Non sempre serve andare nelle grandi capitali europee per avere un week end perfetto, poiché in alcuni casi i piccoli gioielli italiani possono regalare innumerevoli e piacevoli sorprese. Abbiamo in serbo per voi, dunque, un’idea di viaggio fuori dagli schemi che vi conduce, e conduce anche noi, in un incantevole borgo veneto, un gioiello incastonato tra la città di Mantova e il lago di Garda. Una destinazione da vivere all’insegna dell’eleganza e del romanticismo, e dei piaceri delle piccole cose.

Affacciata sulle acque del fiume omonimo, non ci resta che presentarvi la magica Valeggio sul Mincio, che regala scenari unici e di grande suggestione. La sua parte più antica, quella del cosiddetto borghetto, è molto visitata in ogni stagione dell'anno perché in ogni stagione si tinge di colori diversi, e tutti sempre da vedere. Un piccolo angolo di paradiso che riesce davvero a conquistare con semplicità, offrendo la possibilità di fare acquisti nei numerosi e caratteristici negozietti e di provare i piatti della tradizione gastronomica locale nei tanti localini a due passi dalle acque del fiume.

 

 

Una cornice che, in un secondo, vi porta indietro di anni e vi fa gustare un’atmosfera d’altri tempi; sensazione che si accentua maggiormente al vostro arrivo, quando venite accolti dalla prima bellezza di Valeggio, il suo antico Ponte Visconteo, che bisogna attraversare per raggiungere il borgo antico, dalle forme medievali e circondato dalle acque del fiume. A rendere l’atmosfera ancora più unica è una cornice fatta di antichi mulini ancora funzionanti: insomma, sarete conquistati da questo posticino curato e romantico, uno di quei luoghi in cui ci si sente veramente catapultati in una favola!

 

Il sapore antico di Valeggio non si esaurisce qui: non mancate di fare una visita al suo monumento più rappresentativo, il Castello Scaligero: tra le rocche più note e visitate di tutto il Veneto, conserva persino l’antico ponte levatoio. Avete capito bene: proprio come quelli di cui avete sicuramente letto in ogni storia di cavalieri e principesse!

E se ancora non foste convinti della vostra ‘scelta da week end’, provate a fare un piccolo ma efficace esperimento: salite sulla cima delle torri del castello. A quel punto resistere sarà impossibile, perché da quell’altezza avrete una vista unica ed eccezionale della valle del Mincio attraversata dalle acque del fiume! Immaginate di ammirare un simile spettacolo – tutto naturale! – insieme alla vostra persona del cuore e non vi sarà difficile capire come mai Valeggio sia considerata una meta perfetta anche per un week end romantico!

Una visita programmata e desiderata per la scoperta di tutte le isole che compongono l'arcipelago siciliano.

 

Numero Viaggiatori: 2

Data di partenza: 26/05/2009

Durata: 7 Giorni

Luoghi: Isola di Alicudi, Isola di Filicudi, Isola di Lipari, Isola di Panarea, Isola di Stromboli, Isola di Vulcano

 

Descrizione del viaggio:

Partenza dall'aeroporto di Bologna per Catania, quindi proseguimento in pulmann per il porto di Milazzo, dove con un aliscafo dopo circa un'ora, siamo sbarcati nell'Isola di Vulcano, sede della nostra vacanza presso l'Hotel Conti a Vulcano. Da questa località ogni mattina dal porto dell'isola di Vulcano partenza per visitare le varie isole dislocate nell'arcipelago siciliano comprese le lontanissime Alicudi e Filicudi. L’Hotel Conti è posizionato direttamente sulla bellissima spiaggia, naturalmente di sabbia nera di origine vulcanica, al Porto di Ponente, posto esattamente dalla parte opposta al Porto di Levante dove attraccano gli aliscafi che collegano le Isole Eolie alla Sicilia. Dopo aver preso possesso delle camere, disseminate all’interno di un giardino tropicale, eccoci pronti per consumare il nostro primo pranzo nella panoramica sala ristorante con vista sulla suggestiva Baia di Ponente dell’isola di Vulcano.

Dopo un meritato riposino pomeridiano, andiamo alla scoperta del piccolo centro di Vulcano tutto concentrato in prossimità del Porto di Levante. Pochi i negozi aperti, anche perché la stagione turistica è appena all’inizio, e di conseguenza sono pochi anche i turisti presenti sull’isola. Dopo aver cenato, osservando il sole piano piano scendere sulla baia antistante la sala ristorante, siamo pronti per il primo contatto con il centro di Vulcano di notte, e onestamente l’illuminazione lascia alquanto a desiderare, ma pur nella penombra il paesaggio circostante costellato di luci che punteggiano le isole circostanti, è sicuramente gradevole e suggestivo. 

L’isola di Vulcano è la prima che si incontra provenendo dal Porto di Milazzo, e la prima cosa che colpisce il turista al momento dello sbarco, è l’intenso odore di zolfo che impregna l’aria. Il fenomeno è causato dalle “Fumarole”, esalazioni ad alta temperatura di vapore acqueo, zolfo e anidride carbonica che si sprigionano continuamente dalla roccia e dalle fessure nel terreno circostante. Il vulcano presente sull’isola, assieme a quello di Stromboli, sono gli unici ancora attivi presenti nell’Arcipelago delle Eolie. Dopo l’ultima eruzione avvenuta nel lontano 1888, l’isola fu quasi totalmente abbandonata, per ripopolarsi agli inizi del 1900. Gli abitanti residenti sull’isola sono circa 700 e le attività principali sono l’agricoltura, la pastorizia e naturalmente la pesca. Negli ultimi decenni l’ Isola di Vulcano è diventata meta di un turismo soprattutto internazionale, attirato dal fascino del vulcano, dai fanghi terapeutici allo zolfo e naturalmente dal suo mare cristallino. Il punto di arrivo e di partenza degli aliscafi è il Porto di Levante. Appena sbarcati proprio sulla destra si può ammirare il Faraglione di Levante, tagliato in due da una strada che porta alle Fumarole ed al laghetto dei fanghi caldi.

Sempre sulla destra un’istmo che ospita la borgata di Vulcanello, che divide le due baie, quella di Levante da quella di Ponente, dove è situato la nostra struttura alberghiera, l’Hotel Conti. Il simbolo principale dell’isola, rimane comunque il vulcano che sovrasta il paese. L’escursione alla sommità del cratere è una passeggiata da non perdere, ed abbastanza agevole per tutti, naturalmente con un paio di scarponcini adatti allo scopo e magari un paio di bastoncini, molto utili specialmente durante la discesa a valle. Altro punto panoramico molto interessante, è Capo Grillo posizionato al centro dell’isola sulla costa occidentale e raggiungibile per mezzo di un autobus di linea. Da Capo Grillo si possono osservare le sagome delle isole di Lipari, Salina, Panarea in un panorama dell’arcipelago davvero unico. Interessante anche la visita alla borgata del Gelso, un pittoresco borgo di pescatori situato dalla parte opposta dell’Isola di Vulcano.

La maggior parte dei residenti vive al Piano, località posta  nella parte centrale dell’isola e unica sede scolastica dell’isola posta a circa 7 km dal Porto di Levante, che si anima solamente nel periodo estivo con l’arrivo dei turisti. Alcuni bar, ristoranti e negozi di artigianato e prodotti tipici locali, tutti concentrati in alcune centinaia di metri, disegnano la passeggiata serale dei turisti. La baia del Porto di Ponente, ospita il porto turistico, dove sostano le imbarcazioni che fanno tappa a Vulcano. Al centro della baia possiamo ammirare a sinistra lo Scoglio delle Sirene, e sulla destra, Vulcanello dove si trova la Valle dei Mostri. La valle prende il nome dalle particolari forme della rocce formate in passato dalle eruzioni vulcaniche e modellate nel tempo dall’acqua e dal vento. Le rocce così scolpite e posizionate in mezzo a dune di sabbia nera assomigliano vagamente ad animali preistorici. Per poter visitare l’isola nel modo migliore è possibile affittare un motorino, un quad o semplicemente una bicicletta, oppure volendo noleggiare un taxi, dove l’autista oltre a guidare diventa anche una guida turistica, accompagnando i turisti nei posti più caratteristici e panoramici dell’isola. Ogni giorno si effettuano anche giri dell’isola in barca, mare permettendo naturalmente, dove è possibile ammirare paesaggi e fondali marini altamente spettacolari.

Da non perdere la visita alla Grotta del Cavallo e al Bagno della Vergine, una piscina naturale dall’acqua color verde smeraldo e contornata da scogliere che la riparano dal vento che in questo arcipelago è sempre presente. E’ arrivato iil giorno della prima escursione nell’Arcipelago delle Isole Eolie. Si parte alle 14.00 dal molo di Vulcano, per una visita a Panarea per poi proseguire nel tardo pomeriggio alla volta di Stromboli, dove in tarda serata, potremo ammirare dal mare la spettacolare Sciara del fuoco. Si parte in motonave e all’uscita del porto di Vulcano, costeggiamo l’isola di Lipari, la più estesa di tutto l’arcipelago delle Eolie e dopo circa un’ora di navigazione siamo in vista di Panarea. La motonave entra all’interno di Cala Junco, da molti considerata l’insenatura più bella e suggestiva dell’intero arcipelago, dove è prevista una breve sosta per fare il bagno con tuffo dalla motonave. Cala Junco è una piscina naturale, contornata da alti scogli che la riparano dal vento, sempre presente in questo tratto di mare.

Il riflesso del sole nel mare disegna mille tonalità diverse di colori, blù, verde ed azzurro veramente suggestive. Riprendiamo il viaggio, a ridosso della costa dell’isola di Panarea fino al porto di San Pietro, dove attracchiamo per la visita al paese. Panarea è la isola più piccola della Eolie, come dimensioni, ma per le sue caratteristiche abitazioni e le sue piccole stradine, percorribili solamente a piedi, è davvero unica. Il colore dominante, è naturalmente il bianco che colora tutto il paesaggio circostante fino alla Chiesa di San Pietro. Dalla terrazza, di fronte alla chiesa, è possibile ammirare un bellissimo panorama sul mare e si possono chiaramente intravedere gli scogli di Dattilo, Bottaro, Lisca Bianca e Lisca Nera e più in lontananza Basiluzzo. Panarea, è meta di un turismo d’elite, e sono molti i vip che possiedono ville esclusive sull’isola, che è sicuramente affascinante. Riprendiamo la navigazione alla volta di Stromboli e, arrivando da Panarea si nota subito il vulcano che sovrasta il paesino di San Vincenzo, ed è proprio la sua inconfondibile sagoma a forma di cono a caratterizzare l’isola di Stromboli. Costeggiando in motonave le coste di Stromboli, possiamo notare l’antico villaggio di Ginostra, che ha la particolarità di non essere collegato da nessuna strada sull’isola, e può essere raggiunto solamente dai suoi abitanti via mare. Poco dopo attracchiamo al molo di Scari, per la visita al paese di San Vincenzo. Le strade strette e le abitazioni, anche qui rigorosamente bianche, assomigliano in gran parte a quelle viste a Panarea. Percorriamo la strada che dal porto porta fino al piazzale della Chiesa di San Vincenzo, che ha la particolarità di essere l’unica costruzione di colore giallo scuro dell’intero abitato. Dal piazzale è possibile intravedere il vicino scoglio di Strombolicchio, mentre alle spalle della chiesa, la sagoma imponente del vulcano fumante, raggiungibile per mezzo di un sentiero che porta alla sommità del cratere a 918 mt. di altezza.

La giornata volge al termine ed il sole sta tramontando. Ritorniamo al porto di Scari, per imbarcarci sulla motonave che ci accompagnerà dal lato opposto dell’isola di Stromboli per la parte conclusiva della nostra escursione dove potremo ammirare da vicino la Sciara del Fuoco. Assisteremo così alle piccole eruzioni del vulcano, posizionati proprio di fronte alla famosa Sciara del Fuoco, una ampia conca ripidissima a forma di scivolo, dove si riversano tutte le scorie incandescenti ed i materiali lavici frutto delle frequentissime vere e proprie esplosioni del vulcano. Il sole è tramontato da poco e possiamo assistere direttamente a queste continue piccole eruzioni sempre accompagnate da improvvise e forti detonazioni e dalle successive emissioni di lapilli incandescenti che ricadono all’interno della Sciara del Fuoco  per poi scendere lentamente fino a raggiungere il mare sottostante. Visto all'imbrunire la cosa diventa emozionante ed altamente spettacolare ma allo stesso modo particolarmente impressionante. Terzo giorno di permanza alle Isole Eolie e al mattino di buon'ora si parte per l' escursione in motonave all'Isola di Lipari. Partenza , come al solito, dal molo di Vulcano, accompagnati da un mare quasi piatto ed un sole splendente che già di prima mattina comincia a farsi sentire. Dopo 20 minuti sbarchiamo a Lipari e ci dirigiamo verso il Castello dove è situato il Museo Archeologico Eoliano, che è interamente dedicato alle diverse culture succedutesi nell’isola di Lipari dalla preistoria ad oggi. Dopo la visita al Museo abbiamo il tempo per visitare la Cattedrale di San Bartolomeo, con annesso il Chiostro di Santa Caterina, la Chiesa di Maria SS. della Grazie, la Chiesa dell’Immacolata e dell’Addolorata, tutte situate nella zona del Castello di Lipari. Dopo un pranzo sulla splendida terrazza dell’Hotel Giardino sul Mare, dove è possibile godere di un panorama davvero superlativo, eccoci pronti per fare il giro dell’isola. Iniziamo il giro in senso antiorario partendo in direzione di Canneto, alla scoperta delle bellezze dell’isola. Dopo aver oltrepassato Canneto, facciamo la nostra prima sosta all’altezza di Capo Rosso, per ammirare una grande cava per l’estrazione della pomice. Tappa successiva Acquacalda, località turistica molto frequentata e rinomata per la sua lunga spiaggia di sabbia nera e subito dopo iniziamo a salire verso l’interno fino a raggiungere Quattropani.

Iniziamo il giro in senso antiorario partendo in direzione di Canneto, alla scoperta delle bellezze dell’isola. Dopo aver oltrepassato Canneto, facciamo la nostra prima sosta all’altezza di Capo Rosso, per ammirare una grande cava per l’estrazione della pomice. Tappa successiva Acquacalda, località turistica molto frequentata e rinomata per la sua lunga spiaggia di sabbia nera e subito dopo iniziamo a salire verso l’interno fino a raggiungere Quattropani, dove possiamo chiaramente distinguere la sagoma della vicina Isola di Salina. Il nostro giro prosegue verso la costa attraversando Pianoconte, centro agricolo ricco di coltivazioni di fichi d’india, vigneti ed enormi cespugli di capperi in fiore. Poco dopo la terza sosta la facciamo sulla terrazza di Quattrocchi, tappa obbligata per ammirare il panorama sui faraglioni sottostanti e sull’isola di Vulcano. Poco dopo siamo di nuovo al molo di Lipari pronti per fare rientro in motonave a Vulcano. Inizia il quarto giorno di questa nostra vacanza itinerante che oggi è dedicata alla scalata del cratere del vulcano! Dopo aver messo un paio di scarponcini comodi, e una bottiglietta d’acqua nello zainetto, iniziamo il percorso che ci porterà alla sommità del cratere. L'escursione al cratere è una passeggiata da non perdere che consente di scoprire un mondo difficilmente immaginabile. Dal Porto di Levante, ci si incammina sulla strada per Piano e sulla sinistra, dopo 150 mt., vi è un sentiero che conduce al cratere. La salita, inizialmente agevole, procede con tornanti addossati alle altissime rocce rossastre cosparse di rigogliose piante di ginestra. Il sentiero diventa man mano che si sale sempre più impegnativo ed irregolare su di un terreno roccioso ed alquanto insidioso. Durante la salita che dura circa un'oretta, si può ammirare l'Isola di Vulcano in tutta la sua bellezza, con profonde vallate modellate dall'attività esplosiva del vulcano nei tempi passati e grandi distese di coltivazioni presenti nell'isola. L'arrivo all'orlo del cratere regala un turbinio di sensazioni forti. E' difficile immaginare, ed ancora di più rendere con le parole, ciò che si prova nel trovarsi su uno stretto sentiero che da un lato mostra gli ampi e tranquilli orizzonti del mare e delle isole e dall'altro il cuore di una montagna viva che emette fumi, calore e sibili accompagnati da un intenso odore di zolfo. La consapevolezza che dal fondo del cratere, dove si trova il "tappo", si siano scatenate, nel passato, le forze di una natura in grado di cambiare le forme del paesaggio, invita al rispetto e al timore per questo luogo palpitante di vita. Un’esperienza assolutamente emozionante. Il giorno seguente altra escursione con destinazione Alicuci e Filicudi, le due isole più distanti da Vulcano.

Ci imbarchiamo poco dopo le 09,00 su di una motonave decisamente grande e molto più veloce rispetto alle precedenti, e anche se il mare oggi è leggermente mosso, la stabilità per i passeggeri è assicurata. Dopo aver costeggiato di nuovo Lipari e successivamente Salina, la motonave punte dritto in direzione di Filicudi che raggiungiamo dopo oltre un’ora di navigazione. Giunti all’altezza di Punta Stimpagnato, il capitano rallenta e si avvicina alla costa per farci ammirare la Grotta del Bue Marino, antico rifugio della foca monaca, e con una ardita manovra della motonave, riusciamo addirittura ad entrare per qualche metro per poter ammirare i colori delle rocce e del mare circostante altamente spettacolari! Riprendiamo la navigazione in direzione di Alicudi, dove effettueremo la nostra prima sosta. Attracchiamo al molo di Palomba alle 11,30 per la visita al piccolo borgo di Alicudi, l’isola meno popolata dell’intero arcipelago, con poco più di cento abitanti che vi risiedono tutto l’anno. Chi arriva ad Alicudi, si immerge in una dimensione di vita ormai altrove perduta, dove il rumore della risacca del mare ed il fruscio del vento, sono gli unici suoni che ti accompagnano durante la tua permanenza sull’isola. Data la particolarità del terreno e la ripidità della roccia, ove è disseminato il paese, mancano del tutto le strade e di conseguenza auto, moto e biciclette. Per affrontare le scalinate in pietra lavica che si inerpicano dappertutto ci si affida ai propri piedi ed ai simpatici asinelli che sono allevati sull’isola e che sono l’unico mezzo di trasporto per merci e bagagli dal porto alle singole abitazioni. Ad Alicudi esiste un solo albergo bar ristorante, un paio di negozi di prodotti alimentari e una rivendita di giornali che sono a disposizione degli abitanti durante tutto l’anno, ma credetemi è un luogo incantevole dove rifugiarsi per assaporare una vacanza davvero diversa. Alle 12,30 ci imbarchiamo per la visita alla vicina Filicudi

Lasciamo Alicudi e dopo circa mezz’ora di navigazione in un mare che piano piano si stà ingrossando a causa del forte vento, approdiamo a Filicudi Porto, dove è prevista la nostra seconda sosta per una visita all’isola. Il porto è naturalmente la località più animata dell’intera isola. Nelle vicinanze e presente l’unico Hotel, appena ristrutturato e un paio di ristoranti. Più avanti un minimarket ed un piccolo museo etnico, pieno di attrezzi antichi utilizzati nella preistoria dagli agricoltori che in passato hanno popolato l’isola di Filicudi. Uscendo dalla zona del porto la strada prosegue costeggiando una spiaggia completamente formata da sassi rotondi più o meno grandi di colore grigio e nero. Alla fine della spiaggia si può salire su di un promontorio dove è possibile ammirare quello che resta di un antichissimo villaggio preistorico. Il villaggio semi diroccato e composto da una trentina di costruzioni tutte di forma ovale, costruite con pietra lavica e raggruppate sul promontorio di Capo Graziano. A Filicudi attualmente risiedono poco più di 200 abitanti, sparsi nei vari borghi situati a ridosso del monte Fossa delle Felci, nella località di Pecorini Monte e in quella di Pecorini Mare a ridosso del porto. Come ad Alicudi anche su quest’isola regna sovrano il silenzio e la scelta di una vacanza in questi luoghi è sicuramente salutare ed è un autentico distacco dalla nostra vita frenetica di tutti i giorni. Alle 16,00 ritorniamo al porto per imbarcarci sulla motonave che ci porterà a Vulcano, dove approdiamo, a causa del forte vento, al molo di Ponente alle 17,30 proprio nelle vicinanze del nostro hotel. L’escursione è finita, ma il sole ancora alto e la lunga spiaggia quasi deserta, invitano ad una passeggiata in riva al mare, immersi in un ambiente naturalistico davvero rilassante, prima di poter assistere come tutte le sere, dalla terrazza della sala ristorante all’ennesimo spettacolare tramonto del sole nel blù del mare delle Isole Eolie.

La vacanza è giunta al termine ma il fascino di questo arcipelago siciliano, la disponibilità della sua gente e l'ottimo clima presente in questo paradiso naturale meritano davvero di essere assaporate in tutta la sua intensità.

Turismo sostenibile (e responsabile) significa anche fare un viaggio alla scoperta degli animali, avvicinarsi al loro mondo, rispettandoli senza recare loro danno e magari apprendendo qualcosa da loro. E per farlo, contrariamente a quanto si possa immaginare, non c'è bisogno di andare così lontano.

Una tipologia di questa vacanza è l’osservazione dei cetacei, abbinata magari ad un soggiorno balneare. Molti pensano che per praticare il whale watching sia necessario recarsi in mari lontani, invece è possibile praticarlo anche nel Mediterraneo. Difatti nelle acque che comprendono Toscana, Sardegna, Corsica, Liguria, Principato di Monaco e Francia si trova il Santuario dei Cetacei “Pelagos” , che è una riserva della biosfera.

 

 

L’obiettivo principale del progetto “Pelagos” è la conservazione di questi mammiferi marini nel loro ambiente naturale, in quanto molto esposti alle minacce dell’attività umana.In questa area è possibile avvistare almeno otto specie tra cui balenottere, capodogli, delfini, tursiopi, zifi, globicefali, stenelle e grampi.

Dal porto di Genova partono regolarmente durante tutto l’anno delle imbarcazioni adibite a questa attività con un biologo a bordo. Duranti i mesi estivi le partenze si estendono anche da Andora, Varazze, Loano, Laigueglia, Imperia, Savona, Bordighera e Sanremo. Non solo nella Riviera di Ponente è possibile trovare dei centri specializzati, ma anche nelle altre zone sopra citate. Per chi è amante del mare e non soffre del continuo flusso delle onde può prenotare un soggiorno per una settimana o un weekend a bordo di una barca a vela navigando lungo le rotte della Costa Azzurra e della Provenza dove vi è un’alta possibilità di avvistamento.

Questa è un’esperienza unica ed indimenticabile ed è difficile raccontare l’emozione nel vedere un gruppo di delfini  che nuota giocoso oppure scorgere una balenottera immergersi placidamente o osservare un branco di globicefali immobile che sporge il capo fuori dall'acqua e udire il loro respiro.

Personalmente non riesco a esprimere a parole la sensazione che ho provato nell’avvistare queste creature in libertà. Certamente mi ha dato conferma che hanno una grandissima intelligenza e sensibilità. Nonostante la loro mole o la loro agilità, però, sono molto fragili ed hanno bisogno di essere protette. E anche a questo serve un percorso da "turista responsabile e sostenibile".

Questo è una vacanza alternativa per chi vuole vivere una nuova avventura o esaudire un sogno che aveva nel cassetto da tempo, semplicemente recandosi appena fuori dalla porta di casa.

 

Questo articolo e tanti altri che compongono la rubrica Turista Sostenibile sono curati da Monica Losen - Maradise Viaggi. Per maggiori informazioni è possibile visitare la pagina Facebook di Monica Losen - Maradise Viaggi.

Roma e il turismo. Un binomio scontato ma ancora inespresso in tutte le sue forme e potenzialità. Il numero dei turisti che ha scelto Roma come meta delle proprie vacanze è in crescita ma non raggiunge ancora i vertici della classifica: restano ai primi posti le inespugnabili  Londra e Parigi

A dare una spinta in risalita è stato sicuramente Papa Bergoglio, che richiama gruppi di fedeli da tutto il mondo; i turisti infatti arrivano proprio da ogni dove, anche solo per poter ricevere la benedizione del Santo Padre.

I dati dell’ente bilaterale per il turismo (Ebtl) ci dicono che nel primo quadrimestre del 2013 in tutto il comparto ricettivo  è stato registrato un aumento del 5,7% degli arrivi e il 6% in più delle presenze rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.

 

 

Effetto Bergoglio o meno, il turismo a Roma continua ad avere un trend positivo. Sicuramente il Papa rappresenta una forma di traino importante che tuttavia non basta a soddisfare gli operatori del settore in termini di fatturato. Il trend è in crescita e questo è sicuramente un fattore positivo, se si pensa soprattutto al momento di crisi che il Paese sta affrontando.

In realtà, il settore turistico è ampio. Ci sono le famiglie italiane che sono costrette a risparmiare ma fortunatamente non mancano quelle straniere che spendono di più. Tanto è vero che si è registrata una crescita numerica delle strutture alberghiere e dei Bed & Breakfast che hanno aumentato l’offerta d’ospitalità ma riempirli tutti non è certo un’impresa facile.

Le potenzialità per raggiungere le destinazioni ai vertici della classifica esistono ma la strada da percorrere è ancora lunga, di certo però la coda dei turisti ai Musei Vaticani resta sempre una certezza! 

È Autunno, nonostante il caldo. Le spiagge sono chiuse, a parte qualche piccola eccezione, e non c’è più spazio per giochi in spiaggia o tintarelle. Se vi state chiedendo come ingannare le fredde giornate autunnali, piovose forse, ma in ogni caso poco assolate, noi abbiamo la risposta. Una risposta "da vertigine"! Al Museo. No, non stiamo scherzando. Musei e vertigine possono andare d'accordo. Continuate a leggere e troverete qualche luogo dove trascorrere il vostro tempo libero. Non ve ne pentirete!

 

 

Torino. La città più elegante d’Italia ha in serbo una sorpresa per tutti i cineasti. Sulla Mole Antonelliana è aperto il Museo del Cinema, quello che, dopo il Museo Egizio, è il sicuramente il polo più noto della città. Un tuffo nella celluloide, con tanto di ascensore panoramico. Ammalierà appassionati e non. E poi potrete godere di una vista mozzafiato su tutta Torino. Da vertigine, no?

 

Museo del Cinema 

 

Trieste. Il Museo della Bora, dove potrete vivere l’esperienza che gli abitanti della splendida città friulana vivono ogni giorno: un tunnel con raffiche di vento a 100 chilometri orari. Non è un parco divertimenti ma bisogna ammettere che in molti casi ci si va vicino. Qui la vertigine non dipende tanto dall'altezza ma dalla forza del vento che vi farà volare via. Pensavate che solo il Luna Park fosse divertente?

 

Bora a Trieste

 

Roma. Al MACRO, ovvero al Museo d’Arte Contemporanea Roma, immerso nello storico quartiere di Testaccio, svetta alto un insieme di canne che, a prima vista, dà l'idea di essere una struttura molto precaria. In realtà si tratta di un’opera d’arte: ecco davanti a voi il Big Bambù, opera dei fratelli Mike e Doug Stern. Se non soffrite di vertigini e non vi farà trasalire lo scricchiolio delle canne durante la salita, allora questo è il posto che fa per voi. Salottini ricreati ad hoc per i momenti di pausa durante la salita (ogni tanto ci vuole) e vista mozzafiato sulla città eterna una volta arrivati in cima. Avete mai pensato a una vista panoramica più originale?

 

Big Bambù al MACRO di Roma 

 

Conoscete altri musei "vertiginosi"? Raccontateceli. Li aggiungeremo alla nostra lista!

L'Italia ha una "dotazione" di oltre 8.000 comuni, un dato sostanzialmente in linea con le medie europee, benché molto più basso del dato della Francia (36.700 comuni, circa la metà dell'intera Unione Europea) e della Germania (poco più di 12.000). Tra questi, molti sono piccoli borghi, che fanno da contraltare alle realtà caotiche e affollate delle città, e per questo hanno una loro straordinaria identità culturale e turistica.

 

 

 

L'Italia dei Borghi, che vengono spesso premiati da diversi enti e siti (ad esempio l'associazione dei Borghi più belli d'Italia o la Bandiera Arancione del Touring Club Italiano) è dunque un mondo assolutamente da scoprire e valorizzare, e oggi vogliamo proporvi la classifica dei dieci borghi più belli del nostro Paese, scelti in base alla panoramicità, agli scenari e alla bellezza che può suscitare in coloro che li visitano per la prima volta.

 

Brisighella, Emilia Romagna

Comune dalla bellissima architettura medievale, Brisighella è un gioiello, dominato dalle pareti merlate del suo Castello e attraversato, nel centro, da una strada coperta che ormai da secoli rappresenta una delle curiose e divertenti attrazioni di questo borgo emiliano

 

Nemi, Lazio

A pochi chilometri da Roma, lievemente affacciato sulle sponde del lago che fu, nella leggenda, specchio di Diana Nemorense, Nemi è la città delle fragoline, delle navi di Caligola e dei panorami magnifici, un borgo tra i più belli dei Castelli Romani

 

Capri, Campania

La fama di Capri si esprime semplicemente pronunciandone il nome. Dai Faraglioni alla sua celebre piazzetta, passando per la Grotta Azzurra, tutto in questo borgo di mare della Campania racconta una storia e il suo enorme successo turistico nel mondo

 

Castelsardo, Sardegna

Nella provincia di Sassari si trova questo piccolo e magnifico luogo, Castelsardo, affacciato su un mare azzurro cristallino. Dominato dalla Rocca, è stato scelto come uno dei borghi più belli della Terra da una rivista francese, e solo visitandolo si potrà dare ragione a questo giudizio meritatissimo

 

Anghiari, Toscana

Scenario della celebre battaglia del 1440 tra le truppe di Firenze e quelle di Milano, Anghiari è un borgo che ben definisce la grande attrattività turistica della Toscana, con le sue mura medievali a protezione della cittadina e le monumentali tracce della civiltà che avanza

 

Palmanova, Friuli Venezia Giulia

Città a forma di stella, castello a forma di città, gioiello del mondo. Palmanova è straordinaria da visitare, nei suoi luoghi interni, ma lo splendore di questo progetto architettonico si può ammirare nella sua complessità solo dall'alto, da dove emerge la forma stellata

 

Sabbioneta, Lombardia

Insieme a Mantova, Sabbioneta è dal 2008 patrimonio dell'Umanità UNESCO, e non è difficile capire perché. Questa "città ideale", infatti, è un luogo di straordinario valore storico, soprattutto per il Teatro Olimpico, un monumento tra i più conosciuti in Italia e nel mondo

 

Anversa degli Abruzzi, Abruzzo

Con meno di 400 abitanti, Anversa degli Abruzzi è uno dei comuni più piccoli d'Italia. Questo non le ha impedito di divenire celebre come meta turistica, grazie al suo meraviglioso borgo e alla vicinanza con le Gole del Sagittario, una zona naturalistica di grande valore

 

Vernazza, Liguria

Una delle zone più belle della Liguria, le Cinque Terre, trova il suo coronamento in Vernazza, borgo affacciato sul mare nel quale i colori della natura e delle abitazioni si mescolano in un arcobaleno sensoriale di straordinario pregio

 

Norcia, Umbria

Non solo Norcia è un borgo elegante, accogliente e dalle scenografie così ben studiate da sembrare appositamente realizzate per stupire chi vi si reca in visita, ma la sua gastronomia ricchissima è una delle ragioni che giustificheranno una, due, tantissime visite in questo luogo dove la serenità e il relax sono di casa

Finalmente si parte, prima tappa Friuli Venezia Giulia.

Si arriva alle 11 al Parco Rainbow MagicLand di Valmontone, sono tutti lì che ci aspettano, curiosi di sapere come avrà inizio quest'avventura.

Dopo la conferenza stampa fatta su una piattaforma a 50 metri d'altezza ci avviciniamo alla nostra Defender che ci aspetta più bella che mai in pole position. È stata un'esperienza bellissima, noi due davanti al Defender, tutti che ci chiamavano attirando la nostra attenzione sul loro obiettivo, flash e domande venivano da ogni parte, ci siamo sentiti felici ed orgogliosi di essere così tanto apprezzati di fare una cosa che noi amiamo fare: viaggiare e raccontare il nostro viaggio.

Dopo i saluti, via, si parte!!! Dopo 600 km. si arriva a destinazione, bei paesaggi ma dall'autostrada non è che si vedono posti suggestivi. Arriviamo nel nostro hotel 'Il Vecchio Tram' verso le 9 di sera, dove ci aspetta una cordialissima receptionist, Stella, che con il suo sorriso ci fa dimenticare i km. appena fatti. Si sale in camera giusto in tempo per vedere il secondo tempo della finale di Champions League. Stella ci prenota un tavolo per due in un ristorantino tipico Friulano 'Osteria Vecchio Stallo'. All'entrata troviamo il proprietario che alla nostra richiesta di fare qualche foto ne rimane contentissimo e ci mostra tutte le particolarità del posto e l'assaggio di piatti tipici: si comincia con i 'Mignaculis' e 'Cialcions', due paste da paura, e seguito da 'Frico' e 'Salame all'aceto'. A prendersi cura di noi è un ragazzo indiano felicissimo di condividere con noi l'emozione del nostro viaggio.

Stasera a nanna presto anche se è l'una passata, domani grande giornata. Ci aspetta la visita a Cividale del Friuli... Buonanotte...

 

Non c'è discesa senza salita! E non c'è spettacolo senza fatica. Nello scenario incantato delle Dolomiti, una discesa in Mountain Bike che mette i brividi solo a guardarla (provare per credere!!).

Patrimonio UNESCO dal 2009, le Dolomiti rappresentano una delle mete paesaggistiche più amate al mondo. C'è chi le visita per ritemprarsi, chi per regalarsi qualche giorno di benessere e di sport (in estate o in inverno). E poi c'è chi ha eletto le Dolomiti come luogo privilegiato per qualcosa di veramente estremo: una discesa in Mountain Bike che mette i brividi. Ci vuole coraggio, anche solo a salire con la bici in spalla! Guardate un po'!

 

 

Allora, che ne dite? Non vi sembra abbastanza estremo? Se non volete arrivare a tanto, sappiate che lo sport sulle Dolomiti è aperto a tutti, anche a chi non è abbastanza "folle" come i protagonisti del video. In estate si può approfittare dei tanti sentieri, tutti perfettamente segnalati e con vari livelli di difficoltà, mentre in inverno sono le piste da sci le regine incontrastate. Anche in questo, non bisogna essere già dei campioni affermati; l'offerta è ampia e si rivolge ai principianti così come agli sciatori esperti! Se, invece, siete pigri come il sottoscritto, potete sempre approfittarne per rilassarvi in uno dei tanti rifugi e per assaggiare l'ottima gastronomia della zona. Sulle Dolomiti ce n'è davvero per tutti i gusti!

 

Ci sono infiniti posti bellissimi da vedere, ogni angolo del mondo è ricco di meraviglie da scoprire, ma… io ho trovato uno dei posti per me più incantevoli proprio in Italia! Del resto, non è un mistero che la nostra sia una terra stupenda! Ho visto moltissime città italiane che mi sono piaciute tantissimo, ma credo che nessuna possa reggere il confronto con Firenze. Nella città toscana ho lasciato il cuore, e non è un caso che ci sia tornata diverse volte!

 

Descrizione del viaggio

È una città così piena di arte, di storia… come si fa a non amarla? E poi si gira tranquillamente a piedi, è a misura d’uomo

Il primo impatto mi viene dalla meravigliosa e famosissima Piazza della Signoria, maestosa e allo stesso tempo delicata con tutti i suoi archi, con il monumentale Palazzo della Signoria e, ovviamente, con il David di Michelangelo che sorge proprio al centro della piazza. È tutto così armonico, qui, e così vivo! Moltissimi i turisti, forse anche più degli stessi fiorentini (essendo la zona molto turistica), e si respira un’aria particolare. Credo che poche città mi abbiano fatta sentire così.

È la volta delle chiese, tutte facilmente raggiungibili da Piazza della Signoria. Il Duomo di Santa Maria del Fiore si trova proprio al centro della città, circondato dal Battistero e dal campanile di Giotto. Ha una cupola di indescrivibile bellezza: io e il mio amico facciamo quasi due ore e mezza di fila, ma alla fine riusciamo a salire fino in cima, e il paesaggio che ci si presenta davanti riscatta ogni singolo minuto d’attesa.

 

A vederle sono molto simili, la Chiesa di Santa Maria Novella e la Basilica di Santa Croce. In effetti la città è caratterizzata da un’omogeneità nello stile dei suoi edifici che la rendono subito riconoscibile. Per quanto ami Santa Maria Novella, l’emozione che ho però provato in piazza Santa Croce e davanti alla chiesa omonima… non ha paragoni. Sarà che c’è la statua di Dante, e sarà che sono una studentessa di Lettere… non posso non subirne il fascino. Ai suoi piedi faccio tante di quelle foto che il mio amico credo abbia voglia di strozzarmi! 

La passeggiata sul Lungarno riserva subito altre sorprese: prima di tutto un paesaggio da cartolina, e poi una panoramica su quello che è il cuore di Firenze, con il celeberrimo Ponte Vecchio che domina il fiume e che è un po' il simbolo della città; ma non solo, ci sono moltissimi artisti di strada e gioiellerie (dove ti passa un po’ la voglia di fare acquisti, dato che non hanno dei prezzi esattamente accessibili).

 

Camminiamo molto, ma non ce ne accorgiamo, e ci ritroviamo quasi per caso al Palazzo degli Uffizi, poco lontano da Piazza della Signoria dove siamo stati da poco. È una delle gallerie d’arte più importanti d’Italia, e non possiamo rinunciare a vederla. E non ci importa se anche qui dobbiamo fare tantissima fila, ormai ci abbiamo quasi fatto l’abitudine…

Durante l’attesa ci lanciamo reciprocamente una serie di maledizioni per non aver prenotato l’ingresso su Internet, ma ormai siamo in ballo e balliamo. Nemmeno stavolta veniamo delusi, perché gli Uffizi sono persino più belli di quanto potessimo immaginare. Le opere esposte sembrano non finire mai, ed è tutto un susseguirsi di nomi importanti di artisti che ho incontrato milioni di volte sui libri e che finalmente posso toccare con mano. Una grande emozione!

 

Non ci siamo fatti mancare una tipica delizia della città: la fiorentina, rigorosamente al sangue. All’inizio sono impressionata, perché io la carne la mangio sempre stracotta, ma devo ammettere che è tra le cose migliori mangiate durante la vacanza.

Per smaltire l’enorme bistecca – e dire che ne prendiamo una in due! – optiamo per le mete “naturali” della città. Prima di tutto torniamo verso Palazzo Pitti (che avevamo visto da lontano nel nostro girovagare), e subito accanto entriamo nei giardini di Boboli, che sono uno spettacolo. Anzi, spettacolo è dire poco! Ho visto parchi più grandi, ma non ho ritrovato altrove la stessa magia.

 

La nostra permanenza nella magica Firenze sta per finire, ma voglio un ultimo ricordo da portare via con me, magari immortalato in una foto da appendere alle pareti della mia stanza. Prendiamo un autobus che, in poco più di venti minuti, ci porta in un punto panoramico che consiglio proprio a tutti di vedere se andate a Firenze: piazzale Michelangelo. Noi siamo fortunati: non solo non c’è molta gente – strano, ma vero – ma arriviamo lì proprio in tempo per vedere il tramonto, col sole che scende sulla città. Quello è un momento che porterò nel cuore per sempre… indimenticabile Firenze!

L'Italia, ed è risaputo, è rinomata per i suoi numerosi e caratteristici borghi, di quelli dal fascino senza tempo. Dal nord al sud dello Stivale, sono davvero tantissimi i luoghi dove trascorrere qualche ora, una vacanza, o una vita intera all'insegna di natura, suggestivi panorami e monumenti unici.

Scommettiamo, però, che quelli che vi presentiamo in questo video non li conoscete: perchè sono dei borghi di nicchia, spesso al di fuori degli ordinari itinerari turistici. Ed è probabilmente per questo che hanno uno charme ancora maggiore!

 

 

C'è la Puglia, con le sue architetture bianchissime nate per proteggere gli abitanti dai caldi estivi; c'è il Trentino Alto Adige, dove gli stili architettonici del Nord e del Sud Europa si fondono in scenari da fiaba; c'è la Lombardia, con i suoi laghi meta di turisti e VIP, sempre alla ricerca di luoghi dove "camuffarsi". E poi, c'è tanto altro da vedere!

Vediamo se dopo aver visto questo video, che in pochi minuti riesce a racchiudere una bellezza infinita, non vi verrà voglia di partire alla scoperta di queste piccole perle d'Italia, luoghi che ci fanno sognare... a occhi aperti!

 

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