Riccione, Forte dei Marmi, Salento? Due giovani torinesi quest’anno hanno deciso di trascorrere le loro vacanze in modo tutt’altro che ordinario scegliendo di organizzare un tour in Molise.

 

 

Ebbene si, a discapito delle mete più gettonate di questa calda estate 2015, Maria Clara Restivo e Giulia Rabozzi, hanno deciso di scoprire le bellezze del Molise.

Perchè? Semplicemente perchè il Molise non esiste! Una regione dall’estensione irrisoria, senza grandi pretese, ma con paesaggi e una storia tutta da scoprire, ma soprattutto da raccontare. Ed è proprio questo l’obiettivo delle ragazze, raccontarla a modo loro, osservando anche i minimi dettagli, valorizzando gli scorci più preziosi.

Così le due giovani ragazze sono partite ieri per raccontare questa regione di passaggio, percorrendo i tratturi nel cuore della terra brulla estiva, i sentieri della transumanza, incontrando la popolazione locale e conoscendone al meglio la loro quotidianità.

Tutto ovviamente a piedi, perchè “è l’unico ritmo in grado di accordarsi con i battiti di chi abita in quei luoghi”, il modo primordiale per soffermarsi ad ammirare un tramonto inaspettato o per fermarsi ad assaggiare uno di quei piatti tipici che costituiscono la cultura immateriale della regione.

Il tour molisano è iniziato da Isernia e conta di raggiungere tutti quei centri abitati più caratteristici grazie all’organizzazione di un percorso di tipo circolare che le porterà fino a Campobasso all’incirca fra un mese.

Per realizzare tutto questo ci è voluto tanto coraggio ed il sostegno volontario da parte di alcuni utenti che attraverso il sito web FuoriRotta sono venuti a conoscenza del Progetto “Due passi in Molise” racimolando 700 euro, con l’aggiunta dell’ospitalità da parte della popolazione molisana che offrirà un posto dove dormire o un pranzo alle due giovani turiste.

Per chi fosse interessato a seguire le ragazze in questa coinvolgente iniziativa basta un click alla loro pagina Facebook, partecipando interattivamente a questa avventura alla scoperta della regione che non c’è.

Il fascino della lentezza e di un treno che scorre piano. Questo è quello che in queste giornate di primavera molti vogliono riscoprire. E non serve poi andare troppo lontano per scoprire itinerari che sanno di altri tempi.

Stiamo parlando dei percorsi sulle ferrovie storiche d'Italia, che hanno davvero un fascino unico, frutto di un recupero storico-industriale di opere d'altri tempi. Sono ferrovie dismesse per i trasporti ordinari, ma rivalutate a fini turistici. Vediamo quali, e ammiriamo il loro fascino.

 

 

Ferrovia della Val D’Orcia, Toscana

È stata chiusa nel 1994 e riaperta appena due anni dopo l’alta vocazione turistica. Si trova a soli due chilometri dalla stazione di Asciano ed è un tuffo nella Val d’Orcia. Si parte dalle note Crete Senesi, con l’Abbazia di Monteoliveto Maggiore, con l’incantevole chiostro e gli affreschi di Luca Signorelli (lo stesso artista del Duomo di Orvieto), con le Storie di San Benedetto.

Il percorso poi prosegue per il Monte Amiata fino ad arrivare a Castiglion d’Orcia. Le tariffe (con partenza da Siena), sono 32 euro per gli adulti e 3 per i bambini fino a 10 anni.  Info su: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.

 

Ferrovia Palazzolo-Paratico-Sarnico, Lombardia

Il tratto corre staccato ma parallelo alla linea Bergamo-Brescia, e costeggia il fiume Oglio per giungere alla riva meridionale del Lago d’Iseo. Il percorso è anche chiamato “Tratto Blu”, per la presenza del fiume e la vegetazione cui da luogo. Gran parte del paesaggio che potrete vedere dal vostro finestrino è costeggiata dai vigneti di produzione del noto Franciacorta, dove spicca qua e là qualche architettura di rilievo, come la residenza nobiliare di Castel Montecchio.

Il tratto è lungo circa 10 chilometri, e prima di giungere al capolinea passa per l’elegante Borgo di Fosio, per arrivare a Paratico e Sarnico. La prima, una moderna cittadina affacciata sul lago d’Iseo, la seconda un borghetto medievale arroccato sulle sue stradine. Per prenotazioni: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.

 

Ferrovia Sulmona-Isernia, Abruzzo-Molise

È anche chiamata “La Transiberiana d’Italia”, per il suo camminare ad alta quota e, in inverno, tra paesaggi innevati. Il percorso attraversa ben due Parchi nazionali (Abruzzo, Lazio e Molise e Majella) e le Riserve naturali del Monte di Mezzo e del Monte Genzana, ma non mancano i borghi storici.

Tra questi, ricordiamo Sulmona, famosa per i confetti e per aver dato i suoi natali ad Ovidio, ma anche Pettorano sul Gizio, Pescocostanzo e Pescolanciano, oltre che Isernia, città di partenza. Il biglietto, costa 35 euro per gli adulti e 20 per i bambini fino a 12 anni ed include degustazioni di prodotti tipici. Prenotazioni su Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo..

Diciamoci la verità: la storia del Molise che non esiste è vecchia come l'uovo di Colombo. Tra link di Facebook o intere pagine, articoli più o meno seri e boutade per fare arrabbiare i nostri amici di Isernia e Campobasso, si è diffuso il mito del Molise come terra sconosciuta, lontana dai flussi turistici o anche semplicemente di passaggio, uno scherzo dal gusto un po' amaro, perché ci nasconde qualcosa di incredibile.

Il Molise non solo esiste, ma è una terra che merita di essere scoperta, visitata e apprezzata per la vastità di offerta naturale, culturale e (dettaglio non trascurabile) enogastronomica. Dalla produzione millenaria delle campane di Agnone ai magnifici prodotti caseari di Bojano, passando per il mare di Termoli e le montagne del Parco Nazionale di Abruzzo, Lazio e Molise, questa piccolissima regione incastonata tra l'Abruzzo, il Lazio, la Puglia e la Campania offre davvero tante possibilità per un turista curioso, attento ai dettagli, e possibilmente senza pregiudizi di esistenza o meno del luogo nel quale si trova.

Noi di Vita da Turista, che al Molise teniamo in egual misura che a tutte le destinazioni delle quali vi parliamo nei nostri articoli, vogliamo invitarvi in un piccolo tour alla scoperta dei luoghi più belli della bistrattata terra di Celestino V e Antonio Di Pietro, giusto per citare due personaggi che rientrano a pieno titolo nelle conoscenze collettive dell'italiano standard. 

 

 

Santuario della Madonna Addolorata di Castelpetroso

Completato solo nel 1975, questo magnifico edificio in stile neogotico venne costruito in onore di Maria Santissima dell'Addolorata, la Vergine che comparve a due pastorelle, Fabiana Cicchino e Serafina Valentino, il 22 marzo 1888. La costruzione del santuario iniziò due anni dopo le prime apparizioni, mentre Paolo VI dichiarò Maria Santissima dell'Addolorata di Castelpetroso come patrona del Molise solo nel 1973. Elevato alla dignità di Basilica minore, il Santuario è meta di pellegrinaggio da tutto il Molise e non solo.

 

La stazione sciistica di Campitello Matese

Piccola frazione del comune di San Massimo, Campitello Matese si trova a oltre 1.400 metri sul livello del mare, il che la rende una località "alpina" a tutti gli effetti. Con oltre 40 chilometri di piste, impianti di risalita e montagne che superano i duemila metri, può essere considerata tra le località più adatte allo sci e agli sport invernali dell'Appennino centrale.

 

La processione della "Ndocciata" di Agnone

Il Molise è una terra ricca di devozione popolare, religiosa e legata alle tradizioni. Per questo non deve stupire che l'appuntamento con la Ndocciata, che si tiene ogni anno alla Vigilia di Natale ad Agnone, la città delle campane, sia particolarmente frequentata. Numerose persone sfilano lungo le strade della città agitando grandi torce ricavate dai tronchi di abete, in una tradizione che risale ai culti romani.

 

L'origine paleolitica di Isernia

Alzi la mano chi sa che Isernia, e la zona circostante, fu uno dei primi insediamenti stabili della storia europea. Qui, circa 700.000 anni fa, nacque una prima comunità, che divenne città circa 25 secoli fa, per poi essere dominata dai romani, distrutta dai saraceni e ricostruita dai Longobardi e da Federico II di Svevia. Ricchissima in monumenti particolari, come la Fontana Fraterna, Isernia è un museo a cielo aperto, ricco di storia e testimonianze da scoprire e apprezzare.

 

 

I Misteri di Campobasso

Similmente a quanto accade in diverse parti d'Italia (ma soprattutto in Spagna), anche a Campobasso la Settimana Santa è ricca di eventi religiosi spesso spettacolari, come nel caso dei Misteri. Nati probabilmente alla fine del Seicento, si tratta di una processione che si tiene per le strade della città, con personaggi che incarnano santi, angeli e demoni, in una sorta di rappresentazione di grande impatto scenico che porta ogni anno molte persone a Campobasso.