria e una nuova volta.

Tra tomi e tomi, ordinati verticalmente, in base al peso, su scaffali di librerie in legno pregiato, differenziati da dorate lettere dell’alfabeto, si alternano busti di illustri personaggi e, protetta da un vetro, un’antichissima arpa medievale, appartenuta al mitico re irlandese Brian Boru, vincitore nella battaglia di Clontarf contro i vichinghi.

Lo spazio, riempito, quasi soffocato, da migliaia e migliaia di pagine dalle preziose rilegature, è senza dubbio suggestivo e imponente, come quello di qualunque biblioteca che, anche se non così storicamente grandiosa, sempre è e sarà testimone e tacita custode di una cultura scritta, orale nelle sue origini e tristemente virtuale nel prossimo futuro.

 

Il nostro appuntamento con Alia e il suo "Aliapiedi ... a Dublino" è per la prossima settimana, con l'ottava puntata. Il libro "Aliapiedi ... a Dublino" è disponibile sul sito Twins Store, oltre che tramite tutti i principali canali di vendita online (Feltrinelli, IBS, Webster).

Il libro"Aliapiedi ... a Dublino" è edito da David and Matthaus S.r.l.

Il blog di Alia Zuffi è aliapiedienfamilia.wordpress.com.

Ed eccoci finalmente arrivati alla prima puntata di "Aliapiedi ... a Dublino". La parola ad Alia e al suo racconto!

(Se vi state chiedendo di cosa stiamo parlando, lo trovate spiegato qui).

 

 

Lungo il tragitto passiamo davanti al nuovo terminal, per poi addentrarci, quasi subito, in una lunga e fredda galleria che, come un tunnel spazio-temporale, ci porta immediatamente in città, davanti all’O2, un ristrutturato forum per concerti la cui facciata originaria, appartenente a un’antica stazione ferroviaria, dà sul Liffey, il fiume che divide in due Dublino.

La fermata successiva, la nostra, Convention Centre, si trova proprio di fronte a uno spettacolare centro congressi, la cui amplia vetrata obliqua centrale lascia intravedere i perfetti incroci geometrici delle sue scale interne.

Scendiamo qui, in una zona modernissima, occupata da ampli e rilucenti edifici, sedi di importanti multinazionali. A prima vista la città non sembra appartenere a un’Irlanda aggiunta di recente dai tanto “amati” britannici, geograficamente vicini ma storicamente lontani, all’irriverente, o ironico, acronimo P.I.G.S. (Portogallo, Italia, Grecia e Spagna), trasformato per l’occasione in P.I.I.G.S.!

L’unico elemento architettonico che si differenzia da tanto splendore contemporaneo sembra essere una specie di chiusa, ormai inutilizzata, che precede l’accesso al magnifico Samuel Beckett Bridge, il cui geniale architetto, come facilmente deducibile dalla incredibile somiglianza con il sivigliano Puente del Alamillo, è lo spagnolo Calatrava. La struttura è impressionante e mentre lo attraversiamo, pensando agli incredibili, e per me incomprensibili, calcoli ingegneristici che permettono la sua solida e duratura esistenza materiale, osservo il look dei primi irlandesi in cui ci imbattiamo, cercando nel frattempo di non invadere la corsia riservata alle biciclette e di andare nel senso corretto, cioè opposto a quello adottato dalla stragrande maggioranza dei Paesi di origine non anglosassone.

Nonostante il vento fresco, l’aria frizzante e la bassa temperatura, la gente che lavora, facilmente riconoscibile dai portatili a tracolla, si veste in modo più o meno formale – come sempre, dipende dai punti di vista: nella mia amata città natale, Milano, si parlerebbe di un abbigliamento casual, a voler essere generosi – dalla testa fino alle ginocchia; al di sotto di queste si lasciano ostentosamente allo scoperto gli arti inferiori, incluse le falangi prossimali, medie e distali dei piedi, solo separate, in un unico punto, da delle quantomeno anomali infradito!

Suppongo sia dovuto alla costante e giustificata “voglia d’estate” in un Paese caratterizzato da un clima non certo mediterraneo...

Dublin Convention Centre 

Il nostro appuntamento è per lunedì prossimo, con la seconda puntata. Il libro "Aliapiedi ... a Dublino" è disponibile sul sito Twins Store, oltre che tramite tutti i principali canali di vendita online (Feltrinelli, IBS, Webster).

Il libro"Aliapiedi ... a Dublino" è edito da David and Matthaus S.r.l.

Il blog di Alia Zuffi è aliapiedienfamilia.wordpress.com.

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