L'iniziativa promossa dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali (MIBAC) di aprire gratuitamente tutti i musei pubblici ogni prima domenica del mese ha riscosso, anche nel primo appuntamento di questo 2015, una partecipazione davvero sostenuta, segno vivo che gli italiani non hanno perso il contatto con il mondo culturale, e anzi approfittano quando possono di queste iniziative. Non è un caso, infatti, che alcune recenti statistiche hanno visto i nostri concittadini aumentare - pur a fronte dei problemi economici generati dalla crisi - la spesa per musei, mostre e teatri, con un positivo indotto per il mondo museale.

Complice anche il periodo festivo, l'apertura di musei e monumenti gratuita ha fatto registrare lunghe code e partecipazioni ben superiori alle attese. Dal Ministero, infatti, hanno diffuso dati piuttosto incoraggianti: a Pompei, il sito archeologico più grande d'Italia, nella sola mattinata di ieri si sono registrati più di 10.000 ingressi, insieme ai 2.700 di Ercolano. A Firenze, nelle sette strutture aderenti all'iniziativa (Uffizi, Galleria dell'Accademia, Museo del Bargello, Galleria Palatina, Giardino di Boboli, Cappelle medicee e Palazzo Davanzati), si sono avuti nelle prime ore della giornata 20.500 ingressi.

 

 

Ottimo anche il riscontro nelle altre città, come ad esempio Torino, dove il Polo Reale, che include Palazzo Reale, Museo Archeologico, Biblioteca Reale e Galleria Sabauda ha registrato ben 3.000 ingressi, una cifra di gran lunga superiore alla media stagionale e del periodo. A Roma, culla della cultura nazionale, l'apertura straordinaria (che proseguirà, pur in forma diversa, anche oggi e domani, giorno dell'Epifania) ha riguardato Colosseo, Foro Romano, Palazzo Barberini, Galleria Borghese, Pantheon e altri ancora.

Il ministro Dario Franceschini ha espresso grande soddisfazione per i risultati di partecipazione pubblica, ringraziando anche Papa Francesco che, nel corso dell'Angelus domenicale di ieri, aveva invitato le decine di migliaia di fedeli presenti ad "approfittare della bella giornata per visitare i musei".

Tra tutti i musei d’Europa, che sono davvero tantissimi e prestigiosi, a vincere il premio Emya 2015 è stato il Rijksmuseum di Amsterdam. Il premio, nato nel 1977, nel corso della sua storia ha sempre premiato in particolar modo i musei più innovativi, e quest’anno ha trovato particolarmente innovativa la nuova struttura del museo olandese. Una struttura che è frutto di lavori di ristrutturazione durati dieci anni, ma che a quanto pare hanno dato i loro ottimi risultati. La nuova costruzione è infatti stata particolarmente elogiata dalla giuria grazie al suo un restauro rispettoso degli ambienti, all’introduzione di un ampio ingresso per gestire meglio le file di turisti e alla creazione di un passaggio per le biciclette a livello della piazza Museumplein

 

 

Il Rijksmuseum, tuttavia, non è meritevole solo da un punto di vista puramente architettonico, in quanto la sua è una delle maggiori collezioni artistiche del Paese e, in generale, d’Europa. Sono infatti conservate qui numerosissime opere del periodo d'oro dell'arte fiamminga, tra cui capolavori quali la Ronda di notte di Rembrandt o la Lattaia di Jan Vermeer. Altrettanto nutrite le sezioni dedicate agli impressionisti francesi, all’arte orientale e ai grandi pittori italiani e spagnoli (solo per indicare le principali).

Il museo con la sua nuova forma votata alla funzionalità e alla migliore fruibilità delle opere d’arte è, dunque, ancora di più da vedere se ci si trova ad Amsterdam.

Il Museo della Scienza e della Tecnica di Milano è uno degli impianti museali più visitati in città. È un luogo dove la conoscenza è interattiva e divertente, adatto ai bambini, ai ragazzi in gita scolastica e agli adulti che vogliono riscoprirsi di volta in volta inventori, esploratori, scienziati. A partire dal 29 ottobre i visitatori del Museo avranno un'opportunità in più e potranno dedicarsi all'astronomia! Verrà infatti inaugurata la nuova ala del museo dedicata a "Spazio e astronomia" che, secondo il direttore Fiorenzo Galli, "è parte integrante della nostra missione di raccontare le frontiere della ricerca e della tecnologia".

La principale attrazione di questa parte della struttura, la cui realizzazione è costata appena 400 mila euro grazie alla collaborazione e ai doni di importante aziende come Finmeccanica, Telespazio e Thales Alenia (tra i quali un pezzo di Vega, il missile-lanciatore che viene utilizzato per mettere in orbita satelliti e altre strutture di ricerca), sarà però una testimonianza dell'effettiva presenza dell'uomo nell'universo, ovvero un pezzo di Luna.

 

 

Non si tratta di una boutade a scopo commerciale, ma di un vero frammento lunare raccolto dalla missione dell'Apollo 17, che il Presidente degli Stati Uniti Richard Nixon donò al presidente italiano Giovanni Leone. Su questo frammento si è letteralmente scatenato il crowdfunding, che ha permesso di raccogliere una somma superiore ai 50.000 euro. I nomi di tutti i donatori saranno esposti sotto la teca di esposizione del frammento, come segno di riconoscenza.

Con questa nuova esposizione, di carattere permanente, il Museo della Scienza e della Tecnica di Milano entra a far parte di un complesso culturale mondiale, che include i musei di Tolosa, Washington, Parigi e Londra, i quali ospitano anch'essi mostre semipermanenti o permanenti. Un ulteriore arricchimento dell'offerta turistica per la metropoli lombarda che sarà in grado di catalizzare sempre più l'attenzione dei visitatori dell'Expo 2015, in programma dal primo maggio al 30 ottobre del prossimo anno.

Vetrine, scaffali, reperti antichi, quadri da guardare e non toccare. Questo è, di solito, un museo. Di solito non vuol dire sempre perché in tutta Italia ci sono tanti musei in cui toccare non è vietato, anzi, è praticamente obbligatorio!

Niente più bambini che vengono trascinati a forza nelle sale museali. Basta con le scolaresche annoiate in cerca di qualcosa che non c'è. Qui le cose da fare non mancano, anzi sarete voi a dover trascinare via i bambini che non vorranno allontanarsi per niente al mondo.

E non importa dove abitate. Ci sono musei adatti ai più piccoli il tutta Italia e la maggior parte è facilmente raggiungibile. Toccare per credere

 

 

Museo Explora, Roma

Explora - Roma

In questo museo i bambini sono liberi di esplorare, di sperimentare e vestire i panni di diversi mestieri e mestieranti. Non mancano anche laboratori guidati di arti plastiche. La visita dura solo un’ora e quarantacinque minuti, un motivo in più per andare! (www.mdbr.it)

 

InfiniTo, Torino

InfiniTo - Torino

Quattro piani di museo per un viaggio nello spazio, con tanto di nebulose, pianeti del sistema solare e astronauti. Da non perdere le proiezioni della volta celeste e tanti eventi e appuntamenti da non perdere. Siamo sicuri che divertirà anche voi! (www.planetarioditorino.it)

 

Muse, Trento

Muse - Trento

Un museo di cultura locale, ma non solo. Questo museo racconta infatti la storia millenaria delle Dolomiti, concentrandosi sulla flora e sulla fauna che popolano queste montagne. Non stupitevi se dopo questa visita i vostri bambini da grandi vorranno fare le guardie forestali! (www.muse.it)

 

La città della Scienza, Napoli

Città della Scienza - Napoli

Quando la scienza ... diverte. Un posto che, nonostante l’incendio di qualche anno fa, non ha perso la voglia di fare, di sperimentare e di proseguire nel suo percorso didattico. Provare per credere. E per sostenere visto che il museo si sta risollevando pian piano. (www.cittadellascienza.it)

 

Hangar Bicocca, Milano

Hangar Bicocca - Milano

Un vecchio hangar progettato da una nota industria italiana e rivalutato per ospitare attività favolose e divertenti, per bambini e non. Con un occhio di riguardo all’arte, ovviamente, tanto che il museo è organizzato in modo di affinare il gusto estetico dei più piccoli. Tatto e vista la fanno da padroni!. E poi, ci si porta a casa sempre un piccolo ricordo dei lavori d'arte. (www.hangarbicocca.org)

 

Immaginario Scientifico, Trieste

Immaginario Scientifico - Trieste

Il museo più a est d’Italia, almeno per quanto ci riguarda. Uno staff in gamba e molto coinvolgente guida i più piccoli in un viaggio tra i principi della fisica e le scoperte scientifiche. Dalla turbina alle esplosioni, fino al planetario. Un tuffo nella scienza di circa un’ora. (www.immaginarioscientifico.it)

La paura è uno dei sentimenti più radicati nel profondo dell’animo umano, ma allo stesso tempo esercita un fascino indiscusso fascino, fa provare la necessità del brivido. Partiamo da qui per spiegare il perché esistano tanti "musei dell'orrore", strutture che fanno del timore e dell’inquietudine il loro punto di forza; la paura diventa così il fil rouge che lega tra loro una nutrita serie di musei distribuiti sul territorio italiano. 

 

 

I volti del male

Il nostro viaggio nel mondo dell’orrore in vetrina parte dal nord del paese, a Torino, dove c’è  il Museo di Antropologia Criminale "Cesare Lombroso". Lombroso è ricordato per aver affermato la teoria in base alla quale ad un determinato bagaglio genetico può corrispondere una maggiore o minore attitudine alla criminalità. Ecco giustificato il corpo delle collezioni, estremamente variegato: disegni, fotografie, corpi di reato. Tutto riguardante gli internati nei manicomi e i carcerati.

Unico nel suo genere, famoso anche a livello internazionale, il Museo dei Serial Killer di Firenze. Ad essere messo in mostra è l’aspetto più perverso, pauroso e inspiegabile della natura umana. Il percorso inizia da un passato lontanissimo e attraversa alcune delle figure che sono entrate in una dimensione (paradossalmente) mitica, anche grazie alla rappresentazione che ne è stata data dal cinema e dalla letteratura: troviamo così loschi figuri come Jack Lo Squartatore e Ed Gein, quest’ultimo ispiratore di film come Psycho, Il silenzio degli innocenti e Non aprite quella porta. 

 

C'è chi si conserva per sempre...

Proseguendo verso sud, arriviamo in provincia di Terni, dove è stato aperto il Museo delle Mummie. Ed è stato aperto, indovinate un po’, sotto la chiesa di Santo Stefano: verrebbe quasi da dire che si tratta di un curioso mix di sacro e profano. Qui sono esposti corpi la cui mummificazione è avvenuta ad opera di particolari microrganismi contenuti nel terreno e grazie alle condizioni di temperatura e umidità del luogo. Fenomeno, dunque, del tutto naturale. Viene da chiedersi, però, quante persone vanno a visitare questo museo per interesse medico e quante perché le mummie portano immediatamente in Egitto, al tempo delle piramidi e ai più conosciuti film horror di tutti i tempi.

 

Credenze e mistero

Legato, peraltro, anche al mondo del folklore è la Casa Museo del Tarantismo in provincia di Lecce. Il tarantismo è un fenomeno ottocentesco, una sorta di isteria iperattiva che si pensava fosse causata dalla puntura di ragni. La cura era una frenetica danza a cui partecipava tutto il paese, una pratica che sembra quasi un esorcismo pagano. Il materiale esposto comprende filmati inediti, foto, documenti e pubblicazioni che provano a spiegare questo fenomeno irrazionale, ancora oggi interessante e fecondo ambito di studi.

La Sardegna, terra di ataviche credenze e tradizioni, ospita invece il Museo delle Streghe. La provincia di Oristano si tinge insomma di tetri colori nel tentativo di esporre le tracce della magia, delle leggende e dei rituali misteriosi legati ad un mondo che è sempre stato parte integrante della storia (e ampiamente perseguitato). 

Ma davvero l'arte deve restare chiusa all'interno dei musei? I fondatori dell'Outings Project non sono d'accordo e il loro obiettivo è portare l'arte fuori dai musei. A differenza di quanto si possa pensare, non stiamo parlando di street art, niente Bansky e niente graffiti, ma quadri "classici" distribuiti e condivisi in giro per le città.

Come funziona Outings? Si tratta di un progetto online, che vuole portare l'arte fuori dai musei tramite la condivisione delle opere. Ogni città ha infatti un suo museo, anche il più piccolo paesino ormai ha un luogo deputato a raccogliere le tracce del passato e a mettere in mostra la tradizione dei luoghi. Bene, per partecipare all'Outings Project, basta andare nel museo della propria città, impugnare lo smarthphone, scattare una foto, anche senza flash dove è vietato. Attenzione, la foto deve riprendere l'opera, non il fotografo. Niente selfie, quindi!

 

 

Il passo successivo è editare per quanto possibile la foto e stamparla. Fatto? Scegliete l'angolo della vostra città che vi piace di più e attaccatela. Avrete portato la vostra opera preferita fuori dal museo in cui era "chiusa". Outings è un progetto globale, ognuno può contribuire alla causa da ogni angolo della Terra (una mappatura seguirà il progetto pian piano). L’importante è che il ritratto sia anonimo: per non offendere la sensibilità di nessuno non sono ammessi santi, madonne, immagini religiose o di sovrani.

Bhè, ora che sapete come funziona avete solo che l’imbarazzo della scelta: nasoni rinascimentali, cappelli bizzarri e acconciature futuristiche stanno per invadere le città italiane, come già succede in varie località in tutta Europa. La prima sarà Matera, dove una prima gallery è work in progress. Le idee non mancano: mai sentito parlare di Lorenzo Lotto, Piero della Francesca, Domenico Ghirlandaio, Tiziano? Oppure che ne dite poi di un contemporaneissimo Botero? Le sue donne cicciottelle faranno la gioia di tutta la popolazione femminile.

È Autunno, nonostante il caldo. Le spiagge sono chiuse, a parte qualche piccola eccezione, e non c’è più spazio per giochi in spiaggia o tintarelle. Se vi state chiedendo come ingannare le fredde giornate autunnali, piovose forse, ma in ogni caso poco assolate, noi abbiamo la risposta. Una risposta "da vertigine"! Al Museo. No, non stiamo scherzando. Musei e vertigine possono andare d'accordo. Continuate a leggere e troverete qualche luogo dove trascorrere il vostro tempo libero. Non ve ne pentirete!

 

 

Torino. La città più elegante d’Italia ha in serbo una sorpresa per tutti i cineasti. Sulla Mole Antonelliana è aperto il Museo del Cinema, quello che, dopo il Museo Egizio, è il sicuramente il polo più noto della città. Un tuffo nella celluloide, con tanto di ascensore panoramico. Ammalierà appassionati e non. E poi potrete godere di una vista mozzafiato su tutta Torino. Da vertigine, no?

 

Museo del Cinema 

 

Trieste. Il Museo della Bora, dove potrete vivere l’esperienza che gli abitanti della splendida città friulana vivono ogni giorno: un tunnel con raffiche di vento a 100 chilometri orari. Non è un parco divertimenti ma bisogna ammettere che in molti casi ci si va vicino. Qui la vertigine non dipende tanto dall'altezza ma dalla forza del vento che vi farà volare via. Pensavate che solo il Luna Park fosse divertente?

 

Bora a Trieste

 

Roma. Al MACRO, ovvero al Museo d’Arte Contemporanea Roma, immerso nello storico quartiere di Testaccio, svetta alto un insieme di canne che, a prima vista, dà l'idea di essere una struttura molto precaria. In realtà si tratta di un’opera d’arte: ecco davanti a voi il Big Bambù, opera dei fratelli Mike e Doug Stern. Se non soffrite di vertigini e non vi farà trasalire lo scricchiolio delle canne durante la salita, allora questo è il posto che fa per voi. Salottini ricreati ad hoc per i momenti di pausa durante la salita (ogni tanto ci vuole) e vista mozzafiato sulla città eterna una volta arrivati in cima. Avete mai pensato a una vista panoramica più originale?

 

Big Bambù al MACRO di Roma 

 

Conoscete altri musei "vertiginosi"? Raccontateceli. Li aggiungeremo alla nostra lista!

Quando finisce un amore, cantava nel 1974 Riccardo Cocciante. Una canzone bellissima e struggente, che ci parla di relazioni che si spezzanocuori infranti. A Zagabria, bellissima e antica capitale della Croazia, è un argomento all'ordine del giorno.

Non stiamo parlando di una città dove gli innamorati, per un motivo o per l'altro, sono spinti a lasciarsi e tornare a casa su due voli diversi, ma di un museo davvero originale, così tanto che nel 2011 ha ottenuto ben due riconoscimenti internazionali: lo European Museum Awards, e il Kenneth Hudson Award per il museo più innovativo in Europa.

Si tratta del Museum of Broken Relationships, il primo museo interamente dedicato alle relazioni... finite. L'idea, partita da una mostra itinerante in giro per il mondo, è stata "concettualizzata e musealizzata" da Olinka Vištica e Dražen Grubišić, due croati che hanno deciso di rendere internazionale questa collezione.

 

 

Ma cosa fa del Museo delle relazioni finite una delle maggiori attrazioni di Zagabria, alla pari di cattedrali, musei e strade antiche? L'approccio alla materia delle relazioni. Non più la verità edulcorata di rapporti che finiscono tra lacrime e sospiri cinematografici, ma una vera e propria collezione di "memorabilia" di rapporti - sentimentali ma non solo - che non ci sono più, con il loro carico di ricordi materiali.

Ecco che così, tra le bellissime sale bianche dello Zagreb Museum of Broken Relationships, ritroviamo oggetti di ogni tipo, a volte bizzarri, come delle mani in cartapesta appartenute forse a dei manichini o delle statue, al più classico dei nani da giardino, passando per gli intramontabili album di fotografie del matrimonio, gli orsacchiotti di peluche di San Valentino e, sorpresa delle sorprese, un'accetta. Perché si sa, l'amore non è bello se non è litigarello, ma a forza di tirare fuori l'arma contundente, la relazione è destinata a rompersi traumaticamente.

Un nano da giardino, appartenuto a chissà chi. Un simbolo di una relazione.. che si sgretola

Il Museo è aperto già da qualche anno, e la sua collezione innovativa e curiosa è stata ben trattata dalla principale stampa internazionale, da Le Monde alla BBC News, ma meno in Italia dove, tra le bellissime calle di Venezia e i romantici abbracci sulla terrazza del Pincio, siamo ancora legati a un romanticismo vecchio stile.

Per tutti quelli interessati a visitarlo, però, ecco alcune informazioni utili. Il Museo si trova in Ćirilometodska 2, nel centro di Zagabria, e la collezione è accompagnata da descrizioni in inglese e croato, con opuscoli informativi disponibili in tedesco, francese, spagnolo, portoghese, cinese, giapponese e italiano.

Il museo è aperto dalle 9.00 alle 22.30 dal 1 giugno al 30 settembre, e dalle 9 alle 21 dal 1 ottobre al 31 maggio. L'ingresso costa 25 kune croate, circa 3,30 euro, con riduzioni per studenti, over 65 (20 kune) e gruppi di almeno quindici persone (15 kune). Per ulteriori informazioni, questo è il link al sito ufficiale (disponibile anche in lingua inglese).