Le vacanze natalizie vi hanno portato non solo qualche chilo in più, ma anche stress da pranzi infiniti e riunioni familiari che avreste tanto voluto evitare? Ecco nove luoghi, selezionati dal portale francese Ouest-France, per rinfrancare lo spirito e "staccare la spina" per qualche giorno, lontani da preoccupazioni e ansietà varie.

Dal lontano Colorado alla "calda" Crimea, passando anche per un curioso luogo italiano che scopriremo fra poco, sono queste le nove destinazioni adatte per un turista che cerca silenzio, pace, tranquillità e relax, un genere di vacanza forse un po' estremo, ma adattissimo per chi non ne può più del caos cittadino, e anche di quello entro le mura domestiche.

 

 

Monasteri di Meteora, Grecia

Dal profetico nome di Meteora, che in greco significa "in mezzo all'aria", questi sei monaster, gli unici rimasti di un complesso antico che ne comprendeva oltre venti, si trovano in Tessaglia, su picchi di arenaria che li rendono virtualmente isolati dalle zone circostanti

 

Elliðaey, Islanda

Da non confondersi con l'omonima isola che il governo islandese voleva donare alla cantante Bjork, Elliðaey si trova nella zona occidentale del paese, vicino Stykkishólmur, e nonostante sia pressoché disabitata vi sono alcuni edifici nei quali pernottare, nel silenzio assoluto

 

Katskhi, Georgia

Il Monastero di Katskhi si trova a Chiatura, nella Georgia occidentale, su un pilastro naturale di arenaria alto oltre 40 metri, che svetta sulla zona circostante. Il piccolo edificio, che sembra essere stato posizionato in quel luogo, è stato recentemente restaurato

 

Monti della Meta, Italia

Catena montuosa situata tra Lazio, Abruzzo e Molise, nel più grande complesso dell'Appennino centrale, i Monti della Meta, con picchi superiori ai 2.000 metri, offrono paesaggi incantati e luoghi straordinari, come il quasi irraggiungibile eremo di San Michele, vicino Cerro al Volturno

 

Animas Fork, Stati Uniti d'America

Piccola cittadina del Colorado a 3.400 metri d'altezza, nata negli anni del boom minerario (fine Ottocento), Animas Fork ora è una ghost town immersa in un paesaggio naturale meraviglioso, ed è al centro di un interessante progetto di recupero con finalità turistiche

 

Rifugio Solvay, Svizzera

Situato sull'Hörnli, nel lato svizzero del Monte Cervino, il Rifugio Solvay si raggiunge dopo una lunga e faticosa scalata, ed è attrezzato solo per ospitare alpinisti che debbano cercare un riparo di emergenza. Certo è che a oltre 4.000 metri d'altezza il silenzio e la serenità sono assolute

 

Jalta, Crimea

Località nota per i trattati che segnarono la fine della Seconda guerra mondiale, Jalta si trova nella regione contesa tra Russia e Ucraina della Crimea. Qui si trova il castello detto "Nido di rondine", un magnifico edificio neogotico risalente a inizio Novecento, nel quale si può alloggiare

 

Fafe, Portogallo

Comune nel nord del Portogallo, Fafe offre un'attrazione assolutamente curiosa e da scoprire: la casa scavata nella roccia. Si tratta di un'abitazione ricavata in enormi massi, nella quale però non c'è energia elettrica. Una sfida "pionieristica" per turisti che non hanno paura del buio

 

Nankoweap Trail, Stati Uniti d'America

Il più difficile tra i percorsi che si snodano lungo il Grand Canyon, il Nankoweap Trial è adatto a viaggiatori esperti e avventurosi, che vogliano recuperare un rapporto simbiotico con la natura e con il silenzio che solo un luogo magico e vastissimo come il Canyon può offrire

Finalmente si parte, prima tappa Friuli Venezia Giulia.

Si arriva alle 11 al Parco Rainbow MagicLand di Valmontone, sono tutti lì che ci aspettano, curiosi di sapere come avrà inizio quest'avventura.

Dopo la conferenza stampa fatta su una piattaforma a 50 metri d'altezza ci avviciniamo alla nostra Defender che ci aspetta più bella che mai in pole position. È stata un'esperienza bellissima, noi due davanti al Defender, tutti che ci chiamavano attirando la nostra attenzione sul loro obiettivo, flash e domande venivano da ogni parte, ci siamo sentiti felici ed orgogliosi di essere così tanto apprezzati di fare una cosa che noi amiamo fare: viaggiare e raccontare il nostro viaggio.

Dopo i saluti, via, si parte!!! Dopo 600 km. si arriva a destinazione, bei paesaggi ma dall'autostrada non è che si vedono posti suggestivi. Arriviamo nel nostro hotel 'Il Vecchio Tram' verso le 9 di sera, dove ci aspetta una cordialissima receptionist, Stella, che con il suo sorriso ci fa dimenticare i km. appena fatti. Si sale in camera giusto in tempo per vedere il secondo tempo della finale di Champions League. Stella ci prenota un tavolo per due in un ristorantino tipico Friulano 'Osteria Vecchio Stallo'. All'entrata troviamo il proprietario che alla nostra richiesta di fare qualche foto ne rimane contentissimo e ci mostra tutte le particolarità del posto e l'assaggio di piatti tipici: si comincia con i 'Mignaculis' e 'Cialcions', due paste da paura, e seguito da 'Frico' e 'Salame all'aceto'. A prendersi cura di noi è un ragazzo indiano felicissimo di condividere con noi l'emozione del nostro viaggio.

Stasera a nanna presto anche se è l'una passata, domani grande giornata. Ci aspetta la visita a Cividale del Friuli... Buonanotte...

 

Un articolo per i turisti sportivi, che non rinunciano all’attività fisica nemmeno in vacanza. E soprattutto un articolo pensato per gli amanti della bici, perché noi di Vita da Turista vi vogliamo mostrare cinque piste ciclabili in giro per il mondo che sono assolutamente da record, sia per la loro lunghezza che per i meravigliosi paesaggi che attraversano.

 

La Great Divide Mountain Bike Route in America

È la più grande degli Stati Uniti: con i suoi 4418 km unisce il Canada e gli Stati Uniti, ed è considerato il più lungo del mondo.

Il percorso parte dalla località canadese di Banff, nella regione dell’Alberta, e arriva ad Antelope Wells, nello stato americano del New Mexico e attraversa paesaggi di bellezza assoluta. Preparatevi a pedalare ai piedi alle maestose Montagne Rocciose attraversando laghi e boschi da fiaba, praterie e persino aree desertiche, oltre che alcuni dei maggiori e più noti parchi americani quali il Glacier e lo Yellowstone.

 

 

La Munda Biddi Trail in Australia

Più di 965 km che si snodano attraverso paesaggi che hanno reso l’Australia un posto da cartolina famoso in ogni angolo del mondo: questi i numeri del Munda Biddi Trail, il percorso che conduce attraverso impressionanti foreste, valli suggestive e verdissime e cittadine dall’aspetto tradizionale e caratteristico. Non è un caso se, in lingua aborigena, il nome di questo percorso vuol dire sentiero nella foresta!

La Munda Biddi Trail attraversa le aree più belle della parte meridionale dell’Australia, partendo dalla città di Perth.

 

 

Lo Shimanami Kaido in Giappone

Lo Shimanami Kaido in Giappone è un percorso ciclabile che, pur non essendo lunghissimo (in quanto misura circa 60 km), è davvero da sogno e rappresenta una tappa rinomata per tutti gli appassionati di cicloturismo. Collega le isole giapponesi di Honshu e Shikoku nel mar Seto ed è un percorso attrezzatissimo che nasce come autostrada, ma che è fiancheggiato da corsie ciclabili laterali che permettono di usare anche la bici in tutta sicurezza.

Partendo dal pittoresco porto di Onimichi, località nota per i suoi templi antichi, vi conduce attraverso piccoli e caratteristici villaggi di pescatori, colline di ciliegi in fiore e le acque del mare.

 

 

Il percorso da Land’s End a John o’ Groats

Land’s End e John o’ Groats sono i due punti estremi della Gran Bretagna, che attraversa l’isola per 1609 km. Si parte dalla Cornovaglia, il punto più meridionale del Paese, e si conclude in Scozia, a John O’Groats che è tradizionalmente considerato il suo punto più settentrionale.

Con la sua notevole lunghezza e con il paesaggio che attraversa, questo percorso nel corso del tempo è stato considerato dagli inglesi (e non solo) il corrispettivo britannico del coast to coast americano. Percorrendola potete ammirare la natura britannica in tutto il suo splendore, una natura che vi regala le cime dei monti del Devon, le verdi distese del Galles e la regione montuosa delle Highlands scozzesi.

 

 

Il Percorso delle Grandi Alpi in Francia

La strada delle Grandi Alpi è il percorso lungo più di 400 km che parte da Mentone, nel cuore delle Alpi Marittime, portando fino all’Alta Savoia. Da sempre scenario del Tour de France, è un circuito da non perdere per tutti gli amanti della manifestazione ciclistica. Rappresenta, inoltre, la sfida leggendaria di tutti gli appassionati del mondo del ciclismo. Di certo non si tratta di un percorso semplice, ma la fatica viene sempre ripagata dalla bellezza dei paesaggi che offre: attraversando passi impressionanti, che in certi casi superano i 2000 metri sul livello del mare, ci si trova davanti a delle viste mozzafiato. Una su tutte il Passo dell'Iseran, il più alto dell’arco alpino con i suoi 2770 metri sul livello del mare.

 

Non sempre serve andare nelle grandi capitali europee per avere un week end perfetto, poiché in alcuni casi i piccoli gioielli italiani possono regalare innumerevoli e piacevoli sorprese. Abbiamo in serbo per voi, dunque, un’idea di viaggio fuori dagli schemi che vi conduce, e conduce anche noi, in un incantevole borgo veneto, un gioiello incastonato tra la città di Mantova e il lago di Garda. Una destinazione da vivere all’insegna dell’eleganza e del romanticismo, e dei piaceri delle piccole cose.

Affacciata sulle acque del fiume omonimo, non ci resta che presentarvi la magica Valeggio sul Mincio, che regala scenari unici e di grande suggestione. La sua parte più antica, quella del cosiddetto borghetto, è molto visitata in ogni stagione dell'anno perché in ogni stagione si tinge di colori diversi, e tutti sempre da vedere. Un piccolo angolo di paradiso che riesce davvero a conquistare con semplicità, offrendo la possibilità di fare acquisti nei numerosi e caratteristici negozietti e di provare i piatti della tradizione gastronomica locale nei tanti localini a due passi dalle acque del fiume.

 

 

Una cornice che, in un secondo, vi porta indietro di anni e vi fa gustare un’atmosfera d’altri tempi; sensazione che si accentua maggiormente al vostro arrivo, quando venite accolti dalla prima bellezza di Valeggio, il suo antico Ponte Visconteo, che bisogna attraversare per raggiungere il borgo antico, dalle forme medievali e circondato dalle acque del fiume. A rendere l’atmosfera ancora più unica è una cornice fatta di antichi mulini ancora funzionanti: insomma, sarete conquistati da questo posticino curato e romantico, uno di quei luoghi in cui ci si sente veramente catapultati in una favola!

 

Il sapore antico di Valeggio non si esaurisce qui: non mancate di fare una visita al suo monumento più rappresentativo, il Castello Scaligero: tra le rocche più note e visitate di tutto il Veneto, conserva persino l’antico ponte levatoio. Avete capito bene: proprio come quelli di cui avete sicuramente letto in ogni storia di cavalieri e principesse!

E se ancora non foste convinti della vostra ‘scelta da week end’, provate a fare un piccolo ma efficace esperimento: salite sulla cima delle torri del castello. A quel punto resistere sarà impossibile, perché da quell’altezza avrete una vista unica ed eccezionale della valle del Mincio attraversata dalle acque del fiume! Immaginate di ammirare un simile spettacolo – tutto naturale! – insieme alla vostra persona del cuore e non vi sarà difficile capire come mai Valeggio sia considerata una meta perfetta anche per un week end romantico!

Spesso la mia valigia è arrivata a Termini sia per studi sia per ritrovare amici, accompagnandomi in bellissimi soggiorni nella capitale più bella che abbia mai visto.

 

Descrizione del viaggio

Raccontarvi dei maestosi edifici, dell’appassionante storia che si respira a ogni angolo, del simpatico accento e dell’ottima cucina non porterebbe a nulla di nuovo. Quello che vorrei è condividere la mia esperienza e portare a farvi osservare una Roma diversa dal solito scoperta grazie a fantastiche persone.

È maggio e mi trovo in un locale particolare, famoso per le chiusure prolungate e il suo particolare karaoke. Io e i miei amici guardiamo l’orologio. Sono ormai le cinque di mattina: l’ora ideale per cercare un posto che ci permetta di osservare il risveglio della capitale. Decidiamo che la notte passata non si adatta al Gianicolo e un amico ci invita a seguirlo al Monte Ciocci. Da Piazza Navona Valle Aurelia. Dopo quasi tre quarti d’ora di camminata arriviamo alla base di questo Monte, ormai dimenticato dai romani e dalle guide turistiche, ma non dal sole che, ai primi raggi, fa risplendere i fiori rampicanti e la mancata manutenzione. Nessuno ricorda quest’altura della Valle Aurelia, adiacente alla vecchia ferrovia del papa, da dove il Vaticano sembra esser sorretto dall’arcangelo Michele. I nostri occhi stanchi rimangono assuefatti dalla luce che non fa ombra, ma si addentra nei Fori Romani e nei buchi di finestre e serrande. I colori si vergognano dando vita a forme di delicati contrasti tra cemento e foglie. Siamo senza parole e ringraziamo il nostro amico. “Un’alba che si può dipingere, raccontare, ma non immaginare.” 

Dopo qualche ora scendiamo e mentre facciamo colazione, mi tornano in mente altri posti particolari in cui mi sono addentrata in questo mese e, sempre di più, mi convinco di quanti sono i misteri che Roma nasconde.

Adiacente a quest’area, ad esempio, c’è la simpatica Via Piccolomini, zona residenziale sull’Aurelia Antica, che offre un gioco di prospettiva osservando la terrazza occupata dal capolavoro di Michelangelo. All’inizio della strada, la Cupola di S. Pietro occupa tutto il campo visivo per arrivare ad allontanarsi quando si raggiunge la balconata che domina la vista sul quartiere Balduina. Un effetto ottico inaspettato che riesce a creare sorrisi di stupore. Gli stessi che provoca la piccola serratura del Portone del Priorato dei Cavalieri di Malta, sita sulla sommità dell’Aventino. Piccole code per la visuale speciale.  Il cupolone centrato, incorniciato da un arco di foglie, un corridoio di una decina di metri, buio intorno. “Nun lo poi fotografà, a serratura se guarda e basta” così la pensano i romani come pensano che per conquistare una donna basta portarla al Pincio: qualche scalino di fatica e poi lo spettacolo. La cupola senza più cornici, senza giochi di prospettiva. Così com’è. Inserita in uno dei panorami più vasti di Roma, la terrazza di piazza Napoleone I. Le luci rossastre del sole che cade dietro Monte Mario. Il bianco dell’Altare della Patria che, imponente, spicca tra le rovine dell’antica Roma. La città eterna a più di 180° gradi. I giardini raffinati di Villa Borghese alle spalle, al di sotto, Piazza del Popolo, come una cartolina in bianco e nero. 

Per una cena da imperatori propongo la terrazza retrostante a Piazza del Campidoglio: amici, tramonto sui Fori aspettando la luna che fa emergere la maestosità delle antiche colonne, i personaggi folcloristici agli incroci, strimpellatori di percussioni e cantastorie che, come a teatro, si accomodano su sedie di legno o sui san pietrini incominciando a colorare la notte romana.

Per i riposi pomeridiani, invece, immergetevi nella natura dell’Orto Botanico, alle pendici del Gianicolo, nell’antico parco di Villa Corsini, custode di un’oasi orientale. Il primo giardino in Italia realizzato negli anni ’60 da un giapponese, Ken Nakajima, in stile sen’en: un vero paradiso dove le persone permettono alle palpebre di chiudersi dolcemente sopra agli occhi soddisfatti alla vista di ciliegi e ulivi, un mix che stringe un patto d’amicizia tra la civiltà giapponese e quella mediterranea, accostati a due ruscelli uniti da un pontile in legno. Avvicinandosi al chioschetto, si possono trascorrere ore piacevoli, imitando le posizioni invidiabili dei gatti sugli alberi e osservando la vastità della capitale circondata da foglie, spighe e profumo di gelsomino. E si aspetta l’accensione della lanterna che annuncia la chiusura del Giardino Giapponese

Non solo giardini verdi e curati. A Roma è facile immergersi in una natura più rude, spontanea. La metro A conduce alla fermata Giulio Agricola, qualche centinaio di metri a piedi, poi immagini che ricordano i cinematografici Campi Elisi del Gladiatore, il Parco degli Acquedotti. Vaste distese di graminacee interrotte da un tratteggio di sette mastodontici resti di acquedotti: uno rinascimentale, i restanti portano su di loro tutto il fascino dell’impero romano. Trenta metri l’altezza massima. Sotto quello denominato Claudio scorre lenta l’acqua del fosso di calicetto, ai suoi margini un po’ di verde e qualche girasole coltivato. C’è chi corre, chi si stende al sole, chi si concede una pedalata tra i sentieri. Tanti vivono questo come un semplice parco, pochi i consapevoli della Tomba dei Cento Scalini, della Villa Le Vegnacce, del casale di Roma Vecchia e del fosso medioevale dell’Acqua Mariana. Tanta storia in un parco che ancora aspetta la notorietà. 

L’autenticità della pietra, riporta lo sguardo verso un luogo ancor meno conosciuto. Ci si ritrova entro una piccola stanza costruita da mattoni di cemento, materiale cadente sotto una luce soffusa creata da deboli lampadine nascoste dietro a bottiglie di vino impilate, sotto il controllo di forti statue di marmo. Lo sguardo lascia da parte le notevoli annate incise sulle etichette perché non può non perdersi tra tutti quei dettagli storici. Una scala a chiocciola permette l’uscita dalla cantina del ristorante L’Archeologia, situato lungo la Via Appia Antica. Un ristorante che possiede un’antica Tomba Ipogea oggi usata come cantina. Appena l’ho vista sono rimasta abbastanza sbalordita nel ricordo del motivo per cui era stata creata. Maggiormente quando ho finalmente trovato, se chiedete indicazioni pochi la conoscono, Piazza Mincio, al centro di un quartiere che tanto mistero cela tra i suoi 17 villini e 26 palazzi. Tante sono state le ore in cui mi sono abbandonata intorno alla Fontana delle Rane, l’essenza del Coppedè. L’architetto unì bravura e magia prima di suicidarsi proprio all’interno di una delle sue creazioni in stile Liberty. È come scivolare in un vortice: guglie e bandiere, colonne decorate, torri rinascimentali, logge barocche, affreschi folli e fatati. Le macchine e le persone che passeggiano quasi non si notano. La privacy è la regola d’ordine del quartiere: dai citofoni che non presentano nomi alle sovrapposizioni di pannelli che non permettono agli occhi più curiosi di addentrarsi. Tutto è celato come la stessa zona che nemmeno dalla complessità panoramica del Monte Mario si riesce a individuare. 

Questo l’ultimo punto che voglio ricordare: dopo una piacevole passeggiata, seguendo un percorso a spirale, si arriva a un punto di vista totale. Dalla Garbatella al Vaticano, dalle costruzioni moderne a quelle che riportano indietro di secoli, dalle vie segrete ai parchi delle ville. L’ora ideale è al tramonto quando la luce naturale se ne va e i riflessi dei lampioni e delle insegne illuminano tutto. Il bianco del Vittoriano, l’arancio delle case del Trastevere, i verdi dei parchi, la via Lattea delle lanterne sul Lungotevere. Tutto contrasta con l’arrivo del buio della notte. Un cerchio che si chiude, da Monte Ciocci a Monte Mario. Questa è la Roma da vedere, quella che lascia gli occhi lucidi, esterrefatti, appagati.  Il buio diventa ancora più forte, Roma da qui pensi di poterla dominare.

Viaggiare in treno è l'elogio massimo dello slow travelling, ma viene apprezzato anche (e soprattutto) per questo. La pioggia sul finestrino, la nebbia sulle pianure infinite. Captare una montagna, una chiesa o un paesino lontano e perderlo con lo sguardo non appena si avvicina con la mente.

Questo e molto altro rappresenta il viaggiare in treno. Ci sono destinazioni che si apprezzano solo ed unicamente in questo modo. Oggi vi portiamo proprio alla scoperta di queste mete uniche, raggiungibili non solo, ma preferibilmente viaggiando in treno. Scopriamo insieme quali

 

 

Ecuador, Tren Crucero

Dal 1873, un’istituzione. Un tratto quasi completamente in verticale lungo 41 chilometri che scende dalla ripida collina di Nariz del Diablo fino alla costa. Quattro giorni di viaggio attraverso le montagne andine che hanno fatto guadagnare a questo itinerario il titolo di “treno difficile”. Color rosso fuoco, aspetto retrò e poltroncine di velluto. I paesaggi? Quattordici vulcani, montagne andine innevate e le colorate coste sudamericane. Ad ogni tappa è possibile fare escursioni.

 

Giappone, Shinkansen

Dal 1964, 300 chilometri all’ora. Questo treno compie un itinerario memorabile, unendo Tokyo e Osaka. Un vero pionere dell’alta velocità ante litteram. La formula giapponese, inoltre, comprende un pacchetto treno più hotel che permette così di visitare il paese in velocità, fermandosi nelle tappe più suggestive.

 

Italia, Orient Express

Tutti lo conoscono, anche chi i romanzi di Agatha Christie li ha solo sentiti nominare. Parte da Venezia e arriva a Londra o Budapest toccando rispettivamente Parigi e Vienna. Atmosfera da art deco, paesaggi affascinanti e tocco glamour retrò fanno in modo che questo treno non invecchi mai. Una novità disponibile a breve è la possibilità di arrivare fino in Irlanda.

 

Svizzera, Bernina Express

Un tragitto breve (appena cento chilometri), ma talmente bello da essersi guadagnato il diritto di entrare tra i siti del Patrimonio Unesco. Questo treno rosso parte da Chur, cittadina poco distante da Zurigo e arriva a sud della Confederazione Elvetica passando per 55 gallerie e 196 ponti e valichi tra i più belli delle Alpi. Un itinerario che si perde tra borghi innevati, laghetti montani e abbazie antiche.

 

Russia, Transiberiana

Non potevamo che chiudere con il tratto più lungo e forse più noto della storia di tutti i tempi. Parte dalla stazione Yaroslavsky di Mosca e arriva a Vladivostok, al confine con Cina e Corea del Nord, quasi diecimila chilometri. Sette giorni di viaggio per quasi mille fermate. Le tappe più affascinante? Manciuria, Mongolia, Siberia, il lago Bajkal, gli Urali, che il treno guarda immutati dal 1916, quando venne inaugurato dallo zar Nicola II.

Chi è abituato al traffico delle città non sa che cosa vuol dire la “beatitudine” (perché proprio di questo si tratta) del prendere la propria bicicletta, attaccarla con una catena e pedalare, pedalare, pedalare.

In tranquillità, magari con il cestino pieno di fiori e baguettes. Per non parlare dei tanti risolti “green” della faccenda. Ci sono città in Europa e non solo che hanno investito sul trasporto a due ruote, con risultati importanti in termini di turismo, sostenibilità ambientale e miglioramento della qualità della vita. Scopriamo quali sono, e come possono adattarsi al nostro "vivere da Turista".

 

 

Amsterdam

Dopo essere la città dei canali, è anche la città delle biciclette, grazie a politiche per la promozione di questo mezzo di trasporto avviate dagli anni ’60. Il risultato? Più della metà delle persone si muove in bici e ci sono ben 500 chilometri di piste ciclabili, spesso oculatamente separati dalla carreggiata, in modo da diventare una “barriera” naturale a difesa dei cittadini. Insomma, la Venezia del Nord è anche la capitale europea dei ciclisti felici.

 

Copenaghen

Anche la capitale della Danimarca in fatto di bici la sa lunga. Più della metà delle persone ama muoversi in bicicletta, questo grazie anche alla presenza di dispositivi che facilitano la vita del guidatore su due ruote. Un esempio? I semafori per i ciclisti si attivano qualche secondo prima di quelli per gli automobilisti, cosicché possono attraversare con maggior calma.

 

Svizzera

Lasciamo la dimensione urbana, e spostiamoci in quella nazionale, appena al di là delle nostre Alpi. La particolarità della Confederazione Elvetica è quella di avere il miglior servizio di trasporto treno più bici del Vecchio Continente; in quasi tutti i treni è possibile portare la bicicletta. Zurigo e Basilea spiccano in questa gara di eccellenza, l’ultima soprattutto per la presenza di percorsi fuori della città, ma in generale tutte le città, da Ginevra a Lugano, sono "bike-friendly". Niente male, no?

 

Italia

Capitolo a parte merita il Belpaese, e non in una prospettiva positiva. Roma purtroppo detiene la maglia nera su questo lato, in quanto è l’unica capitale europea ad avere una percentuale nello spostamento delle persone in bici pari allo zero. E non è solo colpa del traffico intenso, quanto del fatto che in anni e anni di governo, nessuno ha mai pensato a una seria politica per i ciclisti, con il risultato cha a Roma, le piste ciclabili non esistono affatto.

Per trovare buone e virtuose abitudini dobbiamo spostarci al nord. Bolzano detiene il record di un 29 percento degli spostamenti in bicicletta. Al secondo posto Mestre, con i suoi lunghi viali alberati e dove tutta una serie di servizi sono gestiti dalla bicicletta, come ad esempio la consegna della posta.

Pubblicata quest'oggi la 25° edizione del rapporto sulla Qualità della vita in Italia da parte del Sole 24 Ore, massimo quotidiano economico nazionale. Vince Ravenna, che scavalca dopo anni di presenza indisturbata Trento (quest'anno al secondo posto della graduatoria per province, che comprende ben 107 entità locali), seguita appunto da Trento e da Modena, che rispetto all'indice 2013 fa registrare una scalata di bem 13 posizioni.

 

 

Nella classifica, che comprende sei macrocategorie (Tenore di vita, Affari e lavoro, Servizi ambiente e salute, Popolazione, Ordine pubblico e Tempo libero) e decine di sottocategorie, spiccano peraltro le nostre due grandi metropoli, Roma e Milano, che rispetto al 2013 fanno registrare aumenti significativi, posizionandosi rispettivamente al dodicesimo (+8 posizioni) e ottavo posto (+10 posizioni), e confermando così una tendenza al miglioramento del tenore di vita nelle città che è soprattutto frutto dei dati economici e del tempo libero, mentre alcuni settori, come l'ordine pubblico, trovano le sue città più sicure nelle province piccole e periferiche dello Stivale.

In fondo all'indice, penalizzate soprattutto da servizi inefficienti, dati economici e lavorativi pessimi e da pesanti carenze strutturali, troviamo tre città del Meridione: Agrigento, ultima in classifica con un peggioramento di undici posizioni rispetto all'anno scorso, Reggio Calabria (nel 2013 al 105° posto, quest'anno al 106°) e Foggia, che scende di 6 posizioni rispetto al 2013. Le parti basse della classifica, purtroppo, sono occupate tutte da città del sud, con 4 delle ultime dieci città in Sicilia (Catania, Caltanissetta, Enna e appunto Agrigento), tre in Puglia (Lecce, Taranto e Foggia), due in Calabria (Reggio Calabria e Cosenza), una in Campania (Caserta) e una in Basilicata (Potenza).

Per contro, le prime dieci posizioni vanno tutte, tranne una, ad appannaggio del nord Italia: l'unica città nel centro, infatti, è Siena, che ottiene un ragguardevole nono posto, pur in peggioramento rispetto al 5° del 2013. Per il resto, vi sono ambedue le province autonome di Trento e Bolzano (10° posto, -8 rispetto al 2013), quattro province dell'Emilia Romagna (Ravenna, Modena 3° posto, Reggio Emilia 5°, Bologna 7°), una del Veneto (Belluno, che conferma il quarto posto), Aosta al sesto posto, in crescita rispetto al nono del 2013 e Milano, che rappresenta la Lombardia pronta alla sfida di Expo 2015.

Non c'è discesa senza salita! E non c'è spettacolo senza fatica. Nello scenario incantato delle Dolomiti, una discesa in Mountain Bike che mette i brividi solo a guardarla (provare per credere!!).

Patrimonio UNESCO dal 2009, le Dolomiti rappresentano una delle mete paesaggistiche più amate al mondo. C'è chi le visita per ritemprarsi, chi per regalarsi qualche giorno di benessere e di sport (in estate o in inverno). E poi c'è chi ha eletto le Dolomiti come luogo privilegiato per qualcosa di veramente estremo: una discesa in Mountain Bike che mette i brividi. Ci vuole coraggio, anche solo a salire con la bici in spalla! Guardate un po'!

 

 

Allora, che ne dite? Non vi sembra abbastanza estremo? Se non volete arrivare a tanto, sappiate che lo sport sulle Dolomiti è aperto a tutti, anche a chi non è abbastanza "folle" come i protagonisti del video. In estate si può approfittare dei tanti sentieri, tutti perfettamente segnalati e con vari livelli di difficoltà, mentre in inverno sono le piste da sci le regine incontrastate. Anche in questo, non bisogna essere già dei campioni affermati; l'offerta è ampia e si rivolge ai principianti così come agli sciatori esperti! Se, invece, siete pigri come il sottoscritto, potete sempre approfittarne per rilassarvi in uno dei tanti rifugi e per assaggiare l'ottima gastronomia della zona. Sulle Dolomiti ce n'è davvero per tutti i gusti!

 

Viaggiare in maniera ecosostenibile vuol dire avere un basso impatto ambientale. E questo grazie a un po’ di pazienza, pochi soldi e zaino in spalla. Alcune di queste mete che vi proponiamo sono difficili da raggiungere, altre invece facilmente replicabili.

In compagnia o da soli, l'importante è che lasciate decidere al vostro intuito, perché ognuna di queste destinazioni racchiude in sé un potenziale attrattivo e turistico di particolare interesse, come scoprirete lasciandovi attrarre dal fascino dei viaggi green.

 

 

In transumanza dalla Val di Fiemme all’Adriatico

C’è ancora chi ama seguire gli antichi percorsi dei pastori e dei loro greggi. Cime del Lusia, Pozza di Fassa, Cavalese, la Valsugana, poi Colli Asolani, il Piave e il Livenza. E la risalita, verso San Martino di Castrozza e il Passo Rolle: avete solo che da provare, magari in tiepide settimane primaverili, e lasciarvi affascinare da colli e montagne sparsi per lo Stivale.

 

Croazia in kayak

Partenza da Krk e di lì Prvic, Goli Otok. Mare cristallino, costa rocciosa, condizioni atmosferiche impegnative, pioggia e vento. Assenza di acqua dolce e impatto con la natura davvero vertiginoso. Ma una volta approdati sulla costa la frittura di pesce avrà tutto un altro gusto.

 

Appennino in bici

Emilia Romagna, Abruzzo e Molise sono regioni da non sottovalutare, percorrendo le strade degli antichi “tratturi”. Tappe obbligate: l’antica città romana di Sepino e Matera, che vi suggeriamo come fine del percorso.

 

Antiche vie della seta verso Venezia, a piedi

Chi l’ha detto che il pellegrinaggio è solo verso Santago de Compostela? In Italia per esempio ci sono diversi sentieri, la Via Francigena, quella Romea di Stade, la Julia Augusta. Un percorso molto suggestivo è quello che parte da Tarvisio, al confine con l’Austria, e arriva a Venezia. I numeri? 260 chilometri per dieci giorni di cammino circa, ripercorrendo i sentieri della storia.