Dallo stadio alla spiaggia, dal palco alla barca. Cambia la location ma non la sostanza: le copertine restano terre di conquista dei VIP. Dai primi raggi di sole in avanti l’obiettivo dei paparazzi si sposta nelle più gettonate località di vacanza dei volti famosi. Calciatori, attrici, veline, ma anche politici, imprenditori e cantanti. Piaccia o meno, il connubio campione-velina resta ai vertici delle virtuali classifiche d’interesse.

Occhi puntati su Formentera, da poco scelta da Bobo Vieri - un habitué della splendida isola delle Baleari - per festeggiare i suoi 40 anni. Check-in a Formentera anche per la coppia più con seguita dell’estate, quella formata da Belen Rodriguez e Stefano De Martino che hanno scelto il mare delle Baleari per il ‘debutto’ mondano del piccolo Santiago. Da un neo bebè ad un matrimonio sempre più vicino, anche Kevin-Prince Boateng ha scelto Formentera per qualche giorno di mare con la fidanzata Melissa Satta prima di presentarsi al ritiro precampionato del suo Milan. Avvistati sulla spiaggia di Es Pujols anche l’ex velina Federica Nargi e Alessandro Matri, attaccante della Juventus.

 

 

Tornando al giramondo Vieri, chissà che una volta calato il sipario sulle Baleari l’ex centravanti della Nazionale non decida di volare Oltreoceano per raggiungere Miami. South Beach, infatti, è sempre stata una tappa fissa del bomber assieme agli illustri compagni di divertimento Lapo Elkann, Filippo Inzaghi, Paolo Maldini e Teo Mammucari. Radar sintonizzato anche su Mario Balotelli. Estate doubleface per la stravagante stella del Milan: prima assieme alla fidanzata Fanny Neguesha (il calciatore ha postato su twitter alcune foto dei due sul Lago di San Genesio), poi in versione ‘single’ protagonista di notti movimentate a Mykonos  dove è stato immortalato alla discoteca Cavo Paradiso col famoso dj Steve Aoki.

Ma c’è anche chi non ha dimenticato le bellezze di casa nostra. Sull’evergreen Forte dei Marmi è caduta la scelta della futura mamma Michelle Hunziker col compagno Tomaso Trussardi, seguiti da Federica Panicucci, il marito Mario Fargetta e Barbara D’Urso. Passeggiate in bici sul famoso lungomare di Lucca anche per Alena Seredova, moglie di Gigi BuffonDall’Olimpico al Litorale romano, ha continuato a giocare in casa Francesco Totti, steso al sole di Sabaudia al fianco di Ilary Blasi prima di iniziare le fatiche in giallorosso. Dopo qualche giorno a Formentera (tanto per cambiare), Emma Marrone ha pensato di ospitare nel Salento l’attore Marco Bocci per spegnere sul nascere le voci di un flirt già in crisi. Tuffi all’Isola del Giglio per Ilaria D’Amico, desiderosa di ricaricare le pile in vista della nuova stagione. In yacht, di nuovo single, Elisabetta Canalis ha invece scelto l’eleganza di Capri.

PHOTO: © kikapress.com

A caccia di quartieri innovativi nel mondo. Ci sono luoghi, nelle principali città del mondo, dove musica, creatività, tendenze di moda, artisti e street art hanno dato un importante contributo alla ristrutturazione e al miglioramento delle città stesse.

Da Milano a Miami, vi portiamo in un viaggio alla scoperta dell'innovazione fatta urbanistica, con risultati spesso molto validi e che hanno incrementato anche l'attrattività turistica delle città prese in esame. Pronti a un viaggio... nel futuro? Partiamo!

 

 

Milano, Isola

Alla vigilia dell’Expo, il quartiere che più di tutti sta beneficiando di questa nuova virata positiva è sicuramente Isola, vicino alla stazione di Porta Garibaldi. Negozi vintage, botteghe artigiane e locali hipster e alla moda (come il Frida), oppure dei classici sempreverdi per gli amanti di serata condita da musica jazz, come il Blue Note. Si trova dietro la torre Unicredit (il grattacielo più alto d’Italia) e l’avveniristica quanto bella piazza Gae Aulenti.

 

Amsterdam, Noord

Un classico della riconversione: spazi industriali riconvertiti in quartieri culturali in mezzo a villaggi rurali come Nieuwendam, adatti per gite in bici. Qui è stato appena aperto il Museo del Cinema e spazi di co working per creativi, oltre a una pista per skater al coperto. Dulcis in fundo, MTV ha appena trasferito i suoi uffici qui. I locali al top? Il caffè Noorderlicht, sotto una cupola trasparente, e l’IJ-Kantine, brasserie con terrazza vista fiume.

 

Miami, Wynwood

Laboratori, negozi di artigianato, spazi multifunzionali. Questo quartiere si trova nel Midtown, verso la 25esima strada ed è un vero e proprio incubatore di creatività. E poi, a renderla un museo a cielo aperto, sono le opere di street art di Obey e Banksy. Un aperitivo tra i bar è d’obbligo. Tra i migliori, il Panther, per skaters e mercanti d'arte, il Del Toro, e la pizzeria Joey's.

 

Parigi. Butte-Aux-Caille

Pensavate che il quartiere Bohèmien della Capitale Francese fosse Montmartre? Siete un po’ indietro con i tempi. Si trova nel 13° arrondissement e lo contraddistinguono casette a un piano, strade dai vicoletti stretti e un’inconfondibile aria da piccolo villaggio. Fanno il resto atelier di pittori e bistrot.

C’è chi pensa che le vacanze siano sinonimo di riposo, e chi ritiene invece che sia il momento giusto per divertirsi senza limiti. Tante le mete che si prestano a questa richiesta, e tanti i modi di vivere le proprie vacanze all’insegna della goliardia più sfrenata. Miami e Ibiza sono le regine della notte (e anche del giorno, a quanto pare!) ma sono in ottima compagnia... che ne dite di fare un salto a Londra o, perché no, a Mosca!?

Quando si pensa al divertimento, si pensa alle discoteche. La discoteca è infatti il luogo del cosiddetto sballo per antonomasia, dove si può ballare, bere e fare qualche conquista (che magari dura l’arco di una notte). Sembra, però, che il concetto di discoteca fine a se stesso a volte non basti: si cercano serate sempre più alternative e che permettano di vivere la notte al limite. A soddisfare la voglia di ballare non solo fino alle prime luci del mattino, ma oltre, sono le discoteche aperte fino a tarda mattinata, se non primo pomeriggio. Bisogna considerare che la legislazione attuale non consente di prolungare l’apertura dei locali oltre un certo orario. Ci sono, però, le dovute eccezioni.

 

 

In discoteca sì, e non solo di notte

Miami, si sa, è una delle patrie del divertimento in America, e ha una scelta di locali molto ampia. Cosa rende la discoteca Space diversa dalle altre? La sua particolarità sta nel fatto che i ragazzi possono entrare per iniziare la loro serata… alle sei del mattino! Può dunque capitare che tu sia appena uscito dal locale dopo una serata di bagordi, e veda sfilare ragazzi che ancora devono dare il via alle danze, che continueranno fino al pomeriggio.

Questo è quanto succede anche all’omonimo Space di Ibiza, altra città rinomata per la presenza di vacanzieri molto giovani e molto dediti alla sacra arte della vita notturna. Anche qui è seguita una regola diversa da quelle delle discoteche tradizionali: pur organizzando ugualmente eventi notturni, anche questo locale ha la peculiarità di aprire all’alba quando gli altri club stanno chiudendo.

Londra è una delle città europee più famose, cosmopolite, trendy e all’avanguardia d’Europa e del mondo ormai da anni, e non poteva mancare all’appello dei posti che offrono divertimento no stop. Il Fabric, una delle discoteche più conosciute della città, spinge agli estremi questa tendenza. Il locale possiede infatti una licenza che gli permette di rimanere aperto 24 ore su 24, proponendo una nutrita serie di attività molto diverse tra loro, che possono dunque rispondere ai molteplici gusti di un ampio pubblico.

 

Dopo la discoteca... caffè. E a tutte le ore!

Discoteche che non chiudono mai, ma anche locali di diverso tipo che seguono la stessa filosofia. Il Bar 30/7 di Mosca è un posto molto elegante e di tendenza per i moscoviti che si trova proprio al centro della città: anche se non si tratta propriamente di una discoteca, dunque, anche lui segue la linea del "24/24H".

Anche l’Egitto si mostra all’avanguardia – e stakanovista – in questo senso: il Fishawi è una delle più vecchie e famose coffee house del Cairo, e insieme all’Harris Café, è aperto 24 ore su 24 per permettere a tutti e a qualunque ora di gustare il tipico caffè egiziano.

Finalmente!!! È stata questa la prima reazione composta, seguita a una serie di urla, quando ho saputo che sarei andato per la prima volta negli Stati Uniti. Ero tra i fortunati che si erano aggiudicati una borsa di studio INPDAP e avrei vissuto per due mesi in Florida, a Fort Lauderdale. La preparazione è stata lunga: passaporto ce l’ho, documenti ok, visti non servono.

 

Descrizione del viaggio

Ci siamo,finalmente si parte! È il 3 settembre e il volo, prenotato dal tour operator che ha organizzato il tutto, non è dei più veloci: Napoli – Monaco di Baviera, Monaco di Baviera – Charlotte, Charlotte – Fort Lauderdale. In tutto più di 18 ore sbatacchiato tra aerei e aeroporti, prima di arrivare (e per fortuna che ho conosciuto un ragazzo italiano che aveva una pizzeria a Odessa, a nord di Tampa, che mi ha fatto da guida)! Arrivo a Fort Lauderdale in una serata molto umida (mi sono poi reso conto che non era poi così umida, lì a due passi dai Caraibi). Il transfer mi accompagna dalla mia host family e inizio rendermi conto che, per due mesi, sarò dall’altra parte dell’Atlantico, in un paese sempre sognato ma mai realmente messo a fuoco.

Non voglio annoiarvi con il racconto completo dei miei due mesi americani. Due mesi durante i quali ho frequentato un corso di inglese presso la TLA di Fort Lauderdale e ho fatto una specie di tirocinio al South Florida Business Journal. Ma anche due mesi che mi hanno permesso di girare la Florida in lungo e in largo e di fare una puntatina alle Bahamas: proprio su questi viaggi nel viaggio si concentrerà da ora in poi questo diario.

 

Fort Lauderdale

È stata casa mia, anche se solo per due mesi. Una città molto americana, sotto tutti i punti di vista. Downtown con i grattacieli e zone residenziali con tante casette una accanto all’altro, a formare geometrici isolati. Una località di vacanza, anche se frequentata soprattutto dagli stessi turisti americani, e con una buona scelta di locali dove andare la sera. La cosa più bella, ovviamente, è la spiaggia. Meglio, la possibilità di andare in spiaggia tutto l’anno, tutti i giorni, appena usciti da scuola o dal lavoro. Con il rischio di beccarsi il più tipico temporale tropicale: dieci minuti, quindi al massimo, di pioggia e vento fortissimi, dopo di che tutto torna alla normalità e si può tranquillamente tornare in spiaggia. Ovviamente, non mancano gli italiani che vivono e lavorano lì: molti miei colleghi alloggiavano in un Motel i cui proprietari erano di Ischia e che alla prima occasione, capita la mia provenienza, mi hanno invitato a parlare in dialetto (ma mi mettevano anche alla prova per verificare i miglioramenti del mio inglese) e una delle pizzerie sulla strada principale, Las Olas Boulevard, era gestita da siciliani. Insomma, Fort Lauderdale non è il posto che consiglierei per andare in vacanza a chi ha poco tempo a disposizione, visto che a 40 chilometri c’è Miami, ma ha i suoi vantaggi per chi ci resta per un periodo più lungo.

 

Miami

Ci sono stato 6/7 volte in due mesi, ma sempre per poco tempo. L’atmosfera, però, la noti subito, soprattutto se sei in America da tre giorni e ti trovi catapultato a Miami nel giorno in cui c’è l’apertura della NFL con concerto gratuito di Puff Daddy sulla spiaggia: macchine enormi e super luccicanti, limousine e Hummer sono praticamente ovunque sulla Ocean Drive, la strada più famosa della città che costeggia la spiaggia e sulla quale si affacciano i locali. Quella di South Beach è una zona glitterata a cui fanno da contraltare le aree interne, buie e in cui qualche brivido sale, come quando ci siamo trovati a prendere l’autobus della mitica Greyhound alle cinque del mattino: non succede niente, però un po’ di “ansia” è giustificata. Ah, a proposito di spiaggia. La spiaggia di Miami è “finta”, interamente artificiale. Quando te lo dicono la prima volta fa strano: una delle località di vacanza più famose al mondo in realtà non “dovrebbe” esistere! 

 

Key West

Se si è in Florida vale davvero la pena di fare un salto a Key West. Già il viaggio è affascinante: una strada, la US1, intermante affacciata sul mare e costituita da una infinita serie di ponti che collegano le varie isole, le Keys appunto. Una volta arrivati, la prima tappa con relativa foto ricordo è d’obbligo: il Southermost Point, ovvero il punto più a sud degli Stati Uniti continentali nonché il punto più vicino a Cuba, che dista 90 miglia circa. Per gli appassionati di letteratura, da non perdere anche un salto alla casa museo di Hemingway mentre. A tutti invece consiglio di andare a vedere il tramonto al largo: organizzano delle uscite in barca a vela di qualche ora e al porto si possono facilmente trovare informazioni. Prima di salpare, vi invitano a comprare da bere (alcolici soprattutto) e poi si parte al ritmo delle canzoni dei pirati. È divertente ma soprattutto il tramonto è di quelli che non si vedono spesso (si dice sia il più bello del mondo, ma non mi spingerei così in là).

 

Orlando

Altro giro, altra corsa. Parlare di Orlando è parlare dei parchi Disney. Tra le varie possibilità io e il mio gruppo di neo amici abbiamo scelto di tornare bambini e di andare a Magic Kingdom, il più disneyano, quello dove si incontra davvero Topolino e dove ci si fanno le foto con il magico castello alle spalle. Prima di arrivare al parco, però, merita una menzione il mezzo di trasporto: un furgone bianco da 12 persone che in Italia nessuno di noi avrebbe potuto guidare, preso a noleggio da un’agenzia gestita da un losco tizio sudamericano (l’unico che ci affittava la macchina senza bisogno della carta di credito, un condizione essenziale negli Stati Uniti). Tutto sommato è andata bene, visto che ci ha anche fermato la polizia e l’ansia da telefilm è scattata subito. Dicevo dei parchi: Magic Kingdom è per bambini, le giostre sono per bambini, i negozi sono per bambini. Tutto è per bambini, eppure se tornassi indietro rifarei la stessa scelta perché è lì che sembra davvero di vivere in un fumetto o in un cartone animato, anche se non ci sono le giostre “per grandi”. Il momento più bello, a costo di sembrare troppo romantico (dopo il tramonto a Key West il rischio è alto) arriva però la sera, quando partono i fuochi d’artificio: lo spettacolo pirotecnico più bello che io abbia mai visto, forse anche per merito del Castello delle fiabe che fa da sfondo!

 

Bahamas

Se vai in Florida, vai alle Bahamas. Soprattutto se ci stai due mesi come è successo a me. La mini crociera di due giorni è un ottimo modo per “timbrare” il passaporto e toccare con mano le spiagge caraibiche. In realtà delle Bahamas ho visto ben poco: siamo partiti dal porto di Fort Lauderdale, all’arrivo un autista ci ha portato al villaggio incluso nel pacchetto, dal quale siamo usciti solo per tornare al porto e riprendere la nave. Tre cose, però, meritano un cenno. Innanzitutto la guida e le auto: alle Bahamas il volante è a sinistra, come da noi, però si guida tenendo la sinistra, come nel Regno Unito. Il motivo è semplice e mi è stato spiegato nella sua banalità dall’autista: le regole sono quelle inglesi, perché le Bahamas sono un’ex colonia britannica, ma le auto sono importate dagli Stati Uniti. Cambiare regole no? La seconda cosa sono le spiagge: bianche, enormi, assolate. Bellissime (ma non le più belle che abbia visto durante questi due mesi). La terza cosa è infine la sorpresa di mangiare la pizza cotta nel forno a legna e preparata da un pizzaiolo delle Bahamas alle tre del mattino. Dovunque si va, ci si sente a casa!

 

Daytona Beach e Tampa

Tre giorni in giro, da sud a nord, da est a ovest. Dopo una notte passata in discoteca a Coconut Groove, Miami, siamo partiti verso Cape Canaveral (tralasciamo, la visita va anche fatta ma è di una noia quasi mortale, a meno che non siate veri appassionati). Da Cape Canaveral, sempre in direzione nord ecco Daytona Beach, famosa per la sua vita notturna. Già pregustavamo una grande serata quando ci siamo resi conto che in città non era rimasta una camera libera. Colpa dei Bikers, arrivati in massa per la Biketoberfest, appuntamento clou della città di Daytona Beach. Giusto il tempo di fare un salto al cinodromo e ci siamo rimessi in macchina fino ad Orlando. Insomma, a mente fredda una giornata buttata al vento! Ci siamo ripresi il secondo giorno: da Orlando a Tampa: albergo con piscina, visita a Downtown e splendida serata a Ybor City, una cittadina molto europea, a pochi chilometri da Tampa, piena zeppa di locali. Una città del divertimento, una Riccione d’oltreoceano, ma con il vantaggio di essere a migliaia di chilometri da casa che ti fa sentire molto più libero. Ma la sorpresa più bella doveva ancora arrivare: non potevamo perderci un tuffo nel Golfo del Messico. Senza sapere dove andare ci siamo lasciati condurre dalla strada e siamo sbucati a Indian Rocks Beach: la spiaggia più bella che io abbia mai visto!!! Bianca, incontaminata, quasi deserta. Una sensazione di libertà e di pace che difficilmente si riesce a provare. Il volto nascosto della Florida, la faccia che si nasconde dietro la caotica Miami: più difficile da scoprire ma per questo ancora più entusiasmante.

Se c'è una cosa a cui non si può proprio rinunciare a Miami, è una partita a Beach Volley! Il perché ve lo spiega questo video ... molto meglio di mille parole!!

Facciamo un esperimento. A cosa pensate se diciamo South Beach, Miami? Mentre aspettiamo le vostre risposte, proviamo a immaginarne qualcuna: sole tutto l'anno, divertimento notturno senza freni, Springbreak! Forse qualcuno di voi avrà pensato anche all'Art Decò. A noi viene in mente una partita di beach volley! Qualcosa a cui non si può rinunciare! Ecco perché ...

 

 

Diciamo la verità. A tutti, guardando questo video, viene voglia di scappare e di stendersi al sole sulla spiaggia di Miami. La città è più variegata di quanto si possa pensare, un vero meltin' pot di culture diverse che convivono e talvolta si scontrano. La zona di South Beach è solo la parte più famosa, la "punta dell'iceberg" di una città in continuo movimento! Chi visita Miami non può farne a meno: la spiaggia e l'oceano sono troppo invitanti. Appena potete, seguite il vostro istinto: partite per Miami e andate alla scoperta di questa affascinante metropoli tropicale!!

 

Campo base a Washington, breve puntata di tre giorni ad Orlando, discesa in macchina lungo la Florida fino a Key West, riposino di 6 giorni a Miami e fuochi d'artificio finali sul Potomac per l'Indipendence Day.

 

Numero Viaggiatori: 3

Data di partenza: 16/06/2011

Durata: gg 20

Luoghi: Key West, Miami, Orlando, Washington

 

Descrizione del viaggio:

A Washington c'è un nipotino in arrivo! Quale migliore occasione per fare una capatina negli States? Peraltro ad Orlando hanno appena aperto la sezione dedicata a Harry Potter nel parco Isle of Adventures della Universal, e con una macchina in affitto si potrebbe fare quel giretto della Florida che meditavamo da tempo. Certo, il periodo non è l'ideale per i voli aerei, visto che tra la fine di giugno e la metà di luglio in Florida si scatenano gli uragani, ma con un pochino di ottimismo e di "buena suerte" siamo riusciti a fare il nostro viaggio senza troppi inconvenienti.

In fondo l'uragano che oscurava il golfo del Messico mentre discendevamo verso Key West è stato così buono da dirigersi altrove, ad Orlando il tempo è stato magnifico e Miami è bella con qualsiasi tempo, anche con i temporali che si scatenano a suono di folgori sulla baia. Sulle strade americane sembra di vivere in un riassunto dei film più famosi, mentre ti passano accanto TIR giganteschi, frotte di Harley e MobilHome gigantesche trainate da macchine altrettanto lunghe.

Inoltre non bisogna di certo avere paura di morire di fame: si mangia bene nei piccoli ristoranti dei camionisti o nei grandi centri commerciali, anche se l'hamburger migliore l'abbiamo trovato a Miami da Burger & Beer, dove chiunque può comporlo in base ai propri gusti e al proprio appetito. Non portatevi troppe cose, meglio viaggiare "leggeri", anche perché sicuramente troverete sul vostro cammino qualche outlet con prezzi stracciati che rimpolperà il vostro bagaglio.

Infine non si può non visitare Washington prima di ripartire, soprattutto per festeggiare il nipotino nel frattempo arrivato con i fantastici fuochi del 4 luglio davanti al Capitol! Buon viaggio!