Roma - Duro colpo quello assestato, nella giornata di ieri, dall'Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (più nota come Antitrust) a TripAdvisor, uno dei più noti e frequentati portali turistici online, che è stato multato per la somma record di 500.000 euro per numerosi commenti e recensioni di utenti "gonfiati" al fine di modificare, in positivo o in negativo a seconda dei casi, il giudizio su strutture alberghiere e di ristorazione.

L'Antitrust, in un provvedimento che non mancherà certamente di suscitare polemiche ma che è stato accolto con grande soddisfazione dalle unioni degli albergatori e ristoratori italiani, ha sanzionato il "carattere autentico e genuino delle recensioni, inducendo così i consumatori a ritenere che le informazioni siano sempre attendibili, espressione di reali esperienze turistiche"; in poche parole, è stato riconosciuto che TripAdvisor ha effettivamente pubblicato informazioni false, tendenziose o modificate ad hoc, con un grave danno per la capacità di giudizio dell'utente-consumatore.

Così facendo, TripAdvisor avrebbe violato il Codice del Consumo, documento avente forza di legge in Italia, nei suoi articoli 20, 21 e 22, nel punto in cui viene sanzionata l'induzione in errore del consumatore "in ordine alla natura e alle caratteristiche principali del prodotto e ad alterarne il comportamento economico".

 

 

Il procedimento presso l'Antitrust contro TripAdvisor è stato promosso dalla UNC, Unione Nazionale Consumatori, e dalla Federalberghi, che hanno citato in giudizio sia la compagnia madre, TripAdvisor LLC, che ha sede legale negli USA, e sia TripAdvisor Italy, che dovrà sostenere la sanzione da mezzo milione di euro.

Nei prossimi giorni, precisamente in un arco temporale che va dai 30 ai 90 giorni, TripAdvisor Italy dovrà pagare all'Antitrust la multa (senza possibilità di ricorso), ed entro i tre mesi dalla pubblicazione del provvedimento dovrà provvedere a controllare e, nel caso, correggere i dati pubblicati e diffusi in modo che questi corrispondano all'effettivo giudizio degli utenti, e non arrechino ulteriore danno al giudizio del consumatore finale.

Ore 9 del mattino. Ci lasciamo Udine alle spalle per raggiungere il nostro primo sito UNESCO: Cividale del Friuli. Molti hanno fatto visita da queste parti: Celti, Romani, Longobardi, Veneti, ed oggi tocca a noi. Città ricca di storia, una storia così intensa che camminando tra le stradine medioevali sembra di rivivere quei giorni così lontani.

Siamo subito rimasti incantati dalla sua bellezza. Ci armiamo di mappa e brochure varie e come due veri turisti ci addentriamo nel centro cittadino. Passando per Via del Monastero Maggiore raggiungiamo l'entrata per visitare il Tempietto Longobardo, ricco di affreschi, tra i quali spicca la raffigurazione di Cristo in Gloria, con alcuni Santi al suo fianco e la scena dell’adorazione dei Magi. All'uscita innanzi a noi si apre un panorama mozzafiato, il fiume Natisone in tutta la sua bellezza, sembra davvero di essere tornati indietro nel tempo, e qui abbiamo dato sfogo alla nostra creatività tra foto e video.

Nel frattempo conosciamo una ragazza del posto che a storia ne sapeva molto più di noi e ci spiega che Cividale è stato il primo insediamento Longobardo nel 568 e rimase tale fino al 774 d.C. Continuiamo il nostro tour visitando la Casa medievale: si tratta di un edificio costruito nel trecento e rimasto inalterato nelle sue linee essenziali. Si passa per piazza Paolo Diacono contornata da edifici di epoche e stili diversi e giriamo come matti tutta la mattinata, passando sul ponte del Diavolo. Curiosa è la leggenda che lo circonda: per facilitare la costruzione del ponte il Diavolo avrebbe chiesto in cambio l’anima della prima persona che ci fosse passata sopra e così i Cividalesi per salvare una vita umana fecero passare un cane. È tutto il giorno che giriamo, percorriamo una stradina strapiena di gente con musicisti che si dilettano tra canti tipici e balli folkloristici, la fame ci sta assalendo e così, per rimanere in tema storico, ci siamo fermati alla Taverna Dei Longobardi.

 

 

Ragazzi che mangiata: crostini con il lardo, speck e gorgonzola, salame e carciofi, provola melanzane e acciughe, il tutto annaffiato da un bel bicchiere di vino rosso. Nel primo pomeriggio ci soffermiamo in un chioschetto tipico della piazza centrale dove i proprietari, simpaticissimi, ci chiamano e ci invitano a brindare con loro, un paio di bicchieri di birra a testa non hanno mai fatto male a nessuno. È ora di ripartire, la città di Aquileia ci sta aspettando.

La raggiungiamo dopo circa 45 minuti di macchina. Aquileia è stato un insediamento Romano per lungo tempo e resti e rovine sono sparse un po' ovunque. La nostra attenzione viene catturata dalla Basilica di Santa Maria Assunta dove assistiamo ad una marcia di guerrieri Longobardi con costumi di quei tempi, e dai bellissimi mosaici riportati alla luce nel 2011, in parte distrutti da Attila nel 400 e poi nascosti per lungo tempo da una fitta vegetazione. Si sta facendo sera e così ci dirigiamo all'Hotel Patriarchi. Facciamo il check-in, saliamo in stanza, giusto il tempo di sistemarci e… domani ci aspetta la Slovenia.

Il nostro viaggio a Roma è iniziato il 28/09/2013 e si è concluso il 04/10/2013. In questa settimana abbiamo visitato gran parte della bellissima città.

 

Numero Viaggiatori: 2

Data di partenza: 28/09/2013

Durata: sette giorni

Luoghi: Roma

 

Descrizione del viaggio:

Il nostro viaggio a Roma è stato stupendo. La città di Roma ci ha portato indietro nel tempo, grazie ai suoi innumerevoli monumenti, come il Colosseo, i Fori romani, la fontana di Trevi, la fontana del Tritone, Castel Sant'Angelo, la famosa bocca della verità, l'Area sacra e il tempio Adriano. Elencare tutto ciò che abbiamo visto sarebbe impossibile. Io ho adorato sicuramente le innumerevoli piazze, i musei e le chiese di Roma, in particolare Piazza Navona, Campo de' Fiori, Piazza della Repubblica, Piazza San Pietro, Piazza Venezia ecc...

I musei e le chiese che ci hanno impressionato maggiormente sono i musei capitolini, il museo delle cere, i musei vaticani ma anche il museo del videogioco. Due delle chiese più particolari che abbiamo visto sono le Chiese di Santa Maria in Trastevere e di Santa maria in Cosmedin. Tutti questi magnifici monumenti ci hanno portato nell'epoca dell'antica Roma ed è stata un esperienza favolosa!

Un'altra cosa che ci ha colpito è il grandissimo centro commerciale Porta di Roma e in particolare l'IKEA. La gastronomia romana è particolarmente buona soprattutto la piazza a taglio, i supplì e la buonissima grattachecca al limone. Molto funzionali e veloci sono i mezzi di trasporto dagli autobus ai tram, fino alla metropolitana. Li consiglieri a chiunque! Che dire ... Sicuramente torneremo nuovamente in questa splendida città che ci ha fatto tanto sognare!

È Autunno, nonostante il caldo. Le spiagge sono chiuse, a parte qualche piccola eccezione, e non c’è più spazio per giochi in spiaggia o tintarelle. Se vi state chiedendo come ingannare le fredde giornate autunnali, piovose forse, ma in ogni caso poco assolate, noi abbiamo la risposta. Una risposta "da vertigine"! Al Museo. No, non stiamo scherzando. Musei e vertigine possono andare d'accordo. Continuate a leggere e troverete qualche luogo dove trascorrere il vostro tempo libero. Non ve ne pentirete!

 

 

Torino. La città più elegante d’Italia ha in serbo una sorpresa per tutti i cineasti. Sulla Mole Antonelliana è aperto il Museo del Cinema, quello che, dopo il Museo Egizio, è il sicuramente il polo più noto della città. Un tuffo nella celluloide, con tanto di ascensore panoramico. Ammalierà appassionati e non. E poi potrete godere di una vista mozzafiato su tutta Torino. Da vertigine, no?

 

Museo del Cinema 

 

Trieste. Il Museo della Bora, dove potrete vivere l’esperienza che gli abitanti della splendida città friulana vivono ogni giorno: un tunnel con raffiche di vento a 100 chilometri orari. Non è un parco divertimenti ma bisogna ammettere che in molti casi ci si va vicino. Qui la vertigine non dipende tanto dall'altezza ma dalla forza del vento che vi farà volare via. Pensavate che solo il Luna Park fosse divertente?

 

Bora a Trieste

 

Roma. Al MACRO, ovvero al Museo d’Arte Contemporanea Roma, immerso nello storico quartiere di Testaccio, svetta alto un insieme di canne che, a prima vista, dà l'idea di essere una struttura molto precaria. In realtà si tratta di un’opera d’arte: ecco davanti a voi il Big Bambù, opera dei fratelli Mike e Doug Stern. Se non soffrite di vertigini e non vi farà trasalire lo scricchiolio delle canne durante la salita, allora questo è il posto che fa per voi. Salottini ricreati ad hoc per i momenti di pausa durante la salita (ogni tanto ci vuole) e vista mozzafiato sulla città eterna una volta arrivati in cima. Avete mai pensato a una vista panoramica più originale?

 

Big Bambù al MACRO di Roma 

 

Conoscete altri musei "vertiginosi"? Raccontateceli. Li aggiungeremo alla nostra lista!

In Alto Adige potete godervi l'aria aperta anche senza fare fatica. Perché esistono sport a prova di persone pigre, come le piste ciclabili in discesa durante la bella stagione o le piste da slitta in inverno.

 

Numero Viaggiatori: 2

Data di partenza: 01/03/2014

Durata: In giornata

Luoghi: Bolzano

 

Descrizione del viaggio:

Potete starvene (più o meno comodamente) seduti. E comunque vantarvi di stare facendo attività fisica. Succede in Alto Adige, una terra dove lo sport è talmente presente che i sudtirolesi lo hanno declinato in una scala di difficoltà sorprendentemente ampia: se al vertice ci sono sport estremi come l’ice climbing (arrampicata sulle cascate di ghiaccio) e lo speedriding(sci più parapendio), scendendo lungo la scala della pigrizia incontriamo il più rassicurante trekking. Ma gli sport per chi non vuole proprio faticare sono altri: ciclabili in discesa d’estate e piste da slitta in inverno.

In Alto Adige la formula “bici + treno” è diffusa e io vi propongo due itinerari da cartolina dove la tratta in salita si fa in treno:

  • da Merano a Malles in treno (53 km, 24 € compreso il noleggio della bici), ritorno lungo la ciclabile che percorre la Val Venosta; impagabile a maggio coi meli in fiore, diverse aree pic-nic per la sosta
  • da San Candido fino all’austriaca Lienz in bicicletta (42 km in lieve e costante discesa; a San Candido i negozi di bici offrono il servizio di noleggio con riconsegna presso la stazione di Lienz, circa 15 €), ritorno in treno (circa 9 €).

Consiglio per pigri incalliti: prendete il tandem, lo sforzo già piccolo sarà diviso a metà!

Se invece volete godervi la neve, non siete obbligati a darvi allo sci o alle ciaspole. C’è la molto meno faticosa slitta: si sale in funivia e si scende su piste dedicate, lunghe da 2 a 7 km. Cercate tra le piste per slitte in Alto Adige quella che fa per voi, ordinandole per distanza o dislivello.

Munitevi di casco e… buon “relax sportivo”!

Parigi e la Francia c'entrano sempre quando si parla di chic. Moda? Buon vino? Champagne? Non in questo caso. Qua si parla di gustosi dischi colorati. Dolcissimi e buonissimi. Roba per palati sopraffini. Avete presente i Macarons? Loro, appunto!

I famosi macarons sono cugini strettissimi di un dolce italiano, molto famoso anch'esso ma sicuramente meno chic, forse anche a causa di un nome più prosaico e di un colore "meno colorato": la meringa. Le differenze ci sono ma sono meno di quanto si potrebbe immaginare; il plus francese è costituito dalla farina di mandorle al posto delle noci presenti nella variante italiana e dalla crema che fa da equatore ai due emisferi.

A fare la differenza è soprattutto il look: volete mettere il bianco "smorto" di una meringa nostrana con gli allegri colori pastello dei Macarons francesi?

 

 

Bisogna ammettere che stavolta i cugini d'Oltralpe hanno la meglio. Eppure anche sulla'origine dei macarons potrebbe esserci il nostro zampino. Se alcuni infatti fanno risalire la ricetta francese a un convento di Cormery, altri ritengono che sia stata Caterina de’ Medici (moglie nel 1533 del re francese Enrico II), a commissionare il dolce a un pasticcere italiano, per poi presentarlo alla corte reale. 

Dispute nazionalistiche a parte, oggi il macaron deve la sua fama alla pasticceria francese Ladurée, che ha il suo quartier generale a Parigi ma ha invaso anche l’Italia: è possibile acquistare gli originali macarons a Milano, Roma, Firenze e Lucca (date un'occhiata alla mappa per scoprire dove) e regalarsi così uno zuccheroso piacere fatto di dischetti colorati, scatole e tanti colori pastello. 

 

Ai piedi delle Dolomiti, in un periodo poco frequentato da turisti, alla scoperta di sentieri e cime della val Badia, accompagnata da suoni e colori di feste tradizionali e tramonti mozzafiato.

 

Numero Viaggiatori: 1

Data di partenza: 15/09/2013

Durata: 1 settimana

Luoghi: Corvara in Badia

 

Descrizione del viaggio:

È stata una dura estate: un lavoro ripetitivo e stressante, poche novità e cambiamenti; avevo proprio bisogno di una vacanza.

Volevo andare in un posto dove svuotarmi e riempirmi di novità e così tra le varie opportunità ho scelto: aria aperta, movimento, panorami mozzafiato e accoglienza. La Val Badia.

Facile da raggiungere in treno o in autostrada in Val Badia io sono arrivata dal Passo Campolongo che è un valico Dolomitico posto a 1875 metri slm, collega la provincia di Belluno, con Livinallongo del Col di Lana (Veneto), e la provincia di Bolzano, con Corvara in Badia (Trentino Alto Adige). Non è un tragitto impegnativo, le curve dolci ci portano verso un ampio pianoro che poi ridiscende verso Corvara; il panorama che si apre improvvisamente, superato il passo Campolongo, colpisce e stravolge.

Davanti a noi si apre un'ampia valle verdeggiante con l'imponente sasso dolomitico del Sassongher, 2665 mslm, dai colori grigio argentei che predomina la visuale e sembra quasi proteggere il paese sottostante di Corvara in Badia (1340 abitanti, lingua parlata: italiano, tedesco e ladino come in tutta la Val Badia). Il verde intenso dei pascoli e delle colline ci accoglie e ci coccola;  una varietà incredibile di fiori (orchidee, crochi, trifogli, bardane, cardi ecc) profumano e colorano ancora i paesaggi; c'è odore di fieno: si sta effettuando l'ultimo sfalcio prima dell'inverno e anche gli armenti stanno rientrando dagli alpeggi agghindati di fiori per partecipare al rito e alle feste paesane dove si riuniscono i contadini e gli abitanti del paese per festeggiare e fare acquisti, brindare e mangiare "Tutres" (frittelle ripiene di spinaci, crauri o semi di papavero), "Furtaies" (Dolce a forma di chiocciola), "Crafuns Mori" (frittelle di mirtilli rossi) e "Foies da soni" (sfoglia a base di patate), Gulasch e altre specialità.

Il grigio argenteo del Sassongher e del gruppo del Boè con i suoi ripidi e scoscesi precipizi, le guglie e le torri,  i pinnacoli rocciosi, le sorgenti di acque fresche (fonte della fata Rosemary) e i sentieri tortuosi ci incuriosiscono e ci spiazzano. Il paesaggio è quasi lunare e vertiginoso... la salita al Sassongher  (3 h - non impegnativo, tranne un ultimo tratto con delle funi di attracco) ci permette di assaporare la difficoltà, la tensione, la resistenza, la vertigine dell'altitudine e della visuale dei baratri e precipizi e infine la risoluta gioia e partecipazione della conquista della vetta (Berg heil - esclamazione di buon auspicio e ringraziamento quando si conquista una vetta); con l'immensa visuale a 360 gradi della valle sottostante, il paese di Corvara adagiato alle pendici della montagna, la Marmolada, con il suo scintillante ghiacciaio, il Sasso Croce rosa arancio, il Passo Gardena illuminato dal sole e il gruppo del Puez parco naturale e patrimonio dell'UNESCO come tutte le Dolomiti.

Il rosa acceso, quasi arancione al tramonto, del gruppo del Sasso Croce ci conforta e ci rinfranca: come una calda coperta che scalda durante le fresche serate pre-autunnali. Protegge i suoi segreti la montagna rosa, cela la sua storia di antichi oceani e barriere coralline, nasconde una valle preziosa dove nascono le leggende più antiche e fantasiose del popolo dei Fanes nani laboriosi alleati alle marmotte... la vallata verde-azzurra di Fanes, nascosta dietro al Sasso Croce e facente parte del parco naturale Fanes Sennes Braies, ha un 'aria mistica e antica, il tempo sembra fermarsi...passeggiare lungo i pendii e attraversare le sorgenti vivaci, sedersi sulla riva del trasparente Lago Verde, ci riporta a tempi antichi, dove guerre e amori segnavano lo scorrere del tempo..ora a testimonianza degli antichi splendori e dei tempi passati restano le alte vette rosate che mute osservano il passare dei secoli.

Da Corvara in Val Badia sia in inverno che in estate partono molti impianti di risalita che collegano il paese con diverse alte vie, piste sciistiche (Sella Ronda 130 km di piste collegate) e sentieri in alta quota di facile portata o vie ferrate per i più esperti. Molti rifugi sono aperti fino alla fine di settembre e quindi sono possibili molte escursioni sia a carattere naturalistico, paesaggistico, che storico (Museo della Grande Guerra - passo Val Parola o funivia del Lagazuoi con la visita dei sentieri usati dalle truppe austriache e italiane durante la Prima Guerra mondiale).

Insomma una vacanza a tutto tondo!

Per la Mente: panorami e paesaggi mozzafiato che riempiono anima e cuore.

Cultura: tradizioni popolari, visita ai musei (interessante anche il museo della cultura ladina a San Martino del la Tor - con il biglietto è comprena l'entrata al museo dell'Ursus ladinicus di San Cassiano - i paesi sono tutti abbastanza vicini e raggiungibili in autobus).

Sport: camminate, anche faticose come la salita al Sassongher (abbigliamento consigliato per questo periodo: da escursione per chi fa passeggiate ma importante portare impermeabile e maglioni pesanti e magliette - vestirsi a cipolla!!!)

Relax: massaggi, piscine e saune aperte al pubblico in alcuni alberghi oppure a Riscone vicino a Brunici c'è una magnifica piscina e sauna dove propongono degli hagfluss animati - da vedere).

Relazioni sociali: ovviamente in questo periodo ci sono pochi turisti, ma tutti i negozi, alberghi, impianti sono aperti e non sovraffollati. I ladini sono persone gioviali, lavorano sodo e sono molto disponibili verso i turisti. Amano divertirsi e ritrovarsi tra amici sono molto legati alle tradizioni e sono molto disponibili a rispondere alle curiosità e domande in merito.

Giulan (grazie in ladino) e Begnodus (benvenuti) nella terra del popolo ladino in Val Badia nel cuore delle Dolomiti.

Mare, Spiaggia ed emozioni a gogo, un mix perfetto per la scena di un film. Chi non è mai rimasto a bocca aperta davanti ad una spiaggia da cinema?

Noi di Vita da Turista abbiamo voluto scegliere fra i centinaia film ambientati sulle spiagge italiane quelli più belli, che hanno premiato i paesaggi più suggestivi e ci hanno saputo emozionare con la loro trama.

 

 

Travolti da un insolito destino nell’azzurro mare d’agosto (1974)

Travolti da un insolito destino

Indimenticabile ai più questo divertentissimo film con Mariangela Melato, nei panni di un’altezzosa donna del nord,  e Giancarlo Giannini, marinaio siciliano dai modi rozzi che, ritrrovatisi naufraghi in mare aperto, saranno vittime di una passione travolgente pur con inarrivabili differenze di rango sociali. La maggior parte del film è stato girato su spiagge dalla sabbia fine e dorata e il mare azzurro è quello della Spiaggia di Cala Luna, vicino Orosei in Sardegna, meta negli ultimi anni di appassionati di diving.

 

Respiro (2002)

Valeria Golino in Respiro

Emanuele Crialese ci racconta la storia di Grazia, giovane donna moglie di un pescatore con tre figli che vittima di una depressione che la allontana dalla famiglia e dai suoi compaesani, etichettandola come pazza dagli atteggiamenti incomprensibili. Grazie vive su un’isola, testimone del suo malessere e del suo amore per la libertà, e l’isola in questione è Lampedusa che spesso nel film concorre al ruolo di protagonista insieme all’attrice Valeria Golino. Chi non è rimasto stupefatto dalla limpidezza del mare della Spiaggia dei Conigli?

 

Sapore di mare (1982)

Sapore di Mare film

Un film leggero, ambientato negli anni Sessanta ma interpretato dagli attori emergenti degli anni Ottanta, come Isabella Ferrari e Christian De Sica. La storia racconta la storia di amori giovanili, corse in pineta in motorino, falò in spiaggia a ritmo dei successi musicali dell’epoca, una sorta di film cartolina di una delle località più in voga negli ultimi trentanni, la Versilia e la spiaggia di Forte dei Marmi, vera protagonista di tutte le vicende narrative del film.

 

La dolce vita (1960)

Marcello Mastroianni in La dolce vita

Un film fortemente criticato dal pubblico all’epoca, proprio per il forte simbolismo interpretativo e per la forza di alcune scene che furono poco accettate, ma di sicuro uno dei manifesti del cinema del dopoguerra.

Anche Federico Fellini ha voluto inserire il mare nel suo film, con una componente di velata tristezza e malinconia, dopo un festino di vip nel momento del ritrovamento di un manta, arenatasi sulla spiaggia, quella di Passo Oscuro, a pochi km di Fregene, illuminata dalle prime luci dell’alba.

 

Mine Vaganti (2010)

Film Mine Vaganti in Puglia

Film di Ferzan Ozpetek che affronta la tematica dell’omosessualità in Italia, ed in particolare in uno dei luoghi più belli del sud Italia, da anni metà stra-confermata delle vacanze estive da parte di connazionali e turisti stranieri, la Puglia. Le spiagge sono quelle a pochi chilometri da Lecce, a Gallipoli, paradiasiache e dai colori caldi.

 

Bla Bla car è la nuova frontiera del viaggio low cost. C’è da dire che negli ultimi anni (grazie alla concorrenza delle compagnie ferroviarie), la vita di chi viaggia su strada in Italia è stata parecchio semplificata. Offerte, buoni acquisto e accumulo punti sono vantaggi che, fino a dieci anni fa, erano davvero impensabili, e all’emergere sul mercato delle compagnie aeree low cost veniva più facile per un collegamento vicino e banale come Roma-Firenze, prendere un aereo piuttosto che regalare quasi cento euro andata e ritorno a un treno veloce.

Oggi la filosofia del viaggio fai da te (e in condivisione), sta attraversando una nuova frontiera. Chiamatelo autostop, ma la pratica del dare passaggi in auto è un modo che permette a chi guida di risparmiare (considerato anche l’aumento costante dei prezzi alle pompe di benzina), e a chi viaggia solo di fare altrettanto. La piattaforma (on line ma dotata di un’apposita app), permette di mettere gli utenti guidatori e gli utenti passeggeri subito in contatto. Si seleziona una destinazione, un punto di partenza ed il gioco è fatto, si apre un menu con la lista di chi viaggia e le relative fasce orarie. Soprattutto nelle tratte molto frequentate, quelle che collegano le maggiori città italiane, c’è una scelta veramente ampia di persone, prezzi e orari.

Alcuni piccoli consigli per non sbagliare, e sfruttare al meglio il servizio che Bla Bla Car vi offre:

- Attenzione alle note: musica, animali e fumo. Se vi danno fastidio uno di questi tre, scegliete un altro autista.

- Il bagaglio: specificatelo sempre. Non è detto che tutti abbiamo una station wagon oppure un’automobile così poco carica di persone da consentire il carico delle valigie.

- La puntualità: pensate che state per prendere un treno, non un passaggio. Se fate ritardo il treno parte, il guidatore di Bla Bla car sicuramente vi aspetterà, ma viaggiate con altre persone, che magari hanno appuntamenti o coincidenze da non perdere. Rispettare gli altri è un valore aggiunto, e magari potrebbe farvi ottenere uno sconto al prossimo passaggio!

- La scelta: Bla Bla car è un portale sicuro. Ma sicuramente per le donne è sempre meglio scegliere o guidatrici di sesso femminile, oppure informarsi se l’auto è già occupata da altre persone.

- I feedback: al termine del viaggio sono fondamentali. Isoleranno soggetti poco graditi e permetteranno a chi è titubante, di fidarsi di quelli validi, e ampliare l'offerta del portale.

La Domus Aurea riapre al pubblico. Ed è un'ottima notizia per il turismo. La Domus Aurea è uno dei monumenti più importanti della Capitale, il complesso abitativo che Nerone fece costruire nei pressi del Colosseo (che però ancora non esisteva) dopo il devastante incendio che distrusse Roma nel 66 dopo Cristo. Dalla storia travaglaita, questo edificio interamente sotterraneo è stato aperto e chiuso molte volte, a causa di cedimenti strutturali ed esigenze conservative. A partire dal primo novembre, però, la Domus Aurea torna visitabile, sebbene con alcune restrizioni.

Si tratterà di visite guidate, dalla durata prestabilita di 75 minuti, e con alcune restrizioni sul percorso. La Domus Aurea è ancora nel pieno di ampi lavori di restauro, la cui durata è prevista in quattro anni, e dal costo molto ampio, circa 31 milioni di euro. Per questo motivo il Mibac (Ministero per i Beni e le Attività Culturali) ha pensato di co-finanziare questi lavori con i biglietti delle visite guidate, che avranno un costo fisso di 10 euro, e che si inseriranno in una sorta di crowdfunding pubblico per sostenere i necessari restauri.

 

 

Ogni sabato, dalle 9.15 alle 15.45, potranno accedere al complesso monumentale 25 persone per volta, che verranno accompagnate dalle guide turistiche ufficiali, e che, per questioni di sicurezza, dovranno indossare i classici caschetti di protezione da cantiere. Con questa iniziativa, dalla durata per ora indefinita, i turisti avranno modo di tornare a scoprire la Domus Aurea, e i restauratori potranno continuare senza interruzioni i lavori durante i giorni feriali. 

Per ulteriori informazioni, e per prenotare la vostra visita (la lista d'attesa sarà sicuramente lunga, ma ne vale davvero la pena!) potete consultare il sito ufficiale della Sovrintendenza di Roma.